Vitamina A – parte 1

By | 9 Settembre 2019

Dopo anni di immobilismo sul tema dietetico, le teorie sull’alimentazione sono stantie e ruotano ciclicamente, l’argomento sulla Vitamina A è così nuovo ed eretico che l’interesse è in costante ascesa, c’è un blog emulo di quello di Grant Genereux che si è proposto di replicare l’esperimento sui topi alimentandoli a zero vitamina A. Molte persone stanno sperimentando e si iniziano ad avere più dati  per valutare questo “approccio dietetico”, anche tra i Peatariani la discussione inerente la vitamina A continua ad avere un seguito notevole…

La personale convinzione di non accumulare retinolo, vitamina A, ma “consumarla” per le funzioni per le quali essa è adibita, secondo la scienza medica, non mi ha permesso di notare che le mie condizioni di salute stavano notevolmente peggiorando. Questa non è la storia di un povero cretino (forse lo merito) che si è intossicato con le proprie mani e quindi non vi riguarda, anche evitando gli integratori si può fare la stessa fine semplicemente mangiando; in una maniera meno visibile e spalmata nel tempo, ad esempio con la mia ex dieta in stile Ray Peat assumevo ogni giorno 5-6000 UI di vitamina A dal cibo, ma avendo un metabolismo alto (ipotizzati dalla temperatura basale) non me ne preoccupavo, avrei dovuto “metabolizzarla”, stando ai presupposti di Ray. Dirò di più, la percezione del pericolo da tossicità era molto bassa in quanto per Peat l’intossicazione mortale mangiando fegato di orso polare negli esploratori artici è causa (o concausa) del cadmio… E’ vero lui spinge molto per le versioni naturali (presenti nel cibo) delle vitamine e la vitamina A sintetica non è certamente a lui congeniale (ma ne ha fatto uso), ciò non cambia di una virgola il concetto di fondo sul probabile ruolo tossico che svolge la vitamina A. Non ho mai chiesto un parere diretto a Ray sulla vitamina A perché sapevo già la risposta, la conferma è arrivata da un amico che gli ha scritto a tal proposito e la risposta avuta mette una pietra tombale sulla possibilità di discutere con lui di questo argomento (un ulteriore conferma l’ho avuta successivamente dal gruppo Facebook di Ray dove altri lo hanno interpellato).

…Il fatto che togliendo la vitamina A dalla mia alimentazione io sia iniziato a rinascere mi ha fatto riflettere, molto, sposando la causa. Due cose mi hanno tenuto in piedi mentre mi avvelenavo con le mie mani, l’aspirina e la vitamina K1, queste due sostanze hanno permesso a mia insaputa di limitare i danni, infatti nei topi sembra che l’aspirina ne antagonizzi gli effetti tossici e la vitamina K faccia altrettanto impedendo l’enorme perdita di calcio dalle ossa, non è un caso che queste due sostanze, su tutte le altre provate negli anni (specie negli ultimi 2), mi facevano tangibilmente stare meglio. Ora io capisco che non è semplice comprendere la portata degli effetti della vitamina A, sono molto vasti, io li ignoravo totalmente perché pensavo non ci fosse molto da dire su una vitamina, tutto il mondo wellness è concentrato sulla sorella vitamina D. Perciò voglio solo dare spunti per invogliare ad approfondire, partendo magari dai libri di Genereux e fare le valutazioni necessarie.

E’ emblematico il caso di 3 fratelli, 2 maschi hanno accusato una intossicazione da vitamina A mangiando abitualmente fegato di pollo, purtroppo il maschio più piccolo è deceduto, mentre l’altro ha continuato ad avere sintomi di intossicazione per anni, i livelli sierici sono rimasti elevati persino 3 anni dopo, nonostante la restrizione dietetica di vitamina A. Il terzo fratello, una femmina, seppur con la stessa dieta, non ha avuto nessun segno di intossicazione, ciò suggerisce una tolleranza ereditaria alla vitamina A, infatti è noto anche alla medicina, in questo libro del 1996 (pag 244) si cita:

Alcuni individui sembrano soffrire di un’intolleranza alla vitamina A, che è un manifestarsi di segni di tossicità di chi assume regolarmente quantità moderate di vitamina A. Questa condizione relativamente rara, che sembra essere genetica, colpisce principalmente i maschi.

Bene, abbiamo ora creato il presupposto per asserire che una stessa dieta può letteralmente uccidere una persona mentre essere tollerata o innocua per un’altra, bella scoperta direte voi, questa cosa va in giro dai tempi di Ippocrate 🙂 . Tornando sulla questione, il ricercatore Marcos Roberto de Oliveira ha ben pensato di fare un riassunto sul ruolo biologico del retinolo, La vitamina A ed i retinoidi come tossine mitocondriali,  il quadro che ne esce è preoccupante, come il titolo. Una sostanza chiamata vitamina, quindi essenziale, che ha come primo ruolo biologico quello di essere tossico per la cellula, già dalle più piccole quantità. Un’azione tossica scambiata dunque come regolatrice. Se questo non vi provoca una dicotomia, a me lo ha fatto leggendo che il retinolo/acido retinoico provoca stress ossidativo, danneggiamento del DNA, diminuzione di  ATP cellulare etc, motivo per il quale è usato come agente chemioterapico!

Nei libri di Grant si spiega che la grandezza del fegato è direttamente proporzionale alla capacità di stoccare il retinolo e renderlo innocuo, quindi vien da sé che le persone maggiormente colpite siano bambini perché hanno una capacità minore, poi gli anziani dato che hanno le cellule stellate strapiene di retinolo che riversandosi nel circolo ematico danno i più disparati segni di tossicità, molti di questi segni sono quelli a carattere autoimmune e disturbi visivi. Crederci o no, non è questione di atti di fede, basta cercare perché gli studi sul retinolo e sui caroteni sono tantissimi.

Parlando di vitamina A includo ovviamente i caroteni, i quali considerati generalmente più innocui, possono portare a casi medici interessanti, mangiare 1kg di carote al giorno non è certamente la norma, però diventare arancioni e vedere amenorrea e diabete mellito non può essere banalmente spiegato dal contenuto zuccherino (a meno che non vi chiamate Panzironi e avete dichiarato guerra agli spike insulinici). Se non vi piacciono le carote ma gli altrettanto ricchi fagiolini verdi sappiate che possono portare allo stesso risultato, come in questa bambina di 8 mesi, non sembra così innocuo tendere al giallo arancio e non è trendy nemmeno per l’abbronzatura; Dovevano dirlo a questa 14enne color arancione amante del succo d’arancia, che ha visto veder schizzare per questo i livelli a 460 ug/dl (normale da 50 a 250 ug/dl). Otto settimane di dieta senza caroteni hanno portato il livello a 270, ancora lontano dagli 80 considerati normali nei coetanei in salute. Ancora, sembra che il consumo di succo di carote sia causa/concausa della distruzione dei denti anteriori di questi bambini da 1 a 5 anni. Ribadisco il fenomeno di accumulo lento e progressivo di caroteni e retinolo fino ad un punto in cui si manifestano patologie. Si comprende anche quale sia il lasso di tempo per liberarsi da accumuli elevati di vitamina A. Nel libro Extinguishing the Fires of Hell di Grant si cita anche un caso studio emblematico nel quale l’integrazione di beta-carotene aumenti il tasso di mortalità per tutte le cause. Non c’è dubbio che la vitamina A pulisca la pelle dai brufoli, ma non è quello il metro di valutazione per capire che si ha una carenza, ora sapete perché prendevo la vitamina A e perché ritenevo di averne bisogno e metabolizzarla nei processi cutanei. Per finire, nel 1974 un signore di 48 anni è riuscito involontariamente a suicidarsi con succo di carote e integratore di vitamina A, in soli 10 giorni!

L’intuizione di Grant è interessante perché ha notato una correlazione sospetta di certe malattie con il fattore ambientale piuttosto che la genetica, ad Halifax (Nuova Scozia – Canada) ci sono i più alti tassi di malattie autoimmuni quali Crohn, Alzheimer, eczema, lupus, artrite; questa zona costiera ha storicamente un elevato consumo di pesce, pesce delle fredde acque atlantiche con elevati livelli di vitamina A. Nel 1992 si impose uno stop per lo sfruttamento eccessivo dell’industria ittica portando un effetto negativo per l’economia ma un effetto collaterale positivo sulla salute, dal libro Extinguishing The Fires Of Hell a pagina 213:

I ricercatori hanno osservato un significativo declino dei tassi di incidenza di Crohn, colite ulcerosa e malattia infiammatoria intestinale nella provincia a partire dal 1996 e proseguendo fino alla fine dello studio nel 2009. Il calo di tutte le tre categorie di età studiate è stato significativo. La dieta in Nuova Scozia prima del crollo della pesca includeva molto merluzzo. Ciò è cambiato quasi bruscamente, a partire dal 1993. Un’osservazione molto importante da fare su questo rapporto è che la fascia d’età con il più grande calo dei tassi è la fascia di età compresa tra 20 e 29 anni. Da quando la pesca del merluzzo bianco nell’Atlantico era stata chiusa durante la loro intera vita; questo ha un senso.[…] Non c’è dubbio che il calo dei tassi di incidenza di Crohn nella provincia è dovuto alla brusca riduzione del consumo di pesce nella dieta.

La Cina ha il più alto tasso di cataratta al mondo, soprattutto nelle aree rurali, anche qui il fattore ambientale sembra essere la causa dal momento che in queste regioni la dieta è basata sull’unico vegetale che riescono a coltivare, la patata dolce, dal punto di vista di Grant e ora anche dal mio, il follemente alto contenuto di beta-carotene è il maggior indiziato.

A risentirci per la seconda parte…