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[PALEODIETA] Paleo-Diet: La dieta del futuro?  

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Andrea
(@andrea)
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14/06/2012 11:26 pm  

da quello che ho capito quel blog accusa proprio le diete low carb protratte per lungo periodo..infatti nelle testimonianze si puo leggere come reintroducendo i carboidrati o facendo ricariche settimanali si hanno avuto molto benefici


penso che questo commento al post che hai linkato sia perfetto:
(scusate la traduzione con google)

esplicitamente "povera di carboidrati" Paleo di suddividere come propria entità. Non so che altro fare oltre a questo. Conosco molti che non sono riusciti a dieta Paleo, e la maggior parte dei fallimenti sono dovuti al consumo di carboidrati inadeguati, il digiuno, sovrallenamento, o una combinazione di tutti e tre.

Ma anche un alto contenuto di carboidrati dieta Paleo può portare a problemi. Ogni dieta può portare a problemi. Ecco perché è importante non eccessivamente convincersi di una ideologia di dieta - e Paleo EA IDEOLOGIA - molto forte e seducente.

Tutto ciò che conta è ciò che funziona e migliora la vostra salute, sia che contenga farina bianca, Skittles, e Velveeta o è costruito principalmente intorno uova e bisonti pascolavano grassfed non importa se la carne e le viti grassfed dieta a base di uova You Up. Nulla ha decimato la mia salute personale come mangiare una dieta composta principalmente di pascolare, biologico, carne e grassi, mentre grassfed facendo un sacco di cacciatori-raccoglitori-esque esercizio.

E avrei abbandonato in un paio di mesi, se l'ideologia che la mia dieta doveva essere perfetto non è stato d'intralcio. Invece ho guidato fuori fino a quando ho avuto problemi reali molto più gravi di una erezione morbida e un paio di brufoli sulla schiena (i primi segnali negativi che ho incontrato).

La gente ha bisogno la libertà di indagare, scrutare, e sperimentare con la dieta e la manipolazione stile di vita con una mente aperta. Paleo si annebbia up. Low-carbism e la convinzione prevalente nel regno Paleo che i carboidrati aumentare i livelli di insulina (false) e causare insulino-resistenza (false) sono particolarmente distrazione

e aggiungo io : fanculo le ideologie alimentari!!! 😀


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fabietto
(@fabietto)
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15/06/2012 1:06 am  

Che io sia speciale? Di tutte le disavventure riportate dagli utenti di quel blog non ne ho ancora sperimentata nemmeno una. Però, viste le varie eperienze, presumo sia ancora presto per cantare vittoria... mah!
La dieta del futuro, che stà venendo fuori dai vari ortoressici pentiti, è quella "del tutto un po'". Lei, finalmente, metterà tutti daccordo o almeno credo...

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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Tropico
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15/06/2012 1:27 am  

La perfect healt diet lo dice di non restare troppo bassi in carb, il tizio comunque è uno dei primi e non più isolati casi di pareri negativi sulla paleo, biker di contro la segue da più di 3 anni e vanta alti livelli e le sue quote integrative di amidi sono poca cosa dato il protocollo di allenamento.
Secondo me il tizio è probabile che mangiava pochi grassi in generale e pochi grassi saturi e allenandosi ha fatto il botto.
Poi non lo so, tutto può essere, ma per mettere quella panza allenandosi... cosa avrà combinato?
Se è vero che riducendo i carboidrati la tiroide rallenta sto tizio sarà stato sulla chetosi.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
(@fabietto)
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15/06/2012 1:40 am  

Si lo penso anche io! Poi menziona di aver seguito Loren Cordain... magari proprio il periodo dove Cordain era contro i saturi!?

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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gianlnicc
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15/06/2012 1:56 am  

PHD veramente parla di una dieta ricca di grassi cn pochi carbo ma ancora meno proteine, solo per chi non è in sovrappeso.
Per il sovrappeso vanno ridotti sopratutto i grassi http://perfecthealthdiet.com/category/weight-loss/

Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono

Popeye the sailor man


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fabietto
(@fabietto)
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15/06/2012 6:02 pm  

Comunque c'è da dire che io della frutta non me ne sono mai privato. Quindi una buona quota di carboidrati è sempre presente nella mia alimentazione. In questi giorni sono maturate le ciliegie, le pesche e le albicocche... buonissime. Poi tra un po' i fichi che bontà... slurp!
Se si è in forte sovrappeso ha un senso ma, per me che sono in gran forma:asd: privarmi della frutta, specialmente di quella di stagione e di proprietà (mia, di conoscenti, parenti o amici) che so che è cresciuta senza roba chimica, mi sembra una cosa troppo innaturale!

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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Tropico
(@tropico)
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23/06/2012 3:31 pm  

Dieta "paleolitica" contro i mali della vita moderna
Frutta, vegetali, tuberi, noci, carne magra e pesce sarebbero ottimali per un metabolismo evolutosi prima dell'arrivo dei prodotti dell'agricoltura
30 giugno 2007

Dopo una lunga serie di studi paleoantropologici ed etnografici - centrati soprattutto sull'osservazione della dieta tradizionale di alcune popolazioni di Papua Nuova Guinea, Kitava e delle isole Trobriand - Staffan Lindeberg dell'Università di Lund ha elaborato una dieta che dovrebbe corrispondere a quella di buona parte dell'umanità che visse in epoca paleolitica.

Nel corso dei 2,5 milioni di anni dell'evoluzione umana che hanno preceduto l'avvento dell'agricoltura, i nostri antenati si sarebbero alimentati principalmente con frutta, vegetali, tuberi, noci, carne magra e pesce, e questa sarebbe ancora la dieta ideale per il nostro organismo.

Per dimostrarlo, Lindeberg ha sottoposto due gruppi di pazienti - sofferenti tutti di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari, tipiche patologie del vivere moderno - rispettivamente a una dieta mediterranea controllata e alla "dieta paleolitica".

Nel giro di tre mesi, il ricercatore ha constatato che l'aumento della glicemia in risposta all'assunzione di carboidrati era diminuita del 7 per cento nel gruppo che seguiva la dieta mediterranea, una riduzione sensibile, ma molto modesta se confrontata da quella conseguita dal gruppo messo a "dieta paleolitica", che raggiungeva addirittura un -25 per cento. La maggiore tolleranza al glucosio è apparsa inoltre non correlata a variazioni nel peso o nella circonferenza vita, nonostante una relativa diminuzione di questi parametri.

Secondo il ricercatore, la responsabilità del miglioramento delle condizioni dei pazienti non sarebbe ascrivibile in primo luogo alla diminuzione dell'assunzione calorica e alla perdita di peso, quanto piuttosto alla radicale diminuzione nel consumo di cereali e prodotti caseari, il cui alto consumo interferirebbe con il metabolismo dei carboidrati e dei grassi. (gg) Fonte

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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Tropico
(@tropico)
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10/07/2012 3:42 am  

LA DIETA PALEOLITICA
Diventa grosso mastodontico e tagliato come dai denti a sciabola
di Jerry Brainum

I bodybuilder e gli altri atleti applicano tecniche specializzate per vari scopi. I loro obiettivi possono consistere nella riduzione del grasso corporeo mentre mantengono la massa magra o promuovono degli incrementi muscolari. Altri tipi di dieta si concentrano sul consumo di maggiori quantità di alimenti per aumentare di peso corporeo.
Aumentare o diminuire il peso corporeo è più una questione di regolare l'introito calorico quotidiano che di qualsiasi altra cosa. Le diete che si concentrano su specifiche sostante nutritive, come quelle che patrocinano la decurtazione dei carboidrati - in tutte le loro varie fogge- consistono pur sempre in una minore assunzione di calorie. L'aspetto che confonde maggiormente nell'alimentazione per il bodybuilding, comunque, è trovare il migliore programma dietetico per tutti i fini. Esiste una dieta unica che può essere seguita per tutto l'anno?
Uno schema alimentare comprensivo di tutto promuoverebbe incrementi di massa magra e al tempo stesso ridurrebbe al minimo l'aggiunta di adipe. Anche se sembra che una dieta simile sia più un Santo Gral nutrizionale che altro, secondo molti ricercatori esiste davvero.


L'alimentazione paleolitica

L'uomo è comparso due milioni di anni fa e i ricercatori osservano che la composizione genetica dell'uomo è cambiata meno dell'1% da quando arrivò sulla scena, 40.000 anni fa, l'uomo moderno.1 Con l'evolversi del genere umano, gli uomini mangiarono certi tipi di alimenti e i ricercatori ritengono che perfino oggi il nostro corpo funzioni meglio nel mangiare programmi simili a quelli consumati durante l'Età della Pietra. In breve, siamo progrediti in molti settori dell'esistenza umana, ma la nostra genetica di base è simile a quella dell'uomo dell'Età della Pietra.
Gli antropologi osservano che il 55% di quanto costituisce la tipica dieta americana sono "nuovi" alimenti - cose che i nostri antenati non mangiavano. Tali alimenti comprendono cereali, latticini, alimenti preparati e lavorati, alcol, grassi separati (i vari oli), carne commerciale, sale libero, farina raffinata e diversi dolcificanti.2
Il prezzo pagato per il nostro modello di alimentazione "arricchito" consiste in un mucchio di malattie degenerative che raramente si verificavano nell'uomo primitivo ma sono comuni oggi, come le patologie cardiovascolari, i tumori, l'artrite, il diabete e l'obesità. Lo scarto tra quello che mangiamo oggi e quello che siamo geneticamente programmati di mangiare causa come minimo il 75% di tutti i decessi nelle nazioni occidentali.3
Le osservazioni di primati non in cattività strettamente imparentati con gli umani, come gli scimpanzé - i quali differiscono geneticamente dall'uomo solamente per un 1,6% - mostra che le loro diete non sono soltanto più naturali di quello che consumano gli uomini, ma possiedono anche una densità di sostanze nutritive maggiore. Il fatto significativo qui non è che siamo letteralmente gli zii delle scimmie, ma che ciò di cui si nutrono gli scimpanzé liberi non è diverso da quanto mangiavano anche i nostri lontani antenati. Ad esempio, in uno studio un'antropologa ha osservato cosa mangiavano le scimmie sull'isola di Barro Colorado al largo di Panama.4 Ella ha riscontrato che la scimmia dal peso medio di 6-7 kg assumeva 600 mg di vitamina C al giorno, ossia 10 volte tanto la quantità quotidiana consigliata per esseri umani del peso di 68 kg. Le scimmie prendevano pure la bellezza di 4.571 mg di calcio al giorno, in confronto agli 800 mg consigliati per l'assunzione nell'uomo. Altre quantità di sali minerali assunte dalle scimmie risultavano pure megadosi al confronto, come i 6.419 mg di potassio e i 1.323. mg di magnesio. Questo al confronto del fabbisogno consigliato per l'uomo, che è, rispettivamente, di 2000 e 350 mg.
L'antropologa che ha condotto lo studio sulle scimmie, Katherine Milton della University of California a Berkeley, ha commentato i risultati osservando: "Nel corso dell'intera storia gli uomini hanno sofferto per malattie connesse alla dieta. Se prestassimo maggiore attenzione a quello che i nostri cugini primati mangiano quando sono in libertà, forse potremmo apprendere cose nuove sui nostri fabbisogni alimentari."
Anche se è vero che i primi uomini non vivevano a lungo - l'età media a cui si moriva era a circa 30 anni - è anche vero che le persone non morivano per i generi di malattie che uccidono la maggior parte delle persone oggi. I primi uomini soccombevano a malattie come quelle batteriche che oggi noi controlliamo per mezzo di vari farmaci e di misure igieniche. Il punto importante è che coloro i quali sopravvivevano vivendo più a lungo sembravano essere praticamente immuni dalle malattie che affliggono oggi l'umanità.
Un altro spunto che un modo di alimentarsi naturale è più adatto per l'esistenza umana è stato visto nei primitivi (in termini di riferimento) che esistono ancora oggi nel mondo. Raramente sono grassi, tendono ad essere più muscolosi e più forti del cittadino occidentale medio o del cosiddetto uomo moderno e non soffrono i danni della vecchiaia, come un aumento della pressione sanguigna (che porta da un incremento della suscettibilità a malattie cardiache ed ictus), incremento dell'incidenza di tumori (almeno il 30% dei tumori è correlato a fattori alimentari) e una riduzione della risposta immunitaria. Altri studi indicano che quando persone primitive come queste accettano uno stile alimentare più moderno con alimenti lavorati e alimenti che sono geneticamente estranei al loro corpo, anche essi contraggono i medesimi tipi di disturbi degenerativi.
Quindi cosa mangiavano i nostri antenati primordiali e possiamo imitare oggigiorno la loro dieta?

La Paleo-dieta
Il Dipartimento dell'agricoltura degli USA consiglia le persone di consumare fino a nove porzioni al giorno di frutta e verdura. Alcuni alimenti contendono fitonutrienti ed antiossidanti che possiedono consolidate proprietà nella prevenzione di molti generi di malattie, compreso i tumori e le malattie cardiache. Consumare così tanta frutta e verdura non sarebbe un problema per il tipico cavernicolo, il quale mangiava regolarmente tre volte tanto la quantità di frutta e verdura consumata dall'uomo moderno. Anzi, frutta, verdura, legumi e semi rappresentavano il 65% delle calorie giornaliere dei primi uomini.
Inoltre tali alimenti permettevano di arrivare ad un'ingestione media di fibre pari a 100 g al giorno. L'assunzione di fibre da ingerire consigliata oggigiorno è sui 25-30 g, tuttavia molte persone ne prendono solamente 15 g o anche meno. Tra gli altri benefici, un'assunzione elevata di fibre previene le patologie gastrointestinali ed offre degli effetti di prevenzione contro il cancro e le malattie cardiovascolari. Le fibre incoraggiano anche la perdita di adipe riducendo l'indice glicemico dei carboidrati ingeriti. In effetti, rallentano l'assorbimento degli zuccheri semplici rapidamente digeriti, portando ad un minore rilascio di insulina e una produzione minore di insulina ad ogni pasto comporta una minore sintesi dei grassi.
L'ampia varietà di frutta, vegetali e semi consumata dalle prime società di cacciatori e raccoglitori conteneva una quantità di vitamine, sali minerali e antiossidanti naturali (come i polifenoli vegetali) cinque volte maggiore di quella che consumiamo tipicamente oggigiorno. Tale livello di protezione antiossidante senza dubbio giocava un importante ruolo nell'assenza di malattie associate alle reazioni ossidative nel corpo, come tumori, malattie cardiache, diabete e ipertensione.
Ma non commettete lo sbaglio di pensare che chi viveva ai tempi paleolitici - un nome fantasioso per l'Età della Pietra - sopravvivesse solo a frutta e verdura. Le loro diete contenevano una media del 35% di proteine, ossia due o tre volte quanto ci viene consigliato oggi. In breve, i cavernicoli consumavano una quantità di proteine commensurabili con quello che viene consigliato oggi per i bodybuilder che si allenano intensamente.
Eppure la fonte proteica per l'uomo primitivo differiva in misura significativa da quanto mangiamo oggi. Anche se la carne c'era nel menu paleolitico, era selvaggina magra che in media conteneva il 3,9% di lipidi. Confrontatelo con la maggior parte del manzo addomestico di oggi, che è in media sul 25-35% di grassi. In aggiunta, il tipo di selvaggina mangiata durante l'Età della Pietra - come i cervi, i bufali, i cavalli e i mammut - conteneva livelli maggiori di grassi omega-3, una forma più benefica di grassi che si trova oggi soprattutto nei pesci grassi, come il salmone, le sardine e lo sgombro.5
Anzi, la selvaggina di una volta conteneva cinque volte in più i grassi polinsaturi (come gli omega-3) rispetto al bestiame addomesticato di oggi.6 Il nostro manzo contiene solamente livelli in traccia di acidi grassi tanto desiderabili. La mancanza di grassi nel manzo libero mangiato dall'uomo dell'Età della Pietra voleva dire meno calorie, con il totale calorico simile a quello dei pesci e del pollame di oggi. Tuttavia il contenuto proteico era il medesimo del manzo più grasso di oggi. La quantità di colesterolo - che non è un grasso - era simile.
La maggiore varietà di frutta, verdura e legumi dei primi uomini comprendeva varie radici, germogli, tuberi e altri alimenti che non si vedono normalmente nel reparto frutta e verdura del supermercato sotto casa. I cereali, d'altra parte, erano consumati o in piccole quantità o non erano consumati affatto, semplicemente perché non si trovavano. I cereali iniziarono ad essere abbondanti a partire dal 1760, dopo che iniziò in Inghilterra la Rivoluzione Industriale. Il punto qui è che molti ricercatori pensano che il corpo umano non si è evoluto abbastanza per processare quantità apprezzabili di cereali.
Un'altra categoria comune di alimenti che i cavernicoli non mangiavano erano i latticini - anche qui perché semplicemente non c'erano. Poiché le loro diete erano tipicamente composte per il 35% di carne, in apparenza non avevano problemi a ricavare una quantità sufficiente di calcio. Perfino gli Eschimesi, i quali praticamente vivono con alimenti proteici e grassi, presentano strutture ossee pesanti senza alcun segno di carenze di calcio. Forse i primi uomini non solamente mangiavano la carne, ma anche le ossa di vari animali, che renderebbe conto dell'alta quota di calcio assimilata. Tutta quella frutta, verdura e radici probabilmente contribuiva anche all'assunzione di calcio.
Le proteine dei primi uomini provenivano pure da altre fonti alimentari, come i legumi ed i semi. Anche se i semi sono considerati un alimento ricco di grassi, contengono pure una quantità benefica di acidi grassi, come i grassi monoinsaturi abbracciati dai sostenitori della dieta mediterranea e della Dieta a Zona. È tutta questione di quanto si mangia combinato con il livello di attività. Inoltre, osservate che tali alimenti non erano lavorati in alcun modo, quindi presentavano un rapporto positivo di potassio e sodio.
Il contenuto ridotto di sodio delle diete del Paleolitico spiega parzialmente perché le persone a quei tempi non erano ipertese; anzi, è una afflizione dei tempi moderni. Gli uomini primitivi del mondo d'oggi non sono esposti ai "benefici" della moderna lavorazione degli alimenti, come alimenti carichi di sodio, ancora non presentano segni di incremento della pressione sanguigna con l'età. Le diete dell'Età della Pietra erano il contrario delle diete dei giorni moderni; vale a dire, erano ricche di potassio, povere di sodio.7
Un altro motivo che spiega la mancanza di problemi di ipertensione e patologie cardiovascolari tra i primi uomini era lo stile di vita attivo. Le persone non si sedevano a sgranocchiare cibo spazzatura e a guardare la televisione. Al contrario, la maggioranza erano cacciatori e raccoglitori, con gli uomini che cacciavano per procurare la carne e le donne che raccoglievano alimenti vegetali. Tutta quell'attività, combinata con la loro dieta iperproteica, con grassi da bassi a moderati e normoglucidica, portava ad un equilibrio naturale ottimale tra le calorie quotidiane e il dispendio energetico. In breve, consumavano tutte le calorie che introducevano, quindi non ingrassavano. Alcuni studi indicano che gli uomini primitivi consumavano in media 3000 calorie al giorno o anche di più, tuttavia l'obesità era rara a causa della notevole attività fisica, che comprendeva molti sollevamenti di oggetti pesanti (mai sollevato un mammut lanoso?) e la corsa.
Alcuni scienziati ritengono che l'uomo primitivo seguisse uno schema di attività - ossia caccia, sollevamenti e trasporti - per due o tre giorni, facendo seguire dal riposo. Alcuni hanno addirittura collegato un tale programma a quello dell'allenamento con resistenza e periodizzazione, che è caratterizzato da sequenze alternate di periodi di condizionamento pesanti e più leggeri per l'intero anno d'allenamento. I ricercatori consigliano che poiché gli uomini primitivi seguivano uno schema di lavoro alternato con i riposi, il corpo umano si era evoluto per rispondere in modo ottimale a tale stile d'allenamento.

Le proteine dei primi uomini provenivano pure
da altre fonti alimentari, come i legumi ed i semi.
Anche se i semi sono considerati un alimento ricco di grassi,
contengono pure una quantità benefica di acidi grassi.

Si può seguire una dieta dell'Età della Pietra oggi?
Non dovete cacciare bufali selvaggi, cogliere di soppiatto un cervo nei boschi o cercare rari tuberi e radici per seguire un programma alimentare con lo stile paleolitico, ma mangiare in quel modo rende per niente problematico equilibrare l'attività e il cibo. Gli aspetti più che iperproteici e con moderati carboidrati complessi della dieta eliminano l'adipe in eccesso e massimizzano gli incrementi di massa muscolare, quindi qualsiasi peso accumulate è probabile che consista di massa magra, ossia muscolatura.
Forse il principale vantaggio di una dieta paleolitica per un bodybuilder è che sarete più sani ed avrete maggiore salute, ma non dovrete seguire diete pazzesche per conseguire la massima definizione muscolare. Semplicemente dovete aggiustare leggermente le calorie quotidiane o i carboidrati, a seconda delle vostre esigenze metaboliche. In molti casi il grasso corporeo sarà tanto basso che non avrete necessità di una dieta pregara restrittiva.
Come potete mangiare alla maniera dei vostri antenati e trarne benefici simili? Semplicemente mangiando meno gli "alimenti nuovi" ai quali il vostro corpo non è geneticamente armonizzato. Lo stile di alimentazione paleolitica differisce da quanto suggerito nella piramide nutrizionale USDA, con la sua enfasi su certi tipi di carboidrati complessi. Al contrario, i sostenitori dell'alimentazione paleolitica osservano che granaglie, cereali, pasta e pane non erano compresi nel menu dell'uomo fino a 10.000 anni fa, un batter d'occhi in termini di genetica.
Alcuni sostenitori della paleolitica dicono che mentre i cereali di per sé non sono così tanto dannosi - a meno che non si abbia una allergia conclamata agli elementi nei cereali, come il glutine - tendono a riempire e ad evitarvi di mangiare alimenti nutrizionalmente più densi che sono più positivi per la salute alla lunga. Altri, però, collegano la quota di granaglie come il frumento all'artrite, ai problemi gastrointestinali, alle emicranie e ad altre manifestazioni possibilmente allergiche. Gli aspetti allergici sono in predominanza perché, ancora una volta, il corpo umano non possiede un tempo sufficiente per abituarsi ai cereali, considerando come "estranee" le proteine che vi sono contenute.
Un altro gruppo di alimenti che la dieta paleolitica minimizza sono i latticini. Come osservato, gli uomini delle caverne non bevevano latte ed il motivo era che gli animali che producono latte non erano ancora stati addomesticati per la coltivazione. Il problema principale del latte, comunque, è il suo contenuto di grassi saturi e le varietà non grasse rendono maggiormente adatti i latticini. Come è consapevole la maggioranza dei bodybuilder, le proteine contenute nel latte, per esempio la caseina e il siero, sono quasi le migliori a disposizione.
Le forme isolate delle proteine del latte, come quelle presenti in varie polveri proteiche commerciali e in supplementi sostitutivi dei pasti, non sono solamente facilmente assimilate dalla maggioranza delle persone ma contengono anche singolari fattori alimentari protettivi, come vari peptidi proteici assorbiti intatti. Solo perché gli uomini dell'Età della Pietra non bevevano latte, non è motivo sufficiente per evitare le proteine del latte, soprattutto per i fini del bodybuilding. Basta solamente che si eviti il contenuto di grassi saturi di latticini interi.
La dieta paleolitica era priva di zuccheri lavorati. La cosa più vicina allo zucchero che un cavernicolo può essere arrivato a mangiare era il miele. I prodotti con zuccheri raffinati incrementano i valori dell'insulina nel sangue, portando a malattie collegate alla resistenza all'insulina come le patologie cardiache e il diabete.
Anche gli oli e i grassi sottoposti a processi di lavorazione sono un tabù per una sana alimentazione paleolitica. I primi uomini avevano un rapporto assai più desiderabile tra i grassi omega-3 e gli omega-6. Gli omega-6 si trovano comunemente negli oli vegetali. Sebbene parte di quel tipo di grasso è essenziale - ossia l'acido linoleico - troppo porta ad un innalzamento del rischio di malattie cardiovascolari a causa di un incremento delle reazioni da ossidazione e un aumento del rischio di varie malattie infiammatorie, come i dolori alle articolazioni e l'artrite.
I grassi trans sono i peggiori grassi in assoluto. I grassi trans sono innaturali -anche se pure essi vengono sintetizzati nel corpo umano - solitamente grassi lavorati che agiscono nel corpo come un grasso saturo, portando ad un incremento delle patologie cardiache e dei tumori. La maggioranza dei grassi trans è elencata sulle etichette nutrizionali come "grassi parzialmente idrogenati". Non esistevano nell'Età della Pietra e non dovrebbero nemmeno entrare a fare parte di una dieta moderna.
I migliori tipi di grassi da consumare sono quelli monoinsaturi, che si trovano nell'olio di oliva, nell'olio di canola e nella frutta a guscio, e i grassi omega-3,, che si trovano nei tipi di pesci più grassi. Entrambi i generi di grassi sono importanti per i vostri progressi nel bodybuilding, poiché modulano in modo benefico i recettori delle cellule insuliniche oltre che la sintesi degli eicosanoidi, la quale comporta una riduzione dell'infiammazione e un tempo di recupero dall'allenamento più rapido.
Se non vi piace il pesce, è una buona idea usare un olio di pesce che integra gli omega-3 oppure un'alternativa, per esempio l'olio di semi di lino. Da quattro a cinque grammi di grassi omega-3 al giorno vi mettono in linea con la dieta paleolitica.
In generale, il pesce e il pollo dovrebbero essere le vostre principali fonti di proteine in una dieta paleolitica. La selvaggina magra che mangiavano gli uomini primitivi è più difficile da trovare oggi, ma i livelli di grassi riscontrati nel pesce e nel pollo sono confrontabili. Tagli più magri di carne rossa, rimosso tutto il grasso in eccesso, vanno pure bene. Basta che vi limitiate a cuocere al forno o alla griglia la carne. Non friggetela mai.
Il miglior tipo di verdure da un punto di vista nutrizionale e di medicina preventiva sono le crocifere, le quali contengono molte sostanze fitochimiche note per la prevenzione dei tumori e di altre malattie. I cavolini di Bruxelles, i broccoli, il cavolfiore, il ravizzone e il cavolo, la mostarda e le rape rientrano in questo gruppo. Anche i pomodori sono ottimi perché contengono sostanze protettive come il licopene. La maggioranza della frutta va benissimo. La cosa importante è mangiarla nella sua forma naturale --cruda - non in scatola, secca o surgelata.
Come discusso in precedenza, i prodotti a base di latte scremato sono concessi in quantità limitate. Potete anche mangiare le uova. Mentre stanno a dieta, molti bodybuilder gettano i tuorli, ritenendo che contengano i grassi delle uova. Anche se è vero, i tuorli contengono anche tutte le vitamine, i sali minerali e altre sostanze nutritive. Non contengono il colesterolo, ma possiedono un buon rapporto di grassi.
Se consumate i cerali integrali, consumateli proprio come cereali integrali. Questo significa zero pane bianco o qualche altro tipo di cereale raffinato. L'avena, come quello che si trova nel porridge, contiene utili fibre solubili, le quali aiutano a smussare curve glicemiche elevate, ossia a rallentare l'assorbimento dei carboidrati semplici. Le fibre solubili aiutano anche il corpo ad eliminare il colesterolo e i grassi presenti negli alimenti.
Nessuno in tutta onestà vorrebbe mai tornare a vivere nell'Età della Pietra. Dopo tutto, cosa significherebbe per i nostri giochi al computer? Emulare uno stile alimentare dell'Età della Pietra, però, può prevenire le malattie, massimizzare l'energia e promuovere risultati di muscolatura solida in chiunque. È un modo di alimentarsi per tutta la vita.

Un tipico menù paleolitico

Pasto 1
100 g di cereali con avena integrale e un cucchiaio di crusca non lavorata
1 tazza di latte scremato
110 g di lamponi
2 fette di pane integrale tostato
1 cucchiaio di marmellata di mirtilli
1 frutto

Pasto 2
1 supplemento sostitutivo dei pasti
1 frutto

Pasto 3
140 g di tacchino senza pelle (non d'allevamento)
2 fette di pane integrale
110 g di insalata
2 fette di pomodoro
2 vasetti di yogurt magro alla vaniglia
1 mela, con la buccia
mezzo litro d'acqua

Pasto 4
220 g formaggio fresco magro
2 cucchiaini di uvetta
2 cucchiaini di noci
1 tazza di acqua o di tisana alle erbe

Pasto 5
2 petti di pollo alla griglia, senza pelle
insalata di barbabietole
220 g cavolini di Bruxelles
240 ml di latte scremato
3 prugne

Nota: un tipico programma alimentare paleolitico è composto dal 30% di proteine, 45-50% di carboidrati e 20-25% di grassi.
http://www.olympian.it/am/17_1.cfm
Riferirnenti bibliografici
Eaton, B., et al. (1985). Paleolithie nutrition: a consideration of its nature and current irnpiications. New Engiand Journal of Medicine. 312:283-289.
Eaton, B., et al. (1997). Evolutionary aspects of diet: old genes, new fuels. Worid Review Nutrition Diet. 81:26-37.
Eaton, B., et al. (1988). Stone Agers in the fast lane: Chronie degenerative diseases in evolutionary perspective. Arnerican Journal of Medicine. 84:739-749.
Milton, K. (1999). Nutritional charaeteristics of wild primate foods: do the diets of our elosest living relatives bave les- sons for us? Nutrition. 15:488-98.
Eaton, S.B. (1992). Humans, lipids and evolution. Lipids. 27:814-20.
Crawford, M.A. (1968). Fatty-acid ratios in free-living and domestie anirnals. Lancet. 1:1329-53.
Eaton, S.B., et al. (1996). An evolutionary perspective enhances understanding of human nutritional requirements. Journal of Nutrition. 126:1731-1740.


Chissà che paleo diet avrà letto questo signore :asd:

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
(@fabietto)
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10/07/2012 10:26 am  

Per carità!

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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Tropico
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03/08/2012 7:43 pm  

Oetzi, il paleouomo che non faceva la paleodieta: e si vede!

Oetzi circolava per le valli tirolesi circa 5300 anni fa.

Recentemente è stata completata la mappatura del suo DNA.

L’esame dello smalto dei denti e del polline indicano le origini di Oetzi: “Ciascuno di noi, fin dalla prima infanzia, accumula nel proprio smalto dentario isotopi di stronzio, piombo ed ossigeno. Raffrontando la loro concentrazione con quella di campioni di suolo ed acqua, si può risalire con una certa precisione al luogo in cui una persona è vissuta. E per Ötzi questo luogo è l’Alto Adige. Egli trascorse la sua prima infanzia in Val d’Isarco e solo più tardi si spostò in Val Venosta”

www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

In Val Venosta lavorò presso una fonderia [forte contenuto di arsenico e rame nei capelli].

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14593178

Il giorno della sua morte era ben equipaggiato per il clima alpino (pelli di pecora, capra e vacca ad indicare che era un contadino allevatore) ed era armato. Forse era diventato un brigante o era in fuga da una banda di inseguitori dopo uno scontro [tracce di sangue di altre quattro persone sul suo corpo]. Fu ucciso da una freccia nella schiena:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/05/03/news/ritrovato_su_tzi_il_sangue_pi_antico-1002238/index.html

Aveva gli occhi marroni, i capelli castani, soffriva di intolleranza al lattosio, di una predisposizione alle cardiopatie, artriti, arteriosclerosi e borreliosi (malattia di Lyme, trasmessa dalle zecche) e i suoi polmoni erano anneriti dal fumo della fonderia:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/02/28/news/povero_tzi_soffriva_di_arteriosclerosi-877592/index.html

L’aplotipo sanguigno, molto raro in Europa, indica che era discendente di immigrati dal Vicino Oriente, non di cacciatori e raccoglitori locali:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/02/28/news/povero_tzi_soffriva_di_arteriosclerosi-877592/index.html

I resti alimentari del suo stomaco (chimo) appartengono a tre pasti a base di cereali (orzo e farro), carne di stambecco e cervo (avariata, con vermi), radici, frutta e semi:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2011/10/20/news/lultimo_pasto_di_tzi-602292/index.html

La modalità di consumo e danneggiamento dei denti e l’analisi isotopica mostrano che la sua dieta, pur essendo variata, era tendenzialmente vegetariana ,

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10064623

http://news.discovery.com/history/oetzi-iceman-bad-teeth-110615.html

“La sua dentatura rivela una carie incipiente, una paradentosi e superfici di masticazione molto usurate dalle impurità presenti nei cereali macinati a pietra”.

www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

ma consumava latticini, pur essendo intollerante, e così si ritrovò a soffrire di calcoli biliari. L’intolleranza al lattosio era piuttosto diffusa a quel tempo:

http://www.newscientist.com/article/dn11261-early-europeans-unable-to-stomach-milk.html

http://www.pnas.org/content/104/10/3736.abstract

“I cereali erano un alimento base nella dieta di allora, che veniva completata con vegetali come il prugnolo, le mele selvatiche, i funghi, le bacche e i legumi”.

http://www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

Il suo ultimo pasto, mentre era in fuga, è stato quasi unicamente a base di carne (forse cruda):

http://www.sciencenews.org/view/generic/id/333533/title/The_Icemans_last_meal_goat

È morto a 45 anni. Era magro e di corpo robusto. Alto 1 metro e 65, ossia nella media dei popoli che consumano pochi latticini o non ne consumano affatto.

Come abbiamo visto, non era l’immagine della salute: “le articolazioni mostrano segni di usura, i suoi vasi sanguigni erano calcificati, i denti consumati e l’intestino era infestato da tricocefali. Un’unghia delle dita rinvenuta negli scavi successivi dimostra che soffriva di una patologia cronica e i profondi solchi trasversali indicano inoltre che il suo sistema immunitario era stato esposto a forti stati di stress circa 8, 13 e 16 settimane prima di morire. Si è anche potuto dimostrare che aveva subito una frattura multipla delle costole, peraltro perfettamente sanata, ed una rottura del setto nasale”.

http://www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

I tatuaggi avevano finalità terapeutiche, non decorative: “Su tutto il corpo Ötzi ha circa 60 tatuaggi, realizzati tramite sottili incisioni e non, come oggi, con degli aghi. Questi segni si trovano in corrispondenza delle articolazioni più usurate, che probabilmente causavano ad Ötzi forti dolori: nella zona lombare, al ginocchio destro, ai polpacci e alle articolazioni del piede. I tatuaggi servivano a recidere piccoli fasci di fibre nervose, e questo portava ad un’attenuazione del dolore. Essi erano quindi presumibilmente una terapia antidolorifica e non un ornamento per il corpo”.

www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

Oetzi era affetto da tutti i problemi della transizione all’agricoltura e quindi da una dieta a base di carne e piante selvatiche ad una a base di cereali:

http://lopo.it/2009/04/11/il-peggior-sbaglio-nella-storia-della-razza-umana/

Tra i vari problemi: bassa statura, carie, deformità, sedentarietà, maggiore diffusione di parassiti, batteri e virus che richiesero molte generazioni per generare una risposta adattiva [Cohen, Mark N, and Gillian M. M. Crane-Kramer. Ancient Health: Skeletal Indicators of Agricultural and Economic Intensification. Gainesville: University Press of Florida, 2007

http://books.google.it/books?id=d1J4QgAACAAJ&dq=Ancient+Health:+Skeletal+Indicators+of+Agricultural+and+Economic+Intensification.&hl=it&sa=X&ei=_kG6T-KQBaOE4gSt_qHyCQ&ved=0CDYQ6AEwAA]

Ancora oggi, una dieta macrobiotica causa gravi carenze minerali, vitaminiche e proteiche con conseguenze serie e durevoli anche per lo sviluppo cognitivo di bambini ed adolescenti:

http://www.softwaredidattico.it/EducazioneAlimentare/ac310000h.htm

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC506467/

Principalmente a causa dell’acido fitico, uno dei tanti antinutrienti presenti nei cereali

http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_fitico

Cosa sono gli anti-nutrienti e perché sono tossici ed impediscono all’organismo di assimilare i nutrienti essenziali?
http://www.maurobasilico.it/2012/02/gli-antinutrienti-o-sostanze-tossiche-naturali-degli-alimenti/

A questo punto c’è da capire perché questo non sia riconosciuto come il problema centrale della società contemporanea. Diete sbagliate a base di zuccheri ed antinutrienti rimbambiscono letteralmente la gente e salassano i contribuenti con i costi dell’assistenza ospedaliera:

http://www.livescience.com/20329-sugar-stupid.html

Forse le case farmaceutiche hanno interesse a non far sapere come curarsi con una dieta sana e non con mille farmaci?

Gli altri primati, purtroppo per loro, sono soprattutto vegetariani (mangiano anche un po’ di insetti e piccoli vertebrati) ed è assai probabile che proprio la dieta umana basata essenzialmente sulla carne abbia offerto la spinta evolutiva necessaria a farci diventare quel che siamo (nel bene e nel male):

* la carne ha permesso di sviluppare un cervello più voluminoso:

http://www.sciencedaily.com/releases/2012/04/120420105539.htm

* vantaggiosa è stata la cottura della carne (assurdo essere crudisti):

http://phys.org/news/2011-11-cooking-energy-meat-driven-human.html

* invece l’introduzione dei cereali è stata disastrosa sotto ogni punto di vista: muscolare, dentale, osseo, cardiovascolare e cerebrale: (a) Gli esseri umani che vivono in società industriali sono gli unici mammiferi a soffrire di ipertensione e sono gli unici primati non in cattività a diventare obesi; (b) L’introduzione di mais, frumento, riso ed altri cereali nella dieta umana è coincisa con una sensibile riduzione della statura e della capacità cranica (-11% dal tardo paleolitico), l’aumento delle malattie orali (carie: prima 24%), la diminuzione della densità delle ossa e dell’indice pelvico del 22% (!!!), e svariati altri problemi; (c) gli indigeni americani hanno cominciato a consumare il mais in modo continuativo solo a partire dall’800 d.C., periodo che coincide con il declino della civiltà maya; (d) la mortalità infantile non è cambiata nella transizione da caccia e raccolta ad agricoltura (non c’è stato neppure quel vantaggio); (e) lo status delle donne si è degradato; (f) abbiamo mangiato tuberi (cotti) per almeno 1 milione e mezzo di anni, quindi siamo perfettamente adattati a quel tipo di cibo; (g) la dieta umana è sempre stata scarsa in fibre, quella degli altri primati molta ricca in fibre; (h) homo sapiens ha sempre mangiato tanta carne.

http://www.amazon.com/Human-Diet-Its-Origin-Evolution/dp/0897897366
http://www.amazon.com/Pandoras-Seed-Unforeseen-Cost-Civilization/dp/1400062152

“L’origine della produzione alimentare africana è dunque controversa e spesso c’è una certa discrepanza fra le prove linguistiche, che in genere suggeriscono origini antiche per l’agricoltura e l’allevamento, e la ricerca archeologica, da cui si ricavano solitamente datazioni posteriori. Né è chiaro il motivo per il quale si sarebbe iniziato a produrre cibo. La teoria secondo cui la produzione alimentare ebbe origine nel Vicino Oriente, diffondendosi poi in tutta l’Africa, dove venne adottata con entusiasmo da cacciatori-raccoglitori affamati, non è infatti sostenibile. Lo studio sugli odierni cacciatori-raccoglitori dimostra che alcuni di essi possono procacciarsi una maggiore quantità di cibo con meno fatica e più libertà di quanto non facciano quasi tutti i popoli di allevatori e agricoltori. I resti scheletrici rinvenuti nel Sudan nilotico provano che una delle conseguenze della produzione alimentare fu la malnutrizione, insieme forse al diffondersi delle malattie, giacché è probabile che molte malattie infettive dell’uomo venissero contratte anche dagli animali domestici. Il dissodamento della terra per renderla adatta alla coltivazione favorì la diffusione della malaria…”.

J. Iliffe, “Popoli dell’Africa: storia di un continente”, Bruno Mondadori, 2010, p. 15 (Ringrazio Beniamino Franceschini).

Dunque i dati paleoantropologici e clinici ci riportano qui:

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/la-celebre-paleodieta-grande-richiesta.html
Fonte

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
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03/08/2012 8:18 pm  

Poveretto! Viveva l'inferno in terra. Meno male che è morto giovane. Chi sa, morendo, che liberazione che ha provato...

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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fabietto
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04/08/2012 12:56 pm  

LA PALEODIETA
NEW PARMA - gen/feb 2010

La paleodieta è una nuova dieta che in realtà è la dieta più antica del mondo ovverosia è l’alimentazione che l’uomo primitivo delle caverne seguiva nel periodo precedente la scoperta dell’agricoltura avvenuta circa 10.000 anni fa. Per circa due milioni di anni l’uomo era stato cacciatore–raccoglitore ed il suo sostentamento era basato su quello che poteva trovare: frutta, bacche e miele come fonte di carboidrati, il fabbisogno di grassi e proteine era invece coperto da semi, nocispeci, bruchi, lumache, insetti, uova, pesce, crostacei, soprattutto gli organi interni degli animali e il cervello più facilmente digeribili rispetto alla carne cruda delle fasce muscolari che, essendo molto ricche di connettivo, erano difficilmente digeribili. Solo con l’uso del fuoco, circa 300.000 anni fa, si sfruttarono meglio i muscoli degli animali cacciati potendo arrostire la carne e anche i legumi, resi digeribili dalla cottura. L’uomo forzatamente nomade si sfamava raccogliendo il cibo dove lo trovava nutrendosi anche di carogne, pescando e cacciando seguendo anche gli spostamenti delle sue prede. Questo stile di vita ha plasmato per selezione genetica i nostri precursori per più di un milione di anni, anche se sembra che il consumo dei cereali selvatici tra le popolazioni di cacciatori e raccoglitori possa risalire a circa 100.000 anni fa. Infatti alcuni archeologi dell’Università di Calgary hanno recentemente trovato in una caverna in Mozambico reperti datati all’inizio dell’era glaciale che dimostrano la lavorazione del sorgo selvatico, antenato del principale cereale consumato tutt’oggi a scopo alimentare nell’Africa sub-sahariana. Poi circa 10.000 anni fa con la scoperta dell’agricoltura l’uomo è divenuto più stanziale e ha anche cominciato ad allevare gli animali, non solo per nutrirsene, ma anche per produrre il latte ed i suoi derivati. Con questo cambiamento la dieta si è arricchita di carboidrati (soprattutto cereali) a discapito delle proteine. I cereali però non sono commestibili allo stato crudo e necessitano della cottura e nonostante ciò rimangono più difficilmente digeribili rispetto agli alimenti che si possono consumare crudi. L’introduzione dei cereali e questo sbilanciamento nel rapporto carboidrati/proteine ha portato conseguenze notevoli sull’uomo. Nel Paleolitico l’altezza media era elevata come quella che si è raggiunta solo attualmente invece l’altezza media di un soldato legionario romano era intorno ai 165 cm. L’aspettativa di vita nel Neolitico era peggiorata in quanto gli uomini si ammalavano più facilmente. Quando i carboidrati sono in eccesso rispetto alle proteine si sviluppano nell’organismo resistenza insulinica ed infiammazione che sono alla base della maggior parte delle malattie croniche e degenerative. Per quanto riguarda il latte bisogna annotare che l’uomo è l’unico animale che continua a nutrirsi con il latte anche dopo lo svezzamento e se per il neonato il latte materno è l’unico e il miglior nutrimento non lo è senz’altro il latte vaccino diverso nella composizione percentuale dei macro e micronutrienti. Per quanto riguarda la insostituibilità del latte e derivati come fonte di calcio (utile allo sviluppo di ossa e denti) si deve riconoscere che gli uomini del Paleolitico avevano le ossa e denti robusti e senza segni di osteoporosi come è evidenziato dai reperti fossili. Senza dubbio l’alimentazione ricca di frutta e verdure creava un ambiente alcalino con effetti protettivi per le ossa e la salute in genere, viceversa i cereali e latticini sono alimenti acidificanti che favoriscono così la perdita di calcio dalle ossa. Il calcio tra l’altro è presente in quantità considerevoli anche in tutte le noci, i semi crudi e le verdure. Una delle critiche più comuni a questa dieta è che sia una dieta iperproteica; in realtà non è così in quanto i carboidrati erano ben presenti, non sotto forma di cereali, bensì come frutta e verdure. Le percentuali non erano fisse ma potevano variare anche in conseguenza della disponibilità del cibo e a secondo del clima e delle stagioni. Viene indicato un range nel quale: i carboidrati vanno dal 20% al 40 %, le proteine dal 20% al 35% e i grassi dal 30% al 60%. Quindi poteva essere se mai, in certi momenti, una dieta iperlipidica. Però bisogna considerare che i grassi erano per lo più salutari cioè prevalentemente dal pesce e dalla frutta secca e anche i grassi provenienti dal cervello e dalle carni della selvaggina erano particolarmente ricchi di Omega 3. Il cervello per la sua struttura lipidica e le carni perché di animali che si nutrivano prevalentemente di erba fresca cioè pascolavano e non erano stabulati e alimentati con foraggi come negli allevamenti. Senza dubbio un limite di questa dieta è la scarsa praticità e organoletticità. Non è che noi possiamo facilmente abituarci a mangiare cervelli, vermi e bacche però potremmo attuare alcuni accorgimenti utili per la nostra salute: cominciando a fare tanti piccoli pasti invece di pochi ed abbondanti, si riduce così la stimolazione insulinica; limitando il consumo dei cereali 2 volte a settimana. Se siamo degli sportivi e abbiamo bisogno di più carboidrati possiamo introdurre anche degli alimenti non paleolitici come le patate (alcalinizzanti) e se introduciamo dei cereali la scelta migliore è verso i cereali senza glutine e a basso indice glicemico come il riso basmati, oppure i cosiddetti pseudo-cereali come quinoa, amaranto, e grano saraceno. Anche consumare i cereali e legumi germogliati può essere utile. Cosi facendo si riducono notevolmente gli antinutrienti presenti; in questo caso diventano vere e proprie verdure ricche in amido predigerito e viene eliminato l’acido fitico, che contrasta l’assorbimento intestinale di vari minerali. Ovviamente andrebbero eliminati anche il caffé, sale e alcolici. Per quanto riguarda il sale il fabbisogno corporeo di sodio dovrebbe essere coperto da quello contenuto nei cibi. E per quanto riguarda l’alcol qualcuno sostiene che forse anche l’uomo del paleolitico occasionalmente poteva nutrirsi di frutta fermentata. Quindi anche per noi l’eventuale consumo di alcol deve essere solo occasionale. Anche il latte e suoi derivati vanno eliminati o almeno limitati e ovviamente sono totalmente da eliminare gli oli di mais e di semi perchè troppo ricchi di acidi grassi Omega6 che hanno un effetto infiammatorio e i grassi trans cioè idrogenati presenti nelle margarine e in vari prodotti confezionati, che sono molto pericolosi per la salute. Purtroppo il 55% della dieta occidentale si basa su alimenti che i nostri antenati non conoscevano, cereali, latticini, cibi preparati e lavorati, insaccati, farina raffinata, dolcificanti e acidi grassi idrogenati. La conseguenza di questa nuova alimentazione “arricchita” è l’invecchiamento precoce con l’aumento delle malattie degenerative, come le patologie cardiovascolari, i tumori, l’artrite, il diabete e l’obesità e l’ultima arrivata, la “sindrome metabolica”.
Si potrebbe obiettare che nel corso del tempo ci siano state delle modificazioni genetiche per cui l’uomo si sarebbe adattato al consumo di latticini e cereali, però la grande diffusione di intolleranze al lattosio e al glutine fa sospettare il contrario. Basti dire che dalla comparsa dell’Homo Sapiens,circa 35.000 anni fa, il nostro patrimonio genetico è mutato meno dell’1%. Ma se vogliamo essere sicuri di ciò nel nostro specifico caso ora è disponibile la Nutrigenomica cioè la possibilità tramite un esame del DNA salivare di individuare il profilo biochimico nutrizionale genetico del singolo individuo. Ma questa è un’altra storia.

Fonte: http://www.massimospattini.it/LAPALEODIETA.htm

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Tropico
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20/08/2012 9:17 pm  

http://www.julianbakery.com/bread/
Il paleo pane: Acqua Purificata, Farina di mandorle pelate o di cocco, Bianco d'uovo, Pisillio,Sidro di Mele bio, Bicarbonato di Soda.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
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20/08/2012 9:34 pm  

Si scade nel ridicolo!

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Tropico
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21/08/2012 3:00 am  

Paleo For Women
http://www.paleoforwomen.com/
:shutup:

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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crixus
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21/08/2012 1:33 pm  

ecco come perdere credibilità...
PALEOMINCHIATE

“Adaptability is probably the most distinctive characteristic of life.”
— Hans Selye


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