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fermentazioni e leggende metropolitane
#1
frutta ai pasti o lontana dai pasti?

ho trovato in un forum una discussione interessante:

"Per favore registrati qui per vedere il link :-) "


La frutta, DA CHE ESISTONO TESTIMONIANZE STORICHE, è sempre stata
mangiata alla FINE dei pasti ("ab ovo usque ad mala", dall'uovo alle
mele, era il pranzo tipico, proverbiale, dei Romani) e anche lontano dai
pasti. Anzi, in quest'ultima modalità può e deve sostituire le merendine,
pizzette, bibite e tutto il junk food o cibo spazzatura.
Ma la frutta normalmente matura, in qualunque modo sia consumata, non dà,
non deve dare, nessun problema. Io ne mangio a chili.
Ma se uno ha il COLON irritabile (colite spastica: moltissime persone,
per problemi PSICOSOMATICI) tutto gli fa male, specialmente la cellulosa,
anche un'insalata un po' duretta, anche il radicchio rosso.



E' la più classica delle leggende mtropolitane, da antologia.
La fermentazione è nella testa dei soliti guaritori alternativi, a
cominciare dai macrobiotici, che odiano la frutta e la verdura cruda, e
propalano queste notizie suggestive, ma anche dei terapeuti Hay ecc che
inventarono la balorda dieta dissociata per i dispeptici e colitici gravi.
Ma non per tutti. O per sempre.
Il problema è che per motivi legati allo stress non compensato (vita
sociale, città, vivere al di sopra dei propri mezzi, ritmi nevrotici, liti
in famiglia e sul lavoro ecc) siamo TUTTI (o quasi) COLITICI. Colite
spastica che infatti si può considerare per analogia una malattia
autoimmune, autoinfiammatoria o meglio una Civilitazion desease.
Chiedi ad un gastro-enterologo e a uno psicologo anziani quanti sono i
malati di colite spastica e i gastritici...
Scusa la provocazione, ma ho dovuto premettere la sigla OT.
Questo è un quesito da NG di psicologia. Il cibo non ce'ntra nulla.
Basta con le leggende metropolitane degli anni 50...
Manca solo che ora mi vieni a parlare della incompatibilità di amidi e
proteine nello stesso pasto...Felice))



Le fermentazioni sono normali e fisiologiche, perché operate dai batteri della
flora simbionte del colom. Senza batteri non si digerirebbe bene (v. neonati).
Insomma, la "sporcizia" che proviene dall'esterno con i cibi è essenziale alla
nostra vita. E proprio le fermentazioni danno origine anche alle vitamine
endogene, B12 compresa, prodotte nel colon purtroppo troppo in basso per essere
a loro volta riassorbite dall'organismo in modo apprezzabile.
La frutta non c'entra in particolare. Non più di altri alimenti. La digestione
di tutti gli alimenti, chi più chi meno, produce gas. Fino a 3-4 litri al
giorno. Che però nelle persone sane non danno sintomi e non... fuoriescono.
Anche perché una parte della flora è adibita al riassorbimento.
Lo studio, che neanche vado a guardare proprio per i motivi che sto per dire, è
inutile e sbagliato. Non ha senso scientifico. Primo perché dall'abract sembra
che abbia usato i succhi e non i frutti, comunque più i primi. E' arcinoto che
non sono la stessa cosa, e che profonde modificazioni (ossidazioni del pool dei
componenti, p.es) si producono nei succhi pochi minuti dopo l'estrazione. Basta
dire che in alimentazione naturale i succhi, ancorché fatti all'istante, sono
sconsigliati. Poi saranno stati sicuramente succhi industriali: conosco i miei
polli. Perché? Perché standardizzati... Nulla a che vedere insomma con i frutti
naturali.
Ma mi insospettisce il flatus rettale dato qui come normale. Ma scherziamo? E'
segno evidente di patologie o disturbi. Una digestione perfetta non deve dare
gas all'esterno. Perciò, anche tra i volontari utilizzati nell'esperimento,
visto che la maggiioranza delle persone soffre di problemi di colon, ci saranno
stati colitici (colon irritabile).
Infine questa inutile e infondata classifica che diversifica molto i vari
frutti (quando è noto che i componenti sono molto simili tra loro: più che
altro acidi organici e zuccheri, modificandosi tutt'al più la componente
polifenolica!) in base alla probabile diversità anatomico-patologica dei
soggetti, è pericolosa perché induce la gente sprovveduta a selezioinare tra i
frutti, e a privarsi, che so, dei preziosi antociani delle prugne. Prugne che
fanno solo bene e non danno assolutamente, purché al naturale e non stramature
alcun problema.
Resta l'obbligo di consumare almeno 6 porzioni da verdura e frutta al giorno, e
se persistete con questa leggenda metropolitana para-scientifica, non le
raggiungerete mai!
Dalla colite spastica, che tocca per problemi emotivi e di inadeguata
compensazione dello stress la gran parte della popolazione, non si guarisce, ma
la si può attenuare fino quasi a dimenticarla.
Durante l'acme (gas che fuoriescono, gonfiore, dolenzia, diarrea, stitichezza
ecc) c'è chi a scopo palliativo e sintomatico mangia molto semolino e polenta
con olio per distendere e rilassare le parete contratte del colon. Ed evita
tutti i cibi ricchi di cellulosa, insalate, legumi, frutta, spezie piccanti,
fritti ecc. Molto utile il calore e se la parte non è molto dolente il
massaggio in senso rotatorio.
Ma pochi giorni dopo, appena cessati i sintomi si impone un cambiamento totale
e definitivo della dieta: al contrario, solo cereali integrali, legumi
spessissimo ma ben cotti, verdure crude in abbiondanza ma ben masticate,
frutta, ecc. Perché si è notato che al contrario di quanto si riteneva fino
agli anni 50 la dieta con poche fibre, è vero che in teoria irrita meno le
pareti del colo, ma in pratica le irrita molto di più con la lunga aderenza ad
esse (stitichezza o lunghi tempi di evacuazione) favorendo anche diverticoliti
e tumori al colon. La dieta integrale e ricca di fibre, con pesce uova e
latticini al posto di carni e salumi, velocizza il transito, aumenta il volume
delle scorie, evita gli sforzi dell'evacuazione, riducendo i rischi di
diverticoliti ed emorroidi, prfeviene i tumori al colon.
E, visto che vi interessa tanto, non dà il minimo gas sensibile, oltre i famosi
3-4 litri fisiologici che non si notano, perfino se consumate legumi ogni
giorno.
Certo, ci vuole qualche settimana di abitudine (modulazione della flora
simbionte) ai soliti polisaccaridi normalmente indigeribili stachiosio
raffinosio e verbascosio. Ma poi tutto fila liscio per tutta la vita. Salvo
ricadute sempre più rare dovute solo a stress emotivi o colpi di freddo.Perciò,
insisto, l'argomento qui è OT, riguarda i NG di medicina e psicologia.
Tantomeno c'entrano la frutta o i fagioli.




E invece avresti fatto meglio a "resistere" ancora, perché hai detto una
sciocchezza: io parlavo di differenze scarse o inesistenti tra FRUTTI e tu mi
vieni a parlare di carote e fagioli.... Approssimazione ed emotività che spiega
tutto, anche i tuoi gas...Felice
Vuoi tenerti il tuo buon alibi delle flatulenze? Tienitelom ma sappi che è
consolatorio e sottoculturale. Nulla che ha a che fare con particolari
proprietà dei frutti.
Quali sarebbero, di grazie, le SOSTANZE RESPONSABILI? Gli zuccheri? Allora
anche la caramelle dovrebbero dare meterorismo... Ma non farmi ridere.
E animate pure un NG di alimentazione!!!
Neanche gli studenti dell'Ist. Alberghiero ne sanno meno di voi.
L'argomento era i FRUTTI (e neanche i loro SUCCHI, in genere industriali).
Non esistono FRUTTI che danno aria a tutti, ma tutti o molti ALIMENTI danno
aria ai COLITICI. E i colitici sono MOLTISSIMI.
Testardi, eh? Non tenete conto della medicina
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#2
boh,a me non da alcun problema mischiare la frutta al reesto.
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