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Vitamine Naturali vs Vitamine Sintetiche

Premessa: nel precedente articolo si è parlato del ruolo delle vitamine antiossidanti nella prestazione fisica, e non solo, poiché però si tratta di una questione complessa, è indispensabile riconsiderare alcuni fatti sulle vitamine. Da quell’articolo è emerso che i radicali liberi in realtà servono anche come segnali di miglioramento adattativo in risposta ad uno sforzo fisico. Una certa soglia di radicali liberi cellulari sembra necessaria per tenere attivo e funzionante il sistema antiossidante endogeno.
Si potrebbe credere però che queste vitamine antiossidanti, allo stato e dosi naturali, siano altrettanto problematiche dei mega dosaggi di quelle di sintesi. Poiché negli studi citati del precedente articolo non si è fatto cenno al tipo di vitamine alle quali prestare attenzione, questo è il naturale proseguimento di quegli studi.

Natural vs Synthetic

VITAMINE NATURALI VS VITAMINE SINTETICHE

C’è una percezione diffusa che le malattie umane siano in gran parte causate da carenze vitaminiche, e di conseguenza il ricorso a megadosi di vitamine può essere utile nella prevenzione delle malattie. Questa visione non è completamente supportata da prove scientifiche, tuttavia essa è propagandata da interessi commerciali e persone bonariamente disinformate, penserete all’acido ascorbico venduto come rimedio semi universale a dosi di tolleranza intestinale con effetti di “depuranti” diarree.
Ci sono un sacco di articoli là fuori che incoraggiano l’uso di vitamine ad alti dosaggi. In generale, quasi tutte le informazioni disponibili sulle vitamine accusano le dosi RDA di basso dosaggio. Il primo indizio facile da interpretare è che il corpo gestisce meglio piccole quantità di vitamine che megadosi isolate, i fan dell’acido ascorbico sanno molto bene che al crescere della dose l’assorbimento cala in maniera marcata.

Abbiamo sentito più volte che dosi massicce di vitamine come la C e la  E non sono solo utili nel prevenire il raffreddore comune, ma anche efficaci per uccidere le cellule tumorali, chelare i metalli pesanti, curare disturbi metabolici e contrastare l’invecchiamento. È forse comprensibile che ci sia una diffusa percezione che le vitamine ad alto dosaggio siano più potenti e con una maggiore capacità di “uccidere” la malattia rispetto alle vitamine a basse dosi, d’altra parte per stroncare la malattia o per aumentare le prestazioni, va da sé che di più è meglio. La maggior parte delle persone oggi crede veramente che le vitamine ad alta potenza siano superiori alle vitamine a basse dosi, indipendentemente dai dati scientifici e se prodotte sinteticamente o provenienti da fonti di cibo. Di conseguenza, ci sono stati sempre grandi sostenitori di megadosaggi vitaminici ed io nel passato ne ero diventato un sostenitore inconsapevole, nella ricerca di quel quid che mi avesse fatto fare il passo verso la prestazione e/o la salute perfetta.

C’è una crescente schiera di nutrizionisti ortomolecolari che sostengono che non vi è alcuna differenza tra una molecola di vitamina “sintetica” e una “naturale”. Secondo questa teoria, le molecole biologicamente identiche sono indistinguibili da quelle sintetizzate dalle piante o dagli animali. La teoria ortomolecolare  afferma che dobbiamo sostenere i nostri corpi con le “giuste molecole” che sono necessarie per supportare la vita e che i recettori sulla superficie cellulare controllano l’assorbimento di individuali molecole, indipendentemente da come e perché queste molecole sono giunte nel flusso sanguigno, il corpo non saprebbe se questa vitamina proviene da un’arancia o una polvere cristallina. Questa teoria è stata adottata in fondo anche dalle autorità mediche perché prescrivono integratori vitaminici senza distinzione alcuna fra le loro forme di sintesi o se provenienti da fonti naturali.

Ciarlatani, sembra che ci sia una tendenza a etichettare coloro che promuovono le vitamine naturali quali migliori di quelle sintetiche, proprio come ciarlatani. Anche i libri di nutrizione, a mio avviso, stanno portando ad una distorsione della realtà scientifica. Alcuni, quando si parla di come individuare i ciarlatani, includono un commento di questi autori: Barrett e Herbert, “Essi affermano che le vitamine naturali sono meglio di quelle sintetiche” [1,2]. Un altro libro formativo per la nutrizione, afferma in maniera simile, “i ciarlatani affermano che le vitamine naturali sono meglio di quelle sintetiche” [3]. È interessante notare che alcuni di questi stessi autori hanno scritto che il corpo è progettato per gestire gli alimenti e dovrebbe ricevere le sue vitamine dagli alimenti [2,4,5]. Questa etichetta delegittima anche le autorevoli ricerche scientifiche sulle vitamine naturali. Da un lato posso comprendere questo marchio negativo che si vede affibiare colui che promuove le vitamine naturali, perché nella maggioranza dei casi, chi lo fa appartiene a scuole igieniste, parla di “cibo vivo e cibo morto”, di “vibrazioni” e tutte cose fumose in stile new age, ma non è questo il caso, decisamente no.

Si ha bisogno di comprendere che la “biodisponibilità delle vitamine, dei minerali e degli oligoelementi somministrati per via orale,  è soggetta ad un complesso insieme di influenze” [11]. Anche se alcuni professionisti sanitari ritengono che “Il corpo non può dire se una vitamina nel sangue proviene da un melone da coltivazione biologica o da un laboratorio chimico” [4], questa credenza è fuorviante perché:

  • Non sembra considerare il fatto che ci sono molteplici meccanismi che influenzano l’assorbimento e l’utilizzazione di molte vitamine [5,11-25].
  • Non sembra considerare il fatto che la dimensione delle particelle è un fattore importante per l’assorbimento dei nutrienti (una dimensione più piccola è generalmente migliore) [26].
  • Non sembra considerare il fatto che, “I fattori alimentari che influenzano l’assorbimento dei nutrienti non si riferiscono solo alla natura dei nutrienti stessi, ma anche alla loro interazione e ai componenti non assorbibili del cibo” che modulano l’assorbimento e la degradazione (vi sono complessi alimentari aggiuntivi rispetto alle formule vitaminiche di sintesi) [26].
  • “La forma fisico-chimica di una sostanza nutritiva è un fattore importante per la sua biodisponibilità” [27]. I Nutrienti negli alimenti naturali e nelle vitamine sintetiche non sono sempre nella stessa forma fisico-chimica[5,7,18,21,22,23,27-36].
  • La maggior parte delle vitamine sintetiche hanno una struttura cristallina [6,7,27], mentre la maggior parte delle vitamine negli alimenti non lo sono (e sono effettivamente presenti nei carboidrati complessi, proteine ​​e lipidi) [37].
  • E’ ragionevole aspettarsi che futuri studi scopriranno ulteriori fattori alimentari che contraddistingueranno ancor di più le sostanze nutritive degli alimenti da quelli sintetici.

Non sono un fan del pensiero romantico-ancestrale ma gli esseri umani sono sopravvissuti per migliaia di anni prima che le vitamine sintetiche si potessero ricavare dagli alimenti. Questi alimenti contengono (e in genere contengono ancora) vitamine naturali . Il complesso vitaminico naturale è nella forma fisico-chimica che il corpo è abituato a processare ed utilizzare, con il quale ci si è evoluto [18-23,37,38]. Le vitamine del cibo in genere non hanno una struttura cristallina, contengono i fattori alimentari che influenzano e modulano la biodisponibilità, e sembrano avere particelle di dimensioni più piccole [37]. Questo non significa che le vitamine di sintesi non hanno alcun valore biologico (chiaramente lo hanno), ma gli studi (e non i ciarlatani) hanno dimostrato che le vitamine nei complessi alimentari naturali sono migliori degli isolati vitaminici [12-17 ,39-46].

Si deve sottolineare che le vitamine nel cibo non sono tutte chimicamente identiche a quelle sintetiche [5,7,18,21-23,27-36]. Alcune vitamine di sintesi sono analoghe agli agenti naturali trovati ad avere azione vitaminica [18,32-36] , alcuni analoghi delle vitamine naturali hanno dimostrato di non avere azione vitaminica [18,32,33], anzi possono agire anche come antagonisti vitaminici [20,33,34], producendo sintomi da carenza di quella specifica vitamina [35]. Bisogna anche considerare che il processo di produzione delle vitamine sintetiche rilascia tracce di contaminanti chimici tossici usati nei processi intermedi per arrivare al risultato finale, in alcuni casi superiori ai contaminanti presenti normalmente nel cibo.

VITAMINA B1, TIAMINA: La forma libera della vitamina B1, chiamata tiamina, è una base. Quando è sintetizzata diventa un sale solido del tipo tiamina idrocloruro (tiamina HCL) o tiamina mononitrato [19], deriva dal processo Grewe-diamine (un derivato del catrame di carbone [50]) con trattamenti di ammoniaca ed altre sostanze chimiche [49] , entrambe le forme non si trovano naturalmente negli alimenti o nel corpo, la forma predominante nel corpo è la tiamina pirofosfato (abbr. TPP) [51] [27]. La tiamina viene rapidamente distrutta sopra pH 8… l’aggiunta solita di bicarbonato di sodio per fagioli e piselli per ammorbidirli inattiva la tiamina [51]. Elevato calore, raggi x, irradiazione UV distruggono la tiamina, mentre il forno a microonde non aggiunge ulteriore degradazione a quella del calore [51,52,104]. Tiamina mononitrato tende ad essere utilizzata per la fortificazione degli alimenti e per le compresse/polveri dal momento che è più stabile nelle condizioni di stoccaggio e trasformazione [27]. Uno studio animale ha trovato che un complesso di cibo naturale di vitamina B1 è stato assorbito 1,38 volte di più nel sangue e la ritenzione nel fegato è stata di 1,27 volte maggiore rispetto alla tiamina idrocloruro sintetica[12].

VITAMINA B2, RIBOFLAVINA:La forma libera della vitamina B2, chiamata riboflavina, è una base debole. Quando sintetizzata diventa un solido amorfo arancione [53]. E’ responsabile della colorazione arancio delle urine quando si prendono integratori vitaminici. Alcuni analoghi sintetici della riboflavina hanno una bassa attività vitaminica [53]. Alcune variazioni naturali, soprattutto nelle forme coenzimatiche, avvengono nelle specie di piante (compresi funghi) [29]. Perdite di lavorazione sono di solito trascurabili, ma si verificano come risultato della lisciviazione delle flavine sensibili alla luce quando sono in acqua [53], inoltre, uno studio ha osservato che la pastorizzazione del latte bovino sembra che abbia ridotto la forma legata della riboflavina dal 13,6% al 2 % [54]. Uno studio animale ha trovato che la vitamina B2 naturale è stata assorbita nel sangue ed è stata trattenuta nel fegato quasi il doppio rispetto alla riboflavina di sintesi [12].

VITAMINA B3, NIACINAMMIDE: “La niacina è un termine generico… i due coenzimi che sono le forme metabolicamente attive della niacina (sono)… nicotinammide adenina dinucleotide (NAD) e NAD fosfato (NADP)… Solo piccole quantità in forma libera di niacina si verificano in natura. La maggior parte della niacina nel cibo è presente come componente di NAD e NADP … nicotinammide è più solubile in acqua, alcool, etere, rispetto all’acido nicotinico… molti analoghi di niacina sono stati sintetizzati, alcuni dei quali hanno attività antivitaminica ” [20]. Niacinammide (detta anche nicotinammide) è considerata avere meno effetti collaterali della niacina [20], non sembra causare disturbi gastrointestinali o epatotossici che la sintetica niacina può causare [55]. Manzo, legumi, cereali, lievito e pesce sono fonti alimentari significative di vitamina B3 [55]. Perdite di trasformazione per questa vitamina sono dovute principalmente alla lisciviazione in acqua, l’ammollo [56]. Niacina sintetica è fatta solitamente in un processo che coinvolge formaldeide e ammoniaca [49]. Uno studio sugli animali ha trovato che la niacinammide naturale è 3,94 volte più assorbita nel sangue rispetto a quella sintetica e 1,7 volte più trattenuta nel fegato[12].

VITAMINA B5, PANTOTENATO:  L’acido pantotenico deriva dalla fusione, tramite legame carboamidico, di una molecola di β-alanina con una molecola di acido pantoico, ma la vitamina talvolta indicata come B5 non si trova in natura in questo modo [22]. Nel cibo si trova come pantotenato; negli alimenti non è naturalmente presente l’acido pantotenico [22]. ” D-pantotenato sintetico, l’enantiomero attivo, è disponibile come calcio o sale di sodio. Tuttavia, preparati multivitaminici contengono comunemente un suo derivato alcololico più stabile, il pantenolo “[58]. Produrre acido pantotenico sintetico implica l’uso di formaldeide [49]. Frattaglie, lievito, tuorli d’uovo, e broccoli sono ricchi di fonti alimentari di pantotenato naturale [58]. La cottura della carne e la lavorazione della verdura conducono a perdite significative di pantotenato (15-50% e 37-78%, rispettivamente) [58].

VITAMINA B6: “Una comprensione delle varie forme e delle quantità di queste forme negli alimenti è importante nella valutazione della biodisponibilità e del metabolismo della vitamina B-6″ …una delle forme nella quale si trova la vitamina B-6 è in forma di “5’0-(beta-D-glycopyransosyl) piridossina. Ad oggi solo i cibi vegetali sono stati trovati per contenere questa forma interessante di vitamina B-6 “[21]. Lieviti e crusca di riso contengono più vitamina B6 rispetto ad altri alimenti [6]. La forma più comune di vitamina sintetica nelle compresse è piridossina cloridrato, che non si trova naturalmente nei prodotti alimentari [59]. Almeno un analogo della vitamina B-6 sintetica è stato trovato per inibire l’azione di quella naturale [34]. La sintetica B6 solitamente richiede la formaldeide nella sua produzione [49]. Uno studio animale ha trovato che la naturale vitamina B6 è stata assorbita 2,54 volte in più nel sangue ed è stata mantenuta 1,56 volte in più nel fegato di una forma sintetica isolata [12].

VITAMINA B9, FOLATI: La vitamina una volta conosciuta come vitamina M (e anche vitamina B9 [57]) è presente negli alimenti come acido folico (noto anche come acido pteroil glutammico) [23]. Inizialmente, lievito autolisato, come  complesso naturale di folati, veniva dato a persone in gravidanza con problemi di anemia, poi svilupparono un isolato sintetico [23]. Acido pteroil glutamico (PGA), la forma farmacologica comune nota come acido folico, non risulta significativamente come tale nel corpo e sembra essere assorbita in modo diverso rispetto al folato [23], anche se in teoria l’acido folico dovrebbe essere metabolizzato nel corpo come acido levomefolico, la forma naturale. L’acido folico non si trova negli alimenti, al contrario del folato [23]. Herbert riporta uno studio dove ha trovato “che il consumo di più di 266mg di acido folico sintetico (PGA) comporta l’assorbimento di PGA non ridotto, che può interferire con il metabolismo dei folati per un periodo di anni[23]. L’acido 5-metiltetraidrofolico (5-MTHF) o acido levomefolico è la forma biologicamente attiva dell’acido folico, utilizzato a livello cellulare per la sintesi del DNA, il ciclo della cisteina e la regolazione dell’omocisteina tra le principali funzioni. E’ stato scoperto che l’uso di  folati sintetici predispone la persona ad un consumo più elevato di folati naturali[60] , forse per compensazione. Si ritiene che la fortificazione con acido folico sintetico possa mettere una frazione della popolazione a rischio di carenza di vitamina B12 [61] e si pensa possa essere pericoloso in gravidanza. “Gli alimenti con il più alto contenuto di acido folico al peso a secco sono il lievito, fegato e organi, verdure fresche e alcuni frutti” [23]. La trasformazione dei prodotti alimentari è un problema dal momento che il “50-95% dei folati negli alimenti possono essere distrutti dalla cottura prolungata o altro trattamento, come nelle conserve, e tutti i folati sono persi negli alimenti raffinati” [23] . Uno studio su animali ha trovato che un complesso di folato naturale è stato assorbito solo 1,07 volte di più nel sangue, ma è stato trattenuto 2,13 volte di più nel fegato rispetto all’acido folico sintetico [12].

VITAMINA B12:   La vitamina B12 inizialmente veniva fornita in forma di fegato crudo per le persone con anemia perniciosa , ma a causa di costi, praticità e palabilità si creò in laboratorio un isolato sintetico [63]. Cianocobalamina (la forma farmacologica più comune di vitamina B12) non risulta significativamente come tale nel corpo, ma è solitamente presente in una ridotta forma coenzimatica metabolicamente attiva (senza il cianuro) spesso coniugata ad un peptide [5,64]. La vitamina B-12, secondo Herbert (e non solo), quando ingerita nella sua forma attiva umana, non è tossica, ma Herbert e Das hanno avvisato che “l’efficacia e la sicurezza degli analoghi della vitamina B12 creati dall’interazione vitamina-minerale è sconosciuta “[5]. Alcuni sintetici analoghi della vitamina B12 sembrano essere antagonisti all’attività vitaminica della B12 nel corpo [33,35]. B-12 sintetica è realizzata tramite un processo di fermentazione con l’aggiunta di cianuro [49]. Uno studio animale ha trovato che la naturale vitamina B12 è stata assorbita 2,56 volte di più nel sangue ed è stata mantenuta 1,59 volte di più nel fegato rispetto alla sintetica cianocobalamina [12].

VITAMINA A: La prima applicazione professionale della vitamina A naturale è stata probabilmente l’uso del fegato dagli antichi greci ed egiziani, per le persone con cecità notturna [18]. La vitamina A è presente negli alimenti principalmente sotto forma di esteri di retinile, e non acido retinoico [8,18] , non è un isolato composto singolo, come lo è la vitamina A sintetica. “Col termine di retinoidi ci si riferisce sia al retinolo che ai suoi metaboliti naturali, nonché a un gran numero di analoghi sintetici che presentano somiglianze strutturali col retinolo ma possono asservire solo ad alcune (o nessuna) delle funzioni della vitamina A naturale” [18]. Alcune delle forme di uso comune che si trovano negli integratori sintetici non sono naturalmente presenti negli alimenti [18].
Alcuni retinoidi sintetici attualmente utilizzati sono sospettati di causare una potenziale cirrosi [47]. E ‘stato riportato che il consumo di più di 10.000 UI al giorno di vitamina A sintetica aumenta il tasso di difetti alla nascita, mentre il consumo di vitamina A naturale da alimenti (compreso il betacarotene, un precursore) non lo fa [48]. Il retinile è la principale forma sintetica di vitamina A ed è un derivato del catrame di carbone e sostanze viniliche [49]. Uno studio animale ha osservato che la vitamina A sintetica in forma di retinile ha significativamente ridotto l’utilizzo della vitamina E [30], ciò non si è verificato con la vitamina A naturale [18]. Uno studio animale ha concluso che un complesso di vitamina A naturale era probabilmente meno tossico di una forma sintetica ed era 1,54 volte più assorbito nel sangue [12].

beta-carotene“Il beta-carotene (una pro vitamina A) è stato trovato per avere un effetto antiossidante in vitro… se beta-carotene isolato ha significativo effetto antiossidante in vivo non è chiaro” [108]. Carote, un alimento ad alto contenuto di betacarotene, hanno un’alta capacità antiossidante [108,109]. Betacarotene naturale, come si trova negli alimenti, è composto sia da  isomeri tutti-trans che 9-cis , mentre betacarotene sintetico ha isomeri tutti-trans [110]. Carote, meloni, curcuma, zucca, contengono betacarotene naturale e più carotenoidi multipli. Il betacarotene naturale può ridurre in modo significativo i livelli sierici di diene coniugato per i bambini esposti ad alti livelli di radiazioni, ma non è noto se il betacarotene sintetico avrebbe simile protezione [110]. Per quanto riguarda il betacarotene integrato in forma isolata, i dati presentati forniscono prove convincenti sulla nocività di questo composto se somministrato ai fumatori, o ad individui esposti a cancerogeni ambientali [111]. Tre studi sul beta-carotene (Beta Carotene and Retinol Efficacy Trial (CARET), Alpha-Tocopherol, Beta-Carotene Cancer Prevention Study (ATBC), and Physician’s Health Study (PHS)) hanno tutti sottolineato la mancanza di efficacia del beta-carotene sintetico nel ridurre le malattie cardiovascolari o di ridurre il rischio di cancro nelle popolazioni ben nutrite. Il potenziale contributo dell’integrazione di beta-carotene nell’aumentare rischio di cancro al polmone nei fumatori è stata sollevato come un problema significativo. La sicurezza degli integratori sintetici di beta-carotene ed il ruolo delle forme isomeriche del beta-carotene (sintetico: tutto-trans contro naturale: miscele isomeriche cis-trans) sono diventati argomenti di dibattito nelle comunità scientifiche e mediche [112]. Ora, anche se il consumo di betacarotene sintetico e di betacarotene dal cibo innalzano i livelli di vitamina A sierica in maniera simile, nasconde il fatto che il betacarotene sintetico tende ad aumentare principalmente betacarotene sierico tutto-trans, mentre betacarotene dal cibo aumenta anche altre forme [113].
E’ anche possibile che il betacarotene sintetico possa influenzare negativamente la capacità antiossidante della vitamina E come uno studio clinico ha scoperto, “Questi risultati confermano i precedenti risultati per l’effetto protettivo dell’alfa-tocoferolo contro l’ossidazione delle LDL, e suggeriscono che il beta-carotene partecipa come proossidante nella degradazione ossidativa delle LDL in queste condizioni. Poiché alti livelli di alfa-tocoferolo non attenuano l’effetto proossidante del beta-carotene, questi risultati indicano che l’aumento delle LDL da beta-carotene può annullare le qualità protettiva dell’alfa-tocoferolo “[114]. In una pubblicazione a filo-diretto col consumatore, Stephen Sinatra (MD), osserva: “La ricerca ha dimostrato che alte dosi di beta-carotene di tipo sintetico presenti in molte marche popolari -può effettivamente aumentare il rischio di cancro ai polmoni. Perché ad alti livelli può diventare proossidante- esattamente il contrario di ciò che si vuole… Ho visto gli effetti nocivi (come la grave perdita della vista) in persone che hanno preso fino a 80.000 UI di beta-carotene al giorno. La linea di fondo è: Meno è meglio quando si tratta di beta-carotene. Per sicurezza vi consiglio tra 12.500 e 25.000 UI di beta-carotene al giorno da fonti di cibo, come le carote “[115].
Il betacarotene nelle carote, infatti, è il più sicuro come anche il Dott. Sinatra suggerisce (ci sono circa 12.000 UI di betacarotene in una carota cruda). La ragione di questo è perché il betacarotene nelle carote è legato a lipoproteine ​​che sembrano impedirne la tossicità. Isolati sintetici di betacarotene, anche se da fonti “naturali”, non hanno questa protezione.
Gli alimenti che contengono vitamina A e/o beta-carotene sono superiori.

VITAMINA C: L’acido ascorbico (AA) non sembrerebbe sinonimo di vitamina C, anche se ha certamente (antiscorbutiche) proprietà vitaminiche, acido deidroascorbico (DHAA) è l’altra forma biologicamente attiva della vitamina C [10,65]. Gli alimenti contengono generalmente le due forme biologicamente attive della vitamina C [10,65,66], vitamina C sintetica contiene solo acido ascorbico isolato [7,67].  Jacob ha scritto, “La biodisponibilità della vitamina C nel cibo e negli integratori naturali non è significativamente diversa da quella dell’AA sintetico puro” [10]. Per la prova egli cita due documenti. La prima citazione è un documento di Mangels (et al) [67]. Si tratta di uno studio che conclude che i livelli sierici di acido ascorbico sono simili dopo consumo di vitamina C da alimenti e dopo consumo di acido ascorbico sintetico, quindi la biodisponibilità è simile. Lo studio in sé sembra essere attendibile, ma le sue conclusioni ignorano il fatto che può essere possibile che DHAA o altri costituenti alimentari associati alla naturale vitamina C possono avere effetti positivi diversi dal solo aumentare i livelli sierici di acido ascorbico. La seconda citazione riguarda uno studio fatto da Johnson e Luo [68]. Questo particolare studio probabilmente non andava citato perché non si è mai confrontata la vitamina C naturale del cibo vs l’acido ascorbico sintetico. E’ uno studio che ha confrontato l’acido ascorbico sintetico come “Ester-C” (una miscela commerciale di acido ascorbico sintetica con selezionati metaboliti) e acido ascorbico sintetico miscelato con alcuni bioflavonoidi (gli autori notano un discrepanza tra i loro risultati e quelli di studi simili per Vinson e Bose in cui la vitamina C complessata nel cibo si è dimostrata migliore come assorbimento rispetto all’acido ascorbico sintetico [14,15] . Essi suggeriscono che le differenze possono essere una funzione della concentrazione dei bioflavonoidi (i loro esperimenti hanno utilizzato solo 1/14 – 1/80 della quantità utilizzata da Vinson e Bose [14,15]). I dati di questo studio hanno dimostrato che l’assorbimento era un pò meglio col prodotto con i bioflavonoidi aggiunti, anche se gli autori hanno concluso che le differenze non erano significative [68]. È interessante notare che Levine (et al) ha scritto, che “Non vi sono dati per una vera biodisponibilità della vitamina C somministrata con  alimenti o con composti degli alimenti” [66]. Anche se questo può essere discusso, nello stesso capitolo afferma anche: “Le diete ad alto contenuto di vitamina C da frutta e verdura sono associate ad un rischio inferiore di cancro, soprattutto per i tumori della cavità orale, dell’esofago, stomaco, colon e polmone. Al contrario, il consumo di vitamina C come integratore nelle prove sperimentali non ha avuto alcun effetto sulla progressione dell’adenoma colon rettale e del cancro allo stomaco “[66]. Altri studi suggeriscono come fonte migliore quella degli alimenti rispetto all’acido ascorbico isolato [41,69]. Uno studio umano ha scoperto che la vitamina C nel cibo è stata assorbita 1,74 volte di più nei globuli rossi rispetto all’acido ascorbico in cristalli [13], mentre in un altro la vitamina C è stata  1,35 volte più assorbita nel plasma [14]. Inoltre, sembra che la vitamina C negli agrumi si scompone più lentamente del normale acido ascorbico sintetico, se ciò sia dovuto ai bioflavonoidi o ad altre sostanze presenti negli agrumi rimane da scoprire [42]. Uno studio umano ha trovato che un complesso alimentare contenente 500 mg di vitamina C naturale è stato 2,16 volte più efficace nel ridurre il sorbitolo nei diabetici rispetto all’acido ascorbico isolato [43]. Uno studio condotto da Vinson e Howard ha mostrato una diminuzione media del 46,8% nella glicazione proteica dopo quattro settimane con 1000 mg al giorno di vitamina C complessata negli alimenti [44], mentre in uno studio condotto da Davie, Gould, e Yudkin si aveva solo una riduzione del 33% in tre mesi con 1000 mg di acido ascorbico isolato al giorno [70]. Uno studio animale ha trovato che dopo un mese di alimentazione con vitamina C complessata nel cibo (non era una semplice miscela) si è indotto una riduzione significativa del 77% del colesterolo totale plasmatico, del 66% LDL + VLDL e 40% dei trigliceridi , e che l’acido ascorbico sintetico o i bioflavonoidi da soli erano inefficaci (anche se isolato acido ascorbico sintetico ha fatto aumentare HDL), questo stesso studio ha anche riscontrato che il naturale alimento di vitamina C ha fortemente inibito l’aterosclerosi [15]. Un altro studio animale ha trovato che la vitamina C complessata nel cibo era 41% più efficace dell’acido ascorbico isolato nel diminuire galattitolo quando erano presenti cataratte [45]. Questi studi suggeriscono che ci possono essere molteplici benefici associati alla vitamina C naturale, che non sempre sono evidenti quando si misurano solo i livelli sierici di acido ascorbico.

VITAMINA D: “La vitamina D è intrinsecamente biologicamente inattiva … 1,25-idrossivitamina D è la forma biologicamente attiva della vitamina D”. La vitamina D non è un isolato, esso “è una combinazione di sostanze” [25], forme sintetiche di vitamina D sono normalmente isolate. Alimenti contengono un complesso di vitamina D. “La prima vitamina isolata era un fotoprodotto dall’irradiazione degli steroli (ergosteroli) fungini. Questa vitamina fu conosciuta come D1 … la vitamina D ottenuta dall’irradiazione di ergosterolo aveva poca attività antirachitica “[36] , in altre parole, la prima sintesi di vitamina D non ha agito come la forma naturale. “Al momento della sua identificazione, si ipotizzò che la vitamina D nella pelle durante l’esposizione solare fosse vitamina D2″, ma si apprese che la pelle umana produce qualcosa chiamata vitamina D3 [36]. Si credeva che la prima pro-vitamina D3 fosse direttamente convertita in vitamina D3, ma non era corretto. La pelle in realtà contiene una sostanza comunemente chiamata provitamina D3; dopo l’esposizione alla luce solare la provitamina D3 viene prodotta e comincia a isomerizzare in vitamina D2 in un processo che dipende dalla temperatura, invece la vitamina D3 isomerizzata viene espulsa dalla membrana plasmatica nello spazio extracellulare. La vitamina D2 è stata utilizzata per fortificare il latte negli Stati Uniti e in Canada per circa 40 anni fino a quando si è appreso che la D3 è la sostanza con miglior attività antirachitica, così la D3 è stata utilizzata negli ultimi 20 anni [36]. Ma la vitamina D ha molti vantaggi che non sono collegati al rachitismo: linfociti B e T hanno dimostrato di avere i recettori per la vitamina D simili a quelli trovati negli intestini, la vitamina D sembra influenzare la fagocitosi, e può anche avere qualche effetto antiproliferativo per le cellule tumorali [36]. Non è stato dimostrato che ogni singola forma isolata di vitamina D abbia tutti i benefici che si verificano con le forme naturali della vitamina D. Inoltre, dal momento che la vitamina D sintetica non era particolarmente stabile, le aziende utilizzarono da 1,5 a 2 volte la dose. Ciò ha causato problemi neonatali e ipercalcemia [36]. Nel cibo la vitamina D è controregolata dalla normale presenza delle vitamine A, E e K,  il recettore nucleare della vitamina D (VDR) influenza l’espressione di oltre 1.000 geni, inclusi quelli associati a malattie come il cancro e la sclerosi multipla. Secondo uno studio australiano, integratori di vitamina D di fatto bloccano l’attivazione VDR, che è l’effetto opposto di quello che fa il sole; si è trovato quindi che gli integratori di vitamina D sono immunosoppressivi e possono effettivamente peggiorare le malattie in alcuni casi. Nuovi analoghi della vitamina D sono ancora in fase di sviluppo, alcuni possono avere maggiore influenza sull’utilizzazione di calcio [71], alcuni analoghi potrebbero essere utili per il tumore al seno [72] ma devono essere trattati solo come applicazioni farmacologiche e non come cibo. In vista degli errori storici dell’integrazione con le forme di vitamina D, è ragionevole concludere che ulteriori vantaggi di fonti naturali (cibo ed esposizione solare) di vitamina D possono essere scoperti.

VITAMINA E: “Alfa-tocoferolo sintetico e di derivazione naturale , e loro forme esterificate, sono comunemente usate nei supplementi di vitamina E. Queste diverse forme danno origine a differenze di isomeri, le differenze di esteri e le differenze di formulazione possono influenzare il loro assorbimento e la successiva utilizzazione “[30]. La vitamina E naturale “come si trova nei cibi è [d]-alfa-tocoferolo, mentre la sintesi chimica produce una miscela di otto epimeri[9]. Un articolo del -Journal of the American Dietetics Association- riportava un grande titolo, che affermava: “Le forme naturali e sintetiche della vitamina E offrono benefici uguali per la salute degli esseri umani” [73]. Non era un paper review (cioè un riassunto dello stato dell’arte su un certo tema scientifico), ma non gli ha impedito di dire: “Contrariamente alle conclusioni di studi condotti con soggetti animali, gli esseri umani sembrano essere in grado di assorbire le forme naturali come quelle sintetiche”, questa conclusione si è basata su uno studio umano di Devaraj (et al) [74]. In questo studio i soggetti che hanno ricevuto grandi quantità di vitamina E naturale o sintetica  avevano uguali vantaggi nell’inibire l’ossidazione del colesterolo a bassa densità (LDL-C). Anche se questo studio ha valore, non ha dimostrato la premessa di questo articolo. La vitamina E ha maggiori benèfici effetti sul corpo della sola inibizione dell’ossidazione delle LDL-C [75]. In tre punti successivi quello stesso giornale ha pubblicato un pezzo più piccolo, che dichiarava: “La placenta, il fegato del feto, sono in grado di discriminare tra naturale alfa-tocoferolo(RRR) e alfa-tocoferolo sintetico (tutto-rac) ; RRR-alfa-tocoferolo è preferenzialmente trasportato rispetto a all-rac-alfa-tocoferolo… plasma materno, lipoproteine ​​e cordone (da 5 a 9 giorni di integrazione) avevano concentrazioni più elevate di tocoforelo naturale rispetto al tocoferolo sintetico, indipendentemente dalla dose di vitamina E ricevuta “, non ci sono stati grandi titoli sulla vitamina E naturale che è stata superiore alla vitamina E sintetica [76]. Lo studio di Devaraj è coerente con i risultati di uno studio umano fatto da Traber (et al) che ha trovato che non vi era alcuna differenza nell’assorbimento e secrezione nei chilomicroni dei vari tocoferoli, ma c’era un arricchimento preferenziale di lipoproteine ​​a bassissima densità con RRR-alfa-tocoferolo [77]. Questi studi aiutano a dimostrare che, anche se le vitamine sintetiche hanno alcuni dei vantaggi delle vitamine naturali, in realtà non li hanno tutti.

E ‘stato scritto che, “La vitamina E è l’eccezione al paradigma che le vitamine sintetiche e naturali sono equivalenti, perché le loro strutture molecolari sono identiche” [78] (vitamina E, come questo articolo riporta, non è l’unica eccezione). “Vitamina E sintetica viene prodotta accoppiando commercialmente trimetilidroquinone (TMHQ) con isophytol. Questa reazione chimica produce una miscela difficile da separare “[78]. Nel cibo, vitamina E naturale è sempre presente con lipidi e altre sostanze alimentari [9]. Uno studio umano di Burton (et al) ha concluso che “vitamina E naturale ha circa il doppio di disponibilità rispetto alla vitamina E sintetica” [17] (forme sintetiche di vitamina E erano analoghe). Uno studio umano di Acuff (et al) ha trovato che la vitamina E naturale è stata assorbita 3,42 volte di più rispetto alla sintetica nel sangue del cordone, durante la gravidanza [16]. Uno studio di escrezione urinaria umana di Traber (et al) ha concluso che la vitamina E naturale è stata  2,7 volte meglio assorbita della vitamina E sintetica; questo studio suggerisce che il corpo sembra liberarsi più rapidamente della forma sintetica [46]. L’attività biologica della vitamina E si basa sulla sua capacità di invertire specifici sintomi da carenza di vitamina E [25], quindi è un fatto scientifico che, nel complesso, la vitamina E sintetica ha meno capacità di correggere le carenze. C’è un motivo interessante per questo, cioè che il corpo regola la vitamina E plasmatica attraverso una specifica proteina di trasporto nel fegato, mentre non ha tale proteina per altre forme di vitamina E [75]. O in altre parole, il fegato produce una proteina che gestisce vitamina E negli alimenti, ma non per le forme sintetiche. Uno studio su fegato animale ha trovato che un complesso di vitamina E naturale nei cibi era 2,6 volte più conservato di isolato d-alfa tocoferolo succinato (che è la cosiddetta ‘forma naturale’ una volta che è isolata dal suo cibo-complesso) [12] . Un altro studio su animali suggerisce che la vitamina E naturale ha meno tumorigenicità della vitamina E sintetica [39].

VITAMINA H, BIOTINA: La biotina è una vitamina solubile in acqua, una volta conosciuta come vitamina H. “Vari derivati di ​​biotina, analoghi, e antagonisti sono noti … La maggior parte della biotina dei prodotti naturali è legata alle proteine” [79]. Tuorlo d’uovo, fegato, e alcune verdure sono relativamente ricchi di biotina [79]. Biotina sintetica è fatta da acido fumarico (trans-1 ,2-etilene [50]) [49]. Nei ratti una carenza è facilmente invertita con albume d’uovo essiccato [116]. I batteri intestinali possono produrre una piccola frazione di biotina. Al momento non si dispongono di studi comparativi diretti.

VITAMINA K: Molti composti hanno attività vitaminica K, ma almeno uno (K3) risulta essere pericoloso [31]. La vitamina K1 (fillochinone) è come si trova nelle piante e “non ci sono segnalazioni di effetti tossici di fillochinone a 500 volte il suo RDA” [31]. E ‘ormai riconosciuto che il menadione (la sostanza inizialmente conosciuta come vitamina K3) “non dovrebbe essere impiegato più come una forma terapeutica di vitamina K” (può causare anemia emolitica, iperbilirubinemia e ittero nucleare nei neonati) [31]. Verdure verde scuro sembrano essere la fonte primaria di vitamina K1 [80] e alimenti fermentati di K2 (natto, formaggi etc). Vi è un’altra forma di vitamina K che si trova nella dieta che viene inavvertitamente formata durante l’idrogenazione degli oli chiamata diidro-vitamina K1, questa inibisce il metabolismo della vitamina K2 [105], diminuisce la densità minerale ossea in uomini e donne [106], infine danneggia gli organi [107].  Alcuni, tuttavia, ritengono che questo tipo artificiale di vitamina K possa essere ancora benefica per la salute umana [81].

 

CONCLUSIONI

Le tecniche di trasformazione dei prodotti alimentari possono ridurre la quantità di ogni nota vitamina essenziale [56]. La raffinazione del riso ha ridotto le vitamine del complesso B e inizialmente ha portato alla morte in Asia a causa del beriberi [4,19]. Anche se le vitamine sintetiche vengono aggiunte al riso bianco, esse non contengono le stesse sostanze nutrienti del riso integrale (né la farina bianca contiene le stesse sostanze nutritive della farina integrale nonostante vari antinutrienti presenti in quest’ultima) [4,85]. La raffinazione della farina di mais ridusse i livelli di vitamina B-3 e amminoacidi naturali da produrre circa 7.000 morti l’anno per diversi decenni [84]. La raffinazione dei cereali integrali (tra cui grano, riso e mais) ha portato ad una drastica riduzione delle loro sostanze e complessi nutritivi [4,85]. Varie tecniche di lavorazione degli alimenti (compresa la pastorizzazione del latte) riducono la vitamina B6 disponibile negli alimenti del 10-50% [85,86] . L’irradiazione della carne e altri alimenti “modifica le caratteristiche del cibo” [27] ed è stata trovata per ridurre i livelli di vitamine A, B1, B6, E, K, e di molti altri livelli di nutrienti [6,27,90]. Nessuno ancora sa come le combinazioni di queste più recenti tecniche di trasformazione dei prodotti alimentari avranno effetto sulla salute umana [91], ma nessuno può credere che possano promuovere una nutrizione ottimale. Alla luce di ciò, dell’impoverimento del cibo odierno, non credo si possa pensare di rimediare in toto con l’aggiunta (fortificazione) di vitamine sintetiche (cereali da prima colazione insegnano), men che mai a dosaggi spropositati.

La ragione principale per cui sono state sviluppate le vitamine sintetiche sono il costo [63], una leva che usano i sostenitori ortomolecolari per dire che l’alto prezzo di quelle naturali sono una truffa, dite voi come possano competere le bacche d’acerola del Brasile con il mais ogm cinese per produrre vitamina C naturale e acido ascorbico, rispettivamente.  Una ragione secondaria probabilmente era la standardizzazione (è più difficile da standardizzare il cibo), tra cui la stabilità [7,23,27]. In realtà Herbert ha sollevato un punto interessante sulle vitamine sintetiche, quando scrisse: “La falsa dichiarazione che la vitamina C, beta-carotene e vitamina E sono gli unici antiossidanti, ignora che essi sono in realtà agenti redox, a volte antiossidanti e talvolta proossidanti, e che in quantità elevate hanno attività chimica totalmente non vitaminica, alcune delle quali può essere dannosa “[92]; questa dichiarazione combinata ai precedenti commenti  sulla vitamina B12 sintetica [5] , sull’acido folico sintetico [23] e sul betacarotene alimentano le già fondate preoccupazioni sulle vitamine sintetiche, molti credono che gli effetti antiossidanti delle vitamine sintetiche non possono corrispondere a quelle delle vitamine naturali [41-45,99-101].

Non è sempre chiaro se i vantaggi delle vitamine naturali siano dovute alla forma fisico-chimica o alla combinazione degli altri componenti alimentari che si trovano naturalmente con loro [42,95]. Indipendentemente da ciò, sembra logico concludere che ai fini del mantenimento della normale salute , le vitamine naturali sono superiori a quelle sintetiche, e che a dosaggi elevati e isolati le vitamine sintetiche possono essere dannose.

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liberamente tratto da: Thiel R.J., Natural Vitamins May Be Superior to Synthetic Ones. Medical Hypotheses, 2000; 55(6):461-469

Alessio Di Girolami

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