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Fillppo Ongaro - Nutrigenomica  

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fabietto
(@fabietto)
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17/03/2012 9:35 pm  

Si è schierato contro la carne degli animali allevati in modo innaturale!
Beato chi ha accesso alla carne di animali alimentati naturalmente e in modo non intensivo!

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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fedex
(@fedex)
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18/03/2012 12:30 am  

si questa linea la seguiva già nel libro scorso.. ma ke voi sappiate è un' approfondimento di quello pecedente o cambia un po il taglio e le tematiche?


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9783
20/03/2012 6:04 pm  

Cosa c’è rimasto da mangiare?
di Filippo Ongaro | 20 marzo 2012
Uno studio pubblicato qualche giorno fa sulla rivista Archives of Internal Medicine fornisce un’ulteriore conferma di come mangiare molta carne aumenti significativamente il rischio di morte per patologie cardiache e tumori, in particolare se la carne è rossa e processata. La dimensione della popolazione presa in esame e la durata dell’osservazione (37698 uomini e 83644 donne nel periodo 1980-2008) lasciano poco spazio a dubbi: l’eccessivo consumo di carne fa male e invece, come indicato già in molti altri studi, il pesce, i legumi, le verdure, la frutta e i cereali integrali sembrano contribuire a mantenerci sani. E’ fondamentale quindi continuare a suggerire questo tipo di correzione alimentare. Allo stesso tempo però non si può fare a meno di considerare altri fattori di cui si parla ancora troppo poco nella letteratura scientifica. Come sono stati allevati gli animali di cui si sono cibate le persone studiate? Provenivano da allevamenti intensivi? Sono stati nutriti con mangimi non idonei?

Ci sarebbe da discutere su tutta la questione etica che riguarda l’allevamento degli animali, rinchiusi in veri e propri lager, ma volendo circoscrivere la discussione solo alla salute umana, siamo sicuri che queste tecniche di allevamento non contribuiscano in qualche modo agli effetti nocivi della carne? Un animale che viene portato al massimo del suo peso in pochi mesi perché alimentato a dismisura e tenuto immobilizzato per non bruciare grassi è un animale obeso e spesso ammalato che fornisce una carne qualitativamente molto diversa da quella che proviene da un animale analogo ma libero di pascolare. Alcuni studi hanno messo in evidenza come la carne di animali allevati in modo intensivo sia complessivamente molto più grassa e ricca solo di quei grassi che sono considerati nocivi. Queste caratteristiche sono legate anche ai mangimi usati per nutrire gli animali che spesso fanno parte di quegli OGM di cui tanto si parla proprio in questi giorni. Altri studi indicano che nelle poche popolazioni che ancora vivono senza ricorrere all’agricoltura e all’allevamento intensivo, un elevato consumo di carne non è associato ad una maggior incidenza di patologie. Insomma il quadro è più complesso di quello che sembra ad una prima analisi. E il problema non riguarda solo la carne. Siamo sicuri che i pesci allevati e nutriti con mangimi siano ricchi di omega 3, i grassi alla base di molti dei benefici del pesce stesso? E se scegliamo invece grandi dosi di pesce pescato come possiamo essere certi di non riempirci degli inquinanti presenti nei mari? Perfino nel caso di frutta e verdura che, dati alla mano, sembrano essenziali per la nostra salute, viene spontaneo chiedersi se i massicci trattamenti a cui vengono esposti non abbiano davvero alcun impatto a lungo termine sulla nostra salute.

Che scenario catastrofico, si potrà dire, ma queste purtroppo sembrano essere alcune delle nefaste conseguenze di una massiccia industrializzazione della catena alimentare che ha trasformato i nostri alimenti molto di più negli ultimi 100 anni che nei precedenti 10.000. Sono per esempio migliaia gli additivi chimici utilizzati dall’industria alimentare la maggior parte dei quali viene testata singolarmente e solo in animali da laboratorio ma poi finisce spesso in combinazioni multiple e per decenni consecutivamente nel nostro organismo.

Ci vuole cautela a sostenerne l’assoluta innocuità di certe pratiche o ad attribuire un grande potenziale per esempio agli OGM. Cautela non significa essere contrari alla ricerca né al mercato ma semplicemente voler comprendere i benefici di una tecnologia così sofisticata prima che venga usata commercialmente esattamente come prima di introdurre un farmaco sul mercato ci si accerta che non sia tossico e che abbia uno scopo terapeutico chiaro. Nel caso degli OGM per esempio dopo anni di utilizzo commerciale in varie parti del mondo, si continua a parlare genericamente di potenziali benefici senza che ci venga finalmente spiegato quali siano i vantaggi reali per l’essere umano se non quelli evidenti di tipo economico per gli azionisti delle multinazionali che li controllano e vendono.

Visto il panorama alimentare poco rassicurante che ci circonda, il ministro dell’Ambiente invece di preoccuparsi degli OGM, che rappresentano per ora solo un ennesimo punto di domanda tra i tanti che riguardano il cibo, potrebbe chiedersi cosa sia possibile fare da subito per iniziare a ripulire una catena alimentare sempre più devastata, capace di generare effetti sempre più importanti sulla salute di tutti noi. Per chi non l’avesse visto Food Inc è un film di qualche anno fa che traccia un quadro impressionante di cosa sia diventato il cibo ma anche di come maggiore cultura e consapevolezza possano contribuire a cambiare le cose in meglio e aiutarci a riprendere controllo su ciò che mangiamo. Anche se in Europa la situazione è migliore che in USA, non è un buon motivo per non riflettere sul problema.

E in attesa di un mercato che non pensi solo ed esclusivamente al profitto e che premi quelle industrie che prendono sul serio il loro ruolo sociale, non lasciamoci prendere dall’indifferenza e dallo sconforto. Possiamo comunque fare la differenza con le nostre scelte personali. Ecco qui alcuni semplici consigli che possiamo adottare tutti senza rivoluzionare la nostra esistenza:

Nell’assumere proteine scegliamo la varietà introducendo una buona dose di proteine vegetali dai legumi e poi pesce pescato di piccola taglia come sgombro, sarde e sardine che incamerano meno tossine e solo minime quantità di carne possibilmente da allevamenti selezionati.

Abbondiamo in verdura e frutta, osservando la stagionalità e preferendo le versioni locali e biologiche che non saranno perfette ma qualche vantaggio sembrano averlo.

Quando mangiamo cereali scegliamo le versioni integrali che apportano fibra e hanno un impatto meno violento sulla glicemia, sulla secrezione di insulina e sull’aumento di peso.

Impariamo a leggere gli ingredienti sulle confezioni e sospettiamo di quei prodotti con troppi ingredienti, e con nomi e sigle incomprensibili.

Premiamo la filiera corta e qualsiasi iniziativa che ci aiuti ad avere maggiore controllo sulla qualità dei prodotti di cui ci nutriamo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/cosa-c%E2%80%99e-rimasto-mangiare/198809/

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9783
20/03/2012 6:23 pm  

A me comunque non mi pare che sia sia schierato contro la sola carne allevata industrialmente e processata industrialmente, ovviamente evidenzia questo ma mi pare che si evinca che non è favorevole alla carne rossa in generale altrimenti non avrebbe messo un titolo del genere "Altra conferma che meno carne è meglio", sicuramente non è pro paleo o stili affini che prevedono uso di carne in abbondanza.
Dalle risposte nei commenti mi sembra anche che non sappia bene di tutti i pro/contro degli alimenti, altrimenti alla tipa che gli chiede se si può bere l'acqua di cottura dei legumi secchi avrebbe detto di no per questo e quest'altro motivo e avrebbe rimandato ad un approfondimento del libro della Fallon, per esempio.
Lo dico, piacerà sicuramente a molti, allargherà il suo bacino di utenza perchè essendo moderato abbraccerà più opinioni favorevoli, ma mi vedo sempre più lontano dalla sua politica alimentare, molto sorretta dal marketing e si vede, per chi è del settore, come sappia valorizzare e vendere la sua figura, niente di male, finchè a risentirne non ne sono i contenuti.
A dire di non mangiare cibo industriale, dolci e alimenti raffinati son buoni tutti, è l'abc.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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gianlnicc
(@gianlnicc)
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Post: 686
21/03/2012 4:40 pm  

Non è antiproteine, ma ricordo che consigliava anche i legumi per il loro apporto di fibre insolubili.
Non ricordo nel suo libro accenni ai rapporti fra macronutrienti.


E' un qualitativo.
Non che voglia difenderlo, ma nei commenti non mi sembra si sbilanci più di tanto.

Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono

Popeye the sailor man


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9783
22/03/2012 2:22 pm  

Non si sbilancia, a me sinceramente lascerebbe molti dubbi.
Non è anti proteine ma non è per un alto quantitativo sicuramente, è "contro" le carni rosse, le fonti proteiche privilegia quella vegetali, contro i grassi saturi consigliando sempre tagli magri e sconsigliando i formaggi solo per i saturi quando molti di noi dai latticini prendono solo quelli.
Peccato che leggendo Hertoghe per un buon funzionamento ormonale grassi e carni rosse anche in abbondanza servano, altroché.
E' la mia impressione, non ho niente contro di lui, ma mi par di stare a sentire i consigli della nonna quando parla, gradirei qualcosa più specifico.
Poi capisco che molte cose che dice alla gente comune sembrano cose nuove.
Se va in TV di certo non si può mettere a parlare di saponine, di lectine etc però nel suo sito/blog/libro mi aspetterei di più.
Sul nuovo libro non dico niente perchè non l'ho letto, ma a distanza ravvicinata dall'altro e con un titolo simile mi chiedo cosa ci sia da aggiungere...addirittura parla di metodo rivoluzionario!

[video=youtube] http://youtu.be/gMvFRCjpmuA[/video]

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biker40
(@biker40)
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Post: 544
22/03/2012 4:05 pm  

C'è questa nuova generazione di nutrizionisti specializzati in anti-age, tra questi ci metto pure Duranti, che, intelligentemente, avendo intuito che l'argomento "qual'è la dieta migliore" genera molti dissidi e dibattiti, se ne sono quasi tirati fuori.
Parlano molto in generale, danno ragione a tutti gli interlocutori, dicono se ti fa bene allora va bene...
In pratica sono diventati più dei mediatori che dei nutrizionisti.
Sono più per il consenso che per il dissenso. Non prendono posizioni precise ma restano sempre nel vago...

Ora non conosco bene Ongaro, pertanto la mia riflessione potrebbe essere completamente errata su di lui.

Saluti.

Saluti.


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gianlnicc
(@gianlnicc)
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Post: 686
22/03/2012 4:27 pm  

Tropico e Biker40,
non è proprio così semplice la cosa.
Ovviamente Ongaro è il riflesso di quanto proiettano su di lui i suoi lettoriascoltatoritelespettatori, ma ci sono anche degli spunti interessanti nel suo precedente libro, niente di che anche questi ma ricordo furono la base di più di una discussione.
Ne cito qualcuno :
- importanza dell'integrazione della vitamina d
- lotta alle intolleranze (glutine in primis) alimentari
- dieta di negazione come metodo empirico

Poi se vogliamo i mediatori nel campo delle diete sono la razza dominante... e chi dice il contrario è un ortoressico :D!

Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono

Popeye the sailor man


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Muso
 Muso
(@muso)
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Post: 1170
22/03/2012 10:36 pm  

Boh a me il suo approccio non piace molto, arrivare a dire che pasta integrale e raffinata sono alimenti diversi mi sembra una cosa assurda, cambia solo il contenuto in fibre che è facilmente raggiungibile abbinando alla non integrale un insalata. Inoltre molti studi hanno evidenziato come la cosa importante sia il carico glicemico e non l'indice glicemico. Poi dice di mangiare frutta in abbondanza, mah.... Demonizza i saturi....Cereali integrali ad ogni pasto...non mi ispira un granchè...


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gianlnicc
(@gianlnicc)
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Post: 686
23/03/2012 11:10 am  

Non è che a me piaccia.
Ne vedo i limiti, che sono gli stessi (simili a quelli) della maggior parte dei nutrizionisti.

Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono

Popeye the sailor man


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Muso
 Muso
(@muso)
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Post: 1170
23/03/2012 12:56 pm  

Non è che a me piaccia.
Ne vedo i limiti, che sono gli stessi (simili a quelli) della maggior parte dei nutrizionisti.

esattamente, e secondo me sono limiti notevoli


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9783
19/04/2012 7:07 pm  

Cambiare alimentazione si può. Ma come?
Se c’è un campo della medicina dove si continua a discutere senza apparentemente raggiungere conclusioni definitive è quello della nutrizione. Per molte persone questo si traduce nel non sapere come cambiare le proprie abitudini alimentari pur comprendendo di commettere degli errori. Facciamo solo alcuni esempi: il latte fa bene o male? Mangiamo troppe proteine o troppi cereali? I grassi fanno tutti male? E lo zucchero che problemi crea? Essere vegetariani o vegani significa automaticamente mangiare sano? Esistono cibi cattivi e cibi buoni o per non ingrassare basta mangiare meno e consumare di più?
Le domande sono complesse ma le risposte che vengono date sono spesso faziose, a volte non scientifiche e altre volte così datate da riflettere le conoscenze scientifiche di qualche decade fa e non le attuali.
Eppure a guardare bene, le risposte ci sono e sono anche piuttosto chiare. Per esempio l’Università di Harvard, che risulta sempre ai primissimi posti delle classifiche internazionali delle università (le stesse che purtroppo non vedono nemmeno un ateneo italiano in posizioni degne di nota) ha le idee molto chiare su cosa sia un’alimentazione sana e con altrettanta chiarezza ha riassunto queste linee guida in un semplice piatto che rappresenta l’ideale di un pasto bilanciato. E’ uno schema facile da rispettare con un minimo di buona volontà.
In primo luogo i ricercatori dell’Harvard School of Public Health ci indicano che alla base della nostra nutrizione non ci devono essere i cereali, ma le verdure che devono costituire assieme alla frutta grosso modo metà di un pasto ideale. Meglio se le variamo molto seguendo la stagionalità in modo da garantirci i nutrienti più adatti per ogni stagione. L’altra metà del piatto va suddivisa nuovamente in due. Da un lato inseriamo una moderata porzione di cereali integrali che ci aiutano a raggiungere l’introito di fibra che serve per la salute del tratto intestinale senza incidere negativamente sulla regolazione della glicemia come fanno invece i cereali raffinati e ancora di più gli zuccheri.
Nell’angolo rimanente del piatto inseriamo invece le proteine: pesce, carni magre e legumi a scelta a seconda dei gusti e della propensione ad assumere o meno carni di origine animale. Tra le proteine l’uso di uova va limitato a 3-4 volte alla settimana mentre insaccati e carni processate devono essere un’eccezione. Come condimento, soprattutto per noi italiani, non deve mancare l’olio extravergine d’oliva. Infine aggiungiamo almeno 1.5-2 litri di acqua e qualche tè o caffè senza zucchero. Si possono usare noci e semi naturali come snack e un moderato uso di vino rosso, se non si è alla ricerca di una riduzione di peso, è concesso.
Gli esperti di Harvard sconsigliano invece l’uso di alte dosi di latte e derivati limitando questi alimenti al massimo a 1-2 porzioni al giorno. Il calcio si assume a sufficienza da verdure, legumi e frutta secca e l’uso eccessivo di latte è stato associato a varie malattie.
Uno studio pubblicato l’anno scorso sul New England Journal of Medicine suggerisce che non è solo quanto mangiamo e quanto consumiamo a determinare se ingrassiamo o meno ma anche la tipologia di alimenti che ingeriamo. Quindi gli alimenti non sono tutti uguali, anche a parità di calorie.
Sempre i ricercatori di Harvard ci ricordano che una dieta sana associata al non fumare e allo svolgere attività fisica regolare può prevenire l’82% degli infarti, il 70% degli ictus, circa il 90% dei casi di diabete di tipo II, il 70% di tumori del colon e una buona percentuale di altri tumori. Anche un piccolo cambiamento nel tempo produce grandi risultati.Fonte


Un piccolo passo avanti come linee generali, se non altro deve indicare soluzioni di massima ad una vasta platea, anche se non menziona i grassi in questo articolo.

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biker40
(@biker40)
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Post: 544
20/04/2012 12:47 pm  

Veramente un articolo di caratura notevole.
Addirittura i legumi entrano nella categoria delle proteine...


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9783
06/05/2012 7:11 pm  

Recensione del libro a cura di Antonio D’Orrico che non posso trascrivere qui per "riproduzione riservata"... :slipper:
http://lettura.corriere.it/books/mangia-che-dimagrisci/

La sottile differenza tra il fare un libro dai larghi consensi, o per la massa che dir si voglia ed il fare un libro senza compromessi è quella che passa tra "Mangia che dimagrisci" ed un libro di Cianti anche se posso non concordare sul contenuto.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9783
09/01/2013 9:30 pm  

Sempre più prezzemolino, a scapito dei contenuti, dove è finito l'Ongaro che parlava di ormoni e antiage? http://nuovistilidivita.corrieredelveneto.corriere.it/2013/01/09/vuoi-dimagrire-basta-camminare-a-lungo/

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fabietto
(@fabietto)
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Post: 7353
09/01/2013 9:54 pm  

La media delle persone non capisce (o non vuole capire) quando si parla di argomenti così difficili: si annoiano...
Se non vuole scomparire nel dimenticatoio deve assecondare l'utenza...

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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