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influenze sulle misurazioni glicemiche...
#1
Ecco una correzione di Ciampolini in merito alle misurazioni glicemiche, brano tratto da una mail inviata ad Andrea. dove gli chiedeva ragguagli in merito al fatto che con una glicemia medio-bassa mangiando un frutto questa in due ore gli aumentasse anche a 140 e se questo influenzasse poi l'eventuale pasto...

la risposta:

Facendo una vita attiva fisicamente all'aperto, i cibi densi di energia sono
necessaari. Personalmente mangio le noci, posso farlo. Passare la vita al
computer implica una riduzione progressiva della massa magra, lenta, ma
progressiva.

Coi bambini avevo instaurato la regola che prima di colazione dovevano
mangiare due frutte. La glicemia probabilmente non giuoca direttamente
sulla digestione, è un marker. Ho scritto il seguente sottocapitolo per non
dare importanza alla glicemia in alcune circostanze, nelle quali il marker è
stravolto.

Interferenze sulle misurazioni
Dopo l'attività sportiva anche non intensa, è sbagliato misurare la glicemia
per 30 - 90 minuti. Basta assaggiare il cibo in preparazione, basta l'introduzione
di una caramella che la glicemia sale per un'ora. Entrare in casa o in
ambiente con l'aria ferma o ancora peggio, in ambiente caldo innalzano la
glicemia. L'effetto di uno stress psicologico (una paura, un'angoscia) o
sportivo intenso dura più a lungo per secrezione di cortisolo, anche un
giorno o due nei gravi eventi della vita. Passa la voglia di mangiare e la
glicemia della persona sotto stress si mantiene alta. La febbre come lo
stress determinano un rialzo del cortisone (e adrenalina) in circolo, e un
aumento della glicemia, la soppressione della fame, spesso con la
conservazione dell'operatività [13]. Un periodo di impegni affannosi non
permette di tenere conto di questi fattori confondenti, di riflettere
adeguatamente su se, e la rieducazione fallisce. Durante il periodo di
rieducazione, occorre cercare di limitare questo tipo di variabilità
cercando condizioni standard per la misura, per esempio evitando nell'ultima
ora (da mezz'ora a un'ora e mezzo) prima della misurazione il cambio di
ambiente e temperatura, l'ingresso in un luogo chiuso, l'attività fisica
anche leggera come una passeggiata di mezz'ora e l'assaggiare il cibo.

---


A questo voglio aggiungere una mia osservazione fatto leggendo la mail di Andrea.

Tu dici che la sola frutta fa scendere la glicemia in due ore, ma calcola che grassi e proteine e se ci mangi delle fibre, impiegano tanto per essere completamente digerite, entrando in circolo lentamente.

Quello che ti voglio dire è che mentre i garssi e gli amminoacidi entrano in circolo, gran parte dei carboidrati e stata assimilata, quello che fanno i grassi in particolare è evitare che la glicemia scenda di botto e farla scendere gradualmente.

Probabilmente prima che la glicemia torni a livelli di fame, in funzione dei parametri esterni, passano con l'aggiunta di proteine e grassi dopo il frutto, 4-6 ore e non 2.

Il problema principale è la mina vagante cortisolo, se in quetso periodo alza la glicemia combina un disastro, visto che i grassi impediranno il riassorbimento dei carboidrati.

La situazione in questo caso sarà avvertita come una mancanza di appetito atavica e in qualche caso qualche altro spiacevole effetto collaterale (seborrea, capelli grassi, sindromi Da disturbo affettivo stagionale).

Calcola che poi in questo periodo il corpo sta facendo un switch tra l'estate che se ne è appena andata e un inverno che è venuto di botto, il che è abbastanza stressante di suo e capisci che l'unico modo che hai di minimizzare variazioni di cortisolo sono fare quasi una vita monacale per un breve periodo.

Se uno mangia tanti grassi senza minimizzare i primi con l'attività aerobica o il cortisolo con attività di riposo e poco stressante, c'è poco da fare va in iperinsulinemia.

Inoltre le variazioni temriche so micidiali, uscire al freddo fa mobilitare molte risosrse al corpo per scaldarsi, se l'uscita dura poco e si rientra dopo poco in casa dove la temperatura può essere abbastanza sostenuta, la glicemia alzata preventivamente, nonchè gli acidi grassi immessi nel sangue, scendono con una difficoltà estrema, nel frattempo cosa accade? Il corpo riversa insulina a volontà in circolo, cercando di far fronte allo stress con la strada più breve, altri carboidrati...

Ecco perchè ci si sente poi da Dio il giorno dopo...
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#2
Citazione:salvio ha scritto:La febbre come lo
stress
determinano un rialzo del
cortisone
Speriamo di no!

La natura non fa nulla di inutile.
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#3
dò un parere personale:
Il corpo se ne frega della glicemia a volte!
Mi è capitato di avere una fame da lupi e la glicemia bassa,mangiare una mela grande e dopo un ora,quando avevo glicemia a 140,avevo la stessa fame se non di più rispetto a prima che mangiassi la mela,con gli stessi sintomi di freddo e stomaco che gorgoglia.
Mangiando in questi casi(con molto appetito)non incorrevo in rallentamenti della digestione o altri problemi,e la glicemia si abbassava normalmente dopo il pasto.
Viceversa a volte,con glicemia bassa(78)mi capita di non avere per niente fame.
A mio parere il fatto è che il corpo sa cosa ha dentro.
Se ha bisogno di carbo o grassi non gliene frega se la glicemia è alta ,se è pieno stipato non ti fa avvertire la fame nemmeno con glicemia bassa.
I dolciumi e i cibi raffinati mandano in tilt il meccansimo(penso).
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