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Pregnenolone, Progesterone, DHEA  

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Tropico
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22/03/2012 11:21 am  

Non avevo notato che nello schema sopra riportato per fabbricare pregnenolone specifica colesterolo LDL!

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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24/03/2012 6:21 pm  

In base ai dati di letteratura scientifica, in caso di carenza di DHEA risulta utile l'integrazione di piante ricche di sostanze steroidee come la Dioscorea e il Tribulus Terrestris.
Il «Tribulus terrestris»
L'assunzione di 250 milligrammi di Tribulus terrestris tre volte al giorno aumenta il tasso di DHEA senza aumentare quello di testosterone e incrementa il numero dei rapporti sessuali (aumento del 60%) nei diabetici e nei prediabetici, anche se non soffrono di problemi sessuali.
Gli ormoni sessuali vengono stimolati dal Tribulus probabilmente in seguito all'aumento del DHEA, la cui carenza può diminuire la quantità dello sperma e causare una oligospermia (la riduzione degli spermatozoi nel liquido seminale).
La sostanza del Tribulus che sembra provocare questa stimolazione sessuale e l'aumento del DHEA è la protodioscina.

Hertoghe-Gli Ormoni della felicità

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05/04/2012 2:34 am  

L’impiego di routine del DHEA non è raccomandato

L’esatto ruolo del Deidroepinandrosterone ( DHEA) e del suo estere solfato , DHEAS, non è stato ancora chiarito.
La secrezione del DHEA e dei suoi livelli plasmatici si riducono con l’età e questo calo può essere correlato a diversi disturbi che si hanno con l’aumentare dell’età: immunosenescenza, osteoporosi, aterosclerosi, cancro , riduzione delle funzioni cognitive.
Per queste ragioni c’è ora un crescente interessse riguardo al DHEA. Sebbene ci siano delle indicazioni sull’impiego del DHEA a livello muscolare, dell’osso e nella sensazione di benessere sulla base degli studi finora eseguiti è prematuro raccomandare l’uso di routine del DHEA, perché ci sono ancora aspetti controversi che richiedono approfondimenti.
Fonte Cramarossa L & Caruso AA , Recenti Prog Med 2001; 92: 68-73


Dopo 11 anni chissà se la pensano ancora così.

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05/04/2012 3:51 am  

Nessun beneficio dalla supplementazione di DHEA sulla funzione cognitiva e sul benessere negli anziani
Ricercatori dell’University of California San Diego ( UCSD ) hanno esaminato gli effetti della supplementazione del Deidroepiandrosterone ( DHEA ) sulla funzione cognitiva e sulla qualità di vita degli anziani sani.
Allo studio hanno preso parte 110 uomini e 115 donne, di età compresa tra 55 e 85 anni ( media: 68 anni ).
Alcuni soggetti sono stati casualmente associati ad assumenre 50 mg/die di DHEA per os, mentre altri hanno assunto placebo, per 1 anno.
I soggetti sono stati sottoposti a 6 esami per valutare la funzionalità cognitiva, al basale e a 12 mesi.
Non è stata riscontrata alcuna differenza tra i gruppi DHEA e quelli placebo, riguardo a cambiamenti, nel tempo, della funzione cognitiva ( p>0.10 ).
I punteggi alla scala BDI ( Beck Depression Inventory ) si sono ridotti negli uomini ( p=0.006 ) e nelle donne ( p=0.02 ); i punteggi alla scala Satisfaction with Life Scale, sono aumentati nelle donne ( p=0.004 ).
Non sono state osservate differenze tra DHEA e placebo riguardo a queste misure o alle scale SF-36, Life Satisfaction Index-Z, o alle scale della funzione sessuale ( p>0.10 ).
Lo studio non ha mostrato alcun beneficio della supplementazione di DHEA sulla performance cognitiva o sul benessere negli anziani sani.
Pertanto i supplementi a base di DHEA non dovrebbero essere raccomandati per questo scopo nella popolazione generale.
Fonte Kritz-Silverstein D et al, J Am Geriatr Soc 2008; 56: 1292-1298 Neuro Farma2008

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05/04/2012 4:15 am  

Il DHEA possiede un potenziale effetto pro-aterogeno
Ricercatori australiani hanno studiato gli effetti del DHEA ( deidroepiandrosterone ) , un androgeno prodotto dalle ghiandole surrenali, sull’aterogenesi.
L’impiego del DHEA spesso definito come l’ormone della giovinezza, è in continuo aumento.
Il DHEA ha aumentato la formazione di cellule schiumose, un effetto potenzialmente pro-aterogeno.
Questo effetto sembra essere mediato dal recettore androgenico ed implica l’up-regolazione degli enzimi che processano la lipoprotreina, Acil CoA-colesterolo acil transferasi ( ACAT ) e lipasi acida lisomiale ( LAL ).
Il DHEA non presenta un effetto significativo sull’adesione dei monociti all’endotelio vascolare.
Ng MKC, et al, J Am Coll Cardiol 2003; 42:1967-1974

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16/04/2012 1:40 pm  

Pregnenolone da solo o in associazione?
Il Pregnenolone, in quanto precursore di tutti gli ormoni sessuali, delle surrenali e dei neurosteroidi, teoricamente potrebbe essere utilizzato in monoterapia in tutte quelle situazioni in cui sia necessaria la correzione della carenza degli ormoni derivati dallo stesso. In realtà, poiché la sua trasformazione dipende da molteplici fattori (età, sesso, dieta, stile di vita, assetto genetico e livello di stress), l'assunzione del solo pregnenolone non sempre comporta una trasformazione adeguata negli altri ormoni della cascata ormonale. Qualora questa non avvenga o si realizzi parzialmente (in genere nei soggetti più anziani), sarà opportuno associare il pregnenolone a uno o più ormoni della cascata ormonale ritenuti carenti.
D'altra parte, nelle situazioni in cui la somministrazione del pregnenolone comporti la produzione solo degli ormoni di un ramo, è possibile osservare, a causa dell'attivazione del meccanismo di feedback negativo, l'inibizione parziale della produzione di uno o più ormoni appartenenti all' altro ramo.
Per esempio, un incremento solo della concentrazione plasmatica di DHEA, attraverso l'inibizione deill'ACTH, ormone ipofisario che regola la produzione degli ormoni surrenalici, potrebbe ridurre i livelli di cortisolo o di aldosterone. Qualora questi risultino carenti in condizioni fisiologiche, i loro livelli plasmatici precipiterebbero in un quadro più eclatante di deficienza. In tal caso sarà quindi opportuno associare al pregnenolone piccole dosi di cortisolo naturale e/o di aldosterone.
Questo è un altro esempio di come sia sempre fondamentale monitorare la trasformazione del pregnenolone in altri ormoni della cascata steroidea, essendo la stessa conversione assolutamente individuale e imprevedibile.
Nei soggetti più giovani, con adeguata trasformazione, come in giovani donne affette da sindrome premestruale o da sindrome da fatica cronica, il pregnenolone può anche essere somministrato da solo.
Concludendo, bisogna tenere conto che la somministrazione del pregnenolone può innalzare, lasciare immutati o anche ridurre i livelli degli ormoni che normalmente da esso derivano.
Pregnenolone. L'ormone naturale che rallenta l'invecchiamento - Di Ascanio Polimeni,Ray Sahelian

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14/05/2012 3:17 pm  

Dhea e pregnenolone come ormoni maschili?

Poiché il DHEA(che deriva dal pregnenolone) viene trasformato in testosterone e in estrogeni, le donne non potrebbero forse usare il DHEA anziché una combinazione dei due ormoni sessuali? In un articolo del 1996 intitolato «Androgens and the Postmenopausal Woman», il dott. Davis e si suoi collaboratori avanzano esattamente questa ipotesi: «Gli androgeni [il testosterone è una di queste sostanze] sono ormoni importanti nelle donne e svolgono molteplici azioni. Il calo di produzione di androgeni e pre-androgeni ovarici e surrenalici che ha inizio nel decennio precedente la menopausa, può avere un impatto notevole sulla salute delle donne.Solo recentemente è stata riconosciuta l’importanza che la carenza di androgeni assume per la salute dei soggetti di sesso femminile e, benché ancora controversa, la terapia sostitutiva a base di androgeni sta diventando uno strumento medico sempre più diffuso.La scelta della terapia sostitutiva a base di androgeni dovrebbe essere offerta alle donne in postmenopausa che nonostante la somministrazione di un’adeguata terapia sostitutiva a base di estrogeni e dopo aver escluso l’esistenza di altre possibili patologie, lamentano affaticamento e una perdita di benessere psicofisico persistenti o più comunemente un calo della libido. Il trattamento con DHEA costituisce un potenziale mezzo alternativo per ottenere una reintegrazione degli ormoni androgeni nelle donne anziane. Futuri studi di ricerca dovranno chiarire l’utilità e la sicurezza di questa terapia».

Marta, una paziente di 43 anni, si è espressa così a questo proposito: «Il mio desiderio sessuale è andato gradualmente calando sin da quando avevo circa trent’anni e durante gli ultimi tempi ho notato che, quando esco con un uomo, se questi accenna a baciarmi, io mi ritraggo. Ho iniziato ad assumere 10 mg di DHEA a giorni alterni e dopo un mese ho notato che il mio desiderio di intimità fisica era ritornato. Ora ho ripreso ad apprezzare i baci lunghi e appassionati».

Dopo aver trattato direttamente numerose donne con il DHEA e averne seguite molte altre che assumevano questo ormone, abbiamo constatato che un numero significativo di loro ha ottenuto un incremento della libido. Ciò è sicuramente la conseguenza della trasformazione del DHEA in testosterone. Una paziente ha persino confidato: «Adesso che prendo il DHEA mio marito non ce la fa più a stare al passo!» Un’altra racconta: «Mi sembra di essere diventata come quei manovali che mentre lavorano per strada adocchiano le donne che passano loro davanti: non posso fare a meno di guardare tutti gli uomini che passano». Riteniamo che con la somministrazione di DHEA molte donne potrebbero recuperare parte di quel desiderio sessuale che avevano perduto con il passare degli anni. In conclusione, qualora i medici ritenessero opportuno ripristinare i livelli normali di androgeni delle loro pazienti,dovrebbero prendere in seria considerazione l’idea di usare il DHEA o il pregnenolone come alternativa al testosterone.Una terapia di questo tipo è piu’indicata per le donne che per gli uomini in quanto il sesso femminile converte piu’ brillantemente il dhea in testosterone.Qualora la produzione di testosterone sia inadeguata,pur avendo ripristinato i livelli ottimali di dhea’s plasmatico,si optera’per una terapia a base di microdosi di testosterone bioidentico per via transcutanea.

Associamo altresi’ spesso il Dhea e/o il testosterone all’ossitocina con il fine di ottimizzare il desiderio sessuale nonche’la qualita’e la quantita’ degli orgasmi.
[...]

Il cheto-dhea:il figlio del dhea con effetti brucia grasso ed immunostimolanti.

Sono ormai ampiamente diffusi gli effetti benefici del dhea, meno note sono alcune delle azioni salutari procurate dalla somministrazione dell’ormone, da attribuirsi ad ormoni naturalmente derivati dal metabolismo del dhea, come il cheto-dhea, l’androstenediolo e l’androstenetriolo.Il dhea viene trasformato a livello tissutale in ben 150 metaboliti ognuno dei quali svolge azioni ben precise. Uno dei metaboliti più importanti e biologicamente attivi, è il 7-cheto-dhea individuato per la prima volta nelle urine umane nel 1958.I livelli plasmatici dell’ormone nel corso degli anni sono speculari a quelli del dhea, raggiungono il picco plasmatici intorno ai 20 anni per scemare progressivamente nel corso dell’esistenza;intorno ai 50 anni i livelli del cheto-deha si riducono del 50%(Marenich1979).La somministrazione di cheto-dhea comporta una minima trasformazione in estrogeni ed androgeni per cui può essere assunto da pazienti in cui e’ controindicato il dhea, quindi nel caso di donne che presentano acne, presenza di peli in sedi anomale(irsutismo), caduta di capelli(alopecia androgenica) oppure in soggetti affetti da tumori ormondipendenti(seno,ovaio,prostata), con ottima tollerabilita’ anche nei trattamenti protratti(Sulkova2001,Davidson2000).Il 7-cheto dhea puo’essere assunto da solo o in associazione a piccole dosi di dhea, qualora si vogliano utilizzare i suoi effetti immunostimolanti e di “ringiovanimento” del sistema immunitario.

L’ormone svolge le seguenti funzioni immunologiche:

a) riduce la conversione di cortisone in cortisolo che rappresenta la frazione bioattiva dell’ormone (Prough 2003), contrastando altresi’ gli effetti immunosoppressivi del cortisone specie sulla ghiandola del timo.

b) svolge azione piu’ potente del dhea sull’induzione dell’interleuchina II e di tutto il sistema di citochine TH1 dipendenti (interferone gamma, interleuchina 12) con notevole attivazione dell’ immunita’ cellulo-mediata (Hampl 2000).

c) controlla le citochine ad azione proinfiammatoria come l’IL6 ed il Tnf attraverso l’inibizione del fattore di trascrizione nfk-b (Rook1997,Lardy1995).

d) favorisce la produzione anticorpale antinfettiva con potenziamento dell’azione delle vaccinazioni ed ottimizzazione dei loro effetti nell’anziano.

e) ripristino dell’armonia e dell’ efficienza immunologica nell’anziano (immunosenescenza) e nei pazienti immunodepressi (ottimizzazione rapporto CD4-CD8).

Gli studi più importanti, sono stati effettuati su un gruppo di macachi affetti da SIV e su un gruppo di pazienti affetti da HIV. In entrambi i casi, è stato evidenziata oltre ad un miglioramento del quadro clinico e ponderale, un’ottimizzazione dei livelli dei leucociti ed in particolare dei linfociti con normalizzazione del rapporto CD4/CD8(Caprani 2004).

Un lavoro presentato al convegno del FASEB del 2004 dal Dott. ZENK del centro di ricerche del Minnesota, ha messo in evidenza come la somministrazione dell’ormone ad un gruppo di anziani, ne abbia ottimizzato tutte le funzioni immunologiche, ripristinandone un funzionamento di tipo giovanile con aumento dei neutrofili, dei CD4 , dei natural killers e riduzione dei CD8.

In questo studio è stato osservato un certo calo della pressione diastolica, associato ad un’ottima tollerabilita’ dell’ormone.

La ridotta produzione dell’ormone è corresponsabile altresi’ dell’aumento di peso e della difficoltà a perderlo che sono caratteristiche dell’eta’, come osservato dal DOTT ZENK che, con il Prof. LARDY, ha condotto gli studi più autorevoli sul cheto-dhea e sui suoi effetti bruciagrasso(Current Thrapeutic Research 2002,Nutrition 2005).Il cheto-dhea determina la perdita di grasso attivando il meccanismo della termogenesi, che si caratterizza per la produzione di calore dal cibo.Mantenere la termogenesi a buoni livelli, consente di ottimizzare il metabolismo basale che tende a deteriorarsi con l’eta’ e che si riduce ogniqualvolta ci sottoponiamo ad un regime dietetico.A queste azioni si associa solitamente un effetto normalizzante i livelli dei grassi nel sangue.Tutte queste azioni,sarebbero sostenute prevalentemente da un intervento diretto dell’ormone(in modo piu’ energico di quanto faccia il dhea) sui recettori PPARS alfa o recettori nucleari attivati dai proliferatori perossisomiali;questi sono dei recettori nucleari ovvero delle specie di serrature localizzate nei nuclei delle cellule del fegato, dei muscoli, del sistema immunitario, del tessuto adiposo , ove svolgono svariate funzioni di fondamentale importanza nel regolare il metabolismo dei grassi a livello epatico,del tessuto adiposo e muscolare, nonche’la sensibilita’ delle cellule all’insulina e la modulazione della sintesi di citochine infiammatorie da parte delle cellule del sistema immunitario(Wahli 1999).Da non trascurare altresi’ l’effetto del chetodhea nell’agevolare la produzione del T3, frazione biologicamente attiva e bruciagrasso dell’ormone tiroideo(Lardy 1999).In uno studio effettuato in doppio cieco su 30 pazienti in soprappeso sottoposti a regime dietetico controllato (circa 1800 cal.die) e a blanda attività fisica, la somministrazione di 200mg/die di cheto-dhea, ha determinato l’attivazione del metabolismo basale con incremento del 5-6% dei livelli plasmatici di Ft3, nonché la perdita di peso di circa 6,5 kg in 2 mesi (contro i2,1 kg del gruppo di controllo).La perdita era dovuta esclusivamente alla massa grassa con conservazione e lieve potenziamento della magra (al contrario del gruppo di controllo).Quest’ultimo effetto, sarebbe da attribuirsi alla sua azione anabolica che scaturisce dall’ antagonismo nei confronti del cortisolo e dall’ induzione dell’IGF-1(Zenk 1999).Grazie a questa azione di preservare la massa magra ed alle sue azioni antiinfiammatorie,l’ormone in sinergia con il dhea,si rivela utile altresi’nel combattere i processi di perdita di massa magra (sarcopenia) e di infiammazione cronica (inflammaging-Franceschi 2005) che caratterizzano l’aging ed in particolare l’immunosenescenza.Gli effetti brucia grasso dell’ormone vengono completati dalla sua capacita’ di ottimizzare il profilo dei grassi nel sangue (Sulkova2001). [...] Fonte

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Tropico
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22/06/2012 11:17 pm  

Ho provato sia il pregnenolone sia il dhea, 10 mg ognuno, separatamente, qualche settimana fa.
Il dhea alza la libido e mi fa venire la fronte molto molto unta, ergo si trasforma troppo in androgeni, non mi serve, scartato.
Il pregnenolone no androgenismi, ma effetto indefinibile, anzi ho avuto il sospetto che mi facesse sentire nervoso, ergo non mi serve, scartato per ora, mi riservo di riprovarlo con più calma in un altro momento, sempre a 10mg o meno.

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Tropico
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23/06/2012 4:32 pm  

Il DHEA danneggia la prostata
Il deidroepiandrosterone, un ormone comunemente usato dagli atleti per aumentare i propri livelli di testosterone, avrebbe pericolosi effetti collaterali

Gli atleti che per aumentare i propri livelli di testosterone e migliorare le proprie prestazioni assumono il DHEA, un popolare steroide venduto senza bisogno di prescrizione medica, incrementerebbero in realtà i livelli di un altro ormone, potenzialmente in grado di danneggiare la prostata. Lo sostengono alcuni ricercatori della Keck School of Medicine dell'University of South California. Il DHEA (deidroepiandrosterone) è un ormone che si disgrega in diversi ormoni sessuali, compreso il testosterone che aiuta a formare i muscoli. Tuttavia, in uno studio pubblicato sul numero di marzo della rivista "Fertility and Sterility", Rebecca Z. Sokol e colleghi sostengono che il testosterone creato dal DHEA non perdura a lungo nel sangue, anzi si trasforma rapidamente in altri ormoni associati con la crescita della prostata. "Il nostro studio - spiega Sokol - indica che assumere DHEA non aumenta i livelli di testosterone ma quelli di ormoni secondari che rappresentano un potenziale rischio per la prostata. Non solo chi lo usa non ottiene il proprio scopo, ma potrebbe danneggiare il proprio corpo". Sokol e colleghi hanno sperimentato il DHEA in uno studio random a doppio cieco su 12 uomini sani di età compresa fra 18 e 42 anni. I pazienti ricevevano ogni giorno un dosaggio intermedio (50 mg) di DHEA, un dosaggio relativamente alto (200 mg), oppure una pillola di placebo. I risultati mostrano che, indipendentemente dalla dose, assumere regolarmente il farmaco non aumenta i livelli di testosterone bensì quelli di ADG (5-alfa-androstano-3-alfa-17beta-diolo glucoronide), oltre che di altri ormoni più stabili. Altri studi hanno indicato che l'ADG è un fattore di crescita per la prostata e che potrebbe stimolare una ipertrofia prostatica benigna. Brian D. Acacio, Frank Z. Stanczyk, Patrick Mullin, Payam Seadat, Neda Jafarian e Rebecca Z. Sokol, "Pharmacokinetics of dehydroepiandrosterone and its metabolites after long-term daily oral administration to healthy young men," Fertility and Sterility. Vol. 81, No. 5, March 2004. Fonte

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frarose
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26/09/2012 4:28 pm  

Salve mi sono appena iscritta perchè facendo una ricerca sul web tra i risultati era questo il forum che aveva le risposte più approfondite e interessanti.
Mi appassiona molto l' argomento sull' integrazione di ormoni naturali. Il mio problema mi ha spinto a saperne di più, da qualche mese con mia enorme sorpresa, perchè ho sempre avuto un ciclo regolare, ho avuto perdite di sangue intermestruale, mi dicono che si tratta di spotting, e che lo spotting sia molto spesso causato da una mancata ovulazione a sua volta causata da carenza di progesterone . Ecco che così mi sono messa alla ricerca di informazioni. Impossibile ottenerle dai medici, almeno per me così è stato, qui i medici hanno cure standard, prescrivono progestinici ad alto dosaggio e alla domanda ma non ci sono creme a base di progesterone naturale dal dosaggio modulabile?Risposta ' io non ne ho mai sentito parlare'... Sembra che negli Stati Uniti sia un prodotto di uso comune, qui è difficile da trovare. Invece è abbastanza facile trovare il Pregnenolone, l' articolo che ha pubblicato Salvio è molto interessante, parla di cascata ormonale o surrenale, e dice se non ho capito male di intervenire nel momento giusto con l' integrazione perchè in questo modo il corpo converte il pregnenolone negli ormoni di cui ha bisogno....Si ma quale sarebbe il momento giusto? E' ovvio che non ho la pretesa di avere dettagliate descrizioni di modalità d' uso ecc... ma date le vostre conoscenze qui mi sembrava il posto giusto in cui porre questa domanda.
Saluti.


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Tropico
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26/09/2012 5:14 pm  

Sì ho letto su vari libri medici che lo spotting può essere dovuto ad una carenza di progesterone.
Probabilmente, vado per ipotesi, hai un eccesso di estrogeni non controbilanciati dal progesterone, la cosiddetta estrogeno-dominanza.
Il pregnenolone in soggetti non più giovani viene convertito in maniera poco efficiente, non so tu quanti anni abbia, il progesterone naturale a volte è più indicato.
Se deciderai di provare il pregnenolone di tua sponte sappi che le dosi fisiologiche sono nell'ordine dei 10mg, non oltrepassarle!
Per il progesterone naturale non oltrepassare i 20mg in crema seguendo per la posologia il noto schema.
Non saresti seguita da un medico, quindi se non hai una conoscenza approfondita potresti trovarti peggio di prima, gli ormoni e pro-ormoni hanno vaste interazioni e se a dosaggi fisiologici possono essere utili, eccedendo potresti far danno.
In vendita ci sono soluzioni a dosaggi assurdi, troppo elevati, "donna avvisata mezza salvata", credo sia un bene che queste sostanze non siano facilmente accessibili ma ricordando le parole del dott.Ascanio Polimeni: "Benchè i medici possano dimostrare una notevole competenza nel trattamento di particolari emergenze, specialmente chirurgiche, la maggior parte di loro non è esperta nel mantenimento della salute e ha una scarsa conoscenza delle terapie naturali in generale e degli ormoni naturali in particolare. Fino a quando questa situazione non cambierà, dovrete contare principalmente su voi stessi."
Leggiti il libro: Pregnenolone. L'ormone naturale che rallenta l'invecchiamento - Di Ascanio Polimeni,Ray Sahelian

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frarose
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Post: 7
26/09/2012 5:46 pm  

Che velocità ! Grazie mille e grazie molte anche per il topic sulla melatonina davvero esaustivo, io ho un pò più di 40 anni 🙂 , a un certo punto a quanto pare le cose cambiano anche se cambiano molto lentamente. Affrontare questo cambiamento ( anche se probabilmente se uno si lasciasse andare si butterebbe giù da una torre...ma si fa finta di niente...) in maniera consapevole sapendo esattamente cosa sta succedendo al nostro corpo credo sia molto importante, ho la sensazione che la maggior parte dei medici occupandosi più di ' curare' che di prevenire non abbiano una grande preparazione in merito.
Saluti.


Ah ecco come dice appunto Ascanio Polimeni..


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Glicine
(@glicine)
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29/10/2012 5:14 pm  

Ho letto molto su internet , l'argomento DHEA è decisamente controverso. Si contrappongono due correnti di pensiero contrapposte che francamente disorientano. Chi ne parla bene e chi invece ne mette in guardia l'uso perchè altamente tossico e pericoloso per la salute. Ma se fosse cosi pericoloso per la salute pubblica perchè in America è di libero commercio? Ho 50 anni quindi l'età giusta per assumerlo..secondo voi protrei andare incontro a sides pericolosi come ginecomastia e tumore alla prostata? Se dopo i 50 il DHEA è in regressione perchè l'organismo potrebbe trasformare il testosterone in eccesso in estrogeni? Chi l'ha provato ha avuto effetti negativi?


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Tropico
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Post: 9783
29/10/2012 5:58 pm  

Appunto, hai detto bene, in eccesso può convertirsi in estrogeni e androgeni. Le dosi abituali sono alte secondo me, per ovviare alla possibile conversione si utilizza il 7-keto-DHEA.
Potresti passare prima per il pregnenolone, più sicuro.

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Glicine
(@glicine)
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30/10/2012 2:41 pm  

Infatti ho letto che è un precursore del Dhea quindi assumendolo si avrebbero gli stessi benefici del Dhea evitando il pericolo di aromatizzazione?


Tuttavia sembrerebbe sconsigliato per chi soffre di ipertrofia prostatica..


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Tropico
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Post: 9783
30/10/2012 3:53 pm  

Sì per chi soffre di ipertrofia prostatica sarebbe da evitare, a volte il DHEA va assunto con il progesterone per controbilanciare una eccessiva conversione.
Sarebbe bene fare delle analisi del quadro ormonale sennò si rischia di andare alla cieca.
Comunque a dosi fisiologiche difficilmente si hanno effetti collaterali, e come ripeto il 7-keto DHEA è più sicuro mantenendo i benefici del DHEA.
Io rimando sempre la lettura al libro di Polimeni del Pregnenolone dove è spiegata un pò tutta la faccenda, e si parla anche di DHEA.

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