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Il razzismo è legato al basso quoziente intellettivo
#1
"Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

Fossi in @Bloomberg5593 ed in @nataku mi preoccuperei Ironico
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#2
Purtroppo per credere a questi "studi" bisogna non essere al corrente di chi ha il potere decisionale nelle università, di chi influenza l'indottrinamento, etc. Quindi mi permetto di dire che come punto vale ben poco.
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#3
ma io nn sono razzista, sono intollerante
non tollero certi comportamenti da parte di sta gente, che generalmente sono sempre loro...
ho cinesi e neri vicini di casa, rispettabilissimi, lavorano nn rompono le balle ecc..

mentre ho poco meno rispetto per le orde di ragazzini nullafacenti immigrati da noi retribuiti che impestano la mia cittadina e che hanno anche una pseudomoschea...

sai come è, pagare per loro mi scassa il c***o e anche tanto; e le @ @ mi esplodono quando penso che loro prendono soldi mentre famiglie italiane con figli e genitori disocfcupati magari si ritrovano casa occupata e nn possono fare niente, devono andarsene fuori da casa loro, senza potersi difendere senza potergli sparare o prenderli a sprangate finche nn se ne vanno...
e nn sono io l'incivile in queste circostanze.
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#4
@Bloomberg5593 trovo che questi studi, siano delle stupidaggini, sia quando sono in senso che quando lo sono nell'altro. Però, quando l'ho letto ho pensati a te ed a Nataku e volevo provocarvi un po' Ammicco
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#5
Ahah lo so tranquillo :D
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#6
Magari le persone meno acculturate sono anche meno indottrinate e nella loro ignoranza possono (anche senza volerlo) fare meglio per la loro sopravvivenza di altri marxisti intellettuali.
Il sentimento di intolleranza verso altri simili credo che venga da molto lontano... persino le scimmie non tollerano altri gruppi di scimmie... quindi secondo me l'istinto porta sempre a conservare l'appartenenza al proprio gruppo.
Poi arriva l'intelletto che mitiga nell'uomo questo comportamento di base altrimenti è una guerra ogni giorno.
Si potrebbe fare una analogia con il veganismo, scommettiamo che la maggior parte di loro sono intellettuali e con un QI più alto rispetto ad un bracciante?
Ma un bracciante nella sua ignoranza e tradizione sta meglio del vegano classico.
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#7
(10-04-2016, 07:01 PM)Tropico Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "Magari le persone meno acculturate sono anche meno indottrinate e nella loro ignoranza possono (anche senza volerlo) fare meglio per la loro sopravvivenza di altri marxisti intellettuali.
Il sentimento di intolleranza verso altri simili credo che venga da molto lontano... persino le scimmie non tollerano altri gruppi di scimmie... quindi secondo me l'istinto porta sempre a conservare l'appartenenza al proprio gruppo.
Poi arriva l'intelletto che mitiga nell'uomo questo comportamento di base altrimenti è una guerra ogni giorno.
Si potrebbe fare una analogia con il veganismo, scommettiamo che la maggior parte di loro sono intellettuali e con un QI più alto rispetto ad un bracciante?
Ma un bracciante nella sua ignoranza e tradizione sta meglio del vegano classico.

quello tra il bracciante ed il vegano marxista, sembra la dicotomia tra l'animale selvaggio e l'animale domestico. La cultura è necessaria, nell'addomesticamento dell'istinto naturale, per il vivere in un gruppo sociale. La domanda è: "a che prezzo"? L'altro spunto che mi viene dal tuo ragionamento è se la compassione sia un sentimento istintivo o indotto.
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#8
(10-04-2016, 09:51 AM)nataku Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "ma io nn sono razzista, sono intollerante

(10-04-2016, 07:01 PM)Tropico Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "Il sentimento di intolleranza verso altri simili credo che venga da molto lontano... persino le scimmie non tollerano altri gruppi di scimmie... quindi secondo me l'istinto porta sempre a conservare l'appartenenza al proprio gruppo.

Infatti alla fine si tratta di due cose diverse. I razzisti in senso stretto sono pochi (forse ce ne qualcuno qui sul forum), convinti che la specie umana si possa suddividere in razze diverse proprio dal punto di vista biologico, e ovviamente poi la mia é meglio della tua. L'ipotesi é stata ampiamente smentita dalla genetica, ma a qualcuno piace credere alla favoletta.
Gli intolleranti sono di piú, soprattutto in questo periodo storico. Istinto di sopravvivenza: la coperta é sempre piú corta, le risorse diminuiscono e arrivano scimmie straniere che ce le vogliono fregare, e ci bombardano pure. É la risposta naturale ad una minaccia, e credo che nemmeno i "tolleranti" condannino questo istinto. La differenza tra i due é che ció che i primi percepiscono come una minaccia, non lo é per i secondi (esempio scemo: queste scimmie straniere non vogliono rubare, vogliono collaborare, e quelle che ci bombardano sono altre)
Il sentimento di intolleranza sará condivisibile o meno, ma deriva da istinti totalmente naturali

(10-04-2016, 08:58 PM)Luca40 Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "L'altro spunto che mi viene dal tuo ragionamento è se la compassione sia un sentimento istintivo o indotto.

Boh bella domanda, forse entrambe le cose come il linguaggio? Istitivo, al punto da avere zone del cervello dedicate, e indotto dato che non parli se nessuno te lo insegna.
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#9
(11-04-2016, 02:51 PM)digeridoo Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "Infatti alla fine si tratta di due cose diverse. I razzisti in senso stretto sono pochi (forse ce n'è qualcuno qui sul forum), convinti che la specie umana si possa suddividere in razze diverse proprio dal punto di vista biologico, e ovviamente poi la mia é meglio della tua. L'ipotesi é stata ampiamente smentita dalla genetica, ma a qualcuno piace credere alla favoletta.

A parte il fatto che quelli che propongono tesi serie, sulla razza, come Jared Taylor (PhD Yale University), dicono chiaramente che per alcuni aspetti la razza nord-est asiatica è la migliore, nonostante lui sia caucasico.
Le sue opere "Face to face with Race" e "Color of Crime" andrebbero lette perchè sono di spessore, oltre ad avere varie referenze in ambito biologico, statistico and so on.
Inoltre tesi "pro-razza" vengono ostracizzate dalle università e dalla ricerca che riceve fondi dal governo. Lo stesso premio nobel James Watson è stato oscurato e ghettizzato. Il falso mito tra l'altro è che "credere nella razza vuol dire credere nell'odio", in realtà non c'è alcuna correlazione, anzi si scoprirebbero cose interessanti senza che vi siano bastoni fra le ruote in alcune aree della scienza e della biologia, includendo le "razze" dell'uomo, e le rispettive caratteristiche.
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#10
Ma per favore digeridoo,le razze esistono altrochè,sei tu che credi alla favoletta del politically correct.
D'altra parte non sarebbe comprensibile perchè debbano esistere razze di cani e non di homo sapiens........tra l'altro cambiano proprio caratteristiche biologiche tra una razza e l'altra,come il periodo di gestazione,la risposta ad alcuni farmaci,i tassi ormonali,le caratteristiche morfologiche(o forse è il colore scuro della pelle che fa correre i negroidi più velocemente??)etc.....
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#11
(11-04-2016, 09:12 PM)Bloomberg5593 Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "A parte il fatto che quelli che propongono tesi serie, sulla razza, come Jared Taylor (PhD Yale University), dicono chiaramente che per alcuni aspetti la razza nord-est asiatica è la migliore, nonostante lui sia caucasico.
Le sue opere "Face to face with Race" e "Color of Crime" andrebbero lette perchè sono di spessore, oltre ad avere varie referenze in ambito biologico, statistico and so on.
Inoltre tesi "pro-razza" vengono ostracizzate dalle università e dalla ricerca che riceve fondi dal governo. Lo stesso premio nobel James Watson è stato oscurato e ghettizzato.

Di solito non mi piace sostenere una tesi con l'Argumentum ab auctoritate, e' un'argomentazione debole, ma dato che siamo di citazioni....tanti altri scienziati la pensano diversamente (Lewontin, Cavalli Sforza e vari altri)
Conosco gli autori che tu citi, ma personalmente le loro tesi non mi convincono, si basano su una logica debole.
Watson lo reputo un personaggio "pittoresco" nelle sue tesi (le persone magre sono ambiziose Terribile), e che sia un premio Nobel nel campo della medicina molecolare non implica che possa essere eletto ad autorità in campi di analisi totalmente diversi, e nemmeno che abbia qualcosa di interessante da dirci in realtà (di nuovo Argumentum ab Aucoritate).
Ad esempio afferma che i neri sono meno intelligenti. Nello stesso tempo neurologi come Gazzanica, D'Amasio e praticamente tutti gli studiosi di scienze cognitive affermano che allo stato attuale dell'arte, una definizione di intelligenza e' impossibile, figuriamoci misurarla con un sistema addirittura ordinale.
Oppure il concetto di "razza migliore" di Taylor, "migliore" ha ben poco di scientifico. Il mondo cinofilo non riesce a mettersi d'accordo su quale sia la razza migliore a difesa o da pastore, ma negli umani la razza nord-est asiatica e' la migliore, punto e basta. Migliore puo' solo essere un'opinione, non una tesi scientifica.
Comunque, queste sono opinioni mie personali. Qui purtroppo, a differenza delle patate e dell'indice insulinico, siamo nell'ambito delle teorie, non si tratta di stabilire se 80 sia maggiore o minore di 100, e ognuno e' libero di credere a cio' che ritiene piu' plausibile.

(12-04-2016, 07:47 PM)luiss Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "Ma per favore digeridoo,le razze esistono altrochè,sei tu che credi alla favoletta del politically correct.
D'altra parte non sarebbe comprensibile perchè debbano esistere razze di cani e non di homo sapiens........

Questa spero sia una battuta. Il perché e' evidente. Forse perché alla base delle razze canine c'e' stato un lungo processo di selezione pilotata da parte dell'uomo? Infila tutti i cani del pianeta in un gigantesco parchetto e vedi che fine fanno le razze nel giro di poche generazioni.
Poi ovviamente accadra' che i cani nell'angolo nord-ovest del parchetto saranno molto piu' simili tra loro rispetto a quelli dell'angolo sud-est, ma non basta questo a stabilire una razza.

(12-04-2016, 07:47 PM)luiss Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "tra l'altro cambiano proprio caratteristiche biologiche tra una razza e l'altra,come il periodo di gestazione,la risposta ad alcuni farmaci,i tassi ormonali,le caratteristiche morfologiche(o forse è il colore scuro della pelle che fa correre i negroidi più velocemente??)etc.....

Si questo lo sappiamo tutti, ma come sopra, questo non necessariamente identifica una razza
Il concetto di razza in biologia non si basa sul colpo d'occhio, ma su criteri statistici di varianza intra-razziale e inter-raziale, criteri che la specie Homo Sapiens Sapiens non soddisfa, ma qui andiamo troppo sul tecnico.
Aggiungi poi il fatto che a differenza dei cani non abbiamo la minima idea di quanto le caratteristiche "psichiche o mentali" (termini impropri e banali, giusto per rendere l'idea) dell'uomo dipendano da natura o cultura...la questione non e' cosi' semplice come sembra ad uno sguardo superficiale.
Comunque come dicevo prima, esistenza/non esistenza della razza sono teorie, e i miei semplici spunti di riflessione, ognuno creda a cosa gli suggerisce il cervello.
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#12
Per migliaia di anni le varie razze si sono sviluppate autonomamente senza alcun punto di contatto.
Il miscuglio è recente ed è ovvio che se continuerà in maniera marcata le razze spariranno fondendosi in un unico tipo rimanendo solo qualche sfumatura.
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#13
le razze esistono eccome, fa comodo di no xche l'uomo ha questa peculiarità di essere dominante su tutto e tutti.In un universo utopico dire a un negroide che è un altra razza è come dirgli che ha lo stomaco (nn c'è il concetto brutto dietro la parola, ma la sostanza non cambia, sia che ci sia il brutto sia che nn ci sia)
Tra l'altro esempio brutto dei cani, qua siamo persone di scienza perlopiu; potevamo benissimo parlare di scimmie (piene di razze diverse) e noi siamo suoi discendenti da come dicono (e anche qui un mondo da dire); siamo una specie triste e in piena disarmonia dal secondo uomo (o donna).

PS: dire che un nero o un cinese, o uno scandinavo sia uguale a me è risivo....(e vale il anche contrario)
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