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[MIELE] è cariogeno oppure no?
#1
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Parrebbe
di no...
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#2
Salvio ancora non hai capito, è la qualità del miele che fa la
differenza:
miele crudo = ricco di enzimi = non cariogeno
miele
pastorizzato o trattato industrialmente = cibo morto = cariogeno

La natura non fa nulla di inutile.
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#3
Gabriel io si, ma ho letto su altri forum che si dice ancora che il miele crea carie ed è ancora demonizzato.

Nessuno considera che il lisozima è un forte antimicrobico che presente nel miele, altrimenti non si spiega come durerebbe degli anni, ora non si capisce perchè sui denti sta roba dovrebbe essere in maniera inerte trattata dai batteri come qualcosa di morto da fermentare per prolificare...

--


Tra l'altro un'esperienza dovrebbe far capire certe cose.

Avevo fatto del ghee con del miele che si è conservato per un sacco di tempo, ma questo è ammuffito, perchè?Erano stati riscaldati questo ha denaturato tutto il lisozima e le altre frazioni proteiche presenti.

Un miele così fatto i denti li caria di sicuro dato che altro non è che glucosio, fruttosio e saccarosio concentrato...
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#4
c'è qualche accortezza da tenere perchè il lisozima sopravviva?
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#5
Non usare il calore!!!!!
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#6
Tra l'altro anche il grana padano contiene lisozima, utilizzato come
conservante.
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#7
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Perchè cito questi due link?

Perchè il lisozima non lo si puà usare nel corpo coem ha notato Fleming, ma a livello intestinale sembra molto efficace(notare ch ei neonati nutriti a latte artificiale hanno un numero di casi 3 volte maggiore di episodi diarroici).

Il miele contiene lisozima, quindi dal suo ingresso nella bocca fino all'intestino il miele non può essere usato dai batteri.

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Altro pdf interessante...


Ancora interessante:

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Honey has been a valued food in many parts of the world, both in primitive societies and sophisticated civilizations. Hunter-gatherers are adept at removing honey from bee hives located in hollow tree trunks, using smoke to drive away the bees. In some primitive groups, honey supplies a large portion of total calories at certain times of the year. The Aborigines of Australia prized honey and distinguished between two types--light and dark. A neolithic rock painting in Spain shows a man collecting wild honey.

Cioè in alcune poplazioni primitive fornisce la maggioranza delle calorie per determinati periodi dell'anno.
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#8
Citazione:salvio ha scritto:Larga porzione delle calorie totali e quale
sarebbe la differenza con la maggioranza delle
calorie?
mmm io la intendo nel senso : un abbondante quota
di calorie totali,che esaminando il contesto,e dato che stiamo parlando di
miele,larga parte potrebbe essere anche solo il 30%.
30% di calorie
esclusivamente da miele è già una percentuale molto abbondante.
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#9
Altro articolo a favore del miele:

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"Conclusion
Substituting
sugars with honey in processed food can inhibit the harmful and genotoxic
effects of mycotoxins, and improve the gut microflora."
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#10
LE PROPRIETA' DEL MIELE


Al miele sono tradizionalmente attribuite proprietà più ampie di quelle fino ad ora descritte; quanto di quello che la tradizione ci ha tramandato è oggi confermato dalla moderna scienza dell'alimentazione e dalla medicina? Una parte delle attività tradizionali sono spiegabili in termini più di tipo culturale che medico-scientifico. Il miele, infatti, ha rappresentato, per millenni, l'unico alimento zuccherino concentrato: le sue caratteristiche obiettive di unicità, rarità, elevata attrattività e alto valore alimentare hanno ben presto portato, nella storia dell'umanità, a considerarlo legato alla divinità e ad aggiungere significati simbolici, magici e terapeutici al suo utilizzo in campo umano. Altre attività, invece, sono da ascriversi alla sua composizione zuccherina e comuni, quindi, agli altri alimenti prevalentemente glucidici. Non a caso lo zucchero stesso, nel momento in cui venne introdotto in Europa, veniva considerato come un rimedio da utilizzarsi con cautela, per guarire molte malattie.
La ricchezza del fruttosio conferisce al miele alcune proprietà che gli altri alimenti dolci non hanno. A questo zucchero si deve il maggior potere dolcificante e anche il prolungato effetto energetico del miele: il glucosio viene bruciato immediatamente mentre il fruttosio deve prima subire una piccola trasformazione e resta quindi disponibile per l'organismo un po' più a lungo. Il fruttosio è dotato di proprietà emollienti, umettanti e addolcenti che possono essere utili sia a livello del cavo boccale e della gola che dello stomaco e dell'intestino. Ha un'attività molto blandamente lassativa. E' indispensabile per lo smaltimento delle sostanze tossiche e nocive, derivate dal metabolismo o ingerite dall'esterno, che si accumulano nel fegato. Anche riferendoci alla sola composizione zuccherina troviamo quindi numerosi vantaggi del miele rispetto allo zucchero.
Alcuni usi infine trovano una spiegazione in caratteristiche scientificamente provate del miele ed esclusive di questo alimento. Tra queste ultime l'attività biologica più interessante è quella antibatterica, del miele tal quale (dovuta alla concentrazione zuccherina e al suo pH acido) o disciolto in acqua. Quest'ultima attività veniva riferita col nome generico di "inibina". Si è dimostrato che l'attività antibatterica del miele diluito sarebbe dovuta all'azione della glucoso-ossidasi contenuta. Questo enzima, inattivo nel miele tal quale, produce, in particolari condizioni di diluizione, acqua ossigenata e acido gluconico a partire dal glucosio e sarebbe l'accumulo di acqua ossigenata (che viene successivamente distrutta) a conferire attività antibiotica a soluzioni di miele. Questo meccanismo avrebbe il significato biologico di proteggere dall'attacco microbico il miele in formazione (quando ancora non è efficiente il sistema di inibizione dovuto alla elevata concentrazione zuccherina). Oltre a questo sistema antibiotico, nel miele sono presenti altre sostanze, di natura diversa, che possiedono questo stesso tipo di attività (polifenoli). Questo complesso di sostanze e attività sono alla base di molti degli utilizzi tradizionali casalinghi del miele (per esempio nel caso di malattie da raffreddamento, mal di gola e per gli usi esterni su bruciature, piaghe e ferite).
Molte sono le sostanze che sono state identificate nel miele: non conosciamo ancora tutto, però. Sappiamo, per esempio, che il miele, oltre agli zuccheri contiene un po' tutti gli altri principi alimentari, anche se in quantità piccolissime e tali da non essere quantitativamente importanti sul piano nutrizionale. Sappiamo che contiene acidi, sali minerali, enzimi. Molto poco sappiamo sulle sostanze che derivano dalle piante che hanno prodotto il nettare che sono presenti in piccolissime quantità e che conferiscono al miele le particolari caratteristiche di colore e aroma. Quello che sappiamo, o che intuiamo, sulla composizione del miele e sull'attività dei suoi elementi ci indica che il miele è un alimento complesso, integralmente naturale, che può contribuire a rendere la nostra alimentazione più equilibrata e salutare, anche se non siamo in grado di attribuire a ogni componente una precisa funzione.
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Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#11
Il miele italiano contro i batteri super resistenti
Uno studio dell'Università La Sapienza di Roma rivela che alcune varietà di miele agiscono come potenti battericidi

miele è uno “scudo” contro i batteri resistenti agli antibiotici. Ad affermarlo è un team di ricercatori del dipartimento di Ingegneria chimica dell'Università La Sapienza di Roma, che hanno dimostrato per la prima volta le proprietà antibatteriche dei prodotti italiani.

In particolare, la ricerca si è concentrata sui mieli derivanti da eucalipto e timo, scoprendo che agiscono come potenti battericidi. Questa proprietà è stata verificata anche per alcune varietà di mieli di arancio, di limone e di melata, la sostanza zuccherina prodotta dagli afidi e da altri piccoli insetti che si nutrono della linfa delle piante.

Roberto Lavecchia, Antonio Zuorro e Marco Fidaleo, questi i nomi dei ricercatori, hanno riscontrato che i mieli di timo ed eucalipto agiscono anche come inibitori del sistema di comunicazione batterico, noto come quorum sensing, che svolge un ruolo essenziale nello sviluppo di infezioni acute o croniche difficili da debellare nonché nella formazione di biofilm batterici su cateteri, valvole cardiache e dispositivi protesici di vario tipo.

La ricerca della Sapienza – come si legge nella nota - ha individuato in alcuni mieli italiani le proprietà antimicrobiche già studiate sui mieli di Ulmo d'origine cilena e di Manuka proveniente dalla Nuovo Zelanda. Gli studiosi hanno inoltre osservato che, miscelando mieli di diversa origine botanica o provenienza, è possibile potenziarne l'attività e ottenere preparati a duplice azione, battericida e anti quorum sensing.

I ricercatori della Sapienza hanno effettuato uno screening dei mieli basato sul loro effetto su microrganismi Gram-negativi (Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa e Proteus mirabilis) e Gram-positivi (Enterococcus faecalis, Staphylococcus aureus e Staphylococcus epidermidis). Ciò ha permesso di classificarli in mieli privi di attività antimicrobica; mieli in grado di inibire la crescita microbica ma con attività battericida bassa o nulla; mieli con un'elevata attività battericida. Test successivi hanno mostrato che i componenti di quest'ultima classe erano attivi anche nei confronti di batteri antibiotico-resistenti, la cui diffusione in Europa e nei Paesi industrializzati è in continuo aumento. Infine, combinando mieli di diversa varietà, sono stati ottenuti preparati con attività battericida ad ampio spettro e in grado di interferire con i meccanismi con cui i batteri comunicano e coordinano il loro comportamento."Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
Alessio Di Girolami
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#12
Miele naturale riduce il glucosio plasmatico, proteina C-reattiva, omocisteina e lipidi nel sangue nei soggetti in buona salute, in soggetti diabetici, e nei dislipidemici: confronto con destrosio e saccarosio.
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Questo studio comprendeva i seguenti esperimenti: (1) gli effetti della soluzione di destrosio (250 ml di acqua contenente 75 g di destrosio) o soluzione miele (250 ml di acqua contenente 75 g di miele naturale) a livello plasmatico di glucosio (PGL), insulina plasmatica , e plasma C-peptide (otto soggetti), (2) gli effetti di destrosio, miele, o miele artificiale (250 ml di acqua contenente 35 g di destrosio e 40 g di fruttosio), sul colesterolo e trigliceridi (TG) (nove soggetti) , (3) gli effetti di soluzione di miele, somministrata per 15 giorni, il PGL, lipidi nel sangue, proteina C-reattiva (CRP), e di omocisteina (otto soggetti), (4) gli effetti di miele o di succedanei del miele sul colesterolo e dei trigliceridi in sei pazienti con ipercolesterolemia e cinque pazienti con ipertrigliceridemia, (5) gli effetti di miele per 15 giorni su lipidi nel sangue e CRP in cinque pazienti con livelli elevati di colesterolo e di CRP; (6) effetti di 70 g di destrosio o 90 g di miele di PGL in sette pazienti affetti da diabete mellito tipo 2, e (7) effetti di 30 g di saccarosio o 30 g di miele di PGL, insulinemia, e plasma C-peptide in cinque pazienti diabetici. In soggetti sani, destrosio elevato PGL a 1 (53%) e 2 (3%) ore, e una diminuzione PGL dopo 3 ore (20%). Miele elevato PGL dopo 1 ora (14%) ed è diminuito dopo 3 ore (10%). Elevazione di insulina e C-peptide era significativamente più elevato dopo destrosio che dopo miele. Destrosio ha leggermente ridotto il colesterolo e lipoproteine ​​a bassa densità-colesterolo (LDL-C) dopo 1 ora e significativamente dopo 2 ore, e TG aumentato dopo 1, 2, e 3 ore. Succedanei del miele leggermente diminuita colesterolo e LDL-C ed elevati TG. Miele colesterolo ridotto, LDL-C e TG e leggermente rialzata lipoproteine ​​ad alta densità di colesterolo (HDL-C). Miele consumato per 15 giorni diminuzione del colesterolo (7%), LDL-C (1%), TG (2%), CRP (7%), omocisteina (6%), e PGL (6%), e aumento HDL-C (2%). Nei pazienti con ipertrigliceridemia, succedanei del miele aumento TG, mentre il miele è diminuita TG. Nei pazienti con iperlipidemia, succedanei del miele, un aumento di LDL-C, mentre il miele è diminuito di C-LDL. Miele diminuzione del colesterolo (8%), LDL-C (11%), e CRP (75%) dopo 15 giorni. Nei pazienti diabetici, il miele rispetto a destrosio ha causato un aumento significativamente inferiore di PGL. Elevazione PGL era maggiore dopo miele che dopo saccarosio a 30 minuti, e dopo era inferiore miele che era dopo saccarosio a 60, 120 e 180 minuti. Miele causato maggiore elevazione di insulina del saccarosio fatto dopo 30, 120, e 180 minuti. Miele riduce lipidi nel sangue, omocisteina e proteina C-reattiva nei soggetti normali e iperlipidemia. Miele rispetto al destrosio e saccarosio causato Bassa quota di PGL nei diabetici.


Per essere zuccheri semplici non si sono comportati malissimo, il miele poi conferma le sue virtù.
Alessio Di Girolami
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#13
Ciao,

qualcuno di voi ha notizie certe o sperimentato il miele dell'amazonia ?

saluti
M
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#14
No, di miele particolare conosco solo quello di Manuka, letto sulla rivista -vivi Consapevole- n.30 .
Alessio Di Girolami
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#15
testato ?
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