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Si fa presto a dire paleodieta

Se gli esseri umani o altri organismi potessero prosperare solo in circostanze simili a quelle dei loro predecessori, la vita non sarebbe durata a lungo.

cartoon cavemanL’evoluzione non sempre è lineare e non sempre è evidente.
La nostra evoluzione non è ferma dall’età della pietra e non è così lenta, ci sono alcuni esempi per coglierla. In un arco di 7000 anni le persone si sono adattate a bere latte con lo sviluppo di tolleranza al lattosio. Di solito, il gene che codifica la lattasi (enzima che scompone il lattosio, uno zucchero del latte), si spegne dopo l’infanzia, quando l’introduzione del latte divenne prevalente, molte persone sono evolute mantenendo il gene acceso per tutta la vita [1]. Allo stesso modo, la mutazione genetica responsabile per gli occhi azzurri [2] probabilmente è sorta tra 6.000 e 10.000 anni fa. Nelle regioni in cui la malaria è comune, la selezione naturale ha modificato il sistema immunitario delle persone in modo che i globuli rossi resistano alla malattia trasmessa dalle zanzare [3][4], alcune di queste mutazioni genetiche sono apparse negli ultimi 10.000 o anche 5.000 anni. Gli organismi con i quali condividiamo i nostri corpi si sono evoluti più velocemente, in particolare i miliardi di batteri (circa 100.000 mld) che vivono nel nostro intestino. I nostri batteri intestinali interagiscono con il nostro cibo in molti modi, ci aiutano ad abbattere le fibre fermentandole e ricavandone energia, ma sono anche in competizione per le calorie con noi.  Il loro numero è dieci volte maggiore del numero di tutte le cellule umane, come se non bastasse si riproducono in maniera impressionante. E. coli, per esempio, si riproduce approssimativamente ogni 20 minuti [10][11]. Secondo studi di batteri intestinali infantili, l’intero sistema può essere riciclato in meno di 48 ore. Non abbiamo prove dirette di quali specie batteriche abbiano prosperato negli intestini paleolitici, ma si può essere percentualmente ottimisti che le comunità microbiche non corrispondono esattamente alle nostre. Sono passate 225 generazioni umane da quando si costruivano le piramidi, mentre i batteri hanno già cambiato una generazione dall’inizio di questo articolo. Così, mentre si può sostenere che l’evoluzione umana non è abbastanza veloce per tenere il passo con il nostro cambiamento dietetico, i nostri batteri sono passati attraverso una dozzina di generazioni dal nostro ultimo pasto. Nel 1975, alcuni scienziati giapponesi hanno trovato dei batteri in una vasca contenente acqua di scarico da un impianto di produzione di nylon. A ben guardare, si è scoperto che i batteri stavano mangiando i sottoprodotti del nylon. Non solo i sottoprodotti inorganici, ma anche particolari molecole sintetiche che non erano mai esistite fino all’invenzione del nylon, nel 1935. L’enzima che i batteri utilizzano per abbattere i sottoprodotti del nylon non esiste altrove in natura, quindi non solo questi batteri si sono evoluti per mangiare qualcosa che prima non esisteva, ma hanno inventato una nuova sostanza chimica per farlo [9]. In 40 anni. cavernicoloEppure i sostenitori della paleo vorrebbero far credere che i nostri batteri intestinali non siano abbastanza evoluti per metabolizzare la moderna dieta, in fondo hanno avuto “solo” 50.000 volte più tempo per farlo. In realtà io credo che questo sia un aspetto del tutto dimenticato nel mondo paleo, non affrontato, il possibile rovescio della medaglia di questo adattamento degli organismi che ospitiamo riguarda l’endotossiemia batterica ma richiede una trattazione più approfondita a parte. Ci sono altri argomenti strani nella comunità paleo, ad esempio il demonizzare il latte e poi mangiare il suo grasso, il burro, che è dove si concentrano gli estrogeni, ma tra le accuse rivolte al latte c’è proprio il suo contenuto di ormoni, oltre al lattosio e alle “malefiche” caseine (leggasi caseomorfine, lattorfine, casoxine senza capire però i loro effetti positivi), perciò il siero del latte che è privo di queste cose è concesso, burro e siero sono allora paleo-latticini? Anche se mangiare solo cibi a disposizione dei cacciatori-raccoglitori del Paleolitico avesse senso, sarebbe comunque impossibile. Come Christina Warinner dell’Università di Zurigo, sottolinea nel suo Debunking the paleo diet , ogni singola specie comunemente consumata oggi, sia vegetale o animale, è radicalmente diversa dal suo predecessore Paleolitico. Se coltivate pomodori avrete alcune piante che fanno frutti più grossi e polposi, quando arriva il momento di raccogliere i semi per le prossime semine indovinate quali sceglierete? Non bisogna scomodare la genetica, gli esseri umani non hanno bisogno di alcuna conoscenza scientifica per capirlo, e non ne avevano alcuna, così hanno alterato le cose di cui si nutrivano per così tanto tempo che non sono più le stesse. Hanno selezionato le specie vegetali per renderle sempre meno amare (e di conseguenza meno ricche di flavonoidi), come lo erano in principio le brassicacee, ancora oggi si selezionano i cavoletti di bruxelles per abbassare la loro amarezza, il mais in principio era il teosinte, l’allevamento selettivo lo ha reso più grande, più dolce e succoso, in soli 6300 anni. Passando alle uova, i cavernicoli del 2013 fanno grande uso di uova di gallina, i veri cavernicoli non credo mangiassero uova di questo volatile ma piuttosto di varie specie diverse, il pollo è stato addomesticato a partire dal 6000 a.c. con grande diffusione 2500 anni fa nella Valle dell’Indo in quello che oggi è il Pakistan (wikipedia), mangiare uova di pollo non è paleo! Come non dovrebbe essere paleo mangiare tutti i cibi provenienti dalle Americhe, se non siete dei nativi, per quei cibi l’adattamento genetico non conta più? Si inizia a comprendere che la paleodieta ha una distorsione romantica di fondo sulla dieta e sulle linee da seguire, i richiami dei tempi andati, di un paradiso perduto, di benessere perso, cose che fanno leva su determinate emozioni, G. Cianti,  e Mark Sisson con il suo Grok, a mio avviso giocano anche su questi fattori. Il colmo è di quando ho letto di un paleo-convinto che asseriva: “bere il caffè è paleo perché deriva da una pianta”, come se non lo fossero anche i cereali ed i legumi che però disprezza tanto! e senza contare che il caffè apparve per le prima volta nella metà del XV secolo nei santuari dello Yemen, bere caffè non è paleo! Non è paleo mangiare pesci che richiedono tecnologia per la cattura come squali (pesce spada, palombo etc), tonni o pesci di fondo (rana pescatrice). Come non lo è mangiare questi alimenti, apparsi sulle nostre tavole negli anni seguenti:

– Tacchino: 2000 anni fa
– Pollo: 2500 anni fa
– Carne di maiale: 13 mila anni fa
– Gamberetti: 2500 anni fa
– Aragosta: 2500 anni fa
– Asparagi: 3000 anni fa
– Avocado: 12 mila anni fa
– Carote: 1100 anni fa
– Broccoli: 2500 anni fa
– Melanzane: 1500 anni fa
– Mela: 2300 anni fa
– Pesca: 4000 anni fa
– Mango: 5000 anni fa
– Anguria: 3500 anni fa
– Banana: 10 mila anni fa

paleo diete

Grafico di Jen Christiansen – fonte: www.lescienze.it

Quello che possiamo dire per certo è che nel Paleolitico, la dieta umana variava immensamente in base alla geografia, stagione e opportunità. “Ora sappiamo che gli esseri umani non si sono evoluti e sostentati con un’unica dieta paleolitica, ma erano mangiatori flessibili, un’intuizione che ha importanti implicazioni per l’attuale dibattito su quello che la gente oggi dovrebbe mangiare per essere sana” [5]. Ad esempio gli Inuit hanno una prevalenza di carne e pesce nella dieta, difatti vengono spesso citati come persone in salute con quantità rilevanti di grassi nella dieta . Bene, però chi ha voluto emularli si è trovato male perché in realtà non ha saputo farlo, come la maggior parte delle persone che compra la loro fettina dal macellaio e condisce tutto con lardo e/o burro. Gli Inuit mangiano integrale, mangiano sistematicamente anche gli organi e parti ricche di gelatina, soprattutto cervello e ghiandole tiroidee delle prede, cosa che permette loro di avere un metabolismo superiore del 125% ed essere protetti da carenze di carboidrati ed eccesso di grassi e proteine con profilo amminoacidico critico (di sola carne di muscolo)[6]. E gli insetti? Molte specie di primati un tempo considerate frugivore, sono ormai note per espandere la parte animale della loro dieta, può espandersi oltre il 90% della dieta quando gli insetti sono abbondanti e facilmente catturabili [Hamilton e Busse 1978, p. 761], un’abitudine/necessità che hanno ancora i paesi asiatici, africani e dell’America Latina. Non credo che l’entomofagia sia stata estranea ai tempi paleolitici, mentre lo è per il paleoman occidentale.

Il consumo di amido è una caratteristica importante nelle società agricole e di cacciatori-raccoglitori in ambienti aridi. Al contrario, cacciatori-raccoglitori della foresta pluviale e circum-artici consumano molto meno amido. Questa variazione comportamentale solleva la possibilità che differenti pressioni selettive hanno agito sull’amilasi, l’enzima responsabile dell’idrolisi dell’amido. Si è scoperto che il numero di copie del gene amilasi salivare (AMY1) è correlato positivamente con il livello di proteine ​​salivari amilasi e che gli individui provenienti da popolazioni con diete ad alto contenuto di amido hanno più copie AMY1  rispetto a quelli con diete tradizionalmente a basso contenuto di amido. Questo esempio di selezione positiva su un numero di copie del gene-variabile è uno del primi scoperti nel genoma umano. Elevate copie AMY1 e di livelli proteici ​​probabilmente migliorano la digestione dei cibi amidacei e fanno da buffer contro le malattie intestinali [7]. In un recente studio [8] si sono analizzate 137 mummie di varia provenienza geografica in 4000 anni di storia e di era pre-agricola di cacciatori-raccoglitori, al contrario delle idee che ci hanno inculcato sul benessere dell’uomo cacciatore, il 34% di queste mummie presentava segni di aterosclerosi, l’età media alla morte di quelli che avevano segni di calcificazioni delle arterie era di 43 anni, mentre era di 32 di quelli che non l’avevano, quindi avrebbero potuto svilupparla negli anni successivi se non fossero morti prima per altre cause, spesso si moriva per la perdita della dentizione. Anche se comunemente si presume che l’aterosclerosi sia una malattia moderna, la presenza in queste mummie pre agricole solleva degli interrogativi.
Ognuno di noi è un assemblaggio dinamico di tratti ereditari che sono stati ottimizzati, trasformati, persi e riconquistati fin dall’inizio della vita stessa. Tali modifiche non sono cessate negli ultimi 10.000 anni.

Bibliografia


[1] Evolutionary Genetics: Genetics of lactase persistence – fresh lessons in the history of milk drinking http://www.nature.com/ejhg/journal/v13/n3/full/5201297a.html
[2] Blue eye color in humans may be caused by a perfectly associated founder mutation in a regulatory element located within the HERC2 gene inhibiting OCA2 expression http://link.springer.com/article/10.1007%252Fs00439-007-0460-x
[3] Scoperta l’origine della resistenza genetica alla malaria http://www.lescienze.it/news/2001/06/21/news/scoperta_l_origine_della_resistenza_genetica_alla_malaria-591145/
[4] How Malaria Has Affected the Human Genome and What Human Genetics Can Teach Us about Malaria http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1224522/
[5] Food for Thought – Dietary change was a driving force in human evolution http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=food-for-thought
[6] http://www.mangiaconsapevole.com/ci-sono-due-eschimesi-che-stanno-pescando/
[7] Diet and the evolution of human amylase gene copy number variation – http://www.nature.com/ng/journal/v39/n10/full/ng2123.html
[8] Atherosclerosis across 4000 years of human history: the Horus study of four ancient populations. – http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23489753
[9] http://en.wikipedia.org/wiki/Nylon-eating_bacteria
[10] DNA Replication in E. coli: The Solution – http://sandwalk.blogspot.it/2008/05/dna-replication-in-e-coli-solution.html
[11] DNA Replication in E. coli: The Problem – http://sandwalk.blogspot.it/2008/05/dna-replication-in-e-coli-problem.html
Parzialmente tratto da http://www.salon.com/2013/06/09/paleo_diet_is_founded_more_on_privilege_than_logic_partner/

Alessio Di Girolami

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