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[Sovrallenamento - Overtraining - OTS] L'allenamento abbassa il metabolismo?  

 

fabietto
(@fabietto)
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29/04/2015 3:50 pm  

http://youtu.be/p0f4qQDg1i4
Sono d'accordo con il video.

P.S. C'entra sì e no con il video, ma la mia "chiave di lettura" ed esperienza rafforzano la convinzione nel preferire gli allenamenti brevi, intensi e, sopratutto, infrequenti alle "maratone" del più è meglio.

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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Tropico
(@tropico)
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29/04/2015 4:17 pm  

Anche se non confonderei il grafico dell'articolo, è solo un esempio di curva gaussiana che approssima l'effetto dell'attività fisica sul metabolismo.
Ovviamente ci sarà un punto che offre le massime prestazioni, il sotto o sovrallenamento produrrà meno risultati, rappresentati da quella curva.

Non dice niente di nuovo per molti di noi, un eccesso di attività fisica deprime la tiroide e la conversione da T4 a T3, che è quello che dice Peat sull'attività fisica soprattutto eccentrica.

In realtà non ti dice quanto è questo limite, per te il limite è un allenamento ogni 4 giorni mentre Andrea Biasci parla di non superare i 4-5 allenamenti settimanali, molto distante dal tuo metodo e pensiero.

Sarebbe più interessante una curva fatta su un campione statisticamente significativo di persone che si allenano, ma è un lavoro immane, e poi quali persone prendere? Quelle allenate o che partono da zero?

Purtroppo non dice niente di nuovo e non aiuta a quantificare ma è sempre lodevole il lavoro che fanno al Project Invictus.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
(@fabietto)
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29/04/2015 5:11 pm  

Sperimentare è d'obbligo: ognuno di noi risponde diversamente agli stressors. 4/3/2/1 giorni a settimana non vogliono dire nulla. Come non vogliono dire nulla ne "di più è meglio" e ne "di meno è meglio". Di più o meno di che? Sono convinto che, come per le medicine, bisogna partire sperimentando dalla dose più bassa a quella più alta e non viceversa.


Buffo, stavo pensando a quanti, specialmente nel mondo dei sollevatori di pesi e dell'aerobica, hanno il metabolismo di merda come il gatto castrato di Biasci, quello del video, Cesare. XD

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Tropico
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16/06/2015 1:09 am  

Mi ha colpito questo articolo sui corridori http://www.outsideonline.com/1986361/running-empty che sperimentano il sovrallenamento (OTS).

Purtroppo pare essere un biglietto di sola andata, una volta che si va in serio overtraining non si torna più come prima ed i problemi che esso comportano si riaffacciano con facilità, tipo tachicardie, sistema immunitario debole, nebbia mentale, stanchezza...
Insomma, riprendersi al 100% da uno stress cronico pare sia cosa difficile.

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Eva
 Eva
(@eva)
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18/06/2015 1:36 pm  

Ciao, secondo me l'eccessivo allenamento fa malissimo.
Meno male perché io sono pigrissima e il massimo che faccio è una passeggiata. 🙂


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Tropico
(@tropico)
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18/06/2015 2:02 pm  

Certo che fa male, è stress fisico non compensato.
Ma nemmeno la sedentarietà è il massimo per la salute, certo se passeggi va comunque bene, le ore e ore sulla sedia sono problematiche.

No ma io sono rimasto comunque colpito dal fatto che non si torna più come prima, un grande stress può derivare anche dall'alimentazione, non solo dall'attività fisica, quindi certi errori non vengono perdonati.
Come mi pare sia stato constatato nella popolazione russa che moriva di fame, i problemi derivante da questo sono ricaduti anche ai figli.
Se si danneggia il fisico/metabolismo oltre il punto di soglia, poi è estremamente dura guarire al 100%, se pensiamo che un comportamento sbagliato possa portare al diabete (nei predisposti), poi guarire dal diabete è una cosa molto improbabile, invece lo si poteva prevenire con comportamenti alimentari/salutari.

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fabietto
(@fabietto)
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Post: 7362
19/06/2015 9:12 pm  

Suonerà scontato ma meglio evitarlo il sovra allenamento. Lasciare quel genere di stress agli atleti d'elite (loro vivono di sport) e ai masochisti ritengo che sia molto saggio. A noi, per stare in forma ed in salute, basta molto ma molto meno. Io, per esempio, riesco a stare in forma senza avvicinarmi nemmeno al sovra allenamento.

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Tropico
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22/06/2015 2:54 pm  

L'impatto di una Ultra-Marathon (24-ore) su Endotossine e profilo delle citochine circolatorie
https://www.thieme-connect.de/DOI/DOI?10.1055/s-0034-1398535
Lo studio mirava a determinare la concentrazione circolatorio endotossine, profilo delle citochine, e sintomi gastrointestinali di corridori ultra-endurance (UER, n = 17), in risposta a una di 24 ore continue concorrenza ultra-maratona (range distanza totale: 122-208 km) condotta in condizioni ambientali temperate (0-20 ° C) in terreno montagnoso. Di massa corporea e la temperatura corporea sono stati misurati, e campioni di sangue venoso sono stati prelevati prima e subito dopo la competizione. I campioni sono stati analizzati per la proteina endotossine batteriche gram-negativi, C-reattiva, profilo di citochine, e osmolalità plasma. I sintomi gastrointestinali sono stati monitorati durante la concorrenza. Indotta da esercizio fisico perdita di massa corporea è stato (media ± SD) 1,7 ± 1,8% in media UER. Pre e post-gara plasma osmolalità in UER era 286 ± 11 mOsmol · kg-1 e 286 ± 9 mOsmol · kg -1, rispettivamente. Aumenta Pre- post-gara (p 0.05). I sintomi gastrointestinali sono stati riportati dal 75% di UER, senza sintomi riportati da CON. IL-10 (r = 0,535) e di IL-8 (r = 0,503) erano positivamente correlati con sintomi gastrointestinali. A 24-ore continua competizione ultra-maratona in condizioni ambientali temperate ha determinato un'endotossiemia e cytokinaemia pro-infiammatoria circolatoria, contrastato da una risposta antinfiammatoria compensatoria.


Come anche riportato qui http://www.sciencedaily.com/releases/2015/06/150616093646.htm i batteri intestinali, in questo genere di stress, penetrano nel circolo sanguigno provocando un auto avvelenamento e conseguente risposta del sistema immunitario.

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Tropico
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Post: 9778
14/07/2015 1:14 pm  

Induzione e prevenzione della sindrome da bassa-T3 nell'esercizio in donne.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8498602 1993

Per studiare l'influenza di esercizio sul metabolismo della tiroide, 46 giovani donne sane sedentarie regolarmente mestruate sono stati assegnati in modo casuale a un disegno sperimentale di esercizio fisico e di energia trattamenti disponibilità aerobici 3 x 2. Disponibilità di energia è stata definita come l'assunzione di energia spesa energetica meno dietetico durante l'esercizio. Dopo 4 giorni di trattamenti, disponibilità a bassa energia (8 contro 30 kcal.kg di peso corporeo-1.day-1) aveva ridotto 3,5,3'-triiodotironina (T3) del 15% e T3 (fT3) entro il 18 % e ha aumentato tiroxina (T4) del 7% e reverse T3 (rT3) del 24% (P 0,10). Cioè, sindrome da bassa-T3 è stata indotta dal costo energetico di esercizio e stato impedito nell'esercizio delle donne, aumentando l'apporto energetico alimentare. Osservazione selettiva di sindrome da bassa-T3 in atleti amenorrea e non regolarmente mestruazioni suggerisce che l'esercizio fisico può compromettere la disponibilità di energia per la funzione riproduttiva nell'uomo. Se è così, l'amenorrea atletica potrebbe essere prevenuta o invertita attraverso la riforma della dieta senza ridurre la quantità di esercizio o di intensità.


Induzione di sindrome da bassa-T3 nell'esercizio in donne si verifica ad una soglia di disponibilità energetica.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8160876 1994

Per indagare il rapporto tra disponibilità di energia (dietetico apporto energetico energia meno consumate durante l'esercizio) e il metabolismo della tiroide, abbiamo studiato 27 non addestrati, donne regolarmente mestruate che si sono esibiti circa 30 kcal.kg massa magra (LBM) -1.day-1 di supervisione esercizio ergometro al 70% della capacità aerobica per 4 giorni nella fase follicolare. Un prodotto dietetico clinico è stato utilizzato per impostare la disponibilità di energia in quattro gruppi (10.8, 19.0, 25.0, 40.4 kcal.kg LBM-1.day-1). Per 9 giorni a partire 3 giorni prima trattamenti, il sangue è stato campionato una volta al giorno alle 08:00 Inizialmente, la tiroxina (T4) e T4 libera (fT4), 3,5,3'-triiodotironina (T3) e T3 (fT3) e retromarcia T3 (rT3) erano nel range di normalità per tutti i soggetti. Misure ripetute a senso unico l'analisi della varianza seguita da un solo lato, due campioni post hoc meno significativi i test di differenza di Fischer di cambia di giorno di trattamento 4 ha rivelato che le riduzioni in T3 (16%, p <0.00001) e fT3 (9%, P <0,01) si è verificata all'improvviso tra il 19,0 e il 25,0 kcal.kg LBM-1.day-1 e che gli aumenti del fT4 (11%, p <0.05) e rT3 (22%, p <0.01) si è verificata all'improvviso tra il 10,8 e il 19,0 kcal .KG LBM-1.day-1. Le variazioni di T4 non potrebbero essere distinti. Se il deficit di energia sopprime riproduttiva e la funzione della tiroide, amenorrea atletica potrebbe essere prevenuta o invertita, aumentando la disponibilità di energia attraverso una riforma alimentare per 25 kcal.kg LBM-1.day-1, senza moderare il regime di allenamento.

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fabietto
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14/07/2015 7:41 pm  

Di solito, nelle persone sane, all'aumentare del dispendio energetico aumenta anche l'appetito che, se viene assecondato, problemi di rallentamento della tiroide non ne dovrebbe portare. E' logico che il problema sopraggiunge quando ci si allena e non si asseconda la fame (è un classico in chi si allena e fa la dieta per dimagrire); ma se si mangia quanto si consuma non si dimagrisce... Mi sa che chi ha una leggera massa grassa che ricopre l'addome, se vuole salvaguardare la salute futura, deve dimenticarsi purtroppo "la tartaruga e il vitino di vespa" perchè portano solo guai all'orizzonte.

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burc
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15/07/2015 12:34 pm  

........................verissimo Fabietto io cerco di stare attento al cibo e faccio palestra ma della tartaruga nemmeno l'ombra..........non fraintendiamo non ho la pancia ma l'addome squarciato come usano dire in palestra proprio non c'è.................................
mi capita di vederli quelli con l'addome squarciato e scatta un pochetto di invidia.................


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Tropico
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15/07/2015 2:25 pm  

Ormai è stato visto che per avere la massima ipertrofia e forza si deve mangiare anche un po' di più dell'ipotetico pareggio calorico.
I sollevatori di forza non sono certo magri.
Anche io da quando mangio un po' meno calorie ho notato, complice anche il caldo, che la forza è scesa.
Ed inutile a dirsi, la genetica conta e conterà sempre, se nasci e cresci grassottello dovrai faticare il triplo di una persona che è naturalmente dotata, qualcuno le chiama scuse ma c'è chi è 1,60 e chi 1,90, chi ha spalle larghe e chi ossatura da adolescente e chi ha l'addome scolpito pur mangiando come chi ha la panza.

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fabietto
(@fabietto)
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16/07/2015 2:48 pm  

Altro che scuse... come la mettiamo, anche nei campioni, la questione "gruppi carenti"? Per esempio i polpacci, che per crescere certe persone hanno bisogno delle protesi...XD Lo vedo da me, da quando mi alleno, le mie gambe sono quasi raddoppiate di spessore; mentre la parte superiore, a parità di intensità e volume, non è cresciuta di pari livello. Ne vedo molti che hanno il problema inverso: gambe fini da cicogna e busto ipertrofico. Che ci vogliamo fare... C'est la vie!

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Tropico
(@tropico)
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16/07/2015 4:37 pm  

Appunto... noi che non ne facciamo una ragione di vita e di guadagno, dobbiamo centrare il compromesso salute con i risultati.
Che poi voglio dire, anche per i BB, la fase "cut" è prevista per l'estate e basta, 3 o 4 mesi, non di più, poi si torna a fare massa e a magnare senza riserve.

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Tropico
(@tropico)
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08/12/2017 8:32 pm  

I triatleti maschi possono mettere a rischio la salute del loro cuore
https://www.sciencedaily.com/releases/2017/11/171121095206.htm
Secondo una nuova ricerca, i triatleti maschi competitivi hanno un rischio più elevato di una condizione cardiaca potenzialmente dannosa chiamata fibrosi miocardica. L'aumento del rischio, che non era evidente nei triatleti femminili, era direttamente associato alla quantità di esercizio degli atleti.
traduz.automatica
La fibrosi miocardica è la cicatrizzazione del cuore. Di solito colpisce le camere di pompaggio, conosciute anche come i ventricoli. La condizione potrebbe progredire fino all'insufficienza cardiaca. Mentre l'esercizio regolare ha effetti benefici sul sistema cardiovascolare, studi precedenti hanno dimostrato la presenza di fibrosi miocardica negli atleti d'élite.

"La rilevanza clinica di queste cicatrici non è al momento chiara", ha detto l'autrice dello studio Jitka Starekova, MD, fellow del Dipartimento di Diagnostica e Radiologia Interventistica e Medicina Nucleare presso l'University Medical Center Hamburg-Eppendorf di Amburgo, in Germania. "Tuttavia, potrebbero essere le basi per futuri casi di insufficienza cardiaca e aritmia".

Il dott. Starekova e colleghi hanno recentemente studiato un gruppo di triatleti, di cui 55 uomini, età media 44 e 30 donne, età media 43. Il gruppo di studio è stato sottoposto a esami di risonanza magnetica cardiaca con l'agente di contrasto gadolinio, che è assunto sia dal normale che dal ferito tessuto muscolare cardiaco. Il gadolinio si lava rapidamente nel tessuto cardiaco normale, ma molto più lentamente nel tessuto cicatrizzato, rivelando una differenza di contrasto tra il muscolo cardiaco normale e quello danneggiato dopo circa 10 minuti. Questo fenomeno, noto come potenziamento del gadolinio tardivo, è uno strumento utile per il rilevamento della fibrosi miocardica.

L'evidenza di fibrosi miocardica era evidente nel ventricolo sinistro - la camera di pompaggio principale del cuore - in 10 su 55 uomini, o 18 percento, ma in nessuna delle donne.

Questi stessi atleti avevano completato distanze totali, nuoto e ciclismo significativamente più lunghe e avevano una pressione arteriosa sistolica di picco più alta rispetto alle loro controparti senza fibrosi miocardica.

La storia della competizione a vita per gli atleti ha mostrato che il numero di triathlon Iron Man completati e il numero di triathlon a media distanza erano significativamente più alti nella popolazione maschile triatleta rispetto alla popolazione femminile triatleta, suggerendo che il rischio di fibrosi era probabilmente associato al livello di esercizio.

"Il confronto dei risultati del test da sforzo ha rivelato che i triatleti femminili avevano una pressione sistolica più bassa al picco dell'esercizio e raggiungevano una potenza massima inferiore rispetto ai triatleti maschi", ha osservato il dott. Starekova. "Inoltre, il confronto della storia sportiva ha mostrato che le femmine avevano la tendenza a completare distanze più brevi rispetto ai triatleti di sesso maschile, il che supporta il concetto che la pressione sanguigna e le distanze di gara potrebbero avere un impatto sulla formazione della fibrosi miocardica".

Ci sono diversi possibili fattori per il legame tra la quantità di esercizio e il rischio di fibrosi miocardica, secondo il dott. Starekova. Una maggiore pressione sanguigna sistolica indotta da esercizio fisico può comportare una maggiore massa miocardica, ha detto, e più esercizio fisico potrebbe esporre l'atleta a un rischio più elevato di miocardite o infiammazione del muscolo cardiaco. Questi fattori, in combinazione con uno stress aumentato ripetutamente della parete ventricolare sinistra a causa dell'esercizio fisico, potrebbero danneggiare il muscolo cardiaco.

Altri fattori possono essere responsabili della notevole differenza nel rischio di fibrosi miocardica tra triatleti maschili e femminili, ha affermato il Dott. Starekova, inclusa la presenza di testosterone.

"Sebbene non possiamo dimostrare l'esatto meccanismo per lo sviluppo della fibrosi miocardica nei triatleti, aumento della pressione sistolica durante l'esercizio, la quantità e l'estensione delle distanze di gara e la miocardite inosservata potrebbero essere cofattori nella genesi della condizione", ha detto. "In altre parole, la ripetizione di qualsiasi attività atletica estrema potrebbe non essere di beneficio per tutti."

I ricercatori pianificano studi di follow-up a lungo termine per vedere se si verificano eventi cardiaci nei triatleti che hanno presentato evidenza di fibrosi miocardica.

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