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    Ancora sui consumi metabolici...
    Autore Messaggio
    salvio Offline
    Banned

    1,056
    Messaggio: #1
    Ancora sui consumi metabolici...
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Sta cosa la voglio capire, perchè calcoli alla mano uno che fa 6 km spende in condizioni ideali 1000 kcal, mentre usando i suoi calcoli sembra spendere di meno.

    PAre che albanesi la pensi come me:

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Citazione:Per dimagrire si deve correre veloci
    Detto in generale, per dimagrire occorre fare la massima fatica. È l'errore opposto al precedente, di chi è convinto che si brucia di più se si va veloci (l'incremento del metabolismo basale è nella stragrande maggioranza di persone non significativo). Che nella corsa il consumo calorico dipenda solo dai km percorsi ce lo dice la fisica che mi fa sapere che il lavoro è dato dalla forza (non tanto il peso, quanto le forze meccaniche del nostro apparato locomotore per spostarlo in avanti, parallele allo spostamento; in una visione molto rozza, pensiamo a una mano che spinge il soggetto in avanti) per lo spostamento. La velocità con cui viene fatto il lavoro (la potenza) non c'entra con il lavoro totale. L'errore di ritenere importante la velocità nasce dal fatto che si confonde la potenza (lavoro nell'unità di tempo) con il lavoro. Consideriamo un campione mondiale che pesa 60 kg e in un'ora percorre 20 km. Avrà consumato all'incirca 1.200 calorie. Un principiante dello stesso peso che in un'ora percorre 10 km brucerà 600 calorie, la metà: andare più forte ti fa bruciare più calorie nell'unità di tempo. Ma se il nostro principiante percorre 20 km (ci mette il doppio del tempo: 2 ore) brucerà anch'egli 1.200 calorie.
    L'uomo non è come un'auto che più va forte più i consumi aumentano: l'uomo spende per fare un km sempre la stessa energia, a prescindere dalla velocità. Quindi meglio (per il dimagrimento non per altri motivi!) fare 22 km a 5'/km che 20 a 4'30"/km.

    Ahahaha scusate se insisto frase mitica di Alabanesi:

    "Come vedi, è banale concludere che il dimagrimento non dipende dal correre piano o forte, ma SEMPLICEMENTE dal bilancio energetico durante la giornata."

    QUindi secondo la sua logica un magro deve mangiare hrassi se vuole fare sforzi a lunghissima gittata o carboidrati ad alto indice glicemico.

    E qui cadiamo sulla attenzione che richiede la paleo rispetto a una simil mediterranea.
    Se mangi tanti carbo ad alto iG e ti alleni, in un certo modo il corpo può bilanciare da solo carboidrati e grassi durante i bilanci positivi (mi devono comunque spiegare perchè circa 3 ore dopo i pasti i consumi metabolici di glucosio crollano a picco a favore dei grassi), con la paleo questa fase non esiste giacchè mangi carboidrati e grassi in misura seprata e con indici e carico glicemico medio bassi (Tant'è che ho recuperi in un tempo mostruosamente lungo, escludendo il miele oppure mangi patate e o riso basmati).

    Comunque la mia prossima indagine sarà sul bilancio durante le lunghe passeggiate, visto che la fisica dice una cosa ma in tanti ne dicono un'altra.

    Il lavoro fatto (ovvero le calorie, non mi chiedete il perchè altrimenti cadiamo in cose estremamente complesse) è pari al prodotto della forza per lo spostamento.

    Mo sei peso un tot e mi sposto di un tot, devo consumare per forza un altro tot, invece ovunque legga il valore è sempre molto inferiore a quello calcolato, mah....

    Ho contattato Ciampolini su questa complessa vicenda. I miei calcoli sono del tutto sbagliati, dato che presuppongono che la forza vada nel senso dello spostamento.

    Siccome la forza peso non è diretta nella direzione dello spostamento (il peso va gìù voi avanti se vi muovete) l'unica forza frenante, anzi le uniche due sono l'attrito con il suolo dei piedi e il vento contrario.

    Quindi i consumi metabolici posti in atto con 10 km di passeggiata sono molto ma molto da riconsiderare, leggi mooolto da abbassare.

    Probabilmente per fare una decina di km di passeggiata si spende molto ma molto meno di quanto si crede.

    E non è detto che siano grassi, se si è inefficienti a bruciare grasso, o meglio non allenati, si brucia praticamente glucosio, fino a quando questo non scarseggia.

    Ecco perchè una dieta basata sui saturi e il fruttosio senza consumi uccide, ma con notevoli consumi garantisce lunghissime prestazioni, specialmente al freddo.

    Per riuscire a usare bene i grassi e quindi entrare facilmente in chetosi se il glucosio scarseggia, deve esserci un certo allenamento del sistema, altrimenti substrato preferito diventano le proteine.

    Ahimè dividere il binomio alimentazione+allenamento considerando solo la prima non porta da nessuna parte.

    Riallacciandomi al post dove si spiega come mai il fegato non eroga glucosio se c'è tanta insulina in corpo, devo amaramente dire che è inutile per i sedentari cercare qualsiasi dieta, tanto il corpo se esce dalla resistenza insulinica senza attività fisica, riduce l'appetito a praticamente zero.

    E credo che in molti qua l'hanno sperimentato.

    Non mi venite a dire che fate palestra perchè vi posso garantire che non bruciate quasi niente con 2-3 sedute di pesi a settimana.

    Ecco perchè la paleo aiuta notevolmente chi si allena ma sembra non quadrare mai con chi è sedentario, a meno che non diminuisca gli introidi ma di brutto.

    Aiuta si a controllare la glicemia e l'insulina, ma questo controllo torna ai limiti fisiologici il che porta ahimè ad avere letteralmente azzeramento della fame, a meno che non si manipoli il senso di sazietà con cibi forti induttori di insulina, ma a questo punto torniamo nel problema originale.

    Dico questo perchè, io e Cimpolini abbiamo avuto una lunga discussione, sull'utilizzo dei substrati energetici, e ne emerso che con l'attività fisica il corpo può sforzarsi di shiftare verso i grassi, altrimenti con una alimentazione povera in glucidi può passare tranquillamente ale proteine.

    Mentre con allenamento continuo, e non a caso trovammo che dopo un anno i livelli di ormone della crescita aumentavano del 100%, impara a bruciare i grassi e a risparmiare sia glucosio e che proteine (che per il corpo so quasi equivalenti).

    Se poi aggiungiamo che i livelli di insulina calano profondamente dopo un allenamento, dato che il corpo non ha bisogno di mandarla per fare entrare il glucosio, visto che il bilancio dinamico si abbassa, possiamo capire che quel binomio è imprescindibile e scusate il termine vaffanculo agli istruttori di palestra che dicono di non fare attività aerobica.

    Ricordare state sovrastimando e di brutto il vostro basale e i vostri consumi, spesso anche quando fissare 1500-1800 kcal/d il che alal lunga instaura la resistenza insulinica.

    Pertanto non è per cattiveria ma non risponderò più ai sedentari che accusano problemi, visto che se non vogliono invertire la rotta è inutile stare qui a discutere sempre degli stessi problemi.

    ---

    Che poi tra l'altro mi ha risposto il figlio di Ciampolini, Lorenzo che è ferratissimo in fisica e mi ha confermato che il moto orizzontale fa consumare poco dato che la forza peso non agisce nelal direzione del pertanto il lavoro prodotto dal peso nel camminare non è nullo ma quasi.

    Le uniche forze in gioco sono l'attrito e l'accelerazione continua che i muscoli esercitano per muoversi, ma questa forza in un movimento continuo si abbassa per sfruttemnto della prorpia scia, inoltre c'è la forza del vento contraria.

    Praticamente con 10 km di camminata si consuma veramente poco rispetto a quanto stimato, da formulette varie.

    Ben altra cosa è il movimento verticale come l'arrampicata, dove i miei calcoli sono esatti, ma onestamente io non ho mai visto uno farsi 5 km perfettamente verticali di arrampicata.

    Pertanto i consumi metabolici , per quanto ne parliamo, li sovrastimeremo sempre, quindi è opportuno uscire dall'iperinsulinemia e affidarsi all'unica cos che non mente mai, l'istinto.
    30-09-2011 02:14 PM
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