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    [COLESTEROLO] Lunga vita al colesterolo
    Autore Messaggio
    salvio Offline
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    Messaggio: #1
    [COLESTEROLO] Lunga vita al colesterolo
    Lunga vita al colesterolo
    di Luigi Mondo e Stefania Del Principe

    Credenze, luoghi comuni e nuove malattie: secondo la propaganda sanitaria il colesterolo fa molto male. Secondo inchieste laterali il colesterolo, quasi quasi, fa bene. Sappiamo davvero che cos’è e a cosa serve? E soprattutto, esistono davvero risposte “assolute”, pro e contro?

    Il seguente articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 25.

    Cos’ è realmente
    Il colesterolo nient’altro è che una molecola di acol parte del gruppo degli steroli. È formata da 1 atomo di ossigeno, 46 di idrogeno e 27 di carbonio (C27H46O).
    Com’è risaputo gli steroli si trovano ovunque, sia nel mondo animale che vegetale (in quest’ultimo caso parliamo di fitosteroli).

    Sfatiamo un po’ di miti
    Il colesterolo è presente all’interno dei tessuti e non nei grassi, come comunemente si è portati a credere. Questo, ad esempio, significa che, quando consumiamo un pezzo di carne privo di grasso pensando di evitare il tanto temuto e demonizzato colesterolo, ci nutriamo invece della parte che contiene più colesterolo in assoluto! Mentre, per contro, è proprio il grasso ad essere completamente sprovvisto di tale sostanza.
    Nel grasso, invece, troviamo i trigliceridi che sono vere e proprie sostanze grasse. Mentre, il colesterolo anche se definito in questo modo, non lo è affatto: si tratta di una sostanza che, come tutti gli steroli, si solubilizza solo ed esclusivamente nel grasso.
    Vi sono molti alimenti che contengono buone e utili quantità di colesterolo (per esempio, le uova), tuttavia, anche se ne mangiassimo in quantità elevate, non sarebbe possibile soddisfare il fabbisogno del nostro organismo. La maggior parte del colesterolo, infatti, viene sintetizzato dal fegato partendo da una molecola di base L’Acetil-CoA, non a caso, il termine colesterolo deriva dal greco chole (bile) e stereos (solido).
    L’organismo di un adulto produce tra gli 1 e i 2 grammi al giorno di colesterolo. Solo una piccola parte viene assunta con l’alimentazione: parliamo di circa 0,1gr. o, al massimo 0,3gr. tuttavia, per mezzo di un’alimentazione errata si può arrivare sino a 0,5 gr.
    Più degli adulti, i bambini hanno bisogno del colesterolo: difatti, nel latte materno troviamo delle sostanze, più precisamente degli enzimi, che aumentano l’assorbimento del colesterolo da parte dell’intestino del lattante.
    Il colesterolo è talmente importante nella crescita che, quando è carente, possono insorgere seri problemi, disturbi del comportamento e mancato sviluppo sessuale in età adolescenziale.

    A cosa serve il colesterolo?
    Il colesterolo è un ingrediente essenziale della membrana cellulare: ad essa dona sia rigidità che flessibilità e forma. La cellula si difende dagli attacchi degli agenti esterni (per esempio, i microbi) proprio per merito del colesterolo.
    Il colesterolo è anche un componente essenziale per i recettori della serotonina.
    È, di fatto, lo sterolo più importante che troviamo nel tessuto nervoso: un organismo sano deve contenerne almeno il 20% della componente lipidica totale (del cervello di un adulto) e addirittura il 45% nei nervi periferici. Non è un caso se dietro comportamenti di tipo violento, nevrosi, disturbi psicologici e tendenza a depressione e suicidio ci siano bassi o insufficienti livelli di colesterolo nell’organismo.
    Inoltre, il colesterolo è fondamentale per la rigenerazione dei tessuti organici: in presenza di un ridotto livello di colesterolo, capelli, unghie ed altri annessi cutanei, non sono in grado di essere riparati dall’organismo se danneggiati. E così, come questi, neppure le ferite o i danni ai muscoli o allo scheletro.
    Anche nel preziosissimo rivestimento mucoso che si trova nell’intestino vi sono delle cellule che hanno un massimo di 6 giorni di vita e quantità troppo basse di colesterolo possono rendere impossibile la rigenerazione delle stesse con evidenti scompensi organici (per esempio, la permeabilità intestinale che potrebbe far insorgere allergie, malattie autoimmuni, etc).
    A livello cutaneo il colesterolo viene adoperato in qualità di percursore della vitamina D, la quale migliora l’assorbimento del calcio.
    Anche gli acidi biliari vengono prodotti partendo dal colesterolo, in questo modo è possibile emulsionare i grassi che vengono assunti durante l’alimentazione e, di conseguenza, viene favorito l’assorbimento delle vitamine liposolubili come la A, la E e la K.
    Inoltre, è proprio grazie al colesterolo che avviene la crescita e la divisione cellulare, la sintesi degli ormoni steroidei come: aldosterone, cortisone, testosterone, estradiolo ecc. e lo sviluppo embrionale.
    Il colesterolo, è una sostanza liposolubile e non ha la possibilità di fluire correttamente in un liquido acquoso come è il sangue. Per farlo ha bisogno di una sorta “barchetta” che gli permetta di “navigare” bene. Queste barchette prendono il nome di lipoproteine. Le lipoproteine sono delle minuscole goccioline composte da fosfolipidi e proteine. Presentano una parte più esterna che è idrosolubile mentre quella interna è composta da colesterolo e sostanze lipidiche.
    Queste lipoproteine vengono classificate in base alla loro densità. Quelle che conosciamo meglio sono le HDL acronimo di High Density Lipoprotein e le LDL acronimo di Low Density Lipoprotein. Le prime, quindi, sono lipoproteine ad alta densità e le seconde a bassa densità. Le prime trasportano il colesterolo dalla periferia, mentre le seconde fanno il “viaggio” in senso inverso: ovvero arrivano alla periferia.
    Il 70/80% del colesterolo viene trasportato dalle lipoproteine a bassa densità, mentre il restante 20/25% da quelle ad alta densità.

    L’LDL cattivo?
    A differenza di ciò che generalmente viene diffuso dalle “fonti ufficiali”, le LDL non sono correlate con il rischio di infarto. L’unico ruolo attivo che esse hanno con l’aterosclerosi sembra dovuto alle cosiddette “LDL ossidate” che sono pericolose in quanto alterate. Precisiamo che queste alterazioni sono dovute non a un tipo di alimentazione ricca di grassi e colesterolo, ma alla sistematica assunzione di cibi industriali e raffinati che provocano un aumento dei radicali liberi.
    Un tipico esame del sangue che attesti l’elevata quantità di LDL ematico non denuncia alcun rischio di infarto e, soprattutto, in quest’ottica non avrebbe alcun senso eliminare tale sostanza dalla dieta, come, invece, è d’uso consigliare.
    L’unico indicatore reale di un possibile rischio cardiovascolare è la PCR, ovvero la proteina C reattiva, che sta ad indicare l’ossidazione dell’organismo. Il che, dimostra che tutto questo non ha niente a che fare con LDL nativo. Anche se è risaputo che in presenza di una PCR elevata, anche il colesterolo LDL si presenterà particolarmente ossidato.
    Negli ultimi anni è stata scoperta anche un’altra lipoproteina, denominata Lp(a), molto simile all’LDL che, tuttavia, sembra essere un altro affidabile segnalatore del rischio cardiovascolare. Essa ha la precipua funzione di trasportare una proteina che denominata Apo(a).
    È stato notato che in uno stato di carenza di Vitamina C (che è un eccellente antiossidante) nell’organismo, vi è un marcato, quanto pericoloso, aumento della presenza di lipoproteine Lp(a).
    Inoltre, è stato dimostrato che la lipoproteina Lp(a) contiene una proteina che tende ad ispessire le arterie: anche in questo caso, è possibile prevenire l’ispessimento aumentando l’assunzione di semplici antiossidanti naturali come la vitamina C ed E.
    Alcuni esperimenti eseguiti sui conigli mostrano che, somministrando degli antiossidanti con il BHT (mutilato idrossitotulene), i rischi di infarto e aterosclerosi si riducono di molto, nonostante i livelli di LDL fossero comunque elevati.
    Nei primi anni ’80 una ricerca nota con il nome di Women Health Study, a cui furono sottoposte 28.000 persone, evidenziò il dato sconcertante che oltre il 46% degli esaminati che avevano già subito almeno un infarto, presentavano livelli di LDL decisamente bassi.
    Anche in Belgio e in Giappone, sono stati effettuati degli studi in cui si notava che nei soggetti sottoposti ad intervento chirurgico, a causa della presenza di placche nelle carotidi, nonostante i livelli di ossidazione fossero elevati, non lo erano necessariamente quelli di LDL totale.
    Il premio Nobel Linus Pauling, affermava che l’ipercolesterolemia era dovuta a una carenza di antiossidanti e, più in particolare, di vitamina C. Non a caso, la terapia del Dr. M. Rath contro la formazione delle placche aterosclerotiche si basa sull’assunzione di antiossidanti, minerali, oligoelementi ed amminoacidi (Lisina e Prolina). Questi ultimi hanno la peculiarità di ridurre l’adesività della Lp(a) e ridurre la pressione del sangue. Tuttavia, il fatto più anomalo, è che questi amminoacidi si trovano in grande quantità proprio nei formaggi, nelle uova e nella carne. E, forse vi sembrerà difficile da credere, anche in grassi saturi riducono il livello delle Lp(a).

    Malattia o cos’altro?
    Viene spontaneo chiedersi: «Ma se il colesterolo non fa male, allora perché tutti ne parlano come di un nemico da combattere senza esclusione di colpi?». La risposta che possiamo dare noi è che questa “malattia” inventata dal marketing farmaceutico rende molto bene in termini economici e la tendenza a non informarsi da parte dei cittadini regge il gioco delle case farmaceutiche e di tutti coloro che si sono buttati nel business del colesterolo.
    È altresì vero che i livelli di colesterolo variano da persona a persona e non si può generalizzare: infatti, ci sono persone che hanno elevati livelli di colesterolo e stanno benissimo.
    Un’elevata concentrazione di colesterolo ossidato può essere indice di una malattia in corso e non la malattia stessa: in quest’ottica il colesterolo ossidato diventa un sintomo che, come tutti i sintomi, denuncia una situazione di disagio a cui bisogna porre rimedio, non mettendo a tacere il campanello d’allarme, ma intervenendo sulla causa, come dovrebbe avvenire per tutte le malattie.

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    N.d.Salvio: a quanto pare Perugini Billi e noi non siamo più tanto dei mentecatti isolati, lo ripeto per quanto se ne possa dire, in futuro a noi spetterà la paternità di aver promulgato idee controccorrente al punto da far fioccare ban e insulti in quasi tutti i forum che abbiamo visitato.
    27-09-2011 06:50 PM
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    Tropico Offline
    Condottiero
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    9,503
    Messaggio: #2
    RE: Lunga vita al colesterolo
    Ottimo articolo... il colesterolo lo avevamo già sdoganato, l'osservazione pratica è molto più attinente di tante teorie ripetute fino all'ossesso,sul colesterolo sui grassi etc...

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    27-09-2011 06:50 PM
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    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #3
    RE: Lunga vita al colesterolo
    Ma più che altro che non si muore di colesterolo, ma di colesterolo ossidato...
    27-09-2011 06:50 PM
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    Tropico Offline
    Condottiero
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    9,503
    Messaggio: #4
    RE: Lunga vita al colesterolo
    E anche che i grassi saturi e le carni/uova non fanno crescere il colesterolo ematico se non in misura piccola rispetto a quello che fa il fegato.
    Mia madre fa una dieta quasi vegetariana inconsapevole, ma ha il colesterolo alle stelle...di sicuro non può incolpare la carne ed i grassi.

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    27-09-2011 06:51 PM
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    Carter07 Offline
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    256

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    Messaggio: #5
    RE: Lunga vita al colesterolo
    Sul fatto che il costerolo alimentare (uova ecc) non lo fa crescere in maniera significativa ti do ragione
    Invece i grassi (in particolare quelli saturi) lo fanno crescere eccome: aumenta sia l'LDL che l'HDL, ma quest'ultimo in quantità maggiore. Poi le LDL assumono una composizione che è meno pericolosa (non sono piccole e dense).

    La credenza che i grassi e il colesterolo facciano male nasce da questo.
    E' noto che in presenza di degenerazione vascolare il colesterolo di norma si alza (è un antiossidante e serve a riparare i danni dovuti ad altro) ed è anche noto che i grassi saturi lo alzano e quelli polinsaturi lo abbassano.

    Facendo 2+2 si è arrivati alla conclusione che saturi=cattivi e polinsaturi=buoni. La scienza nell'ultimo secolo non è mai riuscita a dimostrare tramite studi epidemiologici queste affermazioni (anzi ci sono più evidenze che quelli dannosi siano i polinsaturi poichè rendono le LDL più prone ad ossidarsi).

    La scienza si sta rendendo conto che abbassare il colesterolo non serve a molto, anzi può essere controproducente come dimostrano gli aumenti di tumori in chi prende statine.
    Esse probabilmente funzionano per altri motivi come dimostrano alcuni studi in cui si mostra che riducono la mortalità SENZA variare in maniera significativa i valori dell'LDL.
    27-09-2011 06:52 PM
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    Andrea Offline
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    719

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    Messaggio: #6
    RE: Lunga vita al colesterolo
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
    27-09-2011 06:53 PM
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    Tropico Offline
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    Messaggio: #7
    RE: Lunga vita al colesterolo
    Molto saporito, molto pericoloso per la salute: ecco l'ossicolesterolo, il colesterolo "pessimo"

    Quando si parla di colesterolo, balzano alla mente due nomi: il colesterolo buono (HDL) e quello cattivo (LDL), insidioso per il cuore. Ma ne esiste anche una terza varietà, poco conosciuta: è l' ossicolesterolo, più pericoloso dell' LDL in quanto ancora più portatore di malattie cardiovascolari e d"inquinatore del sangue".

    A lanciare l'allarme, il dottor Zhen-Yu Chen dell'Università di Hong Kong, con una ricerca presentata alla 238/ma edizione del Meeting and Exposition della American Chemical Society, in corso a Washington. Per Chen, bisogna tenere la guardia alzata sull'ossicolesterolo essenzialmente per due motivi.

    Il primo, la sua diffusione.
    Chen fa notare come l'elemento (che si trova nei cibi molto lavorati o si forma quando cibi grassi vengono cotti, essendo una forma ossidata del normale colesterolo) sia comunemente usato dai produttori di alimenti: "Molte aziende alimentari aggiungono intenzionalmente ossicolesterolo ai cibi sotto forma di grassi idrogenati, usati per migliorare il sapore e la capacità di conservazione di un alimento".

    Il secondo, la sua potenziale superiorità rispetto ai mezzi di cura attuali. Gli scienziati, infatti, non sanno se statine i farmaci più comuni contro il colesterolo, siano in grado di combattere il suo "fratello cattivo".

    I ricercatori cinesi sottolineano inoltre i risultati della loro sperimentazione pratica.
    Essi hanno lavorato con alcuni criceti, dividendoli in due gruppi: il primo è stato nutrito con ossicolesterolo, il secondo con una dieta depurata. Nel sangue degli animali che hanno ingerito ossicolesterolo il livello di colesterolo totale si è impennato del 22% in più rispetto agli altri criceti. Non solo, ma l'ossicolesterolo ha prodotto molte più placche arterosclerotiche e ridotto l'elasticità dei vasi sanguigni.

    Chen e compagni concludono perciò che l' ossicolesterolo sia "Una sostanza estremamente nociva che indebolisce le capacità di difesa dell'organismo, promuove la degenerazione cellulare ed aumenta la formazione di placche arterosclerotiche".
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Bisognerebbe capire a che temperatura il colesterolo del cibo si ossida e forma l'ossicolesterolo che è dannoso.

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    06-12-2011 05:09 PM
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    fedex Offline
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    224

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    Messaggio: #8
    RE: Lunga vita al colesterolo
    c è da dire però che i cibi che contengopno davvero molto colesterolo (per quanto cmq come già detto si l importanza sia relativa) non sono poi molti (uova- frattaglie- crostacei) e fra l altro tutte queste categorie vengono cotte a temperature che difficilmente superano i 100 gradi e per tempi non troppo lunghi quinid secondo me a livelo "domestico" si può stare abbastanza sicuri sulla formazone di tale sostanza..

    anche per il rischio cardio vascolare comunque ciò che importa è il rapporto HDL-LDL e ancor di più i trigliceridi che sono influenzati per lo più dai carboidrati.. quando poi la medicina ufficiale si deciderà a far capitre per bene che ciò che può aumentare il colesterolo endogeno è solo un ecesso di carbo e di alcol sarà sempre troppo tardi
    a parte tra chi si interessa ed informa per il resto la gente si meraviglia del perchè eliminando uova-burro-formai-carni grasse abbia il colesterolo alle stelle..oviamente consumadno chili e chili di carbo rafianti e zucchero
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-12-2011 04:39 PM da fedex.)
    07-12-2011 04:37 PM
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    Tropico Offline
    Condottiero
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    Messaggio: #9
    RE: Lunga vita al colesterolo
    La grande truffa del colesterolo
    Non conosce le più recenti tecnologie. Non sa nulla delle cure più moderne. Gli esami su cui si basa sbagliano in otto casi su dieci.
    Eppure il nemico che combatte è il killer principale degli uomini, la cardiopatia. Di chi stiamo parlando? Del tuo medico.

    David Rubinson ha subito un infarto a 39 anni. Ma di questo incolpa solo se stesso. Nella sua veste di produttore e manager
    discografico di nomi famosi coome Santana e Pointer Sisters, pensava di essere Superman. Alla fine però le nottate passate allo studio, i
    cibi ricchi di grassi e lo stress lo hanno fregato. Uno stile di vita inadeguato e una predisposizione familiare alla cardiopatia sono
    diventati la sua criptonite.

    Ritiene però di non avere nessuna colpa di quanto è successo in seguito. Nei dieci anni successivi ha trasformato la sua vita. E'
    diventato vegetariano, ha smesso di fumare, ha iniziato a fare esercizio fisico, è dimagrito e si è dato allo yoga. Il colesterolo totale è
    passato da 380 a 210, lui ha stipulato una nuova assicurazione sulla vita del valore di 2 milioni di dollari, si è sottoposto alla prova da
    sforzo e i dottori si sono limitati a dargli una pacca sulla spalla. Poi una sera a cena, a quasi 10 anni dall'infarto e solo dopo 12 ore dopo
    una corsa di 15 km sul ponte del Golden Gate, ha sentito qualcosa di spaventoso che conosceva già.

    «Non era un vero e proprio dolore», ricorda. «Era più un senso di svuotamento, come se qualcuno avesse tolto il tappo dal lavandino
    scaricando tutta l'acqua. Più tardi, dopo aver mandato tutti a letto, sono andato nel mio studio a casa e ho preso una compressa di
    nitroglicerina. E quando mi sono sentito meglio, ho capito di essere nei guai. Ho svegliato mia moglie e le ho detto che dovevamo
    andare all'ospedale».

    Quando i dottori gli fecero un'angiografia per valutare la situazione, Rubinson non riusciva a credere ai suoi occhi. «Gli innesti del
    bypass originale erano completamente rinsecchiti», racconta. «Sembravano delle stringhe nere. Stavo correndo su un ponte sospeso sul
    nulla. E? difficile descrivere cosa provai. Rabbia, senso di tradimento, terrore. Mio figlio chiese ai dottori: "Come è potuto succedere?
    Dio mio, pensate a tutto quello che ha fatto!».

    E così fu sottoposto a un altro intervento chirurgico, questa volta con cinque bypass. Quando lasciò l'ospedale, Rubinson era depresso e
    disperato. Fu allora che sentì parlare del dottor Robert Superko, un cardiologo americano che, in una clinica situata nella zona della baia
    di San Francisco, negli Stati Uniti, stava perfezionando un nuovo tipo di analisi del sangue che identificava addirittura 12 diverse
    sottoclassi di particelle che trasportano il colesterolo, più altre che possono avere un ruolo nella comparsa delle cardiopatie. Secondo il
    dottor Superko il colesterolo totale e perfino i livelli di Hdl (lipoproteine ad alta densità) e Ldl (lipoproteine a bassa densità) sono valori
    troppo generici per essere segnali affidabili di problemi cardiovascolari. Egli sostiene, anzi, che spesso possono essere fuorvianti,
    creando un falso senso di preoccupazione o sicurezza.

    Rubinson non aveva mai sentito parlare di questa teoria, sebbene avesse consultato alcuni dei migliori cardiologi americani. Non avendo
    niente da perdere, consegnò un campione di sangue e, con sua grande sorpresa, trovò un'apparente spiegazione alla sua cardiopatia.
    «Il dottor Superko mi ha mostrato tutti questi nuovi valori», spiega, «cose come le lipoproteine a bassa densità e l'omocisteina. Poi mi
    ha detto: «Può seguire tutte le diete di questo mondo e fare tutti gli esercizi che vuole, però qui abbiamo alcuni fattori genetici che
    devono essere gestiti in altro modo».

    Sotto la guida del dottor Superko, Rubinson ha mantenuto le sue sane abitudini e ha iniziato a prendere farmaci che contrastano i più
    letali tra questi nuovi tipi di colesterolo. Oggi, a quasi 10 anni dal secondo intervento chirurgico, tutti questi nuovi valori sono entro limiti
    accettabili e Rubinson può ben dire, questa volta con sicurezza, che la malattia è sotto controllo. «Quando parlo di Superko, mi vengono
    le lacrime agli occhi», dice Rubinson, «perché mi ha salvato la vita. Senza di lui, non sarei qui a quest'ora».

    Senza saperlo, anche tu potresti trovarti in una situazione simile a quella di Rubinson.
    Magari credi di pensare abbastanza al tuo cuore: esercizio fisico, cibi giusti, esami del colesterolo. Può anche darsi che i tuoi valori siano
    buoni. Come può darsi che il tuo medico ti dica che non c'è nulla di cui preoccuparsi. Ma gli devi credere?

    4Il Framingham Heart Study, uno studio fondamentale che dal 1948 ha esaminato migliaia di persone, ha evidenziato che l'80% di
    quelli che sviluppano una cardiopatia coronarica ha gli stessi valori di colesterolo di base di quelli che non ne sono affetti.

    4Almeno il 50% dei casi di aterosclerosi (restringimento delle arterie) non può essere spiegato con i fattori di rischio standard (fumo,
    dieta, stile di vita, colesterolo alto). Esistono altri agenti che i normali esami di laboratorio non riescono a identificare.

    4Per il 2 5 % degli uomini con predisposizione familiare a problemi cardiovascolari il primo segnale di cardiopatia è la morte
    improvvisa.
    Sei agitato?
    Fai bene a esserlo. Nonostante tutti i progressi fatti negli ultimi dieci anni in materia di trattamento delle cardiopatie (farmaci nuovi,
    nuove tecniche chirurgiche, prevenzioni), questa malattia rimane il killer numero uno nel mondo occidentale. 60 milioni di americani
    (uno su cinque), per esempio, sono affetti da qualche forma di cardiopatia, un problema che uccide ogni anno 725.000 tra uomini e
    donne, il che equivale a una vittima ogni 44 secondi. E sebbene la scienza sia riuscita ad arrestarne la crescita, non ci sono ancora
    segnali di una riduzione drastica. Questo tipo di statistiche contraddice l'impressione che la maggior parte delle persone si fa quando
    mette piede in uno studio medico dove i valori del colesterolo, le prove da sforzo e i fattori legati allo stile di vita diventano segnali di
    rischio inviolabili e banchi di prova per i trattamenti. Sul suo sito l'American Heart Association (Aha) incoraggia le persone a considerare
    il colesterolo alto come «un fattore di rischio determinante per la cardiopatia... un segno d'importanza vitale, simile alla pressione del
    sangue». Queste le sue raccomandazioni:

    4COLESTEROLO TOTALE ? inferiore a 200 milligrammi per decilitro (mg/dl)

    4HDL (colesterolo "buono") - superiore a 35 milligrammi per decilitro

    4LDL (colesterolo "cattivo") - inferiore a 130 milligrammi per decilitro

    4TRIGLICERIDI - inferiori a 220 milligrammi per decilitro

    Questi quattro componenti del colesterolo, il cosiddetto gruppo di base, sono gli unici citati dalla Aha. Quando i risultati dell'esame del
    sangue rientrano in queste linee guida, probabilmente il tuo medico ti dice che non hai niente di che preoccuparti. Invece, quando gli
    stessi valori superano i limiti fissati, ti raccomanda di cambiare stile di vita e ti prescrive qualche farmaco per ridurre i livelli di
    colesterolo. Ma, come abbiamo visto, la cardiopatia non è così ben definita. Anzi, alcune interessanti ricerche confutano l'affidabilità di
    quelle linee guida:

    4COLESTEROLO TOTALE. In uno studio condotto su 360.000 uomini, alcuni ricercatori hanno scoperto che il 24% delle persone
    decedute per attacco cardiaco aveva livelli di colesterolo totale inferiori a 200. «In effetti, considerare solo il colesterolo totale per
    valutare un possibile rischio di infarto, in molti casi, può essere insufficiente», dice il professor Daniele Bracchetti, primario del servizio
    di cardiologia dell'Ospedale Maggiore di Bologna.

    4HDL. Da alcuni dati dello studio Framingham risulta che il livello medio di Hdl degli uomini affetti da coronaropatia era di 43, vale a
    dire il 23% in più rispetto al valore che, secondo le linee guida di prima, sarebbe «protettivo».

    4LDL. Secondo i dati dello studio Framingham, il livello medio di Ldl delle persone colpite da infarto cardiaco era di 150. Secondo le
    linee guida si tratta solamente di «un rischio borderline».

    4 TRIGLICERIDI.Dai dati dello studio Framingham e di altri studi emerge che la soglia fissata dalla Aha è troppo indulgente. Sembra
    invece che le nuove indicazioni concordate per la sicurezza la fissino al di sotto di 160 milligrammi per decilitro.

    Secondo i ricercatori americani che stanno studiando questi ulteriori test del colesterolo, per queste e per altre ragioni, il gruppo degli
    esami di base del colesterolo è in grado di prevedere una coronaropatia solo nel 20% dei casi. «Hdl, Ldl, trigliceridi sono proprio il
    minimo», dice la dottoressa Christie Ballantyne, direttore del centro per la prevenzione cardiovascolare presso il Methodist Hospital della
    Baylor School of Medicine. «E prima di pensare di essere al sicuro, ricordati che l'ideale è avere livelli di Ldl inferiori a 100, Hdl superiori
    a 45 e trigliceridi inferiori a 150. Purtroppo la maggior parte delle persone non rientra in queste categorie. Tutti quelli compresi nella
    zona grigia hanno bisogno di maggiori informazioni». Ed è, qui, che, secondo i suoi sostenitori, entrerebbero in gioco i nuovi esami del
    sangue.

    Lipoproteine a bassa densità, fibrinogeno, proteina C reattiva, omocisteina, lipoproteina(a), Hdl2b.
    Questi sono soltanto alcuni dei valori che compaiono nei referti del Berkeley HeartLab, il modernissimo centro diagnostico
    cardiovascolare diretto dal dottor Superko a San Mateo in California (Usa). Si tratta di fattori generalmente sconosciuti ai pazienti, ma -
    è questo il lato più preoccupante della storia - anche a molti medici: eppure, secondo i ricercatori americani, proprio l'analisi di questi
    valori potrebbe rappresentare l'aspetto chiave della prevenzione delle cardiopatie.

    Il dottor Superko ha pubblicato oltre 100 articoli scientifici sull'argomento ed è membro dell'American Cofiege of Cardiology. Quando
    qualcuno gli chiede perché sia necessario un esame del sangue così dettagliato, soprattutto quando spesso lo si deve pagare un sacco
    di soldi, lui indica due sostanze la cui prevalenza può aumentare notevolmente il rischio di coronaropatia.

    La prima è costituita dalle lipoproteine piccole e dense, il peggiore dei sette tipi di Ldl che ora è possibile misurare. Sono pericolose
    perché, tra tutte le particelle, sono quelle che più facilmente possono insinuarsi nelle pareti e nelle placche arteriose, creando lesioni
    nelle arterie, contribuendo alla crescita di quelle già esistenti e rendendo le placche meno stabili e più suscettibili di rottura. Dai risultati
    combinati di tre importanti studi emerge che le lipoproteine piccole e dense triplicano il rischio cardiovascolare.
    La seconda sostanza si chiama lipoproteina(a), o Lp(a), ed è una forma minore deh'Ldl, capace di predire una coronaropatia con tanta
    precisione che è stata definita "il colesterolo dell'infarto". I ricercatori dell'università di Oxford, in Inghilterra, hanno scoperto che, su
    5.400 persone affette da cardiopatia, quelle con i livelli di Lp(a) più elevati avevano il 70% in più di possibilità di subire un infarto.
    Altre componenti del sangue che vengono misurate raramente possono avere conseguenze tremende. Sebbene i meccanismi con i quali
    operano non siano ancora del tutto chiari, diventa sempre più evidente che hanno un ruolo determinante nelle cardiopatie. Quanto sia
    importante conoscere i tuoi valori, dipende dalla tua storia familiare e dal tipo di vita che conduci. Ma la cosa preoccupante è che pochi
    medici offrono questa possibilità ai propri pazienti. «Il motivo è che non esistono ancora evidenze cliniche (come, invece, per il
    colesterolo di base) tali da giustificare un inserimento di questi esami nella routine. Ma le premesse sono buone e, in futuro, non è
    escluso che questi test possano rientrare nella prassi», osserva Bracchetti.

    Intanto, i laboratori che li eseguono di norma come "pacchetto anticolesterolo" stanno lentamente crescendo. Il Berkeley HeartLab,
    infatti, non è l'unico del suo genere. Per esempio, il LipoMed di Raleigh nella Carolina del Nord e l'Atherotech di Birmingham in Alabama
    offrono analisi simili, ma con metodologie diverse. Uno studio indipendente, che utilizzava il programma di Berkeley, ha ridotto del 43%
    il rischio di futuri eventi cardiaci nell'arco di 4 anni. E l'Atherotech sostiene di essere in grado di aumentare dal 40 al 90% la capacità del
    medico di prevedere una malattia cardiovascolare. Queste sono promesse incoraggianti, che la Aha sta ancora valutando; alcuni medici,
    però, ne sono già convinti. Il dottor Yannios è uno di questi. Dopo aver assistito ad alcune lezioni sull'argomento durante una serie di
    conferenze presso l'American College of Cardiology, ha avviato una ricerca. Durante i suoi giri nel reparto di terapia intensiva
    dell'ospedale in cui lavora, ha iniziato a chiedere ai pazienti i rispettivi profili del colesterolo.

    «Ero sconvolto perché avevo scoperto che molti erano passati da uno specialista all'altro e altri, che apparentemente avevano rischio
    zero, erano stati ricoverati per problemi di cuore», dice. «C'era qualcosa di grosso di cui nessuno si accorgeva».

    In seguito il dottor Yannios ha scritto un libro intitolato The Heart Disease BreakthTough in cui riunisce gran parte degli studi condotti a
    sostegno di questi esami specializzati. Nel suo libro, Yannios sottolinea che non si tratta né di fantascienza, né di una teoria recente.
    Laricerca fondamentale risale agli anni '50, quando gli scienziati dell'università della California di Berkeley scoprirono diverse particelle
    che trasportano il colesterolo. Inoltre lo studio Framingham ha parlato per decenni dei collegamenti esistenti tra molti di questi
    componenti e le cardiopatie (fibrinogeno nel 1987, omocisteina nel 1990 e lipoproteina(a) nel 1994). Perché non aumenta il numero
    delle persone, e soprattutto dei medici, che prescrivono questi esami? All'origine ci sarebbero diversi motivi:

    1. LA SCIENZA E' MOLTO COMPLESSA
    «Per tradizione la biochimica è una delle prime materie che si apprendono medicina», spiega il professar Carlo Cannella, che dirige la
    Scuola di specializzazione in scienza dell'alimentazione all'Università di Roma. «Tutta la parte sul colesterolo e sulle lipoproteine si
    svolge alla fine. Non sono argomenti molto affascinanti e la pigrizia nello studiarli sui libri di testo si trascina da sempre. Un sacco di
    medici non vuole o non ha tempo di studiare a fondo la biochimica perché sembra davvero complicata».

    2. I CARDIOLOGI SONO PER LO PIU' IDRAULICI
    Quando si crea un'ostruzione, loro la eliminano, però tradizionalmente non danno mai grandi consigli su come tenere le "tubature"
    pulite. «I medici tendono a curare ciò che riescono a diagnosticare, non a prevenire un rischio solo potenziale», dice ancora Cannella.
    «E quando bisogna abbinare terapia e prevenzione, la cosa diventa più complessa: così, l'abitudine a ricorrere al farmaco che risolve il
    problema si radica ancora di più».

    3. NON SEMPRE LA MUTUA RIMBORSA LE SPESE
    Sebbene il prezzo di questi esami sia molto più contenuto di quello di un bypass, il Servizio Sanitario in genere non 'premia' la
    prevenzione. «Ma, soprattutto, inserisce negli esami di routine, gratuiti o soggetti a ticket, solo quelli che hanno un'evidenza clinica
    accertata e non quelli che sono ancora in fase di sperimentazione o frutto di ricerche in corso», sottolinea Bracchetti. In sostanza, la
    maggioranza di questi esami particolari li puoi fare, anche in Italia, ma solo in laboratori specializzati e a pagamento.

    4. IL FARMACO PRESCRITTO E' UNA VITAMINA
    Secondo i ricercatori americani, l'antidoto a molte di queste nuove particelle cattive non è un farmaco defl'ultima generazione, bensì
    l'acido nicotinico, un precursore della vitamina PP, che da un lato riduce i trigliceridi e il colesterolo Ldl (incluse la Lp(a) e le lipoproteine
    piccole e dense) e dall'altro aumenta l'Hdl buono. In effetti l'acido nicotinico può risultare più efficace rispetto ai famosi farmaci "anti-colesterolo", che tendono ad agire a livello più generale sul colesterolo totale e sull'Ldl. Ma l'uso di acido nicotinico con questi dosaggi
    può risultare tossico. «Inoltre», aggiunge Bracchetti, «per certi aspetti questa sostanza risulta superata rispetto all'efficacia
    documentata delle statine, i farmaci che agiscono sul colesterolo».

    Secondo il dottor Yannios, invece, il punto è che «nessuna grossa azienda si è mai data la pena di promuovere l'acido nicotinico» che
    viene prescritto quando questi nuovi valori superano la soglia limite. In altre parole, a differenza dei farmaci anti-colesterolo
    commerciali, che ogni anno fruttano alle società farmaceutiche fatturati nell'ordine dei 16 miliardi di euro, non c'è mai stato un buon
    motivo, in termini commerciali, per informare i medici su queste 'nuove' componenti del sangue che possono essere tenute sotto
    controllo semplice.,nente con una vitamina. Nel frattempo, però, i medici continuano a prescrivere esami per il colestetolo di base e
    scrivono ricette per farmaci anti-colesterolo "tradizionali".

    E, d'altra parte, il dottor Superko sottolinea che, se da un lato chi assume farmaci che abbassano i livelli di colesterolo sperimenta una
    riduzione del 2 5 % dei problemi cardiovascolari, «dall'altro esiste ancora un sacco di gente che subisce l'infarto nonostante questi
    farmaci».

    Per Superko, Bob Bakke ne è il classico esempio. Nonostante nella sua famiglia ci fosse una forte predisposizione alla cardiopatia,
    pensava di avere tutto sotto controllo, proprio come Rubinson: correva 5-8 km al giorno, seguiva una dieta povera di grassi e
    manteneva tutti i valori standard del colesterolo entro i limiti raccomandati. Anzi, per sicurezza prendeva uno dei più noti farmaci anti-colesterolo presenti sul mercato americano (il Mevacor) e ultimamente si era sottoposto alla prova da sforzo. Già, la sua vita da
    amministratore del settore ricerche universitarie a Chico in California, 44enne, magro e sano, era decisamente buona.

    Poi un giorno, mentre si allenava sul treadmill in palestra chiacchierando con la figlia quattordicenne, Bakke improvvisamente perse i
    sensi. Il treadmill lo aveva sbattuto così violentemente contro il muro che i soccorritori della palestra pensarono che si fosse lesionato il
    collo. Più tardi, in ospedale, si scopri che tre delle arterie coronariche erano ostruite al 90%. Quattro giorni dopo fu sottoposto a un
    intervento di bypass quintuplo.

    «E' stato tremendo», racconta. «Improvvisamente non sapevo se sarei morto o meno». Solo grazie alle intuizioni del dottor Superko,
    Bakke (che oggi ha raggiunto i 52 anni) ha messo sotto controllo la sua cardiopatia.

    Prende 4-5 grammi di acido nicotinico al giorno e mantiene sane abitudini di vita. Da un esame ecocardiografico delle sue arterie un
    tempo ostruite è risultato un miglioramento della circolazione del 36%. Secondo Superko non avrà certamente più sorprese.
    «Questi esami danno informazioni certe», spiega. «E con queste informazioni, di cui finalmente oggi possiamo disporre, credo che il
    problema cardiopatia' si possa combattere molto meglio di quanto accadeva in passato».

    Joe Kita e Claudia Bortolato
    MEN'S HEALTH
    142 - novembre 2002
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    08-01-2012 08:31 PM
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    Messaggio: #10
    RE: Lunga vita al colesterolo
    mio padre pure colesterolo alle stelle è maratoneta e nn mangia grassi è terrorizzato del colesterolo non cpaisce che nn conta nulla quell alimentare e come lui molta gente poveri ignoranti babbei che si incantano alle notizie mediche ... di fatti al centro dove vado io non seguo nulla di quello ek dice la ntrizinista ancora mi pento di quel periofdo in cui mangiavo poco son dovuto andare in quel centro ora me ne voglio andare al + presto se solo prima avessi scoperto che per toglermi il disagio dovevo abbandonare quei cbi raffinati ....e solo ora dopo 3 anni che provavo l'ho capito anche grazie a voi
    è proprio grazie ai grassi che m isto riscporendo + ne mangio + mi torna il buon umore e tutte le cose ....mi ero perso ...... e in 3 anni di centro mi dicevano mangia pane mangia pasta ecc..... sempre dottori sono ...... odiosi ..... io da solo ho potuto sperimentare quanto sto bene con i grassi ...... e loro che volevano farmi mangiare 70 per cento di carbs ...solo quelli ........ vabene che son dottori .... ma io odio i cibi raffinati non mi sento a mio agio e non riesco a vivere se li mangio sono disconcentrato ..... turbato il mio umore se ne va
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 08-01-2012 10:32 PM da teo.)
    08-01-2012 10:29 PM
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    Messaggio: #11
    RE: Lunga vita al colesterolo
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
    1°parte
    Il colesterolo è uno dei temi più caldi quando si parla di nutrizione e malattie cardiovascolari. Siamo abituati a pensarlo come una sostanza dannosa, infida, da temere. “Mi hanno trovato il colesterolo” si sente dire, o anche, “Mangi 10 uova alla settimana? E il colesterolo?”. Entrambe queste frasi testimoniano una scarsa conoscenza del colesterolo, delle sue funzioni, e del suo metabolismo. Ma implicano soprattutto una paura malcelata di questa sostanza fondamentale per la vita. Forse solo i grassi fanno paura quanto il colesterolo. E’ una fama meritata? Secondo me, in buona misura, no!
    [Immagine: cholesterol.jpg?w=300&h=287]
    l colesterolo, che è un ragazzo vivace ma pigro, non viaggia nel sangue a piedi. Prende l’autobus. Ce ne sono diversi nel nostro corpo di questi autobus. Si chiamano lipoproteine (le più famose sono l’HDL e le LDL). Sono autobus, diciamo così, che non trasportano cani e porci. Sono molto selettivi, e trasportano soprattutto colesterolo, acidi grassi polinsaturi (omega 3, omega 6), fosfolipidi, trigliceridi. Quando parliamo di colesterolo buono e cattivo in realtà non stiamo parlando del colesterolo, ma dell’autobus che lo trasporta in giro per il corpo. Il che non è proprio corretto: sarebbe come dire che uno è cattivo perchè circola in Mercedes e uno è buono perchè circola in Ferrari. Difficilmente il comitato etico ve la passa per buona.
    [Immagine: lipoprotein.jpg?w=290&h=300]
    La fermata dell’autobus si chiama Recettore-LDL. Ragazzi, si scende!!! Quando una cellula ha bisogno di colesterolo espone un bel cartello: Fermata dell’autobus!!! (Recettore-LDL). Se non ci sono fermate dell’autobus, o non sono visibili, o sono inutilizzabili, l’autobus continua a girare liberamente per il nostro corpo.

    Attenzione. L’alimentazione c’entra pochissimo col livello di colesterolo nel sangue, visto che la sua produzione è endogena (ce lo produciamo da noi). Detto in italiano: mangiare molte uova alla settimana ha un effetto trascurabile sul vostro colesterolo.



    PERCHE’ HO IL COLESTEROLO ALTO?

    Prima di chiederci se il colesterolo in quantità eccessiva nel nostro sangue sia pericoloso o meno, dobbiamo chiederci. Perchè il colesterolo aumenta? Può essere il colesterolo la spia di qualcosa d’altro che non funziona nel nostro corpo? La risposta è un deciso sì. Esistono diverse situazioni che causano un aumento del colesterolo. Vediamole:

    L’ipotiroidismo. L’ormone tiroideo detto T3 lavora all’azienda comunale trasporti e tra i suoi compiti vi è quello di rendere agibili le piazzole di sosta per gli autobus (il Recettore-LDL). Se il T3 scarseggia, il Recettore-LDL, ovvero la molecola che permette al colesterolo di uscire dal sangue ed entrare nelle cellule, non fa il suo lavoro e il colesterolo si accumula nel sangue. Se avete il colesterolo alto verificate di non essere ipotiroidei.
    La carenza di alcuni micronutrienti come lo iodio, il rame, il ferro.
    La leptino-resistenza. La leptina è un ormone prodotto dal nostro grasso corporeo (es: la pancetta del commendatore!) che controlla il bilancio energetico nel nostro corpo. Segnala al cervello se siamo in uno stato di abbondanza di energia o se siamo carenti e abbiamo bisogno di mangiare. Quando la leptina è in abbondanza e funziona, ci sentiamo sazi. Quando essa smette di funzionare ingrassiamo, la qualità del nostro sonno peggiora, la pressione arteriosa magari aumenta anch’essa e arrivano tanti altri problemi che vengono definiti col termine di malattia metabolica. La leptino-resistenza causa aumento del colesterolo. Come fate a sapere se siete leptino-resistenti? Uno dei segnali di laboratorio più tipici è l’aumento della rT3 (un derivato degli ormoni tiroidei). Ma basta anche guadarsi allo specchio: se il vostro peso lascia a desiderare è quasi sicuro che siate leptino-resistenti (questo vale anche se siete troppo magri).
    Le infezioni. Le LDL e l’HDL hanno una importantissima funzione immunologica. Alzi la mano chi lo avrebbe mai immaginato. Le LDL aumentano quando ci dobbiamo difendere da una aggressione esterna, o quando uno dei nostri organi è stato danneggiato e deve essere riparato. Non c’è da meravigliarsi quindi che aumentino in queste situazioni.
    La Ipercolesterolemia familiare. E’ una malattia genetica, in cui vi è un difetto nella produzione e nel funzionamento del Recettore-LDL. In questi soggetto il colesterolo totale ha valori che possono variare da 300 a 500 mg/dl (in taluni casi possono arrivare anche a 1000 mg/dl). Le HDL e i trigliceridi sono normali. E’ una condizione pericolosa per la salute perchè aumenta il rischio cardiovascolare dei soggetti affetti. Questa patologia è uno dei pochi casi, secondo me, in cui il colesterolo elevato rappresenta veramente un fattore di rischio per la salute. Come fare a sapere se si fa parte di questo gruppo? Esistono dei centri specializzati che vi consiglieranno gli esami giusti da fare per capirlo.

    In pratica, quindi, se avete il colesterolo elevato la prima cosa che dovete fare è capire se uno dei motivi elencati sopra è la causa di ciò. Non cadete nella trappola di voler subito prendere un farmaco per abbassare il colesterolo. Cercate di capirne la causa per poterla trattare. Se la trovate e la trattate il colesterolo scenderà di conseguenza, senza bisogno di farmaci.



    A COSA SERVE?

    Come abbiamo detto il nostro corpo non manda in giro il colesterolo “da solo a piedi”. Lo trasferisce utilizzando degli autobus di nome LDL cosicchè le cellule che abbiano bisogno lo possano utilizzare prelevandolo dal sangue. A che serve il colesterolo? Vediamo:

    Dal colesterolo si ottengono gli ormoni. Quelle meravigliose molecole che regolano il nostro corpo così elegantemente derivano dal colesterolo. No cholesterol? No party?
    La mielina, quella sostanza che ricopre le fibre nervose è ricca di colesterolo.
    Senza il colesterolo non esisterebbero le membrane delle nostre cellule.
    Ha una funzione antiossidante.
    Le LDL, come abbiamo detto, hanno una importante funzione immunitaria.
    E’ precursore di alcuni neurotrasmettitori cerebrali.



    QUANDO IL COLESTEROLO DIVENTA UN PROBLEMA?

    I problemi non nascono col colesterolo in sè, dal momento che è una sostanza fondamentale per noi esseri umani. Nascono a livello degli autobus (lipoproteine) che trasportano il colesterolo. In particolare il problema nasce quando questi autobus, col tempo, si trasformano in vecchi catorci pronti per la rottamazione. Detto più tecnicamente, il problema sorge quando uno di questi autobus, le LDL, si ossidano, si degradano. Uno dei motivi per cui si ossidano non è dovuto al colesterolo, ma ad altre sostanza che trasportano: gli acidi grassi poli-insaturi (di cui abbiamo parlato in altri post). Questi acidi grassi sono estremamente instabili. Ecco perchè una dieta povera di omega 6 è consigliabile (e anche perchè è bene non esagerare con la supplementazione di omega 3). Non sono cioè come i grassi saturi che resistono benissimo all’ossidazione, ma si degradano facilmente perchè molto reattivi. Ecco perchè è importante mangiare i cibi ricchi di antiossidanti (frutta e verdura in genere ne sono ricchi). Perchè contrastano le sostanze ossidanti che circolano nell’organismo. Più le nostre LDL circolano nel sangue più sono soggette a fenomeni ossidativi. Non solo. Quando introduciamo tossine, o siamo preda di un fenomeno infiammatorio, o di una infezione, aumentano i rischi ossidativi per le nostre LDL. Lo stress in particolare è un potentissimo fattore ossidante. Ecco quindi che vari fattori contribuiscono alla ossidazione delle LDL, interagendo: tempo, tossine, infiammazione, infezione etc etc.

    Ci troviamo quindi con un autobus (LDL) che non fermandosi alla fermata (recettore LDL) dove poter essere riparato o liberato delle molecole che trasporta, continua a girare per il torrente circolatorio degradandosi per il passaggio del tempo e per la scarsa resistenza agli insulti delle sostanze ossidanti da parte di alcuni elementi che trasporta (acidi grassi polinsaturi). Ma anche continuando a girare all’infinito nel sangue senza fermarsi l’autobus piano piano si spopola. Le HDL, ad esempio, si incaricano di prendere a bordo alcuni passeggeri (trigliceridi) e l’autobus piano piano si svuota e si rimpicciolisce. In termine tecnico le LDL diventano “piccole e dense”, dei taxi insomma, non più degli autobus. Questi taxi diventano molto pericolosi perchè girano con a bordo dei soggetti poco raccomandabili (ossidati) ed essendo piccoli si possono infilare dappertutto (le nostre arterie). In sostanza si formano due tipi di LDL col tempo nel sangue: gli autobus (le LDL “grosse e morbidose”) che svolgono il loro benefico lavoro, e i taxi (le LDL piccole e dense) che finiscono per provocare parecchi guai (ogni riferimento ad eventi di cronaca è puramente casuale, cari tassisti!).

    Fine prima parte

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    02-03-2012 06:03 PM
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    Messaggio: #12
    RE: [COLESTEROLO] Lunga vita al colesterolo
    La leptino-resistenza. La leptina è un ormone prodotto dal nostro grasso corporeo (es: la pancetta del commendatore!) che controlla il bilancio energetico nel nostro corpo. Segnala al cervello se siamo in uno stato di abbondanza di energia o se siamo carenti e abbiamo bisogno di mangiare. Quando la leptina è in abbondanza e funziona, ci sentiamo sazi. Quando essa smette di funzionare ingrassiamo, la qualità del nostro sonno peggiora, la pressione arteriosa magari aumenta anch’essa e arrivano tanti altri problemi che vengono definiti col termine di malattia metabolica. La leptino-resistenza causa aumento del colesterolo. Come fate a sapere se siete leptino-resistenti? Uno dei segnali di laboratorio più tipici è l’aumento della rT3 (un derivato degli ormoni tiroidei). Ma basta anche guadarsi allo specchio: se il vostro peso lascia a desiderare è quasi sicuro che siate leptino-resistenti (questo vale anche se siete troppo magri).

    Uhm? E chi è magro perchè dovrebbe essere leptino resistente se questa è prodotta dal grasso?

    Quindi la pancetta non ha alcun peso nelal leptino-resitenza?
    02-03-2012 07:17 PM
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    Messaggio: #13
    RE: [COLESTEROLO] Lunga vita al colesterolo
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    02-03-2012 07:20 PM
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    Messaggio: #14
    RE: [COLESTEROLO] Lunga vita al colesterolo
    Comunque è curioso che chi è affetto da ipotiroidismo ha elevato colesterolo e basso HDL, guarda caso indice di rTh3 elevato, mentre chi ha deficit surrenale ha basso colesterolo e elevato HDL.

    Non sempre aver eil colesterolo basso e HDL alto vuol dire stare bene.

    Combinando i due, come spesso accade, si può avere un livlelo di colesterolo e di HDL perfettamente normale per la medicina moderna, meditare gente gente, sul fatto che spesso le analisi sono completamente inutili per capire cosa succede nel corpo.
    Citazione:"Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    SI ma dove sta scritto che chi è magro può avere leptino-resistenza?
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-03-2012 07:22 PM da salvio.)
    02-03-2012 07:21 PM
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    Messaggio: #15
    RE: [COLESTEROLO] Lunga vita al colesterolo
    Potresti chiederglielo nei commenti all'articolo il perchè uno troppo magro dovrebbe essere leptino-resistente.
    Le analisi del sangue non sono completamente inutili, danno un quadro parziale ma sono indicative per approfondire in una direzione piuttosto che l'altra, ma spesso si sa che ogni branca è specializzata nel suo comparto e a volte sfugge la visione dell'insieme.

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    02-03-2012 09:23 PM
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