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    Il protocollo Ciampolini...
    Autore Messaggio
    salvio Offline
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    Messaggio: #1
    Il protocollo Ciampolini...
    In realtà non è un vero e proprio protocollo, ma una serie di regole per evitare le infiammazioni, per chi non l'avesse letto lo può scaricare gratuitamente qua:

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    In effetti Ciampolini dice chiaramente che in caso di infiammazioni è normalmente raro dover digiunare e doverlo fare per oltre due giorni, dicendo che poi si può continuare con brodo e verdure. Lui limita il caso a infiammazioni gastrointetsinali, come morbo di Chron.

    A mio parere si dovrebbe digiunare fino a che la lingua non sbianca e specialmente se non si ha fame, ma quella vera non quella indotta dalla resistenza insulinica tipica di chi mangia grandi quantità di dolciumi.

    Per poi pian piano inziare a mangiare frutta, verdura, brodi d'ossa e di carne e man mano tornare a nutrirsi.

    Ciampolini dice di usare antibiotici in questa fase, per uccidere tutti i microbi avversi, io penso che l'argento ionico sia altrettanto se non più potente, solo che l'argento ionico disintegra letteralmente la flora, quindi andrebbe usato solo dopo che si è sicuri di aver evacuato il contenuto intestinale, se no so dolori, dato che alla morte dei microbi il corpo efffettuerà una fortissima pulizia del connettivo, il che vuol dire che le fiamme dell'inferno si scateneranno.

    Questo è quanto, spero di poter trattare anche il digiuno che è una potente arma contro i microbi e per aumentare sensibilità insulinica, saluti....
    20-09-2011 02:59 PM
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    Muso Offline
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    Messaggio: #2
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    Solo un appunto : dato che l'argento si comporta come un antibiotico,distruggendo in parte anche la propria flora "buona",sei sicuro che poi le verdure si potranno reinserire con facilità nella dieta? chi ci sarà a fermentare le loro fibre?
    Lo dico perchè essendo stato vittima di un batterio intestinale qualche mese fa e avendo probabilmente abusato di antibiotici per troppo tempo(dato che appena sono guarito me lo sono ribeccato,tu Salvio sai come)ho fatto una gran fatica a reintrodurre le verdure nella dieta,e tuttora ho qualche difficoltà a digerirle che prima assolutamente non avevo.
    Magari però dipende anche dal batterio stesso,il mio medico mi disse che dopo malattie come questa bisogna aspettare 20-25giorni prima di poter mangiare verdure,e ancora più tempo per mangiarne quantitativi considerevoli;considerando che nel mio caso è stata una malattia doppia,cioè con ricaduta,e ho preso un po' più antibiotici del dovuto forse gli esiti con l'argento usato in modo consono sarebbero stati diversi.
    Spero che tu Salvio possa fare chiarezza..
    20-09-2011 03:03 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #3
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    Ah ma se per questo cogli nel segno, ho provato più volte anche a spiegare vanamente in altri forum, che un essere umano deve essere in grado perfettamente di digerire la verdura, se non ci riesce ci sono problemi e la soluzione non è la loro eliminazione.

    purtroppo si dovrebbe digiunare dopo un'infiammazione da batterio, andando avanti con brodi se non si è ingrado di mangiare le verdure e magari bere del rejuvelac che aiutano la flora..
    20-09-2011 03:04 PM
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    Messaggio: #4
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    eeeh...col senno di poi avrei avuto tutt'altra condotta alimentare,invece per paura di perdere massa muscolare,quando ho visto che cmq con l'antibiotico la diarrea era sparita,ho continuato a mangiare come niente fosse,anche molte verdure e noci.
    Tutt'ora sto finendo un ciclo di fermenti che consigliava anche perugini nel suo sito(symbiolact,della guna).
    Praticamente ora ho problemi solo se mangio l'uovo o supero i 400g di verdura/die,o esagero con la frutta secca(noci),ma non sempre,per esempio gli spinaci li digerisco molto bene,come anche zucchine e carote(ma quello si sa).
    Nessun problema con la frutta.
    Cos'è il rejuvelac?Qualunque cosa sia posso farmelo in casa?suppongo sia qualcosa di fermentato....però prendendo già i fermenti....
    grazie del consiglio cmq.
    20-09-2011 03:04 PM
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    Tropico Offline
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    Messaggio: #5
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    Ma son proprio necessari questi antibiotici? io sono riuscito per più di un anno a guarire febbre,raffreddori e mal di gola con digiuni di 2 giorni.
    Sono efficacissimi, non tocco un medicinale da oltre un anno,di nessun tipo.
    Se latticini e cereali sono cose estranee per il nostro corpo figuriamoci farmaci di sintesi, che possono "risolvere" una cosa e ne danneggiano un'altra..così poi a catena dobbiamo preoccuparci dell'altro danno fatto da essi...tipo flora intestinale debellata...che poi per recuperarla non basta una settimana di fermenti vivi come si crede....

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    20-09-2011 03:04 PM
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    OneLovePeace Offline
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    Messaggio: #6
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    Sono d'accordo al 100%. Io non tocco medicinali da 10 anni, antibiotici nemmeno sotto tortura. Da piccolo sono quasi morto per davvero l'unica volta che mi diedero un antibiotico. Da allora se sento la parola antibiotico mi vengono i brividi.

    Quando mi hanno estratto i denti lo scorso autunno mi volevano dare un antibiotico, ho dato in escandescenze, stessa cosa con l'antidolorifico che mi volevano costringere a bere minacciandomi e tentando di spaventarmi: "Se non lo prendi starai malissimo stanotte!" Invece non ho avuto nessun dolore, poi ho digiunato un paio di giorni fino quando avevo la faccia gonfia. Due settimane dopo mi sono recato per togliere i punti e il dottore con gran stupore mi ha detto di non aver mai visto una guarigione così rapida e mi ha chiesto se avessi preso qualche prodotto Gli ho detto che un paio d'anni non mangio nè zucchero nè farina ma mi ha guardato in modo strano rispondendomi "Cosa c'entra?"

    Comunque da quando leggo Price non considero cereali e latticini cose estranee per il nostro corpo se preparati seguendo certi metodi (germogliatura, fermentazione, ecc.).


    La natura non fa nulla di inutile.
    20-09-2011 03:05 PM
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    Messaggio: #7
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    guarda io gli antibiotici non li prendo mai,specialmente se mi ammalo a causa di un virus.
    Se la causa è un batterio dipende...ci sono degli organismi che lo uccidono con le proprie forze digiunando e altri che non ce la fanno,e lì l'antibiotico è necessario.
    Pensa che io volevo guarire da sto batterio senza antibiotici e senza apportare cambiamenti alla dieta! cioè mangiavo come prima, o di più forse,dato che la diarrea non mi permetteva di assimilare nulla e avevo sempre fame, e speravo di guarire;pensavo : cavoli sono in paleo da 3 mesi,sto da dio,figurati se il mio corpo non abbatte sto ridicolo batterio.....al quinto giorno gli antibiotici erano necessari mi sa,si era espanso notevolmente il bastardello.
    20-09-2011 03:06 PM
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    Andrea Offline
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    Messaggio: #8
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    ma come te lo sei beccato?
    20-09-2011 03:06 PM
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    Messaggio: #9
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    uova...e pensa che non lo sospettavo nemmeno,ero sicuro fosse un virus all'inizio,infatti per quello anche non ho preso gli antibiotici e ho continuato a mangiare come se niente fosse.
    Le uova erano di un contadino,buonissime,era l'ultimo alimento che avrei sospettato.
    E sai come l'ho scoperto?appena sono guarito LA PRIMA VOLTA ,mi sono fatto una bella frittatona semiRAW,la quale è stata mangiata anche da mia madre(mia sorella per fortuna l'ha rifiutata),bene si è ammalata anche mia madre!!(e io mi sono riammalato)
    E pensa che mangiando quelle uova mia madre era stata già un po' male un altra volta, roba da poco,lei è una roccia,si vede che era riuscita a contrastare il batterio subito,e mi aveva detto: "guarda che quelle uova non sono salubri,cuocile"; e io : " mamma per digerire roba cruda ci vuole lo stomaco buono(anche lei mangia il rosso crudo),a me non fanno nulla!!" quindi secondo i miei calcoli mi sono fatto 3 mesi di piccole dosi di batterio prima di contrarlo,roba da matti..
    20-09-2011 03:06 PM
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    Tropico Offline
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    Messaggio: #10
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    Oh porca vacca mi fai preoccupà....sti giorni ne sto mangiando diverse..sono del mio allevamento...vabè...è inutile...quando mi prenderà un colpo ci penserò..prima non serve sennò la paranoia non mi farebbe mangiare più niente.

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    20-09-2011 03:07 PM
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    Messaggio: #11
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    boh ma penso che il mio sia un caso sfortunato,tra l'altro uno stomaco in buone condizioni dovrebbe produrre abbastanza acido cloridrico da uccidere eventuali batteri.
    In teoria prima si possono avere segni di intossicazione batterica,tipo meteorismo o gonfiore,io ogni volta che mangiavo quelle uova avevo aria nello stomaco,ma lo consideravo un effetto trascurabile,poi dopo 1 mese mi sono ammalato sul serio...mai ignorare i segnali del corpo.
    Quindi se un giorno mangi le uova e ti gonfi lasciale perdere per una settimana e poi riprova,qualora la cosa si dovesse ripetere falle analizzare o accertiati che le galline siano sane,oppure cuoci le uova molto bene.
    20-09-2011 03:19 PM
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    Andrea Offline
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    Messaggio: #12
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    ho un dubbio nato sopratutto dalle raccomandazioni di molti di non mischiare piu approcci e stili alimentari.
    Vengo subito al dunque..secondo voi le teorie di Ciampolini possono andar bene anche in chi segue un paleodieta? ovviamente andare in pareggio con il bilancio energetico è piu che giusto, ma ho notato come i suoi pazienti sentano molto la fame adottando una dieta standart..a me sembra di non aver mai fame e per di piu quando ne ho
    la sera ho una difficoltà nel trattenermi dal mangiare dopo 2-3 ore dalla fine della cena (ci riesco ma non è sempre una tentazione)
    allora mi chiedo..con la paleo tenendo sotto controllo l'insulina piu di una dieta standart con cibi ad alto ig, vale il discorso di Ciampolini?..del meccanismo fame-sazieta non ne teniamo conto perche come dice lui è l'insulina che normalmente produciamo a farci avere ancora fame anche se abbiamo cenato poco fa? quindi come ci dobbiamo comportare? reducare il sistema a secernere la quantita giusta di insulina? o mangiare a sazieta?

    inoltre secondo Ciampolini il non avvertire fame la mattina è segno che si abbia mangiato piu del necessario la sera rispetto ai consumi, ma ad Alessio questo non succede, che mangi poco o tanto nel pasto serale la mattina ha sempre fame uguale ovvero molto poca..come mai? si attivano dei meccanismi di compensazione? sembra che Ciampolini del cortisolo no gliene freghi nulla..non so sono solo dubbi che vorrei chiarire.

    Grazie .
    20-09-2011 03:20 PM
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    Messaggio: #13
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    La tua è un ottima domanda che anch'io mi sono posto,e sono giunto alle seguenti conclusioni:
    Se uno sta in low carb e ha le riserve di glicogeno piene quando subentra la fame da glicemia 81 è comunque in forma e magari non la nota nemmeno la debolezza descritta da ciampolini.
    Se uno ha le riserve di glicogeno svuotate allora sentirà la fame anche con glicemia relativamente alta e farà fatica a distinguere quando è a 81 o a 91 o a 71 perchè in tutti i casi sdarà relativamente affamato e debole.
    Glicemia alta non vuole dire riserve di glicogeno piene,se uno mangia carbo a basso ig e grassi le riserve di glicogeno non riuscirà mai a ririempirle perchè muovendosi consumerà quei pochi zuccheri che entrano piano piano in circolo,è necessario il riposo se c i si vuole ricericare così.
    La tua mancanza di fame potrebbe anche dipendere da un ipercortisolemia,ricordate che se alle volte vi provate la glicemia e vi sembra troppo alta rispetto a quanto dovrebbe potrebbe dipendere dal cortisolo.
    Se esagerate con i grassi a scapito dei carbo quando invece i vostri muscoli reclamano carbo produrrete cortisolo a fiotti e avrete energia in surplus derivante dai grassi che faticherete ad utilizzare perchè vi mancano i carbo per muovere i muscoli quindi tenderete a rallentare i vostri ritmi ed ecco perchè la glicemia tarderà a scendere più del dovuto.
    Quindi accertarsi di avere sempre buone quantità di glicogeno nei muscoli a meno che non si debba stare fermi.
    tenete conto che se la mattina la glicemia vi scende molto e voi non vi alzate per fare colazione ed avete il glicogeno epatico finito avrete certamente un iperproduzione di cortisolo(che vi brucerà i muscoli)per ottenere gli zuccheri che servono al cervello,tra l'altro vi passerà la fame e la glicemia schizzerà verso l'alto.
    Quindi se vi svegliate con glicemia alta può essere sia perchè avete finito tutta l'energia troppo presto sia che avete mangiato troppi grassi a scapito dei carbo che vi sarebbero serviti e quindi il vostro corpo non li usa ma preferisce bruciare muscoli con il cortisolo,specialmente se siete tendenti allo stress e all'ipercortisolemia.
    Questo è il mio parere.
    20-09-2011 03:20 PM
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    Andrea Offline
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    Messaggio: #14
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    ottima riflessione Vittorio, alcune cose stento a capirle pero sarebbe da approfondire questo discorso.
    In particolare non mi è chiaro una cosa, il corpo da priorita alle riserve di glicogeno o al nutrimento in circolo, cioe se io ho abbastanza nutrimento in circolo ma le riserve vuote avverto stanchezza?

    interessante questo spunto di Albanesi:

    Se un individuo resta a digiuno per un periodo di 4-24 ore il corpo NON dovrebbe avere problemi perché un organismo che funziona bene:
    a) prima consuma il glucosio circolante;
    b) quando la glicemia si abbassa partono i meccanismi di conversione del glicogeno immagazzinato in glucosio;
    c) parallelamente utilizza i grassi e inizia eventualmente la gluconeogenesi da grassi e da proteine;
    È chiaro che se il digiuno si protrae per più di un giorno diventa dannoso. Vediamo un esempio numerico. Consideriamo una donna alta 160 cm e pesante 53 kg; realisticamente ha una massa grassa del 25%. Almeno un 12% cioè 6,89 kg di grasso sono riserve energetiche. La riserva di grasso che ha a disposizione corrisponde a oltre 60.000 calorie, sufficiente a correre 30 maratone! Se il corpo è a digiuno da diverse ore dovrebbe usare i grassi anziché i carboidrati (la cui riserva è pressoché indipendente dal fatto di essere grassi), ma se non lo fa (perché non ne è capace) tutta quella riserva è inutile, anzi diventa un peso da portare con sé.
    Cosa succede se vado in tilt per non aver mangiato? - Ora la risposta è chiara: non vado in tilt perché non ho mangiato, ma perché i meccanismi b) e c) non funzionano! I chili in più che ho non vengono usati e, al di là dal rappresentare una scorta, in caso di necessità si rivelano ancora una volta solo un peso inutile. Il motivo per cui i meccanismi b) e c) sono inceppati è da ricercarsi nella mancanza di stimoli da parte dell'organismo a usarli. In presenza di una dieta ipercalorica (che genera sovrappeso) o di una dieta troppo ricca di carboidrati il fisico si abitua praticamente a usare solo il glucosio circolante e usa male (o non usa affatto) le altre due vie energetiche. Fra gli sportivi (e i maratoneti in particolare) è abbastanza usuale trovare soggetti anche forti che non hanno però doti di recupero; anche loro si limitano spesso a utilizzare prevalentemente il meccanismo a) e, parzialmente, il b).
    Come si allenano i tre meccanismi - Le strade sono due:
    1) con una corretta ripartizione dei macronutrienti nella dieta. Se si ha un'alimentazione con 80% di carboidrati, 10% di proteine, 10% di grassi ci si predispone a essere un individuo glucosio-dipendente nel senso prima spiegato di chi "sviene" se non mangia. Infatti l'alta quantità di carboidrati abitua il corpo ad avere sempre glucosio circolante e i meccanismi di conversione del glicogeno e della gluconeogenesi (trasformazione di grassi e proteine in glucosio) si atrofizzano; inoltre se si inizia una dieta, si sente particolarmente lo stimolo della fame perché i carboidrati sono i cibi più appetibili, ma meno sazianti. Viceversa con una ripartizione del tipo 50% carboidrati, 20% proteine, 30% grassi (ricordiamoci che qualunque medico serio consiglia una quota di grassi del 30%) si attivano i processo di gluconeogenesi, è possibile adottare diete comunque sazianti e non si rischia una diminuzione muscolare poiché il 20% di proteine (eventualmente integrate con aminoacidi ramificati se ci si allena tutti i giorni) mette al riparo dal catabolismo muscolare non recuperato.
    2) per chi fa sport occorre imparare ad allenarsi anche in condizioni di deplezione di glicogeno per attivare i meccanismi di gluconeogenesi. L'errore di non allenarsi perché si è stanchi dal giorno prima indica sempre un errore di fondo: se la stanchezza è veramente imponente si è sbagliato l'allenamento precedente (era un allenamento non la finale olimpica!); viceversa se è ragionevole, non si deve aspettare che ritornino le condizioni di freschezza per un nuovo allenamento alla morte, ma ci si deve allenare moderatamente proprio per abituare il corpo a produrre energia anche quando le fonti principali sono un po' esaurite.
    Cosa non fare - Il corretto utilizzo delle tre strade predispone il soggetto a contrastare efficacemente la stanchezza. Dovrebbe essere ormai chiaro che chi si sente stanco perché non ha mangiato, anziché soddisfare il corpo con una bella fetta di torta dovrebbe allenarlo a utilizzare le risorse che ha.



    quindi è proprio con una low carb che non ci si accorge quando il corpo preleva glicogeno dalle riserve perche appunto si ci si è abituati a usare questo meccanismo.

    Quindi riassumendo si puo dire che a riposo non ci sono problemi indipendentemente dalle riserve piene o vuote, il discorso cambia quando ci si allena (all anaerobico), in questo caso è un utopia abbondare di carbo da sola frutta e verdura nel giorno dell allenamento e nel giorno seguente?

    Ah sto punto mi verebbe da dire una cosa: "Ragazzi ditemi quello che devo fare ed io lo faccio" :ahah: :ahah: :ahah:.
    20-09-2011 03:21 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #15
    RE: Il protocollo Ciampolini...
    individuo resta a digiuno per un periodo di 4-24 ore il corpo NON dovrebbe avere problemi perché un organismo che funziona bene:
    a) prima consuma il glucosio circolante;
    b) quando la glicemia si abbassa partono i meccanismi di conversione del glicogeno immagazzinato in glucosio;
    c) parallelamente utilizza i grassi e inizia eventualmente la gluconeogenesi da grassi e da proteine;
    È chiaro che se il digiuno si protrae per più di un giorno diventa dannoso. Vediamo un esempio numerico. Consideriamo una donna alta 160 cm e pesante 53 kg; realisticamente ha una massa grassa del 25%. Almeno un 12% cioè 6,89 kg di grasso sono riserve energetiche. La riserva di grasso che ha a disposizione corrisponde a oltre 60.000 calorie, sufficiente a correre 30 maratone! Se il corpo è a digiuno da diverse ore dovrebbe usare i grassi anziché i carboidrati (la cui riserva è pressoché indipendente dal fatto di essere grassi), ma se non lo fa (perché non ne è capace) tutta quella riserva è inutile, anzi diventa un peso da portare con sé.
    Cosa succede se vado in tilt per non aver mangiato? - Ora la risposta è chiara: non vado in tilt perché non ho mangiato, ma perché i meccanismi b) e c) non funzionano! I chili in più che ho non vengono usati e, al di là dal rappresentare una scorta, in caso di necessità si rivelano ancora una volta solo un peso inutile. Il motivo per cui i meccanismi b) e c) sono inceppati è da ricercarsi nella mancanza di stimoli da parte dell'organismo a usarli. In presenza di una dieta ipercalorica (che genera sovrappeso) o di una dieta troppo ricca di carboidrati il fisico si abitua praticamente a usare solo il glucosio circolante e usa male (o non usa affatto) le altre due vie energetiche. Fra gli sportivi (e i maratoneti in particolare) è abbastanza usuale trovare soggetti anche forti che non hanno però doti di recupero; anche loro si limitano spesso a utilizzare prevalentemente il meccanismo a) e, parzialmente, il b).

    Anche se Albanesi mi è patologicamente antipatico, questa è una ottima riflessione.

    SE sei abituato ad usare il nutrimento in circolo, ahimè usi male il glicogeno, ecco perchè anche se si ha fame, non si dovrebbe mangiare a meno che, non ci si sente molto stanchi, ma anche questo all'inizio di una low carbo dovrebbe essere messo in preventivo.

    La memoria corporea è un ostacolo fortissimo, lo spiegai anche a Bruno(energy) e a Cristian(marek85). Io per esempio ho settato l'uso indiscriminato delle proteine corporee. Il che vuol dire che appena inizio a esagerare con i carbo senza consumarli, produco poca insulina (più o meno come il diabete 1), questa è insufficiente a dare risposta (più o meno come il diabete 2) e il risultato che letteralmente sembro uscito da un campo di concentramento.

    Poi c'è da aggiungere che secondo Thierry l'ormone della crescità viene prodotto male con diete fortemente glucidiche e se si mangia spesso.

    Il risultato è che se si cerca di tamponare la glicemia con nutrimento in circolo senza usare il normale meccanismo del glicogeno, produce poco cormone della crescità e poi crea un altro problema.

    I muscoli aumentano normalmente proprio per far si che la persona incameri più nutrimento possibile, quindi amminoacidi, e carboidrtai e grassi, se le riserve nons i svuotano mai, il corpo suppone che non c'è bisogno di grossi depositi, il risultato e che i muscoli diminuiscono o si stalla se ci si allena.

    Paradossalmente non è detto che più si mangia più si cresce, anzi,èprobabilemnte eliminando il catabolismo completamente sta cosa è falsa.
    20-09-2011 03:21 PM
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