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La restrizione calorica incrementa la riparazione del DNA


salvio
(@salvio)
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Registrato: 10 anni fa
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È stato dimostrato che la restrizione calorica (CR) accresce la durata della vita e diminuisce le patologie correlate all'età, in tutti gli organismi in cui essa è stata studiata, da forme di vita unicellulari come il lievito, fino a organismi pluricellulari quali vermi, mosche, topi, e primati. Il meccanismo mediante il quale la CR agisce è connesso con un certo numero di geni correlati al rilevamento dei nutrienti, che mandano alla cellula il segnale per alterare l'attività metabolica quando c'è carenza di nutrienti, in particolare carboidrati[10]. Quando la cellula rileva una diminuzione nella disponibilità di carboidrati, viene innescata l'attivazione dei geni DAF-2, AGE-1 e SIR-1 capaci di influenzare la longevità.
È stato proposto che il motivo per cui una carenza di nutrienti induce in una cellula uno stato di aumentata riparazione del DNA ed un aumento della longevità è associato al meccanismo evolutivamente conservato dell'ibernazione cellulare. Questa, essenzialmente, consente ad una cellula di mantenere uno stato di inattività fino al sopraggiungere di condizioni più favorevoli. Durante questo periodo, la cellula deve diminuire la sua usuale velocità metabolica, ed uno dei modi per ottenere questo risultato consiste nella riduzione dell'instabilità genomica. Così, la velocità di invecchiamento della cellula è variabile, e può essere influenzata da fattori ambientali quali la disponibilità di nutrienti, che mediano il loro effetto alterando la velocità di riparazione del DNA.
http://it.wikipedia.org/wiki/Riparazione_del_DNA#La_restrizione_calorica_incrementa_la_riparazione_del_DNA


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Muso
 Muso
(@muso)
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Interessante, però gli animali su cui è stata provata la cosa erano liberi di riposare o non fare nulla per tutto il giorno. Un uomo che deve svolgere varie attività, a fronte di una riduzione calorica consistente, potrebbe anche riportare danni sistemici, aumento dei livelli di ormoni dello stress e ossidazione da radicali liberi.
Però probabilmente se una persona potesse prendersi un anno sabbatico per mangiare pochissime calorie e riposare ne trarrebbe grandi benefici, la cosa purtroppo è impossibile...


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Carter07
(@carter07)
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La penso esattamente come te Muso.


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fabietto
(@fabietto)
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Post: 7352
 

Idem

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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salvio
(@salvio)
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Interessante, però gli animali su cui è stata provata la cosa erano liberi di riposare o non fare nulla per tutto il giorno. Un uomo che deve svolgere varie attività, a fronte di una riduzione calorica consistente, potrebbe anche riportare danni sistemici, aumento dei livelli di ormoni dello stress e ossidazione da radicali liberi.
Però probabilmente se una persona potesse prendersi un anno sabbatico per mangiare pochissime calorie e riposare ne trarrebbe grandi benefici, la cosa purtroppo è impossibile...

Ma secondo me più che una restrizione calorica permanente lacosa più logica sarebbe, visto che comuque questa società infligge un certo stress alla persona, una restrizione intermittente con un surplus di carboidrati nella fase di aumento di calorie.

Alla fine, cacchio, se uno è tutti i giorno sotto stress, non c'è dieta che tenga,ma se lo è solo in determinati momenti, il corpo puo' addirittura allenarsi a sopportare gli stress, purchè si ben rifornito di substrati da bruciare al aso.

Prendiamo uno voglia consumare mediamente 2100 calorie si possono consumare 3 giorni a settimana 1500 cal e tre gioni 2600 calorie con uno di ponte in cui si consumano 2100.

Io faccio calcoli solo per spiegare il mio punto di vista, ma in quetso mondo le botte energetiche annichileranno il catabolismo e l'uso del fruttosio durante la dieta a basse calorie fornirà energia da bruciare a lungo risparmiando eventuale glicogeno epatico, facendolo durare più a lungo.

Si è visto che l'intermittent fasting è migliore della restrizione calorica, ma comunque è ancora troppo sbilanciato, creando aumnti catabolici e transitori stato di iperinsulinemia.

Mentre con una restrizione calorica intermittente si ha la quadra perfetta e la massa magra non soffre minimamente nè la vita sociale e scompare quella sensazione di freddo.

se poi si associa della attività fisica si rimane etremamente sensibili all'insulina senza finire nel catabolismo sfrenato.

a mio giudizio, dopo aver applicato la cosa, la strada è buona, specialmente con l'accorgimento di mangaire il riso con tantissimi grassi.

Qualcuno ha sperimentato questo approccio oltre me?


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fedex
(@fedex)
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come l hai modulato con la vita sociale? del tipo allenamenti e impegni in ipercalorica e riposo ( weekend) nei giorni di restrizione?


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salvio
(@salvio)
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io faccio un giorno di restrizione e uno di non restrizione, alla fine in un giorno non è molto catabolico, poi basta quel giorno andare a letto presto perchè se ne sente la necessità sul serio.

Lo schema puo' essere molto variabile comunque.


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fedex
(@fedex)
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Registrato: 10 anni fa
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come macronutrineti come ti orienti, carbo e saturi nei giorni di restrizione e proteine/ fruttosio e grassi monoinsaturi nei giorni di forte surplus calorico? oppure a sensazione, e cambi conseguenza?


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Eva
 Eva
(@eva)
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Argomento interessante. Il dubbio che continuo ad avere è quello in merito alle proteine. Esempio di warrior diet le proteine prese un un'unica soluzione vengono tutte assorbite?


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Tropico
(@tropico)
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Annosa domanda Eva, ci sono varie teorie, e parrebbe che il limite proteico ci sia a singolo pasto, oltre un tot non si assorbono più, ma dipende anche dalla velocità di assorbimento e dallo stato di sensibilità, se vieni da un periodo di restrizione proteica il tuo corpo ne assorbirà di più, e viceversa.
Io sapevo che le proteine veloci, tipo quelle del siero del latte, hanno un limite di 30gr a singolo pasto, molti dicono che sia una bufala.
Ad ogni modo penso che vengano assorbite tutte comunque, ma non vengano usate per fini plastici/anabolici, ma energetici, e quindi stoccate pure in grasso.
Se c'è un surplus proteico il corpo prende quello di cui ha bisogno per fini plastici, se vieni da una restrizione proteica ne prenderà ovviamente di più, se hai tanti muscoli ne prenderà ovviamente di più, il resto va nel ciclo di krebs per tutti gli altri usi possibili, chetogenici e glucogenetici. Che vengano assorbite tutte penso sia lecito pensarlo, sennò che fine fanno?
In conclusione l'assorbimento è totale, ma a seconda di quante ne hai bisogno, vanno a fini plastici o energetici.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fedex
(@fedex)
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Post: 221
 

quoto.. ricordo uno studio, in cui aun gruppo di donne sedentarie e di età avanzata (tra i 65 e i 75) era stata sottoposta quasi tutta la quota proteica in un solo pasto (quello serale) mentre ad un altro era stat frazionata in più pasti, il risultato dimostrò che la sintesi proteica e assorbimento erano molto maggiore nelle donne che avevano consumato tutto l ammontare proteico nella giornata.. ora la quoata proteica non sarà stat elevata ( dati i soggetti) e le vaariabili possono essere molteplici in ogni credo che come dice tropico ci sia una componente di abitudine.. il corpo spreca ciò che è in abbondanza e trattiene ciò che è deficitario quindi probabilemnte, così come è migliorabile la sensibilità insulinica probabilmente lo è anche l utilizzo proteico.. personalmente trovo che la ciclicità sia utile in questo


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Eva
 Eva
(@eva)
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Post: 1959
 

Ok, grazie delle vostre opinioni! 🙂


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