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    Non capisco questa formula...
    Autore Messaggio
    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #1
    Non capisco questa formula...
    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Scusate!!!

    Qualcuno con tanta buona volontà mi spiega sta formula:

    K=C+0,5P+0,1G
    20-09-2011 03:33 PM
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    rosenz Offline
    Member
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    191

    0
    Messaggio: #2
    RE: Non capisco questa formula...
    Prova a riferirti alla seguente frase successiva nell'articolo:

    "l'impatto dei macronutrienti sulla glicemia è del 90-100% per i carboidrati, del 50% per le proteine e del 10% per i grassi"
    20-09-2011 03:34 PM
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    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #3
    RE: Non capisco questa formula...
    Si ok, allora vuol dire che se io ho una glicemia basale di 80 mg/cc vuol dire che se mangio 60 grammi di carbo, 10 di grassi e 20 di proteine avrò un aumento della glicemia di 0.9*60+0.5*20+0.1*10 = 65 quindi il picco sarà 80+65=145?


    E' corretto?.
    --

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Da Muso:

    I parametri limitati secondo me dipendono dal pasto,se mangio molti grassi,anche se i carbo sono pochi,la glicemia mi può stare intorno a 100anche 3 o 4 ore(per esempio quando mangio molto per poi non mangiare per 7-8ore).
    Viceversa se mangio molti carbo(frutta ad esempio)ma poche calorie totali,la glicemia scende velocemente.
    Più dalla quantità di carboidrati penso dipenda dal compunto calorico,ovviamente i grassi che modulano la glicemia e vengono digeriti lentamente fanno rimanere la glicemia costante verso i 100 per un po' più tempo,magari la fanno arrivare a 100 salire dopo un paio d'ore o anche 3,viceversa carbo da soli la fanno salire dopo un ora,o meno(parlo sempre della frutta) e dopo 2,o meno, si è già in parabola discendente.

    Parrebbe quindi che se i carboidrati in massima parte, le proteine mediamente e i grassi minimamente determinano il picco glicemico, sono i grassi a far si che la glicemia scenda lentamente.

    Resto sempre più convinto che l'unica cosa che richiama molta insulina è semplicemente l'entità calorica del pasto e le osservazioni di Vittorio mi sono da conforto.

    Se questo è vero, i carboidrati uscirebbero completamente scagionati dal provocare la sindrome metabolica, ma il loro uso sconsiderato come può essere fatto per grassi e proteine sarebbe alla base del fenomeno.

    Inizio a pensare che sia una fesseria anche l'accusa contro l'indice glicemico e il fruttosio.

    Mi spiego.

    Se uno mangia una porzione di carbo limitata (quindi basandosi più su un carico glicemico che sull'indice) e ha i depositi svuotati sia di carbo e di grassi, brucerà quei carbo e la glicemia scenderà rapidamente, se invece ne mangia oltre il dovuto una porzione è usata come carbo e l'altra eccdente se si riempie i depositi di glicogeno va in grassi.

    Se poi ha i depositi di grassi pieni, il corpo per forzare l'ingresso cercherà di aumentare il metabolismo (ricordate l'effetto che riporta ciampolini) e alla lunga aumenterà sempre di più la produzione di insulina.

    Mettiamo che invece uno ha i depositi di grasso pieni ma i depositi di glicogeno svuotati, cosa succede? Se mangia carbo in modo da compensare questo effetti dapprima addorbe velocemente i carboidrati riempiti i quali il corpo inizia ad aumentare la produzione di insulina e ad aumentare il metabolismo, in efftti tenta prima di aumentare il metabolismo e poi di aumentare la produzione di insulina.

    Attenzione il concetto di depositi pieni e vuoti è disumanamente soggettivo. Un ectomorfo riempie subito i depositi e riesce a produrre quote limitate di insulina, nonchè andare facilmente in catabolisi (ecco perchè si deve andare a dormire a orari decenti e vivere tranquillamente), inoltre ha una scarsa capacità di aumentare il metabolismo.

    Il mesomorfo invece ha depositi abbondandi di glicogeno e di grassi, capacità di modulare il metabolsimo, capacità di tamponare la catabolisi, capacità di produrre insulina, questo fa si che qualsiasi comportamento assume guadagna i massimi e pregiati depositi di energia di emergenza previsti in natura: gli amminoacidi.

    l'endomorfo invece ha grande capacità di deposito e di aumentare l'insulina, ma scarsa capacità di modulare il metabolismo,grossi depositi di grasso e glicogeno, con i risultato di ingrassare.

    Come al solito se tutti e tre si comportassero mangiando quote limitate di carbo, abboffandosi solo quando hanno realmente fame di carbo, e usando del grasso con i carbo come spuntini, andando a dormire a orari consoni.

    Tutti produrrebbero quantità limitate di insulina, che non c'entra nulla con l'indice glicemico ma con il carico, e anche questo se limitato e con i depositi svuotati produce pochi problemi, nessuno andrebbe in catalisi, nessuno accumulerebbe energia come grassi, almeno non in modo vistoso, tutti accumelerebbero amminoacidi, quindi in accordo con le osservazioni sulle popolazioni primitive, tutti risulterebbero mesomorfi.

    E' innegabile che è assurdo pensare di fornire energia al corpo continuaatamente per paura di andare in catabolisi, visto che il glicogeno e gli acidi grassi nonchè come evento estremo le proteine servono a questo.

    Ironico, la natura fa muscolosi coloro che in mancanza di glucosio possono sopravvivere a lungo...

    Comunque in generale una curva glicemica torna normale in 2 ore, modulando sui grassi questo tempo può essere allungato.

    Ecco perchè i ciclisti su un altro forum vantano molti risultati pur mangiando pochi carbo ma molti grassi e pro, anche se io credo che parte delle pro le bruciano per compensare i grassi.

    Il meccanismo gli permette di andare poco in catalisi visto che la glicemia scende lentamente.

    COmunque devo capire sta formula di albanesi cosa voglia dire.

    Quindi parrebbe che l'ago della bilancia per regolare glicemia e insulinemia sarebbero più delle proteine tre elemnti:

    - Entità calorica del pasto

    - carboidrati (basandosi sulla quantità piùc he sull'ig)

    - grassi (basandosi sulla quantità più che sul fatto che siano saturi o meno*)

    *credo che i satuti siano usati più per fini di deposito energetico che per un pronto uso, un pò con il fruttosio e il glucosio, il secondo è usato per un pronto uso mentre il primo diventa prima glicogeno nel fegato e poi viene liberato.
    20-09-2011 03:34 PM
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    Muso Offline
    Consapevole
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    0
    Messaggio: #4
    RE: Non capisco questa formula...
    Bene salvio,confermi quanto io penso da tempo,e ciò è un bene .
    Vorrei solo aggiungere a scopo informativo che un ectomorfo come lo stiamo definendo in questa sede,a mio parere,sarà solito attingere energia,in caso di digiuno,dalle riserve di glicogeno più che dai grassi(che non possiede).
    Quindi è possibile che abbia necessità di riempire più spesso le scorte con carichi glicemici di modesta entità,anche a ig elevatissimo,più spesso che un endomorfo,il quale sarà abituato a usare grassi continuamente.
    Ecco perchè un ectomorfo all'inizio fatica ausare i grassi come substrato energetico, non è abituato a farlo,penso che invece si rivolga molto spesso al glicogeno sia muscolare sia epatico.
    Un mesomorfo può utilizzare tutti i substrati senza problemi,a meno che come un bodybuildier annulli la sua massa grassa,in questo modo avrà i medesimi bisogni dell'ectomorfo solo necessiterà di quantità di carbo considerevoli,il che potrebbe portare problemi..
    20-09-2011 03:35 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #5
    RE: Non capisco questa formula...
    Si vittorio, ma ci deve essere un modo graduare per fargli usare sempre di più i grassi.

    Inoltre mi chiedo se questo continuo uso dei carboidrati non possa porlo in deficienza di insulina alla lunga.

    endomorfo,il quale sarà abituato a usare grassi continuamente.

    In realtà le cose non stanno proprio così. Non riescono a usare quel nutrimento proprio per la resistenza insulinica, la mettono in circolo ma questo ne pregiudica la sesibilità. Infatti se leggi Ciampolini dice chiaramente che un magro esce dall'insulinoresistenza molto facilmente rispetto a uno in sovrappeso, che regge malissimo i periodi interprandiali.

    Io sono convinto che l'ectomorfo possa consumarli, ma semplicemente non ne ha a sufficienza, visto che li brucia per tenere costante la glicemia (quei pochi che ha e questo fa si che la glicemia scenda abbastanza rapidamente, da qui usare un pò di carbo e un pò di grassi per far salire la glicemia e farla scendere lentamente).

    In teoria le prime 2 ore si ha un aumento insulinico per far si che i carboidrati entrino nei muscoli poi man mano l'insulina scende e aumenta il glucacone che stimola il rilascio di carnitina proprio per aumentare la capacità degli acidi grassi di entrare nella cellula, il corpo usa quindi i grassi accoppiando la respirazione di krebbs alla glicolisi, usandone l'ossacetalato.

    Nell'ectomorfo questo non accade, lui avendo pochi garssi e scarsa capacità di utilizzo usa subito i muscoli ecco perchè è cos' pèroteso a usare gli ormoni catabolici...

    L'endomorfo invece ha subito l'onda insulinica ma la costante presenza di acidi garssi in circolo tendono a far entrare il glucosio molto lentamente, con il risultato di ingrassare ulteriolmente, dato che viene immessa altra insulina, questo fino a quando può ingrassare, poi pure lui fa fuori le proteine
    , ironico un endomorfo è un ectomoprfo con i grassi...

    Io pensavo di usare a intervalli regolari un pò di carbo e dei grassi, ad esempio negli spuntini, questo farà aumentare la glicemia e la farà scendee più piano.

    Dosando i carboidrati si può aumentare l'ampienzza del picco (carico glicemico) in modo da ricaricare o meno velocemente il glicogfeno muscolare (picco basso per i sedentari, picco alto per gli sportivi), indipendentemente dall'indice glicemico.

    Dosando i garsi si può gestire la discesa glicemica, pochi grassi si fa scendere velocemente la glicemia, più grassi più lentamente, in modo da gestire i livelli energetici. Se ci si allontana da casa e si sta 6 ore senza ricaricarsi basta aggiungere all'ultimo pasto fatto più grassi e poi portare qualche frutto, il grasso stabilizza la discessa e con il frutto si può far risalire leggermente la glicemia (lo sportivo aerobico può aumentare i garssi per far tenere la glicemia stabile, lo sportivo di potenza meno tanto s enon li usa non nè ha bisogno, il sedentyario la quota giusta per tenere la glicemia stabile e non avere fame)

    L'esempio di Albanesi dice una grande cosa: meglio un pasto non in zona poco calorico che un pasto in zona molto calorico.

    Ancora prendiamo il glucosio, secondo voi vi alza la glicemia più 10 grammi di glucosio o 100 grammi di pane integrale?

    Evidentemente i saturi aumentano l'insulino resistenza perchè vengono usati come depositi energetici rispetto agli insaturi che so o bruciati o incamerati nelal cellula, tant'è che se si supera una quota di grassi anche i secondi aumentano l'insulino resistenza.

    Detto in soldoni se si mangiano tanti saturi senza averne reale necessità e il corpo non può smnaltirli o usarli per farci altre cose, questo inibisce l'uso del glucosio, specialmente se i depositi di glicogeno so pieni.

    Ah dimenticavo in tutto questo poi, so può inserire in funzione dell'attività fisica qualche ricarica sia di carbo che di grassi, minimizzando l'impiego di insulina che secondo me non c'entra niente ed è accusata ingiustamente.

    Lei ha una sua funzione se poi il proprietario del proprio corpo si comporta fuori parametri di funzionamento, l'ormone che ci può fare?

    Ti cito un ultimo esempio. Supponiamo che tizio e caio abbiano i depositi svuotati di entrambe le cose, carboidrati e grassi. Tizio mangia 30 grammi di miele e caio 30 grammi di legumi. Ora il primo ha indice glicemico maggiore del secondo, il corpo quindi vedendosi servito dell'energia da incamerare su un piatto d'argento con il miele subito lo manda al glicogeno, se non èche i depositi di entrambi siono vuoti di 15 grammi, orbene l'insulina immaganizza i 15 grammi e poi gli altri 15 li trasforma in grasso, ma grasso che subito viene riusato per dare energia ci siamo, quindi senza accumulo. Il secondo ok riceve glucosio lentamente e in modo costante, secerne insulina lentamente riempie i depositi lentamente, e il corpo per questo libera grasso, e usa il glicogeno per riempirlo. Non importa se tizio e caio si siano allenati duramente oppure meno, dal punto di vista dei macronutrienti in questione, importa solo il gardo di vuoto che c'è, se tizio e caio fossero sportivi dovrebbero mangaire di più, se lo fossero al gelo ancora di più, se sopno sedentari e al caldo molto di meno.

    Tra l'altro caio in questa situzione riempie i depositi più lentamente e brucia più grassi, va bene, ma questo può indurlo a consumare più proteine cose ch etizio farà pure, ma il lieve surplus si tradurrà in un bilanciamentop dovuto alal costanza delel entrate e all'incostanza delle uscite. Inotre se tizio salta uno spuntino torna perfettamente in linea con l'omeostatica, se lo fa caio rischia di finire in catalisi ptoptio per la lentezza del rifornimento; orbene magari non acacde perchè anche se più lento arriva lo stesso, ma allora o ad alto ig o a basso ig, l'importanza è che la curva glicemica scenda lentamente con dei grassi.

    Se abbonda con i carbo il picco è altissimo e la glicemia mangiando abbastanza grassi non scende per lungo tempo, se non si fidano di sè stessi, vanno in iperisulinemia. Menter se mangiano tanti carbo a basso ig, la curva ha un picco inferiore, ma se non mangiano grassi scende comunque rapida, risultato? Avranno potenzialmente tanti carboidrati da bruciare, ma la loro mancata immissione provoca la fame.

    Uguale se mangiano tanti carbo a basso ig e tanti garssi, hanno un sacco di energia, ma il corpo pensa di no, risultato rimangia.

    Giusta quantità di carbo, indipendentemente dall'ig. Se la curva sale troppo scende lenta, ma se non si mangiato tantoi carbo scende lentamente per mezzo della giusta quantità di grassi.

    Troppi carbo a basso ig, si sente la fame nonostante la glciemia scenda lenta per i grassi, infatti il carico dei carbo a basso ig a fare la differenza. troppi grassi a basso ig e pochi grassi, hai fame di nuovo e di continuo. Pochi carbo e troppi grassi, la curva la lentamente e sende lentamente, ma è da valutare come è messo il soggetto e qullo che deve fare.

    Cioè voglio dire la soluzione non è universale, ma poco c'entra l'ig, dato che se uno secerne tanta insulian con la durata indotta dai garssi questa poi tende ad essere usata poco a favore del glucacone.

    Tu che ne pensi?.
    20-09-2011 03:35 PM
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    Andrea Offline
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    719

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    Messaggio: #6
    RE: Non capisco questa formula...
    :uhm: Salvio, Vittorio complimenti!! fate dei ragionamenti che alle volte sono difficili da comprendere ma tanto di cappello!
    Riassumendo quello che facciamo finora va bene? :ahah:.
    20-09-2011 03:36 PM
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    Tropico Offline
    Condottiero
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    Messaggio: #7
    RE: Non capisco questa formula...
    con degli interventi così lunghi ho fatto fatica a seguire bene il filo del discorso..cmq io sto in paleo stretta...sempre carbo a basso ig..e non sento la fame che torna prepotente..proprio no.
    Anche quando facevo pesi prima di smettere per la pausa estiva...ciò non mi accadeva.
    Poi i saturi danno insulino resistenza se uniti a troppi carboidrati...se la fonte di energia proviene in grossa percentuale dai grassi e in minima parte dai carbo non si ha insulino resistenza o no?

    La mattina sto mangiando un sacco di burro con le prugne secche, carbo a medio-alto IG con saturi...per cui durante il giorno continuo con parecchi grassi e meno carbo..un frutto come spuntino a metà mattino e uno a merenda... adesso sembro aver la capacità di usare come combustibile i grassi e mi sento bene..appena mi alzo vado al mare e con una colazione così mi faccio anche 2 ore di cammino senza cali e fame stabile, se avessi fatto una colazione con solo carbo a basso ig la fame mi verrebbe molto prima.
    Cmq volgio dire che secondo me con parecchi grassi anche saturi e pochi carbo a medio basso IG è fattibile e non si va in insulino resistenza per i saturi in eccesso.
    Tenendo ipoteticmante un conto percentuale,se sò che ho mangiato durante il giorno più grassi allora non mangio o diminuisco i carbo...
    Ci stiamo scervellando ma i masai e gli eschimesi quanti cavolo di carbo mangiano??quasi zero..

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    20-09-2011 03:36 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #8
    RE: Non capisco questa formula...
    se la fonte di energia proviene in grossa percentuale dai grassi e in minima parte dai carbo non si ha insulino resistenza.

    Esatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Ma è un confondere le cause!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


    Tu mangi pochi carbo, quindi alzi di poco la glicemia e i grassi la tengono stabile per ore...

    Ma chi ti dice che il corpo poi per stabilizzare il tutto non usi le proteine?

    Per bruciare i grassi alal lunga se non c'è piruvato vengono usati gli amminoacidi.

    Non capisci hai semplicemente aumentato di un minimo la glicemia e poi l'hai tenuta stabile con i grassi.

    Se hai fatto tanto lavoro aerobico, questo può andare anche bene, anche se sono sicuro che hai usato una certa percentuale di proteine per compensare questo fenomeno.

    Se invece sei fortemente incentrato sul lavoro anaerobico e poco sull'aerobico, la stabilizzazione della glicemia e dei livelli energetici va a scapito delle proteine (la favoletta dei chetoni diventa realtà solo se non trovi cibo per un pò di tempo).

    NON HAI INSULINO RESISTENZA SE HAI I DEPOSITI VUOTI, se sei un sedentario mangi pochi carbo e tanti grassi limitando le calorie, ad alto ig o meno non cambia nulla.

    Se sei un centometrista e mangi pochi carbo e tanti grassi, di sicuro sei uno che brucia proteine, ecco perchè le proteine innalzano la glicemia più dei grassi, anche loro competono con i carboidrati all'inizio se il corpo ha i depositi vuoti, almeno solo all'inizio, appena i carbo riempiono il vuoto il corpo torna a immagazzinarle.

    ricorda che dalle proteine puoi ricavare carboidrati e grassi se necessari.

    Dai carboidrati i grassi.

    i grassi i grassi.

    Il corpo adotta la seguente strategia, glicogeno abbondante e lavoro aerobico, usa il glicogeno come fiammifero e i garssi come energia, se non c'è rifornimento e il glicogeno scarseggia usa le proteine e alla lunga se queste scarseggiano i chetoni, non a caso i chetoni sono un meccanismo a parte mentre gli altri tre sono integrati tra loro.

    Servono in caso di emergenza.

    Ricordate la Fallon cosa diceva che in gener el aproporzione dei macronutrienti è di 40 40 20, e che i grassi aumentano dove fa molto freddo a scapito dei carboidrati.

    Dici carbo a basso ig, vuoi dire?

    Io uso frutta, verdura, germogli e miele, solo il miele ha ig alto, am non tutti.

    Ora i sostenitori dell'ig dicono che qualsiasi carboidrato viene digerito in 30 minuti

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Non ha senso di parlare di zuccheri a lento e veloce assorbimento, ma allora l'indice glicemico decantato da loro che senso ha, semplicemente di paragonare entro quanto la glicemia aumenta se paragonata con il glucosio.

    Ma che senso ha? Allora se mangi 1 grammo di maltosio che ha 150 di indice glicemico, quindi altissimo devi preoccuparti della glicemia rispetto a 10 mela che arriva a mala pena a 35, ma che ha una quota in glucidi enorme?

    La cosa di cui uno si deve preoccupare è il picco massimo raggiunto dalal curva glicmeica, insulinica e i tempi per tornare giù, che in genere deve essere intorno a due-tre ore, con carbo puri, qualsiasi sia la dose di carbo.

    Ho visto curve di persone che hanno assunto 100 grammi di glucosio, salire poco e abbassarsi in tempi fisiologici, quindi l'IG non conta nulla, ma è la risposta insulinica e la sensibilità a essa a fare la differenza.

    E che conta con l'insulina? dipende come dice Ciampolini se i depositi sono vuoti o no..
    20-09-2011 03:37 PM
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    Tropico Offline
    Condottiero
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    Messaggio: #9
    RE: Non capisco questa formula...
    [quote="salvio"]s
    Ma chi ti dice che il corpo poi per stabilizzare il tutto non usi le proteine?

    Per bruciare i grassi alal lunga se non c'è piruvato vengono usati gli amminoacidi.



    Se usa una parte delle proteine che mangio che importanza ha? o mi stai dicendo che disgrega proteine dal mio corpo con azione catabolica?

    Alessio Di Girolami
    La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
    20-09-2011 03:37 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #10
    RE: Non capisco questa formula...
    Credo di aver capito l'indice glicemico come entra nel discorso.

    Semplicemente aumentando lentamente la glicemia, fa si che il corpo possa svuotare le riserve mentre il glucosio viene riversato in circolo, in pratica si cariva il deposito mentre si sta svuotando,

    Ma se è vuoto e lo si carica velocementre, lasciandolo svuotare a dovere nelle ore successive, il risultato è analogo...

    L'indice glicemico modula la salita della curva entro certi limiti, visto che iò carico glicemico conta di più (ovvero la quantità di carbo assunti per pasto), mentre i grassi modulano la discesa.
    --

    Se usa una parte delle proteine che mangio che importanza ha? o mi stai dicendo che disgrega proteine dal mio corpo con azione catabolica?

    Ti sto dicendo che per usare quei grassi che mangi, su un altro famoso forum si diceva di assumere una proporzione consona di proteine, devi usare carboidrati e proteine e meno carbo mangi più proteine devi usare.

    Attenzione io non dico che è evitabile usare amminoacidi, dico semplicemente che non stai minimizzando l'uso delle proteine.

    Non so se rendo l'idea...
    --

    Come abbiamo detto in precedenza l'IG indica il potenziale glicemizzante di un glucide, e dunque la sua capacità d'indurre una secrezione d'insulina in relazione. Sappiamo che più la risposta insulinica è alta, maggiore è il rischio di prendere peso.

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "


    Boooooom, che stronzata....

    Ho visto curve glicemiche di persone che hanno assorbito 100 grammi di glucosio, aumentare di poco la produzione di insulina, questo dipende dai parametri descritti da Ciampolini non dall'indice glicemico...

    Mi chiedo comunque come mai i formaggi aumentano la produzione di insulina anche se sono privi di carboidrati.

    Le proteine cari miei...

    Ihihihi ma allora anche le carni e il pesce.....

    No no cari miei, l acarne e il pesce ha sequenze di amminoacidi che stimolano si l'insulina ma anche il glucacone, mentre quelle dei latticini per indurre la crescita stimolano maggiormente il lattante a mangiare nonchè a crescere e quindi l'insulina e non a caso si associano a uno zucchero ad alto ig quale il lattosio e ha grassi a discesa glicemica lenta, quali i saturi.

    QUalcuno mi spiega questa:

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    ????????????????????????????????????????????????????????????????????????????


    Se mangi miele ad alto ig, non troppo, e una quota giusta di grasso, ottieni lo stesso effetto.

    Se mangi lenticchie con pochi grassi, ottieni più o meno lo stesso effetto, ma devi digerirle, sprecare energia per acqusirne altra, consumare enzimi, cosa che con frutta, verdura, germogli (entro certi limiti con le destrine) e il miele non devi fare...

    Per l'insulina conta l'entità del pasto, lo stato di nutrizione della persona, la composizione specialmente tra carbo e grassi (le proteine entrano in gioco solo se il corpo è in uno stato catabolico tipo durante le infezioni e sotto stress o la glicemia è già abbastanza elevata come nel caso della ipercortisolemia).



    in pratica adottando una giusta combinzaione di carbo ad alto ig e di grassi e modulando l'entità calorica del pasto, si può controllare perfettamente l'insulina e la glicemia come nel caso del uso di carboidrati a basso ig.

    Un ultimo controsenso.

    Qua si legge:

    Diversi studi hanno però dimostrato da oltre 20 anni che questa classificazione è totalmente errata.
    L'assorbimento intestinale di tutti i glucidi avviene nello stesso lasso di tempo di circa mezz'ora, e ciò indipendentemente dalla complessità della loro molecola.

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    mentre si legge:

    L'indice glicemico misura dunque il potere glicemizzante di un glucide, ossia la sua capacità di liberare una certa quantità di glucosio dopo la digestione. Si può dire allora che l'indice glicemico misura effettivamente la biodisponibilità di un glucide, che corrisponde alla sua percentuale di assorbimento intestinale.

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Ma allora sti carboidrati si digeriscono tutti in mezz'ora o no? Ora se non alzano la glciemia sto glucosio che deve essere in circolo dopo mezz'ora dall'ingestione del cibo, dove va a finire, aumenta l'insulina plasmatica?

    Se mi spiegate sti paradossi ritiro tutto....
    20-09-2011 03:38 PM
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    Muso Offline
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    Messaggio: #11
    RE: Non capisco questa formula...
    riguardo a quanto descritto da te salvio,sugli effetti dell'abbinamento tra grassi e pro,e sul grado di svuotamento delle proprie riserve,e sulla velocità della loro ricarica e su come troppi grassi possano dare determinate sensazioni di fame se abbinati ai carbo in momenti dove bisognerebbe assumere solo carbo o cmq meno grassi,ero giunto alle tue stesse conclusioni.
    Le sensazioni corporee mi hanno portato a pensarla esattamente come te e a eseguire le mie ricariche e i miei pasti nel modo da te descritto trovandomi beissimo.
    Mi chiedo anche se il formaggio,abbinato a cibi che ne rallentino la digestione o stimolino il glucagone,a costo di abbinare diverse fonti proteiche,,possa essere un alimento accettabile da questo punto di vista..
    20-09-2011 03:39 PM
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    Andrea Offline
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    Messaggio: #12
    RE: Non capisco questa formula...
    Resto sempre più convinto che l'unica cosa che richiama molta insulina è semplicemente l'entità calorica del pasto e le osservazioni di Vittorio mi sono da conforto

    quindi ce un limite calorico che non bisogna superare per non stimolare maggiormente l insulina.. un po come dice sears..ma avendo bisogno di introiti calorici elevati (tipo 200kcal e oltre) come faccio a regolarmi facendo 3 pasti solamente + eventuali 2 spuntini?
    20-09-2011 03:39 PM
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    salvio Offline
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    Messaggio: #13
    RE: Non capisco questa formula...
    Ma lo sai che se fai 5 pasri da 500 kcal ottieni in una giornata 2500 kcal mentre se li fai da 400 ottieni 2000 e con 300 vai a 1500?

    Voglio dire è facilissimo ottenere l'introito energetico basta se troppo saltare uno spuntino, se pocco non saltare quelli dopo.

    Non avere paura di entrare in catalisi perchè hai mangaito troppo poco, basta fare 3 pasti e due spuntini ad esempio colazione e spuntini da 400 kcal e due pasti da 600, ottieni 2400 kcal, poi ritorni.

    Tenendo queste oscillazioni il catabolismo ti colpirà, ma è previsto che fisiologicamente uno possa stare senza energia per un tot, non è previsto che debba farlo di continuo. Oppure se eccederai ai pasti sucessivi compenserai.

    Voglio dire che se una volta ogni 10 pasti la glicemia ti sale a 220 o arrivi che ti è scesa a 60 non è grave. Perdere delle proteine e/o accumulare del grasso una volta di tanto in tanto non crea problemi, il problemna della società moderna che gli ectomorfi fanno la prima spesso gli endomorfi fanno la seconda spesso, quelli che hanno culo come i mesomorfi, geneticamente hanno un sistema di super-regolazione che gli consente di mantenere stabili i livelli energetici e quindi di non accumulare grasso e di accumulare molte proteine.

    Quando hai poca fame leva gli spuntini, se ne hai tanta li metti, dovresti gestire perfettamente gli ingressi e le uscite.

    Credo che sia il meccanismo più idoneo e conferma le impressioni di Vittorio sul fatto che se non fa una cippa campa tranquillamente con 1500 kcal mentre se si allena ne brucia oltre 2500.

    Aspettiamo che ci confermi sta cosa, ma dovrebbe essere così....
    20-09-2011 03:40 PM
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    Andrea Offline
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    719

    0
    Messaggio: #14
    RE: Non capisco questa formula...
    Perfetto Salvio, ma negli spuntini calcolavo solo di metterci la frutta..altrimenti dove cacchio li prendiamo i carbo non potendo metterla nei pasti?
    intendi alzare le calorie dello spuntino aggiungendo alla frutta del grasso?.
    20-09-2011 03:40 PM
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    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #15
    RE: Non capisco questa formula...
    Un abbassamento dei livelli glicemici stimola la secrezione di glucagone che con la sua azione riporta la glicemia a valori normali (il glucagone stimola la produzione di glucosio a partire dal glicogeno e favorisce l'utilizzo cellulare di grassi e aminoacidi risparmiando glucosio).

    "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

    Quindi in accordo con la mia teoria, man mano che la glicemia scende il corpo inizia a shiftare verso i grassi, se questa scende troppo rapidamente si arriva alle proteine, ma se scende lentamente il corpo semplicemente mobilità grassi chiamando in causa il glucagone e i restanti carboidrati in circolo.

    Ecco che questo impedisce alla glicemia di scendere velocemente, paradossalmente è una sorta di resistenza all'insulina, ma senza essere resistenti, il corpo tende ad abbassare più piano la glicemia, perchè brucia i grassi, e questo richiedere poca insulina.

    Ripeto l'unico problema con l'insulina è esserne resistenti e produrne poca, altrimenti riversare grosse quantità in poco tempo non crea alcun danno, dato che passato il glucosio, diminuisce velocemente.

    Altra cosa se l'entità calorica è alta, visto che se ci sono tanti carbo e tanti grassi la glicemia sale molto alta e resta molto alta per tanto tempo, se questo si ripete, ci vorrà sempre più insulina per produrre la stessa risposta.

    Se questa non fa entrare il glucosio quando lo stesso si abbassa di concentrazione nel sangue si passa agli amminoacidi.

    Una nota.

    Qualcuno potrebbe dire, ma se ho i depositi pieni di glicogeno perchè poi ricevo l'ordine di mangiare lo stesso carbo, quando la glicemia scende? Mettetevi nei panni del corpo, voi usereste le riseve endogene se c'è possibilità di bruciare roba esterna e usare le riserve in caso di necessità?

    Il corpo prima cerca di usare il glucosio ematico, ecco perchè prima riempie i depositi e poi cerca di bruciare il resto, coordinando il tutto con i grassi, dato che i muscoli posturali, le cosiddette fibre lente bruciano preferenzialmente grassi rispetto ai carboidrati, che so bruciati più dalle fibre bianche a rapida contrazione.

    In poche parole se avanza il corpo cerca di bruciare i carbo accoppiando la glicolisi alla beta ossidazione che confluiscono entrambe nel ciclo di krebbs, se vede che non arriva energia per tempo mobilità le riserve (il glicogeno), poi alle proteine, se poi manca ancora cibo ai chetoni.

    Ecco che dopo mangiato, l'insulina aumenta, dapprima spinge il glucosio nelle cellule se ne so carenti, poi lo immaganizza nel glicogeno poi lo trasforma in grasso se avanza. Mentre la glicemia scende il glucagone se non arriva altro cibo, smuove il glicogeno e i grassi, terminato il glicogeno è emergenza e parte il cortisolo con la smobilitazione delle proteine, se questo si protrae si passa ai chetoni (non è ammesso che se si trova cibo non si abbia la forza per raccoglierlo o cacciarlo).

    Quindi quando la curva glicemica si abbassa parte il glucagone, questo per far capire che se si scarra e si salta di tanto in tanto un pasto il corpo copre bene il fabbisogno energetico senza dover usare subito le proteine.

    A proposito il glucagone ha come bersaglio le cellule epatiche per il rilascio del glicogeno, guarda guarda pare che il demone fruttosio se usato bene, ricostruisca quei depositi usati dal glucagone.

    Logicamente se non appena la glicemia scende uno si mette a rimangiare subito o peggio mentre la glicemia è ancora alta, il fruttosio resta là ad accumularsi prima nel fegato e poi andandosene libero a glicare proteine a destra e a manca....
    20-09-2011 03:40 PM
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