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Diete low-carb e presunti vantaggi metabolici  

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Tropico
(@tropico)
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Privazione isocalorica dei carboidrati induce catabolismo proteico nonostante una bassa T3-sindrome in uomini sani.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11167929 Clin Endocrinol (Oxf). 2001 Jan;54(1):75-80.
Contenuto di carboidrati nella dieta è un determinante fattore endocrino e di regolazione del metabolismo. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la relazione tra i livelli di ormoni tiroidei e dei parametri metabolici durante la privazione eucalorica di carboidrati. Abbiamo misurato i livelli di ormoni tiroidei, la spesa energetica a riposo (con calorimetria indiretta) e l'escrezione urinaria di azoto in sei maschi sani dopo 11 giorni di tre diete isocaloriche contenenti il ​​15% delle disponibilità di energia sotto forma di proteine ​​e 85%, 44% e il 2% sotto forma di carboidrati. In contrasto con le diete alto contenuto di carboidrati e intermedi, con la privazione dei carboidrati c'è diminuzione dei valori plasmatici di T3 (1,78 + / - 0,09 e 1,71 + / - 0.07 vs 1.33 + / - 0.05 nmol / l, rispettivamente, P <0,01), mentre T3 inversa, assorbimento T3 e livelli di T4 libera aumentati contemporaneamente rispetto alle altre due diete. Valori di TSH non erano differenti tra i tre diete. Sebbene il contenuto di carboidrati nella dieta non influenzare la spesa energetica a riposo, la privazione di carboidrati influenza l'escrezione urinaria di azoto (10.91 + / - 0.67 e 12,79 + / - 1.14 vs 15,89 + / - 1,10 g/24 h, rispettivamente, p = 0.03). Privazione Eucalorica di carboidrati aumenta il catabolismo proteico, nonostante riduzione dei livelli plasmatici di T3. Poiché è stato precedentemente dimostrato che la fame diminuisce i livelli plasmatici di T3, riposo dispendio energetico e l'escrezione di azoto, questi endocrino discordanti e cambiamenti metabolici dopo deprivazione di carboidrati indicano che gli effetti della fame endocrino e sulla regolazione metabolica non sono semplicemente il risultato della privazione di carboidrati.


Sarebbe stato interessante vedere con un cambiamento di proteine, ma so già che molte proteine da carne muscolare deprimono anch'esse la tiroide.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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Tropico
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Dieta a bassi carboidrati
Una dieta a bassi carboidrati altera il metabolismo del cortisolo indipendentemente dalla perdita di peso. In uomini obesi aumenta la rigenerazione del cortisolo tramite l’11B – HSD1 e riduce l’inattivazione del cortisolo tramite l’A-anelloriduttasi nel fegato senza alterare l’11B-HSD1 adipocitaria.
http://www.massimospattini-blog.it/dieta-a-bassi-carboidrati/

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Tropico
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Barry Groves Guru Low-carb, dieta ad alto contenuto di grassi, muore a 77 anni.

Non è per speculare, ma sarei curioso di sapere le cause della morte, visto che 77anni sono meno dell'aspettativa odierna in Italia (79,1anni).

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Stefan
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Per me invece sarebbe curioso sapere come ha vissuto fino a 77 anni.


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Tropico
(@tropico)
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Per me invece sarebbe curioso sapere come ha vissuto fino a 77 anni.

Apparentemente bene, almeno così dicono i sostenitori, basta che poi non esca fuori che è morto per qualche malattia che aveva da tempo...
Per quello sono curioso di sapere di cosa è morto, se di morte naturale o altro.

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Roberto
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Ciao
Beh mi dispiace per lui ma certo lui non e’mica l’unico “diet guru” ad essere morto ad una eta inferiore a quella media.
Facciamo una lista...c’e’ ne per tutti i gusti ( dai vegani ai stone aged diet)
Con tutto il rispetto per i morti..e ci mancherebbe.

Jack Lalanne, who was more a fitness than a diet guru, diet recently at the age of 96 from pneumonia.

1) Michel Montignac, morto a 66 anni..cancro al pancreas. Promotore della dieta a base degli indici glicemici...”South Beach Diet”.
2) Dr. Atkins, morto all’eta di 72 anni in seguito ad un incidente (scivolato sul ghiaccio). Aveva avuto attacchi di cuore.
3) Paavo Airola,morto a 64 anni di attacco cardiaco. Promotore delle “juice fasting” delle diete “naturali.
4) Roy Waldorf, morto a 79 anni. Promotore della dieta”vivi 120 anni dieta”. Insomma.
5) Nathan Pritikin, morto a 69 suicida perche malato di leucemia.
6) Ross Horne, morto a 80 anni. Studente di Pritikin, promotore della dieta fruttariana. Morto di cancro.
7) T.C. Fry, morto a 70 di embolismo polmonare. Promotore della dieta naturale e fruttatriana.
8) R. E. Kwalski, morto a 65 anni. Promotore della dieta contro il colesterolo “The 8-weeks Cholesterol cure”.
9) G. Oshawa, morto a 73 anni per cancro ai polmoni. Inventore e promotore della Macrobiotica.
10) Adele Davis, morta a 70 anni di cancro. Promotrice delle diete “naturali e Healthy” che ..e questo lo lascio ai Peatarian, beveva litri di latte al giorno.

D’altro canto ci sono anche quelli che anche avendo fatto diete molto particolari o ristrette sono vissuti altre i 90.

1 Paul Bragg, morto a 81 anni promoting a healthy diet.
2 Norman Walker, morto a 99 anni. Il Guru del ‘Juicing and Raw food”.
3 Jack Lalanne, (il mio favorite..passato di bodybuilder ed uno dei primi high protein diet) morto a 96 anni per una polmonite.

Insomma molti stili e diete diverse. Quel che si puo far evincere e’ che il “motore” umano puo bruciare diversi combustibili “leggi diete diverse” e sopravvivere...adattandosi. Insomma siamo molto adattabili ...eskimo...fruttariani. Questo non vuol dire che siano state la nostra dieta ideale.

Tutto questo per dire che non penso che una dieta POSTUMA sia il “ salvacondotto “ per una lunga vita.
L’imprinting che la dieta ci da nei primi giorni di vita uterina e poi nello svezzamento, attiva/spegne una moltitudine di geni che poi non si “rieducano” facilmente nel corso della vita. Anche cambiando stili alimentari.
I guru indiani, i monaci tibetani etc che seguono una vita ed una dieta tradizionale vivono molto piu a lungo MA PIU IMPORTANTE VIVONO MEGLIO IN SALUTE.
L’unica quasi certezza e’che in alcuni esperimenti la ristrezzione calorica allunga la vita.

Genetic links between diet and lifespan: shared mechanisms from yeast to humans
Nicholas A. Bishop1 & Leonard Guarente1 About the authors
Top of page
Abstract
Caloric restriction is the only known non-genetic intervention that robustly extends lifespan in mammals. This regimen also attenuates the incidence and progression of many age-dependent pathologies. Understanding the genetic mechanisms that underlie dietary-restriction-induced longevity would therefore have profound implications for future medical treatments aimed at tackling conditions that are associated with the ageing process. Until recently, however, almost nothing was known about these mechanisms in metazoans. Recent advances in our understanding of the genetic bases of energy sensing and lifespan control in yeast, invertebrates and mammals have begun to solve this puzzle. Evidence is mounting that the brain has a crucial role in sensing dietary restriction and promoting longevity in metazoans.

Food, reproduction and L'ongevity: Is the extended lifespan of calorie-restricted animals an evolutionary adaptation?
Robin Holliday

Abstract
Calorie restriction results in an increased lifespan and reduced fecundity of rodents. In a natural environment the availability of food will vary greatly. It is suggested that Darwinian fitness will be increased if animals cease breeding during periods of food deprivation and invest saved resources in maintenance of the adult body, or soma. This would increase the probability of producing viable offspring during an extended lifespan. The diversion of limited energy resources from breeding to maintenance of the soma is seen as an evolutionary adaptation, fully compatible with the ‘disposable soma’ theory of the evolution of ageing.
Ciao
Roberto


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Tropico
(@tropico)
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Grazie per le precisazioni, difficile capire in tutti i casi dove la dieta abbia dato o no il suo contributo e quanto abbia influenzato il corredo genetico e lo stile di vita in generale.
E' più facile individuare la chiave della giovinezza in popolazioni longeve che singoli casi come quelli che abbiamo menzionato.
Anche per me, comunque, il preferito, rimane Lalanne.

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Roberto
(@roberto)
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E' più facile individuare la chiave della giovinezza in popolazioni longeve che singoli casi come quelli che abbiamo menzionato.

Condivido al 100 per cento. ed era questo lo scopo del post. Guarda cosa succede ai centenari di Okinawa. con l'imbastardimento della dieta e del loro tradizionale stile di vita stanno perdendo il primato di lunga vita.

in questo periodo ho poco tempo...ricerca in laboratorio...ma sto preparando un post sugli omega 3.
ciao


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OneLovePeace
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I guru indiani, i monaci tibetani etc che seguono una vita ed una dieta tradizionale vivono molto piu a lungo MA PIU IMPORTANTE VIVONO MEGLIO IN SALUTE.

In questi casi secondo me la "filosofia di vita" (praticare la meditazione e altri accorgimenti) è di gran lunga più influente della dieta per aumentare la longevità e la salute. Diciamo un'attitudine positiva e zero stress.

P.S. Dalla lista sopra hai dimenticato il buon Ehret che è morto, ahimè, scivolando....


La natura non fa nulla di inutile.


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sibilla
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il tipo della macrobiotica fumava, è difficile dire quali sono i segreti peccati di ognuno di loro che possono aver influito sulla durata della loro vita. Sicuramente l'alimentazione è solo un tassello, poi ci sono attività fisica e tutto il lato psicologico della persona e il carattere che uno può avere nel rispondere alle difficoltà dolori della vita.
Non so penso a Mandela, o ad altre persone che hanno subito grandi privazioni eppur hanno raggiunto età avanzate.


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Roberto
(@roberto)
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In questi casi secondo me la "filosofia di vita" (praticare la meditazione e altri accorgimenti) è di gran lunga più influente della dieta per aumentare la longevità e la salute. Diciamo un'attitudine positiva e zero stress.

P.S. Dalla lista sopra hai dimenticato il buon Ehret che è morto, ahimè, scivolando....

Esattamente, non bisogna dimenticare che la macchina "uomo" non e' solo fatta da un motore ( apparato digerente...quindi dieta) ma ha tutto un sistema "idraulico"e elettronico che la fa funzionare.
Siamo quindi d'accordo anche con Sibilla che la psiche, il modo di vivere (vedi gli abitanti di Okinawa), gli affetti familiari etc sono alla fine molto piu influenti della sola dieta.

Si Ehret lo avevo lasciato...in pace.
Ciao


il tipo della macrobiotica fumava, è difficile dire quali sono i segreti

Bah mio nonno ha fumato sigari e pipa tutta la vita ed e'morto felicemente alla tenera eta di 96 anni, senza mai essersi ammalato di problemi polmonari. Ma, e qui ritorniamo alla psiche, era un tipo tranquillo, che conduceva una vita tranquilla e che mangiava poco e bene.


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OneLovePeace
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Si difatti concordo con voi che la psiche conta molto più dell'alimentazione.


La natura non fa nulla di inutile.


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Tropico
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Low carb fail oppure si è lasciato andare? Chissà....
Vegan vs Jimmy Moore di Vivin' la vida low-carb
[video=youtube] http://youtu.be/Q9k7VhM_Oh8[/video]

La risposta di Jimmy Moore
[video=youtube] http://youtu.be/KzYWpOVX8no[/video]

E La controrisposta dei Vegan
[video=youtube] http://youtu.be/PutaZQN8R34[/video]

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Tropico
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L'effetto delle diete ad alto vs basso contenuto di carboidrati sulla distanza percorsa nel calcio
http://journals.lww.com/nsca-jscr/Abstract/2013/08000/The_Effect_of_High_vs__Low_Carbohydrate_Diets_on.25.aspx

L'effetto di diete ad alto vs basso contenuto di carboidrati sulla distanza percorsa nel calcio J Strength Cond Res. 27 (8):. 2235-2247, 2013-Lo scopo di questo studio era di confrontare le distanze percorse durante una partita di calcio 11-a-side dopo che i giocatori avevano consumato sia un alto contenuto di carboidrati (CHO) o una dieta a basso CHO. Ventidue giocatori di sesso maschile di calcio professionisti formate 2 squadre (A e B), della stessa età, caratteristiche del corpo, e l'esperienza di formazione. Le due squadre hanno giocato contro l'altro due volte con un intervallo tra settimana. Per 3,5 giorni prima della prima partita, i giocatori della squadra A seguire una dieta ricca di CHO che ha fornito 8 g di CHO per kg di massa corporea (BM) (HC), mentre la squadra di giocatori di B hanno seguito una dieta a basso contenuto di CHO che disponibile 3 g per kg CHO BM (LC) per lo stesso periodo di tempo. Prima della seconda partita del trattamento dietetico è stato invertito e seguito per lo stesso periodo di tempo. La formazione nel corso dello studio è stato controllato, e distanze percorse sono state misurate utilizzando la tecnologia di sistema di posizionamento globale. Ogni giocatore coperto una distanza maggiore in totale HC rispetto alla distanza percorsa in LC (HC: 9.380 ± 98 m vs LC: 8.077 ± 109 m, p <0.01). Tutte le distanze percorse da facile fare jogging (7,15 km · h-1) a sprint (24,15 km · h-1) sono stati anche superiori a HC rispetto a LC (p <0.01). Quando i giocatori hanno seguito il trattamento HC, hanno vinto la partita (squadra A vs squadra B: 3-1 per la prima partita e 1-2 per la seconda partita). L'HC dieta probabilmente ha aiutato i giocatori a coprire una distanza maggiore rispetto a LC. I calciatori dovrebbero evitare di mangiare un basso (3 g di CHO per kg BM) CHO dieta 3-4 giorni prima di una importante partita di calcio e hanno un elevato apporto di CHO che prevede almeno 8 g di CHO per kg BM.

 

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crixus
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Anche la Perfect Healt Diet la pensa cosi:

In our book, we calculate the daily glucose requirements of the human body at around 600 to 800 calories, or 30% to 40% of energy on a 2000-calorie diet.So a 30-40% carb diet is a neutral diet, which probably places minimal stress on the body.A 40-50% diet is a carb-overfed diet, which probably promotes fertility and athleticism.A 20-30% diet is a mildly carb-restricted diet, which probably promotes longevity. 

http://perfecthealthdiet.com/category/diets/ray-peat-diet/

“Adaptability is probably the most distinctive characteristic of life.”
— Hans Selye


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Tropico
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Glucosio e performance mentali
Il glucosio è un tipo di zucchero da cui il cervello dipende per funzionare. Gli studi dimostrano che cali nella disponibilità di glucosio possono avere un impatto negativo sull’attenzione, sulla memoria e sull’apprendimento e che la somministrazione di glucosio può aumentare questi aspetti della funzione cognitive. Il cervello utilizza molto più glucosio durante prove mentali impegnative. Pertanto potrebbe essere particolarmente importante mantenere i valori di glucosio nel sangue ad un livello ottimale per una buona funzionalità cognitiva. Consumare pasti regolari può aiutare ad effettuare ciò.

Fonte: eufic.org/article/it/artid/Glucosio-e-performance-mentali/

Il glucosio come carburante
Il glucosio è un tipo di zucchero che proviene soprattutto da alimenti amidacei (pane, riso, pasta e patate) così come da frutti, succhi, miele, marmellate e zucchero. L’organismo può ridurre i carboidrati digeribili presenti in questi alimenti in glucosio, che viene trasportato nel circolo sanguigno fino al cervello e ad altri organi per fornire energia. L’organismo regola con precisione i livelli ematici di glucosio; questo fenomeno è noto come omeostasi glicemica. Un processo chiamato gluconeogenesi permette al corpo di produrre il proprio glucosio a partire dalle proteine e dai grassi. Il glucosio può essere immagazzinato sottoforma di glicogeno nel fegato e in misura minore nel muscolo. Il glicogeno forma una riserva di energia che può essere rapidamente mobilizzata per supplire ad un’improvvisa richiesta di glucosio (esercizio fisico), ma anche quando l’apporto di glucosio dagli alimenti è insufficiente (durante il digiuno, per esempio), il corpo può ottenere glucosio ricavandolo dai depositi di glicogeno. Il glicogeno epatico viene quasi del tutto esaurito 12-18 ore dopo il pasto, durante il digiuno notturno ad esempio, dopo il quale l’organismo si affida di più all’energia ottenuta dalla riduzione dei grassi.

Le richieste energetiche del cervello
Il cervello umano è costituito da una fitta rete di neuroni, o cellule nervose, che sono attive costantemente persino durante il sonno. Per ottenere l’energia necessaria per sostenere questa attività il cervello dipende da una fornitura continua di glucosio da parte del sangue. Una dieta sana dovrebbe fornire il 45-60% dell’energia totale tramite i carboidrati.1 Un adulto normopeso richiede circa 200gr di glucosio al giorno, due terzi del quale (circa 130gr) è specificatamente richiesto dal cervello per coprire il suo fabbisogno di glucosio.

Il cervello compete con il resto del corpo per il glucosio quando i livelli scendono molto – ad esempio in caso di inedia. Controllando con precisione il proprio consumo di glucosio in queste condizioni, il cervello può mantenere il suo alto livello di attività. Questo viene effettuato tramite due meccanismi: primo, estraendo il glucosio direttamente dal sangue quando le sue cellule hanno poca energia; secondo, limitando la quantità di glucosio disponibile al resto del corpo rendendolo più disponibile per il cervello.2,3 Questi meccanismi sono essenziali per la sopravvivenza. A differenza dei muscoli (compreso il cuore), e il fegato, il cervello non può utilizzare direttamente gli acidi grassi come carboidrati.

Glucosio e performance mentale
Nonostante questa sofisticata regolazione, cali rapidi nella disponibilità di glucosio possono alterare diverse funzioni cognitive come l’attenzione, la memoria e l’apprendimento.4

Studi sul glucosio hanno dimostrato come la somministrazione di questo zucchero può migliorare il funzionamento cognitivo – in particolare, la memoria a breve termine e l’attenzione.4 La maggior parte di questi studi danno ai partecipanti una quantità stabilita di glucosio da bere. Uno studio di Sünram-Lea e colleghi ha scoperto che una bevanda a base di glucosio ha migliorato significativamente la memoria verbale a lungo termine e la memoria spaziale a lungo termine nei giovani. L’effetto era simile sia che la bevanda venisse consumata dopo un digiuno notturno, un digiuno di due ore dopo la colazione o un digiuno di due ore dopo pranzo.5 In modo simile, Riby e colleghi hanno scoperto che il glucosio aumenta la memoria.6

Le prove mentali più impegnative sembrano rispondere meglio al glucosio di prove più semplici. Questo può dipendere dal fatto che l'apporto di glucosio aumenta in condizioni di stress moderato, come prove mentali impegnative.4

Dato che il cervello è sensibile a cali a breve termine nei livelli ematici di glucosio e sembra rispondere positivamente ad aumenti di questi livelli, potrebbe essere di beneficio mantenere livelli ematici adeguati di zucchero per mantenere la funzione cognitiva.4 Fare pasti regolari può aiutare a raggiungere lo scopo. In particolare, studi nei bambini e negli adolescenti hanno dimostrato che fare colazione può aiutare a migliorare le performance mentali amplificando la capacità nelle prove correlate alla memoria e all’attenzione.7

Conclusione
Il cervello è un organo molto attivo che si affida al glucosio per il funzionamento. Il glucosio deriva direttamente sia da alimenti e bevande contenenti carboidrati sia dall’organismo da fonti diverse dai carboidrati. Mantenere i livelli ematici di glucosio ad un livello ottimale sembra essere utile per mantenere buone funzioni cognitive, in particolare per prove mentalmente più impegnative. Consumare pasti regolari può essere un metodo utile per raggiungere lo scopo.

Bibliografia
1 European Food Safety Authority (EFSA) (2010). Scientific Opinion on Dietary Reference Values for carbohydrates and dietary fibre. EFSA Journal 8(3):1462.
2 Peters A (2011). The Selfish Brain: competition for energy resources. American Journal of Human Biology 23:29-34.
3 Peters A, Kubera B, Hubold C, et al. (2011). The Selfish Brain: Stress and eating behavior. Frontiers in Neuroscience 5(74):1-11.
4 Bellisle F (2004). Effects of diet on behaviour and cognition in children. British Journal of Nutrition 92(Suppl 2):227-232.
5 Sünram-Lea SI, Foster JK, Durlach P, et al. (2001). Glucose facilitation of cognitive performance in healthy young adults: examination of the influence of fast-duration, time of day and pre-consumption plasma glucose levels. Psychopharmacology 157:46–54.
6 Riby LM, Law AS, Mclaughlin J, et al. (2011). Preliminary evidence that glucose ingestion facilitates prospective memory performance. Nutrition Research 31(5):370-377.
7 Hoyland A, Dye L & Lawton CL (2009). A systematic review of the effect of breakfast on the cognitive performance of children and adolescents. Nutrition Research Reviews 22:220-243.


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