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    Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Autore Messaggio
    salvio Offline
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    Messaggio: #1
    Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Citazione:Cibo e personalità: le ghiandole surrenali

    A cura della Dott.ssa Sara Ascoli, Antropologo Medico e di Counseling

    Il surrene è un organo composto da due ghiandole ad attività endocrina. Di forma triangolare, è posizionato nei pressi della sommità del rene. In realtà si tratta di due organi separati, ma combinati in uno: la porzione esteriore delle ghiandole surrenali è detta corteccia adrenale, mentre quella interna è chiamata midollo adrenale.



    La corteccia ha soprattutto un ruolo fondamentale per ciò che concerne le funzioni ormonali, ma bisogna tener presente che opera anche per regolare: il metabolismo dei minerali (sodio, potassio); il metabolismo in genere (uso e distribuzione dei carboidrati, proteine e grassi; equilibrio idrico); le reazioni allergiche ed immunologiche (ipersensibilità, allergie e malattie immunitarie); la produzione degli ormoni maschili e femminili. Negli anni ’40 il dott. Jhon Tintera, celebre endocrinologo pioniere nel trattamento delle affezioni adrenali, denunciò l’importanza del sistema endocrino e soprattutto delle ghiandole surrenali nella determinazione degli stati mentali detti patologici. In un ormai famoso articolo apparso sulla rivista Woman’s Day, nel febbraio del 1958 , il dott. Tintera spiegava in che modo le ghiandole adrenali siano i regolatori del nostro carattere, della nostra efficienza e persino della nostra personalità.


    Il modo in cui funzionano, e quindi, in cui determinano i nostri stati d’animo, dipende essenzialmente da ciò che mangiamo!

    È possibile, pertanto, migliorare la nostra natura, il nostro carattere, modificare in meglio la nostra personalità, semplicemente selezionando gli alimenti di cui nutrirci, basandoci sulla preziosa conoscenza di ciò che accade a quegli alimenti una volta che sono dentro il nostro corpo.
    Le ghiandole surrenali sono parte del sistema endocrino la cui missione è regolare le funzioni dei nostri corpi e delle nostre menti. È grazie alle ghiandole surrenali che noi siamo le persone che siamo. Queste ghiandole hanno il compito di mantenere la vita: l’esistenza senza una delle altre ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, paratiroidi, pancreas, ovaie, testicoli, timo, milza) è possibile, anche se dolorosa e menomata. Senza le adrenali non si può vivere. Le adrenali sono le prime a regolare il processo chimico che converte ciò che mangiamo e beviamo in sostanze in grado di far funzionare il nostro corpo, di farlo crescere e modificare, e soprattutto che gli permettano di riparasi e guarire. Le proteine animali per esempio non sono utilizzabili così come sono dagli uomini: il corpo deve prima scinderle in aminoacidi, poi, grazie a reazioni enzimatiche, può procedere a riassemblare questi aminoacidi. Solo così si realizzano proteine umane che il nostro corpo è in grado di utilizzare. Grassi, minerali e carboidrati, anche loro devono essere costruiti a partire dalle sostanze contenute nei cibi. Ma proteine e grassi alieni non sono esclusivamente convertiti in proteine e grassi umani. Verso la fine dei processi di trasformazione, queste sostanze vengono trasformate in glicogeno (una riserva di glucosio che è lo zucchero naturale del nostro corpo, il suo carburante), dapprima nel fegato, poi nei tessuti dei muscoli, infine nel sangue, dove diviene glucosio.


    Il glucosio è sempre presente nel sangue: questo zucchero naturale, assieme all’ossigeno, costituisce il carburante del nostro organismo; man mano che noi bruciamo glucosio, la riserva di glicogeno viene trasformata in glucosio immesso nuovamente in circolo nel sangue. Affinché al funzionamento del corpo e della mente venga garantita sempre una certa efficienza, è necessario che la quantità ematica di glucosio e di ossigeno sia mantenuta in una certa proporzione. Solitamente sono proprio gli ormoni adrenali ad occuparsi di mantenere questa situazione in equilibrio: quando dobbiamo compiere sforzi fisici, quando corriamo, quando pensiamo intensamente a qualche grave problema, quando dobbiamo affrontare una situazione complicata, le ghiandole adrenali fanno in modo che l’attività cardiaca e respiratoria si intensifichino: di conseguenza, aumentano i livelli ematici di ossigeno, di pari passo con quelli di glucosio. Di contro, se stiamo riposando il tasso di glucosio nel sangue di cui necessitiamo quale combustibile del nostroorganismo sarà ridotto, e così pure verrà ridotta la quantità di ossigeno presente nel nostro flusso sanguigno.


    Molti di noi oggigiorno violentano letteralmente le proprie ghiandole adrenali a causa dell’immane quantità di carboidrati raffinati consumati. Pasta, pizza, pane, biscotti, dolcetti, cioccolatini, caramelle, bevande gassate, caffè, sono tutto tranne che glucosio, prima di essere ingeriti. Ecco perché cadono al di fuori di ogni naturale processo chimico del nostro organismo. I carboidrati raffinati giungono immediatamente nell’intestino, e da lì, ormai in forma di glucosio, subito nel sangue, laddove è già preesistente la giusta quantità di glucosio bilanciata con i livelli di ossigeno. Va da sé che in tal caso i tassi ematici di glucosio salgono alle stelle: l’equilibrio è rotto ed è crisi. E’ come se nel nostro corpo fosse scoppiato un incendio e tutti i sistemi vengono allarmati per fronteggiare tale emergenza: ecco che il pancreas secerne insulina, un ormone antagonista delle surrenali. In questo caso infatti, compito dell’insulina è di far scendere i livelli di zucchero nel sangue, mentre quello delle adrenali è di ripristinarli. L’effetto dell’insulina porta i livelli ematici di glucosio eccessivamente in basso, ed ecco la seconda crisi.


    A questo punto, in conseguenza della variazione organica dei tassi ematici di glucosio, si registra una importante variazione umorale: subentra la stanchezza, la sonnolenza, le palpebre si fanno pesanti, si fa fatica a sollevare gli arti, il respiro è affannato, la vista subisce un calo; è difficile mantenere l’attenzione e la concentrazione; si può arrivare sino a non aver la forza di palare; ad avere conati di vomito e giramenti di testa. Nei casi più gravi si suda freddo ed si ha la percezione di tremare; si perde sensibilità alle gambe. L’umore è abbattuto, triste; si può avere una inspiegabile voglia di piangere; si percepiscono problematiche insormontabili nella propria vita; si prova sconforto; ci si reputa incapaci di affrontare anche le più piccole difficoltà; non si scorgono soluzioni e non si colgono eventuali offerte d’aiuto da parte di terzi; soprattutto la percezione è alterata; si perde il contatto con la realtà e si è carenti di qualsivoglia forma di empatia. Ovunque si insinua il sospetto: il cervello diviene vittima di stati allucinatori e persecutori; ci si sente soli, isolati.
    Questa è ipoglicemia.
    Si tratta della seconda crisi: il tasso di glucosio nel sangue è troppo basso ed il cervello sta perdendo il proprio indispensabile carburante. Registrato il pericolo, il cervello invia un segnale alle ghiandole surrenali, ordinando loro di intervenire per ripristinare un livello accettabile di glucosio, tale che garantisca la sopravvivenza, ora minacciata dall’improvviso deficit.
    Ecco entrare in azione gli ormoni cortisolo ed adrenalina, secreti proprio dalle ghiandole surrenali, antagonisti dell’ormone insulina. Loro missione è far risalire il tasso ematico di glucosio, nel tentativo di ripristinare il corretto equilibrio e porre fine alle crisi.


    Ma vediamo cosa accade al soggetto in crisi ipoglicemica: ora il suo cuore sta accelerando; prova ansia, o paura, anche; si sente più nervoso, irascibile; tutto nervi e scatti; potrebbe alzare la voce per un nonnulla; non sopporta due stimoli sensoriali assieme; non riesce a stare fermo, è frenetico ed ha bisogno di fare e fare, qualsiasi cosa; può arrivare anche a manifestare attacchi di panico. E’ la terza crisi.
    Questo è l’iter semplificato. Già, poiché quando entra in azione l’insulina e fa scendere rapidamente il glucosio, il nostro cervello è letteralmente affamato e chiede disperatamente che l’organismo assuma zuccheri: è la cosiddetta fame nervosa che ci porta spesso ad ingurgitare qualcosa nell’intervallo tra la seconda e la terza crisi, dando il via, in questo modo, ad una nuova prima crisi!

    La giornata tipo di un italiano medio ha inizio con il caffè, qualche biscotto. Un’ora dopo fanno seguito cappuccino e cornetto. Mezza mattinata e di nuovo caffè o succo di frutta rigorosamente zuccherato. Poi il pranzo (pasta, pane, o pizza), che normalmente si conclude con qualche dolcetto. A metà pomeriggio c’è lo “sfizio” spezzafame (??), poi magari un altro caffè. Infine la cena…e naturalmente il dolcetto dopocena: biscottino, cioccolatino, liquorino. Non bastasse tutto ciò si possono aggiungere le bevande gassate e zuccherate, le caramelle e i chewingum, le sigarette.
    Non è raro che si arrivi a sera stanchi, stremati, stressati, incapaci di pensare, intrattabili, profondamente irritabili, con stati allucinatori a tema persecutorio, vittimisti; dal pessimo sonno ed incapaci ormai di riposare; estenuato da piccoli ma diffusi dolori muscolari e ripetute infiammazioni di ogni tipo; il ventre gonfio, le ritenzioni i idriche ed i problemi circolatori; le frequenti emicranie e quell’allergia stagionale che è diventata una quattro stagioni.
    Ah, non lo abbiamo detto? L’italiano medio è zucchero dipendente!

    La gravità delle crisi che si susseguono dipende dalla quantità di glucosio in eccesso nel sangue. Con il passare del tempo un andamento di questo tipo può danneggiare severamente le ghiandole adrenali. Di conseguenza la personalità va in pezzi; la mente non è più effettivamente in grado di discernere ciò che è reale da ciò che non lo è; non è più possibile far fronte anche al minimo evento stressante; non si porta più nulla a termine; si possono avere pensieri suicidi; l’esistenza diviene una dura lotta per la sopravvivenza: tutto è sforzo, stanchezza, fatica, dolore; si moltiplicano le allergie e gli stati infiammatori.


    Fu così che Tintera sottopose tutti i suoi pazienti al test di tolleranza al glucosio dimostrando il ruolo fondamentale dell’alimentazione nella salute mentale. In prima istanza terapeutica, infatti, prescriveva una dieta appropriata e completamente priva di zucchero. I pazienti che presentavano una ridotta funzionalità della corteccia adrenale potevano soffrire dunque di ipoglicemia ( o di un disturbato metabolismo dei carboidrati), ma non tutti gli ipoglicemici presentavano disturbi nella funzionalità adrenale.
    Inutile dire che Tintera fu perseguitato, soprattutto quando suggerì la correlazione zucchero/schizofrenia (in quegli anni si premiava con il nobel colui che suggerì di applicare la lobotomia per la “cura” della schizofrenia); successivamente fece notare che anche l’alcoolismo si sviluppa in relazione allo zucchero ed al suo effetto sulle ghiandole surrenali; per concludere che: «è ridicolo parlare di diversi tipi di allergie quando tutte son dovute al cattivo funzionamento delle ghiandole surrenali…a causa dello zucchero» .

    Tintera morì nel 1969, a soli 57 anni.

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Metto questo link qua, solo per far capire che, se non si interviene sulle surreni, avete voglia di meditare o usare tecniche di rilassamento, non otterrete niente. Anzi meglio non usarle se le surreni non si riprendono del tutto potreste peggiorare la situazione, come faceva il sottoscritto e altri, che usavano il training autogeno sotto severo stress surrenale, con il risultato di peggiorare notevolmente la dermatite seborroica.

    Inutile aggiungere che chi ha deficit surrenale è più prono all'iso di sostanze oppioidi. Ecco perchè io nella transizione parlavo di cioccolata, perchè quando si passa poi da una dieta iperglicidica a una isocalorica e iperlipidica, non si è in grado di mantenere il livello di glucosio ematico stabile, il che può anche manifestarsi con vielente scariche di adrenalina e quindi nonostante si mangi il giusto o poco si può essere in iperglicemia (questo determina il fallimento del protocollo Ciampolini, perchè la glicemia si alza per un non nulla e si mangia pochissimo, dimagrendo vistosamente), questo è molto pericoloso perchè si bruciano molti muscoli e se si mangiano grassi, anche in piccole quantità i sistema può facilmente manifestare iperinsulinemia, entrando in una guerra tra cortisolo che alza la glicemia e insulina che l'abbassa.

    Aggiungo che ad alcuni ho lasciato, me compreso, consumare 3-6 fette biscottate all'inizio del passaggio e ha funzionato, ganno commutato dieta senza apparente difficoltà.

    E tutti hanno riferito miglioramenti nell'umore e nel carattere.

    Il cazzaro c'ha preso ancora.
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 26-02-2012 12:37 AM da salvio.)
    26-02-2012 12:01 AM
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    biker40 Offline
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    552
    Messaggio: #2
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    [quote='salvio' pid='9209' dateline='1330207298']
    Citazione:Aggiungo che ad alcuni ho lasciato, me compreso, consumare 3-6 fette biscottate all'inizio del passaggio e ha funzionato, ganno commutato dieta senza apparente difficoltà.

    Possiamo sapere chi sono questi soggetti?
    Qualche testimonianza in questo forum? Non dalla tua voce?
    Grazie.
    26-02-2012 01:40 PM
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    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #3
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    No, non sono affari tuoi.

    Comunque in tanti li puoi trovare su salusmaster.

    Ma non si era detto, nessun off-topic?
    26-02-2012 03:56 PM
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    biker40 Offline
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    552
    Messaggio: #4
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Non è OT. Le testimonianze sono utili che dici?
    Mi indichi i link?

    Allora io posso dire di aver curato 100 persone a calci in culo ed ora stanno tutti bene e soprattutto sono felici e me ne chiedono ancora.

    Grazie.
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 26-02-2012 09:57 PM da biker40.)
    26-02-2012 09:56 PM
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    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #5
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Ma secondo te, mi metto a dire alla gente di venire a raccontare i cazzi loro qua? E anche se lo facessi, sono convinto che te ne usciresti dicendo che è gente che conosco o sono io stesso con altri profili, quindi non ti offro un assist per continuare a farti sublimare i tuoi inutili complessi di inferiorità, dati dal fatto che un foru che te consideri una copia della zonalibera, sta crescendo e tratta argomenti diversi, da quelli soliti dove la gente viene solo a dire che fa la paleo, salvo fare tutto al di fuori di fare la paleo.

    Già lo so come finisce, a un certo punto l'amministratore si rompe le palle e divide sta discussione, ecco perchè sto evitando di commentarla, per avitare che cose dette in-topic vengano spezzate e portate in quella sezione inutile, inventata giusto per te, chiamata valvola di sfogo.

    Quindi evito di commentare i tuoi deliri; fammi solo un favore: se non riesci proprio a essere on-topic, evita di postare, e leggilo sto post che potrebbe aiutarti, sembra tu ne abbia bisogno davvero.
    26-02-2012 11:16 PM
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    Tropico Offline
    Condottiero
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    Messaggio: #6
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Concordo con il fatto che pensare alla meditazione o training autogeno sia secondario al fatto di rimettere prima in sesto il malessere fisico.
    E' comunque lecito chiedere delle prove se si è autoreferenti come te salvio.
    Se c'è un forum pubblico o una discussione pubblica si linka l'ipotetico scambio di idee/opinioni e ognuno può leggere e verificare.
    Biker è evidente che ti pungola e marca stretto, questo non si può negare, come non si può negare che finché fa richieste o domande sensate senza offendere io non abbia nulla da dire.
    Prendila come una occasione di crescita anche se ti è scomoda.

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    26-02-2012 11:41 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #7
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Tsè, figurati se faccio venire gente qua a parlare con uno che è in malafede.

    Te lo ripeto chiedere prove non è sbagliato, perchè è il pilastro su cui si fonda il metodo scientifico, ma cercare di minare quelle prove per dimostrare che l'altro è un imbroglione, quando questo a fornito prove di competenza e preparazione, chiude la strada a ogni dialogo.

    Alessio preparati in una materia alal perfezione e fa a fare un esame da un professore che ti odia, vedrai che il modo di farti cadere lo troverà sempre; siccome io non devo fare di simili esami, almeno non in modo obbligatorio, mi defilo e il problema è risolto: poi ognuno crederà ciò che vuole.
    27-02-2012 02:57 AM
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    biker40 Offline
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    Messaggio: #8
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Io voglio capire non giudicare. Non sono un professore.
    Sono qui per imparare.
    Voglio le prove che tu hai prescritto quelle pratiche (oltre ai 70 soggetti che hai curato con l'argento).
    Me ne presenti 2-3? Non tutti e 70...

    Ciao.
    Dammi i link su salumaster.
    Altrimenti rimani un cazzaro.
    Capisci che dopo la storia che su LZL si alimentavano come dei "grandi cacciatori africani"... Inizi ad essere meno credibile.
    Arrivi e ci dici che hai provato l'argento su 70 soggetti e che hai somministrato 3-6 fette biscottate ad altri soggetti... Un minimo di prova la dovrai pur fornire oppure potresti addirittura pubblicare uno studio!
    Cazzo 70 soggetti sono molto più che sufficienti per fare le statistiche del caso...
    Se mi porti le prove ed i dati te lo finanzio io. Pensa un po'.

    Altrimenti resti un cazzaro, come già dimostrato del resto.

    Saluti.
    (26-02-2012 11:16 PM)salvio Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "un foru che te consideri una copia della zonalibera, sta crescendo e tratta argomenti diversi, da quelli soliti dove la gente viene solo a dire che fa la paleo, salvo fare tutto al di fuori di fare la paleo.

    Questo potrebbe anche essere vero IN PARTE, ma non avevi detto che avevi pronto un tuo forum e bla bla?
    Dov'è? Quando apre? Come si chiama?

    SOLITO CAZZARO!...
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 27-02-2012 12:50 PM da biker40.)
    27-02-2012 12:27 PM
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    Tropico Offline
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    Messaggio: #9
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    E' ovvio che non può portare uno studio così come non credo che abbia delle schede riassuntive delle abitudini e sensazioni di ogni utente così come è ovvio che non può aver riscontri controllati, con test da autocompilare o in doppio cieco etc, ogni utente consigliato può aver fatto come si pare, non ci si può basare certo sulla sola parola quindi.
    Storia un pò diversa se ci fosse una discussione su un forum pubblico (verba volant scripta manent) dove ognuno riporta la sua seguendo un dato consiglio e se ne discute, così con i limiti del caso si scremano i cazzari come li chiama Biker .
    Resta il fatto che costruirsi una credibilità richiede altro, su questo non ci piove, nome e cognome, foto, coerenza e anche umiltà quando necessario, sono le basi. Lo dico perchè le persone non si fidano tanto di un pressoché anonimo che ha paura di metterci la faccia, questa è una delle regole del marketing su internet, per dirne una.
    Questa parentesi alla fine ci sta anche bene in questa sezione ma abbassare i toni per favore, se si pensa di aver ragione non serve trascendere altrimenti si fa credere il contrario.

    Off topic:
    Per biker, basta che visiti il profilo di salvio di questo forum e lì c'è il suo sito tra le info, inoltre sul gruppo che ho segnalato dell'Argento Colloidale c'è in cima un suo link ad un suo articolo sempre del suo sito con relativo forum. Non era così difficile da individuare.

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    27-02-2012 02:50 PM
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    eric Offline
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    Messaggio: #10
    R: RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    (26-02-2012 12:01 AM)salvio Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "Il glucosio è sempre presente nel sangue: questo zucchero naturale, assieme all’ossigeno, costituisce il carburante del nostro organismo; man mano che noi bruciamo glucosio, la riserva di glicogeno viene trasformata in glucosio immesso nuovamente in circolo nel sangue. Affinché al funzionamento del corpo e della mente venga garantita sempre una certa efficienza, è necessario che la quantità ematica di glucosio e di ossigeno sia mantenuta in una certa proporzione. Solitamente sono proprio gli ormoni adrenali ad occuparsi di mantenere questa situazione in equilibrio: quando dobbiamo compiere sforzi fisici, quando corriamo, quando pensiamo intensamente a qualche grave problema, quando dobbiamo affrontare una situazione complicata, le ghiandole adrenali fanno in modo che l’attività cardiaca e respiratoria si intensifichino: di conseguenza, aumentano i livelli ematici di ossigeno, di pari passo con quelli di glucosio. Di contro, se stiamo riposando il tasso di glucosio nel sangue di cui necessitiamo quale combustibile del nostroorganismo sarà ridotto, e così pure verrà ridotta la quantità di ossigeno presente nel nostro flusso sanguigno.


    Molti di noi oggigiorno violentano letteralmente le proprie ghiandole adrenali a causa dell’immane quantità di carboidrati raffinati consumati. Pasta, pizza, pane, biscotti, dolcetti, cioccolatini, caramelle, bevande gassate, caffè, sono tutto tranne che glucosio, prima di essere ingeriti. Ecco perché cadono al di fuori di ogni naturale processo chimico del nostro organismo. I carboidrati raffinati giungono immediatamente nell’intestino, e da lì, ormai in forma di glucosio, subito nel sangue, laddove è già preesistente la giusta quantità di glucosio bilanciata con i livelli di ossigeno. Va da sé che in tal caso i tassi ematici di glucosio salgono alle stelle: l’equilibrio è rotto ed è crisi. E’ come se nel nostro corpo fosse scoppiato un incendio e tutti i sistemi vengono allarmati per fronteggiare tale emergenza: ecco che il pancreas secerne insulina, un ormone antagonista delle surrenali. In questo caso infatti, compito dell’insulina è di far scendere i livelli di zucchero nel sangue, mentre quello delle adrenali è di ripristinarli. L’effetto dell’insulina porta i livelli ematici di glucosio eccessivamente in basso, ed ecco la seconda crisi.


    A questo punto, in conseguenza della variazione organica dei tassi ematici di glucosio, si registra una importante variazione umorale: subentra la stanchezza, la sonnolenza, le palpebre si fanno pesanti, si fa fatica a sollevare gli arti, il respiro è affannato, la vista subisce un calo; è difficile mantenere l’attenzione e la concentrazione; si può arrivare sino a non aver la forza di palare; ad avere conati di vomito e giramenti di testa. Nei casi più gravi si suda freddo ed si ha la percezione di tremare; si perde sensibilità alle gambe. L’umore è abbattuto, triste; si può avere una inspiegabile voglia di piangere; si percepiscono problematiche insormontabili nella propria vita; si prova sconforto; ci si reputa incapaci di affrontare anche le più piccole difficoltà; non si scorgono soluzioni e non si colgono eventuali offerte d’aiuto da parte di terzi; soprattutto la percezione è alterata; si perde il contatto con la realtà e si è carenti di qualsivoglia forma di empatia. Ovunque si insinua il sospetto: il cervello diviene vittima di stati allucinatori e persecutori; ci si sente soli, isolati.
    Questa è ipoglicemia.
    Si tratta della seconda crisi: il tasso di glucosio nel sangue è troppo basso ed il cervello sta perdendo il proprio indispensabile carburante. Registrato il pericolo, il cervello invia un segnale alle ghiandole surrenali, ordinando loro di intervenire per ripristinare un livello accettabile di glucosio, tale che garantisca la sopravvivenza, ora minacciata dall’improvviso deficit.
    Ecco entrare in azione gli ormoni cortisolo ed adrenalina, secreti proprio dalle ghiandole surrenali, antagonisti dell’ormone insulina. Loro missione è far risalire il tasso ematico di glucosio, nel tentativo di ripristinare il corretto equilibrio e porre fine alle crisi.


    Ma vediamo cosa accade al soggetto in crisi ipoglicemica: ora il suo cuore sta accelerando; prova ansia, o paura, anche; si sente più nervoso, irascibile; tutto nervi e scatti; potrebbe alzare la voce per un nonnulla; non sopporta due stimoli sensoriali assieme; non riesce a stare fermo, è frenetico ed ha bisogno di fare e fare, qualsiasi cosa; può arrivare anche a manifestare attacchi di panico. E’ la terza crisi.
    Questo è l’iter semplificato. Già, poiché quando entra in azione l’insulina e fa scendere rapidamente il glucosio, il nostro cervello è letteralmente affamato e chiede disperatamente che l’organismo assuma zuccheri: è la cosiddetta fame nervosa che ci porta spesso ad ingurgitare qualcosa nell’intervallo tra la seconda e la terza crisi, dando il via, in questo modo, ad una nuova prima crisi!

    La giornata tipo di un italiano medio ha inizio con il caffè, qualche biscotto. Un’ora dopo fanno seguito cappuccino e cornetto. Mezza mattinata e di nuovo caffè o succo di frutta rigorosamente zuccherato. Poi il pranzo (pasta, pane, o pizza), che normalmente si conclude con qualche dolcetto. A metà pomeriggio c’è lo “sfizio” spezzafame (??), poi magari un altro caffè. Infine la cena…e naturalmente il dolcetto dopocena: biscottino, cioccolatino, liquorino. Non bastasse tutto ciò si possono aggiungere le bevande gassate e zuccherate, le caramelle e i chewingum, le sigarette.
    Non è raro che si arrivi a sera stanchi, stremati, stressati, incapaci di pensare, intrattabili, profondamente irritabili, con stati allucinatori a tema persecutorio, vittimisti; dal pessimo sonno ed incapaci ormai di riposare; estenuato da piccoli ma diffusi dolori muscolari e ripetute infiammazioni di ogni tipo; il ventre gonfio, le ritenzioni i idriche ed i problemi circolatori; le frequenti emicranie e quell’allergia stagionale che è diventata una quattro stagioni.
    Ah, non lo abbiamo detto? L’italiano medio è zucchero dipendente!

    La gravità delle crisi che si susseguono dipende dalla quantità di glucosio in eccesso nel sangue. Con il passare del tempo un andamento di questo tipo può danneggiare severamente le ghiandole adrenali. Di conseguenza la personalità va in pezzi; la mente non è più effettivamente in grado di discernere ciò che è reale da ciò che non lo è; non è più possibile far fronte anche al minimo evento stressante; non si porta più nulla a termine; si possono avere pensieri suicidi; l’esistenza diviene una dura lotta per la sopravvivenza: tutto è sforzo, stanchezza, fatica, dolore; si moltiplicano le allergie e gli stati infiammatori.


    Fu così che Tintera sottopose tutti i suoi pazienti al test di tolleranza al glucosio dimostrando il ruolo fondamentale dell’alimentazione nella salute mentale. In prima istanza terapeutica, infatti, prescriveva una dieta appropriata e completamente priva di zucchero. I pazienti che presentavano una ridotta funzionalità della corteccia adrenale potevano soffrire dunque di ipoglicemia ( o di un disturbato metabolismo dei carboidrati), ma non tutti gli ipoglicemici presentavano disturbi nella funzionalità adrenale.
    Inutile dire che Tintera fu perseguitato, soprattutto quando suggerì la correlazione zucchero/schizofrenia (in quegli anni si premiava con il nobel colui che suggerì di applicare la lobotomia per la “cura” della schizofrenia); successivamente fece notare che anche l’alcoolismo si sviluppa in relazione allo zucchero ed al suo effetto sulle ghiandole surrenali; per concludere che: «è ridicolo parlare di diversi tipi di allergie quando tutte son dovute al cattivo funzionamento delle ghiandole surrenali…a causa dello zucchero» .

    Tintera morì nel 1969, a soli 57 anni.
    Citazione:"Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Metto questo link qua, solo per far capire che, se non si interviene sulle surreni, avete voglia di meditare o usare tecniche di rilassamento, non otterrete niente. Anzi meglio non usarle se le surreni non si riprendono del tutto potreste peggiorare la situazione, come faceva il sottoscritto e altri, che usavano il training autogeno sotto severo stress surrenale, con il risultato di peggiorare notevolmente la dermatite seborroica.

    Inutile aggiungere che chi ha deficit surrenale è più prono all'iso di sostanze oppioidi. Ecco perchè io nella transizione parlavo di cioccolata, perchè quando si passa poi da una dieta iperglicidica a una isocalorica e iperlipidica, non si è in grado di mantenere il livello di glucosio ematico stabile, il che può anche manifestarsi con vielente scariche di adrenalina e quindi nonostante si mangi il giusto o poco si può essere in iperglicemia (questo determina il fallimento del protocollo Ciampolini, perchè la glicemia si alza per un non nulla e si mangia pochissimo, dimagrendo vistosamente), questo è molto pericoloso perchè si bruciano molti muscoli e se si mangiano grassi, anche in piccole quantità i sistema può facilmente manifestare iperinsulinemia, entrando in una guerra tra cortisolo che alza la glicemia e insulina che l'abbassa.

    Ecco sono io questa descrizione, uguale in tutto e per tutto!

    Come si risolve quindi Ironico?
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-03-2015 03:25 PM da eric.)
    12-03-2015 03:20 PM
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    Messaggio: #11
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Contattalo, sono sicuro che ti dirà che sa tutto, che ha capito tutto e ti risolverà tutto, come la sua calvizie.

    Alessio Di Girolami
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    12-03-2015 03:27 PM
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    Messaggio: #12
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    c era la faccina, ma era una domanda seria la mia
    lo contattai giá, ma fú piuttosto arrogante e indisposto non voglio disturbare chi non vuole esporsi..
    mi interesserebbe invece il vostro pensiero per uno che si trova in questa esatta situazione


    In riferimento a questa frase

    Citazione: Inutile aggiungere che chi ha deficit
    surrenale è più prono all'iso di sostanze
    oppioidi.
    non può che non cascare a fagiolo la mia situazione con glutine e caseina, e uno studio che tralaltro mostrai a @fabietto poco tempo fá
    che spiega che la sensibilità alle gluteo e caseomorfine NON dipenda da una permeabilità intestinale, ma secondario a un dolore e stress cronico dove il corpo "imparerebbe" ad utilizzare questi peptidi alimentari come autodifesa
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-03-2015 04:21 PM da eric.)
    12-03-2015 03:42 PM
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    Messaggio: #13
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    ma sta roba è utile??
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
    12-03-2015 07:26 PM
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    Messaggio: #14
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Un mix di adattogeni e vitamine ad alto dosaggio.
    Penso che aldilà di un piccolo sollievo non sia assolutamente risolutivo.
    Le surrenali "stanche" sono un business, una spiegazione veloce per raggruppare migliaia di sintomi sfumati, esiste l'ipotiroidismo, esiste l'ipoglicemia da fegato che non immagazzina glicogeno, esiste il fegato che non converte T4 in T3, La fatica surrenale possiamo dire di averla tutti, ma non è la causa, è solo un effetto, un malfunzionamento metabolico .
    Sia chiaro è la mia visione personale ripresa da quella R.Peat.
    Io rientravo in pieno in tutte le diagnosi da fatica surrenale e tutte le indicazioni alimentari andavano contro quello che faccio ora, ed il risultato si vedeva, era nullo.
    Ora faccio tutto quello che dovrebbe aggravare le surrenali, ma sto molto bene, eppure la fisiologia è sempre una.
    Oppioidi e surrenali a mio modo di vedere sono un non problema, però se tu sei convinto del contrario è normale che fa presa chi ti dice che ti stanno distruggendo la vita, un colpevole lo bisogna pur trovare, no? Felice
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    Alessio Di Girolami
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    12-03-2015 07:40 PM
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    Messaggio: #15
    RE: Cibo e personalità: le ghiandole surrenali
    Ok potrei essere il caso da non immagazzinare glicogeno?
    visto che appena faccio qualcosa vado in ipo e quando sembra andar meglio ho steatosi?

    ps.la vitamina C comunque qualcosa fá

    Certo che cerco un colpevole! ma mi baso su quello che sento in primis.
    e quando mi sento sedato, sento un recupero energetico e infatti sono i periodi che metto su un filo di peso

    comunque Salvio pirla che sia quá c ha ragione..
    Ho tirato avanti anni a scariche d adrenalina, quando andavo in ipoglicemia, crisi d ansia, affaticamento intenso, scleri e urli al minimo stress, sudate, un caffè dietro l altro ecc..
    prima di arrivare a sto punto


    Comunque con l alimentazione non ne esco
    ...
    Con che integrazione e supplementi posso aiutare il fegato ad immagazzinare glicogeno?
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-03-2015 09:22 PM da eric.)
    12-03-2015 07:47 PM
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