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    Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    Autore Messaggio
    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #1
    Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    Partiamo subito con il concetto che low carbo non vuol dire nulla, ma ha senso solo in funzione dello svuotamento dei depositi corpori.

    Leggendo la soluzione Anabolica di Di Pasquale vedo che non è vero che si raggiunge la chetosi solo con 30 grammi di carbo al giorno, infatti se ci si sente troppo deboli e stanchi nonchè spossati si può aumentare la dose, addirittura di 30 grammi al dì, finchè non ci sente bene.

    Inoltre è falso che la chetosi parta solo se il glucogeno muscolare termina, una certa chetosi è sempre presente non appena i depositi di glicogeno si stanno svuotando.

    Questa però è impedita se la glicemia cala rapidamente, dato che il corpo la prende per uno stress e quindi indovinate com tampona? Aumentando il cortisolo.

    Tipiche situazioni sono l'iperinsulinemia.

    In pratica se il corpo potesse diminuire lentamente la sua glicemia con poca insulina in circolo, si avrebbe una naturale traslazione verso la chetosi non appena il corpo si rende conto di produrre poco ossacetalato, come al solito è il fegato che gestisce tutta sta cosa.

    Perchè è importante avere i dpositi di glicogeno sempre non pieni? Perchè durante lo stato di chetosi c'è forte produzione dell'ormone della crescita.

    Stavo impazzendo cercando di capire come mai dopo una dieta molto poco calorica o senza mangiare dopo cena, non appena mi riempivo di cibo aumentassi di peso.

    Infatti in due-tre giorni di ricarica (non programmata) mi ha fatto mettere due chili.

    Leggendo di Pasquale ho capito come vanno le cose.

    Il corpo se ha cronicamente la glicemia alta tiene anche l'insulina alta che si oppone alla secrezione di glucagone, GH e di altri ormoni catabolici.

    Ora se la glicemia scende senza che il corpo abbia aumentato questi ormoni in modo di passare gradualmente dall'utilizzo del mix di grassi e glucosio a quello dei chetoni, il corpo tampona lo stress catabolizzando muscoli.

    Ma se questo non avviene allora il corpo in breve tempo si abitua a consumare grassi, anzi chetoni, visto che un grammo di chetoni dà 5 kcal e non 9, senza usare le proteine.

    Inoltre Di Pasquale fornisce un metodo efficace per capire quanti carbo mangiare a un deterimato stile di vita (attuando un bialncio omesotatico sui carboidrati), dato che se svuotate per la metà i depositi di glicogeno, e assumete esattamente quella metà ogni giorno, sarete in bilancio di carboidrati, altriemnti andate in eccesso e tanta insulina viene immessa per trasformare l'eccesso in grasso, se non potete ingrassare il glcuosio alla lunga si deposita nei tessuti come diceva quel genetista.

    Ora qualcuno incautamente direbbe che tenendo i depositi di glicogeno vuoti o parzialmente vuoti non ci sarà anabolismo. Dipende, in senso di accumulo no, in senso di accumulo proteico si, dato che i livelli energetici si mantengono stabili.

    Ricordate che dovete guardare i macronutrienti come energia i loro depositi come tali. Carboidrati come depositi energetici a rapido utilizzo, quelli lipidi a lento utilizzo e le proteine come deposito di emergenza.

    Chi mantiene i livelli energetici costanti accumula il deposito di emergenza.

    Quello comuqnue che voglio dire, che se una low carbo fosse il top, non necessiterebbero ricariche, immaginatevi nella preistoria l'essere umano in chetosi che deve scappare da una belva e non lo può fare perchè non ha ricaricato, sarebbe inammissibile.

    Chi segue una low carbo, ci riesce solo perchè il fegato tampona la necessita di glucosio con le proteine, se diminuisse la quota proteica crollerebbe.

    Ma allora ha tanto senso mangiare tante pro, non è meglio usare i carbo, specialmente semplici per evitare questa inutile conversione?

    Di Pasquale ha sempre detto di trovare la quota giusta di carboidrati per ognuno, non 30 grammi per tutti...

    E l'adattamento alla chetosi si realizza in 5 giorni, nonostante alcuni consumino 2,2 grammi di cartboidrati per peso corporeo, potete leggere sulla soluzione anbolica di quelloc he dico....

    ----

    Riporto dal libro: "La soluzione anabolica" di Di Pasquale.

    Citazione:La guida per risolvere i problemi

    Passi da compiere per determinare il vostro set point per i carboidrati — ossia la quantità di carboidrati ideale per il vostro corpo.

    Seguendo questa breve guida potete determinare quanti carboidrati consumare e quando affinché ll vostro corpo funzioni al meglio.

    Se vi sentite bene:

    1. Iniziate una Fase dl Valutazione dl due settimane della Dieta Metabolica Rigida per vedere come state con 30 g dl carboidrati al giorno e dal 150 g in su nel week-end.

    2. Adesso avete seguito lo schema con 30 g di carboidrati al giorno e dai 150 g in su nel week-end per due settimane e vi sentite bene. Cosa fare?
    -> Siete efficienti nel bruciare i grassi ed il vostro corpo ha effettuato con successo lo spostamento questo punto potete iniziare con I cambiamenti secondo lo schema 5 giorni e 2 giorni. Imitando I carboidrati durante la settimana e poi alzandoli per uno o due giorni nel fine settimana.

    Se vi sentite stanchi:

    Vi sentite stanchi e avete bisogno di un po' di aiuto con i carboidrati della dieta.

    1. AI momento la stanchezza é poca o sopportabile. quindi farete altre 2 settimane dl Fase di valutazione per vedere come starete?
    -> Se si, allora procedete con un`altra Fase di Valutazione. Nella maggioranza del casi questi 12 giorni extra portano al successo con la dieta e fanno scomparire la stanchezza.

    2. Siete ancora stanchi dopo le altre due settimane di Fase di Valutazione. Cosa fare ora?
    -> Il passo successivo consiste nel determinare quando siete stanchi ed aumentare dl conseguenza la quantità dl carboidrati.

    3. Siete sempre stanchi.
    -> Aumentate la quantità totale di carboidrati quotidiani di 30 g ogni giorno fino a che la stanchezza scompare. Raggiunta una quantità di carboidrati che va bene per voi, provate a ridurli lentamente fino a quando non vi sentite di nuovo stanchi. A quel punto alzateli appena in modo da tornare a sentirvi normali.

    4. Vi sentite stanchi nella seconda metà della settimana, cosa dovete fare allora?
    -> Provate un "picco di carboidrati a metà settimana" con l‘aggiunta di carboidrati a partire da 120 g solo il mercoledì e valutate come vi sentite.

    5. Avete provato il "picco di carboidrati a metà settimana" e/o aumentato i carboidrati quotidiani quindi non siete stanchi normalmente ma siete privi di energie durante l’allenamento?
    -> Dovete prendere da 30 a 100 g di carboidrati mezz’ora prima di allenarvi per contrastare questa mancanza di energia nei giorni in cui vi allenate. Questo dovrebbe aumentare il glicogeno nei vostri muscoli per i giorni d’allenamento successivi e fornirvi tutta l'energia di cui avete bisogno per allenarvi.

    6. Avete provato ad incrementare la quantità di carboidrati durante l'allenamento ma vi mancano ancora le energie durante la sessione, quindi cosa potete fare?
    -> Aumentate la quantità quotidiana di carboidrati dl 30 g al giorno Fino a che la stanchezza scompare.

    GUIDA PER RISOLVERE I PROBLEMI E SPERIMENTARE CON GLI ALIMENTI
    Aumentare i carboidrati:
    - Aumentate la quantità quotidiana di 30 g o più per volta.
    - Picco di carboidrati a metà settimana: da qualche ora ad un giorno intero.
    - Carboidrati aggiunti dopo l'allenamento. inducono un picco del glicogeno muscolare, degli acidi grassi intramuscolari e della sintesi proteica.

    --

    Questo sintetizza abbastanza bene, quello che ho tratto dalla mia esperienza (in un altro forum mi si accusava di parlare senza aver sperimentato):

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    La dieta Metabolica, ideata dal medico canadese Dott Di Pasquale, è composta da due differenti tipologie di approccio: L'approccio "moderato" e l'approccio "rigido". Nella prima fase, dalla durata media di 2-4 settimane (soggettivo) chiamata "Fase di Assestamento", si potranno già delineare con esattezza i parametri per poter decidere quale strategia intraprendere.
    Il consiglio è quello di iniziare con l'approccio "moderato", caratterizzato da una percentuale di attorno al 20% di carboidrati, della ripartizione calorica giornaliera.
    Se invece si è intenzionati veramente a seguire questa dieta a denti stretti, allora si parla di approccio "rigido", con una percentuale di assunzione glucidica che va invece dal 5 al 10%.
    Le percentuali orientative, saranno quindi in questi primi 12 giorni così ripartite: 50-60% di grassi; 30-40% di proteine e i famosi 30 gr di carboidrati. Queste sono percentuali orientative, perchè è chiaro che si debbano adattare ad ogni singolo soggetto.
    Al termine di questo primo periodo di 12 gg, si arriverà (normalmente di sabato) a fare una "ricarica" di carboidrati vera e propria, per ricarica si intende l'assunzione di carboidrati con percentuali che possono raggiungere anche il 200% del normale, distribuita chiaramente nell'arco del fine settimana (12-48 ore) a seconda delle necessità dell'individuo.
    Le percentuali, sempre orientative, saranno nella fase di ricarica le seguenti:
    • Quantità di carboidrati: Senza limite;
    • Percentuale di proteine: 15-30%;
    • Percentuale di grassi: 20-40%.
    In questo momento preciso di questa dieta, si potranno, tutti gli alimenti a base di zuccheri (brioches, pasta, pane, pizza).
    Durante questa fase si avrà un incremento della produzione di Serotonina, (neurotrasmettitore che agisce a livello Sistema Nervoso Centrale e che ci da quel senso di pacatezza e tranquillità).
    In questo momento di ricarica, si avrà una notevole produzione d'Insulina, ormone interessato direttamente a questa dieta e secreto dal pancreas.
    Questo avvicendarsi di fasi di scarico e ricarico di carboidrati, saranno da questa fase in poi, le caratteristiche della dieta Metabolica.
    Da questo momento in poi, si deve continuare con periodi della durata di 5 giorni a carboidrati bassi, alternati da 2 giorni (dato soggettivo) nel fine settimana di assunzione illimitata di carboidrati.
    Il rabbocco di carboidrati nel nostro corpo, farà sì che le scorte di glicogeno che abbiamo esaurito nei giorni feriali, si stabilizzino nuovamente su dei livelli accettabili.
    Le scorte di glicogeno sono andate a posizionarsi all'interno della muscolatura, rendendola appunto più tonica e soprattutto con meno grasso. Qui si spiega una delle fondamentali funzioni della dieta Metabolica.
    La seconda fase, quella di "aggiustamento", prevede sempre la continuazione delle precedenti metodiche strutturali della dieta stessa, 5 giorni a bassi zuccheri e 2 di ricarica illimitata, ma si concentra più nel determinare la quantità giusta di carboidrati necessari all'organismo per vivere in metabolica.
    Questo preciso momento viene indicato con il nome di "set point" glucidico.
    La quota di carboidrati, a seconda delle esigenze sportive o anche solo di mantenimento, varierà in base alle nostre esigenze dunque.
    1. Fase di Assestamento ? 2. Set Point Glucidico ? 3. Passaggio Metabolico ? 4. Fase di Aggiustamento ? 5. Punto di Riferimento Metabolico.
    Il meccanismo su cui si basa questa dieta è quello di ridurre al minimo la presenza dell’ormone anabolico insulina che viene secreto dalle cellule del pancreas quando vi è presenza di glucosio nel sangue.
    In questo modo si costringe il corpo ad utilizzare i trigliceridi depositati nelle cellule adipose.
    Il minimo di carboidrati consentito è del 30% del quantitativo totale di macronutrienti, ma può essere aumentato se colui che si sottomette a questo regime alimentare riscontra stati di stanchezza mentale o fisica.
    A differenza delle normali diete che si basano sulla diminuzione dei carboidrati senza incrementare altri macronutrienti, questa strategia alimentare mette l’accento su un maggior apporto sia delle proteine ma soprattutto dei grassi.
    Sono situazioni di disagio metabolico che, soprattutto in organismi in non buone condizioni fisiche, possono determinare peggioramenti di patologie già esistenti.
    Ipotizziamo che il corpo continui a non introdurre carboidrati, gli acidi grassi saranno consumati ad alta velocità, le proteine inizieranno a diminuire il loro apporto metabolico per intervento dell’ormone della crescita GH che preserva dal catabolismo proteico;anche le cellule nervose inizieranno ad utilizzare per fini energetici i corpi chetonici, il pericolo di acidosi chetogenica è alto.
    Il primo effetto che si osserva è una considerevole perdita di peso soprattutto di grasso ma anche di massa muscolare.


    Pongo l'accento sui punti che mi interessano:

    Le percentuali orientative, saranno quindi in questi primi 12 giorni così ripartite: 50-60% di grassi; 30-40% di proteine e i famosi 30 gr di carboidrati. Queste sono percentuali orientative, perchè è chiaro che si debbano adattare ad ogni singolo soggetto.

    La seconda fase, quella di "aggiustamento", prevede sempre la continuazione delle precedenti metodiche strutturali della dieta stessa, 5 giorni a bassi zuccheri e 2 di ricarica illimitata, ma si concentra più nel determinare la quantità giusta di carboidrati necessari all'organismo per vivere in metabolica.
    Questo preciso momento viene indicato con il nome di "set point" glucidico.
    La quota di carboidrati, a seconda delle esigenze sportive o anche solo di mantenimento, varierà in base alle nostre esigenze dunque.


    Il meccanismo su cui si basa questa dieta è quello di ridurre al minimo la presenza dell’ormone anabolico insulina che viene secreto dalle cellule del pancreas quando vi è presenza di glucosio nel sangue.
    In questo modo si costringe il corpo ad utilizzare i trigliceridi depositati nelle cellule adipose.
    Il minimo di carboidrati consentito è del 30% del quantitativo totale di macronutrienti, ma può essere aumentato se colui che si sottomette a questo regime alimentare riscontra stati di stanchezza mentale o fisica.


    Ipotizziamo che il corpo continui a non introdurre carboidrati, gli acidi grassi saranno consumati ad alta velocità, le proteine inizieranno a diminuire il loro apporto metabolico per intervento dell’ormone della crescita GH che preserva dal catabolismo proteico;anche le cellule nervose inizieranno ad utilizzare per fini energetici i corpi chetonici
    20-09-2011 03:45 PM
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    Andrea Offline
    Senior Member
    ****

    719

    0
    Messaggio: #2
    RE: Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    Interessante Salvio, avevo già dato una sbirciata al libro..i punti che secondo me sono da valutare sono questi:

    -nel caso si sostenga una dieta molto bassa in carboidrati durante la settimana l'apporto di fibre è molto ridotto (Di Pasquale consiglia appunto un integratore di fibre)

    -Di Pasquale parla di assunzione limitata di carbo alle proprie esigenze durante la settimana, mentre per gli altri macronutrienti non pone limiti,i grassi e le proteine a sazietà (tant'è che fa alzare all inverosimile la quota calorica), esprimendo chiaramente il concetto di non mischiare la metabolica con altri approcci e diete, quindi la mia domanda è : mangiare a sazietà grassi e proteine o seguire un approccio omeostatico in ciampolini style?

    - il raggiungimento dell quote di macronutrienti possono essere spalmate come si vuole nell'arco della giornata? cioe posso assumere tutta la quota di carbo la mattina (per esempio con un pasto di sola frutta)e il resto della giornata grassi e proteine o ogni pasto deve contenere tutti i 3 macronutrienti?

    in sostanza lo scopo è trovare la giusta quota di carbo che ti permetta di usare come fonte primaria i grassi che assumi giusto?, attingendo anche dalle riserve epatiche, e prima che queste si esauricono farne il pieno con la ricarica.. ma questi sbalzi ormonali e insulinici improvvisi (hai postato un link dove parla proprio di questo "Per favore registrati qui per vedere il link :-) " fanno bene all'organismo?.
    20-09-2011 03:47 PM
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    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #3
    RE: Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    Citazione:-nel caso si sostenga una dieta molto bassa in carboidrati durante la settimana l'apporto di fibre è molto ridotto (Di Pasquale consiglia appunto un integratore di fibre)

    Ma stai scherzando? Se mangi carboidrati solo dalla verdura, l'apporto di fibre è più che sufficiente...

    Citazione:-Di Pasquale parla di assunzione limitata di carbo alle proprie esigenze durante la settimana, mentre per gli altri macronutrienti non pone limiti,i grassi e le proteine a sazietà (tant'è che fa alzare all inverosimile la quota calorica), esprimendo chiaramente il concetto di non mischiare la metabolica con altri approcci e diete, quindi la mia domanda è : mangiare a sazietà grassi e proteine o seguire un approccio omeostatico in ciampolini style?

    Noi la quota calorica faremo si che rispetti l'omeostatica, che non è un violare i principi di Di Paquale, ma semplicemente attenersi al prorpio metabolismo, da questo punto di vista l'omeostatica è più metabolica della metabolica. Inoltre pone spesso l'accento sul non mischiare la sua dieta a quelle high carbo, e secondo me ha ragione è potenzialmente pericoloso senza aver portato il corpo a usare i chetoni, aumentare i carbo. Se ricordi il principio secondo il quale la glciemia sale molto in funzione dei carbo è scende meno in funzione dei grassi puoi capire che una dieta high carbo e high fat, che in generale si traduce poi in una high cal, come possa essere una dieta che porta ad avere la glicemia costantemente alta. Seguire l'approccio di Ciampolini, ma tenere presente i principi della metabolica, che poi si integrano perfettamente dato che sono due aspetti diversi dello stesso fenomeno, stabilizzare i livelli enegetici, per evitare gli ormoni della corteccia surrenale a seguito di bruschi crolli della glicemia.

    Citazione:- il raggiungimento dell quote di macronutrienti possono essere spalmate come si vuole nell'arco della giornata? cioe posso assumere tutta la quota di carbo la mattina (per esempio con un pasto di sola frutta)e il resto della giornata grassi e proteine o ogni pasto deve contenere tutti i 3 macronutrienti?

    Distribuire la quota di carbo in tutta la giornata, di grassi in tutta la giornata e di proteine nei due, massimo 3 pasti principali.

    Vige sempre la logica che se il glicogeno si esaurisce, le proteine possono diventare carboidrati e anche grassi all'occorrenza, gli carboidrati diventano grassi, e i carboidrati vengono immagazzinati, quindi non ha senso pensare a quote di carbo in una volta, potrebbero essere convertite in grasso e poi paradossalmente si resta acorto degli stessi. Quello che bisogna fare e far si che i carboidrati abbiano la loro funzione e non si trasformino in grasso nè vengano trasformate proteine per sostituirli.

    Il Carboidrato non è un demonio alimentare, è solo un qualche cosa che il corpo per ovvi motivi evolutivi tiene in quantità limitata nel corpo (troppa acqua quando viene immagazzinato, capacità di reagire con le proteine, ecc...), questo porta se se ne hanno di raffinati a portata e si può accedere facilmente ai grassi a creare enormi problemi di sovradosaggio, se ricordi il genetista parlava di zuccheri rafinati che andavano a depositarsi nei tessuti; se questo inconveniente viene evitato la storia finisce là, e Di Pasquale fornisce un buon metodo empirico per determinarne la quantità necessaria a uno stile di vita dato.

    Citazione:in sostanza lo scopo è trovare la giusta quota di carbo che ti permetta di usare come fonte primaria i grassi che assumi giusto?, attingendo anche dalle riserve epatiche, e prima che queste si esauricono farne il pieno con la ricarica.. ma questi sbalzi ormonali e insulinici improvvisi (hai postato un link dove parla proprio di questo "Per favore registrati qui per vedere il link :-) " fanno bene all'organismo?

    Falso! Permettera al metabolismo glucidico e lipidico di coordinarsi perfettamente per tenere costante l'energia necessaria all'esistenza..Mai fare il pieni delle riserve di carbo altrimenti se ne mangi altri dove li metti?

    Ho postato un sito dove dice chiramente che non c'è ragione di convertire le proteine in carboidrati, meglio usare direttamente quelli, che è l'unica modifica che io apporto alla metabolica, almeno credo, visto che Di Pasquale stesso ammette che non tutti debbano andare avanti con 30 grammi di carboidrati ma si debba valutare soggetto per soggetto.

    Comunque con personal trainer non mi trovo, i conti non tornano, sembra più un tentativo di smitizzare tale dieta che un approccio razionale.

    Per esempio il passo:

    Diminuzione dei carboidrati

    La dieta metabolica prevede una drastica riduzione del consumo di carboidrati (30 grammi nella fase di prova). Forse Di Pasquale dimentica che l'organismo umano necessita di glucosio per sopravvivere.
    L'essenzialità del glucosio è legata al fatto che sistema nervoso centrale ed eritrociti utilizzano esclusivamente glucosio per il loro metabolismo energetico. Si calcola che il minimo apporto giornaliero di glucosio per permettere il normale funzionamento di questi sistemi sia di circa 180 grammi, ben al di sopra delle quantità imposte da questo tipo di dieta.


    Il sistema nervoso usa i chetoni....

    Formazione dei corpi chetonici

    Tuttavia, in condizioni particolari di estrema carenza di glucosio (digiuno prolungato), il corpo ricorre ai corpi chetonici per sopravvivere. Questo è un meccanismo disperato, efficace nel sostenimento delle funzioni vitali, ma non certo privo di effetti collaterali (stanchezza cronica, nausea, vomito, cefalee, coma).


    Il digiuno prolungato è una cosa, una dieta low carbo o very low carbo un'altra, come detto se serve questo glucosio può sempre convertire le proteine, cosa che sono sicuro faccia...

    Efficienza energetica dei grassi

    A parità di ossigeno consumato i carboidrati hanno un rendimento energetico superiore ai grassi. Ne consegue che con un simile approccio dietetico la prestazione sportiva nelle discipline di endurance verrebbe seriamente compromessa. Se non ci credete provate a chiederlo ad un maratoneta che, in procinto di superare il "muro" dei 32 km, incorre nella famosa "crisi".


    Si? Perchè giustamente tutti coloro a dieta fanno la maratona... Poi deve spiegarci come fa un leopardo, leone a digiuno da giorni ad avere una tale potenza nel correre per prendere una preda, si chiamano chetoni, ed è un meccanismo che tutti i carnivori sviluppano abbastanza bene, noi possiamo usare il meccanismo delle surreni per scappare, ma usiamo prferenzialmente questo meccanismo per inseguire, visto che distruggere proteine per procurarsene altre è insensato e la natura se ne accorta...

    Elevato apporto di grassi e proteine

    Di Pasquale dà libero spazio al consumo di formaggi e di carni ad alto contenuto proteico e lipidico (pancetta affumicata, salsiccia, maionese, burro, uova ecc). Non potrebbe essere altrimenti visto che consumando carni magre non si raggiungerebbero le quote di grassi imposte dalla dieta metabolica.

    E fu così che, mentre tutti consigliavano di limitare grassi saturi e grassi trans per ridurre i rischi di aterosclerosi e di alcune forme tumorali, al dottor di Pasquale venne la "brillante" idea di concepire una dieta dove l'apporto di queste sostanze fosse elevato...


    Bhe facile così, ma se la dieta mira ad usarli per fini energetici come potrebbero , nell'ipotesi di fondatezza della teoria lipidica accumularsi nelle arterie? Come all'inizio dic che studi hanno confermato questa ipotesi.

    Limitato apporto di fibre

    Risulta evidente la scarsità di fibre imposta dalla dieta metabolica. Frutta e verdura, infatti, contengono un certo quantitativo di carboidrati e viene pertanto consigliato di non eccedere con il loro consumo. Un vero peccato visto che la fibra potrebbe ridurre i danni provocati dall'eccesso di grassi e colesterolo!


    Assumi 30 grammi di carbo da verdura, vedrai se le fibre so scarse scarse.

    Periodo di prova e volontà del soggetto

    Come abbiamo visto la dieta metabolica permette di alzare il quantitativo di carboidrati durante la fase di adattamento iniziale. Ma come fa un soggetto a capire se i sintomi che avverte sono sopportabili o sconfinano nell'"anormalità"? Da qui nasce il rischio che una persona dotata di poca forza di volontà innalzi la quota di carboidrati ai primi segni di stanchezza, vanificando i presupposti metabolici della dieta.

    Inoltre il consiglio di assumere 30 grammi di carboidrati durante questo primo periodo non tiene conto delle variabilità individuali (peso, composizione corporea ed efficienza nell'ossidare i lipidi (minore nei sedentari rispetto agli allenati).


    Io ho sperimentato e posso dire che capisci subito che quaolcosa non va. Non è normale avere voglia di dormire 24 ore al giorno, non avere la forza di alzarsi dal letto, essere indolente ecc... Per il primo periodo non è detto che debbano essere 30, se si verifica la stanchezza la spossatezza, si aumenta di 30 al giorno a scalare (almeno per i miei fini va bene così, visto che io non devo dimagrire).

    Si dice che l'ectomorfo sia iperossidatore e trasformi tutti i carbo che consuma in grassi, ma allora perchè non assecondare questo, facendo diminuire la glicemia e l'insulinemia in modo da portare il corpo al giusto equilibrio ormonale per fare meglio sta cosa?

    Di Pasquale dice pure di verificare quando un dato tasso di carbo non fa sentire stanchi e diminuire un pò, se si riverifica di riaumentare, questo è bilancio omeostatico...

    Carico di carboidrati, sbalzo insulinico....

    Ricordiamo che ognuno di noi può immagazzinare un quantitativo limitato di glicogeno e che una volta saturate tali riserve il glicogeno in eccesso sarà inevitabilmente trasformato in grasso.

    Per calcolare approssimativamente il livello massimo di glicogeno stoccabile nel proprio corpo basta moltiplicare il proprio peso corporeo per 30 e dividerlo per 4 (le calorie sviluppate da un grammo di carboidrati).

    Così, per esempio, un uomo di 70 kg normopeso può immagazzinare al massimo 30 x 70 = 2100 Kcal che corrispondono all'incirca a 525 grammi di carboidrati.

    Due giorni alla settimana in cui mangiare "di tutto e di più" sono più che sufficienti per saturare queste scorte. Ipotizzando che durante la fase di scarico un soggetto consumi in media 50 grammi di carboidrati al giorno dopo 5 giorni accumulerà un deficit di 500 grammi (considerando che il suo fabbisogno quotidiano di carboidrati sia di 150 grammi). In pratica al 5° giorno avrà svuotato tutte le sue scorte di glicogeno e la successiva ricarica di carboidrati gli impedirà di produrre ed utilizzare i corpi chetonici.


    Ora se uno a 525 grammi di glicogeno nel corpo, dei quali nota personale, solo quello del fegato e disponibile per tutto il corpo, mentre l'altro serve ai muscoli, visto che se una belva vuole accopparvi dovete essere pronti a tirarlo fuori con l'adrenalina e la noradrenalina, facciamo due conti.

    Durante la fase di scarico la persona consuma 50 grammi di carbo ne ha mangiati troppi, per i fini di Di Pasquale, ma siamo seri, mica la successiva ricarica le riempie di botto...

    Ma allora non sarebbe meglio limitarsi a ridurre i carboidrati anziché abolirli quasi del tutto? Almeno così risparmieremo al nostro corpo inutili sbalzi insulinici ed ormonali, evitando tutti gli effetti negativi di questa "folle" dieta metabolica.

    Secondo me esagera, sempre perchè tutti oramai vanno con l'idea dei 30 grammi di carboidrati...

    Poi ripeto per me è utile integrare il principio della metabolica, ma la omeostatica stessa resta l'obiettivo finale. tra l'altro la metabolica è una forma di omeostatica per bruciare grassi in maniera efficiente...
    20-09-2011 03:47 PM
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    Tropico Offline
    Condottiero
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    9,503
    Messaggio: #4
    RE: Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    Ho letto e ho appreso quanto scritto, però alla fine mi rimane sempre un punto interrogativo.
    Non ho ben chiaro se questi chetoni sono dannosi.Che lo sono meno nelle situazioni di emergenza rispetto all'adrenalina che tira fuori glicogeno dai muscoli è ok, non ci piove.

    Ricordo che qualche anno fa feci una dieta simile alla metabolica,con grandi ricariche il fine settimana, dimagrii molto anche perchè abbinavo prolungata attività aerobica con un work out di BCAA, in pratica se fosse stato necessario (ossia scorte glicogeno vuote) costringevo i BCAA che prendevo a fare da kamikaze a fini energetici.
    Quindi spesse volte andavo a chetoni ricavando carbo dalle proteine, di grassi ne mangiavo pochi pochi.
    Probabilmente esagerai col low carb perchè un pò di massa muscolare la persi..

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    20-09-2011 03:48 PM
    www Cerca Quota
    salvio Offline
    Banned

    1,056
    Messaggio: #5
    RE: Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    Citazione:Ho letto e ho appreso quanto scritto, però alla fine mi rimane sempre un punto interrogativo.
    Non ho ben chiaro se questi chetoni sono dannosi.Che lo sono meno nelle situazioni di emergenza rispetto all'adrenalina che tira fuori glicogeno dai muscoli è ok, non ci piove.

    Non lo sono se tutti i metabolismi sono bilanciati. Di fatto entrano in gioco quando il glucosio diminuisce. Sono prodotti dal fegato per far sì che i grassi diventino un substrato solubile utilizzabile dagli altri organi.

    Io non ho mai detto di rimanere in chetosi costantemente, ma di imparare a usare la chetosi in assenza di altre fonti di energia, cosa che il corpo fa naturalmente.

    Infatti io non ho mai parlato di fare questo tipo di dieta, ma di prendere le parole di Di pasquale come esempio, per reimparare a usare i chetoni quando mancano altri substrati energetici.

    Citazione:Ricordo che qualche anno fa feci una dieta simile alla metabolica,con grandi ricariche il fine settimana, dimagrii molto anche perchè abbinavo prolungata attività aerobica con un work out di BCAA, in pratica se fosse stato necessario (ossia scorte glicogeno vuote) costringevo i BCAA che prendevo a fare da kamikaze a fini energetici.
    Quindi spesse volte andavo a chetoni ricavando carbo dalle proteine, di grassi ne mangiavo pochi pochi.

    Appunto perchè svuotare le riserve di glicogeno? Il fatto che il corpo avvii la chetosi prima di questo, ti deve far capire che il corpo risparmia sul glicogeno, proprio perchè se te la devi dare a gambe elevate inseguito da una belva non puoi usare i chetoni, ma li puoi usare se devi inseguire una preda, nei due casi lo sforzo è uguale ma cambia l'intero assetto metabolico.

    Una preda per definizione non è qualcosa che ti combatte ma scappa via, un predatore no, e bruciare lipidi può non essere la situazione ideale, visto che bruciano bene, ma non velocemente quanto i carboidrati.

    Hai colto nel segno, ecco perchè chi è in chetosi deve mangiare tante proteine, ma allora tanto vale mangiare più carboidrati ed evitare che il corpo debba suare la massa magra, sotto certi aspetti quello che dico è più metabolico della metabolica di Di Pasquale.

    Sicuramente tu suavi tantissime proteine per tamponare la mancanza di grasso, visto che i chetoni producono solo 5 kcal per grammo e non 9, notare che l'accoppiamento di un glucide e di un garsso da sicuramente la massima efficienza vistoc he produce 13 kcal, mentre l'uso dei singoli non è detto che sia tale, giacchè la glicolisi se deve predominare durante uno sforozo anaerobico riduce la sua efficienza da 34 ATP a soli 2.

    Che poi dell'ATP si dovrebbe discutere non delle calorie e quello il carburante finale delle cellule.

    Citazione:Probabilmente esagerai col low carb perchè un pò di massa muscolare la persi.

    veramente tu facesti molti errori, non solo sui carbo, ma anche sui grassi, se non bruci i primi e non bruci i secondi, secondo te il corpo cosa deve bruciare per teenre il ciclo degli acidi tricarbossilici (ciclo di krebs o ciclo dell'acido citrico) in piedi? le proteine.

    Se penso che ti sarai pure allenato così norridisco, ma non eri sempre stanco e nervoso?
    20-09-2011 03:48 PM
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    Tropico Offline
    Condottiero
    *******

    9,503
    Messaggio: #6
    RE: Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    Si feci doversi errori, e difatti ne pagai le conseguenze con stress elevatissimi, un herpes a settimana, molto irritabile etc..

    Riprendendo il discorso della metabolica, una volta trovata la quota di mantenimento dei carboidrati che può variare da individuo a individuo, la ricarica a che serve?
    Se pareggi il conto giorno per giorno tra carbo assunti e usati perchè fare le ricariche nel weekend?
    Una volta che hai riempito le scorte e poi pareggi i conti giornalieri si è a posto o no?
    Istintivamente mi verrebbe da dire anche a me che gli sbalzi e le impennate insuliniche della ricarica del week-end siano dannose, a meno che, e ancora non l'ho capito, con le riserve di glicogeno vuote i carbo ad alto ig non impennino l'insulina..un pò come nel work out....

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    20-09-2011 03:49 PM
    www Cerca Quota
    salvio Offline
    Banned

    1,056
    Messaggio: #7
    RE: Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    Citazione:Si feci doversi errori, e difatti ne pagai le conseguenze con stress elevatissimi, un herpes a settimana, molto irritabile etc..

    L'herpes era dovuto al tuo sistema immmunitario indebolito.

    Citazione:Riprendendo il discorso della metabolica, una volta trovata la quota di mantenimento dei carboidrati che può variare da individuo a individuo, la ricarica a che serve?

    A niente, questa è la differenza tra omeostatica e metabolica, e un eventuale sgarro viene coperto dalla mancanza di glicogeno, inoltre siccome il pancreas non risulta più tartassato continuamente, risponde bene a un eventuale sgarro.

    Comunque nei fini di Di Pasquale la ricarica serve a far indurre molta insulina, che accoppiata al GH prodotto nei giorni di magra di carboidrati, effettua una potentissima onda anabolica, che a l'uomo primitivo serviva per ricaricarsi al massimo e oltre, visto che non si sapeva se e quando avrebbe rimangiato così tanto.

    Ma lo stesso effetto può essere raggiunto con i deposito di glicogeno non pieni, anzi è anche meglio, dato che l'insulina viene secreta in grandi quantità se c'è molto nutrimento, prevalentemente da carboidrati, quindi non conta il quando m ail quanto in una volta. Va da se che se il giorno prima si mangano pochissimi carboidrati e si fa un ricalco il giorno dopo, senza ricaricare al massimo il glicogeno, si ottiene lo stesso potente effetto anabolico che può durare anche 2-3 giorni.

    In pratica traslando questo sistema, piuttosto che fgenerare GH per 5 giorni e insulina gli altri 2, si possono generare meno velocemente ma più costantemente questi due ormoni, in modo da farli lavorare di continuo insieme, oivvero minimizzando il catabolismo proteico anche quando si è a digiuno, e usando l'insulina postaprandiale per massimmizzare il deposito degli amminoacidi.

    Onestamente ma voi realmente credete che nel paleolitico i depositi di glicogeno fossero sempre pieni? Io proprio no...

    Citazione:Una volta che hai riempito le scorte e poi pareggi i conti giornalieri si è a posto o no?

    Non ci capiamo...In questo momento il tuo corpo se ne frega dei depositi, pensa solo se ha l'energia sufficiente per esistere, appena c'è l'hai ti farà pensare a come riprodurti (se si mangai poco non si pensa a trombare, scusate il termine), se invece viene meno, inzia a compensare come può, se questa crolla all'improvviso con una ipoglicemia ti spreme le surreni per stabilizzare la glicemia con l'adrenalina, ecco perchè il magfrolino in crisi ipoglicemica è un roimpicoglione iperattivo. Tra l'altro lo zucchero e i carboidrati in generale hanno proprio l'attitudine a strizzare le surreni appena vengono assunti in grandi quantità.

    Non so se ricordi la Fallon, ma ne parla mi pare quando spiega l'intolleranza ai carboidrati, la quale coinvolge anche le surreni. William dufty anche nel libro:"mal di zucchero", lo spiega diffusamente.

    Citazione:Istintivamente mi verrebbe da dire anche a me che gli sbalzi e le impennate insuliniche della ricarica del week-end siano dannose, a meno che, e ancora non l'ho capito, con le riserve di glicogeno vuote i carbo ad alto ig non impennino l'insulina..un pò come nel work out...

    Lo è solo quando il magazzino si satura e l'insulina trasforma il nutrimento in grasso, allora sopraggiunge l'ipoglicemia, e questo chiama in causa le surreni. Supponi che ti alleni e bruci 80 grammi di glucosio stratto dal fegato e dai muscoli, ora ne mangi giusto 80, la glicemia ha pure un rapido aumento, ma l'aumento è rapido solo all'inizio visto che poi il glucosio viene depositato nelle riserve, quindi nonostante tu abbia preso un carico glicemico di glucosio disumano, questo viene subito eliminato dal circolo ematico, ora se la glicemia inizia a scendere rapidamente, pazienza tanto il sistema ha riserve da spendere, quindi di fatto non accade nulla di irrimediabile.

    L'insulina aumenta ma siccome il glucosio entra diminuisce velocemente. Inoltre dopo essersi allenati, questo lo dico tra parentesi, il glucosio per un certo periodo entra in manierainsulino-indipendente nei muscoli, pare infatti che durante l'allnamento non sia mediata dall'insulina la possibilità di entrare o meno nella cellula, ma entri per una sorta di diffusione passiva legata alle contrazioni muscolari.

    Non so se capisci che in queste condizioni, carboidrati nei tessuti non si depositano mai. Figuriamoci poi se uno dopo essersi allenato non mangia subito, riassorbendo il glucosio che il fegato e i muscoli hanno preso dal glicogeno, ci sarà un vuoto bestiale, na chetosi elevata e la presenza di forti quantità di ormoni catabolici tar cui il GH, con l'arrivo dell'insulina , il GH spedisce tutti gli amminoacidi nei muscoli per risparmirne il consumo, e siccome c'è il glucosio e i chetoni, la situazione energetica è ok, mentre l'insulina ricarica velocemente la scorta.

    Credo sia abbastanza chiara la situazione.
    20-09-2011 03:49 PM
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    Andrea Offline
    Senior Member
    ****

    719

    0
    Messaggio: #8
    RE: Chetosi, forse non è necessario low carbo...?
    bellissima spiegazione!

    una parentesi invece su questo

    se invece viene meno, inzia a compensare come può, se questa crolla all'improvviso con una ipoglicemia ti spreme le surreni per stabilizzare la glicemia con l'adrenalina, ecco perchè il magfrolino in crisi ipoglicemica è un roimpicoglione iperattivo.

    ieri per la prima volta diciamo mi sono allenato, , ero veramente stanchissimo, non ce la facevo piu! mi sentivo la testa un po impallonata!! subito dopo aver terminato l'allenamento ho preso 4 cucchiaini di miele, e dopo un oretta ho cenato con 4 etti di patate e 2 etti di ricotta(lo so lo so ma avevo finito tutte le riserve, in questo caso alimentari :ahah: )

    poi verso le 23.00 sono andato a dormire svegliandomi alle 7 questa mattina.

    colazione con una 15 di grammi di burro,2-3 prugne secche e una trentina di grammi di uva sultanina.

    alle 12.15 avevo glicemia 64 (mai capitato!!!) pero non avvertito una gran fame
    pranzato con verdura cruda, 20 grammi di evo,10 grammi di ghee e 100 grammi di tonno.

    poi sono dovuto uscire, ritornato a casa alle 16.00, ma gia da una mezzoretta avvertivo stanchezza (sbadigliavo pure)che non mi spiegavo.
    misuro e glicemia a 88, mi sono meravigliato di come fosse alta, dopo una ventina di minuti rimisuro e glicemia a 94 :shocked: ,, dopo una mezzoretta glicemia 87.

    mi son spiegato sta cosa cosi: avvertivo stanchezza perche sono andato in ipoglicemia, il corpo ha subito tamponato con secrezione di glucagone o cortisolo (boh non so) alzandomela, stavo praticamente catabolizzando, giusto? oppure attingevo dalle riserve epatiche? che ne dite?

    ah anche con questa glicemia ho pensato che era meglio mangiare per fermare questo processo, quindi ho mangiato della frutta, ho fatto bene?
    20-09-2011 03:49 PM
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