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Una nuova spiegazione delle reazioni allergiche
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Una nuova spiegazione delle reazioni allergiche
Le reazioni allergiche sono sempre più diffuse, ma la loro comprensione non è ancora completa. Una ricerca ora avanza l'ipotesi che l'immunità di tipo 2, implicata nelle allergie, non serva solo a difendere dai macroparassiti, ma più in generale dalle tossine ambientali, stimolando reazioni che spingono a evitarle. La risposta allergica sarebbe quindi la forma esagerata di un meccanismo adattativo utile alla sopravvivenza

Le reazioni allergiche sono dovute davvero a una risposta immunitaria diretta verso il bersaglio sbagliato?

È da questa domanda che sono partiti i ricercatori dello Howard Hughes Medical Institute, del Dipartimento di immunobiologia della Yale University School of Medicine di New Haven, di Connecticut. E la risposta, riferita in un articolo apparso su "Nature" a prima firma di Noha W. Palm, è assai diversa da quella elaborata dall'immunologia contemporanea. Secondo gli autori, infatti, le reazioni allergiche sarebbero la forma esagerata di un meccanismo che si è evoluto per proteggere l'organismo dalle tossine ambientali.

Nei mammiferi, la risposta immunitaria adattativa è organizzata in due parti: la prima per la difesa dai virus, mediata dai linfociti T helper (Th1) e dalle cellule Th17, dalle cellule citotossiche T e dalle immunoglobuline M (IgM), dalle IgA e da diverse classi di anticorpi IgG.

L'immunità di tipo 2, invece, mediata dalle cellule Th2 e dagli anticorpi IgE e IgG1, oltre che da diverse componenti del sistema immunitario innato, serve a proteggere contro i macroparassiti, come vermi o insetti, e si basa principalmente sulle difese di barriera e sull'espulsione dei parassiti. Ed è proprio questo secondo tipo di immunità a essere coinvolto anche nelle reazioni allergiche.

Palm e colleghi sottolineano però che le sostanze che inducono allergia, pur provocando risposte simili, hanno ben poco in comune tra loro. Inoltre, la reazione agli allergeni è particolarmente rapida e violenta, al punto da portare in alcuni casi allo shock anafilattico.

[Immagine: 172928968-d7f00a3b-afc1-4f81-af5a-0d292b7362bb.jpg]
Una nuova spiegazione delle reazioni allergiche@ Nathan Benn/Ottochrome/Corbis

Da ciò, l'idea dei ricercatori che l'immunità di tipo 2 si sia evoluta per proteggere da qualcosa di più che i macroparassiti. Al contrario, propongono, l'immunità allergica sarebbe un meccanismo di difesa contro fattori ambientali come veleni e agenti irritanti, e le reazioni allergiche sarebbero state mantenute nel corso dell'evoluzione perché, nella loro forma meno esasperata, spingono a evitare sostanze e comportamenti rischiosi. Infatti, sottolineano ancora gli studiosi, reazioni come lo starnuto e il grattarsi sembrano servire a ridurre l'esposizione e promuovere l'espulsione di sostanze nocive, anche se possono diventare nocive se portate all'eccesso.

Palm e colleghi ipotizzano quindi che la risposta immunitaria di tipo 2 si sia evoluta per proteggere da almeno quattro differenti classi di minacce ambientali le quali, mediante cammini molteplici, possono portare all'attivazione della risposta da parte delle cellule Th2.

Tutte le risposte, tuttavia, condividono una comune strategia di difesa, basata sull'attivazione dell'epitelio superficiale (pelle e mucose), della muscolatura liscia e del sistema vascolare per promuovere la difesa di barriera e l'espulsione. L'esacerbazione di queste difese porta alle patologie immunitarie comunemente definite allergie, tra cui la rinorrea (“naso che cola”), la rinite allergica, il prurito e la dermatite allergica, e, all'estremo, l'ipersensibilità allergica che può sfociare in un'anafilassi. "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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