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Le ultime domande fatte a Ciampolini
#1
Domanda: Ma quindi le vorrei chiedere, anche nutrendosi di molti carboidrati e di pochi grassi, il nostro corpo la maggior parte delle calorie le brucia in forma di grassi?

Risposta: Ho trovato questa opinione in un vecchio libro: Davidson, Passmore and Brock del 1872. Di Girolamo fece poi una lezione alla NAASO sull'assimilazione del glucosio. Il 90% andava nelle cellule adipose, le quali emettevano glicerina e acido lattico. Questi erano ripresi dal fegato e trasformati in grassi che venivano poi Utilizzati. (utilizzati = briciati o depositati come grasso). Se fai ore di ginnastica, il partitioning fra tessuto adiposo e muscolatura si sposta a favore della muscolatura.
Ai fini del quoziente respiratorio, questi rigiri non cambiano nulla. In fondo l'energia viene dal glucosio.

Domanda: Inoltre a suo giudizio è possibile porsi in uno stato di basso consumo di glucosio in modo continuato, ad esempio consumando tanti grassi e pochi carboidrati?

Risposta: Il diabete 1, incapace di produrre insulina, è in codesta situazione. In genere non va avanti molto. Va in coma acidotico prima o poi. qUESTE SONO VECCHIE DOCUMENTAzioni. Esperimenti dovrebbero essere fatti con le tecniche di alimentazione che io ho pubblicato. I miei tentativi sono falliti, non per coma, ma per sfiducia in due o tre casi. E' un quesito affascinante, ma io sono fuori dalle possibilità di risolverlo. Il Paese è troppo ignorante per affrontare un quesito del genere.

Domanda: In questa ultima evenienza a suo giudizio non è facilissimo assumendo un pò più di carboidrati andare in competizione con i grassi e quindi ingenerare resistenza insulinica?

Risposta: La resistenza all'Ins. (RI) è caratterizzata da un'alluvione di grassi in circolo e dappertutto. E' la misura migliore dell'eccesso positivo di bilancio. E' prodotta da energia non consumata: siano proteine, grassi o CH non cambia, sono sempre Calorie.

Domanda: Voglio dire semplicemente se la resistenza insulinica non possa essere considerata in uno regime alimentare a low carbo uno stato del tutto naturale. Lei che ne pensa?

Risposta: La RI è associata con una defiance del sistema difensivo e porta tutti i mali noti, o meglio contribuisce al loro sviluppo, in parte o da sola. Il significato della parola 'naturale' è molto incerto. Io do il significato di corrispondente agli adattamenti filogenetici, cioè alla fisiologia. La RI è una condizione di uno che accetta guai e morte più presto degli adeguamenti filogenetici. La morte è 'naturale'.
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#2





Citazione:salvio ha scritto:Ai fini del quoziente respiratorio, questi
rigiri non cambiano nulla. In fondo l'energia viene dal
glucosio.
Ecco, questo me lo dice anche il mio medico,
ma non sono riuscito a capire le sue spiegazioni, forse perchè mi mancano delle
conoscenze. Tu me la sai spiegare più in dettaglio?

Citazione:salvio ha scritto:Il significato della parola 'naturale' è
molto incerto [...] la morte è 'naturale'.
Questa è da
incorniciare!

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#3
Continuano le domande:

domanda La domanda di fatto
è, se basta avere bilancio in pareggio cosa cambia se si assumono più grassi e
meno carboidrati? La prego mi illustri questo punto, perchè davvero sono
estremamente confuso su quest'aspetto.

risposta Sul
giornale scientifico Appetite comparve una revisione del problema circa negli
anni 1980. Riportavano un aumento delle ipertensioni maligne nei diabetici 1 che
mangiavano molti grassi per risparmiare iniezioni di insulina. Ovviamente non
tenevano conto del bilancio.

I grassi non sono tutti eguali. I CH
dovrebbero essere meglio dei grassi saturi, probabilmente non dell'olio di
oliva. Il meglio sono grassi omega tre, perchè facilmente 'bruciati' dal
metabolismo. In conclusione, io adopro le noci al posto del pane! Avendo un
bilancio in pareggio, cambia poco passando dai CH ai grassi. L'eliminazione
completa dei grassi dovrebbe produrre acidosi, non è favorevole....Ma prima di
arrivare all'eliminazione completa....

Il problema della quantità di
grassi vs. quantità di CH è attualmente indagato e dibattuto nel mondo
scientifico.
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#4
Sono sempre più convinto che ciò che Ciampolini predica vada bene per
soggetti patologici,ovvero o incapaci di accumulare adipe,o diabetici o con
scarsa produzione insulinica.
A una persona normale basta tenere qualche
piccola accortezza(che per la maggior parte delle persone è comunque un
sacrificio) e il gioco è fatto.
Tra l'altro si basa sempre su studi
antichissimi.
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