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Eleuterococco - Eleuthero
#1
L'eleuterococco sembra agire sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrenale. Alcuni ricercatori hanno dimostrato come certi componenti degli estratti di eleuterococco si leghino ai recettori
di molti ormoni steroidei, e ne hanno dedotto che, interferendo con il meccanismo di feedback, l'eleuterococco possa stimolare la corteccia delle ghiandole surrenali che secernono il cortisolo nel caso in cui non funzioni abbastanza.
Sperimentalmente, l'estratto di eleuterococco incrementa la prestanza fisica e riduce la sensazione di fatica, effetto benefico simile a quello del cortisolo. Somministrato per via parenterale nel ratto, determina un incremento dell' attività locomotoria del 25% rispetto al gruppo di controllo e riduce significativamente il deficit di ossigeno che si osserva un'ora dopo il termine di un esercizio fisico intenso e prolungato. l preparati di eleuterococco possiedono quindi un'azione antifatica nei confronti degli sforzi psicofisici, e aumentano la resistenza all'esercizio fisico e allo stress.
Nell'essere umano l'effetto dell'eleuterococco è particolarmente evidente nelle condizioni di astenia che accompagnano e seguono le patologie influenzali o infettive. Questo
adattogeno può anche agevolare l'attività lavorativa nei soggetti con debilitazione psicofisica, e risulta utile a chi pratica qualche attività sportiva, specialmente quelle di resistenza.
Quanto agli studi scientifici sull'uomo, al Centro Russo di Addestramento dei Cosmonauti è stato dimostrato che l'assunzione di eleuterococco facilita lo svolgimento dello
stressante programma di addestramento, l'adattamento all'assenza di gravità e il rigore del lavoro nello spazio.
L'eleuterococco è stato testato per un anno anche in una popolazione di 3000 soggetti sani, obbligati a lavorare in condizioni meteorologiche avverse. Si trattava prevalentemente di operai di una città nel Nord della Russia, che operavano a una temperatura media di -5 °C. E' stata osservata in tutti coloro che assumevano l'eleuterococco la riduzione del 40% di
giorni lavorativi perduti e quella del 50% dei rilevamenti soggettivi di malessere. In altri esperimenti condotti su soggetti che lavoravano in condizioni stressanti e in ambienti surriscaldati
come le fonderie si è potuto constatare un aumentato consumo di ossigeno e una maggiore stabilità della termoregolazione.
In una recente sperimentazione clinica in doppio cieco, 42 soggetti che praticavano il ciclismo a livello amatoriale da almeno tre anni sono stati trattati con eleuterococco. Prima dell'inizio del trattamento e poi con cadenza mensile i volontari sono stati sottoposti a ECG, misurazione della pressione arteriosa, una serie completa di esami ematochimici e
un'accurata visita medica. L'integrazione con eleuterococco ha determinato un netto miglioramento della performance, che diventava significativo dopo quattro mesi e tendeva progressivamente a incrementarsi con il proseguire del trattamento.
E' probabile che l'aumento del rendimento fisico osservato con questo adattogeno sia dovuto anche agli effetti sul metabolismo degli zuccheri: sul diaframma di ratto gli eleuterosidi
potenziano infatti l'effetto dell'insulina, aumentando il trasporto e la disponibilità di glucosio all'interno della fibra muscolare. Probabilmente allo stesso meccanismo è da riferire
l'attività ipoglicemizzante di alcuni componenti dell'eleuterococco osservata nell'animale.
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