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Sindrome da Permeabilità Intestinale.
#1
Mi permetto di segnalare questo articolo scritto magistralmente da una
nostra "vecchia" conoscenza....almeno per alcuni di noi.
"Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

In
effetti nella mia seppur modesta attività di naturopata una delle prime domande
che mi viene posta è se eseguo o meno il test delle intolleranze
alimentari....che io ovviamente non faccio!!!
Cioè praticamente per molte
persone una vera e propria fissazione.

E' questo un caso emblematico di
come spesso si confondano le cause con gli effetti, con il risultato di
apportare continui aggiustamenti alla dieta senza spesso risolvere il problema
alla radice.

Consiglio la lettura anche perchè spiega in modo chiaro
quali possono essere le cause vere di molte patologie e molti
malesseri.

Saluti.
Enzo

--

Sempre per rimanere in tema mi è capitato di leggere questo articolo e lo riporto in quanto mi pare interessante.
Si parla di problematiche intestinali e relative possibilità di intervento.

In tali situazioni come ovvio sconsigliato il fai da te....sempre meglio rivolgersi ad un medico esperto in discipline naturali.

Saluti a tutti.

UNO SCUDO PER LA BARRIERA INTESTINALE

L’intestino umano, nove metri di canalizzazione che elaborano gli alimenti, ha numerose funzioni e ancora molti segreti…(….)….
Mentre il tenue ha la prevalente funzione di assimilazione dei nutrienti, l’intestino crasso assorbe acqua e sali ed elabora i residui alimentari preparandoli all’eliminazione fecale. In questo tratto intestinale, di cui il colon rappresenta la porzione maggiore, non sono presenti villi ma cellule con ruolo di assorbimento e ghiandole che secernono muco.

All’interno dell’intestino, ma soprattutto nel colon, vivono fra le 500 e le 1000 specie di microrganismi per lo più batteri ma anche lieviti e protozoi……, Questo ecosistema viene definito “microbioma” e costituisce un ambito cruciale per gli equilibri nutrizionali, immunitari, endocrini e nervosi di tutto l’organismo.
I microrganismi commensali, spesso in realtà simbionti, sono in costante, diretta interazione mutualista con la mucosa intestinale. Controllano la proliferazione e la differenziazione delle cellule epiteliali e la maturazione del sistema immunitario enterico, prevengono l’invasione di microbi patogeni dall’esterno, metabolizzano i residui della digestione, forniscono nutrimento agli enterociti e producono vitamine. La frontiera fra il lume intestinale, con l’apparentemente caotico rimescolio di alimenti e di microrganismi nelle diverse fasi di trasformazione e il flusso sanguigno sottostante è costituita dall’epitelio - un sottile strato di cellule (enterociti) che deve essere permeabile alle sostanze nutritive e al contempo impermeabile ai batteri e alle molte molecole che sono potenzialmente antigeni o tossicologicamente attive.

Questa permeabilità selettiva è da ascriversi a diversi elementi strutturali, primo fra tutti la presenza di muco continuamente generato dalle cellule caliciformi. (….) L’ingresso di nutrienti è possibile mediante diffusione, trasporto attivo, endocitosi – permeabilità transcellulare - e per assorbimento paracellulare, cioè per infiltrazione negli spazi fra cellule contigue.
Questa via di entrata è possibile grazie alla presenza di una struttura che congiunge le pareti laterali delle cellule, la
giunzione stretta (zonula occludens o tight junction).(…….)
Qualora si produca uno scollamento della giunzione stretta si potrà avere il transito di macromolecole o di interi microrganismi che allertano il sistema immunitario sub-epiteliale. I fattori causali della permeabilizzazione primaria sono molteplici e frequentemente concomitanti o agenti in sequenza nel corso del tempo. La ricerca non cessa di mostrare vecchi e nuovi responsabili dell’innesco del processo e del suo mantenimento e alimentazione.
Date per acquisite le componenti genetiche, si punta l’attenzione su fattori iatrogeni, sui farmaci, oltre che sulle intricate relazioni che intercorrono fra intestino – in particolare quello che viene definito “sistema nervoso enterico” con 108 neuroni - e il sistema nervoso centrale e con altre fondamentali reti distribuite di controllo dell’omeostasi: il sistema immunitario e il sistema endocrino. Basti ricordare che nell’intestino si raccoglie la maggiore concentrazione di cellule immunocompetenti e che vi sono prove del rapporto comunicativo fra neuroni enterici e cellule del sistema immunitario così come quelle già più studiate fra enterociti e cellule nervose ed endocrine.

Così appare in via di delucidazione la postulata influenza degli eventi psicologici e dello stress sull’integrità della
parete intestinale e viceversa. Altri agenti che influiscono sull’epitelio intestinale sono da ricercare nelle abitudini
alimentari e nella composizione dei cibi sottoposti a processi industriali, nell’assunzione di contaminanti di origine
agricola, manifatturiera o ambientale e nell’esposizione a campi elettromagnetici o a radiazioni ionizzanti.

L’accresciuta permeabilità intestinale e la conseguente attivazione di processi infiammatori e di reazioni immunitarie
è stata messa in correlazione con patologie di vario tipo: Sindrome del colon irritabile - IBS (Irritable Bowel Syndrome);
Morbo di Crohn; colite ulcerosa - IBD (Inflammatory Bowel Diseases); allergie alimentari (con intervento immunitario
diretto); intolleranze alimentari (senza intervento immunitario diretto); malattie autoimmuni (spondilite anchilosante, artrite reumatoide, sclerosi multipla); asma; Sindrome di fatica cronica (CFS), fibromialgia; patologie dermatologiche (eczema atopico, psoriasi); disfunzioni epatiche; Diabete di tipo I; stress ossidativi cerebrali.
(……..)


Gli integratori alimentari
È in questo contesto che si situa il dibattito ancora aperto sulla reale efficacia del trattamento con probiotici in ogni condizione e fase della permeabilizzazione intestinale e del processo infiammatorio conseguente. In molti casi, è da ritenere più opportuno un intervento preliminare in cui si privilegino gli obiettivi precedentemente elencati. La letteratura ha proposto molti integratori alimentari potenzialmente efficaci nella salvaguardia dell’integrità della parete intestinale: glutamina, acidi grassi a catena corta, fosfatidilcolina, flavonoidi, frutto-oligosaccaridi (FOS), fibre alimentari oltre a lattobacilli e ad altri probiotici. Numerose ricerche recenti e talune aperture normative offrono lo spunto per presentare alcune piante e sostanze funzionali candidate a ricoprire un ruolo assai importante in quest’ambito.


Derivati vegetali
La polpa del frutto del Baobab (Adansonia digitata L.), da poco tempo accettato come “novel food” costituisce uno dei più diffusi rimedi africani nel trattamento della diarrea infantile e di numerose forme di enterite. Ricca di fibre solubili e insolubili, polifenoli, sali minerali e acido ascorbico, possiede notevoli proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
La struttura polisaccaridica complessa consente la formazione di una sospensione micellare in grado di interagire con lo strato di muco che ricopre l’epitelio intestinale sviluppando un’azione protettiva.
A questo si aggiunge una non trascurabile attività prebiotica che si traduce nell’aumento delle popolazioni di lattobacilli
endogeni.

L’Agrimonia (Agrimonia eupatoria L.) è una pianta erbacea con un’antica storia di rimedio per i disturbi intestinali ed epatici e per le infiammazioni delle mucose. Studi recenti hanno evidenziato l’ampio spettro di attività biologiche dei suoi polifenoli:
antiossidante, stabilizzante di membrana, inibizione dell’elastasi prodotta dai neutrofili, chemopreventiva.

Dalla materia medica ayurvedica viene una preparazione, in sanscrito Triphala, ottenuta dalla polpa di tre frutti: amla
o amalaki (Phyllanthus emblica L.), haritaki (Terminalia chebula (Gaertn.) Retz.), bhibitaki (Terminalia bellirica (Gaertn.) Roxb.), conosciuti come mirobalani.
Questa formulazione è uno dei capisaldi della medicina vegetale tradizionale indiana, impiegata come tonico, regolatore delle funzioni digestive e drenante intestinale e vascolare.
Numerose ricerche sono state pubblicate sulla preparazione tradizionale e sui singoli componenti.
Il quadro che ne emerge è quello di una fonte di polifenoli e triterpeni, oltre che di vit. C, ad elevata capacità antiossidante, batteriostatica (anche nei confronti di H. pylori), antimutagena, immunomodulante, antianafilattica. Una recente pubblicazione evidenzia l’efficacia enteroprotettiva di Triphala nei confronti dei danni provocati da metotrexate. (…….)

Metalli
Fra i micronutrienti di origine non vegetale si deve sottolineare l’interesse destato dallo zinco come metallo chiave per la protezione delle mucose. In una review aggiornata vengono presentate i ruoli dello zinco nella regolazione dell’omeostasi cellulare sia in quanto elemento attivo nel metabolismo degli acidi nucleici, nella replicazione cellulare, nella risposta immunitaria e nella crescita e riparazione dei tessuti sia come inibitore degli organismi enteropatogeni.
Solo o in associazione con la carnosina è capace di ridurre l’attivazione del fattore di trascrizione NF-κB e la conseguente generazione di interleuchine, fondamentali responsabili della risposta infiammatoria e del danno ai tessuti.

Dipeptidi
La carnosina è un dipeptide endogeno presente nell’organismo in concentrazioni variabili nei diversi tessuti, con la maggiore presenza nella muscolatura scheletrica. Il ruolo della carnosina è quello di tampone dell’acido lattico e di antiradicalico nelle cellule muscolari ma si sono evidenziate attività inibitorie nei confronti delle reazioni di glicosidazione delle proteine, reazioni che hanno un peso determinante in diverse patologie e nei processi di invecchiamento e di degenerazione cellulare e tessutale.
Si è osservato come questo dipeptide inibisca la produzione nell’epitelio intestinale di interleuchina-8, una citochina
Pro-infiammatoria. (……)

Conclusioni
Le sostanze di origine naturale possono attivamente contribuire al mantenimento dell’integrità della mucosa intestinale.
L’assunzione razionale, preliminare o concomitante a quella di integratori ad attività specifica o a probiotici,
rende concretamente possibile la riduzione della permeabilità e vulnerabilità dell’intestino e quindi del rischio di intolleranze alimentari e di stati infiammatori che si ripercuotono negativamente sui delicati equilibri dell’intero organismo.


Autore: Massimo Rossi, biologo
Articolo tratto da “Medicina Naturale” Ed. Tecniche Nuove -maggio 2009
Le note bibliografiche possono essere richieste direttamente alla casa editrice
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#2
Molto interessante.

Alcuni odiano le fibre affermando che creano dipendenza intestinale e bisogna limitarle fortemente per disabituare l'intestino che deve funzionare da sè ( "Per favore registrati qui per vedere il link :-) " ).
Voi che ne pensate?
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#3
Le fibre (solubili e non) pur avendo un apporto nutritivo quasi nullo procurano diversi benefici in termini di salute. Per esempio il processo di fermentazione della cellulosa che avviene a livello del colon produce acidi grassi a catena corta che nutrono le nostre cellule intestinali. Anche da questo fatto, ma non solo, le loro proprietà antitumorali....ormai numerosi studi lo confermano indi ridurle fortemente dal mio punto di vista non ha alcun senso.

Chi normalmente mal le sopporta ha un intestino infiammato e in disbiosi, si può consigliarne una diminuizione solo in questa fase e contemporaneamente procedere alla ricolonizzazione dell'ecosistema intestinale (pre/probiotici in grandi quantità).
In seguito gradualmente vanno reintrodotte.

Il mio inglese lascia molto a desiderare, ma ovviamente non concordo con simili frasi contenute nel link:
You probably believe fiber prevents colon and breast cancer, lowers cholesterol, reduces the risk of heart disease, regulates blood sugar, wards off diabetes, curbs the appetite, induces weight loss, cleanses the colon, arrests diarrhea, and unplugs constipation. Tragically, none of this is true!



Ps: perché Eva non compai tra gli utenti attivi???...hai il dono dell'invisibilità, o è la nuova piattaforma? Ciao
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#4
Ciao, anch'io faccio largo uso di frutta/verdura e il mio intestino si svuota e ringrazia ogni giorno!
Penso che il tizio del link non riesca a fare uso delle fibre senza avere la cagarella e per questo incolpa le fibre quando forse la colpa è del suo intestino.
Cmq, mi piacerebbe avere più riscontri per avere vari punti di vista.
Perché magari sono io che sono fatta male.



Non so perché non sono attiva.
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#5
Le infiammazioni intestinali sono una malattia globale
[Immagine: 800px-Crohns_disease_-_colon_-_high_mag.jpg]
L’incidenza e la prevalenza della malattia infiammatoria intestinale (IBD) stanno aumentando con il tempo e in diverse regioni del mondo, secondo un nuovo studio pubblicato su Gastroenterology, la rivista ufficiale della Gastroenterological Association.

“Per tutto il mondo l’epidemiologia della malattia infiammatoria intestinale è importante per l’identificazione di modelli geografici e tendenze del momento”, ha detto Gilaad G. Kaplan della University of Calgary e autore principale di questo studio. “I nostri risultati aiuteranno i ricercatori a stimare il peso di questa malattia sulla salute pubblica globale perchè si assegnino in modo appropriato risorse sanitarie e siano condotte ricerche mirate in specifiche regioni geografiche”, ha aggiunto il dottor Kaplan dell’Alberta Innovates – Health Solutions.

I dati epidemiologici basati sulla popolazione raccolti in modo standardizzato nei paesi in via di sviluppo sono scarsi. Per interpretare correttamente i dati di incidenza o prevalenza e valutare le tendenze, i ricercatori hanno condotto una revisione sistematica di tutti gli studi basati sulla popolazione che descrivono l’incidenza e / o la prevalenza delle IBD. Hanno trovato che l’incidenza di IBD è in aumento o stabile praticamente in ogni regione del mondo che è stato studiata.

I ricercatori hanno scoperto che la più alta prevalenza di malattie infiammatorie intestinali in tutto il mondo è in Canada e in Europa, mentre l’Asia ha una minore prevalenza. Nei paesi in via di sviluppo, l’IBD è stato un evento raro, tuttavia, in quanto queste nazioni sono diventate più industrializzate, l’incidenza di malattia infiammatorie intestinali è aumentata. La malattia si presenta indifferentemente negli uomini e nelle donne.

Universalmente, i tassi di incidenza sia della malattia di Crohn che della colite ulcerosa sono stati più alti tra gli individui che avevavo tra i 20 e i 40 anni. Così, l’IBD colpisce gli individui negli anni più sani e produttivi della vita, con conseguente costo a lungo termine per il paziente, il sistema sanitario e la società.

Nonostante più di 200 pubblicazioni in letteratura sull’ IBD, questo studio evidenzia la necessità di dati sull’incidenza e la prevalenza in molte regioni del mondo, in particolare dai paesi emergenti. Gli studi futuri in queste regioni forniranno importanti intuizioni sull’eziologia della malattia infiammatoria intestinale.

Le due malattie più importanti che sono riconosciute più spesso come malattie infiammatorie intestinali sono la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. I più comuni sintomi della colite ulcerosa, che si verifica nella parete interna del colon (intestino crasso) o del retto, sono diarrea, crampi addominali e sanguinamento rettale. I pazienti affetti da morbo di Crohn, un processo di infiammazione e ulcerazione che avviene negli strati profondi della parete intestinale avvertono dolori all’addome – spesso in basso a destra – diarrea, perdita di peso e, occasionalmente, emorragie."Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#6
Buonasera,
ho letto molti interessantissimi post: complimenti!!
Tuttavia, ho qualche dubbio in merito ad alcuni alimenti.
Ad esempio, per chi soffre di permabilità intestinale, sono consentiti alimenti tipo anguria, more, mandorle (eventualmente con la pellicina o no? Felice ) , noci?
Grazie!!
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#7
Ciao! Conosci la causa della tua permeabilità intestinale? A parte gli antibiotici e altri farmaci, alimenti capaci di alterare la permeabilità intestinale, conosco il glutine, caffè, alcolici e il peperoncino. I semi (mandorle, noci, etc.)andrebbero ammollati dalla notte prima e mangiati dopo averli sciacquati.
Molte volte si è portati a dare la colpa alla frutta ad eventuali problemi intestinali, senza prendere in considerazione il fatto che la causa potrebbe essere, per esempio, invece, l'associazione con il piatto di pasta mangiato prima della frutta. Io ho sempre avuto delle spaventose coliche quando mangiavo il melone e ovviamente davo la colpa al frutto del mio malessere e non alla pasta e il pane che mi mangiavo ai pasti. Da quando non mangio più alimenti a base di frumento, mangio il melone a sazietà senza problemi intestinali.
La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.



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#8
No, purtroppo non conosco le cause ... infatti ho tolto derivati del grano e latticini e sembra che vada meglio.

Chiedevo un po' sui semi per eventualmente variare un po' con l'alimentazione ... ma ammollati mi sa che non mi piaceranno tanto Felice

GRAZIE !!!! Felice
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#9
Le mandorle, le nocciole e le noci mi piacciono molto affogate nel miele di eucalipto. Oltre ad essere così molto buone, non mi danno nessun problema intestinale. Di mandorle me ne mangio tranquillamente anche un bicchiere intero (circa 100 grammi) con 2 cucchiai colmi di miele. Non mi stancherò mai di questa associazione alimentare Gnam, gnam...:joy:

P.s. Io gli lascio la pellicina perché senza , specialmente le mandorle, non mi piacciono.
una volta ammollati potresti asciugarli al forno a convenzione a 40°.

Anche la noce di cocco (specialmente l'olio) sembrerebbe favorire la guarigione dell'intestino infiammato. Ho avuto buoni feedback anche con il succo di limone al mattino a digiuno.
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#10
Grazie , gentilissimo !!!!
Proverò ad ammollarle , seccarle e poi a metterle nel miele Divertente
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#11
Leggo su internet che in caso di problemi intestinali, una dieta low carbo sia ottimale..

altri sostengono che riso integrale con burro e basta sia una manna per l'intestino..

dalle vostre esperienze, cosa ne pensate?
è solo una questione di associazioni alimentari o ci sono cibi "curativi" per questa sindrome?
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#12
Ha come controindicazione la stitichezza, a me non ha mai dato questo problema, neanche a dosi generose, mi pare che @fabietto invece abbia questo inconveniente.
Comunque per problemi intestinali il riso brillato è stato sempre usato con buoni risultati, riso e burro, riso e ghee, riso e olio di oliva...
Sulla dieta low carb non lo so, bisogna provare, ormai ognuno deve trovare la propria strada, di studi ce ne sono a supporto, credo solo che una volta fuori dalla condizione di malessere, bisogna tornare gradatamente ad una dieta con sufficienti carboidrati per combattere efficacemente lo stress e sostenere la tiroide.
Uno chetosi semicostante non è proprio l'ideale, sebbene i chetoni siano un ottimo carburante derivano da una condizione di stress annullando l'ipotetico beneficio.
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#13
Sì, è vero, a me il riso provoca stitichezza. Però con il burro non l'ho mai provato.
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#14
Penso che una paleo stretta non la farei, cioè almeno un po di pane di saraceno al mattino lo metterei.. Però magari negli altri pasti provo a puntare più sulle proteine per risolvere ste turbe dell'intestino..
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#15
Solo in paleo ho sperimentato un intestino completamente vuoto d'aria; infatti lo chiamavo il "paradiso del ventre piatto".
Accidenti, ogni volta che scrivo la parola Paleo, mi sento strano...Ironico
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