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    Sulla storia del 15% del metabolismo
    Autore Messaggio
    salvio Offline
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    1,056
    Messaggio: #1
    Sulla storia del 15% del metabolismo
    Uhm ricordare che Ciampolini diceva che statisticamente il metabolismo può rispetto a una alimentazione omeostatica adattarsi di un 15% prima che poi si vada nella perdita di sensibilità insulinica, e così anche al ribasso prima che vi sia, dopo la diminuizione metabolica, perdita di peso, ovvero uno stato catabolico.

    Abbiamo capito che quello che mangiamo influenza lo stato ormonale e dunque i substrati che devono essere bruciati. Così avremo che una dieta omeostatica composta di carboidrati da alto ig, renderà impossibile la stessa, se non si è geneticamente attrezzati per sopportare le onde di insulina e gli adipociti per contenere tutto quel glucosio nei periodi interprandiali; avremo anche che mangiando meno di quello che consumiamo, possiamo perdere peso, ma farlo con i carbo ad alto ig implicherà delle rapide ipoglicemie che chiameranno pesantemente in causa le surreni con l'immissione di adrenalina e cortisolo che bruceranno muscolo piuttosto che grasso.

    Ma cerchiamo inq uesta sede, prima che io inizi ad occuparmi della dispensa di Ciampolini chiarendone eventuali dubbi, di capire la storia del 15%.

    Prendiamo un soggetto ideale che abbia ad alimentazione omeostatica 1800 kcal, ma che consumi 2500 kcal al giorno. Costui a un certo punto della vita inizierà ad invecchiare, più o meno verso i 20 anni (invecchiare non vuol dire divenire vecchio o meglio in questa sede vuol dire non essere più in grado di modulare il proprio metabolismo per sopportare introduzioni che superino quel 15% che ricordiamo è solo una media statistica), vede che dopo i 20 man mano mette su pancia.

    Decide allora di seguire una dieta omeostatica e a riposo trova che consuma 1800 kcal, benissimo allora lui si dice:" Bene adesso faccio sport per consumare 2000 cal al giorno, in modo che ogni giorno vado in saldo negativo di 200 kcal". Si accorge che fa un pò di attività fisica ma che non dimagrisce di un grammo, inoltre alcuni giorni vanno a trovarlo alcuni amici così qualche giorno ci scappa qualche pastarella e arriva a 2070 cal al giorno. eppure non è ingrassato, ma allora sta teoria di Ciampolini è una Boiata completa?

    Il nostro soggetto non ha calcolato che il suo metabolismo è flessibile e può disperdere più o meno calore in funzione dell introduzioni fino a un 15% in alto e in basso rispetto alla dieta a fame iniziale. Ora 1800 + il 15% fa 2070 mentre 1800- 15% da 1530. Dunque lui mangiando 1800 e consumando 2000 andava in saldo negativo di 200 kcal, questo significava di fatto avere consumi di 2000 kcal e introduzioni di 1800 dunque che il suo metabolismo ideale per teenre consumi e introduzioni in pareggio era diminuito del 11% circa, dunque il suo metabolismo aveva rallentato per venire incontro alle introduzioni con il risultato che all'inizio le misure glicemiche erano più basse nei periodi immediatamente prima dei pasti per poi arrivare in pareggio.

    Allora il nostro soggetto dice:"va bhe piuttosto che fare attività fisica mi riposo e mangio 1600 kcal al giorno". Cosa succede perde un poco di peso se lo perde, ma il metabolismo scende e torna tutto uguale a prima. L'unica cosa che avverte è un pò di freddo, infatti dissipa meno calore, ma si accorge che una maglia in più o i riscaldamenti un pò più alti risolvono la situzione. Dunque decide di scendere ancora a 1500 kcal ma vedendo pochi risultati decide di fare anche attività fisica, creando un paradosso ovvero un consumo di 2400 kcal al giorno e delle introduzioni di 1500 kcal al giorno.

    Dimagrisce molto in fretta, ma dopo un pò le cose diventano insostenibili perchè il sistema sta abbassando di molto il metabolsimo e aumentando di motlo la cortisolemia per tamponare uno spareggio di 1900 kcal.

    Lui poi adora pasta e pane creando delle ipoglicemie che gli rendono impossibile mantenere il pareggio senza provare la fame. Si accorge che con i grassi e le proteine le cose vanno meglio, ma lo sbilanciamento lo sta facendo rapidamente dimagrire così pensa che sia salutare un simile comportamento dopo aver esaurito tutte riserve corporee e continua con questo comportamento, così arriva a un punto che è sempre stanco, digerisce male è a pezzi.

    AL glucometro vede che pur mangiando la glicemia sale pochissimo e scende veloce, mentre quando consumava 2500 kcal avendo un bilancio adi 1800 notava l'esatto contrario, ovvero che saliva valoce ma scendeva prima provocandogli una fame bestiale, cosa che aveva notato di meno con i grassi e le proteine pur mangaindo tanto, saliva alta partendo da un valore in cui aveva fame abbastanza elevato ma scendeva lenta, ma ahimè la fame gli veniva per valori sui 100 mg/l.

    Il nostro soggetto si meraviglia che il suo metabolismo in un range di quasi 500 calorie gli impedisca di ingrassare o di dimagrire.

    Ovvero in un range del 30% intortno al valore metabolico omeostatico.

    Trattero meglio la cosa nella sezione adatta questo è per far capire come funziona la storia delle calorie.

    QUanto si mangia influenza il nostro bilancio, quello che si mangia la quantità di energia circolante all'unità di tempo (cosa che coinvolge principalemnte il cervello).

    E' vero che il cervello può andare a chetoni, ma se di punto in bianco la glicemia crolla il fegato non ha tempo per produrne e l'ipotalamo ordina di mangiare.

    Inoltre troppa insulina dà l'ordine di usare glucosio e non grassi o chetoni quindi si cercherà di aumentare la glicmeia con i carboidrati.

    Questo è quanto.
    22-09-2011 12:29 PM
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