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[In evidenza] [GLUTINE]  

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Tropico
(@tropico)
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Post: 9763
11/12/2012 4:16 am  

I casi di celiachia più grave mi par di ricordare anche fino 2 anni, ma generalmente si può considerare un anno come periodo per risanare quanto di cattivo potrebbe aver fatto il glutine, parliamo di celiaci, per quelli sensibili o comunque non aventi danni intestinali credo meno, molto meno.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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BobbioeBabbo
(@bobbioebabbo)
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Post: 95
11/12/2012 3:18 pm  

I casi di celiachia più grave mi par di ricordare anche fino 2 anni, ma generalmente si può considerare un anno come periodo per risanare quanto di cattivo potrebbe aver fatto il glutine, parliamo di celiaci, per quelli sensibili o comunque non aventi danni intestinali credo meno, molto meno.

e sulla prima parte della domanda? 😉


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Tropico
(@tropico)
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Registrato: 9 anni fa
Post: 9763
11/12/2012 3:57 pm  

Per quanto ne so, il grano commerciale deriva dal Creso ma ce ne sono una varietà davvero ampia e non so il ceppo origine di tutti:

Aziziah 301: importato dalla Libia
Duro S.G.3
Capeiti 8
Senatore Cappelli
Dauno III: ibrido non definito
Grifoni 235 (B 52): selezione da probabile incrocio spontaneo Cappelli con Aziziah
Tripolino: Nord Africa
Garigliano: incrocio Tripolino con Sen.Cappelli
Russello S.G.7: Sicilia
Timilia S.G.1: selezione Sicilia

Questi sono per la maggiore commercializzati in Italia, oltre al famoso Kamut®

Se ti fai una ricerchina per sapere l'origine comune o non comune di tutti te ne saremo grati 😛

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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fabietto
(@fabietto)
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Registrato: 9 anni fa
Post: 7362
11/12/2012 4:12 pm  

C'è da fare una distinzione anche fra grano duro e grano tenero. Il grano Cappelli, per esempio, è "grano duro".
http://www.ense.it/quaderni/libretto%208.pdf

Anche il Creso è "grano duro"
Da http://it.wikipedia.org/wiki/Triticum_durum

La varietà Creso, ottenuta nel Centro di studi nucleari del CNEN della Casaccia (Roma) nel 1974 è stata una di quelle maggiormente utilizzate negli ultimi trenta anni nelle coltivazioni italiane. Il grano duro Creso è un incrocio tra la varietà messicana Cymmit e l'italiana Cp B144, mutante della Cappelli ottenuta sottoponendo quest'ultima a bombardamento con raggi X o gamma.

Tipi di grano tenero:
Da http://it.wikipedia.org/wiki/Grano_tenero

Le seguenti varietà sono quelle coltivate maggiormente oggigiorno:
Salmone: Varietà coltivata da diversi anni. Sensibile alle malattie fungine, necessita sempre di un trattamento fungicida al momento della spigatura.
Zena: varietà di taglia bassa con ottima resistenza all'allettamento. Abbastanza sensibile alla necessita di un trattamento fungicida.
Aztec: varietà francese tardiva. È dotata di un'ottima fertilità di spiga che permette di compensare l'eventuale ridotto accestimento. Sensibile, deve essere assolutamente trattata con un fungicida.
Bolero: grano "bianco", di notevole stabilità produttiva. Appartiene alla categoria commerciale dei grani "fini" grazie alle caratteristiche qualitative: elevato contenuto proteico.
Guadalupe: frumento con rese elevate che si adatta anche alle semine tardive. Ha un discreto contenuto in proteine.
Tibet: Specie di media precocità con ottimi potenziali produttivi e buona resistenza all'allettamento e al freddo. Caratterizzato da una granella ovoidale e giallo chiaro.
Bologna: Uno dei teneri più produttivi nel Nord-Centro Italia, si registrano rese di oltre 8 t/ha in media, ha granella rossa, rientra nella categoria dei Panificabili superiori, molto resistente alle fitopatie e risponde bene ad abbondanti fertilizzazioni.
Aubusson: frumento tenero panificabile più venduto in Italia,da pochi anni sul mercato spicca per le sue rese fino 9-9,2 t/ha, si distingue dagli altri per la sua stabilità sia fisiologica che di areica, ottimo in ogni valore molitorio, ha la capacità genetica di adattarsi ad ogni tipo di terreno e areale di produzione.

Per le differenze di utilizzo dei due tipi di grano è utile questo indirizzo: http://www.prodottitipicitoscani.it/tutte-le-ricette/preparazione-pane/differenza-grano-tenero-duro

Il grano tenero contiene meno glutine del duro.

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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BobbioeBabbo
(@bobbioebabbo)
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Registrato: 8 anni fa
Post: 95
11/12/2012 4:33 pm  

Per quanto ne so, il grano commerciale deriva dal Creso ma ce ne sono una varietà davvero ampia e non so il ceppo origine di tutti:

Aziziah 301: importato dalla Libia
Duro S.G.3
Capeiti 8
Senatore Cappelli
Dauno III: ibrido non definito
Grifoni 235 (B 52): selezione da probabile incrocio spontaneo Cappelli con Aziziah
Tripolino: Nord Africa
Garigliano: incrocio Tripolino con Sen.Cappelli
Russello S.G.7: Sicilia
Timilia S.G.1: selezione Sicilia

Questi sono per la maggiore commercializzati in Italia, oltre al famoso Kamut®

Se ti fai una ricerchina per sapere l'origine comune o non comune di tutti te ne saremo grati 😛

non ci penso proprio 😀 ma alla fine basta non mangiarne e il problema e ' risolto 😀


rispondo qui a roberto per non andare off topic in epigenetica. quindi possiamo dire che le carote arancioni sono OGM? visto che come ha detto roberto non erano di quel colore originariamente.. erano viola se non sbaglio,sulla carne e pesce chi sarebbero gli indegni amici della monsanto? se tropico ritenesse di dover spostare questo post nel topic OGM lo faccia tranquillamente,io non lo trovo


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Tropico
(@tropico)
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Registrato: 9 anni fa
Post: 9763
11/12/2012 5:56 pm  

Anche per il frumento duro le prime “razze elette”, ovvero quelle ottenute con la tecnica genetica, sono selezionate nell’ambito di popolazioni indigene.
Il massimo avvicinamento all’ideotipo di frumento duro è stato oggi realizzato con le varietà derivate dall’ibridazione del frumento duro con un frumento tenero giapponese. Queste varietà per precocità e resistenza all’allettamento hanno una potenzialità produttiva elevatissima, non inferiore a quella dei frumenti teneri.
Le 10 più diffuse varietà di frumento duro sono le seguenti:
Simeto,
Duilio,
Ciccio,
Arcangelo,
Creso,
Colosseo,
Iride,
Rusticano,
Grazia,
Svevo.

Fonte

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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BobbioeBabbo
(@bobbioebabbo)
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Registrato: 8 anni fa
Post: 95
11/12/2012 9:34 pm  

rispondo qui a roberto per non andare off topic in epigenetica. quindi possiamo dire che le carote arancioni sono OGM? visto che come ha detto roberto non erano di quel colore originariamente.. erano viola se non sbaglio,sulla carne e pesce chi sarebbero gli indegni amici della monsanto? se tropico ritenesse di dover spostare questo post nel topic OGM lo faccia tranquillamente,io non lo trovo


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andrea bertocchi
(@andrea-bertocchi)
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Registrato: 8 anni fa
Post: 1
12/12/2012 12:15 pm  

Ragazzi, vi riporto alcuni FATTI giusto per porre qualche limite alla sagra del delirio che mi pare questa discussione.

1) Il grano creso non è un OGM
2) La Monsanto non c'entra assolutamente nulla con il suddetto grano creso, prodotto tipico italiano
3) I frumenti tetraploidi (suppongo si intenda questo con "4 volte il codice genetico") sono frutto di una mutazione casuale sfruttata per l'agricoltura migliaia di anni fa. L'insorgere spontaneo di questa mutazione ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita dell'agricoltura ed, in linea di massima, nella civilizzazione umana.


Ragazzi, vi riporto alcuni FATTI giusto per porre qualche limite alla sagra del delirio che mi pare questa discussione.

1) Il grano creso non è un OGM
2) La Monsanto non c'entra assolutamente nulla con il suddetto grano creso, prodotto tipico italiano
3) I frumenti tetraploidi (suppongo si intenda questo con "4 volte il codice genetico") sono frutto di una mutazione casuale sfruttata per l'agricoltura migliaia di anni fa. L'insorgere spontaneo di questa mutazione ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita dell'agricoltura ed, in linea di massima, nella civilizzazione umana.

Dimenticavo:

4) La poliploidia (presenza di più copie del genoma) è un fatto assolutamente consueto nel mondo vegetale, e moltissimi degli alimenti più comuni sono poliploidi.


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fabietto
(@fabietto)
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Registrato: 9 anni fa
Post: 7362
12/12/2012 1:27 pm  

Ragazzi, vi riporto alcuni FATTI giusto per porre qualche limite alla sagra del delirio che mi pare questa discussione.

Ciao Andrea,
una tua presentazione nella sezione apposita, prima di postare, sarebbe stata molto gradita. Sarebbe stato più gentile e meno indisponente da parte tua riportare le tue considerazioni senza utilizzare inutile sarcasmo!

1) Il grano creso non è un OGM

BobbioeBabbo invece delle parentesi avrebbe dovuto utilizzare le virgolette... comunque, bombardare con il grano con i raggi X e Gamma sempre di mutazione genetica indotta dall'uomo si tratta!

2) La Monsanto non c'entra assolutamente nulla con il suddetto grano creso, prodotto tipico italiano

Nessuno quì dentro ha ha mai associato il grano Creso alla Monsanto.

3) I frumenti tetraploidi (suppongo si intenda questo con "4 volte il codice genetico") sono frutto di una mutazione casuale sfruttata per l'agricoltura migliaia di anni fa. L'insorgere spontaneo di questa mutazione ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita dell'agricoltura ed, in linea di massima, nella civilizzazione umana.

E' stato fondamentale anche per rovinarci la salute!

Dimenticavo:

4) La poliploidia (presenza di più copie del genoma) è un fatto assolutamente consueto nel mondo vegetale, e moltissimi degli alimenti più comuni sono poliploidi.

Grazie per averci illuminato! 😉

Ciao:)

La forma è anche sostanza. Chi veicola un messaggio non può essere estraneo al suo contenuto. Tropico - Chi è musone e triste non riesce a tener lontano la malattia. Tonegawa - Le testimonianze vere di gente normale valgono più di tante elucubrazioni teoriche. Francesca F.C.


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Roberto
(@roberto)
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Registrato: 8 anni fa
Post: 87
12/12/2012 1:42 pm  

Ragazzi, vi riporto alcuni FATTI giusto per porre qualche limite alla sagra del delirio che mi pare questa discussione.

1) Il grano creso non è un OGM
2) La Monsanto non c'entra assolutamente nulla con il suddetto grano creso, prodotto tipico italiano
3) I frumenti tetraploidi (suppongo si intenda questo con "4 volte il codice genetico") sono frutto di una mutazione casuale sfruttata per l'agricoltura migliaia di anni fa. L'insorgere spontaneo di questa mutazione ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita dell'agricoltura ed, in linea di massima, nella civilizzazione umana.

Dimenticavo:

4) La poliploidia (presenza di più copie del genoma) è un fatto assolutamente consueto nel mondo vegetale, e moltissimi degli alimenti più comuni sono poliploidi.

Ciao,
vorrei rimanere nel tema epigenetica..grazie.
le lezioni di genetica agraria le ho avute all'universita dove il prof. Monti illustre genetico ed autore di molte cultivar,,ci illustro come avevano ottenuto il grano poliploide...uso raggi gamma/X.
ritorniamo alla epigenetica
comunque benvenuto nel forum

Comunque volendo dare le informazioni giuste:
La cultivar di Frumento duro (Triticum durum) autunno-primaverile medio-precoce “Creso” è stata ottenuta mediante ibridazione e successiva selezione. Essa proviene dall’incrocio di un frumento duro del Centro Internacional de Mejoramiento de Maíz y Trigo - CIMMYT ((Yt 54 N10-B)Cp2-63)Tc2, derivato da un incrocio tra grani duri e teneri) con una linea mutante (Cp B144) indotta da raggi X nel frumento duro Senatore Cappelli, entrambi a paglia corta.[1][2]
Il Creso fu ottenuto da Alessandro Bozzini e Carlo Mosconi[3] all'interno del gruppo di genetisti del Centro della Casaccia dell’ENEA già CNEN (Bagnara, D’Amato, Rossi, Scarascia Mugnozza ed altri). La sua principale caratteristica è quella di avere una taglia ridotta (70‐80 centimetri) rispetto ai frumenti duri esistenti (130‐150 cm), che ha reso la cultivar molto resistente all’allettamento. Tale cultivar, grazie anche alla resistenza a molte razze di ruggine bruna ed al Fusarium graminearum, presentava livelli produttivi decisamente superiori a quelli delle cultivar italiane fino ad allora coltivate. Iscritto al registro delle varietà nel 1974, Creso ebbe immediata e ampia diffusione per la sua larga adattabilità, produttività, e buone qualità di pastificazione (negli anni ‘80 e ’90 ha rappresentato oltre il 50% della produzione di frumento duro in Italia).[4][5


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BobbioeBabbo
(@bobbioebabbo)
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Registrato: 8 anni fa
Post: 95
12/12/2012 5:32 pm  

ha detto bene fabietto,non aggiungo altro se non sottolineare la presunzione che traspare chiaramente,che poi gli fa vedere cose mai scritte monsanto-granocreso dove??? forse sara' un fan di bressanini come quelli che spopolano sul fatto quotidiano,saccenti fino al ridicolo e guai a chi tocca il loro dio... il piccolo chimico OGM


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Tropico
(@tropico)
Utenti Admin
Registrato: 9 anni fa
Post: 9763
12/12/2012 9:27 pm  

Sono stati spostati qui i messaggi off topic della discussione sull'epigenetica https://www.mangiaconsapevole.com/forum/T-EPIGENETICA.html?page=2
Non ho molto da aggiungere a quello che è stato detto già da altri al nuovo utente Anndrea Bertocchi, comunque benvenuto.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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Tropico
(@tropico)
Utenti Admin
Registrato: 9 anni fa
Post: 9763
13/12/2012 8:44 pm  

[..]Frumento e glutine
http://www.diabetesandenvironment.org/home/other/diet/wheat-dairy
Il glutine è stato pensato per svolgere un ruolo nello sviluppo del diabete di tipo 1 per l'associazione tra tipo 1 e il autoimmune malattia celiaca : circa il 7% delle persone con diabete di tipo 1 ha una malattia celiaca ( Narendran et al 2005. ).

È interessante notare che, in un studio a lungo termine, i bambini con malattia celiaca che ha avuto il diabete di tipo 1 legate autoanticorpi scoperto che questi anticorpi gradualmente scomparso più di due anni dopo essere andato su una dieta priva di glutine ( Ventura et al. 2000 ).

Simile all'insulina bovina nel latte vaccino, grano contiene anche una proteina che somiglia un'altra proteina legata con l'attacco autoimmune nel pancreas ( MacFarlane et al. 2003 ). Il glutine è stato trovato per causare intestinale infiammazione nelle persone con diabete di tipo 1 ( Auricchio et al. 2004 ).

Ziegler et al. (2003) ha rilevato che l'introduzione precoce di cibi contenenti glutine (prima dei 3 mesi di età) per essere un fattore di rischio per lo sviluppo di tipo 1 associato autoimmunità in bambini con rischio genetico di diabete di tipo 1. Norris et al. (2003) ha rilevato che l'esposizione a tutti i cereali prima dei 3 mesi di età (e anche dopo 7 mesi), ha portato ad un maggiore rischio di sviluppare autoanticorpi nei bambini geneticamente suscettibili. Gli autori propongono che forse la ragione che l'introduzione successiva di cereali potrebbe aumentare il rischio è che i bambini più grandi possono essere alimentati grandi quantità di cibo. In effetti, lo studio ha confermato che neonati trattati con i cereali a 7 mesi di età avevano più probabilità di avere più porzioni al giorno di cereali nel primo mese di esposizione rispetto agli altri. Questo studio ha anche trovato che se i cereali sono stati introdotti, mentre il bambino era ancora l'allattamento al seno, il rischio di autoimmunità era inferiore. Wahlberg et al. (2006) ha scoperto che la combinazione di latte di mucca formula primitiva e l'introduzione tardiva del glutine aumenta il rischio di autoimmunità nei bambini.

Sulla base della ricerca precedente, medici condotto uno studio randomizzato di intervento per determinare se ritardare l'introduzione del glutine impedirebbe diabete di tipo 1 in bambini geneticamente a rischio di malattia. Essi hanno scoperto che prima l'introduzione di glutine a 6 mesi di età rispetto 12 mesi di età era sicuro, ma non ha modificato il rischio di sviluppo di tipo 1 autoanticorpi correlati, o diabete di tipo 1 ( Hummel et al. 2011 ).

La linea di fondo
Sembra che l'introduzione di cibo prima di 3 mesi di età è problematico, forse perché l'intestino è ancora immaturo e in grado di gestire questi alimenti. Infatti, Virtanen et al. (2006) ha rilevato che l'introduzione frutti, bacche e radici primi (circa 3-4 mesi di età) è stato associato con lo sviluppo di diabete di tipo 1-correlato geneticamente autoimmunità in bambini a rischio.
Per ulteriori informazioni sul motivo per cui gli alimenti come il grano e latticini potrebbe contribuire allo sviluppo del diabete di tipo 1, e il coinvolgimento del sistema immunitario intestinale, vedere la dieta e l'intestino pagina.
Mentre tutti gli studi non hanno risultati coerenti, possiamo ancora usarli per aiutare a determinare come alimentare i nostri bambini. I genitori potrebbero essere attenti introdurre alcuni alimenti, in particolare grano e latte di mucca. Introdurre in piccole quantità, durante l'allattamento, e non troppo presto nella vita. Zeigler et al. (2003) suggeriscono che garantire la conformità alle linee guida di alimentazione infantile, come non l'introduzione di cibi solidi per i bambini prima dei 3 mesi di età, può aiutare a ridurre l'incidenza di diabete di tipo 1. Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ( http://www.unicef.org/ ) le linee guida di alimentazione infantile richiedono allattamento esclusivo al seno per ben 6 mesi, l'introduzione di alimenti sicuri e complementari dal sesto mese di vita, durante l'allattamento continua, e quindi ha continuato l'allattamento al seno fino a 2 anni di età o oltre. Solo il 5% delle famiglie di bambini con parenti di primo grado che hanno diabete di tipo 1 seguire le raccomandazioni dell'OMS per l'alimentazione infantile ( Pflüger et al. 2010 ).
Se l'alimentazione artificiale è necessaria, allora è chiaro che utilizzando la formula idrolizzata riduce il rischio di tipo 1-correlate autoanticorpi in bambini geneticamente a rischio di diabete di tipo 1.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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crixus
(@crixus)
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Post: 1213
14/12/2012 5:05 pm  

Articolo di Stone sul glutine

http://180degreehealth.com/2012/12/the-gluten-free-diet-craze

“Adaptability is probably the most distinctive characteristic of life.”
— Hans Selye


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Tropico
(@tropico)
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Post: 9763
14/01/2013 4:16 pm  

Una dieta priva di glutine riduce l'adiposità, l'infiammazione e l'insulino-resistenza associata con l'induzione di PPAR-alfa e PPAR-gamma espressione
http://www.jnutbio.com/article/S0955-2863%2812%2900226-4/abstract
Esclusione glutine (complesso proteina presente in molti cereali) è stata proposta come opzione per la prevenzione delle malattie diverse celiachia. Tuttavia, gli effetti di glutine diete sull'obesità ei suoi meccanismi di azione non sono stati studiati. Così, il nostro obiettivo è stato quello di valutare se l'esclusione glutine può prevenire l'espansione del tessuto adiposo e delle sue conseguenze. Topi C57BL / 6 sono stati alimentati con una dieta ricca di grassi contenente 4,5% glutine (controllo) o no glutine (GF). Il peso corporeo e guadagni adiposità, rotolamento e adesione leucocitaria, l'infiltrazione dei macrofagi e la produzione di citochine nel tessuto adiposo sono state valutate. Profilo lipidico del sangue, glicemia, la resistenza all'insulina e adipochine sono stati misurati. Espressione del PPAR-α e γ, lipoproteina lipasi (LPL), ormone lipasi sensibile (HSL), carnitina palmitoil aciltransferasi-1 (CPT-1), recettore dell'insulina, GLUT-4 e adipochine sono stati valutati in grassi epidydimal. Animali senza glutine hanno mostrato una riduzione del peso corporeo e adiposità, senza variazioni di assunzione di cibo o di escrezione lipidica. Questi risultati sono stati associati con up-regolazione di PPAR-α, LPL, HSL e CPT-1, che sono collegati lipolisi e ossidazione degli acidi grassi. C'è stato un miglioramento nella omeostasi del glucosio e del profilo pro-infiammatorio correlata sovraespressione di PPAR-γ. Inoltre, microscopia intravitale mostrato un minor numero di cellule aderenti nel microcircolo tessuto adiposo. La sovraespressione di PPAR-γ è correlato all'aumento di adiponectina e GLUT-4. I nostri dati confermano gli effetti benefici della dieta senza glutine nella riduzione del guadagno di adiposità, infiammazione e insulino-resistenza. I dati suggeriscono che una dieta ad esclusione di glutine deve essere testato come un nuovo approccio dietetico per prevenire lo sviluppo di obesità e disturbi metabolici.


Come già empiricamente avevamo osservato rimpiazzando semplicemente il glutine con del riso.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano. Aldous Leonard Huxley | Veniamo tutti da ambienti diversi e iniziamo con alcune idee preconcette che potremmo abbandonare lungo la strada...


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cin
 cin
(@cin)
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Post: 1
17/02/2013 3:44 pm  

ciao! sto trovando qui un sacco di informazioni utili...ma qualcun* sa dirmi dove trovare info su origine del bolero? irradiato o no? si trova tanto anche biologico...lo coltivano più o meno tutt*...perchè il creso è ''cattivo'' e il bolero no?


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