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Approccio operativo
#1
Bhe siamo giunti a un punto di stallo...

Abbiamo capito che i carbo fanno aumentare la glicemia e con la formula presa dal sito di albanesi sappiamo fino a che punto più o meno.

Sappiamo che i grassi fanno diminuire la glicemia lentamente.

Come possiamo usare questi due principi?

Io ho supposto che se uno usa tanti carbo deve usare pochi grassi e viceversa, in funzione dell'effetto ormonale che vuole avere, questo sempre cercando di minimizzare l'insulina.

C'è comunque da riflettere sul fatto che l'ormone della crescita parte dopo la terza ora di digiuno

Praticamente quando i grassi iniziano a predominare mentre si crea il famoso vuoto di glicogeno.

ricordarsi ricostruzione depositi glucidici => favorisce la sensibilità all'insulina

depositi del glicogeno pieni => sfavorisce la sensibilità insulinica

Poi mi pare di capire che ci sono delle zone di glicemia entro le quali il corpo adotta detemrninati comportamenti

Ad alta glicemia cerca di immettere il glucosio nei muscoli e nel fegato.

Man mano che si abbassa inizia a richiamare il glucagone per estrarre il glicogeno epatico, giacchè i muscoli come logica evolutiva, devono sempre averne a disposizione, non si sa mai ricordarsi che scappare o inseguire sono due cose diverse, nella prima uno muore nella seconda resta senza cena, i chetoni che ci sono affare.

Quando si arriva a una soglia molto bassa la fame si fa sentire se non c'è cibo a disposizjone il corpo avendo depletato il lgicogeno presente a livello epatico inizia a produrre corpi chetonici

in teori ail meccanismo della depletazione delle proteine è minimo, quasi nullo se il ciclo di krebs è ridotto al minimo come nel caso della chetogenesi, ma in casi di emergenza l'adrenalina e il cortisolo possono entrare prepotentemente in gioco..

Ricordarsi che scappare dallo stato di preda è una cosa, insegurne una è un'altra.

Io avevo pensato di controllare la glicemia in questo modo:

Quando questa si abbassa troppo quota di carbo preponderante rispetto ai grassi, in modo da alzarla ricaricare il glicogeno e far si che i grassi la facciano abbassare lentamente, dopo un tot di tempo, diciamo 3 ore, una quota bassa in carbo e una buona quota di grassi, in modo da avere un leggero rialzo della glicemia e una lunga gittata della stessa...

In questo però Vittorio potrà illuminarci meglio visto che ha usato un glucometro.

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"Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

Ultima frase:

Ma allora non sarebbe meglio limitarsi a ridurre i carboidrati anziché abolirli quasi del tutto? Almeno così risparmieremo al nostro corpo inutili sbalzi insulinici ed ormonali, evitando tutti gli effetti negativi di questa "folle" dieta metabolica.
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#2
ok, ma allora un sedentario (persona normo peso con metabolismo nella media) quanti grammi dovrebbe assumere di carbo al giorno contando anche che 150 gr mi pare siano indispensabili per il cervello e i globuli rossi che possono andare solo a glucosio tranne ovviamente dopo un certo tempo adattarsi all uso dei chetoni.
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#3
Eh quello che voglio capire è:

A) come adattarsi rapidamente all'uso dei chetoni

B) Farlo in modo che il corpo effettui la neoglucogenesi il minimo possibile e in carenza di energia switchi facilmente verso i chetoni

C) Entro quali limiti glucosio e chetoni cooperano tra loro, in modo che non ci sia deplezione delle proteine.

Voglio dire se c'è molto nutriento glucidico il corpo tende a bruciare il glucosio insieme ai grassi e a una piccola quanittà di proteine per mantenere la vita.

Se mancano i carbo e quindi la glicemia scende, il corpo la tampona con il glucagone e gli ormoni catabolici, incluso il GH.

Se la cosa dura troppo inizia a reperire substrati non glucidici per creare il glucosio, tra i quali gli amminoacidi.

Se crolla ancora e la cosa dura, per non disintegrare tutto il sistema, inizia a risparmiare proteine e terminati altri supporti manca l'ossacetalato quindi il corpo condensa due molecole di acetil-coA e chea i corpo chetonici.

Ma perchè non farlo subito appena la glicemia scende? Invece di passare per la gluconegenesi?

Non riesco a capire, se dipende da un fattore meramente di abitudine o c'entrano altre cose..
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