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Vitamina D/D3  

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benefabio
(@benefabio)
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02/01/2017 10:34 am  

Si anche io ero convinto di questo, infatti misurando con il solarmeter 6.4 mi aspettavo un bel 000, invece da una valore alto quindi deduco che il filtro frontale non sia di vetro ma di un materiale diverso o che l'intensità della lampadina posta a poca distanza dal vetro possa oltrepassarlo, infatti non avrebbero senso neanche i minuti delle esposizioni indicati sul manuale se non ci fosse una reale presenza di raggi UVB, quando misuro il sole dietro la finestra mi da 000 o se metto gli occhiali fra la lampada e il solarmeter mi da sempre 000.

Il processo che si innesca non è che da assimilazione di vitamina D ma è una trasformazione di una parte del nostro colesterolo (7-hydrocholesterol) in pre-vitamina D, bastano 5/10 minuti e il nostro photo-isometro della pelle è pronto ad assorbire la totalità dei raggi UVB, praticamente quando al sole si comincia a sentire caldo, dopo questa pre-vitamina passa per i fegato e viene idrossilata automaticamente in posizione 0-25 (che è quella che si controlla con le analisi), nei reni e nei siti extrarenali dotati di VDR (praticamente dappertutto in ogni singola cellula) al bisogno (quindi non automaticamente) abbiamo la seconda idrossilazione in posizione 1-25.

Nei reni è predisposta al metabolismo del calcio, ossia in caso di bassi livelli di calcio le paratiroidi attraverso il paratormone fanno partire l'ordine di idrossilare tanta vitamina D 1-25 quanta ne serve per assorbire il calcio necessario a livello intestinale, nei siti extrarenali quando serve, in caso di infezioni o di qualsiasi problema cellulare, anche un tumore allo stadio iniziale i VDR idrolissano la 0-25 circolante in 1-25 attiva dalla emivita molto breve ma potentissima, concetto espresso in parole povere.

Quindi da una parte bassi livelli di calcio, un'alimentazione povera di latticini e carboidrati e dall'altra i livelli minimo di 30 ng/ml garantiscono l'equilibrio giusto per un funzionamento ottimale del metabolismo della vitamina D.

In caso di livelli bassi di vitamina D, raggiunti i 20 ng/ml succede un fatto importante, il paratormone da l'ordine del black out periferico perché quella vitamina D servirà esclusivamente per l'assorbimento del calcio, questo significa che da quel momento in poi si comincia a perdere la protezione extrarenale quindi si diventa più esposti a raffreddori, influenze, mal di gola, tumori, malattie autoimmuni e problemi alle ossa, personalmente avevo sempre la goccia al naso e sentivo sempre freddo, adesso con 33,7 ng/ml non sento più freddo ed ho sempre il naso libero, ma già a 25 ng/ml il corpo comincia a sottrarre il calcio dalle ossa, soprattutto in presenza di un'alimentazione povera di verdura e frutta.

A livello centrale renale invece un'alimentazione ricca di calcio porterà ad un black out centrale, ossia il paratormone darà l'ordine di non idrossilare tanta 0-25 nei reni perché non serve assorbire tutto quel calcio e conseguentemente gran parte del calcio immesso nella dieta andrà a finire negli organi molli: prostata, mammella, utero, vescica creando infiammazione e i presupposti per un futuro tumore, se per esempio immettiamo 1.000 mg di calcio al giorno e al corpo gliene servono 300 il paratormone farà produrre il 70% in meno di vitamina D 1-25, mentre se ne immettiamo il quantitativo giusto di 300 mg il paratormone ne farà produrre il 100%.
Una volta innescato questo processo, che nel tempo tende a stabilizzarsi risulterà difficile per l'organismo far ripartire il giusto meccanismo, soprattutto se si continua ad esagerare con il calcio, per esagerare si intendono i 300 gr. di latticini al giorno che potrebbero essere la somma di un cappuccino, uno yogurt, una mozzarella, dove l'esagerazione diventa la normalità costante nel tempo, quando la normalità dovrebbe essere rappresentata da massimo un latticino al giorno.

Così ad occhio e croce credo che comunque si possa stare sicuri sul fatto che non esista un legame tra black out centrale e black out periferico, anche se da qualche parte avevo letto che invece c'era un legame e che invece il black out centrale innescherebbe e sosterrebbe anche il black out periferico, nel senso che basterebbe un'alimentazione ricca di calcio (tipica della nostra dieta) per veder bloccata o ridotta o in qualche modo perturbata anche la protezione extrarenale, personalmente ritengo che non viaggino a braccetto ma che siano totalmente indipendenti, questo però rimane l'unico dubbio che ho e francamente un po' mi fa pensare anche se la mia idea in generale è che il paratormone regoli la produzione di 1-25 a livello renale e che la produzione di 1-25 a livello periferico sia demandata esclusivamente ai VDR, il paratormone innescherebbe il black out periferico solo in presenza di bassi livelli di vitamina D circolante 0-25 (sotto i 20 ng/ml).


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Eva
 Eva
(@eva)
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02/01/2017 11:52 am  

Ok, capito grazie!


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rational
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02/01/2017 1:39 pm  

Non ci penso a togliere il vetro, il vetro fa da filtro per i raggi, non solo gli UVB ma anche per gli UVA e i più pericolosi UVC, forse questo filtro rispetto alla lampada Hapro Summer Glow HB 404 è un filtro più forte, quello della lampada Hapro Summer Glow HB 404 è un filtro più soft, fossi in te farei i tentativi per una distanza più ridotta o un tempo di esposizione più alto, come crema doposole uso per il viso questa https://www.tuttofarma.it/idratanti-viso/4102-ducray-ictyane-crema-emolliente-idratante-viso-pelli-secche-50-ml.html e per il corpo quest'altra https://www.topfarmacia.it/bellezza/ducray-ictyane-latte-corpo-500ml.html, le prendo in farmacia, calcola che le uso da anni e sempre anche dopo la doccia.

Se vuoi ottenere una buona abbronzatura dovresti fare come minimo una esposizione al giorno di 30 minuti per 10 giorni di seguito, ad una distanza dove senti minimo un bel caldo, tipo quando stai al sole al mare.

dai caxxo fai sto cavolo di test!
secondo me il vetro serve solo come protezione contro lo scoppio del bulbo


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benefabio
(@benefabio)
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02/01/2017 2:46 pm  

No guarda il filtro frontale serve a bloccare la maggior parte dei raggi UVC, che sono parecchio pericolosi e quelli non sono in grado di misurarli con il mio strumento, il mio strumento misura solo la capacità della lampada di produrre la vitamina D in base ai raggi UVB emessi, con il filtro la trovo comunque parecchio performante per quello scopo, quasi al livello di una piccola lampada a banda stretta, da 25 cm. mi segna oltre i 300, quando in piena estate massimo si raggiungono i 55.

Il problema togliendo il filtro non sono tanto i raggi UVA o UVB ma proprio i raggi UVC che sono radiazioni ionizzanti, pericolosissime per qualsiasi forma di vita (rischio di bruciature della pelle, danni agli occhi, ecc.), l'emissione dei raggi UVC della HPA 400 (la lampadina interna della lampada) senza filtro è, dalla distanza di un metro, di Watt 0.5 per metro quadrato, è la prima dell'elenco verifica: https://books.google.it/books?id=7eCXlRbCeGAC&pg=PA876&lpg=PA876&dq=emission+spectrum+of+a+HPA+1000&source=bl&ots=aGEdnVPRVb&sig=y-cRITxQYyB9IdmtGg1JGWP1A_A&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjsuYaduu3NAhXKvhQKHVEFAe4Q6AEIHDAA#v=onepage&q=emission%20spectrum%20of%20a%20HPA%201000&f=false, il filtro serve a bloccare quei Watt 0.5 per metro quadrato, senza filtro stai a forte rischio lascia stare, esporsi agli UVC è ben peggio che ricevere una scottatura al mare o in alta quota.


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Tropico
(@tropico)
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02/01/2017 3:49 pm  

Rational nella mia vecchia lampada solare c'è espressamente scritto che il vetro è il filtro UV e di non rimuoverlo assolutamente, non serve solo da protezione al bulbo in caso di urto diretto.
Per prendere un po' di vitamina D ti prendi gli UVC... non ha senso.
Comunque grazie @benefabio per link in quanto ci sono le emissioni delle componenti UV del bulbo HPA400 della mia mezzobusto solare Philips.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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rational
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04/01/2017 5:49 pm  

PARIGI – Une neonato di appena 10 giorni è morto per arresto cardio-respiratorio subito dopo aver ingerito un integratore di vitamina D molto usato per i bambini. Il piccolo si trovava nella sua casa di Parigi, in Francia, lo scorso 21 dicembre quando dopo aver assunto la dose di vitamina D ha iniziato a stare male. Il neonato ha iniziato a soffocare e prima che i genitori riuscissero ad arrivare in ospedale, il cuore del bimbo aveva smesso di battere. L’integratore usato è un prodotto molto diffuso in Francia e ora le autorità sanitarie indagano per verificare il nesso tra l’assunzione dell’integratore e la morte del neonato.

A riferire la tragica morte del piccolo è il quotidiano Le Figaro, che spiega come il bimbo due ore dopo la poppata aveva ingerito il prodotto. Subito ha mostrato segni di soffocamento e prima ancora che potesse raggiungere l’ospedale e ricevere soccorsi è morto per arresto cardio-circolatorio.

A confermare il caso e’ stata l’agenzia del farmaco francese, l’Agence Nationale de Sécurité du Médicament et des Produits de Santé. Sono ora in corso indagini per determinare le esatte cause della morte del neonato e accertare l’esistenza o meno di una correlazione con il prodotto assunto dal piccolo.

Il supplemento, Uvésterol D, è prodotto dal laboratorio Crinex dal 1990 ed è ampiamente diffuso nel Paese. L’Agenzia francese ha precisato che nessun decesso è stato attribuito al suo utilizzo. Il prodotto era stato sotto monitoraggio dal 2006 dopo alcune segnalazioni di problematiche in alcuni bambini che lo avevano assunto. Dopo la morte di un bambino, l’agenzia del farmaco francese, riferisce sempre il Le Figaro, potrebbe dare indicazione di usare questo prodotto solo per uso ospedaliero.


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benefabio
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04/01/2017 5:54 pm  

E' scritto anche nel foglietto illustrativo dell'Uvésterol D che ci sono stati casi di soffocamento tra neonati, mi domando come un genitore può dare un prodotto dove espressamente è indicato il rischio che si potrebbe correre, motivo in più per prendere la vitamina D o dal sole o dalle lampade o dai pesci grassi, al massimo ma proprio al massimo dall'olio di fegato di merluzzo purificato a piccole dosi per un breve periodo (mezzo cucchiaino al giorno per due settimane).


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Tropico
(@tropico)
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04/01/2017 6:02 pm  

Bisogna vedere se le rare ma gravi reazioni avverse avvengono per reazioni allergiche o complicazioni di altra natura, tipo ipercalcemia... speriamo facciano chiarezza.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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rational
(@rational)
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14/02/2017 6:21 pm  

questa è buona? http://www.iherb.com/pr/Doctor-s-Best-Best-Vegan-D3-2500-IU-60-Veggie-Caps/51402 contiene vitashine d3, vit d vegetale

in definitiva quale è la migliore forma di vit d da assumere come supplemento?


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benefabio
(@benefabio)
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15/02/2017 11:38 am  

Per me il problema non è se è buona o no, nello specifico neanche si capisce da che fonte viene, ma se si decide per l'integrazione bisogna tenere presente che va fatta per il breve periodo per risalire nei valori e nel frattempo cambiare strategia con le esposizioni solari.

La vitamina D da integrazione è sostanzialmente vitamina D solforato adatta soltanto al trasporto del calcio, ma sembra che i VDR (vitamin D receptor) periferici situati in ogni singola cellula del corpo (cervello, testicoli, capelli, mammella, vagina, polmoni, stomaco, intestino, prostata, vescica, occhi, pelle ecc. ecc. ) non la riconoscano innescando quindi immunosoppressione, praticamente è vero che si alzano i valori ma di fatto è come acqua fresca e non protegge da niente, neanche da quello che dovrebbe proteggere trasportando il calcio, ossia dalle fratture dell'anca e del femore.

Altro problema è comunque la necessaria integrazione con la K2 altrimenti si rischia di far depositare il calcio nelle vene, personalmente rimango convinto che le corrette esposizioni solari (da cui vitamina D solfato) al picco solare (ore 12 inverno/autunno, ore 13 primavera/estate) affiancate da un'alimentazione da prodotti (carne, uova, formaggi) di animali allevati al pascolo (devono brucare l'erba e non mangiare mangimi) risulti la migliore strategia in assoluto in termini di salute perché si usufruisce delle forme più nobili e performanti di vitamina D e K2.


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Tropico
(@tropico)
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27/02/2017 12:31 am  

Fonti sottovalutate di Vitamina D: Soprattutto le uova, ma anche pollo, maiale, pesce e latticini contengono quantità fisiologicamente rilevanti di 25OHD pronto all'uso.
http://suppversity.blogspot.it/2013/11/underestimated-vitamin-d-sources.html

[...] considerando il fatto che le uova sono la prima fonte "reale" di 25OHD preformato, alias 25-idrossivitamina D *, nelle nostre diete, si sono probabilmente andando a concordare sul fatto che le uova potrebbero essere la fonte più sottovalutato di vitamina D nella nostra dieta (25OHD è quello che i medici e gli scienziati misureranno nel tuo flusso di sangue, la maggior parte degli esami misurano 25OHD totale).

Preformata vitamina D? Non è pericolosa? No, al contrario: dosi farmacologiche di 25OHD non cambiano o possono anche ridurre i livelli plasmatici di 1,25 (OH) D, alias calcitriolo, che può potenzialmente causare calcificazione (Trümmel 1669; Heaney 1997..). Quando si è D-ficiente, però, il corpo manterrà il 25OH. Ciò è particolarmente interessante per le persone con malassorbimento intestinale, per il quale 'regolari' supplementi di vitamina D, cioè la vitamina D3, alias colecalciferolo o vitamina D2, alias ergocalciferolo, non funzionano (Francis. 1983)

Quando si tratta di vitamina D, uova, pesce, latticini, carni e frattaglie sono abbastanza unico. Tutti loro contengono "vitamina D" nella forma D3 ancora da convertire che tutti sapete. Quello che solo pochi sanno è che essi contengono anche la celebre vitamina D metabolita 25-idrossivitamina D (25OHD). Questo non è solo la forma che il medico misurerà, quando si chiede un "test della vitamina D", è anche la "vitamina D", che è stato collegato a tutti i tipi di benefici per la salute nei summenzionati studi epidemiologici.

Se si desidera aumentare o mantenere i livelli di 25OHD, è ovviamente un vantaggio se non si deve fare affidamento sul tuo corpo per trasformare la dieta D2 + D3 in 25OHD. E 'anche meglio, però, se l'efficacia di questo "supplemento" (per ora non ho visto 25OHD in capsule, quindi è meglio attenersi alle uova) ha una biodisponibilità più elevata rispetto al suo precursore non polare, vitamina D3, che viene assorbita soprattutto nella linfa (Thompson 1966;. Blomstrand del 1967.).

"[L] a più polare metabolita 25OHD a concentrazioni fisiologiche è anche assorbito direttamente, e più rapido ed efficiente, dal digiuno prossimale nella vena portale indipendente di assorbimento dei grassi. Questi risultati sono coerenti con i risultati di studi clinici, che hanno trovato di meglio l'assorbimento di 25OHD contro vitamina D nei pazienti affetti da malassorbimento dei grassi. Inoltre, nei soggetti sani e nei pazienti con malattia ossea 25OHD viene assorbito meglio e più velocemente di vitamina D. " (Ovesen. 2013)

Mi auguro che si è ormai almeno considerare di mangiare un uovo al posto di scoppiettanti decine di pillole di vitamine. Per coloro che ancora hanno bisogno di dati reali, prima di sottoscrivere all'approccio uovo-vitamina D 'integrazione', ho compilato un paio di figure in Tabella 1:

[...]
Tuorli d'uovo invece di pillole? La domanda, se è possibile cestinare il tuo integratore di vitamina D3 (o D2), fino a quando si assicuratevi di avere la vostra dose giornaliera di tuorli d'uovo (il 25OHD è nel tuorlo, non il bianco d'uovo!), È difficile rispondere. La 'potenza' di 25OHD orale è stimato essere 1.5-5x superiore a quello di 'vitamina D3 regolare' la forma di 'D' si trova nella maggior parte degli integratori OTC. Dal momento che non sappiamo nemmeno quanto D3 un determinato individuo ha bisogno in realtà la cosa migliore che puoi fare è quello di fare il test, anche se i valori equivalenti stimati e bioattività erano accurate.

L'assunzione con la dieta / supplementare ottimale non è l'unica cosa che è ancora molto dibattuto, però. I livelli sierici di "ottimali" sono altrettanto dubbia. Mentre sembra che vi sia un consenso che si sarebbe mal consigliato di non intervenire, quando i livelli di 25OHD ritornano nella zona di carenza di 30ng/ml - 0ng/ml, la risposta alla domanda se ha senso di optare per il magico 80ng/ml dipende dall'esperto a cui si chiede.
In considerazione della importanza emergente di vitamina D libera vs. totale, il numero 25OHD (= totale) sul test del sangue potrebbe presto essere considerati del tutto irrilevante, ad ogni modo. Ci sono, dopo tutto, numerosi studi recenti che supportano l'ipotesi che 25OHD libera e non 25OHD totale è dove avviene la magia.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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benefabio
(@benefabio)
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28/02/2017 2:46 pm  

Nel tuorlo dell'uovo eccome che c'è vitamina D, solo che il pollo dovrebbe aver razzolato all'aria aperta, al sole, dato che invece la maggior parte delle uova vengono da allevamenti intensivi al chiuso sarà difficile quasi impossibile trovare lì un po' di vitamina D.

su i livelli ottimali hai voglia che la sento la differenza da 20 a 30, con 20 mi ammalavo subito, sentivo freddo, giravo con la calzamaglia da neve e avevo sempre la goccia al naso, quest'anno con le analisi di ottobre a 33,7 con esposizioni solo al picco solare non mi sono ammalato per niente, neanche un raffreddore e ho dormito il più delle volte senza il piumino.

per esperienza posso dire che nelle grandi città per via dello smog il sole utile è quello sopra i 40° di inclinazione, quindi ci sono parecchi mesi di buio, mentre se uno va al mare, in montagna o in campagna va bene anche il sole a 30° di altitudine, ma almeno una volta all'anno bisogna fare le analisi per monitorare l'andamento annuale con questo programma. http://kri.washington.edu/calculator


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Nutritionvalley
(@nutritionvalley)
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02/03/2017 6:13 pm  

Vedo che c'è qualcuno ferrato in vitamina D. Mi fa piacere. Mi piace pure che si affermi che l'integratore e la biosintesi attraverso la pelle siano 2 cose differenti, perchè ultimamente si confonde la cosa.
Comunque ho una domanda da farvi.
Devo integrare la vitamina D ad un neonato (il mio).
Io non vorrei dargliela, perchè tanto ora si va verso la bella stagione e il sole glielo faccio prendere.
Onde discutere sempre con i pediatri sulle vitamine, che poi è inutile discuterci perchè non ascoltano e non vogliono ragionare, ho comunque pensato di dargliela fino ad Aprile.
Solo che vorrei spalmarla sulla pelle e non per bocca. Quando nomini applicazione topica sbarrano tutti gli occhi come se bestemmiassi. Ma è una vitamina liposolubile in olio, non vedo perchè non debba essere assorbita. Inoltre la vedo una via di penetrazione migliore, perchè meglio gestibile dal corpo, dato che viene sintetizzata proprio attraverso la pelle.
Che ne dite?
E anche in letteratura si trovano le prove, fin dai primi del '900.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1251921/pdf/biochemj01145-0111.pdf
L'unica cosa che non so è come aggiustare il dosaggio.
L'assorbimento si può ritenere identico? Oppure c'è un minore o maggiore assorbimento?
Ci può essere qualche contro indicazione? Io sinceramente non ne vedo.


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nataku
(@nataku)
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02/03/2017 7:07 pm  

per pelle va benissimo, ma ci sta almeno un 30% in meno di assorbimento
(da qualche parte se ne parla nel forum, nn ricordo dove)


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benefabio
(@benefabio)
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03/03/2017 9:23 am  

Devo integrare la vitamina D ad un neonato (il mio).
Io non vorrei dargliela, perchè tanto ora si va verso la bella stagione e il sole glielo faccio prendere.

Già adesso il sole è bello alto da poter pensare alle esposizioni, per i neonati la regola è che vanno considerati sempre a fototipo I, quindi hanno una med di 200 j/m2, ma per i fototipi I e II è sempre meglio che non raggiungano mai la med, quindi la dose giusta di esposizione varia da minimo 37,2 j/m2 a massimo 150 j/m2 che rappresenta lo 0.75 med, secondo i maggiori studi va bene anche il 25% med ossia 50 j/m2, personalmente valuterei l'intensità delle esposizioni in base al risultato delle analisi, se le analisi sono parecchio basse (sotto i 20 ng/ml) allora farei qualcosa di più intensivo.

Per le esposizioni vale sempre il concetto che serve il sole al 30° grado di altezza fuori le grandi città e dentro le grandi città minimo il 40° grado di altezza, per calcolare l'altezza del sole usare questo programma http://aa.usno.navy.mil/data/docs/AltAz.php, al form B mettere il giorno e al Tabular Interval mettere 1, spuntare Longitude: su east, Latitude:  North, Time Zone: +1 (ovviamente con l'ora legale si passa a +2) e east of Greenwich, al momento di inserire le vostre coordinate vi dovete ricordare di fare prima la conversione da qui http://www.coordinate-gps.it/conversione-coordinate-gps e inserire i primi due numeri del GMS per esempio:
N 41° 51
E 12° 29'
dopo siete pronti per il Compute Table.

Adesso avete i risultati dell'altezza solare di tutto il giorno minuto per minuto alla seconda colonna Altitude, per valutare i minuti da esposizione bisogna prendere dimistichezza con quest'altro calcolatore https://fastrt.nilu.no/VitD_quartMED.html che prevede come sviluppo il 25% della med, così vi regolate se raddoppiare o triplicare i minuti da esposizione, sottolineo che comunque la faccia, le mani e gli occhi andrebbero sempre protetti, ancor di più se si tratta di neonati.

breve spiegazione dell'uso del calcolatore degli scienziati norvegesi.
inserire il mese e il giorno
le latitudine e le longitudini convertite
il tipo di pelle
l'orario di inizio, sottrarre sempre un'ora o con l'ora legale 2, tipo se valutate mezzogiorno mettere 11, se inserite l'ora frazionata considerate che la dovete inserire con i decimali, quel 10.5 di default sono da noi le 11,30.
la percentuale di esposizione corporea
potete impostare anche la quantità di vitamina D desiderata, ogni 100 UI si sale di un punto con le analisi, ovviamente se di default da 1000 UI con il 25% della med al 25% del corpo esposto se mettiamo 4000 avremmo il risultato a 1 med sempre del 25% del corpo esposto e così via a seconda di come andiamo impostando, per questo consiglio comunque di lasciare invariati sia la percentuale di corpo esposta che il valore di 1000, perché comunque sappiamo che il risultato finale espresso in ore/minuti è il 25% della nostra med da moltiplicare dopo a piacimento, o lasciare la percentuale del corpo esposta sempre al 25% e lavorare sul 1.000 UI considerando che se si mette 2.000 stiamo già al 50% med. con 3.000 al 75% med, con 4.000 a 1 med e così via.
inserite l'altezza del territorio e il tipo di superficie.
la parte dal cielo all'ozono la potete lasciare invariata.

La mia variante è quella di usare il calcolatore norvegese alla luce dell'altro calcolatore che valuta l'altezza solare, ovviamente una volta che avete fatto i vostri calcoli in base al fototipo dopo rimangono sempre quelli, perché a quel punto il vostro riferimento rimane solo l'altezza solare, per una vostra cultura personale vi dico che la massima produzione di vitamina D si ha con l'esposizione a 1.5 med che al limite potrebbe essere anche fatta, ma va fatta gradualmente, quindi al mare il massimo è fare 1.5 med davanti e 1.5 med di dietro senza protezione solare, sempre nei casi critici di carenza, mentre se parliamo di luce artificiale (lampade abbronzanti) si sale a 2 med.


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Nutritionvalley
(@nutritionvalley)
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03/03/2017 4:36 pm  

per pelle va benissimo, ma ci sta almeno un 30% in meno di assorbimento
(da qualche parte se ne parla nel forum, nn ricordo dove)

Ecco, grazie. Mi interessava questo. Capire quanto è orientativamente l'assorbimento rispetto a prenderlo per bocca.


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