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LA PSICOLOGIA DELLA DIETA
#1
LA PSICOLOGIA DELLA DIETA di Emma Vitiani
01.06.08 - PUBBLICATO IN DOSSIER SALUTE ANNO 8° - GIUGNO 2000

La luce del mattino riflette l'azzurro che è nelle pareti e negli oggetti del mio studio, la musica New
age rilassante ed avvolgente predispongono al colloquio ed io sorridente ascolto il paziente.
L'ascolto è l'approccio fondamentale per me dietista e educatrice alimentare, serve a capire il
carattere della persona che ho davanti, ad individuare cosa c'è dietro al suo atteggiamento arrogante
o remissivo e capire come riuscire a stimolare la parte migliore di lui. A tutti confido i miei 30 chili
persi, ciò mi mette nello stesso piano del paziente e lo aiuta a non sentirsi giudicato. Insieme alle
analisi del sangue e all'esame clinico che opera il medico, chiediamo il diario alimentare che deve
essere redatto momento per momento per alcuni giorni. Con il diario alimentare si diventa
osservatori del proprio comportamento, si è in grado di valutare gli eventi e lo stato d'animo che
scatena certi atteggiamenti e si comprende come modificare il rapporto con il cibo. Ciò che registra
il paziente da a noi l'opportunità di creare un regime alimentare che sia davvero personalizzato e ci
offre la possibilità di fare valutazioni che possono essere d'aiuto e d'incoraggiamento. Il più delle
volte chi ha problemi di peso s'impone un regime drastico e monotono, i risultati sono quasi sempre
vanificati da attacchi di fame che sono la risposta alle privazioni alimentari o la reazione
compulsiva ad uno stress. E' nostro dovere spiegare al paziente che seguire una dieta rigida,
squilibrata, spesso senza carboidrati comporta seri problemi di salute e facilita la tendenza ad
ingrassare. Il metabolismo, infatti, reagisce mettendosi in economia, risparmiando quel poco che si
mangia e quindi spesso dopo una repentina perdita ponderale, non si riesce più a dimagrire. Grazie
alla scienza della Cronobiologia, all'Eubiotica, alla dietetica basata sul Test di Intolleranza
Alimentare, nel nostro Centro riusciamo ad aiutare il paziente senza farmaci nè diete drastiche,
elaborando regimi dietetici che assecondano il loro modo di vivere e i gusti alimentari. L'importante
è dare fiducia alla persona che abbiamo davanti e capire che anche negli errori ci può essere sentore
di miglioramento, il paziente che ingurgitava 3-4 paste la domenica ed ora si limita a mangiarne
una, comunque si controlla ed è lodevole per questo. Per noi terapeuti è necessario valutare il
comportamento alimentare del paziente confrontandolo con il suo passato, non con quello che noi
abbiamo prescritto nel regime dietetico! Insegnare al paziente questo modo positivo di valutare la
situazione lo renderà più indulgente verso se stesso, lo porterà a perdonarsi degli errori commessi, a
fare propositi per l'avvenire del tipo:" se voglio posso, se voglio riesco, tutto dipende da me ". Il
paziente potrà così comprendere che per dimagrire e restare sano e magro non avrà bisogno di
medicine o aiuti esterni, dovrà solo saper contare su se stesso, sulle sue reali buone capacità e sulle
corrette informazioni dietetiche che noi gli abbiamo dato. Sono sicura che in ognuno di noi ci sia
una riserva d'energia forte e positiva che è in grado di guarirci dalle malattie, di stimolare un
metabolismo rallentato, di renderci sani e scattanti. Ingrassare è spesso l'espressione di un disagio
interiore, dell'incapacità di reagire positivamente agli eventi, di trovare in se stessi la forza di lottare
contro le negatività. Trasmettere al paziente l'atteggiamento positivo nei confronti della vita e dell'
"evento dieta" significa placare le ansie, ridimensionare le sue paure e dargli fiducia in se stesso.
Occorre però insegnargli a riconciliarsi con il corpo, a dialogare con lui, a guardarlo allo specchio
con occhio amorevole, apprezzarlo e proteggerlo quando è in salute e curarlo quando si ammala.
Ciò cambierà la mente, ricaricherà le energie spirituali sopite o abbattute dagli stimoli negativi
esterni e ci permetterà di dare e ricevere amore dagli altri. Finalmente la nostra ritrovata bellezza
interiore ci darà l'opportunità di rivalutarci e di accettare i nostri limiti fisici e ad agire per
migliorare i segni lasciati dal tempo che passa. Il nostro corpo così diventa solo uno scrigno che
cela la vera bellezza che è quell'interiore, se riusciamo a far trapelare il nostro io interiore anche
l'aspetto sarà migliore. Stimolare il paziente a valorizzare il proprio aspetto, a curarsi di più, a
mimetizzare e a ridurre i difetti, ma ricordargli che il fascino è qualcosa d'indecifrabile che non
corrisponde alla bellezza fisica, ma ad un insieme fatto di sorrisi, portamento, gestualità, carattere e
disponibilità verso gli altri. E' necessario altresì che il paziente abbia fiducia in noi, capisca che solo
seguendo con serenità e precisione le indicazioni alimentari e di comportamento potrà fare passi
avanti verso un buon stato di salute e la stabilità del peso ideale. Se noi terapeuti sapremo dare al
paziente la certezza di un possibile cambiamento dell' aspetto e della salute, si modificherà anche il
suo stato emotivo sofferente. Penso, infatti, che la vera disperazione è la sensazione di un dolore
immutabile che nessuna situazione può cambiare, l'immobilità chiude la strada all'equilibrio e indica
l'impossibilità di riemergere. Solo agendo si arriva al mutamento, il movimento diventa ascesa
interiore. Modificando il comportamento il paziente potrà trovare il modo per combattere l'angoscia
che deriva dalla considerazione della propria sofferenza fisica e psichica . E così, seguire un regime
dietetico e cambiare abitudini alimentari rappresenteranno una meravigliosa avventura.
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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