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Studio sulla popolazione Kitava
#1
I Kitava sono una popolazione che hanno una bassissima percentuale di malattie cardiovascolari e in generale di malattie degenerative, niente diabete ne obesità. La loro alimentazione è ricca in tuberi, tanto che l'introito dei macronutrienti può essere suddiviso in 69% da carbo, 21% grassi e 10% proteine. Fumano tabacco.

Questo è uno studio che andavo cercando da parecchio tempo perchè dimostra che non sono i carboidrati i colpevoli dei disastri ma come già sospettavo, i colpevoli sono esclusivamente i prodotti raffinati e di provenienza industriale.

Inoltre c'è la conferma della salubrità dei grassi saturi, che vengono usati in grosse quantità dal cocco.

Probabilmente il fattore "percentuali di macronutrienti" ha avuto erroneamente troppa considerazione, ci sono ora studi su popolazioni con diete alte o basse in grassi/pro/carbo, che vivono in perfetto stato di salute fino quando riescono a stare alla larga dallo zucchero, dalla farina, dai cibi moderni e morti.

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La natura non fa nulla di inutile.
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#2
Ma anche io onestamente la penso così, però se al momento di mangiare un piatto di legumi mi viene l'asma devo dedurre che so io che ho qualcosa che non va ed è più saggio stare alla larga da quell'alimento finchè non ho capito cosa non va.

In effetti i cibi industriali hanno il vizio di creare dipendenze e di far mangiare oltre il necessario, uscendo in maniera notevole dal bilancio omeostatico.

Comunque la Fallon anche se dà delle percentuali, dice bene che non è il caso di fissarsi su calcoli inutili.

Sempre la Fallon riportava l'esempio degli Hunza che consumano tanto latte di capra, e un altro popolo che si nutriva solo di zuccheri raffinati e carboidrati, ebbene riportava un eseperimento fatto con i topo, se ritrovo la pagina ve la posto.

In un esperimento furono divisi due gruppi di topi, i primi mangiavano soltanto carboidrati e legumi i secondo avevano anche a disposizione una sardina mi pare, che sarebbero pari a 30 grammi di proteine per una persona media di 70 kg. Orbene il primo gruppo cresceva malatticcio il secondo invece sano e robusto, infatti pare che le proteine animali stranamente aiutino a usare meglio o forse ad usare quelle vegetali.

Ecco perchè mi sono accanito a cercare di fermentare cereali e legumi, li si usa da tempo immemore, non è possibile che solo negli ultimi anni siano diventati dei demoni alimentari, inoltre la Gottschall parla chiaro, li si elimina fino alla ripresa poi si ritorna a una dieta normale.

Mi chiedo gli alimenti ultraraffinati che peso abbiano avuto nel far ammalare i nostri intestini, mah... :no:
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#3
Citazione:OneLovePeace ha scritto:
Questo è uno studio che andavo
cercando da parecchio tempo perchè dimostra che non sono i carboidrati i
colpevoli dei disastri ma come già sospettavo, i colpevoli sono esclusivamente i
prodotti raffinati e di provenienza
industriale....
D'accordissimo con te, mi viene in
mente quanto saggiamente scriveva Luigi Costacurta, uno dei padri della
naturopatia in Italia, tanti anni fa...

Il grande boom economico,
sprezzante nei confronti delle leggi e necessità fisiologiche del nostro
organismo, impostando una falsa, indiscriminata e suggestiva propaganda tendente
solo ad incrementare il suo processo industriale, ha condizionato la mente
umana....così l'uomo ha perso i suoi valori sensitivi....con i miei 25 anni di
ricerche ed esperienze dirette posso dire apertamente che il cibo alterato
all'origine, alterato nella conservazione è micidiale eper il nostro
organismo....


Oggi di questo fatto c'è ormai una presa di coscienza,
il primo passo affinchè le cose possano in futuro migliorare.

---
Citazione:
salvio ha scritto:Ma anche io onestamente la penso così, però se al momento di mangiare un piatto di legumi mi viene l'asma devo dedurre che so io che ho qualcosa che non va ed è più saggio stare alla larga da quell'alimento finchè non ho capito cosa non va.
......
Mi chiedo gli alimenti ultraraffinati che peso abbiano avuto nel far ammalare i nostri intestini, mah... :no:
Certo un grande peso.....ma con le tue continue ricerche penso che ormai sei sulla buona strada... [Immagine: icon_smile.gif]
Ciao
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#4
L'isola di Kitava in Papua Nuova Guinea ospita una popolazione non colpita da abitudini di alimentazione moderna, per ora riporto l'articolo in inglese:
Citazione:The Kitavans: Wisdom from the Pacific Islands
There are very few cultures left on this planet that have not been affected by modern food habits. There are even fewer that have been studied thoroughly. The island of Kitava in Papua New Guinea is host to one such culture, and its inhabitants have many profound things to teach us about diet and health.

The Kitava study, a series of papers produced primarily by Dr. Staffan Lindeberg and his collaborators, offers a glimpse into the nutrition and health of an ancient society, using modern scientific methods. This study is one of the most complete and useful characterizations of the diet and health of a non-industrial society I have come across. It's also the study that created, and ultimately resolved, my cognitive dissonance over the health effects of carbohydrate.

From the photos I've seen, the Kitavans are beautiful people. They have the broad, attractive faces, smooth skin and excellent teeth typical of healthy non-industrial peoples.

Like the Kuna, Kitavans straddle the line between agricultural and hunter-gatherer lifestyles. They eat a diet primarily composed of tubers (yam, sweet potato, taro and cassava), fruit, vegetables, coconut and fish, in order of calories. This is typical of traditional Pacific island cultures, although the relative amounts differ.

Grains, refined sugar, vegetable oils and other processed foods are virtually nonexistent on Kitava. They get an estimated 69% of their calories from carbohydrate, 21% from fat, 17% from saturated fat and 10% from protein. Most of their fat intake is saturated because it comes from coconuts. They have an omega-6 : omega-3 ratio of approximately 1:2. Average caloric intake is 2,200 calories per day (9,200 kJ). By Western standards, their diet is high in carbohydrate, high in saturated fat, low in total fat, a bit low in protein and high in calories.

Now for a few relevant facts before we really start diving in:

Kitavans are moderately active. They have an activity level comparable to a moderately active Swede, the population to which Dr. Lindeberg draws frequent comparisons.
They have abundant food, and shortage is uncommon.
Their good health is probably not related to genetics, since genetically similar groups in the same region are exquisitely sensitive to the ravages of industrial food. Furthermore, the only Kitavan who moved away from the island to live a modern life is also the only fat Kitavan.
Their life expectancy at birth is estimated at 45 years (includes infant mortality), and life expectancy at age 50 is an additional 25 years. This is remarkable for a culture with limited access to modern medicine.
Over 75% of Kitavans smoke cigarettes, although in small amounts. Even the most isolated societies have their modern vices.

The first study in the series is provocatively titled "Apparent absence of stroke and ischaemic heart disease in a traditional Melanesian island: a clinical study in Kitava." In it, Dr. Lindeberg presents data from interviews and electrocardiograms (ECG) suggesting that heart disease and stroke are absent or extremely rare on Kitava. The inhabitants are entirely unfamiliar with the (characteristic) symptoms of heart attack and stroke, despite the sizable elderly population. This is confirmed by the ECG findings, which indicate remarkable cardiovascular health. It also agrees with data from other traditional cultures in Papua New Guinea. Lindeberg states:

For the whole of PNG, no case of IHD or atherothrombotic stroke has been reported in clinical investigations and autopsy studies among traditionally living Melanesians for more than seven decades, though an increasing number of myocardial infarctions [heart attacks] and angina pectoris in urbanized populations have been reported since the 1960s.

Dementia was not found except in in two young Kitavans, who were born handicapped. The elderly remained sharp until death, including one man who reached 100 years of age. Kitavans are also unfamiliar with external cancers, with the exception of one possible case of breast cancer in an elderly woman.

Overall, Kitavans possess a resistance to degenerative diseases that is baffling to industrialized societies. Not only is this typical of non-industrial cultures, I believe it represents the natural state of existence for Homo sapiens. Like all other animals, humans are healthy and robust when occupying their preferred ecological niche. Our niche happens to be a particularly broad one, ranging from near-complete carnivory to plant-rich omnivory. But it does not include large amounts of industrial foods.
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Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#5
Ottimo, si potrebbe unire con questa discussione "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "

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#6
Grazie per la segnalazione OneLove, ho unito le discussioni :)
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#7
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[-] 1 utente ha messo -Mi piace- al messaggio di OneLovePeace:
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