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ISTINTO ALIMENTARE
#1
Dal libro "Alimentazione per vivere sani" di Rudolf Steiner:

Grazie al proprio istinto, il corpo umano ha voglia di quello
di cui ha bisogno. Bambini e adulti vengono a volte costretti a mangiare certi cibi,
nonostante non facciano loro bene. Credo che non andrebbe fatto, se costoro sono
disgustati da un particolare cibo. Io ho un bambino a cui non piacciono le patate≫.
Basta osservare gli animali: se non avessero l’istinto per quel che fa loro bene
omale, sarebbero tuttimorti da un bel po’ di tempo. Al pascolo si imbattono anche
in piante velenose. Ma le lasciano perdere, non le mangiano. Se le mangiassero,
starebbero male. C’`e una gran variet`a di piante, ma gli animali scelgono a colpo
sicuro solo quelle che gli fan bene.
Avete mai ingrassato oche? Credete che il maschio dell’oca ingrasserebbe
spontaneamente? Sono gli uomini che costringono le oche a mangiare cos`ı tanto.
Naturalmente la cosa `e gi`a un po’ diversa nel caso del maiale. Ma pensate che
maiali magri avremmo, se non li si costringesse a trangugiare all’inverosimile!
Nelmaiale la cosa `e diversa per il fatto che gi`a i suoi antenati sono stati abituati
a tutto ci`o che fa ingrassare, gi`a in passato sono stati alimentati forzatamente. Ma i
maiali all’inizio vi sono stati appunto costretti! Nessun animale si ciba di qualcosa
che non `e adatto a lui.
Che cosa ha fatto il materialismo? Il materialismo non ha pi`u creduto a questi
istinti.
Da giovane avevo un amico, e quando si usciva a mangiare si era ancora ragionevoli
col cibo. A quel tempo mangiavamo spesso insieme, e ci facevamo appunto
portare i piatti normali che, come si dice, rimettono in sesto. Poi, come avviene
nella vita, ci siamo persi di vista e dopo molti anni tornai nella citt`a dove viveva,
e fui invitato a pranzo da lui.
E, guarda un po’, aveva accanto al suo piatto una bilancia. Gli chiesi: ≪Cosa
fai con quella bilancia?≫ Lo sapevo naturalmente, ma volevo sentire la sua risposta.
Mi disse: ≪Mi peso la carne che mi serve, per prenderne la giusta dose,
ed anche l’insalata.≫ E pesava tutto sulla bilancia! Tutto quel che metteva nel
piatto veniva prima pesato, perch´e cos`ı vuole la scienza.
Ma cosa ha fatto, l’amico, agendo in quel modo? Ha perso ogni istinto,
e alla fine non sapeva nanche pi`u cosa doveva mangiare! Una volta si leggeva:
≪L’uomo ha bisogno di 120 o 150 grammi di proteine≫, oggi si dice: ≪bastano 50
grammi≫, cos`ı lui ha pesato tutto ben bene, e gli ha fatto male!
Se si `e diabetici, la cosa `e ovviamente diversa. Poich´e il diabete dimostra in
ogni caso che l’uomo ha perso l’istinto per l’alimentazione.
Per cui quando un bambino ha, ad esempio, la pur minima predisposizione ai
parassiti intestinali, fa a volte le cose pi`u strane. Vi stupir`a forse vedere come quel
bambino va, per esempio, a cercare un campo di carote, e ve lo troverete a mangiar
carote anche se il campo `e lontano dei chilometri. Il bambino va fin l`a e si cerca
le carote perch´e, essendo predisposto ai parassiti intestinali, ha assolutamente
bisogno di mangiare carote.
La cosa davvero pi`u utile che si possa fare `e di prestare attenzione a come
un bambino mangia volentieri l’una o l’altra cosa, a ci`o che gli piace o non
gli piace, una volta che sia stato svezzato. Non appena il bambino comincia
con l’alimentazione esterna, si pu`o imparare da lui quel che si deve dare al suo
organismo.
Se si costringe il bambino a mangiare quel che si ritiene che “dovrebbe” mangiare,
gli si rovina l’istinto. Ci si deve orientare a quello per cui il bambino prova
istinto, cos`ı si va sul sicuro. Naturalmente occorre anche arginare un poco quel
che tende alla cattiva abitudine, ma bisogna fare attenzione a dove e perch´e lo si
argina.
Prendete, ad esempio, un bambino nel quale vi accorgete che, nonostante riteniate
di dargli tutto come si deve, quando viene a tavola per la prima volta, non sa
trattenersi dal mettersi in piedi su una sedia, chinarsi sopra il tavolo e sgraffignare
dello zucchero!
Una cosa del genere va capita nel modo giusto, perch´e quel bambino che sale
sulla sedia e sgraffigna lo zucchero ha sicuramente qualcosa fuori posto nel
fegato. Il semplice fatto che va a ruba dello zucchero dimostra che qualcosa nel
suo fegato non funziona bene.
Fanno sparire lo zucchero solo i bambini che hanno qualcosa fuori posto nel
fegato il che pu`o paradossalmente venir curato proprio con lo zucchero. Gli altri
bambini non si interessano allo zucchero, lo lasciano stare dov’`e.
Naturalmente questa non deve diventare una cattiva abitudine ma `e importante
capirne il senso, il che si pu`o fare in due modi.
Se un bambino continua a pensare: ≪Quand’`e che pap`a o mamma non guardano,
cos`ı che posso prendere lo zucchero≫, in futuro sgraffigner`a anche altre cose.
Ma se lo si accontenta dandogli quel che gli fa bene, allora non diventer`a un ladro.
Come vedete, anche rispetto alla morale `e di grande importanza tener conto
di queste cose. `E davvero importante, signori miei. La risposta alla domanda che
mi avete posto `e che occorre far attenzione proprio a quel che il bambino vuole
o detesta, a ci`o che gli piace o non gli piace, senza costringerlo a quel che non
vuole.
Se infatti – ed `e il caso di molti bambini – avviene che il bambino non vuole
mangiare carne, significa che la carne gli provoca tossine intestinali. E lui le vuole
evitare, lo sa per istinto. Un bambino che siede a una tavola dove tutti mangiano
carne, e lui invece non la vuole `e perch´e ha una predisposizione a sviluppare
tossine intestinali se mangia carne. Tutto ci`o va preso in dovuta considerazione.
Da questo vedete che la scienza deve ancora dirozzarsi di parecchio. Oggi
`e ancora troppo grossolana con la sua bilancia e tutti i suoi esperimenti di
laboratorio. Questo tipo di scienza non basta proprio.
Bisogna capire come l’alimentazione, che a voi interessa tanto, abbia a che
fare con lo spirito. Quando la gente mi pone domande o vuole saperne al riguardo,
mi piace citare due esempi.
Il primo `e il giornalista. `E un tipo che deve pensare molto – il pi`u delle volte
cose inutili. L’uomo non `e in grado di pensare tanti pensieri inmodo che siano
tutti logici. Perci`o il giornalista, o qualcuno che deve scrivere di mestiere, ama il
caff´e in modo del tutto istintivo.
Si siede al caff`e, beve una tazza di caff`e dopo l’altra, e rosicchia la penna
per spremerne fuori i pensieri da mettere sulla carta. Rosicchiare la penna non
gli serve pi`u di tanto, ma il caff`e lo aiuta a dedurre un pensiero dall’altro, in
qualche modo un pensiero si deve pur collegare all’altro.
Questo procedere logico di pensiero in pensiero nel caso dei diplomatici `e
spesso dannoso. Un diplomatico logico `e noioso, mentre il suo compito `e di intrattenere.
In societ`a non piace chi `e troppo logico, chi ti dice: in primo luogo, in
secondo luogo, in terzo luogo. Forse vi ricordate il Faust: ≪E se non vi fossero il
primo ed il secondo, mai vi sarebbero il terzo e il quarto.≫
Ad esempio, in un articolo di finanza il giornalista non pu`o tergiversare. Ma
il diplomatico pu`o raccontare uno dietro l’altro di locali da ballo o altro, poi delle
finanze statali, poi del tal Paese, e dopo ancora delle lumache della tal signora.
E subito dopo pu`o parlare della produttivit`a delle colonie, per passare al miglior
cavallo e cos`ı via.
Insomma `e importante passare di palo in frasca. Se si vuole diventare abili in
societ`a viene l’istinto di bere molto t`e.
Il t`e disperde i pensieri, fa saltare da un pensiero all’altro senza nesso
logico. Il caff`e, invece, aiuta a concatenare i pensieri con un minimo di logica.
• Se si vuole sviluppare uno stile logico, se come giornalisti si vuole scrivere
un editoriale – caffe!
• Se si vuole parlare come un diplomatico del ministero dello Stato eccetera
eccetera, se si vuole saltare da un pensiero all’altro, parlare brillantemente
ora di una cosa, ora dell’altra, bisogna bere t`e.!
Si parla perfino del “t`e dei diplomatici”! quelli bevono il t`e. Il giornalista
siede al caff`e, beve una tazza di caff`e dopo l’altra per spremere fuori dei pensieri
logici.
Cos`ı vediamo come gli alimenti, anche i beni voluttuari, possano influenzare
in particolare il modo di pensare. Lo stesso avviene ovviamente anche
con altre cose. Il caff`e e il t`e sono solo due cose un po’ estreme. Ma proprio da
qui si vede che occorre fare attenzione alla relazione in cui stanno tra loro queste
cose. `E davvero importante, cari signori..
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#2
Mi piace e ne condivido il pensiero!
Anche io ho una bambina di 3 anni e mezzo e non posso fare a meno di notare la sua repulsione per i latticini, l'antipatia per le banane, il sugo di pomodoro; la simpatia per la frutta dolce e acida; le verdure, la pasta integrale (specialmente quella di mais), il miele, i cereali, le mandorle, l'uovo, la carne di tacchino, pollo, di cavallo, maiale, capra, il polpo e il pesce. Noi in casa, nei limiti, cerchiamo di assecondarla e abbiamo constatato che da quando non gli diamo più il latte e derivati (nemmeno cibi che ne contengono in tracce), al contrario dei compagnetti della scuola materna, non ha più contratto un raffreddore; un otite; ne un mal di pancia; il nasino è sempre libero; và regolarmente di corpo, senza alcun sforzo con feci ben formate; stà crescendo bene ugualmente; non ha più vomitato; insomma abbiamo fatto bene ad ascoltare il suo istinto
Salutissimi!.

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.



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#3
Mi era sfuggito il post,alcune considerazioni:
innanzitutto fabietto complimenti per tua figlia,spero continui a crescere bene ed in salute.
Vorrei cmq dire che in natura l'istinto porterebbe a scegliere i cibi dolci e ricchi di grassi,i paleolitici probabilmente sarebbero stati ghiotti di junk food e se ne avessero trovati attaccati ad un albero ne avrebbero mangiati a sazietà.
Sarebbe stata una fortuna per loro cibarsi così in quanto avrebbero potuto sia avere energia a pronto utilizzo sia accumulare scorte per la successiva carestia.
Ecco perchè al giorno d'oggi l'istinto è fallace e non va assolutamente seguito secondo me : in un regime di abbondanza come il nostro non si possono solo seguire i dettami dell'istinto,anche la bimba di fabietto predilige come vedete bombe glicemiche come la pasta al mais o il miele,e per ora che ha bisogno di crescere non possono che farle bene.
Anche nel paleolitico il bambino aveva tutte le attenzioni del caso e probabilmente non gli mancavano cibi dolci e ad alto ig come il poco miele trovato o i cibi più rari e preziosi,questo per consentirgli una crescita corretta.
Il latte svolge nel lattante lo stesso ruolo.
Ma l'adulto non può continuare a nutrirsi così,per l'adulto la pasta integrale al mais è un abominio dietetico e il miele va centellinato o usato in particolari condizioni(post wo)se seguissimo solo l'istinto finiremmo per abbuffarci di junk..
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#4

Grazie per i tuoi complimenti e per le tue giuste osservazioni! Infatti ho detto che l'istinto della nostra bimba lo assecondiamo nei limiti! La pasta in casa mia la si mangia una volta alla settimana e i cereali si cerca di mangiarli integrali; anche se raffinati bisogna ammettere che, anche se più dannosi di quelli integri, sono più buoni eh eh
Certo che se dovessi nutrirmi di quello che, secondo me, ha il gusto prediletto, farei sicuramente incetta di hamburger del macdonald; cipster salatissime; danito al cacao(anche quello alla vaniglia non è male eh eh ); cioccolato di tutti i tipi; bignè alla crema; panini imbottiti con salame, prosciutto, pancetta; gamberoni; bistecca di capocollo di maiale arrosto; pane abbrustolito con strutto e sale; lasagne al forno;ravioli ripieni di formaggio, patate e cipolle; pollo arrosto con patate; torta alla ricotta; nutella; etc. etc.
Comunque l'eliminazione del latte in tutte le forme, in casa mia, è stato un vero toccasana per la salute .
La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.



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#5
Chiaro fabio,è così per tutti,è proprio l'istinto che ci porta a prediligere quel tipo di cibi perchè il nostro cervello vede ancora le cose in maniera paleolitica dove trovare delle bombe caloriche piene di grassi e zuccheri era una fortuna.
Oggi nel regno dell'abbondanza non è più così.
Bisogna gestire l'istinto,non seguirlo cecamente,anche perchè altrimenti omicidi e stupri sarebbero all'ordine del giorno.
Ricordate cosa diceva freud a proposito di io e super io?.
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#6
Concordo con Muso, l'istinto nell'epoca dell'abbondanza va gestito, così come i maiali lo hanno perso per l'abbondanza di cibo così lo abbiamo perso noi.
Fosse per me da piccolo non avrei mai mangiato carne e sempre e rigorosamente pasta, mai frutta e verdura.
Ci puoi scommettere che i bambini da piccoli cercano e cercheranno sempre il sapore dolce..
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#7
L'istinto è lo strumento mediante il quale la natura regola i comportamenti individuali al fine di mantenere l'omeostasi. L'omeostasi, però, è l'omeostasi del sistema e non sempre coincide con l'autoconservazione dell'individuo, che può e a volte deve essere sacrificato per salvaguardare specie e ambiente. Ogni individuo è, d'altro canto, portatore per definizione di eccezioni alle regole evolute da madre natura per controllare i suoi figli; portatore di desideri che non hanno finalità omeostatiche, ma che anzi, proprio in quanto non previsti dalla natura, sono potenzialmente dannosi per l'equilibrio del sistema. Se così non fosse non ci sarebbe omeostasi, ma solo stasi e non avrebbe luogo alcun processo evolutivo.
L'evoluzione integra queste eccezioni individuali riprogrammando incessantemente il sistema, altrimenti le reprime: i desideri individuali che non riescono ad essere trasformati in bisogni della specie e dell'ambiente, diventano tossine per l'individuo che ne è portatore. Il veleno però non è il desiderio in sé, ma la sua mancata integrazione, giacché la potenza archetipica che ne è all'origine non viene eliminata insieme al suo sfortunato testimone, e continuerà a farsi sentire attraverso quel meccanismo di retroazione che noi chiamiamo "conflitto interiore" (più o meno inconscio) fino a quando non verrà riconosciuta e incanalata nel sistema.
Non si comprende appieno il senso di questa dinamica fino a che non si considera l'unità di corpo e psiche e non si ammette che l'evoluzione della coscienza è parte integrante del processo evolutivo nella sua globalità, al pari della mera evoluzione biologica. L'essere umano è l'animale che di gran lunga più di ogni altro si è spinto lungo i territori dello spirito facendo esperienza di pulsioni concorrenti all'istinto. Siamo animali di frontiera che dei pionieri hanno gli onori, ma anche gli oneri. L'uomo, però, a quanto pare fatica a riconoscere in questi oneri la contropartita della propria evoluzione psichica e da sempre ricorre al mito dell'età dell'oro e dell'uomo decaduto per spiegare quelle che gli appaiono solo come punizioni per un peccato contronatura; mito che si presenta sotto varie forme: nelle religioni monoteiste (sia quelle patriarcali, sia quella matriarcali), nelle filosofie igieniste (tra le quali va incluso anche l'ehretismo), nelle ideologie storiciste (nel senso popperiano) come il marxismo, ecc..
La natura parla ancora all'uomo attraverso l'istinto, ma alla sua voce si affianca quella dello spirito che usa lo stesso linguaggio fatto di piacere e dolore e per questo spesso le confondiamo. Il pensiero concettuale, non ha preso il posto dell'istinto, ma è uno degli strumenti che abbiamo sviluppato per districarci in questo rebus che è l'armonizzazione di queste due forze fondamentali alla mercé delle quali si svolge la vita..
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#8
Davideleo hai il Copyright su quello che hai scritto?
Mi servirebbe per lavoro...

Cmq hai citato un sito in un altro post e ho beccato un altro tuo "sussulto" su sitema immunitario e psiche in cui nomini, tra l'altro, Peter Mandel...

Qualcosa fumi e anche con una certa continuità .
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#9

Non l'ho depositato alla SIAE, però è farina del mio sacco, se è questo che mi stai chiedendo.
Con Peter Mandel ho lavorato per 5 anni e - altro che fumare - ti posso garantire che è come farsi un acido. 8).
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#10
Da una recente diatriba con gianlnicc nel thread delle diete pericolose a zero carboidrati sono nati spunti interessanti.
Vorrei approfondirli.
Tutto è nato dalla discussione sull'integrale vs raffinato dei cereali.
Si è favorevoli alla semplicità dei cibi, ma per me c'è un errore di fondo in quanto l'alimentazione umana non è istintiva e l'integrale a confronto del raffinato non è superiore dal punto di vista di una idoneità alla nostra razza.
L'istinto l'abbiamo perso penso con l'uso del fuoco, il quale ci ha aperto una fetta più grande di fonti di cibo.
Se fossimo solo istinto dipendenti probabilmente staremo ancora sugli alberi a mangiare la frutta.
Si deve capire che la razionalità unita all'esigenza hanno forzato il nostro mondo alimentare.
In natura sopravvive chi si adatta. Gli animali hanno un istinto e seguono quello, un Panda istintivamente mangia solo Eucalipto, ma è destinato all'estinzione.
L'uomo si è adattato, ha perso l'istintività, e la selezione naturale ha fatto il resto.
Sono d'accordo sul fatto che i cibi è meglio non processarli e alterarli, ed io la penso così, anche se sui cereali ho dei dubbi e ci sono varie eccezioni.
Visto che è un cibo non adatto a noi allo stato grezzo ce lo siamo adattato e allora non ha senso parlare di naturalità dell'integrale, ha senso quindi usare la razionalità e gli studi che ci indicano la via sui pro e sui contro di tale cibo in una forma o nell'altra.
Nessun modello alimentare si basa sull'olfatto per scegliere quei cibi grezzi che più si adattano ai bisogni di ciascuno. Eppure, chi meglio del nostro stesso corpo potrebbe sapere cosa deve mangiare?
La capacità di selezionare istintivamente i cibi che ci garantiscono un equilibrio nutrizionale ottimale non ce l'abbiamo, mangiamo più razionalmente che istintivamente, le cose sono in antitesi, la ragione esclude l'istinto.
Essendo noi razza umana molto varia e con rami di sviluppo vari è molto difficile stabilire quale ceppo si sia adattato meglio a quale cibo, giusto una stima sommaria.
Ad esempio i Masai tollerano il latte crudo molto bene come uno Svedese potrebbe avere forte intolleranza, il cibo processato non fa che aumentare tali intolleranze.
Ogni cibo ha una risposta dipendente dal patrimonio genetico di ogni singola persona e dal suo stato biochimico.
Per cui diete fortemente inquadrate sono per me sbagliate, vale sia per la dieta vegana che per quella raw paleolitica, tanto per fare un esempio e per citare due diete che seppur non nella stessa misura ma non mi hanno fatto stare al meglio.
Molto interessante è stato lo studio ai tempi di Clara M.Davis sull'istinto dei bambini da svezzare non inquadrati da modelli alimentari altrui, anche lì però, se vogliamo, l'uomo ha messo a disposizione una varietà di cibo che comunque non rispecchia l'istinto, in natura non ci sono cibi cotti come a loro sono stati serviti. L'unico modo sarebbe lasciarli in natura e vedere come se la cavano a procurarsi del cibo, ma l'alimentazione diverrà ancora più dipendente dalla nicchia di territorio e soprattutto si tornerebbe indietro nell'evoluzione.
Tutto il know-how sull'abilità di cucinare e adattarci al cibo si perderebbe, vi siete mai chiesti voi ex vegani come mai avete fatto fatica a tornare ad una alimentazione omnicomprensiva?
Perchè siamo in continuo adattamento, acquisiamo capacità mentre ne perdiamo altre quando diventiamo vegani, ma la capacità ad un mondo di sola "erba" non può avvenire in un anno, nemmeno 5mila! Sarebbe (per assurdo) rinnegare la nostra evoluzione e tornare all'indietro.
Tornando a qualcosa di pratico, a proposito di rendere migliore un cibo, ci accaniamo contro il cereale raffinato, ma lo stesso dovrebbe essere per una patata sbucciata, ma sappiamo bene che la buccia ha un contenuto di solanina altissimo ed è da evitare, sappiamo bene che non dobbiamo abusare di uova crude e che il processo di cottura inibisce l'avidina, allora perchè scandalizzarsi se la razionalità ci indica di scartare i fitati dal frumento, dal riso etc. ?
Se vi va continuate con le vostre riflessioni...
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#11
Anche il concetto di integrale dovrebbe essere rivisto: anche la farina
integrale e quello che si produce con essa, o anche il chicco di riso da solo,
dal mio modesto punto di vista, è cereale raffinato! Integrale dovrebbe essere
la spiga intera........
La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.



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#12

Appunto, l'integrale che noi mangiamo è già processato, ha solo un
passaggio in meno rispetto al raffinato, un tempo magari era utile mangiare
l'integrale in quanto le diete erano povere dal punto di vista della varietà e
piuttosto era meglio mangiarsi un pò di fitati ma anche alcune vitamine
necessarie.
Il problema è solo che essendo alimenti densi di energia
bisognerebbe ridurli e non farne la base della dieta, poi come già stato detto,
basta unire delle fibre da verdure, dei grassi da condimento che un riso
raffinato diventa accettabile sotto tutti i parametri.
É inutile ricercare
l'istinto e la naturalità quando ci siamo evoluti in campo alimentare anche con
la razionalità.
Io per istinto se vedessi una spiga di grano o di riso la
lascerei lì sul posto.
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#13
Si ma non dimentichiamoci Price: dimostrò che la vera rovina della salute
umana sono lo zucchero e la farina bianca!

La natura non fa nulla di inutile.
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#14
Ciao a tutti,
Thread molto interessante.
Io introdurrei il concetto
di adattabilità dell'uomo.
Mettiamo da parte argomentazioni propagandistiche
come la modificazione genetica incosistente della paleo diet (cordain cosa ne
pensa dei masai, il loro patrimonio genetico è diverso dal nostro o sono
altamente adattabili?), l'uomo è l'unico essere vivente altamente
adattabile.
Questa è la qualità caratterizzante della specie, questo è quel
che sappiamo fare meglio e che il nostro corpo attua anche a nostra
insaputa.
Preso questo come punto fermo possiamo osservare che l'adattamento
dell'uomo all'ambiente nel quale è costretto o ha scelto di vivere produce
qualità di vita peggiore o migliore.

Risultato?
Fatti
discordanti.
Cosa producono questi dati discordanti?
Abbiamo visto
proliferare teorie (alimetari) desunte da questi dati senza venire a capo di
niente da molti anni... senza avere una linea di condotta , una teoria
unificatrice...

prendere i masai, okinawa, i francesi o altri come
custodi del segreto della qualità della vita è sbagliato.

sintetizzo e
enumero:

1) l'uomo (organismo) è altamente adattabile
2) un organismo
altamente adattabile riesce a ricavare il meglio dalle risorse disponibili
3)
la qualità di vitaa di un organismo altamente adattabile non è il prodotto
dell'ambiente nel quale si trova ma della bontà della sua adattabilità
4) la
bontà dell'adattabilita di un organismo dipende probabilmente dalla
genetica

quindi tirando le somme...

questa benedetta bontà
dell'adattabilità di un organismo dipende da noi.
sta a noi "allenare" questa
nostra qualità per un rendimento ottimale (volevo scrivere massimale desumendo
dalla terminologia poesistica ma mi tengo su terminologia più neutra, anche se
ci sono collegamenti)
dell'organismo.
qui entrano in gioco le
considerazioni che facciamo tutti i giorni anche su questo forum, oppure
leggendo un libro o consultando un sito.

tutto questo per dire che
l'istinto alimentare è forse l'istinto meno istinto, essendo l'alimentazione una
delle attività principe fra quelle dell'uomo.

forse potremmo dire che
all'inizio l'uomo cacciava per istinto... o che un uomo solo, lontano dal branco
avrebbe mangiato istintivamente...

ma questo si è andato rapidamente
modificando ("quanto "rapidamente possono dircelo gli archeologi\antropologi)
perché un'altra qualità fondamentale dell'animale uomo emergeva,
la
memoria

gene e meme (unità minima di informazione tramandata\passata)
nell'uomo sono da sempre insieme.

scusate per l'introduzione forse
incomprensibile ma sintetizzando la sintesi della sintesi procedo a dare un
ultimo input sillogistico:

- la flora batterica si adatta molto
rapidamente a quel che mangiamo
- una flora batterica prospera rende l'uomo
sano (+qualità di vita)
- introdurre cibi altamente digeribili (raffinati)
impoverisce la flora batterica et viceversa

questo è il primo esempio
pratico che mi viene in mente.
Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono

Popeye the sailor man
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#15
Io mi sento di scrivere una riflessione basandomi sulla mia esperienza personale.
Per quello che riguarda le diete..posso dire di averle provate tutte, dalla vegetariana alla vegana, all'ehretismo, alla paleodieta...dieta zona, dieta gift, dieta dissociata!!!!!! Mamma mia quante!!!
Poi 1000 integratori...dai fermenti alle vitamine, fitoterapici, oligoelementi, puntureeee!!!
Ma stavo sempre male...il fondo l'ho toccato con ehret...sono stata vicino al ricovero in ospedale..
Cibi integrali, cibi raffinati, che fare? Quanti mangiarne, come abbinarli? Come cucinarli? Mamma mia che confusione!
Eppure ho capito molte cose, e non da ultimo una cosa importante...non bisogna demonizzare l'uomo per le trasformazioni che ha apportato agli alimenti....se non per l'utilizzo di conservanti, coloranti e sostanze che fanno tutt'altro che bene...
Ora facendo una dieta varia, che comprende tutti gli alimenti, e sana, sto recuperando la mia salute, cosa che pensavo ormai irrimediabile, e Tropico ne sa qualcosa..
Cereali..grosso dilemma...integrali...raffinati...?
Io da quando ho ripreso a mangiare quelli raffinati, ho risolto molti problemi.
E' tutto questo mi ha fatto capire che la verità sta proprio nel mezzo, nella giusta misura di tutto....e la malattia negli eccessi, è sbagliato il troppo 'raffinato' come il troppo 'integrale'

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