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Oh sole mio…

Con l’avvicinarsi dell’estate sicuramente il pensiero va alle protezioni solari. Ma quanto possiamo fare dall’interno? O meglio, quanto può influire l’alimentazione sulla protezione della nostra pelle dai radicali liberi provocati da un’esposizione solare? Non starò qui a darvi i cosiddetti consigli della nonna di esporvi solo durante le ore meno calde e bla bla bla*.
Piuttosto vedremo come i carotenoidi, spesso pubblicizzati nelle etichette delle creme solari, ci vengono in aiuto.
I carotenoidi si suddividono in xantofille contenenti molecole di ossigeno e carotenoidi privi di ossigeno noti come caroteni, quest’ultimi donano il tipico pigmento arancione che  si trova nella frutta e verdura come la patata, carota, zucca, mango e albicocca. Uno studo dell’ Harvard Medical School, Boston(1) ha studiato l’effetto sui topi della somministrazione orale di luteina e zeaxantina (due xantofille) nella risposta cutanea ai raggi ultravioletti B (UVB). Sono stati esposti per due settimane e si è visto che la protezione dalla radiazione ultravioletta c’era ed era dose dipendente. Una meta analisi del Münster University Hospital, Germania(2) ha individuato un totale di sette studi che hanno valutato l’efficacia del beta-carotene nella protezione contro le scottature. I risultati, positivi, sono stati però correlati alla durata dell’integrazione. Un minimo di 10 settimane era necessario per vedere i risultati, e l’effetto protettivo aumentava con ogni ulteriore mese d’integrazione. Un altro carotenoide, il licopene, secondo questo studio(3) ha un fattore di protezione solare (SPF) di 1,3 e nel contempo aumenta il procollagene della pelle, 55g di concentrato di pomodoro hanno dato una protezione aggiuntiva del 33% rispetto al gruppo di controllo dopo 12 settimane.
In uno studio clinico ricercatori hanno testato l’Astaxantina su 21 soggetti sottoposti all’azione di raggi UVA ed UVB. Dopo aver stabilito la quantità di UV necessaria per causare eritemi in via empirica, si è fatta iniziare l’integrazione di 4 mg/die di Astaxantina per due settimane. Terminate le due settimane i soggetti sono stati sottoposti nuovamente alla prova di arrossamento cutaneo ed è emerso che già dopo un paio di settimane c’era efficacia protettiva dai raggi UV.

Ora la domanda che sorge è questa: I carotenoidi, meglio mangiarli o spalmarli sulla pelle?
In due studi sulla Luteina(4)(5) si è evidenziato che 10 mg di luteina (con 0,6 mg di zeaxantina) per via orale ha migliorato la foto-protezione di 2,5 volte e ben 4,2 volte quando il trattamento è stato topico più orale. Per l’elasticità della pelle, gli aumenti sono stati del 56% e 68%, rispettivamente. Idratazione della pelle è migliorata dell’82% dopo trattamento combinato orale e topico. Il trattamento orale e il trattamento topico hanno portato a un miglioramento del 60% e 62%, rispettivamente. La perossidazione lipidica è diminuita del 65% quando il trattamento combinato è stato utilizzato.
Un ulteriore studio(6) ha esaminato i livelli di carotenoidi nella pelle dopo aver preso i carotenoidi per via topica e sistemica; 129 donne sane, di età compresa tra i 21 e i 72 anni, sono state divise in sette gruppi diversi e dato loro creme, integratori orali, entrambi, o un placebo.
I trattamenti placebo non hanno aumentato la concentrazione di carotenoidi nella pelle, mentre la crema con i carotenoidi li ha aumentati del 30% sulla fronte e il 35% nella guancia. Non sembra male – fino a quando non si guardano i risultati nei soggetti che hanno utilizzato le compresse. Prendendo l’integratore antiossidante di carotenoidi si è visto un aumento dell’80% nella fronte e il 70% nella guancia dopo appena quattro settimane.
Il gruppo che ha utilizzato sia la crema che le compresse ha avuto risultati comparabili al gruppo che ha preso solo le compresse, in 4 settimane, dopo 8 invece il gruppo che usava entrambe le forme di protezione ha visto un incremento.
Tuttavia l’effetto protettivo della crema è svanito in 10 giorni, al contrario l’effetto delle compresse è durato 5 settimane, soprattutto l’effetto è stato minore rispetto alle sole compresse di chi prendeva oltre a queste anche la crema topica. Secondo gli autori questo è avvenuto perchè lo strato corneo esterno dell’epidermide agisce come un serbatoio che si satura e non permette una maggiore concentrazione ostacolando anche i carotenoidi presi per via orale.
In contrasto con l’applicazione topica, i carotenoidi sistemici sono memorizzati nel tessuto grasso corporeo e sono rilasciati lentamente sulla superficie della pelle con il sudore ed il sebo, ma trovando già il serbatoio pieno per colpa della crema, sono bloccati.
Quindi per evitare ciò, se si usano già integratori orali bisogna usare una crema non troppo ricca di carotenoidi e non troppo ricca di olio, altrimenti il serbatoio epidermico si satura e viene meno l’effetto complessivo sinergico.
In conclusione l’integrazione orale dei carotenoidi è già sufficiente per proteggerci dal foto-invecchiamento, soprattutto se si usa l’Astaxantina che è molto potente, le creme con i carotenoidi sono meno efficienti, e se si vuole fare un’azione combinata (crema con i carotenoidi+compressa di carotenoidi ) si deve stare attenti a prenderne una non troppo ricca di questi antiossidanti per i problemi sopra esposti. L’apporto con la sola dieta  non è sufficiente ad avere un quantitativo tale da avere una protezione marcata, bisogna integrare. Con l’astaxantina si possono ottenere risultati già dopo 2 settimane e con pochi milligrammi al giorno.

E adesso…buona tintarella!

(* per chi non ne può fare a meno beccateveli)

Riferimenti
(1) http://www.nature.com/jid/journal/v121/n2/full/5601892a.html – (2) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18086246 – (3) http://www.nutraingredients.com/Research/Study-supports-lycopene-protecting-skin-from-within/ – (4)http://www.medicalnewstoday.com/releases/70700.php – (5)http://www.nutraingredients.com/Research/Kemin-reports-strong-evidence-lutein-s-skin-health-benefits – (6)http://www.hubmed.org/display.cgi%3Fuids%3D21763110 –

photo credit: Steve-h

Alessio Di Girolami

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