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[LATTE] animale: alimento killer o bevanda salutifera?

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fabietto
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I LATTICINI E IL CANCRO DELLA PROSTATA

Un recente studio su 20.885 medici americani studiati per 13 anni (1982-1995), il Physicians' Health Study, ha dimostrato che i soggetti che mangiavano 2 porzioni e mezzo di latticini al giorno, avevano un aumento del 30% del cancro della prostata rispetto a quelli che mangiavano mezza porzione al giorno di latticini o niente (1 porzione USA = 100 gr formaggio fresco o 30 gr formaggio dolce).
Questo studio diretto dalla dottoressa June Chan e colleghi dell'Università di Harvard (USA) è stato pubblicato nell'ottobre del 2001 sull' American Journal of Clinical Nutrition.
Lo studio è il sedicesimo lavoro che ha dimostrato questo legame tra latticini e cancro prostatico.
Durante i tredici anni dello studio si sono osservati 1012 casi di cancro prostatico; nei soggetti con più alto consumo di latticini (latte, gelati, formaggi) era osservabile un aumento del cancro prostatico del 34 %.
Un altro studio Health Professionals Follow up Study dell'Università di Harvard ha accertato che i soggetti che assumevano alte quantità di latticini avevano una probabilità del 70% in più di sviluppare il cancro della prostata.
In questa ricerca si è accertato che i soggetti che bevevano 2 bicchieri o più di latte al giorno avevano il doppio della probabilità di sviluppare un cancro prostatico rispetto a quelli che non bevevano latte per niente.
Uno studio su soggetti di 41 paesi pubblicato sulla Alternative Medicine Revue ha osservato che coll'aumento del consumo di latticini nei vari paesi si osserva un aumento del cancro della prostata.
Un recente studio pubblicato sul British Journal of Cancer ha osservato che i livelli di HGF-I, INSULIN GROWT FACTOR un polipeptide considerato giocare un ruolo fondamentale nell'insorgenza di vari tipi di cancro erano più alti del 9% nel sangue di soggetti che mangiavano carne e latte rispetto ai vegetariani.
LA DIETA RICCA DI PROTEINE ANIMALI SPECIE DEL LATTE, TENDE AD AUMENTARE IN MODO CONSIDEREVOLE I LIVELLI EMATICI DI IGF-1.
Studi pubblicati sul Journal of the American Dietetic Association hanno osservato che mangiando 3 porzioni al giorno di latte scremato per 12 settimane si osservava un aumento del 10% dell' IGF-1 nel sangue.
Il cancro della prostata con 400. 000 nuovi casi all'anno, rappresenta il 3. 9%di tutti i cancri.
I motivi per i quali il prodotti caseari provocherebbero il cancro della prostata sono principalmente due :
1) alcuni autori (Harvard University) pensano che i prodotti caseari aumentando il calcio alimentare blocchino la produzione della vitamina D3, che svolgerebbe una azione anticancerigena.
Nei soggetti con più alta introduzione di calcio > 600 mg/giorno, si è trovata una riduzione ematica del 17% della vitamina D3.
2) altri autori affermano che con i latticini si ha un aumento nel sangue di un fattore proliferativo cellulare: l'Insuline Growth Factor (IGF-1),un polipeptide considerato a livelli ematici elevati, cancerogeno.
Nel latte dei mammiferi sono contenute numerose sostanze che favoriscono la proliferazione cellulare, la più importante è : l'INSULINE GROWTH FACTOR.
Nell' uomo elevati livelli ematici di HGF-1 segnalano il rischio di cancro mammario e prostatico.
L' IGF-1 provoca un aumento di 10 volte nei livelli di RNA nelle cellule cancerose.
L' Insuline Growth Factor umano e quello bovino sono identici, sono formati da 70 aminoacidi ,in identica sequenza e sono resistenti alla digestione, i recettori cellulari umani e bovini per questo polipeptide sono identici.
Si è accertato che l'Insuline Growth Factor è un potente fattore di crescita cellulare per il cancro e il suo livello nel sangue aumenta con l'uso di latticini del 10%.
L'IGF-1è prodotto nel fegato ed in altri tessuti, la produzione è regolata dall'ormone della crescita soprattutto nella pubertà, la sua produzione declina coll'età e a 70 anni la produzione è la metà rispetto ai giovani.
L'IGF-1 è un ormone molto potente e la sua concentrazione nel sangue è di 200ng/Ml.
L' IGF-1 stimola la crescita delle cellule sane e delle cellule cancerose, l 'IGF-1 è stato indicato come il fattore chiave per lo sviluppo del cancro mammario.
Nel 1990 ricercatori della Stanford University osservarono che l'IGF-1 stimola la crescita delle cellule prostatiche, in seguito fu scoperto che l'IGF-1 accelera la crescita delle cellule del cancro mammario.
Nel 1995 I RICERCATORI DELL'ISTITUTO NAZIONALE USA DELLA SALUTE OSSERVARONO CHE L'IGF-1 STIMOLA LA CRESCITA DI NUMEROSI CANCRI DELL'INFANZIA E LA CRESCITA DEL CANCRO MAMMARIO, DEL MELANOMA ,DEL CANCRO POLMONARE E DEL CANCRO A PICCOLE CELLULE DEL POLMONE, DEL CANCRO DEL PANCREAS.
Nel 1997 un team plurinazionale di ricercatori universitari ha osservato che la concentrazione ematica dell'IGF-1 è collegata all'insorgenza del cancro prostatico.
Nel 1998 ricercatori dell'Università di Harvard hanno confermato il legame tra l'IGF-1 e il cancro prostatico. Uomini che presentavano un tasso ematico di IGF-1 tra 300 e 500ng/mL avevano un rischio di sviluppare un cancro prostatico 4 volte superiore che uomini con un livello tra 100 e 185 ng/ml.
L'effetto dannoso era spiccato nei soggetti sopra i 60 anni.
A questa età i soggetti con il più alto livello di IGF-1 presentavano un aumento del rischio di cancro prostatico di 8 volte.
L'EVIDENZA DI UN FORTE RAPPORTO TRA HGF-1 E CANCRO DELLA PROSTATA E' ATTUALMENTE INDISCUTIBILE.
L'aumento del livello di IGF-1 si manifestava numerosi anni prima dell'insorgenza del tumore.
Negli USA il latte di mucche trattate con l'ormone della crescita, presenta un aumento da due a 10 volte il tasso di IGF-1 rispetto al latte di mucche non trattate.
In forte contrasto con questi dati uomini che mangiano 3 o più portate al giorno di verdura hano un calo del rischio del 48% di contrarre un cancro prostatico.
Il licopene dei pomidori e dei meloni, il betacarotene dei vegetali, l'acido ellagico dei melograni e dei lamponi sono associati in modo particolare alla riduzione del rischio del cancro.
Uno studio su 3643 medici ha dimostrato che i soggetti con i più bassi livelli di betacarotene nel sangue avevano un aumento del rischio di cancro del 45%.

Per approfondire questo importante argomento si consiglia cercare alla voce: milk and cancer sui principali portali mondiali (GOOGLE.COM 1.280.000 articoli-YAHOO.COM 857.000 articoli-MSN.COM 312.394 articoli CNN.COM 485.000 articoli) etc.

BIBLIOGRAFIA :
1)World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Resarch. Washington, DC 1997,PG 311
2)Chan JM, Stampfer MJ,GiovannucciEL. Sem Canc boil,1998 a;8:263-73
3)Howel MA. Br. J. Cancer1974;29:238-26
4)Armstrong B,Doll R. Int. J. Cancer 1974;29:328-36
5)RoseDP, e col Cancer 1986;58:2363-71
6) Judith C. Jusskeviche coll. Science. August 24, 1990. Vol. 249
7) J. C. Chen, J-Cell-Phisiol. January ,1994,158 (1)
8)X. S. Li,Exp-Cell-res,March,1994,211 (1)
9)M. Lippman Science, Vol. 259, January29, 1993
10)Hankinson S. E. The Lancet, vol 3511393. may9,1998
11)Stattin e coll. J. Nation. Cancer Inst. 2000 ;92 :1910-7
12)Toniolo P e coll. Int J Cancer2000;88:828-32
13)Allen NE e coll. Br. J Cancer 2000 ;83:95-7
14)Coehn JH, E COL. Nat Can Ins 20000;92:61-8
15) Zhang S e coll. J Nat Cancer Inst 1999;91:547-56
16)Cook e coll Cancer 1999;86:1783. 92
17) Rudman, Daniel et all New England Journal of Medicine, Vol 323 July 5, 1990 pp1-6
18) Giovannucci e coll. Cancer Res 1998 a ;58:442-7

Fonte: http://www.dietaweb.it/content/latticinicancroprostata.asp

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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Tropico
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Vorrei trovare qualcosa di più scientifico sulla malasalute derivante dal
latte,come l'articolo qui sopra, perchè a dire il vero gli studi ne parlano
spesso in maniera positiva, non vorrei che alla fine la problematica latte sia
stata sollevata in toni troppo propagandistici
allarmistci.
Mi è venuto il sospetto che una volta eliminati certi cibi e
ripristinata la permeabilità intestinale il latte venga tollerato bene, ad
esempio Muso disse che aveva allergia vera e propria e poi gli è sparita stando
in paleo http://mangiaconsapevole.forumattivo.com/t95-paleo-diet-la-dieta-del-futuro
è
anche vero che Fabietto dice che il latte è l'origine delle sue disavventure
familiari...

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
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Come dice Salvio il latte pastorizzato imputridisce mentre quello fresco
diventa yogurt.....lo stesso succede dentro il nostro corpo. Quindi un alimento
potenzialmente buono, grazie all'industrializzazione è divenuto
dannoso.
Si...... è possibile che io abbia dato le colpe al latte......mentre
sotto c'era dell'altro!?
Comunque, visto come sono allevate le vacche, meglio
evitare! Forse quello di capra o pecora crudi sarebbero una valida
alternativa.......ma sono alla portata di pochi! Mah......io lo evito:
sinceramente non mi manca per nulla.

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Tropico
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Sarebbe da provare il latte crudo a chi ha/aveva intolleranza in maniera
che possa valutarne le differenze, io dopo più di 10 anni ho riprovato a bere un
pò di latte, c'era solo lo scremato in casa, mi ha dato fortissima flatulenza e
ho lasciato perdere immediatamente. Lo yogurt invece non mi ha dato nessun
problema, e anche quello non lo mangiavo da anni.
Ho voluto solo fare un
breve esperimento casalingo senza nessuna pretesa.

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fedex
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sul latte poi c è da considerare, che anke nei pochi soggetti neturalmente
predisposti ad assorbirlo senza problemi, in caso di prolungata astinenza la
lattasi va comunque a scemare dando problemi digestivi... anke a me è successa
cosa analoga alla tua abbandonando i latticini, una volta reintrodotti solo per
esperimento il latte mi ha dato problemi mentre lo yogurt no


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Tropico
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Immagino infatti che il corpo deva riabituarsi, oggi per caso sono passato
davanti ad un distributore di latte crudo e sono caduto in tentazione, c'era
scritto chiaramente di bollirlo prima - tra l'altro il dott. Filippo Ongaro
stasera su LA7(bel programma) mi ha ricordato dei pericoli della contaminazione
batterica del latte crudo(salmonella -Listeria) - io l'ho bevuto tal quale,
quasi mezzo litro, era bello fresco ed io stavo tornando a casa dal mare, per
ora non mi ha provocato nessuno spasmo intestinale e nessuna flatulenza come il
latte UHT scremato. Comunque non penso che tornerò a berlo in pianta stabile, è
solo uno sfizio passeggero.

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Tropico
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Ti fa passare la voglia di bere latte crudo non bollito questo
articolo,altrochè:
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/12/16/il-buon-latte-crudo-di-una-volta/

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fabietto
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Ma di articoli simili ne trovi anche per le uova, la carne, la verdura, la
frutta etc......mangiare crudo dovrebbe essere + sano...invece è come una
lotteria..... ma al contrario.....cioè bisogna sperare che non esca "il proprio
numero"...... Come vedi a te è andata bene .......questa volta

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fedex
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è vero quanto dite, però mi diceva la signora che ha le vacche da latte che
riforniscono il distributore di latte crudo qua vicino a me che sono davvero
iper controllati e che quindi hanno un certo grado di sicurezza..

io sul
crudo in genere (carne e pesce che adoro) prendo precauzioni quali congelamento
preventivo solo per il pesce, la carne invece controllo solo se vedo cose strane
se no quando la mangio a tartare la mangio tal quale(ovviamente di allevamenti
molto tradizionali e ccon bestie libere di pascolare e prive di residui chimici,
di cui conosco i produttori e i metodi)


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Tropico
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Come scritto nell'articolo i venditori di latte crudo rispettano in maniera
maggiore le normative, appunto perchè la contaminazione è più probabile, ma in
effetti mangio spesso uova crude delle mie galline, e a dire il vero il guscio è
sempre sporco di materia fecale e non lo pulisco mai, l'albume viene sempre a
contatto con la parte esterna quando le rompo, a quest'ora sarei dovuto crepare
di salmonella o batteri fecali. Però per la carne in genere do sempre una bella
scottata perchè non mi fido per niente in quanto comprati al supermercato,
ricordo il documentario Cibo s.p.a. in
cui la contaminazione di batteri pericolosi era molto più probabile nelle catene
industriali controllate che nei mattatoi artigianali casalinghi, faceva vedere
una famiglia che uccideva polli e li spennava all'aperto, la sanitaria locale
voleva farli chiudere ma le analisi veterinarie li scagionavano alla grande!

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Tropico
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Segnalo uno studio molto completo, veramente
eccezionale, che risponde a tantissime domande sul latte, sulla composizione e
delle sue qualità nutritive, non mi è sembrato assolutamente di parte, e
risponde a domande quali "il latte produce muco" o "il latte dà infiammazione"
rimandando a sua volta a specifici studi riguardo queste annose domande.Si
accenna anche alla pastorizzazione e cosa comporta.
E' molto lungo, per cui
sono scoraggiato dal tradurlo, però se ne volete sapere di più sul latte dovete
assolutamente leggerlo!
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2039733/?tool=pmcentrez

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Tropico
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Ho finito di leggerlo, mi piacerebbe discuterne.
Lo studio è molto completo, e conclude che mezzo litro di latte apporta molte sostanze nutritive che ci servono quotidianamente senza effetti collaterali/secondari.
Anche se molto completo sarei stato contento se si fosse trattato pure l'argomento affine alla risposta ormonale a seguito di ingestione di latte.
Non lo mette in evidenza, ma quello che ci ho voluto leggere io è che il latte intero e crudo non sia dannoso, mentre quando trattato termicamente o industrialmente (filtrazioni, resine a scambio ionico etc si hanno delle denaturazioni pericolose).
Si cita uno studio sulla denaturazione che avviene nel latte, la lisina in pratica cessa di essere biodisponibile -avviene la reazione di Maillard, che determina la formazione di epsilon-lattulosil-lisina detto composto di Amadori- la metionina si ossida e diventa methionine sulfoxide e si ossidano anche cisteina e triptofano.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17590008
Approfondendo ho visto che la legge stabilisce per il latte pastorizzato fresco e per quello pastorizzato ad alta temperatura un limite di perdita e denaturazione (attività perossidasica sulle beta-lattoglobuline), che comunque avviene sempre con il trattamento termico, ma oltre alla temperatura è più importante il tempo per il trattamento termico.
Il riscaldamento del latte e/o la sua alcalinizzazione determinano importanti trasformazioni a carico del lattosio. La parte glucosidica della molecola può epimerizzare originando mannosio o isomerizzare producendo fruttosio, in conseguenza si ha la formazione di 2 nuovi disaccaridi, rispettivamente epilattosio e lattulosio.
E' anche vero che la sterilizzazione UHT (140° per 10sec) non produce più di 600 mg/l di lattulosio ma la sterilizzazione in bottiglia invece può andare oltre i 1200mg/l.
Le beta-lattoglobuline sono termolabili già a 70°, i fenomeni di denaturazione delle proteine del siero precedono la loro associazione e quella dei loro polimeri con le micelle caseiniche per dar luogo a micelle complesse. Per le immunoglobuline la denaturazione termica ne inibisce la proprietà di associarsi ai globuli di grasso e favorire questi ultimi nei processi di clustering. Poi c'è sicuramente una perdita di vitamine, ma pensavo peggio, alcune rimangono inalterate e la perdita si concentra sulla vitamina C e ancora di più sulla B12. Va peggio per i 60 enzimi presenti nel latte che sicuramente aiutano la digeribilità da crudo mentre dopo trattamento termico chissà. Un cavallo di battaglia riguarda la fosfatasi alcalina, enzima che aiuta a fissare il calcio nelle ossa e che la pastorizzazione elimina in toto,si crede che anche la digestione dello stomaco la elimini ma da un approfondimento non è così perchè il latte stabilizza il ph nello stomaco e protegge da distruzione questo enzima.(1)
Potrei annoiarvi ancora per tutte le reazioni che subiscono le proprietà del latte ma mi fermo sennò mi annoio pure io, ci vorrebbe un bel riassunto a mò di articolo ma richiede una mole di lavoro enorme...forse un pò alla volta ci riuscirò.
Concludo dicendo che il latte crudo che ho bevuto questi giorni non mi ha dato nessun fenomeno di meteorismo o feci molli che invece mi ha dato il latte UHT scremato o tutte le volte che bevevo siero di latte isolato ottenuto per ultra e micro flitrazione. Un motivo alla luce di quanto visto sopra,ci sarà sicuramente.
1)

I fautori di pastorizzazione hanno affermato che non importa se gli enzimi vengono distrutti durante la pastorizzazione, perché gli acidi dello stomaco li avrebbe distrutti comunque. Abbiamo chiesto a Ted Beals, MD, per il suo contributo su questo problema.

Secondo il Dr. Beals, gli enzimi sono infatti sensibili alle variazioni di pH, cioè l'acidità o alcalinità dell'ambiente. Con i cambiamenti estremi, gli enzimi potrebbero essere danneggiate o distrutte. Qualsiasi variazione di pH mite verso l'alto o verso il basso influirà anche l'attività di un enzima. Enzimi digestivi differenti funzionano meglio in basso pH, mentre altri a più alto pH. Sembra quindi logico che l'ambiente acido dello stomaco diminuirebbe o distruggere la capacità degli enzimi di funzionare. Ma questo è compensato dal fatto che il latte fresco intero è un buffer, che è un agente che mantiene il pH costante. (Pastorizzazione, omogeneizzazione e riduzione del contenuto di grassi del latte tutti ridurre la capacità di tamponamento.)

Buffers "neutralizzare" l'ambiente alcalino o acido che viene a contatto con il latte, riducendo l'influenza dell'ambiente acide o alcaline per il latte. Dopo tutto, il latte materno contiene molti degli stessi enzimi come il latte da vacche e capre, e questi enzimi svolgono molti ruoli benefico nel tratto digestivo. Non avrebbe senso biologico ad avere questi enzimi nel latte, solo per essere distrutta dall'ambiente acido dello stomaco o l'ambiente alcalino dell'intestino tenue.

Dr. Beals sottolinea anche che il latte crudo non contiene lattasi, l'enzima che scompone il lattosio disaccaride. Tuttavia, batteri benefici inserire il latte in quanto è uscita la tettarella nel contenitore del latte. Questi batteri possono produrre lactases liberi e possono convertire lattosio dal loro metabolismo interno. La capacità tampone del latte crudo consentirebbe a questi batteri sani per entrare nel piccolo intestino dove possono continuare il loro lavoro di digerire il lattosio. Batteri quali contribuiscono anche alla salute generale del tratto intestinale. Il latte crudo contiene diversi fattori che supportano la proliferazione di questi batteri, compreso il fattore bifidus e zuccheri speciali che servono come alimento per i batteri. Come con gli enzimi, non ha senso biologico per tutti questi fattori che devono essere presenti nel latte crudo solo di averli distrutti nello stomaco. Fonte

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Tropico
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Ho trovato una bella testimonianza su questo articolo Latte Crudo Facciamo Chiarezza?
Commento del 15 giugno 2010, 09:45

Buongiorno.
In merito al vs articolo recentemente pubblicato vorrei inserire la mie esperienza diretta e come padre. Poichè non siamo più i soli che ricorriamo sempre più frequentemente all'uso di latti 'diversi' e ne sono una prova il fatto stesso che la GDO nell'arco degli ultimi 5 anni è passata da latti di Capra non italiani a lunga conservazione su scaffali secondari a vendere anche 2 o 3 marche di latte di capra Italiano e nello stesso scaffale del latte fresco.
Ho letto il vs articolo e ritengo che siano validi sia l'approccio scientifico visto che oramai tutti noi -e parlo da genitore- siamo attenti ai contenuti non solo alla forma ma anche un approccio di .. gusto.
Sia io che mio figlio siamo intolleranti al latte vaccino, e nei cambi di stagione non riusciamo nemmeno a bere un latte microfiltrato.
Non ci sono dubbi:abbiamo fatto prove anche di accostamento in base all'alimentazione che correda i pasti prima di assumere latte vaccino, durante e dopo. Il fatto sostanziale è che a volte mi fa anche male, e non parlo di coliti.
Bene, potrà sembrare assurdo ma abbiamo iniziato a bere latte crudo da quasi 2 anni e il paradosso apparente della presenza di batteri (più di 100 specie diverse) non solo non è stato causa dei soliti problemi che non sto a descrivere, avuti anche con latti microfiltrati appunto, ma anzi ha debellato il nostro problema.

la ragione, appunto consiste nel fatto che -come ha recentemente documentato Slow Food in una delle sue enciclopediche recensioni mensili- il latte crudo (come da millenni) contiene una quantità di batteri sia prebiotici che probiotici, alcuni dei quali già capaci di digerire lattosio e derivati. Questo fenomeno (che in altre regioni del mondo è stato scoperto da qualche millennio ed ha generato abitudini diverse come il Kefir nelle regioni della mezzaluna fertile) ha permesso a intere generazioni di bere comodamente il latte di vacca.
Ed è proprio la pastorizzazione che neutralizzando tali batteri impedisce la corretta digestione del latte.

Ciò spiega il paradosso che si può incorrere a gastroenteriti anche spasmiche con latte zimil o simile e con latte intero pastorizzato mentre invece si può bere con gioia un latte crudo.

Dal punto di vista tecnico gli ultimi 150 anni hanno distrutto queste antiche e corrette abitudini per una sola ragione principale:
l'industrializzazione che ha permesso di trasformare e rendere il prodotto disponibili su larga scala.
Questa causa è stata determinante poichè 150 anni fa i piccoli e medi allevatori iniziarono a stivare gli animali in piccoli spazi dovendo sopperire alle richieste, e questo ha gioco forza moltiplicato ed aggravato lo ststo di igiene che all'epoca non era per nulla paragonabile ai livelli che oggi utilizziamo. Nell'arco di pochi anni i governi attuarono norme severissime, che anche ottusamente si sono protratte nei secoli.
Un esempio è il canada che ancora oggi come in tutti i paesi angloisassoni proibisce la produzione di formaggi con latte non pastorizzato. Sono retaggi culturali di paure di rischi dovuti alla trascurateza delle condizioni igieniche.
Da questo momento storico il latte è stato pastorizzato e, generazione dopo generazione, siamo arrivati oggi a latti sempre più poveri e privi del propedeutico.. quel 'valore aggiunto' che ci ha aiutato a digerire il latte di vacca per millenni e che ora ci manca.

Ma se oggi possiamo permetterci livelli di igiene -dalla mungitura alla vendita al consumatore- altissimi, allora viva la possibilità di bere latte crudo

Persone intolleranti al latte che se prendono quello crudo non hanno reazioni avverse, un pò come ho sperimentato io in piccolo, certo non ero allergico ma avevo alcuni effetti spiacevoli tipo alitosi e meteorismo che non ho avuto col crudo. Bene, la faccenda si fa interessante e appare molto più chiara osservando la tabella sottostante:

La Weston Price Foundation ha un sito per la campagna pro Real Milk, dove ci sono tantissime informazioni utili e che almeno per me sdoganano l'uso del latte crudo.
Qui c'è una raccolta di abstract per quanto riguarda il latte crudo vs pastorizzato, da notare che la questione era già sollevata negli anni '20 e '30, e che fecero studi sui topi dove constatarono che il latte crudo promuoveva una sana crescita mentre il pastorizzato no.
Comunque è utilissimo leggere tutto il sito http://www.realmilk.com/
Ho fatto le ore piccole ma sono giunto alla mia inaspettata conclusione delle 3 di notte, ovvero proverò a introdurre latte crudo nella mia dieta , eliminare latticini è stato un punto saldo per molti anni, vedremo se il passaggio al crudo mi darà qualche effetto avverso nel medio-lungo termine, visto che nel breve è stato promosso.

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fabietto
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Ultimamente ti stai impegnando di brutto! Il tuo lavoro è molto
apprezzato!

A livello digestivo si deduce che il latte crudo è Ok; mentre
trattato termicamente/industrialmente/denaturato viene digerito malissimo con
relativi problemi.

Ora bisogna risolvere il quesito latte e stimolazione
ormonale e la faccenda lectine.
Importante sapere anche come è stato
trattato/alimentato l'animale.

Si potrebbe iniziare da questo:
http://leben-ohne-akne.de/Aknebilder/Akne%20und%20Milch.pdf

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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fedex
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ottimi contributi davvero complimenti. sono di fretta appena ho un attimo
me lo guardo meglio

sulla risposta ormonale ricordo di aver letto pareri
contrastanti alcuni studi affermavano che abbassase il testosterone altri erano
discordanti; c è poi da considerare che quello industrializzato e pastorizzato,
come spiega Ongaro nel libro, è a rischio in quanto le vacche sono speso gravide
e quindi il prodotto è ricco di IGF-1, il che esporrebbe l'uomo ( o meglio la
donna) ad un più alto pericolo di tumore alla mammella


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Tropico
(@tropico)
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L'alimentazione della vacca da latte influisce sul contenuto di vitamine e sali minerali e pure sul grasso mi pare, la frazione proteica invece rimane invariata.
Sono contento che troviate utili le mie ricerche, mi gratifica
Per le lectine io sorvolerei proprio, ma è una mia scelta, anche perchè lectina non vuol dire automaticamente che agglutina i globuli rossi anche se ci si lega, un pò tutta la teoria delle lectine e di D'Adamo non la considero attendibile, per il solo fatto che la celiachia non guarda in faccia al gruppo sanguigno anche per chi è del gruppo apparentemente (secondo D'Adamo) adattato all'agricoltura.
Sulla risposta ormonale mi rimane il dubbio, dovrei approfondire quest'ultimo aspetto, ma dovrei anche trovare studi che impiegano latte crudo altrimenti non avrebbe senso. Ovviamente le vacche trattate con ormoni passano queste sostanze facilmente nel latte, nei distributori di latte crudo c'è la provenienza, magari una visitina alla stalla e certificati veterinari fugano il dubbio.
Ora leggo il tuo pdf Fabietto, combiniamo le forze che insieme troviamo più materiale

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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