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Calvizie agli ultrasuoni

Sembra quasi che ci abbia preso gusto a parlare di questo argomento, se non altro le mie ricerche in questo campo partono ancor prima di quelle sull’alimentazione e sulla salute in generale. Io e Danny Roddy pare che oltre a Raymond Peat abbiamo  in comune la questione che riguarda buona parte dei maschi là fuori, la perdita dei capelli o se preferite AGA (Alopecia Androgenetica). Così con la maggiore diffusione degli apparecchi ad ultrasuoni mi è capitato di vedere diverse televendite e la domanda mi è sorta spontanea, chissà se funzionano sulla calvizie androgenetica… nemmeno a pensarci su, qualcuno ci è già arrivato ed ha brevettato il tutto nel 2011. Prima però parliamoci chiaro, ok la predisposizione genetica, ma quando c’è di mezzo un paradosso allora per me la cause sono da rivedere, non sto a tediarvi con la storia del DHT e l’alfa reduttasi, se siete qui a leggere la saprete anche meglio di me, però, spiegatemi il paradosso della calvizie maschile che ha maggior diffusione proprio quando tutti gli androgeni maschili si abbassano con l’età, se castrarsi con la finasteride vi sembra un buon metodo non sarò io a fermarvi, ma capisco che fintanto dia qualche risultato…

Sicuramente c’è di più oltre al DHT, ed il punto di vista bioenergetico di Danny Roddy è molto interessante… in questo periodo il suo libro è gratis, è in inglese ma ehi!, è gratis! Ora torniamo a noi, il breve escursus è stato fatto perché la terapia ad ultrasuoni agisce più dal punto di vista bioenergetico che da quello del DHT, come del resto l’infrarosso o anche il botulino, sì il botulino contrasta la calvizie androgenetica, apparentemente questo sembra in disaccordo con il migliorare l’afflusso sanguigno nello scalpo, ma non lo è e ne parleremo un’altra volta.

Anche se il capello si miniaturizza fino a diventare minuscolo e trasparente, il follicolo pilifero rimane vitale, solo l’alopecia cicatriziale distrugge il follicolo, hanno constatato che cute affetta da calvizie e trapiantata nei topi torna a sviluppare capelli, ricordo anche uno studio dove l’uso di spironolactone orale aveva portato come effetto collaterale la ricrescita di capelli in un paziente anziano e calvo da molti anni. La ricerca ha indicato che un danno sub-letale ai tessuti induce riparazione e rimodellamento del tessuto con la formazione di vasi sanguigni (angiogenesi). Sono stati introdotti vari metodi sperimentali per ferire e/o stimolare il tessuto, questo si può ottenere con l’uso del laser, con degli aghi (vedi il dermaroller) o con onde d’urto acustiche (ultrasuoni), quest’ultimo sicuramente meno doloroso dei metodi menzionati prima. Recenti studi hanno dimostrato che l’applicazione di onde d’urto ad una varietà di tessuti può causare danno cellulare stimolando così un meccanismo di riparazione che può coinvolgere la sovraregolazione di VEGF (Fattore di crescita dell’endotelio vascolare), neo-vascolarizzazione (angiogenesi), sintesi di NO (ossido nitrico), ridotta necrosi ischemica, maggiore perfusione sanguigna, aumento della permeabilità delle membrane cellulari che migliorano il rilascio dei fattori di crescita, e di altri meccanismi di lesione delle cellule che stimolano la nuova rigenerazione dei tessuti.

Cavitazione acustica

Cavitazione acustica

Il meccanismo fisiologico attraverso il quale viene generata questa moltitudine di risposte positive è probabilmente il risultato di un danno alla struttura cellulare vicino al sito interessato. Molti esperimenti hanno dimostrato effetti positivi delle onde ultrasoniche, le ampiezze delle onde d’urto sono sufficienti a generare cavitazione acustica (la formazione e il conseguente violento collasso di bolle). E’ noto che la cavitazione acustica può provocare concentrazioni locali di energia sufficienti a sminuzzare calcoli renali o a produrre calore tale da essere impiegata per la modellazione corporea, come per la riduzione della cellulite. Gli attuali approcci per indurre il danno cellulare e successiva riparazione dei tessuti utilizzano spesso onde d’urto ad alta ampiezza. Tuttavia, è noto che una bassa energia pulsata ad ultrasuoni può anch’essa stimolare la guarigione delle ferite e la riparazione dei tessuti inducendo alcuni danni al tessuto, incentivando l’organismo a rispondere fisiologicamente con propri meccanismi interni di riparazione.

Nel brevetto non si propone di danneggiare l’intero follicolo ma di colpire le zone adiacenti che sotto le onde ultrasoniche vedono le strutture cellulari emulsionare, questa emulsione liquida rilascia fattori di crescita che stimolano il follicolo a produrre capelli più spessi, è lo stesso principio delle iniezioni sottoscalpo del PRP (plasma ricco di piastrine) ed in parte del rullo con aghi (dermaroller).

Ultrasuoni localizzati

Ultrasuoni localizzati

La novità del brevetto è che l’energia localizzata dagli ultrasuoni avviene solo nello strato sottocutaneo e non in altri strati o con propagazione nel cranio. Questo approccio è diverso da altri metodi che non controllano la profondità di penetrazione dello stimolo ultrasuono-indotto, al contrario si può danneggiare la superficie della pelle o far penetrare gli ultrasuoni ad alta intensità nel cervello, insomma se state pensando di comprare un apparecchio ad ultrasuoni a basso prezzo e puntarlo sul vostro cranio ci penserei prima un attimo per capirne gli eventuali rischi, dato che non è progettato per lo specifico scopo di lavorare limitatamente nello strato sottocutaneo dello scalpo, forme d’onda, frequenza e ampiezze del segnale ben identificate dal brevetto. Se vuoi puoi approfondire nel forum.

Alessio Di Girolami

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