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[Indice Insulinico] soppianta indice e carico glicemico?

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Tropico
(@tropico)
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A questo riguardo di grande interesse sono gli effetti specifici della qualità dei
grassi della dieta, come è chiaramente evidenziato da studi su animali nei quali una dieta
ricca in grassi saturi è in grado di indurre insulino-resistenza. Nell'uomo una
dimostrazione indiretta di tale effetto è data dal riscontro in diverse ricerche
epidemiologiche di un'associazione tra elevata assunzione di grassi saturi e ridotta azione
dell'insulina.
Controversa è invece la relazione tra introito globale di grassi e insulino-sensibilità. Molti
studi epidemiologici, sia trasversali sia prospettici, dimostrano che l'introito complessivo
di grassi correla positivamente con i livelli plasmatici di insulina e negativamente con
l'insulino-sensibilità. Queste correlazioni sono in gran parte mediate dal peso corporeo, in
quanto una dieta ricca in grassi predispone al sovrappeso. La complessa problematica
inerente gli effetti dei grassi della dieta sull'insulino-sensibilità ha ricevuto un importante
impulso da un recente studio di intervento multicentrico, il KANW Study, che è stato
l'unico a usare metodologie adeguate e un campione di partecipanti di grandezza
sufficiente. Lo studio è stato condotto su 162 soggetti sani reclutati in 5 Paesi,
randomizzati a seguire una dieta a elevato contenuto di grassi animali (il principale
condimento era rappresentato dal burro, ricco in acidi grassi saturi) o a una dieta ad alto
contenuto di grassi vegetali (il principale condimento era rappresentato dall'olio di oliva,
ricco in acidi grassi monoinsaturi), entrambe simili per tutti gli altri costituenti. I risultati
hanno dimostrato che i grassi animali (saturi) peggiorano l'insulino-sensibilità (-10%, p =
0,03) mentre quelli vegetali (monoinsaturi) non la influenzano. Si è inoltre osservato che
quando l'introito di grassi totali della dieta era alto (> 37% delle calorie totali) l'effetto
della qualità dei grassi sull'insulino-sensibilità scompariva, mentre nel gruppo che
consumava una quantità moderata di grassi (< 37% delle calorie totali) l'effetto del tipo di
grasso utilizzato sulla sensibilità insulinica veniva amplificato, rendendo la differenza tra
le due diete ancora più netta (20,3%, p < 0,03).

Tratto da http://www.roche.it/gear/newcontents/servlet/staticfilesServlet?type=data&communityId=re720003&id=static/attachedfile/re7300002/re7300004/AttachedFile_01427.pdf

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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Muso
 Muso
(@muso)
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Mi sembra una buffonata,soprattutto dove dice "una dieta alta in grassi induce il sovrappeso" quando anche l'ultimo dei body builders sa che se vuole dimagrire deve mangiare solo grassi.
Ah bhè ma è uno studio de LaRoche,penso sia del tutto inaffidabile.
Cmq in pratica,con una quota di grassi superiore al 37% il problema dell'insulinoresistenza non si pone secondo questa ricerca...molto contraddittoria e imprecisa,con riferimenti vaghi e senza cifre precise a parte qualche numeretto.


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Tropico
(@tropico)
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bè si mi pare inattendibile per diverse cose.LaRoche deve vendere farmaci mica farci stare bene.
Una dieta con una percentuale altissima di grassi >37% non provoca insulino resistenza in pratica se si azzerano o quasi i carboidrati,tipo gli eschimesi.
Tipo 70% grassi anche quasi tutti saturi,20-25% proteine e 5-10% carbo.
Ma poi la chetosi? Gli eschimesi come fanno? non vanno mai in chetosi?

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Eva
 Eva
(@eva)
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Scusate, ma alla fine quali dei seguenti indici è meglio tenere sott'occhio in primis e in secundis?
-glycemic score
-insulin score
-glucose score


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Tropico
(@tropico)
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Scusate, ma alla fine quali dei seguenti indici è meglio tenere sott'occhio in primis e in secundis?
-glycemic score
-insulin score
-glucose score

In primis credo che sia più indicativo l'indice insulinico

---

http://www.mmcdiet.com/mydocuments/download.php?f=insindx.pdf

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davideleo
(@davideleo)
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Noto con sorpresa che la carne ha un indice insulinico più alto di pasta e formaggio e il pesce anche più alto di pane (credo che per "grain bread" si intenda il pane non di frumento) e lenticchie.
Nella premessa si afferma che l'indice insulinico è correlato direttamente al contenuto di carboidrati e inversamente a quello di proteine e grassi, ma a me sembra che incidano solo gli zuccheri semplici e in particolare quelli raffinati.
Gli alimenti dell'era industriale sono i peggiori, ma quelli del neolitico la spuntano su quelli paleo (limitatamente all'indice insulinico, si capisce).


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Tropico
(@tropico)
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Infatti ci son rimasto un poco male, ma comunque è relativa la cosa, si riferisce a 240Kcal, una porzione.
Se Pensi che 100gr di pasta apportano circa 360 calorie, 240Kcal sono meno di 80gr!!
E se pensiamo che 100 gr di carne magra (cacciagione) sono all'incirca 100Kcal...tutto appare con una luce diversa.

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Andrea
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si ma comunque le proteine diversamente dai carboidrati stimolano oltre l'insulina anche il glucagone


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salvio
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Ma chi le dice ste stronzate?

Il glucagone interviene per rialzare la glicemia quando questa scende, sta cosa delel proteine che lo stimolino non mi risulta. Semmai quando la glicemia scende lui stimola l'uso di proteine e grassi, quindi non è che le proteine lo stimolano, ma è la mancanza di carboidrati e un eccesso di proteine nei pasti portano il corpo ad usarlo prima.

Il che è oltremodo diverso, non trovi?

Prendi le proteine magre di un latticino, vedi se non ti iperstimolano l'insulina e ti azzerano il glucagone, già questo smetirebbe facilmente il princio secondo il quale, le proteine stimolanop il glucagone.


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alturia
(@alturia)
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http://www.optizone.it/zona3.asp


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salvio
(@salvio)
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Non mi citare glizonisti, citami degli articoli scientifici.

Ho più volte riposrtato le innumerevoli falle della teoria di Sears, quindi i siti di chi lo sostiene non sono attendibili.


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Tropico
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La Scienza Del Natural Bodybuilding - Claudio Tozzi

Si evince che il glucagone è stimolato da un pasto di proteine, una curva di glucagone del genere non si avrebbe senza un pasto proteico, almeno così fa credere.
In realtà il glucagone interviene in assenza di glucosio, ma mi chiedo, interverrebbe ugualmente il glucagone nel breve digiuno?
Cioè saltando un pasto il glucagone fa quella curva? o serve contemporaneamente mangiare senza glucidi?
Per i latticini il discorso è che alzando l'insulina il glucagone viene inibito di per se quindi il discorso è a parte per questo alimento proteico.
Lo yogurt ha un indice insulinico pazzesco e pensare che è un must nelle diete, sgrassato poi non oso pensare...

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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alturia
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Non mi citare glizonisti, citami degli articoli scientifici.

Ho più volte riposrtato le innumerevoli falle

della teoria di Sears, quindi i siti di chi lo sostiene non sono attendibili.

Mi scusi, Eccellenza

Non ero al corrente delle Sue idiosincrasie nei confronti di Sears.

Non mancherò di tenerle presenti e d'ora in poi sarà fatta la Sua volontà.


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Muso
 Muso
(@muso)
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A parte che quoto salvio,comunque a parte questo in una dieta ipocalorica la stimolazione dell'insulina può anche tornare utile,anzi rivelarsi necessaria.


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salvio
(@salvio)
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Per i latticini il discorso è che alzando l'insulina il glucagone viene inibito di per se quindi il discorso è a parte per questo alimento proteico.

Il principio è: un pasto a base di proteine stimola il glucagone.

Il solo fatto che uno yogurt o un latticno senza lattosio stimoli di più l'insulina, fa cadere questo principio.

Basta guardare i grafici per vedere che il pasto con tante proteinee pochi carboidrati di fatto rimane il corpo come nellos tato di digiuno e anzi le proteine hanno consumi per essere digerite notevoli. SI può dire quindi che a momenti se fai un pasto abbondande di pro e con pochi grassi e carboidrati, consumi più energia di quanto ne metti, e logico che la glicemia si muova pochissimo.

Possibile che l'unica teoria sensata, ovvero quella di Ciampolini ch espieghi ste curve non venga proprio considerata a favore di un cumulo di stronzate che dei culturisti sparano non capendo niente di fisiologia!

Comunque voi abolite i carboidrati e i grassi e nutritevi solo di proteine vediamo che succede, suppongo che le parole rabbit starvation vi ricordino qualcosa. Avrete il glucagone alto ma pure seguendo le curve del caro tozzi finirete sotto terra, a quel punto mi tengo la mia sindrome metabolica, che è meglio, come diceva uno con la pelle blu.

Non ero al corrente delle Sue idiosincrasie nei confronti di Sears.

Ah mica sono il solo:

http://www.albanesi.it/Alimentazione/diete4.htm

Sears inoltre condanna i carboidrati ad alto indice glicemico, ma sappiamo bene che i più colpiti so i magrolini da questo fatto non chi ha molti adipociti, inoltre i magrolini hanno pochi adipociti perchè secernono poca insulina, o al più hanno una risposta insuinica lenta. Bene secondo Sears i magrolini hanno culo perchè hanno una risposta lenta, non si rende conto che i magrolini so i primi a finire sotto terra e a crepare per qualsivoglia patologia.

Altro punto, tutti si sofermano sul far dimagrire i grassi, nessuno sul far aumentare di massa i magri, chissà come mai, eppure i due problemi sono due faccie della stessa medaglia.

Inoltre ti riporto questo piccolo esperimento:

http://www.albanesi.it/VMS/zona.htm

Su optizone chiesi spiegazioni sai quale fu la risposta? Un bannaggio.

La dieta a zona ha tanto successo solo perchè tende ad avere bilanci dinamici quasi in pareggio e ad usare carboidrati a basso indice glicemico nonchè grassi mono e poliinsaturi, diminuendo la forbice tra i supermagri e i supergrassi, ma tira fuori tutti i suoi limiti appena ci si allena un pò dato che poi i bilanci con quelal ripartizione diventano negativi e alla lunga l'atleta scoppia.


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davideleo
(@davideleo)
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Possibile che l'unica teoria sensata, ovvero quella di Ciampolini ch espieghi ste curve non venga proprio considerata a favore di un cumulo di stronzate che dei culturisti sparano non capendo niente di fisiologia!

Ma io, Salvio, non ne penso male di questa teoria. Non ho seguito molto i vostri esperimenti, nè ho letto le dispense di Ciampolini, perchè da tempo ormai ho ritrovato un equilibrio alimentare (soprattutto quello mentale del rapporto col cibo) e l'idea di mettermi lì col glucometro mi fa venire la nausea (già lo facevo di mia iniziativa l'anno scorso, ricordi?). Dai vostri scambi sul forum credo di intuire che l'approccio di Ciampolini è molto simile a quello del mio medico.


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