B1, Refeeding e Paradossi

By | 4 Luglio 2020

Spesso non è chi o cosa, ma quando, avevo appunti e informazioni utili sulla vitamina B1 dal 2013, eppure ai tempi non destò in me molto interesse, solo ora comprendo quella leggerezza. Così quando l’utente Matz ha introdotto l’argomento ha suscitato in me immediato interesse, raramente capita quando ormai ne hai sentite di ogni in questo ambiente.

Continuo sull’argomento perché certe situazioni sono poco comprensibili all’inizio, le patologie non sono lineari nella loro soluzione. Tolgo un nutriente, si sviluppa una malattia, reintroduco il nutriente… la malattia rimane.

Ad esempio, è noto che in caso di digiuno prolungato non è possibile tornare a mangiare normalmente, prende il nome di sindrome da rialimentazione, o refeeding syndrome. Le caratteristiche cliniche sono anomalie sul bilanciamento dei fluidi, sul metabolismo del glucosio, ipofosfatemia, ipomagnesiemia, ipopotassiemia. Inoltre, può verificarsi carenza di tiamina. L’aumento calorico e del metabolismo non è supportato dagli organi fiaccati dal digiuno, lo squilibrio elettrolitico tissutale può portare a gravi conseguenze, anche se nel siero sanguigno i valori sono normali.

Oppure è noto tra gli appassionati del welness il “Minnesota Starvation Experiment” , studio condotto da Ancel Keys che aveva lo scopo di determinare gli effetti fisio-psicologici di una carenza di cibo (starvation) unita all’esercizio fisico, simulando le stressanti condizioni in Europa nel periodo bellico della seconda guerra mondiale. La devastazione psico-fisica ha lasciato strascichi anche a esperimento finito dopo alimentazione normale, per alcuni tornare alla normalità ha richiesto mangiare anche 10.000 calorie al giorno! Spesso, dopo 30 minuti dal fine pasto facevano un altro spuntino. I pasti si regolarizzarono dopo 5 mesi, ma non per tutti.

Quindi anni di malnutrizione iper o ipo calorica, diete estreme, innescano processi (malattia) che si cronicizzano e difficili da risolvere senza una terapia shock, con mega dosi, ma all’inizio è possibile avere un effetto paradosso, acutizzazione della malattia a tal punto da richiedere un approccio morbido.

Il metabolismo è il nome dato alla somma delle reazioni chimiche che si verificano nel corpo umano. Il metabolismo si suddivide in catabolico e anabolico. Il metabolismo anabolico si riferisce a reazioni che accumulano molecole mentre il metabolismo catabolico le scompone. I processi anabolici richiedono energia derivata dall’ossidazione del cibo, mentre i processi catabolici rilasciano energia dall’ossidazione delle molecole derivate dai componenti quando vengono scomposte. Queste due funzioni, da adulti, devono necessariamente essere in equilibrio.

La sindrome da rialimentazione è ciò che accade quando c’è un lungo stato catabolico del metabolismo e un individuo viene trattato troppo rapidamente con gli ingredienti nutrizionali necessari per ripristinare l’equilibrio metabolico. I tentativi di curare la fame cronica delle vittime dei campi nazisti dopo la seconda guerra mondiale provocarono la morte di molti di loro.

Lonsdale afferma che il peggioramento paradossale dei sintomi può durare fino ad un mese in cui la terapia vitaminica viene utilizzata nella somministrazione orale.

Ho sempre detto al paziente che il paradosso è il miglior segno del massimo miglioramento. Ad esempio, stavo discutendo i sintomi comuni della malnutrizione ipercalorica con un’infermiera. Mi interruppe dicendo che stavo descrivendo i sintomi dei quali soffriva da anni. Ho suggerito la sostituzione dei nutrienti e in seguito mi ha detto che il paradosso era durato per un buon mese ma poi è stato sostituito con un’assenza di sintomi e un livello di energia che non aveva mai sperimentato in precedenza.

Sapete cosa significa Beri-Beri? Tradotto equivale all’italico “Non posso – Non posso”…

Gli integratori orali di tiamina possono essere assunti con o senza cibo poiché l’assunzione di cibo non influenza l’assorbimento della vitamina B1. Non è tossica, anche in eccesso, non “alimenta” i tumori come qualcuno dice, ma anzi, ripristinando l’efficienza cellulare, contrasta l’azione tumorale.

E’ chiaro che proprio come me nel 2013, potresti leggere queste righe e non darle alcuna importanza, ma in futuro chissà! 🙂