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[CACAO - CIOCCOLATO]  

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Tropico
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23/02/2012 2:45 am  

Cioccolato fondente, pressione e glicemia
Il consumo di cioccolato fondente, ma non di quello bianco, migliora i valori pressori e la sensibilità insulinica nei soggetti ipertesi.
Una bassa Prevalenza di Aterosclerosi, Diabete di tipo 2 e Ipertensione e l’assenza del fisiologico aumento della Pressione arteriosa associato all’età caratterizzano le popolazioni indigene dell’America centrale, tra le quali è diffuso il consumo di bevande a base di cacao. La riduzione del rischio cardiovascolare è stata attribuita, più che a cause genetiche, agli alti livelli di assunzione di sostanze antiossidanti come i polifenoli, e in particolare i flavanoli, appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, contenuti nel cioccolato fondente, che migliorano la resistenza all’insulina, aumentano la biodisponibilità di NO a livello endoteliale ed inibiscono la formazione dei derivati reattivi dell’ossigeno e di altri radicali liberi.
In questo studio, pazienti con Ipertensione moderata ed intolleranza al glucosio sono stati sottoposti ad una dieta contenente 100g/die di cioccolato fondente o di cioccolato bianco (privo di polifenoli) per 15 giorni, secondo un disegno sperimentale di tipo cross-over.
Il consumo di cioccolato fondente ricco di flavanoli ha comportato la riduzione della pressione sia sistolica che diastolica (di circa 4 mmHg), del Colesterolo totale ed LDL (-7%), della resistenza all’insulina e il miglioramento della funzionalità delle cellule β del pancreas. Non sono invece state osservate variazioni in seguito al consumo di cioccolato bianco.
I risultati di questo studio indicano che l’assunzione quotidiana di cioccolato fondente può essere efficace nel controllo della Pressione arteriosa e nella protezione dell’endotelio vasale. Tuttavia, poiché non è possibile ignorare il rischio di sovrappeso associato ad un eccessivo consumo di un alimento ad alto contenuto energetico quale il cioccolato, può essere utile considerare anche i risultati di studi precedenti a lungo termine, secondo i quali benefici equivalenti si potrebbero ottenere anche con quantità più limitate di cioccolato, pari a 6 g/die. Tali osservazioni suggeriscono la possibilità di integrare la dieta con alimenti a base di cacao e quindi ricchi di antiossidanti, ma a basso contenuto energetico, come coadiuvanti per ridurre il rischio cardiovascolare.
Grassi D, Desideri G, Necozione S, Lippi C, Casale R, Properzi G, Blumberg JB, Ferri C. J Nutr. 2008 Sep;138(9):1671-6.

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Tropico
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23/02/2012 2:47 am  

Il cioccolato come l’aspirina?
Numerose evidenze scientifiche riconoscono al cioccolato fondente effetti positivi sul sistema cardiovascolare (riduzione della pressione) e non solo (aumento della sensibilità all’insulina). Secondo un nuovo studio, presentato al meeting annuale dell’American Heart Association, il consumo di almeno due cucchiaini di cacao amaro al giorno aiuterebbe anche a ridurre il rischio di infarto cardiaco: il cioccolato fondente, infatti, avrebbe proprietà antiaggreganti simili a quelle dell’aspirina. La scoperta si deve a un gruppo di volontari che erano stati reclutati, e poi esclusi, da uno studio che esaminava l’effetto dell’aspirina sull’aggregazione piastrinica (GeneSTAR). I partecipanti a tale studio (di età compresa tra i 21 e gli 80 anni con una storia familiare di patologie cardiache) avrebbero dovuto astenersi dal fumo e dal consumo di alcuni cibi che avrebbero potuto interferire con l’indagine (pompelmi, cibi contenenti Caffeina e cacao, vino e cioccolato), tuttavia, alcuni di loro non hanno resistito a hanno confessato di aver mangiato del cioccolato. I 139 “disobbedienti” sono stati esclusi dal GeneSTAR, ma è stata comunque valutata la velocità di aggregazione delle loro piastrine. L’esame ha evidenziato che, rispetto a coloro che non avevano ceduto alla tentazione del cioccolato, i partecipanti più indisciplinati presentavano una minore aggregazione piastrinica (123 secondi contro 130). L’effetto antiaggregante osservato è simile a quello dell’aspirina, anche se di entità minore (circa 5-10 volte): il consumo quotidiano di qualche quadretto di cioccolato fondente o di un drink a base di cacao amaro rappresenterebbe dunque una buona abitudine per allontanare il pericolo di infarto.
Becker D et al. American Heart Association 2006 Scientific Session

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Tropico
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23/02/2012 2:50 am  

Cacao e funzione endoteliale nei fumatori
Alcuni studi suggeriscono che i disturbi vascolari correlati al fumo siano causati dal danneggiamento della sintesi di ossido nitrico (NO), un potente vasodilatatore endoteliale. Secondo questo studio, i flavonoli contenuti nel cacao potrebbero incrementare i livelli di ossido nitrico circolante (NO) migliorando la funzione endoteliale (cioè la capacità del vaso arterioso di dilatarsi in risposta al flusso sanguigno) nei fumatori. Sono stati comparati gli effetti di una bevanda a base di cioccolato ad alto tenore di polifenoli, con una identica contenente una bassa concentrazione di polifenoli, su un campione di fumatori. L’assunzione di cacao ricco in polifenoli ha provocato un aumento significativo dell’NO circolante con conseguente miglioramento della funzione endoteliale. I risultati di questo studio, tuttavia, pur confermando gli effetti benefici degli alimenti ricchi in polifenoli sulla salute cardiovascolare, non devono far credere che il cacao possa attenuare da solo gli effetti deleteri del fumo.
Heiss C, Kleinbongard P, Dejam A, Perre S, Schroeter H, Sies H, Kelm M J Am Coll Cardiol. 2005 Oct 4;46(7):1276-83

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15/03/2012 4:34 pm  

Cocoa reduces blood pressure and insulin resistance and improves endothelium-dependent vasodilation in hypertensives.
http://hyper.ahajournals.org/content/46/2/398.long

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Dodo
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26/03/2012 12:44 am  

Ho letto con interesse le notizie sul cacao ed il fondente, che adoro. Vorrei aggiungere che il cacao in polvere contiene moltissimi ossalati: 450 mg / 100 g, il cioccolato amaro (fondente): 80 mg / 100 g. Valori medi sono tra 50 e 10 mg, sotto 10 mg credo che ci si possa non dar pensiero [Fonte].

L'acido ossalico rende indisponibile il calcio ed in alte dosi può creare problemi ai reni. Se però il calcio viene preso distante da fonti di ossalati come il fondente, ci sono comunque problemi? Spero di no.

Siccome si è parlato di ferro, anche questo è molto influenzato da altre sostanze per quanto riguarda l'effettivo assorbimento. Su un documento della WHO e FAO (Tabella 13.5, p. 271) si legge che per gli adulti di 75 kg a seconda della biodisponibilità delle fonti di ferro si varia da 9,1 a 27,4 mg al giorno. Lungo il documento, il valore di ferro viene espresso anche in funzione della massa corporea. Quindi si può dire in modo più generale che il valore raccomandato varia da 121 a 365 mg / kg di peso corporeo al giorno (per adulti maschi).

Dunque, 100 g di fondente nero 70-85% forniscono 11,90 mg di ferro, oltre a contenere molti elementi importanti in buona quantità. Però contiene acido fitico, si legge:

[quote="PaleoPlan"]Chocolate contains high levels of phytic acid, which binds to important minerals such as magnesium, iron and calcium, thus preventing the body from absorbing them.

Si può leggere una risposta del Dr. Cordain relativamente al problema dei fitati. Nella risposta si precisa che l'acido fitico e i fitati sono usati spesso come sinonimi ma il fitato è il sale di acido fitico. Complessivamente una certa dose di acido fitico ha effetti benefici, anti-ossidante e anti-tumorale. Però, riduce anche la disponibilità di minerali bivalenti (ferro, zinco, calcio, magnesio, manganese, ecc.), ma in piccole dosi non rappresenta un problema. L'importante è non eccedere con alimenti che contengono acido fitico.

Dati più precisi sull'acido fitico li ho trovati qui, ma sono veramente pochi questi dati. Comunque chicchi di frumento, semi di zucca e svariati tipi di fagioli, anche le mandorle, contengono acido fitico in dosi di cui tener conto. Purtroppo è difficile trovar dati completi.


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Tropico
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05/04/2012 2:40 am  

Consumo di cioccolato e disturbi cardiometabolici

E' stata valutata l'associazione tra consumo di cioccolato e il rischio di sviluppare disturbi cardiometabolici.
E' stata compiuta una revisione sistematica e una meta-analisi di studi randomizzati controllati e studi osservazionali.
Gli esiti primari erano i disturbi cardiometabolici, tra cui malattie cardiovascolari ( malattie coronariche e ictus ), diabete mellito e sindrome metabolica.
Una meta-analisi ha valutato il rischio di sviluppare disturbi cardiometabolici confrontando il livello più alto e più basso di consumo di cioccolato.
Partendo da 4.576 riferimenti, 7 studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione ( per un totale di 114.009 partecipanti ).
Nessuno degli studi era randomizzato, 6 erano studi di coorte, e 1 era trasversale.
Grandi variazioni sono state osservate tra questi 7 studi riguardo alla misurazione del consumo di cioccolato.
Cinque studi su 7 studi hanno riportato un’associazione benefica tra più elevati livelli di consumo di cioccolato e il rischio di disturbi cardiometabolici.
I più alti livelli di consumo di cioccolato sono stati associati a una riduzione del 37% nella malattia cardiovascolare ( rischio relativo 0.63 ) e a una riduzione del 29% di ictus rispetto ai livelli più bassi.
In conclusione, sulla base di evidenze sperimentali, i livelli di consumo di cioccolato sembrano essere associati a una sostanziale riduzione del rischio di malattie cardiometaboliche.
Studi sperimentali sono necessari per confermare un effetto potenzialmente benefico del consumo di cioccolato. ( Xagena2011 )

Fonte Buitrago-Lopez A et al, Br Med J 2011; 343: d4488

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Tropico
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05/04/2012 3:17 am  

Sintomi depressivi e cioccolato
Pochi studi scientifici hanno descritto il rapporto tra cioccolato e umore.
Uno studio ha esaminato la relazione tra consumo di cioccolato e umore depresso in uomini e donne adulti.
Lo studio ha riguardato un campione di 1018 adulti ( 694 uomini e 324 donne ), senza diabete o malattia coronarica nota. Tra questi sono stati presi in considerazione 931 soggetti che non hanno fatto uso di farmaci antidepressivi e hanno fornito informazioni in merito al consumo di cioccolato.
L’umore è stato valutato utilizzando la scala di misurazione della depressione CES-D ( Center for Epidemiologic Studies Depression Scale ).
I soggetti positivi per depressione possibile ( punteggio CES-D maggiore o uguale a 16 ) sono risultati associati a più alto consumo di cioccolato ( 8.4 porzioni al mese ) rispetto a quelli senza depressione ( 5.4 porzioni al mese ) ( p=0.004 ); i soggetti con punteggio CES-D ancora più alti ( maggiore o uguale a 22 ) hanno registrato un consumo di cioccolato ancora più elevato ( 11.8 porzioni al mese ) ( p
Queste associazioni hanno riguardato sia gli uomini che le donne.
I risultati non sembrano essere influenzati da un generale aumento nell’assunzione di carboidrati, grassi o energia.
Dallo studio è emerso che i più alti punteggi alla scala per la depressione CES-D sono associati a un maggiore consumo di cioccolato. ( Xagena2010 )
Fonte Rose N et al, Arch Intern Med 2010; 170:699-703

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Dodo
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05/04/2012 3:39 am  

Dallo studio è emerso che i più alti punteggi alla scala per la depressione CES-D sono associati a un maggiore consumo di cioccolato.

Ho avuto modo di constatare che quando si è giù di umore il cioccolato è davvero invitante. E sono anche abbastanza ghiotto di cioccolato.

I risultati sono chiari e penso anche attesi, più complessa è l'interpretazione. Per esempio: è la depressione che causa un maggior desiderio di consumare cioccolato o è il cioccolato che causa la depressione? Il classico problema dell'invididuare la causa quando due eventi si presentano congiunti. C'è anche la complicazione teorica che può esistere una terza causa che rende due eventi congiunti, e questi ultimi potrebbero essere indipendenti sotto altre condizioni.

Per esperienza personale indicherei con forte convinzione interna (magari sbagliata, ma farei fatica a credere che sia sbagliata) che sia corretta la prima considerazione. Infatti, se uno è giù di umore, ricerca la cioccolata; il contrario è quasi comico: uno inizia a mangiare cioccolata di buon umore e si deprime! A me succede il contrario, mi tira su.

Però, c'è un problema serio dietro questo meccanismo, che potrebbe essere quello della dipendenza. Effettivamente se ce l'ho a portata di mano, in periodi "no", difficilmente so trattenermi, mi è anche capitato di eccedere tanto da arrivare alla nausea (in passato), a quel punto non la volevo più e basta. Poi, col tempo, mi torna voglia. Conta molto anche la qualità di ciò che si mangia. Certa cioccolata è ottima e non mi fa nulla, altre ricordo che mi hanno dato fastidi alla lingua o bruciori vari il giorno dopo o i successivi, cose che di norma non mi succedono.

Ultimamente sono frenato dall'abbondare con il cacao, perché è estremamente ricco di ossalati.


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Tropico
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05/04/2012 3:43 am  

Credo proprio che si ricorra alla cioccolata per mitigare la depressione e non l'inverso 🙂

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Tropico
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05/04/2012 4:06 am  

Azione anti-diarroica dei flavonoidi contenuti nel cacao
Uno studio, pubblicato su The Journal of Nutrition e condotto da Ricercatori del Children’s Hospital & Research Center di Oakland, ha scoperto che una sostanza contenuta nei semi di cacao può ridurre la produzione di liquidi che causano la diarrea.
Il cioccolato nero contiene alte concentrazioni di cacao.
I flavonoidi presenti nel cacao possono legare ed inibire una proteina a livello intestinale, chiamata CFTR, che regola la secrezione nell’intestino tenue.
Ogni anno negli Stati Uniti si hanno 2.4 milioni di visite mediche a causa dei sintomi della diarrea.
I bambini più piccoli e le persone anziane possono andare incontro a grave disidratazione, in alcuni casi anche con esito fatale.
Il primo impiego del cacao nel trattamento della diarrea è datato XVI secolo.
Fonte: Children’s Hospital & Research Center, Oakland, 2005

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Tropico
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05/04/2012 4:12 am  

Il cioccolato nero migliora il flusso sanguigno prevenendo i coaguli
Uno studio compiuto da Ricercatori greci e presentato all’Annual Meeting dell’European Society of Cardiology ha dimostrato che il cioccolato nero può migliorare il flusso sanguigno, prevenendo la formazione di coaguli.
Hanno preso parte allo studio 17 volontari; alcuni di questi hanno assunto 100g di cioccolato nero.
E’ stato osservato un miglioramento a livello endoteliale tra i soggetti che avevano assunto cioccolato nero.
Le proprietà protettive a livello dell’apparato cardiovascolare sarebbero dovute alla presenza nel cioccolato nero di sostanze ad azione antiossidante, i flavonoidi.
Il cioccolato al latte non sembrerebbe esercitare lo stesso effetto protettivo.( Xagena2004 )
Fonte: ESC, 2004

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crixus
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11/04/2012 10:51 pm  

Sta diventando una droga, una mia cliente ha una cioccolateria artigianale, cioccolato al 90 e 100% sono fantastici! Peccato non riuscirsi a limitare 😀

“Adaptability is probably the most distinctive characteristic of life.”
— Hans Selye


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Tropico
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11/04/2012 11:50 pm  

Cerchi di compensare affetto? 😛
E' facile perdere il controllo, anche io ne vado ghiotto di quella fondente, dall'80 al 100% a seconda di come la trovo.
Però è comunque eccitante e va a sovraccaricare con l'abuso cronico gli "organi dello stress" (passatemi la sintesi).

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crixus
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12/04/2012 12:33 am  

Ahahaha no no sono semplicemente goloso 🙂
si infatti ora non ne ho più in casa, quindi mi do una regolata...
Potrebbe essere utile come pre WO

“Adaptability is probably the most distinctive characteristic of life.”
— Hans Selye


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Tropico
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23/06/2012 3:38 pm  

Salute a tutto cacao
Un ricercatore della Harvard Medical School ha speso anni per studiare gli effetti del cacao sulla popolazione Kuna

Gli effetti benefici dell'epicatechina, un flavonoide scoperto nel cacao, sarebbero tali da rivaleggiare per importanza con quelli a suo tempo ottenuti grazie alla penicillina e agli anestetici. È quanto viene affermato in un articolo pubblicato sull'ultimo numero di Chemistry & Industry a firma Marina Murphy, in cui vengono riferite le conclusioni degli studi condotti da Norman Hollenberg della Harvard Medical School.

Hollenberg ha speso anni a studiare l'effetto del cacao sulle popolazioni Kuna di Panama, presso le quali l'incidenza di infarti, ictus, diabete e tumori è inferiore di oltre il 10 per cento rispetto alla media. Secondo Hollenberg a questo risultato concorrerebbe in maniera significativa l'assunzione da parte di quelle popolazioni di quasi 40 tazze alla settimana di bevande a base di cacao naturale, particolarmente ricco di epicatechina, peraltro presente anche nel tè, nel vino e in alcuni altri vegetali.

Alcuni flavonoidi, come appunto l'epicatechina, vengono talora rimossi nei processi di produzione del cacao commerciale a causa del fatto che tendono a conferire al prodotto un sapore spiccatamente amaro.

Particolarmente entusiasta delle affermazioni di Hollenberg si è dichiarato Daniel Fabricant, nutrizionista e farmacologo, che è direttore scientifico della Natural Products Association, la principale associazione no profit statunitense che mira a promuovere il consumo di prodotti naturali. Secondo Fabricant i benefici dell'epicatechina sarebbero tali da meritare un ripensamento della stessa definizione di "vitamina" per farvi rientrare anche questa sostanza che, in base ai criteri attuali, non può essere considerata tale, visto che la sua totale assenza dalla dieta non pare comporti di per sé danni alla salute. Fonte

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Tropico
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06/07/2012 5:13 pm  

Il cioccolato rinforza i muscoli
Il cacao aumenta il numero dei mitocondri aiutando chi si allena


Un'altra buona notizia per gli amanti del cioccolato. Pare che quello fondente abbia, fra gli altri effetti, anche quello di stimolare i muscoli e di mantenerne il tono nel corso degli anni. La ricerca, condotta su modello murino da scienziati della Wayne State University di Detroit e pubblicata sul Journal of Physiology, evidenzia in particolare le proprietà dell'epicatechina, sostanza contenuta nel cacao che agisce sui mitocondri, dai quali le cellule traggono energia.
Il cacao aumenta il numero dei mitocondri nelle cellule muscolari, il che spinge l'organismo a produrre più energia, da investire sulle prestazioni per migliorarle e renderle più intense, come spiega Moh Malek, il coordinatore della ricerca: “è noto che l'esercizio fisico di tipo aerobico, per esempio correre o pedalare, aumenta il numero di mitocondri nelle cellule dei muscoli. La nostra ricerca indica ora che l'epicatechina del cacao produce la stessa risposta, specie a livello del cuore e dei muscoli scheletrici".
Per confermare la tesi, i ricercatori hanno somministrato epicatechina a un gruppo di topi due volte al giorno per 15 giorni, sottoponendo i ratti a un allenamento di 30 minuti sul tapis roulant. Hanno così scoperto che i topi che avevano assunto epicatechina miglioravano la loro prestazione fisica e il grado di resistenza dei muscoli alla fatica del 50 e del 30 per cento. Allo stesso tempo, i ricercatori hanno verificato un aumento del numero dei capillari che garantiscono una riserva di ossigeno per i muscoli e lo sviluppo di nuovi mitocondri, determinando lo stesso effetto prodotto dalle attività aerobiche.
In prospettiva, se i risultati verranno trasferiti anche sull'uomo, si potrebbe pensare a un'integrazione giornaliera di cacao per le persone non più giovani, nelle quali la diminuzione dei mitocondri si traduce in un calo dell'energia muscolare e della resistenza agli sforzi. Fonte

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