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    [ENDORFINE/NALTREXONE]
    Autore Messaggio
    Bloomberg5593 Offline
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    Messaggio: #1
    [ENDORFINE/NALTREXONE]
    Mi sono interessato alla questione endorfine ultimamente, e c'è da dire che ricoprono un ruolo fondamentale a volte nelle malattie. Ma NON è quello che comunemente si pensa... come sulla fatica, anche sulle endorfine sia i medici o addirittura chi ci inventa trattamenti probabilmente non ci ha capito molto...

    Ray Peat in una newsletter ha scritto che le endorfine aumentano solitamente con l'infiammazione, il dolore, ma anche semplicemente quando il cervello riceve stress traumatici e riduce la sua funzionalità. Infatti, gli antagonisti degli oppioidi, come il naloxone/naltrexone, favoriscono l'apprendimento e possono curare la depressione, rivelare cancri "coperti", far tornare il ciclo mestruale, la fertilità (anche negli uomini), e migliorare l'umore.

    Personalmente, sto sperimentando qualche mg di naltrexone. Secondo Peat a volte le persone ne prendono troppo, e hanno un effetto opposto, probabilmente aumentando le endorfine come risposta difensiva.

    Secondo Peat gli effetti benefici sono nell'antagonismo delle endorfine stesse, invece che in una loro risposta-rebound, come pensa Bihari, il "creatore" del trattamento LDN (low dose naltrexone).

    Chiamatemi Peat-fan sfegatato, ma secondo me Peat ha ragione da vendere anche in questo caso.

    "If pain produces endorphins, it shouldn't be surprising that pleasure, such as massage, decreases them. A study in a medical school dermatology department (Morhenn, et al., 2012) showed that massage increased oxytocin, but decreased beta-endorphin, nitric oxide and ACTH (adrenocorticotropic hormone). Ingesting sugar generally lowers the endorphins. "

    "Bihari thinks naltrexone works by increasing endorphins, I think excess endorphins are often the problem, and the antagonist can sometimes be helpful. The endorphins differ in their effects on the two sides of the body, so when I knew two women (within the same year) who had been having mysterious one-sided symptoms for a few months before discovering that they had ovarian cancer (on the same side), I thought that the endorphins were probably involved, maybe to suppress pain on that side. Naloxone and naltrexone have some effects that aren't directly related to the endorphins, on estrogen and histamine."

    "Anti-opiates such as naloxone can be effective in extremely small doses, on the scale of hormones such as thyroid (T3) and estrogen. In doses that are too big, they can produce morphine-like effects, rather than their opposite. The currently popular "low dose naltrexone" therapy is usually done with the intention of increasing the production of endorphins, rather than blocking their effects. I think that ideology can confuse the therapist, who should be thinking in terms of broad-spectrum stress reduction."

    Ray Peat

    Vorrei inoltre aggiungere che le cellule del cancro producono più endorfine, e i pazienti oncologici solitamente ne producono di più. (E probabilmente anche quelli "neurologici")
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-04-2015 02:06 PM da Bloomberg5593.)
    05-04-2015 01:56 PM
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    eric Offline
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    Messaggio: #2
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    Scommetto che io c entro qualcosa nel tuo re interesse dell argomento Divertente
    Bloomberg5593 piace questo messaggio
    05-04-2015 02:28 PM
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    Bloomberg5593 Offline
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    Messaggio: #3
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    Ahahaha, sei un pò egocentrico a pensarlo! Anche se devo ammettere che è vero: associo questa questione a te a volte quando ci penso. :P
    eric piace questo messaggio
    05-04-2015 02:31 PM
    Cerca Quota
    eric Offline
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    Messaggio: #4
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    Bloomberg leggi questo interessantissimo punto di vista contro la permeabilitá intestinale, ma all utilizzo di oppioidi alimentari che il corpo impara ad usare come meccanismo di difesa del corpo dal dolore

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
    " DIETA PRIVA DI GLUTINE E DI CASEINA
    NELL'AUTISMO
    E TEORIA DELL'ECCESSO DI OPPIOIDI: UN
    ALTRO PUNTO DI VISTA
    "

    Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico
    Riassunto
    E' stata fatta una estesa rassegna della dieta
    priva di glutine e di caseina, come prospettata
    negli scritti di Reichelt. Pur concesso che
    questa dieta funziona in certi autistici, e'
    stata trovata piuttosto discutibile la teoria
    dell'eccesso di oppioidi, data come
    spiegazione di questo fatto. L'eccesso di
    oppioidi sembra piu' collegato con le stress
    indotto dalla malattia stessa, e considerato
    un fenomeno secondario e non primitivo, sia
    per importanza che per tempi di occorrenza.
    Come fattore causale, l'eccesso di oppioidi
    appare scarsamente collegabile con la
    maggior parte dei sintomi dell'autismo. Per di
    piu' i risultati della dieta priva di glutine e di
    caseina concordano meglio con questa
    opinione. Il ruolo del glutine e della caseina
    nell'autismo potrebbe essere legato alle alte
    dosi di glutammato posseduta da questi due
    componenti alimentari.
    C'e' un interesse crescente per la dieta priva
    di glutine e di caseina tra i genitori di persone
    affette da vari disordini psichiatrici. Questo
    tipo di terapia si situa nell'ambito delle
    terapia "naturali", che costituiscono un forte
    indirizzo attuale nella sanita' delle nazioni
    occidentali.
    Specialmente i bambini autistici sembrano
    ricevere un certo numero di benefici da questa
    dieta, e questo e' un esito inaspettato quando
    le altre terapie non ottengono che scarsi
    risultati.
    In particolare i gruppi di discussione
    "celiac@sjuvm.stjohns.edu" e
    "autism@sjuvm.stjohns.edu" sono diventati
    quello che i sociologi chiamano il sistema del
    tam-tam nel diffondere le notizie tra persone
    affette da morbo celiaco e tra genitori di
    bambini autistici.
    Uno dei partecipanti di questi gruppi di
    discussione e' Kalle Reichelt, un pediatra
    norvegese che oggi e' il maggior difensore
    dell'uso di diete senza glutine e caseina. Un
    altro e' Paul Shattock, un farmacologo inglese,
    che si dice un sostenitore ossessivo di questa
    dieta.
    Su questo argomento Reichelt ha inviato dei
    testi originali su Internet, raccolti da seguaci
    a cui egli stesso ha autorizzato la libera
    diffusione dei suoi scritti (Reichelt on Internet
    (ROI), 1995, 1996).
    Dopo circa due anni di sorveglianza del
    gruppo di discussione
    "autism@sjuvm.stjohns.edu" sono convinto
    che questa dieta funziona, avendo giudicato
    sulla base della mia lunga esperienza nel
    trattamento con farmaci delle psicosi infantili.
    Vale a dire: Conosco i sintomi, e come
    possono modificarsi.
    Per la stessa ragione ho anche molti dubbi
    sulle spiegazioni date a sostegno di questi
    risultati. Questo articolo vuole porre in
    discussione le giustificazioni razionali della
    dieta priva di glutine e di caseina, date dallo
    stesso Reichelt, e proporre una nuova
    interpretazione.
    Reichelt a proposito della dieta priva di glutine
    e di caseina.
    Non e' facile - o, almeno, non mi e' stato
    facile - dare una informazione completa su
    questo argomento, utilizzando le parole stesse
    che Reichelt ha scritto sull'argomento.
    Sono molte le linee-guida che Reichelt
    affronta contemporaneamente, mescolando
    informazioni che provengono da piu' ambiti,
    spesso interconnessi per analogia.
    Il mio tentativo si propone di predisporre un
    insieme coerente delle sue asserzioni, con i
    riferimenti bibliografici da lui indicati. Spero
    di esserci riuscito e di non aver dimenticato
    alcun punto importante.
    Glutine e malattia celiaca
    "Ci sono almeno due tipi di intolleranza. La
    malattia celiaca e' uno in cui certi peptidi
    della gliadina e del glutine sono tossici per la
    mucosa intestinale a causa della mancata
    frammentazione digestiva. Di solito queste
    persone hanno certi geni di istocompatibilita'
    maggiore o molecole della superfice cellulare
    che si legano ai peptidi." (ROI, 1995)
    "La mucosa intestinale puo' assorbire (dopo il
    pasto) anche delle intere proteine (Husby et
    al., 1985)." (ROI, 1995).
    " ... tutti assorbiamo peptidi bioattivi ed
    anche quantita' traccia di proteine, tramite la
    mucosa intestinale (Gardner 1994)" (ROI,
    1995).
    "Se alcune altre persone mangiano questo
    glutine, i piccoli villi, a forma di dito (che
    sono impiantati sulla parte interna
    dell'intestino tenue, e ondeggiano intorno,
    assorbendo cibo diventano gravemente
    appiattiti e danneggiati, per cui non possono
    assorbire normalmente i cibi. Non e' ben
    chiaro come esattamente il glutine provochi il
    danno.
    Le persone con questa reazione particolare al
    glutine vengono diagnosticate per qualcosa
    che e' detta sindrome celiaca. Un
    malassorbimento di cibi, con sintomi di
    diarrea e di feci grasse, e con insuccesso nel
    prosperare e nel crescere con ritmi normali
    sono spesso i primi sintomi che vengono
    lamentati nei bambini con sindrome celiaca.
    Abbastanza spesso i medici sbagliano la
    diagnosi. Se vien fatta la diagnosi corretta, le
    persone con sindrome celiaca vengono
    consigliate di eliminare glutine, e latte e
    derivati (perche' la caseina agisce come il
    glutine) dalla dieta, e se fanno cio', avviene di
    solito che i villi dell'intestino tenue guariscono
    a la digestione ritorna normale." (ROI, 1995)
    "Essi mostrano anticorpi IgA e spessi IgG
    contro il glutine e la gliadina ed anche
    anticorpi contro l'endomisio (Wieser et al.,
    1984; Cornell, 1988).
    Gli anticorpi IgA e anti-endomisio insieme
    possono rendere superflue le biopsie, ma, per
    ora, le biopsie sono probabilmente
    necessarie." (ROI, 1995).
    "Di fatto l'unico test sierologico usato per la
    diagnosi della malattia celiaca e il test
    dell'endomisio, che svela anticorpi contro
    l'endomisio. Questo test e' calibrato per circa
    un 3-5 % di falsi negativi." (ROI, 1995)
    "Sono state pubblicate opere classiche sui
    sintomi autistici nella malattia celiaca
    ( Asperger, 1961) ed anche nella depressione
    ( Hallert et al., 1982).
    Ma, naturalmente questo non e' sempre vero
    (C'e' forse qualcosa che e' valido per
    tutti?)" (ROI, 1995)
    "Inoltre una serie di condizioni neurologiche
    sono state collegate con l'intolleranza al
    glutine. E cosi' sono state implicate la
    degenerazione spino-cerebellare, sintomi
    neurologici, sindromi cerebellari e
    degenerazioni del Sistema Nervoso Centrale
    (Ward et al., 1985; Cooke et al., 1966; Finelli
    et al., 1980; Kinney et al., 1982). La
    provocazione con glutine in bambini piccoli
    con malattia celiaca puo' causare modifiche
    durature dell'EEG, nonostante i normali livelli
    vitaminici (Paul et al., 1985). In adulti e' stata
    trovata intolleranza al glutine, calcificazioni
    ed epilessia parietale (Gobbi et al.,
    1992)." (ROI, 1995).
    E' meritevole di "attenzione al fatto che il
    peptide inducente la malattia celiaca, isolato
    dalla gliadina (Wieser H et al., 1984) contiene
    la sequenza Y-P-Q-P-Q-P-F della
    gliadomorfina." (ROI, 1995)
    I soli e sicuri problemi peptidici accertati sono
    quindi gliadina, il glutine e la caseina.
    Comunque, le persone possono essere
    allergiche (con la mediazione degli IgE) a
    quasi ogni sostanza." (ROI, 1995)
    Peptidi oppioidi
    "L'altro tipo di intolleranza e' dovuto a peptidi
    psicoattivi che si formano nell'intestino, come
    le esorfine, peptidi oppioidi formati a livello
    della mucosa intestinale. Sono di particolare
    importanza la caseina, la gliadina e il
    glutine." (ROI, 1995)
    " ... il glutine contiene almeno 15 sequenze di
    oppioidi per molecola (Fukudome e Yoshikawa
    (1991). E' quindi chiaro che una molecola
    potrebbe dare origine, in teoria, a 15 oppioidi.
    Questo significa che quantita' traccia di
    peptidi potrebbero facilmente diventare molto
    importanti." (ROI, 1995)
    "Sia pur poco (2-5 nanomole per ml di
    sangue) una digestione incompleta puo' dar
    luogo a costruzione straordinaria di peptidi
    con effetti psicoattivi. E' facile vedere che
    questo puo' diventare un problema se la
    digestione proteica e' o inibita." (ROI, 1995)
    " Di solito i peptidi sono aumentati nelle
    urine. La peptiduria quindi, e' un segnale di
    aumento peptidico nel sangue. Non e'
    indispensabile un aumentato assorbimento
    per creare dei problemi, benche' questo
    acceleri il processo, e se sufficientemente
    grande potrebbe oltrepassare la normale
    capacita' di frammentazione digestiva.
    Quello che occorre e' una ridotta
    frammentazione digestiva, una cosa che
    regolarmente produce peptiduria e aumento
    dei peptidi nel sangue (Wright et al., 1979;
    Blau et al., 1980; Lunde et al., 1982; Abassi
    et al., 1992; Watanabe et al., 1993.)" (ROI,
    1995)
    Proteine, oppioidi e latte materno
    "I peptidi, in generale sono degli eccellenti
    inibitori delle peptidasi (enzimi che
    frammentano i peptidi) (La Bella et al., 1985)
    e questo significa la crescita dei peptidi che fa
    aumentare inibizione delle peptidasi
    aspecifiche puo' causare un circolo
    vizioso." (ROI, 1996)
    Questo processo puo' addirittura partire prima
    [??; forse meglio: appena dopo] la nascita
    perche' antigeni intatti sono stati trovati
    anche nel latte materno." (ROI, 1995).
    " ... c'e' un trasporto dalla mucosa intestinale
    al sangue e al latte materno di proteine intere
    e questo e' stato illustrato da ricerche in cui
    antigeni interi sono stati trovati nel latte
    materno (Axellson et al., 1986; Kilshaw and
    Cant, 1984; Troncone et al., 1987; Stuart et
    al., 1984)" (ROI, 1995).
    "Poiche' abbiamo isolato i peptidi 1-8 della
    casomorfina bovina dalle urine e dal liquido
    di dialisi di schizofrenici a di autistici (vedi:
    Reichelt et al., 1991) ed inoltre trovato una
    frequenza accresciuta di anticorpi IgA piu'
    elevati del limite superiore normale (Reichelt
    et al., 1994; Reichelt e Landmark, 1994), c'e'
    ragione di credere che gli oppioidi della dieta
    sono importanti. La mucosa, in questi casi, e'
    normale come gli anticorpi endomisiali." (ROI,
    1995)
    Oppioidi esogeni e autismo
    "Gia' Asperger, 1961, in Austria aveva reso
    noto che molti (non tutti) bambini con
    celiachia mostravano problemi psichiatrici.
    Una relazione simile tra il malassorbimento e
    l'autismo era stata ipotizzata negli USA.
    (Coleman 1976)".(ROI, 1995).
    Nel 1991 Reichelt e coll. suggerirono che gli
    aumentati livelli di un gruppo di peptidasi
    urinarie nelle sindromi autistiche indicano che
    la disposizione genetica potrebbe essere un
    deficit di peptidasi. La quantita' di peptidi
    escreta e l'effetto della dieta indirizzavano
    verso la caseina e il glutine come possibili
    fattori eziologici.
    "Gli oppioidi possono benissimo essere
    importanti per lo sviluppo dell'autismo perche'
    modulano in maniera trofica lo sviluppo del
    Sistema Nervoso Centrale (Zagon and
    McLaughlin 1987; Zagon and McLaughlin
    1989)". (ROI, 1995)
    C'e' "un lavoro che mette in luce esattamente
    il rapporto tra autismo e grandi quantita' di
    feci [come avviene nella malattia celiaca]
    (Shattock, 1988)". (ROI, 1995)
    "Dato che il glutine puo' causare problemi
    neurologici non e' strano per niente che esso
    possa dare anche problemi comportamentali.
    Il contrario sarebbe improbabile. Noi crediamo
    (Reichelt et al., 1994) che i mediatori di questi
    problemi siano peptidi e in particolare delle
    esorfine che, tra i loro effetti, producono
    inibizione dello sviluppo neuronale (Zagon
    and McLaughlin, 1987). (ROI, 1995)
    "Noi ed altri abbiamo isolato la casomorfina
    dalle urine e dal liquido di dialisi di pazienti
    autistici. Circa un quarto di questi bambini
    hanno anticorpi IgA contro la gliadina, il
    glutine o la caseina piu' elevati del limite
    superiore normale, ma senza malattia celiaca.
    Inoltre non sosteniamo che questo avvenga in
    tutti, ma in alcuni probabilmente in
    molti." (ROI, 1996).
    Dieta priva di glutine e di caseina in individui
    autistici.
    "L'effetto delle proteine alimentari e' anche
    chiaro, dai nostri dati, negli autistici messi a
    dieta (Reichelt et al., 1994)." (ROI, 1995)
    "Abbiamo risultati molto buoni nei bambini
    autistici, come documentato con dieta stretta
    (Knivsberg et al., 1990 ed anche Reichelt et
    al., 1991)."(ROI, 1995)
    "La ricerca in doppio cieco nei bambini
    autistici e' molto difficile a farsi. Comunque
    abbiamo raccolto le urine in cieco e applicato
    la strategia di due persone indipendenti per
    eseguire i test funzionali e la valutazione. I
    risultati non hanno possibilita' di essere un
    effetto placebo perche' durano per 4 anni e
    coloro che abbandonano la dieta mostrano
    una regressione. Benche' siano necessari
    tempi piu' lunghi per completare i test, i
    bambini non piu' in dieta non hanno potuto
    completare quei test che avevano facilmente
    finito quando erano in dieta (Kvinsberg et al.,
    1990; Reichelt et al., 1990; Reichelt et al.,
    1994)." (ROI, 1995).
    "Per i bambini autistici e per gli schizofrenici
    la cosa migliore e' fermarsi al glutine e alla
    caseina, perche' questo e' quello che abbiamo
    studiato. Dopo tutto, ognuno di noi ha
    bisogno di proteine di qualche tipo, per
    svilupparsi in maniera normale ed e'
    importante mettere in guardia contro
    l'eliminazione di proteine fatta in maniera
    irrazionale, per eccessivo entusiasmo. La
    crescita e' una buona variabile per tenere
    sotto controllo una nutrizione adeguata". (ROI,
    1995)
    Uno studio aperto con dieta priva di glutine e
    di caseina e' stato messo in atto per 15
    soggetti, di eta' tra i 6 e i 22 anni con
    sindromi autistiche e caratteristiche urinarie
    patologiche con aumentati livelli di peptidi.
    Dopo 4 anni fu trovata una normalizzazione
    delle caratteristiche urinarie, e una riduzione
    dei comportamenti bizzarri, e fu registrato un
    aumento nell'uso di capacita' sociali, cognitive
    e comunicative (Kvinsberg et al., 1995).
    "Perche' la dieta abbia effetto occorre un
    tempo lungo in quanto i reni molto efficienti
    nel preservare peptidi e proteine. Abbiamo
    visto che ci vogliono 28 settimane di dieta
    rigorosa per normalizzare l'escrezione urinaria
    di peptidi, in uno studio a doppio cieco sulla
    dieta, controllato con analisi delle urine e
    scale di valutazione (Reichelt et al.,
    1990)" (ROI, 1995)
    "Comunque fare la dieta non e' facile e puo'
    essere vissuta come una procedura di
    isolamento sociale [ Sponheim 1991]. Deve
    anche essere rigorosa. Da ultimo gli oppioidi
    rendono difficile lo staccarsi dai cibi in cui
    sono contenuti, come avviene in tutti gli stati
    di dipendenza." (ROI, 1995)
    "Il problema e' che di solito la dieta viene
    tentata come ultima risorsa, e per il fatto che
    ci sono forti indicazioni che gli oppioidi
    inibiscono la normale maturazione del SNC
    (Zagon and Mclaughlin (1987)." (ROI, 1995)
    "Pertanto una dieta rigorosa (priva di glutine
    e di caseina) produce dei miglioramenti ma
    non risolve completamente il problema del
    danno da oppioidi." (ROI, 1966)
    "Quando si lascia una fonte di oppioidi si
    avranno dei problemi di astinenza dopo pochi
    giorni. (Si sta peggio). La ragione di cio' e'
    che l'aumentata stimolazione aveva fatto
    ridurre il numero dei recettori e la loro
    sensibilita'. Se si sopprime lo stimolo, i
    recettori di converso aumenteranno di numero
    e di sensibilita'. Quindi ci vorra' del tempo per
    raggiungere un nuovo equilibrio: di solito 3-8
    settimane. Bisogna portare pazienza." (ROI,
    1966)
    " I risultati della rimozione della caseina e del
    glutine variano molto da persona a persona, e
    ho il sospetto (ma non ne sono certo) che ci
    siano degli effetti soglia. Probabilmente ci
    sono quattro variabili: 1. Assorbimento di
    proteine e peptidi dalla mucosa intestinale; 2.
    Grado di frammentazione; 3. Trasporto
    attraverso la barriera emato-encefalica; 4.
    Sensibilita' recettoriale dei neuroni bersaglio e
    delle cellule." (ROI, 1966)
    Peptidi oppioidi ed altri disturbi mentali:
    Schizofrenia.
    Per quanto riguarda il glutine e la
    schizofrenia, Reichelt ha scritto:
    "Epidemiologia: Vorrei attirare la vostra
    attenzione su due articoli estremamente ben
    fatti di Lorenz e Lee (1977) e Lorenz
    (1990)." (ROI, 1995)
    "Un effetto ben definito della dieta nella
    schizofrenia venne trovato da Dohan e
    Grasberger (1973); Singh e Kay (1976); Cade
    et al. (1990) (quest'ultimo usa anche il nostro
    screening delle urine)." (ROI, 1995).
    "Abbiamo trovato che occorrono 20 settimane
    di dieta stretta per normalizzare l'escrezione
    urinaria di peptidi, in uno studio a doppio
    cieco sulla dieta con analisi urinarie e scale di
    valutazione (Reichelt et al., 1990)." (ROI,
    1995).
    " ... abbiamo trovato (Reichelt e Landmark,
    1994) aumenti degli anticorpi IgA in
    schizofrenici diagnosticati secondo il DSM-III
    a paragone di controlli pareggiati per eta' e
    sesso. Questi anticorpi IgA erano
    specialmente contro la gliadina, il glutine, la
    lattoglobulina e la caseina." (ROI, 1995).
    "Vorrei richiamare la vostra attenzione su un
    breve nostro articolo (Reichelt et al., 1990) su
    dieta e schizofrenia, in cui abbiamo seguito
    completamente in cieco 10 maschi
    schizofrenici semicronici (Non e' il miglior
    punto di partenza) per una anno. Abbiamo
    potuto concludere che: 1. sia l'escrezione
    urinaria di peptidi che le scale di valutazione
    (Comprehensive Psychopathological Rating
    Scale and Whitaker Index of Schizophrenic
    Thinking) come pure lo stato clinico erano
    lentamente migliorati nei soggetti in dieta, e
    c'era stata poi una regressione in quelli che
    l'avevano abbandonata. Era uno studio
    incrociato. 2. non e' assurdo che i
    cambiamenti siano lenti in quanto i reni sono
    degli organi efficaci per la conservazione di
    peptidi, amino acidi e proteine." (ROI, 1995)
    "Di recente siamo stati in grado di dimostrare
    la presenza di almeno 5 (cinque) peptidi con
    attivita' oppioide nelle urine e nel liquido di
    dialisi di schizofrenici, peptidi che reagiscono
    agli anticorpi contro la casomorfina bovina
    1-8. Uno di queste co-cromatografie ha la
    medesima composizione in aminoacidi della
    casomorfina bovina 1-8 (Reichelt, in stampa)
    NB: Le biopsie erano normali, per cui non c'e'
    la malattia celiaca, ma uno stato di
    aumentato trasporto di proteine e peptidi
    attraverso la mucosa intestinale." (ROI, 1995)
    Psicosi post parto.
    "Nella psicosi post parto, che una delle piu'
    vivide condizioni psicotiche conosciute, gli
    svedesi hanno mostrato che la casomorfina
    umana e' il mediatore e si accumula nel
    sangue, nel liquido spinale e nell'urina
    (Lindstrom et al., 1984). La casomorfina
    umana e' presente come famiglia di peptidi
    con la struttura Y-P-F-V-E-P-I-P ed esiste
    come 1-8,1-7,1-6 etc. E' noto da lungo
    tempo che il blocco per tempo della
    produzione di latte (prima che sia abbiano
    modifiche dei recettori) allevia la condizione
    psicotica." (ROI, 1995).
    Ipercinesia
    " ... abbiamo trovato aumenti di peptidi (forse
    fosforilati/glicosilati?) nell'ipercinesia (Hole et
    al., 1988.) (ROI, 1995).
    "Deve anche essere notato che la
    concentrazione di glucosio puo' aumentare
    l'assorbimento paracellulare nella mucosa
    intestinale. Questo significa che possono
    essere assorbiti piu' proteine e peptidi
    (Pappenheimer e Madara 1993)." (ROI, 1995).
    "La permeabilita' intestinale puo' essere
    aumentata per la via paracellulare tramite
    soluzioni iperosmotiche (Madara e
    Pappenheimer, 1987; Madara, 1988; Travis e
    Menzies, 1992) come farebbero delle
    concentrazioni zuccherine ecc. Questo
    incrementerebbe l'assorbimento di proteine e
    peptidi come da rassegna di Gardner, 1994. In
    questo modo ci sono sicure possibilita' legate
    all'assorbimento di carboidrati concentrati,
    specie se iperosmotici." (ROI, 1995)
    Sindrome di Down
    "E' molto rilevante che abbiamo trovato alti
    livelli di anticorpi IgA contro le proteine
    alimentari nella sindrome di Down (Reichelt et
    al. 1994)." (ROI, 1995)
    "Molti bambini Down hanno livelli molto alti
    di anticorpi IgA ed anche IgG contro le
    proteine alimentari (Kanavin et al., 1988;
    Reichelt et al., 1994) anche se molti di questi
    non hanno anticorpi endomisiali e una
    normale superfice della mucosa intestinale.
    Abbiamo interpretato questo come indice di
    una aumentata permeabilita' intestinale senza
    malattia celiaca, nella maggioranza dei casi.
    C'e' una relazione inversa tra altezza dei
    bambini e il livello di questi anticorpi
    (Kanavin et al., 1988). E' anche molto
    rilevante che Shattock abbia trovato aumenti
    dei peptidi nelle urine di questi pazienti
    (Shattock et al., 1990)." (ROI, 1995)
    Depressione
    In risposta alla citazione di un articolo (Saelid
    et al., 1985) che mostra una variazione dei
    peptidi urinari nella depressione psicotica,
    Reichelt ha scritto:" La depressione causa un
    aumento della soglia del dolore. Le endorfine
    sono quello di cui si serve il corpo per
    regolare [la percezione] del dolore. Sarebbe
    piu' sorprendente le le persone depresse non
    ne producessero una quantita'
    maggiore." (ROI, 1996).
    Benche' Saelid et al., 1985 abbiano riferito su
    quelli che appaiano essere i medesimi peptidi
    nell'urina delle persone depresse, in quantita'
    maggiore di quanto trovato nelle persone
    normali, Reichelt spiega: "Non c'e' un legame
    causale; i farmaci che agiscono sul sistema
    oppiato-recettore erano a disposizione da
    decenni e nessuno di essi ha un qualche
    effetto sulla depressione, se non come mezzo
    di sollievo temporaneo. I farmaci che agiscono
    sulla dopamina, sulla serotonina e sulla
    noradrenalina danno precisi risultati positivi.
    (E se ci fosse stato il modo di fare un farmaco
    endorfinergico che di fatto funzionasse, si puo'
    scommettere che le industrie farmaceutiche lo
    avrebbero gia messo in vendita. Sono gia'
    passati 11 anni dalla data di quell'articolo, e
    dov'e' il prodotto. I farmaci inibitori della
    replicazione dei retrovirus sono arrivati dal
    nulla ad un buon piccolo profitto in meta' di
    questo tempo)." (ROI, 1996)
    Sealid et al., 1985 hanno affermato che questi
    peptidi potrebbero non avere alcun evidente
    legame con la dieta. In effetti, essi sembrano
    credere che tali peptidi sono endogeni, e che
    alla base del problema ci sia una insufficienza
    delle peptidasi.
    Reichelt ha negato recisamente il contributo
    dei peptidi esogeni. "La ragione ovvia di
    questo rifiuto e che se si rimuovono tali
    peptidi dalla dieta non si ottiene alcun effetto
    nella grande maggioranza dei casi di
    depressione. (E' piu' facile che questo funzioni
    nella schizofrenia, ma per ora solo in pochi
    casi." (ROI, 1996)
    Discussione.
    Il dr Reichelt e' un ricercatore eminente, ma io
    ho qualche dubbio sul ruolo primitivo del
    glutine e della caseina nei Disordini
    Generalizzati dello Sviluppo. Credo che il
    glutine e la caseina possano esacerbare
    alcuni sintomi psicotici, e che la loro
    eliminazione dalla dieta possa ridurre tali
    sintomi. Le ragioni che giustificano i miei
    dubbi provengono da varie parti.
    Per prima cosa, sono un abitante di un paese
    in cui i cibi nazionali sono il pane e la pasta,
    entrambi fatti con farina di grano ricca in
    glutine. Ho cominciato 14 anni fa a trattare i
    soggetti psicotici Down e non Down con
    farmaci. Fino ad ora non mi e mai stato detto
    che il tasso dei bambini psicotici italiani e'
    diverso del 4-6 su 10.000 di solito trovato in
    altri paesi.
    Si puo' ribattere che ci potrebbe essere una
    minore intolleranza al glutine, in Italia, a
    causa della selezione naturale. Le persone
    con un genotipo che produce intolleranza al
    glutine potrebbero essere in larga misura
    eliminate dalla popolazione per il fatto che gli
    Italiani da secoli stanno mangiando farina di
    grano.
    Mi e' difficile essere d'accordo con questa
    obiezione. Un parte degli Italiani sta
    mangiando prodotti di farina di grano
    solamente da circa un secolo (Credo solo
    dalla prima decade del nostro secolo). Nel
    sud dell'Italia le persone hanno sempre
    consumato pane ogni giorno, ma questo non
    e' avvenuto in tutta l'Italia. La maggior parte
    degli Italiani erano molto poveri e nell'Italia
    del nord e del centro il cibo piu' diffuso era la
    polenta di granoturco, con diffusione
    epidemica della pellagra (Jacini 1878-84). La
    selezione naturale darwiniana non funziona in
    tempi cosi' corti.
    Benche' abbia avuto a visita bambini autistici
    provenienti da tutte le regioni italiane, non mi
    sono mai accorto di alcuna differenza nelle
    percentuali di prevalenza tra Italia del Nord-
    Centro e Italia del Sud.
    Se vogliamo mantenere l'opinione di una
    selezione genetica favorevole negli Italiani,
    dobbiamo anche assumere la stessa per la
    caseina in molti altri paesi europei.
    Da secoli le genti dell'Europa sicuramente
    hanno consumato ogni giorno caseina per il
    fatto che il latte era un prodotto molto
    accessibile anche per i poveri. Noi veniamo da
    una societa' agricola durata a lungo in cui
    latte e derivati si trovavano facilmente e
    costavano poco, anzi spesso erano prodotti in
    casa.
    Le pecore e le mucche mangiano dell'erba che
    cresce senza bisogno di coltivazione. Un po'
    diversa e' la storia del grano, del granoturco o
    dell'avena, troppo rari come prodotti
    spontanei. Occorre coltivarli per averne
    abbastanza da nutrire le persone.
    In secondo luogo, come ho gia' detto, sto
    trattando con terapia farmacologiche bambini
    Down psicotici e bambini psicotici non Down
    da 14 anni. (Cocchi 1990-1996).
    La mia esperienza di farmacoterapia
    nell'autismo e' andata avanti senza tener
    conto del problema degli oppioidi, al di fuori
    di un tentativo terapeutico con naltrexone, gia'
    pubblicato (Cocchi, 1991).
    Sempre, al primo controllo subito dopo un tre
    mesi di terapia, i genitori mi hanno riferito di
    qualche miglioramento (si veda, per la
    descrizione particolareggiata di un caso:
    Cocchi 1995; 1996a, 1966b).
    D'altra parte ho una esperienza notevole nei
    Downs, anche psicotici, e fino ad ora - 31
    ottobre 1996 - ne ho visti 537.
    Per quel che riguarda le loro abitudini
    alimentari, ho fatto due indagini in soggetti
    Down non trattati o trattati con farmaci
    (Cocchi 1994, 1995).
    Sono stato molto attento alle loro abitudini di
    svuotamento dell'intestino, prima e dopo
    terapia con farmaci. Su questo argomento di
    recente ho pubblicato un articolo sulle
    abitudini evacuative in 492 bambini Down
    (Cocchi, 1996), in cui ho riportato un solo
    caso di sindrome celiaca.
    Ho anche sempre raccolto informazioni sulle
    abitudini di svuotamento dell'intestino in
    bambini autistici, non ho ancora fatto i conti
    con precisione ma non mi sembra proprio di
    trovarmi d'accordo con l'ipotesi della
    sindrome celiaca come causa primitiva.
    Per terzo, Reichelt ha posto l'accento sulle
    esorfine prodotte da cattivo assorbimento
    intestinale di glutine e/o caseina. Ora non e'
    chiaro se questa azione patogena del cattivo
    assorbimento del glutine e della caseina sia
    un meccanismo primario o secondario. Nel
    secondo caso, ci sono molti passaggi
    intermedi prima che l'organismo produca
    oppiati endogeni e accresca la sua sensibilita'
    a dosi molto basse di oppiati esogeni
    (esorfine).
    In ogni caso, essendo le esorfine la
    controparte delle endorfine, appartengono alla
    stessa classe di oppiati che agisce tramite i
    recettori cerebrali mu e delta. Noi possiamo
    bloccare questi recettori tramite naloxone e
    naltrexone. I tentativi fatti con naltrexone in
    bambini autistici, e mi riferisco anche al mio
    (Cocchi, 1991) hanno avuto risultati molto
    controversi, se non nulli. Pertanto non mi
    trova d'accordo un ruolo preminente delle
    esorfine, perche', se cosi' fosse, con il
    naltrexone avremmo avuto risultati piu'
    significativi.
    Naturalmente questa asserzione non
    costituisce una voce isolata. Alexander (1996)
    in una rassegna recente sulle terapie con
    farmaci nell'autismo, in cui ha aggiunto anche
    la propria esperienza, ha riferito di risultati
    inconsistenti del naltrexone anche nell'auto-
    aggressivita'.
    Questo fatto suggerisce due ipotesi: 1. Gli
    oppioidi del glutine e della caseina non sono
    esorfine e non agiscono tramite quei recettori,
    ma per mezzo di altri. Si tratta di recettori
    kappa per gli oppioidi di tipo dinorfinico? 2. Il
    glutine e la caseina producono altri prodotti
    attivi di degradazione e l'assorbimento di
    oppioidi non ha questo effetto significativo nei
    bambini autistici.
    Per quarto, non ho alcun dubbio sulla
    presenza di peptidi del glutine e della caseina
    nelle urine di bambini autistici. Allo stesso
    modo non ho mai negato la possibilita' di
    trovare in questi bambini una maggiore
    quantita' di oppioidi esogeni derivati dal
    glutine e dalla caseina. Penso esattamente il
    contrario.
    La presenza di oppioidi del glutine e della
    caseina nelle urine di alcuni bambini psicotici
    significa solo che glutine e caseina
    aumentano gli oppioidi come prodotti di
    metabolizzazione. Molto poco puo' essere
    inferito sulla rilevanza patologica di questi
    oppioidi sui sintomi autistici, e solo per
    analogia o per via indiretta. Quello che
    sostengo e' che l'eccesso di oppioidi potrebbe
    essere un fenomeno secondario e non
    primitivo.
    Detto in altre parole: Penso che l'eccesso di
    oppiodi non produca l'autismo, ma che in
    alcuni autistici, per una reazione a cascata,
    c'e' anche un eccesso di oppioidi, se quegli
    autistici hanno glutine e caseina alimentari.
    Naturalmente, e' possibile che l'eccesso di
    oppioidi, a sua volta, causi alcuni sintomi
    specifici, ma non ne siamo certi, se si esclude
    l'aumento della soglia dolorifica.
    Se e' cosi', possiamo interpretare un tale
    eccesso in due modi. 1. Si puo' vedere la
    trasformazione eccessiva del glutine e della
    caseina in esorfine un malfunzionamento
    deviante dell'intestino tenue
    (malassorbimento, secondo Reichelt). Non ci
    credo molto, perche' la natura funziona
    secondo la legge del minimo sforzo, detto
    anche il criterio di economia. Nondimeno si
    tratta di un fenomeno secondario, e non
    primitivo perche' quest'ultimo e' il
    malfunzionamento intestinale.
    2. L'aumento degli oppiati anche nelle urine
    potrebbe essere la spia di un meccanismo
    antidolorifico per proteggere il corpo contro il
    dolore indotto dagli aminoacidi eccitatori del
    tipo del glutammato. Anche qui pero' si tratta
    di un fenomeno secondario.
    Da ultimo, l'estensione del meccanismo
    dell'eccesso di oppioidi ad altri disturbi
    psichiatrici e' sicuramente una idea
    apprezzabile, ma ho due obbiezioni da fare.
    Dove e' stato trovato, il dato dell'aumento
    delle percentuali di oppioidi nelle urine non
    puo' essere privo di significato. Non sono
    stato in grado di trovarne conferme anche per
    le psicosi post-parto, ma mi meraviglierei se
    non ci fosse. Questo aumento e' stato
    riscontrato nella depressione ma ci sono dei
    dubbi sul fatto che questo eccesso di oppioidi
    derivi dalla dieta, in particolare da glutine e
    caseina.
    Benche' lo attribuisca ad un eccesso di oppiati
    endogeni, Reichelt asserisce che esso e'
    dovuto ad una reazione antidolore
    dell'organismo depresso. Respinge ogni
    risultato "causale" di questo eccesso di
    increzione di oppiati in quanto i farmaci che
    agiscono sulla dopamina, serotonina e
    noradrenalina hanno effetti terapeutici proprio
    sulla depressione. Lo stesso non e' mai stato
    provato per farmaci che agiscono sugli
    oppiati.
    E' un fatto curioso che gli oppiati endogeni
    della psicosi post-parto siano molto
    patologici, e che non lo siano invece gli
    oppiati endogeni nella depressione.
    Il secondo punto che dovrei discutere e' la
    rilevanza degli oppiati endogeni nella
    sindrome di Down. Come ho detto in
    precedenza mi occupo di terapie con farmaci
    nei Down da circa 18 anni. Queste terapie
    agiscono modulando le reazioni di stress e
    correggendo probabili squilibri neurochimici
    direttamente collegati con "l'effetto dose"
    determinato dal funzionamento del terzo
    cromosoma 21 (Cocchi 1993).
    Sebbene anche nei Down non abbia mai preso
    in considerazione gli oppiati e una modifica
    della dieta, i genitori hanno riferito
    miglioramenti dopo 3-6 mesi di terapia nella
    maggioranza dei casi (Cocchi 1987; 1989;
    1990d; 1990e; 1991g; 1992; Cocchi e Favuto
    1993; 1995; Lamma e Cocchi, 1988). C'e'
    anche stata un riduzione della cosiddetta
    "tipica faccia mongoloide" (Cocchi, 1985a;
    1985b; 1986).
    Questi risultati difficilmente potrebbero aver
    un legame sia con gli oppiati endogeni che
    con quelli esogeni, come agenti causali di
    certi sintomi nella sindrome di Down. Anche
    perche' nessuno dei farmaci che uso agisce in
    maniera specifica sugli oppiati. Questo fatto
    appare simile a quanto avviene nella terapia
    con farmaci delle depressione.
    Se vogliamo aggiungere una altro dato in
    controtendenza, i bambini Down cosi' curati e
    migliorati mangiano ancor piu' pane e pasta,
    cibi ricchi del glutine di farina di grano
    (Cocchi, 1995c).
    Come funzionano le diete prive di glutine e
    caseina: Una prospettiva piu' complessa.
    Detto che le diete prive di glutine e di caseina
    funzionano - e non ho dubbi in proposito -
    poiche' non accetto la teoria dell'eccesso di
    oppioidi devo cercare di prendere in
    considerazione una spiegazione differente. Per
    metterla in piedi, mi riferiro' allo stress e ai
    meccanismi antidolore.
    Benche' non mi ci trovi del tutto, questa e' la
    piu' recente definizione di stress. " ... di solito
    si riferisce ad alterazioni fisiche o
    psicologiche capaci di intaccare
    l'omeostasi." (Cullinan et al., 1995).
    Mi sembra che l'omeostasi sia il punto chiave,
    da cui tocca partire. Ogni genere di agente
    stressogeno esterno puo' intaccarla, come
    tutti sanno, ma questo lo fanno anche agenti
    stressogeni interni, come spesso dimentica la
    maggior parte dei ricercatori. Il piu' frequente
    agente stressogeno interno (se si esclude la
    ciclica caduta del progesterone nella donna
    fertile) e' una malattia, che produce anche
    stress.
    L'estensione di questo stress dipende: 1. dal
    genere di malattia; 2. dal corso della
    malattia; 3. dalla capacita' di reazione di quel
    particolare organismo in quel dato momento
    della sua storia biologica. Questo significa
    che ogni malattia, accanto ai suoi sintomi
    specifici, avra' anche dei sintomi di stress,
    che, in molti casi, dovranno essere trattati
    anche essi.
    Per l'autismo e la sindrome di Down sto
    lavorando secondo questa prospettiva, gia'
    chiaramente illustrata (Cocchi 1990b, Cocchi
    1993a, Cocchi 1996c). Ho fatto lo stesso per
    la pseudodemenza (Cocchi, 1996d).
    A questo punto possiamo rivedere i nostri
    dati, e indirizzare la teoria dell'eccesso di
    oppioidi verso un altro bersaglio. Modificando
    l'omeostasi, l'eccesso di oppioidi derivato dal
    cattivo assorbimento intestinale di glutine e
    caseina aumenta uno stato di stress, gia'
    descritto nell'autismo (Cocchi 1990b; 1995b;
    1996b).
    In altre parole, si possono trovare due linee di
    sintomi derivati dall'eccesso di oppioidi. La
    prima, direttamente collegata alla funzione
    degli stessi oppioidi potrebbe essere
    l'aumento dell'analgesia. "Un tema comune di
    questi sistemi di oppioidi e' la mediazione
    della risposta di stress. Non c'e' da
    sorprendersi se il piu' intensivamente studiato
    di questi meccanismi influenzati dallo stress
    e' la modulazione del dolore." (Stout, Kilts
    and Nemeroff, 1995).
    Questo e' evidente per Reichelt per la
    depressione, ma non lo e' piu' per l'autismo in
    cui una forte capacita' analgesica e' un dato
    piuttosto comune.
    La seconda linea di sintomi, derivati da una
    indiretta azione stressogena dell'eccesso di
    oppioidi, potrebbe essere un aumento dei
    sintomi di stress attuali. Per un effetto soglia,
    l'eccesso di oppioidi potrebbe anche indurre
    altri sintomi di stress da aggiungere ai
    primitivi sintomi di stress dovuti alla malattia
    stessa.
    In questo modo si puo' comprendere perche' il
    naltrexone, antagonista degli oppiati, funziona
    male nell'autismo, ma anche perche' la dieta
    priva di glutine e di caseina non funziona in
    ogni bambino autistico. Quando questa dieta
    funziona, il fatto di aver bisogno di tanto
    tempo per dare dei risultati, sembra un
    segnale che essa agisce attraverso un
    meccanismo indiretto.
    Forse glutine e caseina hanno altri effetti
    biologici sull'organismo di alcuni bambini
    autistici. In condizione di stress la via inversa
    GABA-glutammato e' sempre implicata.
    Questo perche' i recettori di tipo A del GABA
    modificano la loro conformazione, per
    riduzione, nella corteccia, dei siti di legame
    del GABA e aumento dei siti di legame delle
    benzodiazepine (Horger e Roth, 1995). Per
    meccanismi di retroazione potrebbe esserci
    una maggiore disponibilita' di glutammato
    cerebrale, dato che una parte di esso non
    viene piu' trasformata in GABA.
    E' sicuro che lo stress induce un aumento dei
    livelli extracellulari di glutammato e di
    aspartato come risultato comune delle
    procedure sperimentali mostrate (Horger e
    Roth, 1995). A seguito di questo squilibrio, in
    cui l'inibizione GABAergica di tipo A cala e gli
    effetti eccito-tossici del glutammato crescono,
    il glutine e la caseina apportano piu'
    glutammato.
    La gliadina della farina (una prolamina
    presente nel glutine) e' composta da 18
    aminoacidi dei quali il 40 % e' glutammato; la
    caseina ha il 23 % di acido glutammico
    (Braverman e Pfeiffer, 1987.)
    Cosi' il glutine e la caseina della dieta
    possono agire: 1. come produttori di oppiati
    esogeni a causa del cattivo assorbimento
    intestinale; 2. come fornitori di glutammato in
    una situazione di quasi sicuro eccesso di
    aminoacidi eccitatori, dovuta allo stress della
    malattia stessa. L'aumento patologico degli
    oppiati esogeni, a sua volta, sembra
    responsabile sia di sintomi diretti oppiatergici
    e di una quota di stress dovuta all'eccesso di
    oppioidi, per modificazione dell'omeostasi.
    Piu' stress porta ad aumento degli aminoacidi
    eccito-tossici e degli oppiati endogeni.
    Una dieta priva di glutine e priva di caseina
    puo' correggere parzialmente questo circolo
    assai vizioso in soggetti autistici che hanno
    maggiori difficolta' a contrastarlo.
    Conclusione
    Questa rassegna in esteso della teoria
    dell'eccesso di oppioidi nell'autismo e delle
    ricerche di Reichelt si conclude con qualche
    nuova opinione. Accettato che la dieta priva
    di glutine e di caseina funziona in un certo
    numero di autistici, il ruolo dell'eccesso di
    oppioidi come fattore causale di alcune forme
    di stress e' piuttosto discutibile. L'eccesso di
    oppioidi sembra legato strettamente allo
    stress, ed essere non un fenomeno primario,
    ma secondario, per importanza e per
    momento di sopravvenienza. D'altra parte i
    risultati ottenuti con una dieta priva di glutine
    e di caseina concordano di piu' con questa
    opinione.
    Comunque l'approccio pionieristico di Reichelt
    e' meritevole di essere apprezzato. Questo e'
    vero non solo da parte dei genitori lasciati
    troppo a lungo alla merce' di spiegazioni
    psicologiche infondate che gettavano la colpa
    su loro stessi. Chiunque definisca con
    leggerezza le sue ricerche come "scienza-
    spazzatura" non ricorda che l'aspirina ha
    funzionato bene per circa 80 anni prima che
    venisse scoperto il perche'. C'e' bisogno di
    tenersi lontani da ogni forma di scientismo.
    Prima dell'era dei satelliti artificiali
    l'astronomia non era una scienza
    sperimentale, ma di sicuro non era "scienza-
    spazzatura".
    Riconoscimenti
    Un ringraziamento particolare a compagni
    di lista Tammy Glaser <tamglsr@sgi.net> e
    Don Wiss <donwiss@bondcalc.com>,
    Cristina Destradi, del Servizio di
    Documentazione Scientifica della
    GlaxoWellcome, Verona, per il loro
    insostituibile aiuto nella ricerca degli scritti
    di Reichelt e della bibliografia, e a tutti
    quegli altri le cui opinioni mi hanno
    portato ad una migliore comprensione della
    prospettiva della dieta priva di glutine e di
    caseina.
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-04-2015 03:28 PM da eric.)
    05-04-2015 03:23 PM
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    Bloomberg5593 Offline
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    Messaggio: #5
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    Sì, io penso che nell'autismo ci sia assolutamente uno sbilanciamento delle endorfine, ma comunque le sostanze simil-oppioidi negli alimenti sono totalmente diverse da quelle prodotte dal corpo per sopperire allo stress, e nessuno studio umano ha dimostrato di alterare che gli oppioidi nei cibi alterino la capacità funzionale negli umani. Devi considerare che i cibi ricchi di glutine sono dannosi per tanti altri motivi, favorendo le endotossine e la crescita batterica, e quelli sopprimono la respirazione mitocondriale, influenzando fortemente il funzionamento celebrale.
    Sulla caseina, probabilmente un intestino danneggiato può avere problemi, io ero di quelle idee prima, ma ora mangio giornalmente latte e formaggi con tanto succo d'arancia o frutta senza problemi. C'è da considerare che le proteine per essere ben digerite vanno accompagnate con zuccheri, ed in generale l'intestino e l'apparato digerente vengono fortemente danneggiati dall'adrenalina, l'attività parasimpatica, e molto altro. Il glutine dovrebbe essere evitato da tutti, magari saltuariamente non crea disagi, io quando mangio pane/pasta/pizza mi sento decisamente male, quindi siccome da quei cibi non ci sono nutrienti di valore li evito.

    Gli esperti di intestino ignorano alcuni fatti fondamentali. Un semplice stress mentale può spostare l'adrenalina nelle braccia, invece che concentrare l'energia sull'apparato digerente, e questo a lungo andare lo danneggia, creando situazioni di "leakiness". La caseina non ha nessuna azione perforatrice come molti vogliono far credere. In che modo potrebbe? Gli aminoacidi non vengono mica digeriti lì, nella parte danneggiata arrivano solo quelli
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-04-2015 04:12 PM da Bloomberg5593.)
    05-04-2015 04:06 PM
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    Messaggio: #6
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    il glutine "buca" l intestino quindi?
    a me quando ancora lo mangiavo,
    avevano trovato i linfociti intraepiteliali aumentati in duodeno con infiammazione linfoplasmocitaria della lamina propria
    05-04-2015 04:34 PM
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    Messaggio: #7
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    A mio parere il glutine fa danni, ma bisogna considerare l'alimento in se per se, il grano e gli altri cereali possono favorire l'over-crescita batterica, e quelli bucano l'intestino o entrano nel circolo sanguigno anche dal colon.
    Esiste un fenomeno che accade con gli amidi, che si chiama "persorption" in inglese, non conosco la traduzione in italiano. Praticamente le microparticelle di amido entrano nel circolo sanguigno, e possono essere trovati nel sangue, nelle urine o addirittura nel cervello!

    Questo studio: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
    Trova una correlazione con le parti di amido crudo che si stabiliscono nei tessuti con la comparsa della demenza senile. Quindi TUTTI gli amidi, ma soprattutto quelli dei cereali, possono entrare nel circolo sanguigno attraverso questo fenomeno. Le particelle delle patate sono un pochino piu' grosse, quindi fanno meno male dei cereali, e le chance che avvenga la persorption sono minori. Mangiare dei grassi, soprattutto saturi, con gli amidi riduce le possibilita' che avvenga questo fenomeno.
    Come puoi notare, queste cose sono ignorate, eppure possono giocare un ruolo fondamentale nella comparsa di neurodegenerazione, la caseina non può fare tutto ciò, anzi il burro che non contiene caseina ma fa parte dei prodotti caseari può riparare l'apparato digerente.
    Alcuni studi hanno dimostrato che i grassi saturi, come il burro e la crema di latte, possono riparare danni intestinali creati dalle radiazioni... e che i polinsaturi aggravavano invece la situation. Se volete vi trovo il link.
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-04-2015 05:40 PM da Bloomberg5593.)
    05-04-2015 05:37 PM
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    Messaggio: #8
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    il burro non ha caseina?
    il ghee non ce l ha semmai

    scusa ma l amilopectina delle patate non è uguale x tutti? come a quelle dei cereali del miglio o il grano ad esempio..
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-04-2015 06:05 PM da eric.)
    05-04-2015 06:02 PM
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    Bloomberg5593 Offline
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    Messaggio: #9
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    Vabbè, intendevo quantità significative, comunque sì, ma la molecola amidacea delle patate probabilmente è più grossa, mentre quelle dei cereali se non erro sono più piccole dei globuli rossi quindi entrano easy
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    05-04-2015 07:28 PM
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    Messaggio: #10
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Nell'amilopectina, il numero di molecole di glucosio presenti può variare da 2.000 a 200.000
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    05-04-2015 07:47 PM
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    Messaggio: #11
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    tra gli studi più interessanti che ho trovato..
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-04-2015 09:47 AM da eric.)
    07-04-2015 09:45 AM
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    Messaggio: #12
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    pag.12
    Esorfine del grano

    " 30mg/Kg somministrati oralmente di A5 e B5 sono in grado di aumentare il rilascio di insulina postprandiale nei ratti,suggerendo un coinvolgimento del sistema esorfinico nella regolazione del pancreas endocrino."


    non capisco se è buona cosa o meno Sbalordito
    visto tralaltro che io riprendo peso solo con glutine e caseina ma pure dove ho le ipoglicemie più pesanti
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-04-2015 04:12 PM da eric.)
    07-04-2015 04:03 PM
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    nataku Offline
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    Messaggio: #13
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    caseina e glutine ti fanno mettere peso per il semplice fatto che gli alimenti che le contengono sono molto calorici (farinacei, e latticini) ed escludendoli, ovviamente non arrivi al range calorico per aumentare di peso...

    cmq non sembra una buona cosa, non nel tuo caso.
    07-04-2015 04:17 PM
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    Messaggio: #14
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    no Nataku, io vado in paradiso con glutine e caseina, ma poi l inferno..
    se mi riempio di altri cereali, patate con ghee ecc..non sento nulla

    quindi da quello che dice, non ci sarebbe una maggior produzione di insulina supplementare, ma sarebbe uno spompamento del pancreas per poi un deficit secondario??

    un po come fare il pieno alla macchina e schiacciare a tavoletta il pedale per aver più potenza e finire la benzina al posto di elaborare la centralina a pari consumi e maggior potenza?
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-04-2015 04:30 PM da eric.)
    07-04-2015 04:20 PM
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    Messaggio: #15
    RE: [ENDORFINE/NALTREXONE]
    secondo me è la natura di quei cibi che ti fa sentire in un certo modo, non quelle componenti in particolare, possono essere cibi molto glicemici quindi iper e successiva ipoglicemia reattiva possono spiegare queste sintomatiche
    07-04-2015 04:33 PM
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