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    Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
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    Messaggio: #1
    Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Armando De Vincentiis
    Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi? Perizia sulla validità dei processi psicoanalitici
    [Immagine: cover%20lontando%20dallansia%204.jpg]

    Nelle serie televisive che vanno tanto di moda, quelle nelle quali abilissimi poliziotti dalle competenze tecnico-scientifiche impressionanti tentano di far luce sull’omicidio di turno, arrivati al profilo dell’assassinio si sente l’immancabile riferimento al complesso edipico irrisolto che avrebbe portato allo scatenarsi della violenza o ad altri concetti della medesima matrice. Il delitto diventa, perciò, la spia di un antico, latente conflitto che avrebbe ricercato una forma alternativa per manifestarsi e ogni lapsus del sospettato la ragione per ricercare simboli e metafore che alludano al suo crimine. La risoluzione del mistero sarà l’esito di un abile lavoro di decodifica di questi simboli, passando attraverso concetti come “rimozione”, “transfert”, “inconscio”, “super-Io”.

    Anche la narrativa commerciale o i testi di critica d’arte sono un trionfo di psicologismo freudiano, come pure i talk show della TV generalista, dove ogni episodio di attualità diventa l’occasione per una dietrologia condita di un tripudio di concetti psicoanalitici, più o meno approssimativi. L’influenza della psicoanalisi nella società contemporanea è talmente evidente da averci assuefatto, al punto che quasi nessuno si chiede se questi concetti siano davvero scientificamente fondati oppure no. Il che potrà anche non essere un problema se si resta nell’ambito dell’intrattenimento o dell’arte, ma presenta dei grossi rischi se si pensa invece, su queste basi, di poter realmente aiutare chi è affetto da un disturbo psichiatrico che gli condiziona la vita.

    L’interessante lavoro di Armando De Vincentiis mira, per l’appunto, attraverso una vera e propria perizia, a smascherare i lati deboli della terapia psicoanalitica, al fine di chiarire se essa sia realmente d’aiuto ai pazienti che vi si sottopongono. L’autore sceglie di portare avanti il discorso in modo agile e facilmente comprensibile anche dai non addetti ai lavori, assolvendo perfettamente al proprio intento divulgativo. Particolarmente azzeccata la scelta di porre, all’inizio di ogni breve capitolo, una domanda specifica, alla quale De Vincentiis risponde in modo insieme rigoroso e chiarissimo.

    Un altro dei motivi che mi inducono a pensare che il saggio in questione meriti un’attenta lettura è il suo mettere in crisi alcune certezze che i mass media hanno indirettamente contribuito a consolidare nell’opinione comune, inducendo un’eccessiva fiducia nella terapia psicoanalitica, che, come dimostra De Vincentiis, si dimostra spesso inefficace nel risolvere le problematiche per le quali i pazienti scelgono di affidarvisi, esponendoli, inoltre, al rischio di esacerbare alcuni sintomi. Si tratta, quindi, di un testo utile a stimolare il senso critico del lettore, cosa della quale nella nostra società si sente particolare bisogno.

    Completano il quadro già decisamente positivo la postfazione del neuroscienziato Sergio Della Sala e l’originale appendice, curata da Silvano Fuso, sul rapporto tra chimica e psicoanalisi.
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    25-02-2012 03:48 PM
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    Messaggio: #2
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Intervista ad Armando De Vincentiis
    A cura di Luca Menichelli

    Qualcuno ha mai sentito parlare di psicoanalisi? Sicuramente sì. Tutti ne parlano, ma se si va a vedere in profondità realmente in pochi sanno cosa essa sia e non di rado viene eletta a unico metodo di psicoterapia, come se psicologia e psicoanalisi fossero la stessa cosa.
    Termini come complesso edipico, trauma, tranfert, subconscio sono ormai entrati a far parte del parlato comune e Freud viene spesso citato, a sproposito oserei dire, in ogni contesto anche dove non dovrebbe trovare collocazione in quanto estraneo a qualsiasi discorso inerente l'argomento legato alla psicoanalisi.
    Prima di entrare nel vivo della questione vorrei raccontare una storia che non è semplicemente verosimile, ma realmente accaduta.
    È la storia di un padre che viene convocato dalla psicologa di una scuola primaria per analizzare un disegno di sua figlia di sette anni.
    La psicologa mostra al padre della bimba un foglio in cui è disegnata una tigre dietro le sbarre e un fumetto che cita “ non ho mai ucciso né rubato, perché sono in galera? ”.
    Il padre guardando il disegno sorrise orgoglioso , ma non capiva ancora il motivo della convocazione.
    “ Vede signore, sua figlia ha qualche problema con lei. Si sente oppressa dalla sua figura come fosse in gabbia e ha manifestato in questo disegno la sua voglia di libertà. La bambina vuole piacerle e si attribuisce ogni colpa come evidenziato dalla frase in cui traspare una certa incertezza . Dovrebbe sforzarsi di più di capire sua figlia”
    Il padre fu combattuto tra il mettersi a ridere spiegando la realtà dei fatti alla psicologa oppure lasciar perdere il tutto.
    Si limitò a ringraziare la giovane professionista tenendo per se la sua verità.
    Il disegno era stato realizzato a quattro mani dalla bimba proprio con il padre come progetto di protesta contro gli Zoo . La tigre in gabbia era una vera tigre e non una metafora e il disegno è stato inviato alla redazione di Piccole Impronte , rivista della LAV ( Lega Anti Vivisezione ) associazione a cui la piccola era abbonata.
    Quindi cosa è successo?
    Ho raccontato la vicenda ad Armando De Vincentiis, psicoterapeuta e coordinatore del Gruppo CICAP Puglia in occasione del convegno di Torino del Comitato e lui ha confermato la mia teoria: la psicologa ha messo in pratica i dogmi dettati dalla psicoanalisi classica di stampo freudiano attribuendo tutta la faccenda al famoso e strasfruttato complesso di Edipo.
    Sull'argomento psicoanalisi Armando De Vincentiis ha incentrato il suo ultimo lavoro “ Lontano dall'ansia e dalla psicoanalisi? Perizia sulla validità dei processi psicoanalitici” edito da Libellula Edizioni.
    Parliamone insieme all'autore.

    Ciao Armando innanzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista.
    Nel tuo Ultimo Libro affronti il tema della Psicoanalisi, una pratica molto in voga e che erroneamente spesso viene considerata come massima espressione dell'approccio psicoterapeutico. Tanto per iniziare e rompere il ghiaccio, perché hai deciso di affrontare questa avventura critica nei confronti della creatura freudiana?

    Ho cominciato questa sorta di avventura perché spinto da due esigenze. La prima è quella che mi spinge ad aderire al cicap, ossia l’onnipresente idea di dividere ciò che appartiene alla scienza da ciò che sembra appartenere ad essa ma che, sotto certi aspetti, ne è del tutto lontano. Si tratti quindi della necessità di fare una buona informazione affinché chi ne usufruisce è ben consapevole dei limiti e dei pregi che può trovare di fronte. La seconda esigenza nasce dalla necessità’ di informare l’utenza sullo stato dell’arte della ricerca empirica in campo psicoterapico, non certo per puro scopo intellettuale, ma per dare la possibilità di una scelta informata. Troppi sono i miti legati alla cura psichica, sono proprio tali miti che non consentono una ricerca informata dell’approccio psicoterapico adeguato per la soluzione del proprio problema. Alcuni esempi di tali miti sono legati all’idea che le cure psicoterapiche siano tutte uguali, che il vero fatture curativo sia dato dalla relazione e non dalla tecnica ecc. Se è vero che una buona relazione può essere un coadiuvante per la cura (chi accetterebbe prescrizioni da chi non si fida) essa però non è elemento sufficiente per la soluzione di un problema psicologico grave. Ma sono proprio questi miti che impediscono una scelta mirata nell’approcciarsi alle terapie. E la ricerca evidenzia che per problemi specifici vi sono interventi specifici che vanno oltre la relazione e/o il rapporto terapeutico. E quando si parla di disturbi invalidanti legati all’ansia questi miti non sono certo di aiuto. Oggi la cura psicoanalitica, pur ancora immersa in uno status epistemologico che non le consente di essere considerata una scienza, si sforza di evolversi e di adeguarsi alle recenti scoperte della neurobiologia. Tuttavia alcune sue fazioni più ortodosse trovano difficoltà ad abbandonare del tutto le teorizzazione del padre fondatore che, un tempo, erano le uniche possibili in grado spiegare certi processi comportamentali. Oggi , tali teorizzazioni rimangono senza dubbio affascinanti ma dovrebbero cedere il posto a formulazioni più evolute e scientificamente più consolidate. Alcune di queste formulazioni possono anche continuare a risolvere taluni problemi ma, spesso, entrano nel merito di questioni che, oggi, non potrebbero più affrontare.

    Nel libro analizzi la psicoanalisi rispondendo a cinque domande fondamentali. Hai fatto uso della tua esperienza come psicoterapeuta oppure ti sei affidato a studi e pubblicazioni varie?

    Entrambe! L’esperienza personale, se non vuol far prendere cantonate, deve sempre essere supportata dai dati di letteratura, altrimenti si rischia di uscire dalla dimensione scientifica per entrare, come dice il professor Della Sala nella sua postfazione, in quella delle opinioni personali. Ma le opinioni personali non possono essere generalizzate senza confrontarle. Non sarebbe un lavoro scientifico e non si fornirebbe un aiuto concreto ai pazienti. Là dove alcune osservazioni non erano supportate dai dati di letteratura, ho sentito l’esigenza di confrontarle con quelle di altri colleghi, proprio come avviene nella ricerca clinica (preludio di quella empirica) evidenziandone ovviamente i limiti.

    Nella prima sezione cerchi di definire se la psicoanalisi ha un fondamento scientifico, a quali conclusioni sei giunto?
    La trattazione che effettuo è molto esplicativa, le conclusioni si traggono strada facendo e prima che io possa rispondere alle domande di questo libro-perizia il lettore si sarà già fatto l’idea dello stato dell’arte. Qui appare necessario evidenziare che alcuni processi, por non essendo scientifici, potrebbero essere comunque in grado di fornire un certo aiuto, ma bisogna stare attenti al tipo di aiuto e per cosa. Se un’interpretazione psicoanalitica non può essere sottoposta alla prova dei fatti e, quindi, non avere alcunché di scientifico, può comunque essere utile. Ma con la consapevolezza di tutti i limiti del suo utilizzo e, cosa ancora più importante, con la consapevolezza della sua inutilità per alcuni sintomi. Molte sono state le “battaglie” epistemologiche sullo statuto scientifico della psicoanalisi, ma esse dove ci hanno portato sotto l’aspetto operativo? Ossia le affermazioni di Popper , di Grunbaum che aiuto concreto hanno dato ai suoi usufruitori ? Ossia i pazienti? Nessuno, perché il suo utilizzo non è cambiato affatto. Popper ne evidenziava la sua non scientificità, Grunbaum la salvava per un pelo, pur definendola scientificamente malata. E mentre le battaglie continuavano, essa ha continuato senza ostacoli a porsi come cura e spiegazione per ogni forma di psicopatologia. Interi trattati di psicopatologia si basano su concezioni psicoanalitiche ortodosse e non in barba alle definizioni dei due epistemologi. Si sono sempre seguite due linee parallele: le disquisizioni epistemologiche da un lato ed il suo utilizzo clinico dall’altro, senza mai incontrarsi. E i pazienti? Ecco, questo testo vuole prendere in considerazione i pazienti potenziali, chi è portatore di una qualche sofferenza psichica e , proprio al loro cospetto, mettere le definizioni psicoanalitiche alla prova dei fatti, sia con letteratura che con esperienza clinica. Mi piace pensare a questo libro come una sorta di collante in grado di riempire una carenza, quella in cui non si dice al paziente come stanno le cose da un punto di vista prettamente pratico. Ossia funziona? E per cosa? Non funziona e per cosa? E, innanzitutto, perché?

    Ma secondo te l'approccio psicoanalitico può trovare un'applicazione concreta nella terapia psichica?
    Come ho tentato di dimostrare , la psicoanalisi, suddivisa nei suoi diversi orientamenti (sarebbe incompleto parlare di psicoanalisi in senso generale poiché in essa vi sono teorizzazioni addirittura contrastanti) può avere applicazioni in taluni problemi, e non avere alcuna applicazione per altri. Può essere efficace per certe patologie e essere di aiuto per altre, senza però essere di particolare elezione. E queste osservazioni non vengono fatte certo a colpi di sillogismi filosofici o astrazioni dialettiche, bensì con dati alla mano, confrontando studi e ricerche, approfondendo la malattia che intende curare e osservando se quest’ultima ha una struttura in grado di essere smontata dalla psicoanalisi oppure no.

    Può in alcuni casi la psicoanalisi essere dannosa?
    Come ho ribadito è incompleto parlare della psicoanalisi in senso generale. Essa non è dannosa, ma possono essere dannose alcune sue tecniche se utilizzate in contesti e in tempi sbagliati. Vi sono alcune patologie della sfera ansiosa in cui la tecnica dell’interpretazione non dovrebbe essere utilizzata, perché potrebbe rendersi inconsapevolmente complice della malattia stessa incrementandone la sua espressione. Ci sono patologie in cui la ricostruzione del passato non da alcun aiuto concreto così come la ricerca di eventuali dinamiche inconsce, che possono alimentare un sintomo, rischia addirittura di costruire un problema dal nulla. La stessa tecnica può quindi fornire una soluzione se applicata ad una malattia ma può peggiorarla se applicata ad un’altra (proprio come i farmaci). Non si può più considerare, come molti fanno che , l’idea che, in un modo o nell’altro, essa non fa male. Parliamo di cura dei problemi psicologici quindi siamo all’interno di una sfera legata alla medicina e la medicina contempla sempre la possibilità di effetti collaterali e/o iatrogeni di una cura. Si offenderebbe un medico se gli si dicesse che gli antiinfiammatori non steroidei sono controindicati in caso di ulcera? Bene, non deve farlo nemmeno uno psicoanalista serio se gli si dice che una delle tecniche analitiche possono essere iatrogene per certe patologie. Ogni cura può avere effetti negativi e la psicoanalisi, se vuole proporsi come cura, non si sottrae di certo a questi rischi. Uno psicoanalista preparato deve saper correggere il tiro. E questo deve valere per ogni modello terapeutico.

    Nella tua esperienza professionale, hai mai fatto ricorso alla psicoanalisi per risolvere qualche problema di un utente?
    Come ribadito essa è contornata da una serie di processi che, in certe occasioni, possono essere utili. Se un paziente è bloccato e non sa cosa dire in seduta, poiché ritiene di non avere argomenti o di aver concluso il suo discorso, si può certo ricorrere ad un metodo di derivazione psicoanalitica, ossia lo si invita a dire tutto ciò che gli passa per la testa senza censura (ecco si può far riferimento alle cosiddette associazioni libere) perché no? Se possono essere utili, in certe occasioni?

    Alla luce di tutto ciò, dopo più di cento anni dall'inizio della sua applicazione , perché la psicoanalisi continua a suscitare un certo fascino e soprattutto perché ha un seguito molto ampio ?
    Proprio come cerco di evidenziare nel testo, essa in un modo o nell’altro si pone come soluzione di alcuni problemi, ossia copre alcuni vuoti della conoscenza. Ogni evento, ogni fatto di cronaca, trova un senso grazie alla psicoanalisi così come l’arte, la letteratura, il cinema sono nutriti dalle spiegazioni psicoanalitiche rendendola, in questo modo, immortale. Anche il cinema contribuisce ad alimentare certi miti e a rinforzare le credenze su questi. Se in un film c’è un assassino, gli autori e alla psicoanalisi che lasciano il compito di spiegarne la sua natura così come in un film in cui c’è qualche psicologo come protagonista a questi non gli fanno mancare termini come regressione, rimozione e anche complesso di Edipo.

    Come pensi che verrà accolto il tuo libro tra i tuoi colleghi professionisti psichiatri e psicoterapeuti?
    Io confido molto nell’intelligenza e preparazione dei miei colleghi e sono convinto che prenderanno il testo come un contributo alla conoscenza della questione non certo come uno dei tanti lavori critici che si impegnano a smontare la figura di Freud e dei suoi discepoli con la speranza di smontarne le sue teorizzazioni. E’ un lavoro che non mi interessa e che, di certo, non aiuta i pazienti. Rispetto Freud e la psicoanalisi e nel libro cerco, come si suol dire, di dare a Cesare quel che è di Cesare, nei limiti delle possibilità che la psicoanalisi può avere.

    Per finire quali sono i tuoi progetti letterari per il futuro?
    Non mi discosterò molto dall’ambito clinico, però, come appartenente al cicap, lo applicherò a qualcosa di diverso, ossia al sovrannaturale. Ho appena concluso un altro lavoro che sarà pubblicato dal CICAP stesso, si tratta di uno studio clinico sui fenomeni paranormali in cui, con la lente d’ingrandimento della psicologia cognitiva , dell’antropologia e della psicologia dei sistemi, cerco di dare una spiegazione naturale a tutti quei fenomeni considerati sovrannaturali (esperienze di pre-morte, rapimenti alieni, visioni di fantasmi, esorcismi ecc.) sarà una rassegna di casi clinici e o storie accadute a persone e dispiegate e sezionate in chiave psicologica. Presto sarà disponibile anche un booktrailer del lavoro. Ma questa è un’altra storia.

    Grazie Armando, alla prossima.

    Alessio Di Girolami
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    25-02-2012 03:54 PM
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    Messaggio: #3
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    libro molto interessante, penso che lo leggerò
    25-02-2012 05:13 PM
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    Messaggio: #4
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Io anche, ho sempre nutrito alcuni dubbi verso la psicoanalisi, soprattutto quando si parla di risolvere il problema alla radice.
    Richard Bandler padre della PNL nei suoi libri dice che a lui non importa sapere il come ed il perchè si hanno certe nevrosi o traumi, non è importante focalizzarsi su questo, ma solo sul risolvere il problema, e basta, dal punto di vista pratico e del risultato l'ipnosi o la PNL sono migliori secondo me, ed è quello che conta io credo.

    Alessio Di Girolami
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    25-02-2012 08:17 PM
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    Messaggio: #5
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Io ho sempre avuto dubbi sulla psicoanalisi, non a caso ultimamenti molti psicologi prendono la strada del comportamentismo. Se sei interessato all'argomento ti consiglio: la società della mente, di marvin minsky e coscienza, che cos'è, di daniel dennet.
    25-02-2012 08:21 PM
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    Messaggio: #6
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Sì grazie, ora m'informo!

    Alessio Di Girolami
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    25-02-2012 08:23 PM
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    Messaggio: #7
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    ragazzi io ho appena terminato di leggere questo libro, credo che, per chi è appassionato e/o interessato a capire la psicoanalisi, non debba proprio perderselo. troppo preciso per lasciare ancora dubbi sulla sua validità e la sua scientificità. E' l'unico sull'argomento che io abbia letto senza che spari veleno su Freud ma che affronti con scientificità le sue teorie e , soprattutto, la loro applicazione.
    intanto alcune chicce:
    la rimozione è un concetto fallace ( e ne spiega il perchè)
    il transfert è un concetto dubbio (ne spiega ovviamente il perchè)
    ha effetti collaterali ( ne porta esempi)
    per qualcosa però funziona ( e spiega come)
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 09-03-2012 06:57 PM da fester.)
    09-03-2012 06:47 PM
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    Messaggio: #8
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Grazie mille della tua preziosa testimonianza, l'ho ordinato la settimana scorsa ma ci vorrà ancora un pò di tempo prima che mi arrivi, poi dirà la mia :)

    Alessio Di Girolami
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    09-03-2012 08:02 PM
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    Messaggio: #9
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    qui
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    a me è arrivato in 48 ore Felice
    09-03-2012 08:53 PM
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    Messaggio: #10
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Ed è lì che l'ho preso, infatti dice 3 settimane di attesa...

    Alessio Di Girolami
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    09-03-2012 08:56 PM
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    Messaggio: #11
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    ah ecco, ba allora non sono coerenti Felice
    sarebbe stato meglio direttamente all'editore
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    ah conoscete questo forum del cicap?, qui si parla anche del libro e rimandi ad altri forum interessanti
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
    10-03-2012 10:50 AM
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    Messaggio: #12
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    allora è arrivato? Felice
    14-03-2012 11:07 PM
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    Messaggio: #13
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Non ancora, vedo uno smodato interesse su questo libro, sei l'autore in incognito? :D
    Scherzi a parte, quando sarà arrivato, ma soprattutto lo avrò letto, ne discuteremo sicuramente ;)

    Alessio Di Girolami
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    19-03-2012 02:06 PM
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    Messaggio: #14
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    no, sono uno precipitato dalla psicoanalisi Felice però ho conosciuto l'autore Ammicco
    (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 19-03-2012 09:27 PM da fester.)
    19-03-2012 09:26 PM
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    Messaggio: #15
    RE: Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?
    Il libro è arrivato, davvero piccolino, saranno 80 pagine effettive... sul contenuto ci aggiorneremo ;)

    Alessio Di Girolami
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    02-04-2012 02:17 PM
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