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Orario dei pasti  

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Muso
 Muso
(@muso)
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18/03/2012 9:44 pm  

Tropico, provvedi a bannare Dodo reo di mangiare nutella!
Dodo, che dice la FAO sulla nutella?

Non so più nemmeno quanto tempo è che non mangiavo la nutella... l'ho ripresa di recente, non penso morirò (ricordo una crema di nocciole di Torino magnifica, la nutella sembra burro insapore al confronto).

La FAO non è paragonabile ad un "amico di chiacchiere" che parla di questo e di quello. Ci sono ricerche con risultati: è un materiale a disposizione quello della FAO. Se uno pensa che non sia valido, ignora la fonte e basta. Fissarsi in questo modo sulla ricerca di occasioni per scherzarci sopra, porta solo al OT e perdite di tempo...

Un punto di prosecuzione poteva essere questo:

Carboidrati e proteine mi son più chiare. Invece mi è meno chiaro quando prendere i grassi e se sono da considerare solo energia a lunga durata o anche materiale da costruzione (per esempio le membrane delle cellule richiedono grassi per essere costruite).

Dodo un punto di prosecuzione per cosa? A me sembra non abbia molto senso la tua domanda, i grassi vanno assunti ad ogni pasto ovviamente, poichè sono anche materiale da costruzione.


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Dodo
 Dodo
(@dodo)
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18/03/2012 10:11 pm  

Cercando sul sito della FAO con la parola "nutella" vengono fuori un insieme di risultati che riportano tra parentesi la voce "prodotti tipo nutella", inutile stare a capire il contesto di queste occorrenze (comunque avevano a che fare con tabelle di quantità giornaliere dei nutrienti), fatto sta che già questa voce fa capire che non ci sia un interesse specifico verso un singolo prodotto (si considera genericamente "creme di nocciola"). Situazione analoga su WHO.

[...] Dodo un punto di prosecuzione per cosa? A me sembra non abbia molto senso la tua domanda, i grassi vanno assunti ad ogni pasto ovviamente, poichè sono anche materiale da costruzione.

Grazie: ecco hai proseguito. Distribuire uniformemente i grassi lungo la giornata penso che in fondo vada bene, anche se essendo materiale da costruzione forse, come le proteine, potrebbero aver senso prenderli prevalentemente (cioè non solo) la sera.


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biker40
(@biker40)
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19/03/2012 12:38 pm  

Per la FAO cos'è la nutella? Semplice crema di nocciole?
Questi grandi scienziati non prendono in considerazione il pericolo dei grassi strani in essa contenuta?
Mah!


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Tropico
(@tropico)
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19/03/2012 1:06 pm  

L'olio di palma con il latte scremato e un quantitativo di zucchero bianco superiore al 50% devono essere una accoppiata davvero benefica.
Se poi ci uniamo un pò di farina bianca con tanto buon glutine e lectine...
Questa è l'apoteosi del mangiar male ed inconsapevole.
Poi sarà anche buona, non dico di no, ma lasciate che sia una rarità nella vostra vita.
E non la colazione dei campioni che fanno vedere negli spot della nazionale di calcio italiana.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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Dodo
 Dodo
(@dodo)
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24/03/2012 7:21 pm  

L'orario dei pasti, in altre parole: quando mangiare? Ho chiarito un meccanismo importante che non conoscevo e lo spiego per chi, come me prima di adesso, ancora non lo conosce. Il nostro organismo controlla in modo attento il bisogno di carboidrati, verso cui presenta un meccanismo di cui non c'è un analogo per grassi e proteine. I concetti da chiarire sono: glicemia, insulina e glucagone. Ed anche qualcos'altro.

La glicemia è il livello di zuccheri nel sangue che deve rimanere costante, o non scendere troppo, perché è l'unico modo di nutrire il cervello, dato che il cervello non possiede riserve di zuccheri, a differenza dei muscoli per esempio. Con "zucchero" intendo il glucosio.

Quando passa il tempo, i carboidrati vengono usati (per il metabolismo basale, per l'attività fisica, per i motivi più vari) quindi il livello di glicemia scende. Però, questo non porta ancora alla fame o a problemi al cervello. Infatti, c'è il fegato che è una riserva di glucosio e se scende la glicemia c'è un ormone che è il glucagone che libera le riserve di glucosio nel fegato alzando la glicemia. C'è anche un altro ormone insieme al glucagone che è la leptina, questa promuove l'utilizzo della massa adiposa (il grasso). Tanto più grasso c'è, tanto più la fame viene inibita dalla leptina e si consuma questa energia di scorta.

Comunque, dopo i carboidrati ed il tampone dei grassi (che comunque non sono utilizzati dal cervello, servono solo a far durare di più i carboidrati, che servono sempre, in particolare per il cervello), si arriverà ad avere fame. In questo momento è possibile mangiare anche più carboidrati di quelli che servono per rialzare la glicemia. Infatti, il fegato può contenere circa 70g di glucosio come riserva, che corrispondono ad un etto di pasta (che sarebbe meglio ridurla il più possibile per i dubbi effetti del glutine sull'intestino) o un etto di riso (entrambi non integrali) o dai 3 ai 4 etti di patate (lesse, senza buccia che fa male). Pasta e riso vanno pesati prima di cuocerli, le patate mantengono lo stesso peso prima e dopo la cottura. Anche le verdure, la frutta, i dolci, la carne contengono carboidrati e naturalmente altro. Una volta fatto un pasto (paragonabile ad un pranzo) viene prodotta insulina che abbassa il livello di glicemia nel sangue, altrimenti troppo alto, e l'eccedenza va come riserva nel fegato.

Se si prendono tanti carboidrati in una sola volta da superare le possibilità di riserva nel fegato, oppure se si mangiano quando non si ha fame, l'eccesso di carboidrati viene convertito in trigliceridi (grassi). Questo succede per esempio a chi utilizza riso e piselli come fonte di proteine, ne deve prendere così tanti che soddisfatte le proteine si ritrova ad ingrassare seriamente. Precisato questo, emerge anche che l'organismo preferisce utilizzare come energia i carboidrati e come seconda opzione i grassi (una sorta di batteria di riserva sono i grassi, che non sostituisce del tutto la prima, ma prolunga all'occorrenza la durata della prima avviata verso l'esaurimento).

Si legge che la risposta ai carboidrati con l'insulina è ben reattiva nella prima parte della giornata, praticamente pasti con prevalenza di carboidrati vanno bene soprattutto a pranzo, o meglio, nella prima parte della giornata in cui ci viene fame, avere lo stimolo della fame è importante (intendo mangiare con appetito, non famelici). Penso anche che ci sia una componente soggettiva in questo meccanismo, probabilmente c'è chi ha ottime risposte di insulina anche la sera. Questo significa che calcolare le chilocalorie da assumere lungo la giornata è perfettamente inutile, dato che ci si regola benissimo da soli (salvo disfunzioni).

Quando mangiare carboidrati? Quando si ha fame e senza superare i 70g, poco più al massimo, di carboidrati netti per volta (limite che può variare leggermente dalle capacità di riserva di glucosio nel fegato di ciascuno di noi).

Relativamente a grassi e proteine, considerandoli materiale da costruzione (secondo il loro utilizzo più comune ed indispensabile), può aver senso prenderli prevalentemente la sera perché nella notte c'è una maggiore sintesi proteica. Purtroppo non c'è un bel meccanismo, chiaro e facile da seguire, come nel caso dei carboidrati.

Inoltre, si apre un capitolo meno chiaro rispetto al meccanismo che ho esposto, ovvero quello legato al sonno. Una cosa che si conosce è che una buona quantità di carboidrati facilita il passaggio del triptofano, che è il precursore della serotonina, nel cervello. La serotonina svolte molte funzioni, controlla l'umore, il sonno, l'appetito, la nausea, inibisce la libido, controlla il movimento peristaltico dell'intestino ed altro, e viene prodotta al 95% nell'intestino. L'esposizione al sole stimola la ghiandola pineale a produrre melatonina di notte, sarebbe importante il sole diretto del giorno e un buio totale di notte, in caso contrario l'organismo sfuma sempre più i confini tra notte e giorno.

E se ci sono disfunzioni? Questo purtroppo è un brutto problema. Per esempio gli obesi hanno paradossalmente più leptina dei normopesi, però c'è una resistenza alla leptina, ovvero non ha effetto, per cui finiti gli zuccheri, anziché usare la massa grassa, sentono la fame ed il bisogno di introdurre altri zuccheri. Oppure ci sono casi in cui la risposta dell'insulina è esagerata e si arriva presto a riabbassare la glicemia, quando gli zuccheri non mancherebbero nel fegato. In tal caso converrebbe fare pasti frequenti lungo la giornata e molto modesti in carboidrati. Inoltre, lo stress, condizioni psicologiche di vario genere (dalla depressione agli impulsi convulsivi) incidono fortemente sulla gestione dei carboidrati, sull'attività dell'intestino, sulla produzione dei vari ormoni, sul sonno. Effetti che sono a feedback e possono instaurare circoli viziosi. In tutti questi casi, mangiare quando si ha fame, non basta più a garantire una normale assunzione di carboidrati. Occorre valutare caso per caso quale può essere la strategia migliore.

Fonti consultate:
http://www.smp1993.it/index.php?pg=perche_si_ingrassa
http://www.cibo360.it/alimentazione/dietologia/dieta_ideale/insulina.htm
http://www.my-personaltrainer.it/dimagrire/leptina.html
http://www.donnamoderna.com/salute/Dimagrire-salute-ormoni
http://www.massimospattini.it/CRONOMORFODIETA.htm
http://www.smp1993.it/index.php?pg=notizia&notiziaID=330
http://www.melatonina.it/20070620_fame_nervosa.php


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Tropico
(@tropico)
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15/05/2012 3:33 pm  

Il grasso è veloce
Solo tre ore per accumulare il grasso in eccesso
Non è una sensazione di gonfiore quella che avvertite la sera dopo aver consumato un pranzo luculliano, è grasso nuovo di zecca. Una ricerca della Oxford University realizzata da un team guidato da Fredrik Karpe ha evidenziato il fatto che il grasso contenuto nei cibi che mangiamo finisce sulla pancia e in altri punti strategici nel giro di tre ore.
Il meccanismo di assorbimento dei grassi era già noto, ma questa ricerca svela una tempistica del tutto inattesa. Nel corso della sperimentazione, un gruppo di volontari ha ingurgitato del grasso precedentemente trattato dai ricercatori in modo tale da renderlo facilmente riconoscibile una volta all'interno dell'organismo. Gli studiosi hanno così scoperto che è sufficiente un'ora affinché ciò che si mangia venga “sezionato” nello stomaco ed entri nel flusso sanguigno sotto forma di minuscole goccioline, che si spandono in tutto il corpo per essere utilizzate o conservate. "Il processo è molto veloce – spiega il dott. Karpe -. Le cellule nel tessuto adiposo intorno alla vita catturano le goccioline di grasso e le incorporano per la conservazione".
Tuttavia, non tutto il grasso fa la stessa fine. Mentre quello assorbito durante la prima colazione tende a trasformarsi in tessuto adiposo solo in piccole quantità, quello assunto durante la cena va in quella direzione per il 50 per cento, a causa dei cambiamenti ormonali naturali che si verificano durante la giornata. Si tratta in ogni caso di una riserva temporanea, utilizzata dal corpo per nutrire i muscoli. Naturalmente quando mangiamo troppo e non ci muoviamo in maniera proporzionale, il deposito si trasforma in definitivo e il peso comincerà a salire inesorabilmente.
Fonte


Il deposito temporaneo di grasso, se non utilizzato, va a finire definitivamente in tessuto adiposo di riserva in 3 ore quindi.

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fabietto
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15/05/2012 3:38 pm  

Quindi, certe sensazioni di Teo, trovano, in questo articolo, conferma!?

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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Tropico
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15/05/2012 3:59 pm  

A quali ti riferisci? Le sue erano elucubrazioni mentali, poi se per caso ci ha preso, è appunto, solo un caso, come fai a sentire cosa avviene all'interno del metabolismo?
L'unica cosa che puoi constatare è il girovita e la sensazione di benessere o meno, non ci accorgiamo nemmeno di una vena ostruita al 90% prima di un infarto, e quello sì che poi lo sentiamo.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
(@fabietto)
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15/05/2012 6:50 pm  

Si, intendevo, proprio quando dichiarava che quello che mangiava diventava subito grasso. E' ovvio che comunque la sua era un'esagerazione.

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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crixus
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15/05/2012 6:59 pm  

be la pancia gonfia dopo aver mangiato tanto e soprattutto roba pesante la sentiamo tutti credo...i kg di ricotta che si fa fuori il buon teo seguiti da pane e gelato ecc non penso abbiano la valenza di bistecca ed insalata....

“Adaptability is probably the most distinctive characteristic of life.”
— Hans Selye


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Tropico
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15/05/2012 7:34 pm  

Ci sarà un motivo se Teo è chiamato il "ricottaro" e viene bannato e deriso ovunque, non gli manco di rispetto e non lo derido, ma di quello che dice sinceramente non posso che farmene una opinione alquanto prevenuta.
Non ci credo assolutamente che lui sentisse il grasso accumularsi sull'addome, era solo la testa a dirglielo.

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fabietto
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15/05/2012 7:51 pm  

Se continua con le sue 5000 calorie al giorno, il grasso diverrà, da fantasiosa sensazione, una realtà...

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Arthur
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15/05/2012 10:10 pm  

la mia esperienza particolare riguarda la cena, ossia se la faccio alle canoniche 20 / 20.30 rilevo quasi sempre gonfiori e malesseri anche se mangio pulitissimo, se invece la faccio dopo le 10 potrei mangiare qualsiasi cosa, perfetto.
non l'ho mai capita sta cosa, è stato sempre così, infatti se con gli amici si va a cena presto so che mi aspetterà un po' di sofferenza, tutt'altro se si cena tardi.
stranissimo.
un mio amico che si interessa di alimentazione dice che tutto fa riferimento al gruppo sanguigno, ma io essendo 0 positivo, quindi fra i più antichi, alle dieci dovevo già stare a letto da un pezzo nella mia caverna 🙂


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crixus
(@crixus)
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Post: 1213
15/05/2012 10:22 pm  

tutto sta all'abitudine secondo me.... c'è chi si abitua a fare 6 spuntini in perfetto orario, c'è chi mangia 2 pasti al giorno, chi 3, chi 1. Ed in tutti casi trovi persone che stanno bene ed in forma. C'è chi poi capisce effettivamente quando sia ora di mangiare e quando no, quando smettere e quando continuare...
La mia fidanzata ad esempio mangia quello che vuole quando vuole (fregandosene altamente) e casualmente non ha un filo di grasso. Al contrario di molte persone sa riconoscere quando è sazia e quindi smette.
Io se ho un gelato o qualcosa di goloso altro che sazio 🙂

“Adaptability is probably the most distinctive characteristic of life.”
— Hans Selye


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9763
15/05/2012 10:27 pm  

Cambiare diete e orari produce stress, solo che mi domando come facevano un tempo quando il cibo veniva consumato come si trovava, quindi senza orari fissi.
La sera alle dieci produci meno cortisolo, una possibile interpretazione che mi viene in mente, non mi viene in mente altro.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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OneLovePeace
(@onelovepeace)
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Post: 1335
15/05/2012 10:39 pm  

Io guai se ceno prima delle 21.
Mi capita molto raramente di cenare presto (19:00 / 19:30), in quei casi non riesco ad addormentarmi se non mangio nuovamente verso le 23...


La natura non fa nulla di inutile.


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