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[Ossisteroli] prodotti d’ossidazione del colesterolo (COPs)  

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Tropico
(@tropico)
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26/01/2013 8:50 pm  

Mi stavo proprio domandando mentre leggevo dell'idrossitirosolo quanto fosse potente rispetto alla vitamina E e l'articolo ha risposto che ha una attività simile a quella del tocoferolo e acido ascorbico.
Da quello che so l'acido ascorbico non ha la stessa potenza dei tocoferoli nel prevenire la perossidazione lipidica.
Dato che lo studio non è proprio super partes, a mio avviso i tocoferoli misti fanno già un egregio lavoro sul prevenire la perossidazione lipidica, ivi compresa quella del colesterolo, come la scuola Ray Peat insegna.
Che ne pensate?


https://www.mangiaconsapevole.com/forum/T-OLIO-Extravergine-di-OLIVA.html?pid=15646#pid15646

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
(@fabietto)
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26/01/2013 9:17 pm  

Sicuramente i tocoferoli sono anche più economici dell'idrossitirosolo. Comunque, se ne deduce che la "guerra" al colesterolo ossidato si fa, oltre a evitare i cibi incriminati, anche e sopratutto a suon di antiossidanti. Anche L'acido lipoico dovrebbe essere un valido e potente antiossidante.

................................................................

Il rame può, inoltre, promuovere fenomeni di ossidazione delle frazioni lipidiche del
formaggio con produzione di molecole dall’odore sgradevole, oltre ad ossidazione del colesterolo con
formazione di ossidi promotori del processo di aterosclerosi

[pdf] http://www.izsler.it/izs_bs/ftp/doc/CREF%20latte/pubblicazioni/cessione%20rame.pdf[/pdf]

fonte: http://www.izsler.it/izs_bs/ftp/doc/CREF%20latte/pubblicazioni/cessione%20rame.pdf


Rame e colesterolo influiscono
nell'Alzheimer?
Posted by: Franco Pellizzari in Ricerche
on 16 Mag, 2011
Tagged in: Untagged
I ricercatori del Banner Sun Health
Research Institute (BSHRI) hanno trovato
ulteriori prove del collegamento tra il rame
e una maggiore probabilità di sviluppare
l'Alzheimer, secondo uno studio pubblicato
nell'ultima edizione del International
Journal of Alzheimer's Disease , vol. 2011,
Articolo 987023.
Pur non essendo del tutto chiare causa e
progressione dell'Alzheimer, i ricercatori
ritengono che la demenza sia associata a
placche e grovigli nel cervello. Studiando il
cervello di quelli con la malattia, i
ricercatori hanno trovato raggruppamenti di
una sostanza chiamata amiloide e
ciuffiaggrovigliati di una proteina
supplementare che si forma quando le
cellule muoiono, chiamata Tau.
Lo studio, condotto da Dr. Larry Sparks
(foto), ricercatore del BSHRI, ha impiegato
un modello dell'Alzheimer alimentato dal
colesterolo per indagare il rapporto tra i
grovigli neurofibrillari (NFT) della
neuropatologia di Alzheimer e i livelli della
proteina tau come componente principale
dei NFT. I ricercatori hanno misurato i livelli
tau cerebrali e del plasma e hanno semi-
quantificato la neuropatologia simile ai NFT
nei conigli a cui era stato aumentato il
colesterolo, che bevevano acqua potabile di
qualità variabile - distillata, di rubinetto e
distillata con rame - rispetto agli animali
che mangiavano cibo normale e acqua di
rubinetto locale.
"I livelli totali di tau nel plasma erano
aumentati in tutti i conigli nutriti con
colesterolo rispetto agli animali con cibo
normale, indipendentemente dalla qualità
delle acque", ha detto Sparks. "Questi studi
suggeriscono la possibilità che il tau in
circolazione possa essere la fonte del tau
che si accumula nel cervello". In
precedenza, il rame è stato implicato nella
progressione e possibile causa
dell'Alzheimer, perchè alcuni studi hanno
dimostrato che la maggiore assunzione di
rame aumenta in modo significativo la
velocità di progressione dell'Alzheimer in
un contesto di elevato consumo di grassi.
Nello studio BSHRI, Sparks e il suo team
hanno condotto uno studio pilota di lungo
termine sul colesterolo alimentare in
quattro gruppi di conigli. Un gruppo è stato
alimentato con cibo normale e acqua e tre
gruppi sono stati trattati con una dieta a
base di maggiori livelli di colesterolo per
cinque mesi. Significativamente, i livelli
plasmatici di proteina tau sono aumentati
dal 40 al 50 per cento in ciascuno dei
gruppi di animali nutriti con il colesterolo
dopo cinque mesi di dieta sperimentale.
"Questo è il primo studio sugli effetti
dell'assorbimento di rame o altri metalli sui
livelli della proteina tau nel sangue e nel
cervello", ha aggiunto Sparks. "Abbiamo
dimostrato che vi è una maggiore
neuropatologia tau associata all'aumento
dei livelli della proteina tau nel sangue e
nel cervello del coniglio alimentato a
colesterolo". Sparks rileva che queste
scoperte recenti sono provocatorie, i dati
sono preliminari e richiedono ulteriori
ripetizioni e studi.

fonte: http://www.alzheimer-riese.it/~alzheim3/index.php?option=com_myblog&show=rame-e-colesterolo-influiscono-nellalzheimer-.html&Itemid=119

..... .....
Note: L'acido ascorbico, essendo chelante, in questo caso, dovrebbe essere utile anche per tenere a bada l'eccesso di rame.

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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fabietto
(@fabietto)
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Post: 7362
27/01/2013 12:36 am  

Questo ragazzo giapponese...



... è guarito dalla sua dermatite atopica abbandonando i farmaci steroidei e lasciando sfogare la malattia resistendo al prurito. Lui sostiene che la dermatite atopica è un tentativo di depurazione dell'organismo nei confronti del colesterolo ossidato. Il colesterolo ossidato venendo espulso dal corpo e venedo a contatto con la pelle la irriterebbe. Lui dice di pazientare e di non usare farmaci steroidei: interrompono il processo di detossicazione [???]

Fonte: http://www.atopinavi.com/navicontent/list?c1=health&c2=1&c3=33&n=3

P.S. Loren, tu che stai studiando il giapponese, puoi confermarmi se con il traduttore di google ho capito bene o ho travisato? Grazie!:)

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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fabietto
(@fabietto)
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27/01/2013 10:39 am  

I Supplementi di acido lipoico hanno potuto diminuire l'aterosclerosi, obesità

Un nuovo studio fatto con i topi ha scoperto che i supplementi di acido lipoico possono inibire la formazione di lesioni arteriose, trigliceridi più bassi e diminuiscono l'infiammazione del vaso sanguigno e l'obesità - tutti i punti chiave per l'indirizzo della malattia cardiovascolare.
Sebbene i risultati non possano direttamente essere estrapolati oltre il laboratorio, i ricercatori riferiscono che “suggeriscono forte che il completamento acido lipoico possa essere utile come strategia di intervento economica ma efficace. diminuzione dei fattori di rischio conosciuti per lo sviluppo di aterosclerosi e di altre malattie vascolari infiammatorie in esseri umani.„

I risultati sono stati fatti dagli scienziati dall'Istituto di Linus Pauling e dall'Istituto Universitario di Medicina Veterinaria All'Oregon State University e dal Dipartimento di Medicina all'Università di Washington. Sono stati pubblicati appena nella Circolazione, un giornale dell'Associazione Americana del Cuore.

La Malattia di cuore è la causa della morte principale negli Stati Uniti.

Lo studio ha trovato che i supplementi lipoici dell'acido hanno diminuito la formazione aterosclerotica della lesione in due tipi di mouse che sono ampiamente usati studiare la malattia cardiovascolare, da 55 per cento e da 40 per cento, rispettivamente. I supplementi egualmente sono stati associati con quasi 40 per cento meno obesità dell'organismo ed i livelli più bassi dei trigliceridi in lipoproteine molto a bassa densità.

Di conseguenza, gli autori hanno concluso che “l'acido lipoico può essere un'aggiunta utile nella prevenzione e nel trattamento delle malattie vascolari aterosclerotiche.„

“Siamo eccitati circa questi risultati, specialmente poiché i supplementi di acido lipoico sembrano fornire vari meccanismi per migliorare la salubrità cardiovascolare,„ abbiamo detto Balz Frei, il professor e Direttore dell'Istituto di Linus Pauling. “Stanno aiutando in un modo fondamentale risistemare e normalizzare i trattamenti metabolici, nei modi che potrebbero contribuire ad affrontare uno dei problemi sanitari più significativi nel mondo Occidentale.

“Questi risultati egualmente rinforzano l'esigenza degli studi umani più completi,„ Frei ha detto. “Che sarà il punto seguente nella nostra ricerca, negli studi ripartita le probabilità su e clinica della prova alla cieca, durante i cinque anni futuri con l'Università di Salubrità e di Scienza dell'Oregon.„

L'Alfa acido lipoico è una sostanza nutriente naturale trovata ai bassi livelli in legumi verdi, patate e carni, particolarmente carni di organo quale il rene, cuore o fegato. Gli importi utilizzati in questa ricerca non sarebbero ottenibili da alcuna dieta normale, i ricercatori hanno detto e per consumo umano potrebbe uguagliare ai supplementi di circa 2.000 milligrammi al giorno. Anche ai bassi, livelli normali e dietetici, il composto può svolgere un ruolo chiave nel metabolismo energetico.

L'Aterosclerosi, o che cosa ha usato per essere chiamata “indurimento delle arterie,„ è un trattamento a lungo termine che ora è veduto come malattia infiammatoria cronica, che comincia quando determinati tipi di globuli bianchi hanno chiamato la legatura dei monociti “alle molecole di aderenza„ sulle pareti delle arterie. Ciò a sua volta permette che i monociti entrino nella parete arteriosa, là si trasformano in in macrofagi infiammatori che, in presenza della lipoproteina di densità bassa, o LDL, può trasformare delle nelle celle cariche di lipido della schiuma - infine, un deposito grasso arterioso.

Questo trattamento cronico spesso comincia durante l'adolescenza, può continuare per una vita ed è stato collegato all'obesità, alla dieta difficile, alla mancanza di esercizio, al diabete, all'ipertensione, alla predisposizione genetica e ad altra cause. I depositi grassi in arterie possono infine avviare un attacco di cuore o un colpo.

I Ricercatori ora ritengono che gli alti livelli di alfa acido lipoico possano essere particolarmente utili nell'impedire questo trattamento, inibendo la formazione delle molecole di aderenza. Può anche abbassare i trigliceridi, un altro fattore di rischio importante per la malattia cardiovascolare. Può anche funzionare come un antiossidante e guide per normalizzare la segnalazione dell'insulina ed il metabolismo del glucosio.

“Da cui capiamo, questo supplemento sarebbe più apprezzato come un meccanismo preventivo prima che la gente avesse avanzato la malattia cardiovascolare,„ Frei ha detto. “Tuttavia, può contribuire a ritardare il trattamento in tutta la fase e può anche essere utile nel trattamento delle complicazioni diabetiche.„

Inoltre di considerevole interesse, Frei ha detto, è il ruolo evidente del completamento acido lipoico nella diminuzione dell'obesità. Sembra avere questo effetto entrambi con soppressione di appetito, una tariffa metabolica migliorata e - almeno in animali da laboratorio - è stato indicato per stimolare i livelli elevati di attività fisica, che aumenterebbero ancora la spesa calorica e più ulteriormente diminuirebbero il peso.

I Mouse dati i supplementi acidi lipoici hanno scelto semplicemente di mangiare di meno che un gruppo di controllo che non ha ricevuto i supplementi, suggerente un appetito diminuito. In un'altra prova, i mouse che hanno ricevuto supplementi hanno guadagnato meno peso che altri mouse in un gruppo di controllo che sono stati dati gli importi identici da mangiare, suggerente un'più alta tariffa metabolica ed i livelli di radioattività migliorati.

L'Obesità e l'obesità è un fattore di rischio importante per aterosclerosi e la malattia di cuore ed il grasso addominale più basso e del peso può essere uno dei meccanismi da cui l'acido lipoico ha effetti benefici, Frei ha detto. Lo studio ha concluso che “il completamento acido lipoico può essere un approccio di promessa per impedire l'obesità e per ridurre il rischio della malattia cardiovascolare in esseri umani.„

Sebbene alcuna della ricerca più coercitiva con la ricerca acida lipoica sia stata effettuata nei modelli del mouse, gli scienziati dicono, ci dovrebbe essere un'estrapolazione ragionevole agli esseri umani, perché il profilo della lipoproteina è simile come pure alla composizione delle lesioni aterosclerotiche. Questi modelli del mouse sono utilizzati ordinariamente negli studi su aterosclerosi umana.

Fonte: http://www.news-medical.net/news/2008/01/15/33/Italian.aspx

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fabietto
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27/01/2013 3:05 pm  

Per l'orso nero americano
(Ursus americanus) i medici provano
una vera e propria invidia: nonostante il tasso di colesterolo di questi animali raddoppi durante il letargo
a causa dei loro cambiamenti fisiologici,
non si riscontrano segni di
arteriosclerosi. E quando in primavera gli orsi si risvegliano dal letargo, non hanno perso quasi nulla in quanto a tono muscolare e massa ossea, nonostante un'inattività di 5-7 mesi.
fonte: rivista Geo n.86 febbraio 2013

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fabietto
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27/01/2013 11:19 pm  

[pdf] http://www.arsia.toscana.it/eventiold/lattierocaseari101003/secchiari.pdf[/pdf]

fonte: http://www.arsia.toscana.it/eventiold/lattierocaseari101003/secchiari.pdf

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fabietto
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28/01/2013 9:56 am  

Tratto dal precedente pdf:

Il grasso nel latte è organizzato in globuli sferici di varie dimensioni costituiti da un “core” di trigliceridi, delimitato da una membrana lipoproteica e dispersi in un mezzo acquoso (siero).
La membrana del globulo esercita una forte protezione contro
l’ossidazione dei lipidi
(Lercker e Estrada, 1999).
Tale protezione viene conservata anche per i derivati dal latte
in cui la membrana del globulo rimane sostanzialmente intatta.

Il burro, per la produzione del quale si viene a determinare la
rottura della membrana del globulo e la “fuoriuscita” dei lipidi
del core, è invece soggetto ai processi di ossidazione
(Lercker e
Estrada, 1999).

Quindi, per deduzione, anche il processo di omogenizzazione del latte favorisce l'ossidazione dei grassi insaturi, compreso il colesterolo, ivi contenuti.

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Tropico
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28/01/2013 1:23 pm  

Ottimo fabietto, sempre meglio, stai chiarendo diversi punti, il processo di scrematura sarà soggetta allo stesso fenomeno sui globuli grassi?, credo di sì perchè la scrematura con effetto finale il burro si ottiene con la centrifugazione.
Mi chiedevo però se questa tendenza all'ossidazione del burro comporti un maggior deperimento e poca resistenza al calore di cottura oppure anche una certa perossidazione all'interno del corpo e soprattutto mi piacerebbe sapere di quanto aumenta la quota di colesterolo ossidato dopo la fuoriuscita del "core".

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fabietto
(@fabietto)
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Post: 7362
28/01/2013 8:43 pm  

Risposte precise alle tue domande interessano anche a me. In questo momento non ho ancora trovato in rete materiale delucidante in merito. Continuo la ricerca...

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fabietto
(@fabietto)
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Post: 7362
28/01/2013 11:11 pm  

Il punto di vista di Roberto Albanesi sugli ossisteroli:

Oggetto di questo articolo è il latte in polvere come ingrediente di cibi comuni e non come alimento per l'infanzia. Si tratta di un ingrediente un po' chiacchierato, soprattutto in Internet dove si trovano articoli decisamente allarmanti.
Il motivo dell'allarmismo - Secondo alcuni scienziati che vogliono assolvere completamente il colesterolo nelle patologie cardiovascolari, è il trattamento termico di quest'ultimo (latte e uova in polvere, carni e grassi fritti o cotti ad alta temperatura ecc.) che produrrebbe le sostanze tossiche (ossisteroli, derivanti dall'ossidazione del colesterolo) alla base del rischio cardiovascolare (la nostra posizione è più moderata: il colesterolo conta, anche se non tantissimo come vorrebbe farci credere una medicina convenzionale rimasta a venti anni fa: ciò che conta è l'indice di rischio cardiovascolare, cioè il rapporto fra colesterolo totale e colesterolo buono, quello HDL).
Si tratta quindi di indagare questa ipotesi, premettendo che la medicina ufficiale non è ancora arrivata a una conclusione definitiva. Fra le ricerche più interessanti, quella di Meynier A., Herminier J.,Demaison-Meloche J.,Ginies C., Grandgirard A., Demaison L. (British Journal of Nutrition, May 2002, vol. 87, no. 5, pp. 447-458(12)) mostra che una dieta in cui il colesterolo viene sostituito da una miscela di ossisteroli riduce lo spasmo vasocostrittivo tipico di molte patologie coronariche, ma in effetti aumenta la probabilità della formazione di placche ateromatose.
I dati numerici - Se qualitativamente il discorso sugli ossisteroli regge, quantitativamente no. Le misurazioni ormai affidabili danno quantità veramente modeste. Per esempio (Przygonski K, Jelen H, Wasowicz E. - Determination of cholesterol oxidation products in milk powder and infant formulas by gas chromatography and mass spectrometry, Central Laboratory for Food Concentrates, Poznan, Poland; Nahrung. 2000 Apr;44(2):122-5) danno da 0,04 a 4,20 ppm (parti per milione) della frazione lipidica estratta dal prodotto. Una quantità veramente modesta che non può essere comparata con quella fornita ai ratti sottoposti a esperimenti sull'argomento (per esempio in quella di Meynier e coll. sopraccitata dove ai ratti si somministravano ben 4 g di ossisteroli!).
5 parti per milione significa che se noi introduciamo 100 mg di colesterolo al giorno, ammesso che sia tutto derivato da cotture ad alta temperatura dei cibi, assumeremmo 0,5 microgrammi di ossisteroli. Chi pensa che possano essere "micidiali" dovrebbe analizzare l'acqua che beve!
Gli ossisteroli creano stress ossidativo? Secondo alcune ricerche no (Y.C. O'Callaghan, J.A. Woods, N.M. O'Brien, Comparative study of the cytotoxicity and apoptosis-inducing potential of commonly occurring oxysterols; Cell Biology and Toxicology 17 (2): 127-137, 2001), secondo altre (Marc S. Penn, Mei-Zhen Cui, Allison L. Winokur, John Bethea, Thomas A. Hamilton, Paul E. DiCorleto, and Guy M. Chisolm - Smooth muscle cell surface tissue factor pathway activation by oxidized low-density lipoprotein requires cellular lipid peroxidation; Blood, 1 November 2000, Vol. 96, No. 9, pp. 3056-3063) alcuni ossisteroli sarebbero neutri, mentre altri produrrebbero uno stress ossidativo (7betaidroperossicolesterolo). Inoltre (Programma Nazionale Linee Guida - Istituto superiore della sanità) i neonati allattati al seno spesso hanno livelli di colesterolo sierico più alti rispetto ai lattanti nutriti con latte in polvere.
Si deve infine rilevare che il latte fresco contiene comunque circa un terzo degli ossisteroli contenuti nel latte in polvere. E che anche prodotti non scaldati, ma semplicemente conservati a 20 °C, aumentano la frazione di ossisteroli.
Cibi e temperatura - Occorre rilevare che il problema della temperatura è molto più generale. Per esempio, gli oli usati oltre il punto di fumo producono acroleina; i prodotti da forno acrilamide, le carni alla griglia nitrosammine ecc. Del resto la cottura igienizza i cibi, li rende più digeribili e in alcuni casi accresce la biodisponibilità di alcune sostanze (come il licopene del pomodoro; a sorpresa è meglio la salsa che un pomodoro magari nemmeno troppo maturo). Come sempre si tratta di pesare vantaggi e svantaggi. Nel caso del latte in polvere gli svantaggi sono veramente piccoli ed è lecito pensare, fino a prova contraria, che il nostro corpo riesca a gestire una tossicità microscopica (presente del resto in acque e moltissimi altri cibi).
Conclusioni - Il latte in polvere quindi, se certamente non può essere paragonato al latte fresco (che va decisamente preferito per tutti quei cibi che vogliono essere di qualità, come per esempio un panettone natalizio), non deve nemmeno essere demonizzato oltre misura e può trovare applicazione in quei prodotti di largo consumo a media-lunga scadenza che necessitano di un processo produttivo stabile. Non siete ancora convinti? La carne cotta a lungo contiene almeno 200 volte più ossisteroli che il latte in polvere. Bene, diventiamo vegetariani. La situazione non migliora: le patate fritte in olio di oliva extravergine contengono fino a 17 volte il contenuto di ossisteroli del latte in polvere.
Personalmente ritengo che chi vuole puntare il dito contro gli ossisteroli, più che indagare la loro tossicità generale con megadosi improbabili nell'alimentazione, debba eventualmente capire perché i meccanismi di eliminazione e controllo in alcuni soggetti non siano affidabili, mentre funzionano benissimo per la maggioranza della popolazione che segue uno stile di vita corretto.

Fonte: http://www.albanesi.it/dietaitaliana/BLU/Articoli/8lattpolv.htm

Non c'è un argomento che egli non abbia trattato!:clap::clap::clap:


LDL più piccole e più dense, d-ROMs
test più elevato.
E’ questa, in estrema sintesi la
conclusione dello studio del professor
Kotani del Dipartimento di Medicina
Clinica di Laboratorio della Jichi Medical
University, presentato 9° Seminario sullo
stress ossidativo e sugli antiossidanti di
Tokyo.
Come è noto, la valutazione del rischio
cardiovascolare passa sempre più
attraverso la determinazione di specifici
marcatori biochimici legati al metabolismo
lipidico. Molto recentemente si è resa
disponibile una tecnica elettroforetica che
consente di “scomporre” le singole
frazioni che costituiscono le lipoproteine a
bassa densità (low density lipoproteins,
LDL), indicate comunemente come
“colesterolo cattivo”. In questo modo è
possibile identificare e quantificare le
cosiddette small dense low density
lipoproteins (sdLDL) che risultano più
direttamente legate al rischio
cardiovascolare, probabilmente anche per
la loro maggiore suscettibilità all’insulto
ossidativo.
Nel trial clinico condotto da Kotani, che ha
reclutato 278 soggetti (157 donne e 121
uomini), di età media intorno ai 60 anni, è
emerso che le dimensioni delle sdLDL nei
soggetti iperlipemici appaiono correlate
inversamente, sebbene debolmente, con i
valori del d-ROMs Test.
"Questo dato, se confermato - commenta
Eugenio Luigi Iorio, presidente
dell’Osservatorio Internazionale dello
Stress Ossidativo,- getta nuova luce sulla
patogenesi dell’aterosclerosi,
confermando quanto finora noto sul ruolo
delle LDL ossidate (il cui livello correla
anch’esso con i valori di d-ROMs Test)
nell’insorgenza e nello sviluppo del danno
della parete vascolare. "
E’ probabilmente il tempo di riservare il
termine di “cattivo” al solo colesterolo
ossidato, peraltro oggi determinabile
attraverso l’ OX-CHOL Test recentemente
messo a punto da Carratelli.

Fonte: http://www.diacron.com/pt/arquivo/102-colesteroloed-roms.html

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gianlnicc
(@gianlnicc)
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30/01/2013 1:59 pm  

Contribuisco con un link a questo ottimo blog:

http://trashfood.com/?s=ossisteroli

Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono

Popeye the sailor man


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fabietto
(@fabietto)
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Post: 7362
30/01/2013 2:09 pm  

Grazie Gian! Però l'avevo già postato nella prima pagina della discussione https://www.mangiaconsapevole.com/forum/T-Ossisteroli-prodotti-d%E2%80%99ossidazione-del-colesterolo-COPs.html?pid=15517#pid15517

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Tropico
(@tropico)
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Post: 9773
30/01/2013 3:05 pm  

Grazie Gian, era da molto tempo che non lo visitavo più quell'ottimo blog, me ne hai ricordato l'esistenza!
:thumbs-up:

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gianlnicc
(@gianlnicc)
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Post: 686
30/01/2013 4:15 pm  

Grazie Gian! Però l'avevo già postato nella prima pagina della discussione https://www.mangiaconsapevole.com/forum/T-Ossisteroli-prodotti-d%E2%80%99ossidazione-del-colesterolo-COPs.html?pid=15517#pid15517

Hai ragione, pardon.

Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono

Popeye the sailor man


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9773
30/01/2013 7:12 pm  

Era sfuggito anche a me :ehm:

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
(@fabietto)
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07/02/2013 9:25 pm  

Effetti anti-aterosclerotici del licopene in cellule macrofagiche umane

E’ ormai ampiamente accettato che gli ossisteroli giocano un ruolo chiave nella formazione della placca aterosclerotica, coinvolgendo processi citotossici, pro-ossidanti e pro-infiammatori. Recentemente è stato ipotizzato che il licopene possa intervenire come un potente agente protettivo contro lo sviluppo di aterosclerosi. Allo scopo di chiarire il meccanismo attraverso il quale il licopene svolge quest’azione, abbiamo trattato macrofagi THP-1 (human acute monocytic leukemia cell line) con due differenti ossisteroli, il 7-cheto-colesterolo (7-KC) (4-16 µM) e il 25-idrossi-colesterolo (25-OHC) (2-4 µM), soli o in combinazione con il licopene (0.5-2 µM). Come ci aspettavamo, il trattamento con gli ossisteroli ha promosso la sintesi e la secrezione di citochine pro-infiammatorie (IL-1β, IL-6, IL-8, TNFα) in modo dose-dipendente, e ha portato ad un aumento dell’espressione dell’enzima NAD(P)H ossidasi, delle specie reattive dell’ossigeno (ROS), della fosforilazione di ERK1/2, p-38 e JNK, e all’attivazione di NF-kB.
Il trattamento con il licopene ha bloccato gli effetti degli ossisteroli, inibendo la produzione di ROS e di citochine, riducendo la fosforilazione delle MAPKs e l’attivazione di NF-kB
Inoltre, abbiamo anche osservato un aumento dei livelli di PPARγ, un recettore intracellulare in grado di inibire il legame nucleare di NF-kB.
I nostri dati forniscono nuove informazioni sulle proprietà anti-aterogeniche del licopene e sui suoi meccanismi d’azione nella prevenzione dell’aterosclerosi.
Laurea liv.II (specialistica) di Nadia Parrone

Fonte della tesi completa: http://www.tesionline.it/consult/preview.jsp?pag=1&idt=29311

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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