Tiamina (vit. B1), l’ultimo tassello

By | 26 Giugno 2020

Spesso quando si perde la strada, si spera di ritrovarla con qualche integratore miracoloso. Forse per la prima volta credo ci sia una sostanza capace di ciò. La tiamina o vitamina B1, o meglio i suoi potenti derivati sintetici. Per comprendere la natura di questa affermazione si deve riconoscere che la guarigione è una funzione del corpo, non l’attività di un cosiddetto “guaritore”. Tutto ciò che serve sono le sostanze di base, necessarie per la riparazione e l’energia sufficiente per usarle. Insomma permettere l’autoguarigione del corpo, sbandierata da molte diete e stili di vita, ma di difficile risultato.

L’approccio farmacologico, non integrativo, perché le dosi in gioco sono molto più alte, permetterebbe il ripristino metabolico a livello cellulare, un concetto molto in stile Ray Peat, partendo dall’assunto che la cellula forma i tessuti ed i tessuti formano gli organi. Va da sé che ripristinare il metabolismo energetico cellulare comporti la guarigione di interi organi. Le grandi dosi di tiamina agiscono come un farmaco stimolando l’azione mancante. Non abbiamo a che fare con la semplice sostituzione di vitamine.

D.LonsdaleIl fautore di questo approccio farmacologico è il dottor Derrick Lonsdale, 96enne, che ha lavorato attivamente fino a 88 anni, un biglietto da visita interessante. Un libro che ho letto e che riassume le sue scoperte con i casi clinici è –Thiamine Deficiency Disease, Dysautonomia, and High Calorie Malnutrition– .

La riduzione dei livelli di tiamina comporta una ridotta attività enzimatica (transchetolasi, piruvato deidrogenasi e alfa-chetoglutarato deidrogenasi), un’alterata attività mitocondriale, neuronale, un alterato metabolismo ossidativo dunque ridotta produzione energetica. Come si arriva ad avere un deficit di vitamina B1? Principalmente da diete con calorie vuote, zuccheri semplici senza il corrispettivo apporto di vitamine-minerali, abuso di alcol, di grassi (sembra strano ma Lonsdale ha scritto a tal riguardo questo articolo), insomma junk food. Largo uso di cibi contenenti antitiaminasi come pesce crudo e molluschi, tannini e catechine del caffè e tè, equiseto, glicosidi cianogeni della Manioca, solfiti…). Ma non solo, tutti gli eventi stressori fisici e psichici riducono lo stato di B1 e spesso l’evento scatenante di un malessere cronico è un abuso di esercizio fisico, cambi dietetici drastici fino alle… vaccinazioni, nel libro sono riportati molti casi a sostegno, a parlare è un medico di lunghissima esperienza, non un no-vax dell’ultima ora.

 

Un fatto storico che coinvolge esploratori europei in Australia, nel 1860-1861, gli esploratori Burke e Wills guidarono una squadra di uomini in tutta l’Australia. Una carenza di rifornimenti li portò a consumare la felce di Nardoo, che era un alimento base degli aborigeni locali. Se preparata correttamente immergendola in acqua seguita dalla cottura, questa pianta può fornire una buona fonte di nutrimento, tuttavia se consumata cruda, il suo alto contenuto di tiaminasi può causare la rottura della tiamina altrimenti presente. Sfortunatamente, nel caso della spedizione Burke-Wills, la grande quantità di Nardoo consumata per fornire un apporto calorico sufficiente è stata contrastata dalle tiaminasi che conteneva, causando tremori, debolezza muscolare,e infine la morte di molti esploratori. Anche con la cottura, data la resistenza alle alte temperature di questi enzimi, la disattivazione prevista a volte è inefficace per le strutture interne che non raggiungono la necessaria temperatura di inattivazione.

Le dosi in gioco sono dell’ordine dei 100mg in su, perché alcuni non rispondono alle dosi minime, devono raddoppiare se non triplicare per iniziare a sentirne gli effetti, per una durata dell’ordine di mesi. I primi giorni potrebbe esserci anche un effetto paradosso, con un peggioramento dei sintomi, a me faceva venire un leggero mal di testa. Lo scopo è stimolare la produzione enzimatica derivante dalla tiamina, soppressa per motivi citati sopra, a nulla serve integrare tiamina in forma monoidrato o cloridrato, quella degli integratori standard per capirci.

I derivati sintetici (sintetico non significa cattivo) utili allo scopo sono la Benfotiamina e la Fursultiamine (TTFD). Con preferenza per quest’ultima, più potente arrivando direttamente al cervello per fornire l’energia necessaria, mentre la benfotiamina non bypassa la barriera emato-encefalica. La TTFD è un derivato sintetizzato nel 1960 in Giappone a partire dall’Allitiamina, sostanza lipofila, scoperta nel 1951, presente naturalmente nell’aglio . Il disolfuro rende la TTFD più potente nelle sue azioni rispetto ai sali di tiamina solubili in acqua, poiché non richiede il limitato sistema di trasporto per la tiamina. Per questo motivo avviene un rapido accumulo di tiamina intracellulare da fosforilare.

TTFD è una sostanza da prescrizione in Giappone, venduto con il nome commerciale di Alinamin. Ho letto diverse pubblicazioni, dimostrando che inverte la fatica in studi sia sugli animali che sull’uomo. Sono stato in grado di studiare il valore di questa incredibile sostanza in letteralmente centinaia, se non migliaia di pazienti. Lungi dall’essere tossico, come sostiene questa persona, non ho mai visto un singolo soggetto che suggerisse tossicità. Il suo potenziale terapeutico è ampiamente non sfruttato in America. Questo perché l’attuale modello medico non riconosce che il metabolismo energetico difettoso, gli errori genetici e la natura dello stress sono i componenti correlati i cui effetti variabili in combinazione sono la causa della malattia. Non confondere l’uso della parola stress, una parola così comunemente usata in modo inappropriato. Un’infezione e qualsiasi forma di trauma fisico o mentale rappresentano una forma di stress. È la capacità o l’incapacità di soddisfare la richiesta di energia necessaria per resistere a quello stress che conta per la conservazione della salute. D.Lonsdale

Mentre la carenza grave di tiamina sfocia nel ben noto Beriberi, una carenza secondaria porta ad una moltitudine di sintomi difficilmente correlabili, dunque di difficile diagnosi da parte della medicina convenzionale. La stanchezza cronica è uno dei sintomi principali, ma spesso si osservano problemi di natura intestinale quali SIBO e Crohn , problemi che prendono il nome di disautonomia – malfunzionamento del sistema nervoso autonomo, ad esempio disturbo della regolazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, della sudorazione, della motilità intestinale, della respirazione, fino alla cecità notturna.

Ho fatto uno sporadico uso di Neuraben (Benzoil-ossimetil-tiamina -BOM- simile alla benfotiamina), sporadico perché contiene anche elevate quantità di vitamina B6 e di B12, se la B1 risulta atossica non si può dire lo stesso per le megadosi di B6, quindi ci sono andato cauto per non ripetere errori del passato. Secondo le linee guida di Lonsdale un partner altamente raccomandato della B1 è il magnesio (preferisce il magnesio taurato) per una efficiente produzione di ATP . Ormai non avevo molto da risolvere dato il successo con una dieta a zero vitamina A spiegata negli articoli precedenti, ma ho intravisto tutto il potenziale della tiamina, con un effetto energetico simile alla tiroide, ovvero energia e umore stabili, imperturbabili da fattori stressori esterni, quindi raggiungere il 100% e MANTENERLO! Ecco questo credo ragionevolmente sia l’ultimo, definitivo, tassello.

Prima di concludere, è prudente integrare tutto lo spettro vitaminico del complesso B (anche dosaggi integrativi RDA) insieme alla B1 sintetica ed al magnesio, in quanto la carenza di tiamina maschera altre carenze, un caso tipico che riporto sotto, direttamente con le parole di D.Lonsdale:

Un tipico caso di carenza energetica
Ero un pediatra alla Cleveland Clinic e uno dei miei interessi era la SIDS (la morte improvvisa del bambino). Quindi un giorno stavo pranzando con uno dei chirurghi che praticavano chirurgia all’orecchio e alla gola. Mi disse che era stato chiamato in terapia intensiva medica perché una donna aveva smesso di respirare e le aveva eseguito una tracheostomia. Era incuriosito dalla ragione di questo disastro e, conoscendo il mio interesse, mi suggerì di dare un’occhiata. Si presume che i pediatri abbiano familiarità con le malattie dei bambini ma ignorano le malattie degli adulti e sapevo che non ero il benvenuto. Ho trovato una donna di 50 anni gravemente edematosa e incosciente. Senza considerare i dettagli tecnici, ho dimostrato che aveva il beriberi, la malattia da carenza di vitamina B1. Con le iniezioni di tiamina divenne cosciente e l’edema scomparve. Durante la sua guarigione sviluppò una progressiva anemia, ritenuta una prova di sanguinamento interno, ma tutti i test furono negativi. Le ho preso dell’urina e l’ho sottoposta a uno speciale test che ha dimostrato che era carente di folati, un’altra vitamina B. È importante notare che non ha sviluppato carenza di folati fino a quando non ha iniziato il suo recupero con la tiamina, è stata mascherata da carenza di energia cellulare. Quando iniziò a ricevere acido folico, vi fu un immediato recupero dall’anemia, ma ormai le era stata somministrata almeno un’iniezione di tiamina.

È stata dimessa dall’ospedale, con sedia a rotelle, prendendo sia tiamina che acido folico. Quando è tornata da paziente ambulatoriale, ho scoperto che aveva un’eruzione cutanea e che le sue gambe erano, se non altro, più deboli. Era noto da tempo che l’anemia si sarebbe sviluppata da carenza di folati o di vitamina B12. Se non fosse stata fornita B12, il paziente avrebbe sviluppato una paralisi delle gambe e me ne ero dimenticato. Inoltre, non è noto che la carenza di vitamina B12 può causare un’eruzione cutanea. Le ho fatto un’iniezione di B12 e l’eruzione è scomparsa. Tuttavia, per alcuni giorni ha avuto dolori muscolari e febbre che non ho capito in quel momento. Guardando indietro, ora suppongo che questo era ciò che chiamiamo ” paradosso” su hormonesmatter.com. Per coloro che potrebbero non averne letto, questo è il temporaneo peggioramento dell’introduzione di un nutriente essenziale a qualcuno che è stato a lungo carente di tale nutriente. […]

Riferimenti

http://thiamine.dnr.cornell.edu/Thiamine_causes.html
https://www.hormonesmatter.com