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Vitamina D/D3  

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Tropico
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02/12/2011 3:21 pm  

VALUTAZIONE RISCHI-VANTAGGI SULLA INTEGRAZIONE DI VITAMINA D
Le raccomandazioni correnti di introdurre da 200 a 600 UI di Vit. D sono insufficienti per malattie da ridotto apporto di tale vitamina.
Sulla base di studi clinici in doppio cieco, randomizzati e controllati ( 8 studi per le cadute e 12 per le fratture non vertebrali) si è trovata una significante correlazione (dose dipendente) a più alte dosi di Vit.D per la prevenzione delle cadute e delle fratture.
Benefici ottimali sono stati osservati alla dose massima testata fino ad oggi per 700-1000 UI di vitamina D al giorno pari a una concentrazione sierica tra 75 e 110 nmol/l (30-44 ng/ml).
I maggiori benefici di prevenzione per la salute cardiovascolare e cancro al retto si sono verificati alla dose massima di 700-1000 UI.
In 25 studi in doppio cieco, randomizzati e controllati, alti livelli sierici di calcio non sono stati collegabili alla Vit.D fino alla dose di 100.000 (100mila) UI (240 nmol/L).
In più studi i livelli medi di 75-110 nmol/l sierici sono stati raggiunti con una quantità variabile da 1.800 a 4.000 UI di vitamina D al giorno, senza alcun rischio.
Conclusioni
La nostra analisi suggerisce che livelli medi plasmatici di Vit. D di circa 75-110 nmol/l forniscono benefici ottimali per tutti gli endpoint studiati, senza aumento dei rischi per la salute. Questi livelli possono essere meglio ottenuti con dosi orali nella gamma 1.800 - 4.000 UI di vitamina D al giorno.
Sono necessari ulteriori lavori, tra soggetto e fattori ambientali, per definire meglio le dosi che raggiungono livelli ematici ottimali nella maggior parte della popolazione.
Nota: in questo studio per vit.D si intente 25-idrossicolecalciferolo [25(OH)D] , la vit. D3 (colecalciferolo) In vari tessuti subisce una reazione e diventa proprio [25(OH)D].


Figure 3
Dose of vitamin D and achieved 25(OH)D levels based on RCTs with a duration of at least 4 weeks
Figure 3 A: Lower dose trials (double-blind fall and fracture RCTs)
This graph summarizes data from identified RCTs (as illustrated in Figure 1) with oral doses of vitamin D of less than 10,000 IU vitamin D per day and a treatment duration of at least 4 weeks. Dots either represent the mean 25(OH)D level from a single trial or the mean and the range of several trials.
There were 3 RCTs with 400 IU vitamin D per day with a mean increase in 25(OH)D levels to 56.7 nmol/l (range: 44 to 64 nmol/l) after a mean treatment duration of 653 days (range: 140 to 1148 days). The trial with 700 IU vitamin D and achieved mean serum levels close to 100 nmol/l ay be an outlier due to the high starting levels documented in the trial (84 nmol/l in men and 72 nmol/l in women age 65 and older[26]). There were 9 RCTs for 800 IU per day with a mean increase in 25(OH)D levels to 75 nmol/l (range: 60 to 105 nmol/l) after a mean treatment duration of 697 days (range: 56 to 1680 days).
There were 7 RCTs with 2000 IU vitamin D per day with a mean increase in 25(OH)D levels to 87 nmol/l (range: 71 to 103 nmol/l) after a mean treatment duration of 146 days (range: 42 to 365 days).There were 3 RCTs for 4000 IU per day with a mean increase in 25(OH)D levels to 120 nmol/l (range: 85.5 to 160 nmol/l) after a mean treatment duration of 168 days (range: 56 to 365 days). And there were 4 trials with a treatment dose between 5720 and 7600 IU vitamin D per day with a mean increase in 25(OH)D levels to 128 nmol/l (range: 120–147 nmol/l).
From this summary of available dose-response data from RCTs, most trials among healthy younger and older adults reached a mean value in the target range of 75 to 110 nmol/l with 1800 IU to 4000 IU vitamin D3 per day treated for at least 42 days.

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Tropico
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02/12/2011 3:24 pm  

Su Wikipedia si consiglia di rimanere entro i 50 ug/die pari a 4.000 UI.
Per cui 2.500UI che assumo sono a distanza di sicurezza.

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Tropico
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03/12/2011 3:48 pm  

Sebbene la vit.D sia stata associata ad una riduzione di malattie cardiovascolari...
1.200 UI di Vit.D non bastano

Lo studio ha verificato i livelli di vitamina D in rapporto al colesterolo HDL in soggetti con punto vita allargato.
Per 8 settimane i soggetti hanno ricevuto in maniera casuale un MultiVitaminico o un MultiVitaminico + 1.200UI di vit D [25(OH)D].
C'è stata una differenza significativa tra i due gruppi ma l'obbiettivo nel gruppo con l'aggiunta di VitD non è stato raggiunto, nel 61% dei casi 1200 UI non sono bastati per avere una concentrazione sierica di vitamina D pari o uguale a 75nmol/l.
1.200 UI di vitamina D quindi non sono bastati per cambiare i marcatori del rischio di malattia cardiovascolare. Fonte

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Tropico
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03/12/2011 4:33 pm  

Qui è pieno di testimonianze, addirittura persone che integrano a 10.000 UI e sono passate da 23.6 ng/ml sieriche a soli 58.9 ng/ml dopo 6 settimane.
Sul forum della Zona Libera ho letto dell'utente smarta che il 30 agosto, quindi a fine estate, aveva una concentrazione di vitD molto bassa di 18,4 ng/ml e ha deciso di integrare 10.000 UI arrivando a 49,7ng/ml sierici.

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Tropico
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03/12/2011 6:31 pm  

Uno studio del 1999 afferma che l' esposizione totale del corpo al sole fornisce facilmente l'equivalente di 250 mcg (10.000 UI) di vitamina D , suggerendo che questo è un limite fisiologico.
I Marinai nei sottomarini statunitensi sono privi di luce ed è stato fornito quindi l'equivalente di vitamina D a 20-50 mg (800-2.000 UI) . I dati raccolti da molti studi di supplementazione di vitamina D rivelano una curva di risposta alla dose di vitamina D sorprendentemente piatta fino a 250 mg (10.000 UI) di vitamina. Per garantire livelli sierici di 100 nmol / L, occorre un totale di vitamina D di 100 mcg (4.000 UI) . Tranne in condizioni che causano ipersensibilità, non vi è alcuna evidenza di effetti avversi con concentrazioni nel siero fino a 140 nmol / L, raggiungibili tramite 250mcg(10.000UI) al giorno.
Casi pubblicati di tossicità della vitamina D con ipercalcemia sono stati evidenziati con dosi uguali o maggiori di 1000 mg (40.000 UI) .

Fino a 10.000 UI pare quindi che si può stare ancora tranquilli.

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fabietto
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03/12/2011 8:07 pm  

Io è da un bel po' che ne assumo 4000ui e per il momento nessun problema riscontrato.

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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salvio
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06/12/2011 2:41 am  

Voi che ne pensat edi questo filmato.

http://www.youtube.com/watch?v=gcxu8Jz2Qjo&feature=related

L'anno scorso io assumevo in inverno L'olio di fegato di merluzzo, di tanto in tanto ne mettevo un po' nel riso.

Io sono sempre stato convinto che alle nostre lattitudini il sole è troppo Basso in cielo e noi siamo troppo coperti per produrne in quantità sufficienti.

Infatti vista la congiuntura italiana, mi chiedo se non sia meglio andare in un paese dell'America latina, tanto le gente là è più amichevole, c'è uno sviluppo economico bestiale e il Sole di fatto è molto alto in cielo tutto l'anno.

Nel Nord Europa io ho guardato, assumono molti prodotti drivati dal pesce e specialmente i Norvegesi hanno la fissa dell'olio di pesce.

La balla secondo la quale noi ne accumuliamo a sufficienza in estate non l'ho mai bevuta, giacchè il sistema la accumula, ma se riempie i depositi on ne accumula più e non credo che non prendere il Sole per anche due settimane di fila (e io sto a Napoli, figurimoci al Nord, sono stato a Ferrara tempo addietro, la nebbia impedisce al Sole di penetrare e anche se non lo facesse si è troppo coperti per usarne i raggi) non influisca sull'uso della stessa.

Altro punto poi. La vitamina D viene prodotta dal Colesterolo, questo alla faccia della teoria lipidica, ma se il colesterolo è basso perchè sequestrato tutto per produrre ormoni come il progesterone come si fa?

HO recentemente scaricato un file sui pannelli fotovoltaici. Ora a calcoli fatti il sole perpendicolare in un punto scarica 1000 w per metro quadrato pari a calorie 239,23 cal ogni secondo per metro quadro ovvero 0,24 Kcal per secondo per metro quadro. Praticamente se il Sole è molto alto in cielo l'energia ricevuta e notevole. Occorre calcolare che la potenza termica scende notevolmente in caso di nebbia o di maltempo anche fino a 50 w per metro quadro.

Comunque vi vorrei far capire come il Sole non solo abbassa il bilancio energetico, infatti il catabolismo in Sud America è quasi assente e con esso i suoi segni (se c'è è per denutrizione non per il freddo) e come la vitamina D possa scarseggiare se il Sole è troppo basso all'orizzonte.

Se calcolate che a un dato momento l'altezza massima del sole è pari a alfa= 90-(lat + delta) dove alfa è l'altezza massima, lat la latitudine e delta la declinazione del Sole sul piano dell'eclittica (ah bei tempi quando a 14 anni usavo una calcolatrice per trasformare le coordinate celesti in terresti con alcuni calcoli di trigonometra sferica), questo calcolo valido nel nostro inverno, avremo ad esempio che a Napoli dove la latitudine è più o meno 40,9 gradi decimali al solstizio di inverno dove il sole ha delta pari -23,5 gradi (ai meno informati i tropici sono proprio dove il sole è allo zenith quando è in queste posizioni, zenit vuol dire che a mezzogiorno è a 90 gradi perpendicolare sulel nostre teste, ad esempio il 21 dicembre il sole sarà nel segno del capricorno e al tropico del capricorno si troverà ad avere una altezza di 90 gradi, mentre agli equinozi quando è in ariete e bilcancia tale altezza ovvero lo zenit si potrà vedere solo se si vive alla latitudine 0 ovvero l'equatore); ora abbiamo per Napoli una altezza massima di alfa= 90-(40,9+23,5) (attenzione Delta va considerato con valore assoluto) quindi di: 25,6 gradi.

Ora mettiamo che il cielo è sereno i raggi solari forniranno 0,24 Kcal ogni secondo per metro quadro, ma questo se il sole è perpendicolare alla superficie che irraggia, altresì bisogna moltiplicare uqesto valore per il seno dell'angolo in questione (s eve lo spiego mi bannate quindi fidatevi)

dunque la quantità di energia che realmente arriva in una giornata assolata di dicembre è: 0,24*sen(25,6)= 0,103 Cal per secondo per metro quadro.

In pratica un Brasiliano al tropico del Capricorno il 21 dicembre una quantità di energia molto alta rispetto a uno che è in italia e per il freddo è pure coperto, ma tant'è che a Napoli se c'è il Sole si sta pure e vestiti pesanti anche a dicembre fa caldo, fidatevi. I calcoli li devo fare perchè devo usare il concetto di integrale per sapere quanta energia il brasiliano riceverà in 6 ore al sole, dato che l'altezza è variabile e occorre tabellare i valori ogni tot secondi e creare una curva regressiva che approssimi tutti i valori, con questa poi sommare i valori delle energie nelle varie ore per definire più o meno quantà energia si riceve, il calcolo è ingegneristico e per nulla alla portata di tutti, o meglio se si conosce un po' di matematica è di una semplicità disarmante, ma se no diventa arabo.

Comunque vediamo a mezzogiorno il Brasiliano quanta energia riceve e quanta ne riceve il Napoletano, poi vediamo per un bel Berlinese e uno di Oslo.

Allora Brasiliano alla latitudine -23,5 gradi o 23,5 Sud: 0,24*sen(90)= 0,24 Kcal ogni secondo per metro quadro, è ovvio che produrra un quantitativo di vitamina D notevole, i raggi letteralmente gli mpattano addosso.

Napoletano alla latitudine 40,9: 0,24*sen(25,6)=0,14 Kcal/s*m2, infatti qua se uno viene il 27 dicembre e si mette al sole st abenissimo tanto che inizia a sudare. Ma dubito che giubbini e vestiti vari gli facciano produrre tanta vitamina D.

Berlinese che vive a latitudine 52,5. Qua l'altezza massima del sole è alfa=90-(52,5+23,5)=14 gradi con un energia a mezzogiorno pari a:0,24*sen(14)=0.06, se il tempo è poco nuvoloso la quantità di energia diretta si perde ulteriolmente in favore della diffusa, quindi coperture incluse è una completa perdita di tempo cercare di prendere energia dal sole e di produrne vitamina D.

Tizio di Oslo: siamo a latitudine circa 60 gradi qua il sole sarà alto a mezzogiorno alfa=90-(60+23,5)=6,5 gradi. enrgia irradiata: 0,03 Kcal per secondo per metro quadro. Praticamente un Brasiliano riesce ad sfruttare il sole circa l'800% di un Norvegese. Notare che In Norvegia non sempre il cielo è terso mentre in Brasile ai tropici raramente piove, infatti la stagione delle pioggie non è una stagione dove piove sempre, ma dove un'ora al giorno piove.

Immaginate quando la latitudine diventa molto alta e c'è nebbia molti giorni a settimana, praticamente la vitamina D non la si sintetizza proprio. Inizio a credere che se nel Nord Europa non mangiassero tanti prodotti del baltico, si sarebbero estinti da un pezzo.

E notare come il Sole possa supportare la vita dato che non è necessario mangiare tanto se c'è lui alto in cielo visto che fornisce molta energia. A calcoli fatti tra umidità e irraggiamento e mancata convezione (calore sottratto da corrente d'aria) si puo' arrivare a oltre 1000 kcal che un Norvegese deve per forza assumere da grassi e coprirsi bene se non è massiccio.

Scusate la prolissità, ma a me fa sorridere come una parrucchiera poco istruita del Costarica, mi abbia detto che ho freddo perchè sono magro mentre lei ha caldo perchè è più pienotta, usando un principio per il quale in italia gente con la laurea mi ha riso appresso.

Inizio a pensare che sia più l'Italia il paese delle Banane che oramai gli stati del centro-sud america.

Bè qua non è l'esercito a fare colpi di stato, ma il Presidente della Repubblica che dovrebbe tutelare la volontà dei cittadini, mi chiedo cosa cambi.

EDIT ADMIN: ho unito la discussione qui per non disperdere informazioni sulla vitamina D


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Tropico
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06/12/2011 2:53 pm  

Il video è semplicistico, e c'è da andare a verificare la fonte dello studio che cita.
Sulle influenze stagionali c'è materiale a supporto di una carenza di vitamina D come anche sostiene Perugini Billi e altri.
L'olio di fegato di Merluzzo non basta per la vitamina D, inoltre si rischia di assumere troppo mercurio e troppa vitamina A.
Stiamo già sperimentando una integrazione di vitamina D a diversi multipli della RDA, verificherò il suo effetto.
Non ricordo dove ma c'era già un articolo che diceva che in Italia l'incidenza dei raggi solari era poca per avere una dose ottimale di vitamina D.
Considera che una esposizione totale del corpo in una giornata estiva permette di arrivare a 100.000 UI, valutato come limite fisiologico.

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Tropico
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06/12/2011 5:37 pm  

Un intero sito dedicato alla vitamina D http://www.vitamindcouncil.org/
Per quanto riguarda il medico citato nel video postato da Salvio, esiste e lo studio è vero http://www.whale.to/a/cannell.html

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salvio
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07/12/2011 1:17 am  

Mercurio? Ma penso che facciano questa analisi e poi viene raffinata. Tra l'altro io controllerei prima il metabolismo degli steroidi che se squilibrato altererà quello della vitamina D che dipende fortemente dal colesterolo, in pratica pure in estate si puo' avere deficienza se si ha la colesterolemia bassa e qualcosa induce una cortisolemia alta.

Onestamente per quello che mi riguarda è pure troppa la D assunta con l'olio di fegato di merluzzo.

Se no che dirvi organizzaimoci tutti in gita invernale per i tropici. Te che ti chiami Tropico poi, inizi a essere il mio profeta 🙂


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Tropico
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09/12/2011 6:23 pm  

Mercurio? Ma penso che facciano questa analisi e poi viene raffinata. Tra l'altro io controllerei prima il metabolismo degli steroidi che se squilibrato altererà quello della vitamina D che dipende fortemente dal colesterolo, in pratica pure in estate si puo' avere deficienza se si ha la colesterolemia bassa e qualcosa induce una cortisolemia alta.

Onestamente per quello che mi riguarda è pure troppa la D assunta con l'olio di fegato di merluzzo.

Se no che dirvi organizzaimoci tutti in gita invernale per i tropici. Te che ti chiami Tropico poi, inizi a essere il mio profeta 🙂

L'olio di pesce, se non espressamente scritto, non è raffinato o distillato per eliminare il mercurio, la problematica nasceva anche con gli omega3 che invece sono distillati e raffinati per eliminare ogni impurità di metalli pesanti.
Come mai dici che per te è anche troppa la D assunta con questo olio? le quantità si aggirano sulle 100 UI a grammo, non sono poche ma neanche tante. Vista l'economicità della D3.. io trovo conveniente prendere un integratore, che è senza sapore poi.
Per i tropici... quando ho ideato il nick pensavo proprio ad paradiso tropicale 😀

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fabietto
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22/12/2011 5:49 pm  

Carenza di vitamina D e rischio di mortalità

Zittermann A, Iodice S, Pilz S, Grant WB, Bagnardi V, Gandini S.
Am J Clin Nutr. 2011 Dec 14. [Epub ahead of print]

La carenza di vitamina D costituisce potenzialmente un serio problema di salute pubblica, perché sembra collegata non solo ad un aumentato rischio di osteoporosi ma anche di infezioni, malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni e di alcune forme tumorali. Poichè alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che l’associazione tra i livelli serici di 25(OH)D e rischio di cancro al seno, incidenza di malattie cardiovascolari e mortalità totale sia di tipo complesso (e comunque non lineare), è stata realizzata la presente metanalisi al fine di valutare soprattutto l’associazione tra livelli serici di 25(OH)D e mortalità.
Per questo motivo sono stati considerati i risultati di 14 studi di coorte prospettici che avevano reclutato un totale di 62.548 soggetti (di cui 5.562 deceduti durante il follow-up). Comparando i gruppi con maggiori livelli serici della vitamina con i gruppi con livelli più bassi, è emerso un rischio relativo (RR) di mortalità, dei primi rispetto ai secondi, pari a 0,71.
Nel modello parametrico (che aveva considerato 11 studi per un totale di 59.231 soggetti) si è rilevato invece un RR di mortalità pari a 0,86, 0,77, e 0,69 rispettivamente per aumenti di livelli serici di 25(OH)D pari a 12,5, 25 e 50 nmol/L rispetto alla categoria di riferimento (27,5 nmol/L). Tuttavia, non è emersa alcuna riduzione addizionale della mortalità per livelli superiori a 87,5 nmol/L alla categoria di riferimento.
I risultati di questo studio suggeriscono pertanto l’esistenza di un’associazione inversa tra livelli circolanti di 25(OH)D e mortalità, con una concentrazione ottimale fissata tra 75 e 87,5 nmol/L.

Fonte: http://www.nutrition-foundation.it/news.php?act=visual&nid=001594

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02/01/2012 4:51 am  

Carenza di vitamina D e disfunzioni cardiache --> http://www.giornaledicardiologia.it/allegati/00562_2010_09/fulltext/03.2010-09_645-653.pdf

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02/01/2012 5:26 pm  

Di seguito un articolo strutturato sul trattamento antimicrobico per le malattie infiammatorie croniche, il cosiddetto protocollo Marshall. V'è contrarietà all'integrazione di vitamina D per una serie di motivi che vanno dalla capacità immunosoppressiva a fatti empirici quali il il latte materno che ha scarsa vitamina D fino all'aumento di calcificazioni di placche arteriosclerotiche. --> http://mpkb.org/home/pathogenesis/vitamind

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14/01/2012 4:39 pm  

Integrazione di Vitamina D negli adulti, Linee Guida
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22127635

La vitamina D è necessaria per mantenere l'omeostasi del calcio e del fosfato appropriati nel corpo (funzione classica) e garantire il funzionamento appropriato di molti tessuti, organi e cellule, estranei a economia di minerali (non classica funzione). La carenza di vitamina D negli adulti può causare osteomalacia, aumenta il rischio di fratture in osteoporosi, indurre malattie cardiovascolari, diabete di tipo 1 e 2, sclerosi multipla, Lesniowski-malattia di Crohn, e il cancro, incluso quello del colon, della mammella e il cancro alla prostata. Possibili cause di carenza di vitamina D in una popolazione sana comprendono diminuita sintesi cutanea e un apporto inadeguato di vitamina D, sia negli alimenti e negli integratori. Livello di deficienza di vitamina D (25 (OH) D <20 ng / ml), è abbastanza diffusa, si trova in una percentuale consistente di soggetti sani in tutto il mondo, senza distinzione di razza, sesso ed età. Quotidiana dose di vitamina D, come determinato dalla Food and Nutrition Board, nel 1997, è ora piuttosto insufficiente, il problema più grande è associato con la massima livelli di vitamina D (50 mcg / die) negli integratori alimentari attualmente disponibili. Al giorno d'oggi, si raccomanda che gli adulti hanno bisogno di un minimo di 800-1000 U / die quando la loro esposizione al sole è inadeguata (in Polonia da ottobre ad aprile). Questo dosaggio dovrebbe essere fornita a tutti i soggetti che evitare la luce solare, così come a quelli più di 65 anni a causa della loro sintesi pelle più lento di vitamina D e per le sue comprovate proprietà anti-frattura e anti-caduta effetti.

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14/01/2012 4:47 pm  

Una grave ipercalcemia a seguito di supplementazione di vitamina D+Calcio in un paziente con sclerosi multipla: una nota di cautela
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22232355
OBIETTIVO:
Descrivere un paziente con sclerosi multipla (SM) che ha sviluppato ipercalcemia grave, attribuito ad un effetto additivo di 5500 UI di colecalciferolo e 2020 mg di calcio al giorno.
Caso clinico.
Ospedale universitario. Paziente A 58-year-old donna con SM e osteoporosi presentano acuta ad esordio tremori e confusione.
Principali misure di outcome:
Calcemia e dei livelli di 25-idrossivitamina D.
RISULTATI:
Livello corretto del paziente calcemia era 15,2 mg / dL (range di riferimento, 8,7-10,1 mg / dL, da convertire in millimoli per litro, moltiplicare per 0,25), e il suo livello di 25-idrossivitamina D era 103 ng / ml (da convertire in nanomoli per litro, moltiplicare per 2,496). I risultati di analisi di laboratorio, per escludere l'iperparatiroidismo, neoplasie maligne, e altre cause di ipercalcemia sono stati unrevealing.
CONCLUSIONI:
E 'pratica comune di prescrivere alte dosi di colecalciferolo di pazienti con sclerosi multipla per il suo possibile ruolo nella immunomodulazione e la ricaduta del tasso di riduzione. Tuttavia, colecalciferolo può aumentare calcio sierico, e sembra che ci sia un effetto additivo quando i pazienti contemporaneamente utilizzare integratori di calcio. Questo caso sottolinea la necessità per i medici di essere attenti alla possibilità di ipercalcemia nei pazienti trattati sia con alte dosi di colecalciferolo e calcio.

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