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    Altre risposte di Ciampolini
    Autore Messaggio
    salvio Offline
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    Messaggio: #1
    Altre risposte di Ciampolini
    Hai posto quesiti interessanti, è per questo che rispondo volentieri. Servono anche a altri. L'insieme delle risposte qui sotto dovrebbe chiarirti le conseguenze dell'alimentazione macrobiotica. Non nè sono un fautore. E' tuttavia un'alimentazione migliore rispetto a quella di una persona in costante bilancio positivo. Il macrobiotico ha così aumentati i disturbi funzionali che non può mantenersi a lungo in bilancio positivo.


    Salvatore
    Da quando ho iniziato l'AFI e a fare un pò di attività aerobica, talvolta camminando per qualche chilometro (almeno 6), mi accade un fatto strano. Dopo una forte infiammazione ho una forte diarrea e movimenti intestinali e dopo che vado in bagno le infiammazioni sono diminuite notevolmente.

    Prof.
    L’attività fisica in generale e il camminare e anche le verdure favoriscono l’evacuazione, ma l’evacuazione diarroica (ricca di contenuto acquoso) indica un’attivazione infiammatoria della mucosa. Obbiettivamente, le differenze col normale sono state viste più al microscopio elettronico che con quello ottico. Sono differenze modeste, anche perché la mucosa del tenue è invasa ‘normalmente’ da cellule infiammatorie. In caso di diarrea ci si aspetta un aumento di tali cellule. L’aumento è difficile a dimostrare. Personalmente ho trovato differenze grandi spostandosi col microscopio di qualche centimetro nel tenue. Quale punto serve di riferimento? La diarrea è considerata un difetto funzionale transitorio del riassorbimento da parte della mucosa.. La mia conclusione è che la tua diarrea implica errori di bilancio, diventato positivo. Fai qualche verifica con misurazioni della glicemia.

    Salvatore
    Cosa devo supporre? Aumento delle mie difese immunitarie?

    Prof.
    L’invasione di cellule infiammatorie è un esercito difensivo che cerca di porre un rimedio. Ne sei contento? Non so quanto è valido il benessere di un organismo militare in guerra.

    Salvatore
    Poi ho una domanda. Lei dice che fibre e i grassi saturi ritardano la comparsa della FI a parità di introduzione calorica. Ma nel senso che la glicemia di fame iniziale è raggiunta in maggior tempo? Voglio dire se tra due pasti io mangio 500 kcal e ne consumo 500, con una quota maggiore di grassi saturi la glicemia cala più lentamente? O forse la presenza dei grassi in circolo ritardano la discesa della glicemia uniti ai trigliceridi che possono essere immesse dalle riserve?

    Prof.
    Riterrei più valida una dimostrazione dei cambiamenti in confronto con un gruppo di controllo su questo problema, rispetto alle mie osservazioni cliniche. Ho visto bambini di due anni chiusi in casa al caldo d’inverno che chiedevano il pranzo verso le due o le tre del pomeriggio dopo una tazza di latte intero a colazione. Ho dati sperimentali che i grassi saturi sono veicolati più lentamente e compaiono nell’alito (come CO2 marcata) dopo tre ore invece di 15 minuti come dopo assunzione di linoleico. La mia conclusione è non esauriente, non ho dati sufficienti per una risposta al tuo quesito. Consiglio di non mangiare grassi saturi perché aumentano il colesterolo nel sangue. Il problema maggiore nella nutrizione rimane il pareggio del bilancio dinamico, non il tipo di macronutrienti.

    Salvatore
    La questione dei carboidrati ad alto indice glicemico (ig) vs basso ig non la capisco. Voglio dire se sono in forte deplezione di glicogeno in teoria dovrei sopportare bene tutto il glucosio immesso anche se derivante da carboidrati ad alto ig, giacchè quant'anche non dovesse essere bruciato tra due pasti, quindi diciamo pure con bilancio dinamico positivo, potrebbe essere depositato nei depositi di glicogeno. Mi pare di capire che carboidrati a basso ig si immetono più lentamente quindi è meno probabile che gli adipociti li captino e li trasformino in grasso, mantenendo al glicemia più costante ovvero facendo si che non diventi troppo alta a parte il picco, mentre quelli ad alto ig visto anche il carico glicemico, possono essere captati dagli adipociti e trasformati in caso di bilancio positivo?

    Prof.
    Conosco una diecina di indagini che dimostrano che le fibre degli alimenti a basso ig fanno entrare dall fermentazione nel colon, circa due calorie per grammo di acidi grassi a breve catena per 7 – 8 ore dopo l’assunzione. Questo rifornimento prolungato permette una discesa glicemica più lenta, un ritardo della comparsa della fame e una minore introduzione calorica giornaliera. Personamente, non consiglio molti fagioli perché in realtà hanno un elevato contenuto calorico. Producono facilmente disturbi funzionali intestinali.

    Salvatore
    Fermo restanto che mangiamo in AFI con pochi grassi e carbo ad alto IG e in condizioni di deplezione di glicogeno, è sicuro che se gli adipociti so normali, sti carboidrati creeranno problemi sulla glicemia? Lei che ne pensa della differenza tra carbo ad alto ig e basso ig a livello metabolico? La trova sensata, utile ai fini del mantenimento della sensibilità insulinica o il semplice bilancio in pareggio fa si di non preoccuparsi affatto di questo?

    Prof.
    Correggo l’assunzione di carboidrati a alto ig con le verdure. C’è il vantaggio del volume maggiore durante il pasto, che permette di fermarsi alla quantità giusta. Producono meno meteorismo dei legumi. Dal meterismo si passa facilmente alla diarrea e alla mucosa infiammata.

    cordialmente, Mario
    ---------------------------------------------------------------------------------------
    26-09-2011 06:21 PM
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    Muso Offline
    Consapevole
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    Messaggio: #2
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    Il bello è che con carbo a basso ig non ricaricherai mai bene il glicogeno
    a meno di non dormire qualche giorno....
    26-09-2011 06:21 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #3
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    Ciampolini ha corretto la risposta:

    Ho corretto un pò una risposta:

    Fermo restanto che mangiamo in AFI con pochi grassi e carbo ad alto IG e in condizioni di deplezione di glicogeno, è sicuro che se gli adipociti sono normali, i carboidrati a alto ig non creeranno problemi sulla glicemia? Lei che ne pensa della differenza tra carbo ad alto ig e basso ig a livello metabolico? La trova sensata, utile ai fini del mantenimento della sensibilità insulinica o il semplice bilancio in pareggio fa si di non preoccuparsi affatto di questo?

    Prof.
    Ripensandoci, I carboidrati a alto ig dovrebbero favorire lo sviluppo progressivo della resistenza all’insulina, più di quelli a basso ig. In fondo, provocano una fame prima e maggiore. Correggo l’assunzione di carboidrati a alto ig con le verdure. C’è il vantaggio del volume maggiore durante il pasto, che permette di fermarsi alla quantità giusta. Producono meno meteorismo dei legumi. Dal meterismo si passa facilmente alla diarrea e alla mucosa infiammata.

    cordialmente, Mario
    26-09-2011 06:22 PM
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    Eva Offline
    Consapevole
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    Messaggio: #4
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    Citazione:Muso ha scritto:Il bello è che con carbo a basso ig non
    ricaricherai mai bene il glicogeno a meno di non dormire qualche
    giorno....
    Come fai ad esserne sicuro?
    26-09-2011 06:22 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #5
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    Eva la domanda è un'altra. Normalmente un maratoneta al 21esimo km va in
    depletazione completa, lui è sicuro quando ricarica di essere in deplezione
    totale?

    L'essere in deplezione parziale non implica una ricarica
    maniacale, imparare a usare il proprio corpo in riserva implica una maggiore
    tolleranza ai carboidrati e una maggiore capacità di durata nell'esercizio
    fisico.
    26-09-2011 06:23 PM
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    Andrea Offline
    Senior Member
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    719

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    Messaggio: #6
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    avrei una domanda su una cosa che non mi è chiara...allora, mettiamo che verso le 13.00 cominci a mangiare a pranzo in afi, con glicemia bassa da fame, finisce di pranzare e va al lavoro. Ora mettiamo che verso le 17 la glicemia scenda a livelli da fame e abbia consumato tutta l'energia introdotta con il pranzo.
    Che succede? la glicemia scendera fino a un livello minimo per poi rialzarsi per effetto degli ormoni catabolici intaccando le riserve, giusto?
    Ecco se io arrivo a casa e comincio a mangiare con glicemia alta per questo va bene o no? o devo aaspettare che ritorni bassa? cioe per farla breve, si puo mangiare con glicemia alta essendo lo stesso in bilancio negativo?
    26-09-2011 06:23 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #7
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    Citazione:avrei una domanda su una cosa che non mi è chiara...allora, mettiamo che
    verso le 13.00 cominci a mangiare a pranzo in afi, con glicemia bassa da fame,
    finisce di pranzare e va al lavoro. Ora mettiamo che verso le 17 la glicemia
    scenda a livelli da fame e abbia consumato tutta l'energia introdotta con il
    pranzo.
    Che succede? la glicemia scendera fino a un livello minimo per poi
    rialzarsi per effetto degli ormoni catabolici intaccando le riserve,
    giusto?
    Ecco se io arrivo a casa e comincio a mangiare con glicemia alta per
    questo va bene o no? o devo aaspettare che ritorni bassa? cioe per farla breve,
    si puo mangiare con glicemia alta essendo lo stesso in bilancio
    negativo?
    E secondo te di quanto si può alzare. Il
    rpoblema è sempre la sindrome metabolica, vistoc he senza di essa, la glicemia
    di rimbalzo in digiuno non aumenterebbe più di tanto, e mangiando in questo
    assetto l'insulina sarebbe chiamata a riempire le riserve.
    26-09-2011 06:23 PM
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    Muso Offline
    Consapevole
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    Messaggio: #8
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    la glicemia si rialza anche fino a più di 100 se ti muovi,se non sei resistente all'insulina appena ti fermi torna a 71 se non mangi.
    L'altro giorno ho mangiato,pranzo,1000calorie,dopo 3 ore glicemia 87,ho fatto una passegiata con il cane,al rientro glicemia 94,dopo 10minuti 80.
    La glicemia è un eresia per una persona in salute che non stia immobile tutto il giorno,è inutile provarla,serve solo se si è patologici.
    Mangiaconsapevole medesimo,dopo che gli ho detto di provare la glicemia 2-3 ore dopo mangiato,sta constatando che a volte ce l'ha adirittura a 61!!quello è denutrito come lo ero io.
    Ve lo ripeto,in una persona sana,indipendentemente dall'introduzione calorica,dopo 4-5 ore la glicemia sarà scesa sotto gli 80 in caso di immobilità,anche mangiando più di mille calorie(a meno che non siano tutti grassi o fibre o non si sia mangiato poco prima rallentando il tutto).

    Con i carbo a basso ig il glicogeno non si ricarica bene,ma in maniera irrisoria,a meno di non mangiarne tonnellate,ma poi la glicemia resta alta a lungo non perchè si è in accumulo ma perchè ci vogliono 10ore a digerire tutte quelle fibre, morale: depositi vuoti,glicemia relativamente alta nessun immagazzinamento perchè i carbo(sebbene a basso ig)verrano prediletti dal corpo come carburante al posto dei grassi in quanto più facili da usare.
    Così si dovrà ritardare un pasto a causa della lentezza nella digestione e si sarà privi di forze e non ricaricati.
    Ciò è bene per un obeso o per uno che non può geneticamente ingrassare(che se si è comunque allenato duramente necessita di carbo ad alto ig),non per una persona normale.
    Inoltre con le riserve semivuote l'intervento dell'insulina è molto inferiore.
    In una vecchia pagina postata da Salvio c'è scritto che un ora di allenamento di potenza dimezza le riserve di glicogeno epatico e muscolare,fate i vostri conti di quanti carbo vi servono.
    Salvio so che tu ti alleni di rado in potenza perchè la consideri una cosa innaturale,ma io non penso sia così(visto anche l'esteremo benessere dopo gli allenamenti).
    Gira che rigira il concetto giusto pare essere ricaricare in malo modo subito dopo il training e nelle ore successive e tornare a dieta normale dalla sera o se non è bastato dalla mattina dopo. E per uno sportivo serio con dieta normale intendo 50% carbo.
    Come suggeriscono Cianti,Duranti,Cordain,Perricone e un po' tutti quelli che hanno scritto in proposito.
    Ovvio se esaminiamo coloro che hanno limitazioni genetiche le cose cambiano,ma io penso che il paleolitico-tipo, dopo la caccia, non si facesse problemi a mangiare banane o patate per un giorno intero se erano disponibili,oltre grandi quote di proteine.
    Metti anche che non mangiasse banane o patate anche mangiarsi 2 o 3 kg di pere aveva più o meno gli stessi effetti....
    Anche perchè per il paleolitico-tipo accumulare grasso era auspicabile(non a caso sopravvivevano i migliori imagazzinatori)ora,l'accumulo di grasso presuppone l'uso dell'insulina che quindi è lì apposta per essere usata.
    Il non poter ingrassare,nel paleolitico,sarebbe stata una gravissima limitazione che probabilmente avrebbe portato il soggetto alla morte.
    Lo scopo dovrebbe essere riacquisire la capacità di ingrassare e non convivere con questa condizione.
    Se è una condizione permanente bisogna prendere atto che si tratta di una patologia.

    Inoltre la storia dell'accumulo secondo me va comunque vista con i dovuti riguardi(ma è una cosa che ho già detto)in quanto un grande obeso può mangiarsi 20kg di patate al giorno sempre con glicemia a 70,non essere in accumulo,e ingrassare 10kg.
    è giusto un consiglio dietetico di massima per chi ha problemi metabolici.
    Mio personalissimo punto di vista.

    Di Ciampolini mi piace tutto tranne il criterio che secondo lui determina lo stato di accumulo(la glicemia),esso è constatabile da altri fattori che avrebbe dovuto indagare(anzi scoprire,perchè nel mio caso solo l'istinto può dirmi se sto mangiando troppo o poco,seguendo la glicemia potrei arrivare a più di 3500calorie al giorno e forse più...)
    26-09-2011 06:23 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #9
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    Tu paragone te stesso a uno che è praticamente un sedentario.

    Vittorio rinfrescaci la memoria su quali sono le tue attività fisiche.

    Citazione:Mangiaconsapevole medesimo,dopo che gli ho detto di provare la glicemia 2-3 ore dopo mangiato,sta constatando che a volte ce l'ha adirittura a 61!!quello è denutrito come lo ero io.

    Non è detto che sia denutrito, è possibile che tiene il bilancio troppo alto o comunque alto e mangia pochi carboidrati e siccome l'introito calorico non è alto, l'insulina lo porta all'ipoglicemia, si chiama sindrome metabolica per questo.

    Avevo già fatto notare che se si è in resistenza insulinica è possibile andare facilmente in ipoglicemia e lo stesso Ciampolini pone accento su questo fenomeno.

    Lui dovrebbe provare ad aumentare leggermente i carbo e a diminuire i grassi.

    Tra l'altro c'è chi può avere l'ipoglicemia perchè consuma troppi carbo e pochi grassi, purtroppo o per fortuna vittorio dice bene una cosa, se sei lontano dalal resistenza insulinica metabolizzi pure il cemento, ma sotto resistenza accadono le cose più strane, tipo mangi poco e resti grasso oppure mangi tanto ma diventi un chiodo, entrambe faccia della stessa medaglia.

    Inoltre ha ancora ragione vittorio e io l'ho detto, lontano dall'insulinoresistenza, il corpo al caldo ideposita quelloc he tira fuori per il freddo molto facilmente e in breve tempo. La sindrome è proprio il problemone di tirare fuori risorse che poi per insulinoresistenza non tornano più al proprio posto.

    Citazione:Ve lo ripeto,in una persona sana,indipendentemente dall'introduzione calorica,dopo 4-5 ore la glicemia sarà scesa sotto gli 80 in caso di immobilità,anche mangiando più di mille calorie(a meno che non siano tutti grassi o fibre o non si sia mangiato poco prima rallentando il tutto).

    Va bhe permettimi di dire SANA = non insulino resistente, ma che continuando a fare così senza usare quella energia SANA lo resta per poco.

    Citazione:Con i carbo a basso ig il glicogeno non si ricarica bene,ma in maniera irrisoria,a meno di non mangiarne tonnellate,ma poi la glicemia resta alta a lungo non perchè si è in accumulo ma perchè ci vogliono 10ore a digerire tutte quelle fibre, morale: depositi vuoti,glicemia relativamente alta nessun immagazzinamento perchè i carbo(sebbene a basso ig)verrano prediletti dal corpo come carburante al posto dei grassi in quanto più facili da usare.

    E purtroppo mi rendo conto che Vittorio è l'unico che ha capito come funziona la storia. I carbo a basso ig, spesso so ricchid i fibra, questo impedisce di mangiarne tanti e inoltre ne modula l'ingresso in circolo, così facendo essi arrivano al fegato e agli adipociti (se ci arrivano data la loro lentezza nell'immissione) ora se la persona è sedentaria ma mediamente attiva, riesce a controllare bene la glicemia, ma se segue sforzi fuori dal comune per lungo tempo non riescono a farglieli fare e alla lunga paradossalmente il corpo è costretto con molto nutrimento in digestione a usare le riserve.

    Inoltre ricaricano lentamente le riserve, non consentendo un nuovo sforzo a breve tempo. Nei sport di resistenza non protratti non è tanto, ma negli sport misti di resistenza con punte di potenza la cosa si fa sentire.

    I masai quando compiono sti famosi 50 km al giorno per far pascolare il bestiame portano sempre latte con loro e spesso ne bevono, dato che gli sarebbe impossibile camminare così tanto senza rifornirsi, le riserve si esaurirebbero ben prima.

    Citazione:Ciò è bene per un obeso o per uno che non può geneticamente ingrassare(che se si è comunque allenato duramente necessita di carbo ad alto ig),non per una persona normale.

    E Vittorio ma io sospetto che Andrea sia in questo stadio e a me ha detto più volte di vivere in un ambiente caldo e di fare poca attività fisica. Ecco perchè pe rme assumere 2000-2500 kcal è troppo.

    Una precisazione per l'obeso ma anche per quello che non può ingrassare. Se ha una dieta fortemente basata sui carboidrati, specialmente complessi, il suo metabolismo va a carboidrati c'è poco da dire; ora se genialmente diminuisce i carboidrati e alza i grassi, rischia paradossalmente senza adattamento di non riuscire a far attività sportiva, di non riuscire manco a stare in piedi, specialmente d'estate. Perchè? Perchè la nostra madre Terra che sarebbe una divinità con tutti icontrocoglioni rispetto a un fantomatico dio, ci ha fatti per adattarci a ciò che trovavamo da mangiare e noi nella nostra storia evolutiva abbiamo usato di tutto a momenti adattiamo anche la plastica a questo, ora il metabolismo si forgia in funzione del nutrimento in arrivo, ergo ogni cambio tra i macronutrienti pretende un riadattamento e i riadattamenti rapidi sono una cosa che crea stress e non riescono sempre bene, specialmente se l'organismo è già sotto stress per qualche infiammazione o per qualche stress generico (leggi le surreni vanno in tilt).

    Lui dice una grande cosa, se io so abituato ai carboidrati e mi voglio allenare, anche se non posso ingrassare me ne frego, se so che farò per dirne una 10 km a piedi stto un gelo invernale, tanto questi anche se mi mandano in iperglicemia man mano scompariranno dal circolo ematico, senza dare problemi, inoltre il mio bilancio diventa per gioco di cose negativo per forza dato che quando ho misurato in condizioni di assenza di esercizio.

    Anche chi è obeso, se è abituato a consumare i carboidrati e si mette a fare una low carbo può aumentare la sua resistenza all'insulina e ingrassare a meno che non vada in pareggio dinamico, ma questo può renderlo molto debole.

    Citazione:In una vecchia pagina postata da Salvio c'è scritto che un ora di allenamento di potenza dimezza le riserve di glicogeno epatico e muscolare,fate i vostri conti di quanti carbo vi servono.

    Va bhe qua ci sono due precisazini doverose. Mi chiedo quanto conti la capacità di produrre corpi chetonici e poi ma chi cavolo fa un'ora di allenamento in potenza?

    Citazione:Salvio so che tu ti alleni di rado in potenza perchè la consideri una cosa innaturale,ma io non penso sia così(visto anche l'esteremo benessere dopo gli allenamenti).
    Gira che rigira il concetto giusto pare essere ricaricare in malo modo subito dopo il training e nelle ore successive e tornare a dieta normale dalla sera o se non è bastato dalla mattina dopo. E per uno sportivo serio con dieta normale intendo 50% carbo.
    Come suggeriscono Cianti,Duranti,Cordain,Perricone e un po' tutti quelli che hanno scritto in proposito.

    Io considero innaturale allenare solo la potenza e scordarsi dell'aerobica, è diverso.

    Citazione:Se è una condizione permanente bisogna prendere atto che si tratta di una patologia.

    Per carità, ma ti ripeto parliamo di una persona ch emediamente si allena almeno 4 volte a settimana, non di un sedentario, altrimenti il bilancio si fa molto arduo ed è facile andare in iperinsulinemia.

    Inoltre nle paleolitico non mi risulta che le persone fossero grasse, come non esistessero i magri proprio perchè sono due faccie della stessa medaglia che dipendono dalla resistenza insulinica.

    Citazione:Inoltre la storia dell'accumulo secondo me va comunque vista con i dovuti riguardi(ma è una cosa che ho già detto)in quanto un grande obeso può mangiarsi 20kg di patate al giorno sempre con glicemia a 70,non essere in accumulo,e ingrassare 10kg.
    è giusto un consiglio dietetico di massima per chi ha problemi metabolici.
    Mio personalissimo punto di vista.

    Finchè può depositare è come dici te, appena non lo può fare più sai meglio di me cosa succede.

    Citazione:Di Ciampolini mi piace tutto tranne il criterio che secondo lui determina lo stato di accumulo(la glicemia),esso è constatabile da altri fattori che avrebbe dovuto indagare(anzi scoprire,perchè nel mio caso solo l'istinto può dirmi se sto mangiando troppo o poco,seguendo la glicemia potrei arrivare a più di 3500calorie al giorno e forse più...)

    Chiedigliela sta cosa no?
    26-09-2011 06:24 PM
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    Andrea Offline
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    Messaggio: #10
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    Citazione:Non è detto che sia denutrito, è possibile che tiene il bilancio troppo
    alto o comunque alto e mangia pochi carboidrati e siccome l'introito calorico
    non è alto, l'insulina lo porta all'ipoglicemia, si chiama sindrome metabolica
    per questo.
    Be ma se si è in sindrome metabolica
    quando si va in ipoglicemia non si avverte disagio? io non ho cali di
    energia,praticamente non me ne accorgo neanche
    Citazione:E Vittorio ma io sospetto che Andrea sia in questo stadio e a me ha
    detto più volte di vivere in un ambiente caldo e di fare poca attività fisica.
    Ecco perchè pe rme assumere 2000-2500 kcal è troppo
    No
    no ultimamente ho un freddo della madonna, e non sto in un ambiente caldo, anzi
    la maggior parte del tempo quando sto a casa la passo in camera dove non si
    tiene il riscaldamento acceso tutto il giorno e ci saranno sui 16 gradi quando è
    spento
    26-09-2011 06:25 PM
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    Muso Offline
    Consapevole
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    1,194

    0
    Messaggio: #11
    RE: Altre risposte di Ciampolini
    Rivedo me....


    Quoto tutto Salvio,Salvio cmq quelle 2500gliele
    consiglio perchè secondo me è denutrito.
    Nel caso fosse davvero in accumulo
    da sindrome metabolica se le può scordare,ma è meglio che ci provi a mangiarle
    per una settimana.
    è che in lui rivedo la mia situazione...
    L'aerobica è
    fondamentale,cmq io un allenamento che considero molto completo è un ora di
    circuiti con kettlebell mischiati a esercizi con bilanceri,che fidati
    depauperano molto glicogeno e il lavoro cardiovascolare è enorme.
    A me piace
    molto l'idea di Cianti di spaccare il fisico per 3 giorni e poi riposare ad
    oltranza con l'aerobica,ma purtroppo se uno vuole fare vita normale deve
    scendere a compormessi...

    Admin ricordati che se sei abituato a mangiare
    poco,anche se tu avessi un fabbisogno più elevato e non fossi in
    accumulo,all'inizio il tuo corpo potrebbe avere qualche problema a riadattarsi a
    un alimentazione adeguata(qualche episodio di diarrea,un po' di mal di
    pancia)che potrebbe non dipendere dallo stato proinfiammatorio.
    Potresti
    avere anche problemi con alimenti nuovi.
    26-09-2011 06:26 PM
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