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"Amidi Sicuri"
#1
Quando ci sono dibattiti fra 2 medici la discussione che ne risulta può essere interessante.
Se si ha intenzione di mangiare cereali/amidi qual è la giusta quantità?
Questa diatriba si è accesa quando due esperti, il Dr. Paul Jaminet e il Dr. Ron Rosedale, si sono confrontati sulla massima quantità di amidi sicuri da ingurgitare.
Il Dr. Rosedale ritiene che non ci sono amidi sicuri e che tutti i carboidrati amidacei dovrebbero essere evitati, inoltre i carboidrati vanno ridotti sotto il 20%.
Il Dr. Jaminet, invece, ammette alcuni amidi più tollerati come patate e riso trovando che alcune persone abbiano bisogno di piccole dosi di questi nutrienti, per lui nel riso gli antinutrienti sono tutti distrutti con la cottura e per le patate preferisce quelle bianche a quelle dolci.
Grazie al dottor Mercola e a Perfect Health Diet per lo spunto, per approfondire "Per favore registrati qui per vedere il link :-) " c'è l'articolo intero.

Sul sito della Perfect Healt Diet c'è anche un articolo interessante del dr. Rosendale, un simposio* sugli amidi sicuri "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
*congresso di studiosi finalizzato alla discussione di un tema scientifico

Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#2
Molto interessante perchè ricalca una questione sempre presente nei nostri dibattiti.
Tropico, se hai tempo, puoi fare una breve sintesi?
Grazie.
Ciao.
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#3
io noto che quando nella dieta super il 20 per cento di cho STO MALISSIMO di fatti fino a 50 g /60 ovvero al mio peso per gramm osto bene o lo tollero oltre .... mi viene depressione appesantimento ..... sonno confusione .... la mia quota ideale è 20 g
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#4
Grazie Tropico, effettivamente questo argomento è di enorme interesse. Devo prendermi il tempo di leggere il tutto con calma.

La natura non fa nulla di inutile.
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#5
A proposito di amidi... ecco come usare le patate stando attenti alla risposta insulinica, cosa che poi facevo inconsapevolmente il più delle volte, considerati i grassi che ci aggiungo poi...

Risposta glicemica e insulinemica al consumo di patate: conservare al freddo e aggiungere aceto riduce i valori
Lo studio si proponeva di analizzare l’effetto su glicemia e insulinemia della conservazione al freddo e dell’aggiunta di aceto di vino a un pasto a base di patate. Sono stati confrontati quattro tipi di pasti: patate bollite e consumate subito, patate bollite e conservate al freddo (8 gradi per 24 ore), patate bollite, conservate al freddo e consumate con l’aggiunta di 28 g di aceto di vino (6% acido acetico) e infine un pasto a base di pane bianco come riferimento. La conservazione al freddo delle patate ha generato un aumento del contenuto di amido resistente. L’Indice glicemico e l’insulinemia hanno subito una riduzione del 43% e del 31%, rispettivamente, in seguito all’aggiunta di aceto di vino alle patate. La conservazione al freddo di per sé ha causato una riduzione del 28% dell’insulinemia. La conservazione al freddo e l’aggiunta di aceto, quindi, possono ridurre i valori elevati di glicemia e insulinemia comunemente associati al consumo di patate.
Leeman M, Ostman E, Bjorck I Eur J Clin Nutr. 2005 Nov;59(11):1266-71

Patate: metodo di cottura e indice glicemico
Radici e tuberi sono la terza più importante fonte di Carboidrati nel mondo. Le patate rappresentano circa la metà di tutte le radici consumate. Questo studio ha valutato l'influenza della varietà e del metodo di cottura sull'Indice glicemico delle patate comuni nordamericane. Dai risultati emerge che l'Indice glicemico è influenzato da questi due parametri. Le patate precotte e consumate fredde o riscaldate (non bollite) hanno mostrato un Indice glicemico più basso di quelle cotte e consumate immediatamente
Fernandes G, Velangi A, Wolever TMJ Am Diet Assoc. 2005 Apr;105(4):557-62
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#6
28g di aceto sono tantissimi, dovrebbe dire per quale quantità di patate è stato usato.
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#7
Allora i 28g di aceto erano addizionati con 6 gr di olio di oliva e il quantitativo di patate corrispondeva a 50gr di carboidrati "All meals contained 50 g available carbohydrates"
"Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
Alessio Di Girolami
La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano - Aldous Huxley
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#8
ah ok, quindi circa 3 etti di patate con 28g di aceto, non è poco...
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#9
Ho notato che riso e patate mi creano un picco glicemico superiore alla pasta, 1 etto di pasta equivale (come quantità di carboidrati) a mezza patata grande (da 3 etti). Anche il riso prendevo 1 etto... ma sbagliavo, perché l'equivalente al mio classico etto di pasta è... 1/3 di etto di riso.

A me l'aceto non piace proprio, uso l'olio ma non basta, che potrei usare con molte fibre da mettere nel riso o con la patata? L'insalata ho visto che ha poche fibre... il riso integrale ha le lectine...

Ma mangiare la frutta per assumere carboidrati non dovrebbe andar bene? Ho letto la discussione sul fruttosio, tutti gli eccessi sono sbagliati, però una certa quantità di carboidrati serve, se uno distribuisce la frutta lungo la giornata, lo si utilizzerà questo fruttosio. L'indice glicemico della frutta è basso per via delle fibre. Può essere un'alternativa la frutta a riso e patate?
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#10
ma secondo me si considera anke la globalità del pasto.. se per esempio 2 minuti prima o contemporanetamente sta mangiando un insalata bella condita di aceto ( quello di mele è uno dei migliori modulatori glicemici insieme alla cannella)..non credo che l aceto debba necesariamente condire le patate, anke perchè sincermanete soprattutto le patate calde cn l aceto non oso immaginare il sapore.. sicuramente incide anke il fattore cottura con o senza buccia
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#11
Mettici proteine e grassi assieme al riso e vedrai che il problema non si pone.

La natura non fa nulla di inutile.
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#12
Grano saraceno, quinoa e altre fonti di amidi senza glutine non vengono presen in considerazione?
Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono

Popeye the sailor man
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#13
La quinoa, secondo Cordain è tra le peggiori scelte alimentari possibili per via dell'altissimo contenuto di saponine.
Saluti.
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#14
il grano saraceno però, è un ottimo sensibilizzatore dell'insulina, e mi sembra di ricordare che a differenza dei legumi che godono della stessa proprietà, non contenga fitati bensì sia ricco di fitasi.. qualcuno conferma? secondo me opportunamente ammollato è una buona fonte di carbo, se si tollera l alto contentuo di fibra... la quinoa è ricca di saponine, va necesariamente ammollata, altrimenti è bella amara anche
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#15
(15-03-2012, 11:52 PM)Dodo Ha scritto: "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "Ho notato che riso e patate mi creano un picco glicemico superiore alla pasta, 1 etto di pasta equivale (come quantità di carboidrati) a mezza patata grande (da 3 etti). Anche il riso prendevo 1 etto... ma sbagliavo, perché l'equivalente al mio classico etto di pasta è... 1/3 di etto di riso.

A me l'aceto non piace proprio, uso l'olio ma non basta, che potrei usare con molte fibre da mettere nel riso o con la patata? L'insalata ho visto che ha poche fibre... il riso integrale ha le lectine...

Ma mangiare la frutta per assumere carboidrati non dovrebbe andar bene? Ho letto la discussione sul fruttosio, tutti gli eccessi sono sbagliati, però una certa quantità di carboidrati serve, se uno distribuisce la frutta lungo la giornata, lo si utilizzerà questo fruttosio. L'indice glicemico della frutta è basso per via delle fibre. Può essere un'alternativa la frutta a riso e patate?

Secondo me no.
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