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Antiossidanti più allenamento? Meglio evitare!

In un recente lavoro di Higashida et al. (5), gli autori riportano che dosi molto elevate di vitamine antiossidanti non impediscono le risposte adattative (mitocondri muscolari, GLUT4, azione insulinica ) indotte dall’esercizio fisico. Come chiaramente indicato di seguito, i dati non sono concordi con quelli riportati da tre gruppi di ricerca indipendenti provenienti da Germania (14), Australia (17), e Spagna (4).

Utilizzando un protocollo sperimentale significativamente differente per quanto riguarda l’intensità e la durata dell’esercizio fisico, per l’integrazione di antiossidanti e per i parametri molecolari analizzati (mRNA vs livelli proteici), il lavoro di Higashida et al. confrontato con un altro studio, fa pervenire a conclusioni esattamente opposte, cioè che l’integrazione di vitamine antiossidanti hanno un effetto inibitorio sull’adattamento muscolare dopo uno sforzo. In uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition (4), ci sono stati aumenti molto significativi, dell’ordine del  186% .ca, nella capacità di resistenza dei ratti dopo un allenamento di 6 settimane, l’incremento invece è sceso drasticamente al 26% quando gli animali sono stati integrati con vitamina C. La capacità di resistenza è direttamente correlata al contenuto mitocondriale, ed è per questo che hanno deciso di determinare la biogenesi mitocondriale a cascata nel muscolo scheletrico degli animali, e hanno trovato che era significativamente ostacolata. Anche se la vitamina C ha avuto un impatto molto grande sulla capacità di resistenza degli animali, non si è trovato lo stesso effetto sul Vo2 max  in studi sugli animali o sugli umani. Nello studio di Higashida et al. poi non è stato eseguito alcun test di performance. Studi formativi, tra cui i dati pubblicati da Higashida et al., condotti per determinare se le vitamine antiossidanti migliorassero la prestazione fisica, hanno in generale dimostrato che l’integrazione di antiossidanti è inutile (3 , 7 , 13 , 18 , 20). Ad ogni modo, i dati recenti mostrano che gli antiossidanti possono non solo essere inutili ma addirittura peggiorativi. Diversi studi suggeriscono che gli antiossidanti possono avere effetti negativi sulle prestazioni. Già nel 1971, è stato dimostrato che l’integrazione di vitamina E (400 mg/die per 6 settimane del solo α-tocopheryl acetate) ha causato effetti sfavorevoli sulle prestazioni di resistenza nei nuotatori 15 . Malm e i suoi collaboratori 10 , 11  hanno mostrato, in due studi consecutivi, gli effetti deleteri dell’integrazione di ubichinone-10 sulle prestazioni degli esseri umani, dopo un allenamento ad alta intensità. Nel 2002, è stato dimostrato che l’integrazione di 1g di vitamina C/die per 4 settimane a dei levrieri da corsa, ha ridotto in modo significativo la loro velocità ( 12 ). Inoltre, in uno studio umano, sono stati dimostrati gli effetti negativi dell’integrazione di acido ascorbico (di sintesi) sulle risposte adattative degli enzimi antiossidanti endogeni e sulle proteine ​​in risposta allo stress ( 8 ). Inoltre, è stato dimostrato che l’integrazione con acido ascorbico per prevenire il dolore muscolare a insorgenza ritardata dopo l’esercizio fisico (DOMS o carnegrea), non preserva la funzione muscolare, ma ostacola il processo di recupero, essendo in tal modo dannoso per le prestazioni future ( 2 ). Infine, si è scoperto che la vitamina C riduce l’efficienza allenante perché impedisce la biogenesi mitocondriale indotta da esercizio  ( 4 ). Conclusioni simili sono stati recentemente raggiunte da un gruppo di ricerca statunitense ( 6 ). Gli autori hanno scoperto che l’inibizione di un enzima generatore di radicali liberi (xantina ossidasi) da allopurinolo, attenua fortemente l’attivazione del percorso di biogenesi mitocondriale nel muscolo scheletrico a seguito di un esercizio fisico. Pertanto, in contrasto con le considerazioni di Higashida et al., c’è una crescente evidenza degli effetti negativi dell’integrazione di antiossidanti nelle prestazioni dell’allenamento sia in studi animali sia umani.

Le prove sugli effetti negativi dell’integrazione di antiossidanti, quando somministrati a pazienti e persone sane (non atleti) è, se possibile, più robusto. Nel 2007, Bjerlakovic et al. hanno esaminato i dati di 67 studi sugli integratori antiossidanti e hanno concluso che il beta-carotene, vitamina A e vitamina E sembrano aumentare il rischio di morte ( 1 ). Questi dati hanno confermato i rapporti precedenti che mostrano che a lungo termine l’integrazione di vitamina E (α-tocoferolo 21)  può aumentare il rischio di insufficienza cardiaca nei pazienti con malattia vascolare o diabete mellito ( 9 ). Quando un programma di allenamento aerobico di 6 settimane è stato applicato a pazienti con ipertensione, l’integrazione degli antiossidanti (vitamine C, E ed acido α-lipoico) ha portato ad un miglioramento della pressione sanguigna ma un’inibizione della vasodilatazione flusso-mediata che è indotta da esercizio( 19 ). Infine, M. Ristow ha dimostrato che l’integrazione antiossidante con vitamine C ed E, previene l’induzione dei regolatori molecolari di sensibilità all’insulina e previene le difese antiossidanti endogene normalmente indotte da esercizio fisico( 14 ).

Un numero significativo di individui sani e malati stanno prendendo integratori antiossidanti nella convinzione che questi miglioreranno la loro salute e che prevenga loro le malattie ( 1 ), scuola ortomolecolare docet. Soprattutto una grande percentuale di atleti, anche professionisti, prendono integratori vitaminici, spesso a grandi dosi e soprattutto di sintesi 22, in cerca di effetti benefici sulle prestazioni ( 16 ). La completa mancanza di qualsiasi effetto positivo dell’integrazione di antiossidanti sui risultati fisiologici e biochimici costantemente presenti negli studi umani e animali solleva enormi interrogativi sulla pratica di utilizzare forme antiossidanti orali di sintesi slegati dal loro contesto naturale, il cibo.

La maggioranza delle evidenze sperimentali suggerisce di evitare queste integrazioni. Così, si confermano le conclusioni derivate dalle precedenti ricerche ( 4 , 14 ) in disaccordo con la ricerca di Higashida et al.

Bibliografia e Note


1. Mortality in randomized trials of antioxidant supplements for primary and secondary prevention: systematic review and meta-analysis. JAMA 297: 842–857, 2007.
2. Ascorbic acid supplementation does not attenuate post-exercise muscle soreness following muscle-damaging exercise but may delay the recovery process. Br J Nutr 95: 976–981, 2006.
3. Effect of ascorbic acid on endurance performance and athletic injury. JAMA 211: 105, 1970.
4. Oral administration of vitamin C decreases muscle mitochondrial biogenesis and hampers training-induced adaptations in endurance performance. Am J Clin Nutr 87: 142–149, 2008.
5. Normal adaptations to exercise despite protection against oxidative stress. Am J Physiol Endocrinol Metab 301: E779–E784, 2011.
6. Exercise activation of muscle peroxisome proliferator-activated receptor-gamma coactivator-1alpha signaling is redox sensitive. Free Radic Biol Med 47: 1394–1400, 2009.
7. The effect of high dosage vitamin C intake on aerobic and anaerobic capacity. J Sports Med Phys Fitness 20: 145–148, 1980.
8. Effect of vitamin C supplements on antioxidant defence and stress proteins in human lymphocytes and skeletal muscle. J Physiol 549: 645–652, 2003.
9. Effects of long-term vitamin E supplementation on cardiovascular events and cancer: a randomized controlled trial. JAMA 293: 1338–1347, 2005.
10. E ffects of ubiquinone-10 supplementation and high intensity training on physical performance in humans. Acta Physiol Scand 161: 379–384, 1997.
11. Supplementation with ubiquinone-10 causes cellular damage during intense exercise. Acta Physiol Scand 157: 511–512, 1996.
12. Supplemental vitamin C appears to slow racing greyhounds. J Nutr 132: 1616S–1621S, 2002.
13. Nutritional ergogenic aids and exercise performance. Nutr Res Rev 12: 255–280, 1999.
14. Antioxidants prevent health-promoting effects of physical exercise in humans. Proc Natl Acad Sci USA 106: 8665–8670, 2009.
15. The effects of vitamin E and training on physiological function and athletic performance in adolescent swimmers. Br J Nutr 26: 265–276, 1971.
16. Vitamin/mineral supplement use among athletes: a review of the literature. Int J Sport Nutr 4: 320–334, 1994.
17. Antioxidant supplementation reduces skeletal muscle mitochondrial biogenesis. Med Sci Sports Exerc 43: 1017–1024.
18. No effect of antioxidant supplementation on muscle performance and blood redox status adaptations to eccentric training. Am J Clin Nutr 93: 1373–1383.
19. Oral antioxidants and cardiovascular health in the exercise-trained and untrained elderly: a radically different outcome. Clin Sci (Lond) 116: 433–441, 2009.
20. Antioxidant supplementation does not alter endurance training adaptation. Med Sci Sports Exerc 42: 1388–1395, 2010.
21. le forme miste di vitamina E non hanno evidenziato gli effetti negativi che hanno l’α-tocoferolo da solo.
22. Nelle recenti discussioni del forum si è evinto che le vitamine di sintesi non hanno lo stesso effetto di quelle naturali presenti nel cibo.
Articolo liberamente tratto da http://ajpendo.physiology.org/content/302/4/E476.full

Alessio Di Girolami

COMMENTI

Fabietto scrive:

Chi l’avrebbe mai detto? Veramente sconvolgente!

Tropico scrive:

Da una piccola indagine sull’acido ascorbico di sintesi si è aperto un nuovo mondo che io stesso ignoravo, non sono contro gli integratori, assolutamente, ma purtroppo ci sono molte ricerche in tal senso sugli antiossidanti, che mettono in dubbio la loro utilità, soprattutto quando sono di sintesi e non bilanciati. Il prossimo articolo farà luce sul perché, ma già alcuni sanno che la vitamina E non è solo α-tocoferolo e l’acido ascorbico da mais non ha gli stessi effetti della vitamina C presente nel cibo, imitare la natura è complicato.