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    Il bilancio e il consumo dei nutrienti...
    Autore Messaggio
    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #1
    Il bilancio e il consumo dei nutrienti...
    Sulla scorta dei dati da me raccolti in questi 4 anni ho pensato di fare una sorta di bilancio dei nutrienti, una di quelle cose che facevo quando ancora frequentavo la facoltà di Iingegneria Chimica.

    Per fare questo bilancio ragioneremo sulla quantità di energia introdotta con il pasto che chiameremo Q e la sua ripartizione in macronutrienti, che per semplicità consideremo ripartita in carboidrati e grassi (le proteine partecipano poco in condizioni normali al processo energetico) e chiameremo la percentuale di ripartizione come %C e %G.

    Inoltre indicheremo con V il consumo di energia consumato all'unità di tempo e %Cv e %Gv i rispettivi consumi metabolici espressi in percentuale di carboidrati e grassi.

    All'inizio faremo la supposizione che %Cv e %Gv siano quantità fisse, ma per la precisone quetso non è vero, visto che in funzione della presenza di insulina il corpo aumenta la percentuale di carboidrati utilizzati deprimendo quella dei grassi (questo vedremo che apporta un vantaggio notevole per l'economia dei consumi nel breve termine grazie alla presenza di adipociti corporei e capiremo come mai insulina e cortisolo inducono il corpo ad allargare i depositi in termini di adipociti).

    In questo bilancio faremo la supposizione che ogni qualvolta il grasso finisce dal pool nutritivo il corpo lo sintetizza con i carboidrati, condensando tre grammi di carboidrati in grassi; mentre se i carboidrati diminuiscono fino ad azzerarsi il corpo userà parte delle proteine per produrre carboidrati (in prima ipotesi supporremo che creerà daigli amminocidi un'equivalente in carboidrati).

    Supporremo che la persona in questione mnagia un quantitativo Q=480 kcal, consumando un V=80 Kcal/h.

    Supporremmo all'inizio che il corpo consumi come se fosse a digiuno ovvero il 6% in carboidrati, quindi avremp %Cv= 6 mentre %Gv=100; dunque consumerà ogni ora una quota di carboidrai Cv=(80*6/100)/4=1,2 grammi di carboidrati per ore, e di grassi pari a G=(80*93/100)/9= 8,3 grammi di grassi per ora.

    In poche parole indipendentemente da ciò che mangia, nel nostro esperimento ideale il corpo non se ne frega niente di sprecare pensa solo a produrre per ogni ora di consumi, 1,2 gCarboidrati/h e 8,3 gGrassi/ora.

    Nelle nostre ipotesi valiteremo con queste semplificazioni quattro casi:
    caso 1: ingestione di 480 kcal di carboidrati ovvero 120 grammi, con ipotesi che il corpo non debba convertirlo in garsso di riserva ma solo in garsso di necessità, visto supporremmo irrilevante l'azione dell'insulina nello spingere il metabolismo a diventare glucidico.

    Caso2: ingestione di 480 kcal con un 50% di carbo e il restante di grasi dunque 60 grammi di carboidrati e 26.7 grammi di grassi.

    Caso 3: ingestione di 480 Kcal con 6% di glucosio e il 93% di grassi, dunque 7,2 grammi di carboidrati e 49,6 grammi di grasso;

    Caso 4: ingestione di 480 calorie tutte da grasso, quindi 53,3 grammi di grasso;

    Vi lascio il tempo di metabolizzare quetso post poii scriverò man mano tutti i casi.

    ---

    Dunque abbiamo impostato che la nostra persona consumi 80 kcal all'ora prendendola per il 6% da carboidrati e per il 93% da grassi, quindi consumando 1,2 grammi di carboidrati all'ora e 8,3 grammi di grassi all'ora.

    Abbiamo poi supposto che mangi in modo da ottenere nutrimento per 6 ore quindi 6x80=480 kcal con diverse composizioni in grassi e carboidrati.

    Iniziamo ad analizzare il caso in cui lui mangi solo carboidrati, dovendo però da questi sintetizzare i grassi che gli servono (attenzione ben doversi dai grassi di deposito che vengono prodotti con l'intervento dell'insulina).

    Dunque costui mangerà 120 grammi di grassi pari a 480 kcal.

    Dunque parte con una quota di Carboidrati chiamiamola C0=120 grammi e di Grassi G0=0 grammi.

    Impostiamo dunque le equazioni temporali per il consumo ovvero il bilancio dinamico dei consumi:

    C(t) = 120 -1,2xt ovvero l'andamento dei carboidrati rimanenti durante il tempo in ore;
    G(t) = -8,3t ovvero 'andamento dei grassi rimanenti durante il tempo in ore;

    Si vede subito che per qualsiasi t non ci sono grassi visto che non sono stati assunti, ma allora cosa succede? Parte dei carboidrati sarà convertito in grassi (in realtà l'insulina fa si che il corpo si butti preferenzialmente sui carboidrati aumentando la glicolisi cellulare, ma ignoriamo al momento quetso adattamento metabolico a un pasto diverso da quello necessario).

    Allora come si converte il questo caso ovvero dopo aver assunto il 100% dei carboidrati?

    Bè il sistema deve fondere 3 grammi di carboidrati per fare un garmmo di grasso, questo imporrà un consumo supplementare di grassi e una perdita netta di energia che accorcerà l'energia che non basterà più per sei ore ma durerà meno.

    Dunque:

    C(t) = 120 -1,2xt-3x8,3xt;

    Se si studia lo zero della funzione si otine t0=4,60 ovvero 4 ore e 36 minuti.

    Ma se l'energia doveva durare 6 ore allora come mai uno arriva a 4 ore e 36 minuti? La conversione dei carboidrati in grassi spreca parte dell'energia con il risultato che risulta antieconomica se non interviene l'insulian a far bruciare quanto più possibile carboidrati. Ma il tutto dipende dalla glicemia più è bassa meno il bruciare carboidrati è facile dunque il processo diventa meno efficiente.

    --

    Suponiamo adesso che uno mangi metà carboidrati e metà grassi, otteniamo che abbiamo assunto 60 grammi di carboidrati e 26,7 grammi di grassi.

    Le equazioni risulteranno:

    C(t)=60-1,2xt;
    G(t)=26,7-8,3xt;

    Dobbiamo studiare gli zeri delle due funzioni il primo che si esaurisce determina un adattamento. Se consumiamo i carboidrati il corpo dovrà prelevare parte delle proteine, ma questo lo vedremo più in là.

    Dunque tco=60/1,2= 50 oretre il tempo affinchè i grassi finiscano diventa tgo= 3,22 ore ovvero 3 ore e 13 minuti.

    Dunque queste funzioni dureranno fino a 3,22 ore dopo dicchè si ritorna a produrre il grasso necessario a livello metabolico dai carboidrati, ma nel frattempo i carboidrati non sono più 60 ma di meno ovvero C(3,22)=56,1 grammi; dunque avremo:

    C(t)=56,1 - 1,2xt - 3x8,3xt;

    Che ci dà come t0=2,15 ore ovvero 2 ore e 9 minuti.

    Ora i due tempi vanno sommati prima del consumo dei grassi introdotti a livello alimentare e dopo quando sono stati sintetizzati dunque:

    t=3,22+2,15=5,37 ovvero 5 ore 22 minuti.

    Qunidi l'introdurre una parte di calorie in grassi al posto dei carboidrati ha prodotto a digiuno o in condizioni ormonali simili al digiuno un efficienza maggiore di 46 minuti (può sembrare poco ma in giorni diventa tantissimo).

    --

    Nel terzo caso compariamo un'alimentazione in grassi e carboidrati in percentuale pari a quella dei consumi ovvero il 6% in carboidrati e il 93% in grassi.

    Avremo C0=7,2 e G0=49,6 grammi.

    le relative equazioni:

    C(t)=7,2-1,2*t
    G(t)=49,6-8,3xt

    Otteniamo gli entrambi gli zeri a 6 ore come ci si aspetterebbe.

    --

    Mangiare al 100% grassi crea un solo problema, che il corpo non avendo carboidrati se li vuole bruciare con i grassi deve sintetizzarli dalle proteine, infatti le equazioni partono con un valore zero dei carboidrtai per essere negativo.

    QUindi il corpo creerà il glucosio da proteine in termini equivalenti ai consumi necessari per bruciare tanto grasso con la respirazione cellulare tramite ciclo di krebs.

    Se io adesso prendessi 480 kcal di grassi ovvero 53,3 grammi di grassi compiremmo un errore di fondo visto che il sistema userebbe le proteine per bruciarlo durando oltre le 6 ore a calcoli fatto 6 ore e 42 minuti.

    Quindi supponiamo di assumere solo il 93% delle calorie in grassi da quelle 480 e di consumare le nostre per bruciarli e vediamo cosa otteniamo:

    A calcoli fatti dunque dobbiamo mangiare 480*0.94= 446,4 kcal ovvero 50,1 grammi e impostiamo l'equazione:

    G(t) = 50,1 - 8,3xt che dà lo zero esattamente a 6 ore.

    Con un consumo di proteine equivalenti a quelle dei carbo necessari per procurarsi ossacetalato dunque

    P(6)=C(6)=1,2x6 =7,2 grammi.

    Si capisce che la completa mancanza di insulina spinge il sistema a non poter usare gli amminoacidi per produrre glucosio visto che sarebeb inutilizzabile, quindi il successivo adattamento è la chetosi.

    Non a caso ogni volta che l'insulian dovesse aumentare ingerendo carboidrati il tutto si interrompe e il corpo risparmia proteine ma brucia meno bene i grassi.

    Eco perchè i carboidrati diventano anticatabolici se si consuma energia spesso, il sistema non può bruciare proteine continuamente per venire incontro all'esercizio fisico. Dunque se non si deve dimagrire i carboidrati servono e come cosi come l'insulina, dato che è inutile andare in chetosi, tra parentesi se si sgarra poi spesso, il processo diventa pure catabolico per quello che avete visto.

    D'altronde però è assurdo voler sintetizzare i grassi dai carboidrati il processo è molto inefficiente, ma ahimè se i livelli di insulina si mantengono alti molta energia va persa senza essere utilizzata, inoltre avrete notato che questo fa scendere abbastanz ain fretta il pool di carboidrati circolanti, ovvero fa scendere veloce la glicemia, il che non lascia il tempo all'organismo di andare in chetosi se necessario, diventando di per sè ogni volta che la glicemia diventa bassa molto catabolico.

    Ricordo che la metabolica è una grandissima dieta, ma è stata progettata in quella forma, con una quota di carboidrati prossima allo zero per persone di fatto grasse, applicarla a un magro è cosa assurda.

    QUalcuno mi dirà ma perchè allora critichi la chetosi è forse un male? No se è un adattamento al digiuno non prolungato, ma la chetosi consuma molto i grassi riducendo la loro energia da 9 kcal al grammo a 7 kcal al grammo, mentre la miscela carbo grassi unendo glicolisi, beta-ossidazione e ciclo di krebbs rende il sistema capace di bruciarli quasi al 100% dei loro valori calorici, d'altronde s ela natura ha inventato sto sistema sapeva quello che faceva.

    I chetoni non sono il nostro carburante normale come non è il glucosio, almeno non come vogliamo intendere noi, il nsotro carburante naturale è quello che riduce al massimo l'uso delle proteine e massimizza la resa di carboidrati e grassi, ovvero entrambi con uno stato ormonale fatto per fare questo.

    Spero di aver ragiunto lo scopo che mi ero prefissato far capire alcuni punti sul metabolismo dinamico umano. Poi seguirà spiegazione del perchè una dieta che contempli 120 grammi di grassi seppur a bilancio in pareggio sono deleterei pe run magro senza adipociti per contenere tale glucosio per ore.

    --

    Analizziamo adesso l'effetto che ha su una persona dotata di adipociti e di una non dotata di adipociti delle quattro alimentazioni analizzate.

    1) uno dotato di un numero sufficiente di adipociti può depositarvi il glucosio dentro dunque bruciare carboidrati più a lungo di un magrolino, ma deve produrre abbastanza insulina, anche se non tanta in poco tempo come un magrolino. Infatti il magrolino deve immediatamente aumentare il metabolismo con tutto quel glucosio in corpo dato che non lo può depositare engli adipociti, ma questo accorcia lo span del nutrimento probabilmente anche a meno delle 4 ore 36 minuti calcolati.

    Il magrolino può solo conservarlo nel glicogeno saturato questo piccolo magazzino deve per forza aumentare e tenere il metabolismo alto per rispondere a ondate successive di carboidrati.

    Logicamente in genere insulina e cortisolo (che viene immesso man mano che il glucosio diminuisce per bruciare proteine dato che il sistema non può andare in chetosi facilmente se c'è tanta insulina) dovuti al pasto ricco in carboidrati e dalla diminuizione del nutrimento fanno si che il sistema si adatti aumentando man mano il numero di adipociti come dice Ciampolini.

    Crescendo la persona sarà più o meno grassa in funzione di quanto può adattarsi a tali introduzioni e in funzione della percentuale di macronutrienti che mangia.

    Un magrolino probabilmente è carente di insulina perchè a causa della mancanza di adipociti ne produce tantissima per assorbire tutto quei carboidrati dal circolo, in poche parole se un grassone o uno dotato di un buon numero di adipociti produce un tot di insulina per usare i carboidrati rilasciati dagli adipociti nelle ore successive, il magrolino deve immetterla e usare i carboidrati per forza pena una persistente iperglicemia anche fatale.

    Ma questo espone a consumare presto il nutrimento di ore, con un metabolismo accelerato in maniera anomala, creando cadute glicemiche veloci che obbligano a rimangiare carboidrati altrimenti come pena c'è un forte utilizzo delle proteine corporee, in poche parole il soggetto mangia ma dimagrisce in massa magra (la grassa scompare del tutto).

    Ed è per quetso che probabilmente la Gottschall parla di una ciste al fianco destro su coloro che intraprendono una dieta SCD, probabilemnte il pancreas è costretto a fare un super lavoro per contenere il disastro di iperglicemie continue.

    2) Nel caso due abbiamo che anche se si può ingrassare si copre comunque più tempo con il nutrimento previsto ma il magrolino almeno non subisce una botta bestiale anche se rispetto al suo metabolismo siamo lontani, ecco perchè prbabilmente le sindromi metabolcihe attacacvno di meno negli anni scorsi, non si abusava di carboidrati perchè non se ne poteva abusare.

    3) Nel caso tre abbiamo paradossalmente supposto che uno mangiasse proprio quello di cui ha bisogno il suo metabolsimo, questo non accade mai, ma noi abbiamo riserve dei tre macronutrienti proprio per ovviare a questo, ma una cosa è allontanarsi di un pò da questi valori, un'altra è allontanarsi del tutto come una dieta in cui ci sono solo carboidrati o questi sono completamente eleiminati. Abbiamo larghi margini di adattamento come abbiamo visto nel caso due e non è il caso di cercare le percentuali esatte, l'importante è avere un bilancio in pareggio non dico giorno per giorno perchè abbiamo capacità di adattarci anche per piccoli sforamenti o grandi sforamenti ma limitati nel tempo, ma la continua esagerazione crea problemi.

    4) Il caso in cui senza mangiare carboidrati usiamo le riserve di proteine per mandare il metabolismo avanti ci dice che una dieta a zero carbo è fattibile basta mangaire più proteine, ma ci conviene? Questo caso ci mostra che mangiare tutti e tre i macronutrienti senza sproporzionare l'assunzione di uno dei macronutrienti. Ok qualcuno poterbbe dirmi:"Ma tu dici che i grassi devono essere preponderanti", lo so che lo dico, ma io lo dico perchè il metabolsimo umano a digiuno consuma grassi c'è poco da dire e se si è magrolini questi restano in circolo e saranno bruciati piano piano, non creano il subbuglio che crea il glucosio, ma non perchè il glucosio è male, perchè fisicamente chi è magro non è equipaggiato a usarlo al meglio, così come chi invecchia così come chi è affetto da patologie siano esse immuni o di tipo infettivo; chi è magro non lo può gestire e lo deve bruciare. A conferma di questa mia ipotesi dovrebbe esserci un legame diretto tra l'insulina e gli ormoni tiroidei:

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    Trovata.
    27-09-2011 03:23 PM
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